Autunno all’ Eremo della Verna

Ogni scusa è buona per fare un giro in moto, anche se siamo al 2 di novembre e le temperature iniziano ad abbassarsi pesantemente. 
Ma nemmeno il pericolo di congelamento ci ferma perciò, questo pomeriggio, con la complicità di una bella giornata autunnale, saliamo sulla nostra amata Aprilia, sempre col nostro fedele zainetto al seguito, e partiamo alla volta dell’ Eremo della Verna.
Attraverso un coloratissimo paesaggio autunnale, percorriamo il Passo di Viamaggio, quella che io definisco “la nostra personale porta su Toscana e Umbria”. Porta che, tra parentesi, utilizziamo regolarmente sia per le nostre uscite in moto, sia per le visite alle due regioni confinanti. Lo so, siamo molto fortunati!
Il Passo di Viamaggio oggi è strepitoso, avvolto negli intensi colori autunnali, per non parlare dell’affaccio costante sulla valle del fiume Marecchia, che lascia sempre a bocca aperta anche chi, come noi, percorre questa strada almeno una volta a settimana. 
Fa veramente freddo e, quando arriviamo al valico, che si trova a 1050 mt. sul livello del mare, siamo ormai congelati. Ma non ci fermiamo nemmeno di fronte all’evidente somiglianza con un cubetto di ghiaccio e, concentrandoci piuttosto sulla bellezza del panorama, proseguiamo verso la cittadina di Pieve Santo Stefano, da cui prendiamo la strada che porta al Passo dello Spino.
Amiamo questa tratta, con gli ampi tornanti aperti che si affacciano sul Casentino, è strepitosa. Oltretutto se, all’altezza di Viamaggio abbiamo trovato cielo coperto, qui il tempo è bellissimo e soleggiato.
La vallata è al massimo dello splendore autunnale, il susseguirsi di giallo, marrone, rosso, ocra è intenso e a perdita d’occhio. E ci sono pochissime persone per strada, perciò possiamo goderci le curve e il paesaggio.
Quando arriviamo nei pressi di Chiusi della Verna, proseguiamo in direzione dell’Eremo, attraverso la foresta che chiude un tunnel di alberi dorati sulle nostre teste: questa serie di curve è la ciliegina sulla torta. Siamo all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna.
Lasciata la moto nel parcheggio, iniziamo la passeggiata sul sentiero che attraversa il Bosco Monumentale, fino al Santuario. E’ un percorso semplice ma bellissimo, con alberi secolari che, purtroppo, lo scorso marzo sono stati divelti da una tempesta terribile abbattutasi sulla zona.

Eppure, il senso di grande serenità e raccoglimento, si avverte subito: si entra in contatto con il silenzio della natura, fino a raggiungere il Santuario edificato sul Monte Penna, a 1128 mt. di altezza.

E’ un luogo di culto estremamente affascinante, sia per l’estrema bellezza degli edifici che lo compongono, sia perchè è proprio qui che San Francesco ricevette le stimmate, il 17 settembre del 1224.

L’Eremo della Verna, è uno di quei luoghi in cui veniamo spesso, ma devo dire che non ci stanca mai: ogni stagione gli dona un aspetto speciale e, in questa giornata di autunno, è al massimo del suo splendore, sia per i colori dorati da cui è circondato, sia per i giochi di luce sulla vallata sottostante.

Inoltre è uno dei rari momenti in cui troviamo pochissimi visitatori, e possiamo veramente concederci attimi di profondo raccoglimento.

Oltre alla Basilica Maggiore,  all’interno della quale ci sono opere della bottega di Della Robbia e la Cappella delle Reliquie, si possono visitare la Chiesa di Santa Maria degli Angeli costruita proprio dal Santo, le cappelle, la pietra su cui dormiva San Francesco, il luogo in cui ricevette le stimmate, la rupe, il Sasso Spicco dove Francesco si ritirava per pregare.

Nel Corridoio delle Stimmate è possibile vedere degli splendidi affreschi con le storie della vita del Santo.

Vorremmo fermarci più a lungo, ma ci vuole un’ora e mezza di moto per tornare a casa e il sole sta calando velocemente.

Risaliamo quindi sulla nostra Aprilia e rifacciamo la strada a ritroso, godendoci un tramonto che infiamma le montagne. Ci fermiamo ad immortalare il momento, visto che una tonalità di rosso così intensa, data dal sole di novembre che inonda le foglie ocra degli alberi, non l’abbiamo mai vista. Sembra di essere finiti in un quadro espressionista.

Quando arriviamo nella piccolissima località Svolta del Podere, subito dopo il Valico di Viamaggio, ci fermiamo per bere un cappuccino bollente, perché il freddo è davvero pungente. In realtà l’ideale sarebbe immergersi in una vasca di cappuccino bollente… ma si fa quello che si può! 

Arriviamo a casa congelati, quando ormai è già buio. Ci sono volute circa tre ore per riacquistare una temperatura corporea simile a quella di essere viventi respiranti, però sarebbe stata una grande perdita non approfittare di una giornata autunnale di tale bellezza, per andare fino all’Eremo di La Verna e godersi il foliage.
E, alla fine di questa esperienza, siamo arrivati ad una conclusione: lo chiamano foliage, perché “esplosione di una tavolozza di colori paradisiaci che rendono il paesaggio degno di un libro di fiabe” era troppo lungo!
Claudia B. Daniele L. e Aprilia Tuono
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