Itinerario tra i borghi dell’Osttirol

E’ deciso: a Capodanno vada per il Tirolo! Peccato che, questa regione dell’Austria, sia piuttosto ampia e si suddivida in due parti Nordtirol e Osttirol.
In soli cinque giorni, i classici che abbiamo a disposizione per il piccolo viaggio di fine anno, non è possibile dedicarsi ad entrambe le aree, senza rischiare di esagerare e passare tutto il tempo per strada. Scegliamo, quindi l’Osttirol o Tirolo Orientale. 
Il nostro rapporto con la neve è di amorevole convivenza: viviamo in un luogo in cui nevica regolarmente, andiamo d’accordo con i pupazzi di neve, meno con gli scivoloni sul terreno ghiacciato.
Invece, fra noi e gli scii il rapporto è difficile, praticamente è un amore mai nato. Quindi in Osttirol ci dedicheremo a delle belle visite, ma niente impianti di risalita. 
Trovo un piccolo, adorabile appartamento mansardato, tutto legno e lilla, in un paese di nome Ainet, vicino a Lienz e, la mattina del 29 dicembre possiamo finalmente partire.
Prima di passare il confine con l’Austria, visitiamo alcune località dell’Alto Adige: Laion, Chiusa, Gudon e Villandro. Sono tutti borghi molto vicini fra loro, piccoli e caratteristici.

Possiamo solo immaginare quanto, nel periodo dell’Avvento, il loro splendore possa aver veramente toccato l’apice, ma anche in queste giornate che precedono il Capodanno, riusciamo a trarne il meglio. Sicuramente è un grande piacere muoversi senza l’afflusso pesante di turisti, godendosi il silenzio dei borghi e concedendosi il lusso di viverli senza ritmi indiavolati.

Ogni paese è un quadro vivente: belle case colorate, si alternano ad antichi masi ristrutturati; piazze che costituiscono il cuore del paese, con le chiesette addobbate per il Natale; poi i vicoli acciottolati, gli angoli ricoperti di neve e, tutto attorno, le meravigliose montagne imbiancate, tra le quali si muove sinuosa la nebbia. Si respira un’atmosfera di serenità e pace, mentre si percorrono le stradine di queste località.

Quando risaliamo in auto, per raggiungere Ainet, è ormai pomeriggio inoltrato. Il paesaggio si fa sempre più bianco attorno a noi, mentre raggiungiamo il confine. Il piccolo paese, è placidamente disposto in una vallata, circondato da montagne altissime, che possiamo osservare dalla finestra, durante i pasti.
Ceniamo sull’isola della piccola cucina e, distrutti, andiamo subito a dormire. Dobbiamo recuperare le forze per domani.
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L’azzurro del cielo ci augura buongiorno. In una silenziosa serenità, facciamo colazione godendo della vista sulle montagne quindi, con una temperatura molto al disotto dello zero, partiamo per le nostre escursioni. 
Dopo una veloce sosta nel piccolissimo paese di Oberlienz, ci dirigiamo verso la città di Lienz, capoluogo dell’Osttirol, circondata dalle Dolomiti.
Il centro storico è grande e molto bello, difficilmente si trovano cittadine che non siano dei salotti, in Austria. Ci si muove fra i bei viali che collegano le piazze, dove edifici colorati spiccano sul bianco della neve.

Proseguiamo, quindi, con la visita di piccolissimi paesi da cartolina, dove si passeggia tra sontuose chiese barocche, bellissimi edifici affrescati, ex-masi, presepi in legno, castelli, con cumuli e cumuli di neve che, invece di nascondere, esaltano la bellezza di questi posti: Leisach, Anras, Heinfels, Sillian.

Vicino ad Heinfels, troviamo la fabbrica della Loacker e decidiamo di fermarci a visitarla. In genere non siamo amanti di questo tipo di soste, ma devo ammettere che la curiosità ha la meglio: non puoi passare indenne da un’infanzia, in cui senti cantare un gruppo di gioiosi nanetti, che scendono dai monti del Tirolo, senza volerne sapere di più.

C’e’ un interessante museo interattivo, sulla nascita, la storia e la produzione dei famosi wafer. E, già che ci siamo, compriamo alcune confezioni di dolcetti. Ritrovarci in uno store pieno di ogni tipo di wafer, ci fa perdere momentaneamente la ragione!

Non abbiamo ancora terminato con le visite. Manca quello che, secondo entrambi, è il fiore all’occhiello di tutta la giornata: il bellissimo paese di Obertilliach.

Già la sola strada per raggiungerlo merita di essere percorsa, con le su immense vallate piene di neve e piccole chiesette che compaiono di tanto in tanto; poi si arriva in questo borgo delle fiabe, completamente composto da masi ristrutturati, legno e pietra ovunque, la chiesa barocca spettacolare, gli affacci sulle montagne…. non si può perdere un luogo del genere.

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L’ultima giornata del 2013 inizia con meno 10°: siamo molto vicini al processo di ibernazione, ma ancora non abbiamo visto il peggio…

Ci attende un lunghissimo giro di esplorazione del nord, verso l’imponente massiccio del Wilder Kaiser.
Compiamo un percorso ad anello, che ci porta a toccare le cittadine di Kitzbuhel, importante polo turistico e sciistico, con un centro storico davvero molto bello; St. Johann In Tirol, piccolo salotto delle Alpi; sostiamo alla Cattedrale di Ebbs, gioiello del barocco; è quindi la volta di Kufstein, meravigliosa cittadina, dai vicoli nascosti e la bella piazza principale su cui si affaccia l’imponente castello; subito dopo il Santuario di Mariastein, che nel suo svettare in altezza, ricorda il Santuario di San Romedio in Val di Non; infine una sosta breve a Ellmau, dove arriviamo quando il sole è ormai tramontato su un incredibile Wilder Kaiser, su cui ha dipinto tutte le sfumature dell’arancio.

Nel compiere questo giro ad anello attorno al massiccio, oltre che per le pittoresche cittadine, siamo passati anche attraverso boschi e lungo laghi scintillanti. Nonostante la neve le strade sono sicurissime e tenute alla perfezione.

Rientriamo ad Ainet davvero tardi, distrutti dopo la lunga ed intensa giornata di escursione e non riusciamo nemmeno a festeggiare l’arrivo del 2014. Pazienza, l’importante è che, la giornata di domani, ci doni altre visite indimenticabili.

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Per il primo giorno del 2014, abbiamo in programma una bella escursione nel Parco Nazionale degli Alti Tauri, dove ci dirigiamo subito dopo una breve sosta a St. Johann Im Walde: pensavamo di trovare un paese carino, invece c’e’ solo un pugno di casette.
Visitiamo Hopfgarten, St.Veit, St. Jakob che sono dei piccoli gioielli immersi nel manto nevoso.
Per l’ora di pranzo siamo a Matrei in Osttirol, entriamo nella Cattedrale e facciamo due passi ma, in realtà, questo centro non ci conquista come tutto il resto.

Nel pomeriggio scopriamo altri quattro piccoli borghi, meravigliose perle rare, placidamente adagiati nelle vallate degli Alti Tauri: Virgen, Obermauern, Pragraten, Mitteldorf.

Poi ci spingiamo fino a Kals per goderci il tramonto e il panorama mozzafiato.

Nonostante il programma ricco, ci godiamo appieno questa escursione, senza affanno e senza corse, visitando le chiese barocche, quelle medievali lignee, i vicoli nascosti e gli scorci suggestivi.
Quando rientriamo in appartamento all’ora di cena, siamo stanchi ma completamente rilassati, grazie a questa giornata.

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E’ arrivato il giorno di salutare l’Osttirol, una regione ricca di meraviglie nascoste, per chi ha voglia di guardare oltre le mete più turistiche e conosciute.
Partiamo in prima mattinata, per raggiungere il confine e concederci una sosta di un paio d’ore a Brunico dove, nonostante sia il 2 gennaio, è ancora allestito il mercatino natalizio che proseguirà fino alla Befana.
Complice l’azzurro intenso del cielo e il sole brillante, la passeggiata nel centro storico è piacevole e frizzante. Ci sono tante persone che entrano ed escono da bar e negozi e anche il mercatino è preso d’assalto.
Purtroppo la perfezione di questi cinque giorni, la paghiamo tutta al rientro, perché troviamo tantissimo traffico sia sulla statale che collega Brunico al casello dell’autostrada, sia sull’autostrada stessa.
E’ sempre la stessa storia: quando si percorre la A22 è raro non trovare ingorghi. Ma noi cerchiamo di essere zen e ci arrendiamo al nostro destino! In fondo, dopo cinque giorni perfetti, dovrà verificarsi almeno un piccolo intoppo, no? Se no la situazione sarebbe surreale.

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Consigli utili
-Su una scala piena di neve, è inutile tentare la sorte, stare col naso per aria e l’obiettivo della macchina fotografica pronto, sperando in un esito positivo. E’ matematico scivolare. E se nei dintorni ci saranno simpatici alpaca che ruminano sulla neve, nessuno accorrerà in vostro aiuto, nemmeno vostro marito, preso come sarà, dal peloso spettacolo animale.
-Non aprite quella porta. Io lo capisco che, durante certe visite, la curiosità possa essere una cattiva consigliera. Ma cercate di utilizzare tutta la vostra conoscenza dei film horror, prima di agire. Se state esplorando gli ambienti di un luogo sacro e, dietro una porta sentite rumori strani, fidatevi: stanno dicendo messa. Quindi non aprite quella porta, sareste di disturbo.
-Non sentitevi in imbarazzo ad ordinare un mero cappuccino, alle nove del mattino, con meno 18° gradi di fuori, anche se tutti intorno a voi ingollano grappa e vinello come fossero cioccolata calda. Meglio che qualcuno, su quelle strade di montagna, resti lucido e consapevole. Ma, a pensarci meglio, la grappa forse sconfigge meglio il freddo, rispetto al cappuccino…

Claudia B.

6 Commenti

    1. Ciao Giulia! A dire il vero anche io faccio un pò a cazzotti con l’inverno (tendo ad aver freddo pure ad agosto….), ma in effetti posti come l’Austria, oppure l’Alto Adige, oppure l’Alsazia, secondo me in inverno hanno una marcia in più. Sono pieni di un’atmosfera che non si trova in nessun altro momento dell’anno, nonostante siano sempre luoghi bellissimi da visitare 🙂
      Un bacione!
      Claudia B.

    1. Ahahahah, in effetti dopo il “nevone” che ci ha quasi soffocati nel 2012, anche io ho iniziato a litigare con la neve!!! Ma devo dire che il rapporto è migliorato proprio grazie ai viaggi invernali in Austria. Non so, forse perché li sembra posizionata ad arte, è un incanto, ma sa sempre conquistarmi 😉
      Comunque in estate ci sono colori che ti avvolgeranno come una tela espressionista 🙂
      Un bacio,
      Claudia B.

  1. Ma fantastica tutta quella neve, magari l’avessi trovata anch’io! Alla fabbrica Minkiacker ci arrivai in bici tramite la ciclabile della Drava, fu un viaggio che non mi lasciò molto, forse perchè era fine estate, pioveva e faceva freddo. Non so quanta acqua presi in quei 50 km in bici! Infatti anche Lienz non mi ha fatto battere il cuore. 🙁 Ma sono sempre per le seconde possibilità!
    Che belle foto che hai fatto, il Tirolo si è messo in posa per te! *_*
    PS: tuttappost? 😉

    1. Ma non mi dire! Tu hai fatto la ciclabile? Io e la bici abbiamo un rapporto orrendo, ma quella benedetta ciclabile mi attira tanto. Forse perché negli ultimi anni ne ho sentito parlare così tanto, che mi sta iniziando a fare capolino nella mente con insistenza. Magari senza pioggia però. E senza freddo.
      Alla Minkiacker ho rischiato di perdere la seconda metà del blog, era super attirato da tutto quello che vedeva, persino dagli gnomini di cartone. Voglio pensare che, vista l’altezza, gli ricordavano me!
      Hai ragione sai per le seconde possibilità. Io che in genere proseguo dritto senza tornare indietro, nel 2016 ne ho date parecchie di seconde occasioni; l’ultima sarà per Salisburgo, a Capodanno. Onestamente rispetto a Lienz ci sono altre città che meritano una visita molto più, soprattutto verso gli Alti Tauri e il Wilder Kaiser, nel nord della regione. Lienz è carina, ma non indimenticabile, forse la colpa non è tutta del freddo e del tempo infelice!
      Mi piace pensare che il Tirolo si sia messo in posa, soprattutto visto che ho quasi perso una mano per fotografare senza guanti 😉
      Per il resto diciamo abbastanza appost…a volte mi ingolfo,non riesco a riattivare gli annunci e magari faccio un pò di casini, ma devo dire che questo WordPress è davvero super intelligente, fa un sacco di cose carine anche da solo. Tranne pulirmi casa, bastardello! Ahahahahah!
      Ciao cara, buona serata!
      Claudia B.

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