In moto al Castello di Montegiardino

Quando pensiamo alla Repubblica di San Marino, pensiamo alla mole gigantesca ed impressionante del Monte Titano, quel massiccio roccioso che ospitò la prima comunità libera, fondata dallo scalpellino dalmata, Marino (di cui ho scritto qui). 
La cosa che spesso, purtroppo, viene ignorata dai tantissimi turisti che giungono fino a qui, è che la Repubblica di San Marino nasconde anche castelli, posizionati nelle zone di confine, i quali racchiudono nella propria conformazione l’aspetto del piccolo borgo da sogno, distaccato dal caos e della “notorietà” che caratterizzano i luoghi turistici.
Potevamo, perciò, noi di Voce del Verbo Partire, non parlarvi di questi angoli silenziosi e pittoreschi, tanto vicini a noi? Domanda retorica, ovviamente, visto che sono qui a mostrarvi le foto scattate durante una motociclistica domenica diversa, nel piccolissimo e delizioso Castello di Montegiardino.
La Serenissima Repubblica di San Marino, infatti, è suddivisa in nove castelli e, Montegiardino, fa parte del “pacchetto”, definiamolo così; i nove castelli sono, a propria volta, suddivisi in 43 curazie, le quali corrispondono a quelle che in Italia chiamiamo frazioni.

Insomma, uno Stato piccolino, con un’area di poco più di 61 kmq, ma comunque ben definito e, sicuramente, preso d’assalto tutto l’anno dal turismo. Ecco perché voglio lasciarvi un’idea supplementare, per approfondire la visita nella più antica Repubblica del mondo.
Raggiungere Montegiardino in moto, è quanto di più bello possiamo fare in questa domenica nella quale, finalmente, splende il sole. La pietra dei palazzi contro il cielo terso, sembra quasi splendere e, passeggiare negli stretti vicoli del castello, all’ombra, mentre il blu si staglia sopra le nostre teste, è un piacevole idillio.

Forse per il silenzio pomeridiano in cui il borgo è immerso; forse per la luce che colpisce di sbieco gli edifici, infiltrandosi sotto i piccoli passaggi coperti e creando ombre suggestive, fatto sta che, complessivamente, il più piccolo e meno popoloso fra i nove castelli della Repubblica di San Marino, colpisce. Colpisce per la sua familiare semplicità, perché ti accoglie con garbo, dopo il chiasso e la forte personalità del maestoso e bellissimo centro storico, sul Monte Titano.

Sia chiara la differenza: mentre là abbiamo un sito artistico degno di nota, architettonicamente intatto, dichiarato dall’Unesco “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”, che attira curiosità, sguardi, ammirazione sin da quando si esce dal casello autostradale di Rimini, a Montegiardino abbiamo la serenità di un borgo di campagna, caratteristico e vivibile…di soli 3,31 kmq!

Il castello risale al periodo dei Longobardi, sebbene siano stati ritrovati manufatti di epoca romana. Fu a lungo possedimento dei Conti di Carpegna e, in seguito, parte dei vasti domini dei Malatesta, che lo fortificarono, viste le mire espansionistiche che nutrivano nei confronti della Repubblica di San Marino

Poco dopo la metà del XV secolo, in seguito ad una guerra, Montegiardino passò entro i confini della repubblica, insieme ai castelli di Fiorentino, Faetano e Serravalle.

L’aspetto odierno di Montegiardino, è rimasto perlopiù immutato nei secoli: quando, in seguito all’annessione, venne smantellata la fortificazione, gli abitanti iniziarono a ricavare piccole abitazioni all’interno del vecchio castello, in un susseguirsi di piccolissimi, minuscoli vicoli, davvero pittoreschi. Ad immettere in questo regno antico, il portale d’ingresso sormontato da uno stemma in pietra.

L’ottocentesca Chiesa di San Lorenzo si trova proprio a ridosso del borgo, sulla cinta esterna, a pochi passi dalla porta. Tutto intorno una campagna rigogliosa e splendente che si apre a perdita d’occhio, fino a spaziare sulla mole del Monte Titano e sulla costa adriatica.

Quando risaliamo in moto decidiamo che non è ancora giunto il momento di tornare a casa e, dopo il verde, ci concediamo il blu in ogni sua più svariata sfumatura, dirigendoci verso la strada panoramica del Parco Naturale del Monte San Bartolo.

Per noi, percorrere questa tratta è sempre piacere puro, in qualsiasi periodo dell’anno ma, a primavera, in particolare, ci lasciamo assuefare sia dai colori, che dai profumi, i quali ci avvolgono come una soffice cappa di sensazioni…
La strada costiera collinare che collega Gabicce Monte a Pesaro, infatti, è un susseguirsi di curve mozzafiato, in cui borghi da cartolina si alternano a panorami meravigliosi sul Mare Adriatico. Il tutto in un quadro naturalistico ed escursionistico notevole.

Piccoli abitati come Casteldimezzo e Fiorenzuola di Focara, (in questo post) o angoli storici come la vicinissima Gradara, (ne ho parlato qui) permettono di affiancare la passione per le due ruote alla scoperta del territorio.

Un’escursione semplice, questa, una sorta di parentesi rilassante, per avvicinarci alla grande avventura che, tra pochi giorni, ci porterà in Valtellina, in moto, a vivere quella che da molti è definita “la strada più bella del mondo”: sto parlando, ovviamente, del Passo dello Stelvio (ne ho scritto qui). State con noi, quindi, per vivere un’esperienza elettrizzante sulle due ruote!

Claudia B. Daniele L. Honda Africa Twin 

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