Cosa fare nella Terra delle Gravine: visite, escursioni, degustazioni

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE

Siedo su un muretto a secco nel cuore della Terra delle Gravine. Gli ulivi e i filari di viti alle mie spalle, il sole in fronte (come recita una famosa canzone). Il cielo blu e in lontananza, il mare, che appare come uno specchio pieno di riflessi. Mi sento a casa. Perché casa è ovunque nel mondo si provi un profondo senso di pace con se stessi. Ed io in Puglia percepisco ogni fibra del mio corpo respirare e lo stomaco riempirsi di mille farfalle che si nutrono di  sensazioni. Già all’inizio dell’estate ho seguito un itinerario tra le gravine di Mottola, Ginosa e Laterza, ma il richiamo di questo territorio così ricco è stato talmente forte, che ho seguito l’istinto e sono tornata in pieno autunno per scoprirne aspetti diversi. Partendo da Mottola andrò verso Massafra e Taranto, passando attraverso masserie, degustazioni di prodotti tipici e facendo escursioni naturalistiche. Racconterò cosa fare nella Terra delle Gravine in sei giorni, un percorso dal sapore autunnale, lento e contemplativo. Seguito in una Puglia ammaliante, svuotata dai turisti, dove ci si muove con consapevolezza e attenzione per i particolari.

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE: ESCURSIONI

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Cosa fare nella Terra delle Gravine partendo da Mottola. 

Quando ho visitato Mottola all’inizio dell’estate, i colori della natura erano in piena esplosione. Il grano maturo straripava nei campi e il verde aveva quella forza accecante, come solo la bella stagione sa donare. Invece, con l’autunno, la veste indossata dalla Puglia diventa più leggera, meno intensa nei dettagli. Ogni tonalità si attenua, le voci si abbassano e diventano sussurri. Le ombre si allungano e i contorni sfumano in scie emozionali. Gli ulivi grondano frutti pronti alla raccolta, i filari di viti sono ormai stati denudati. Ed è in questo contesto che Mottola e le sue chiese rupestri mi accolgono.

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE: VISITARE LE CHIESE RUPESTRI DI MOTTOLA

Mottola è un delizioso borgo di origine contadina dal quale, nelle giornate limpide, si può spaziare con lo sguardo sino alla costa adriatica. Ancora una volta mi ritrovo a visitarla dopo il tramonto, quando le tenebre sono squarciate dalla luna e dalle suggestive luci dorate.

È in questo momento che Mottola dipinge ogni suo angolo di luci soffuse. Le piazze si animano di abitanti, mentre la zona di Schiavonia si fa silenziosa. Non si sente più il vociare tra vicini, in quello che era il vecchio quartiere slavo, ma solo passi che rimbombano nella notte e profumi che escono dalle antiche locande.

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE: PASSEGGIARE A MOTTOLA

Passeggiare a Mottola comporta un forte ritorno al passato, come quando si visitano il villaggio nella Gravina di Petruscio, oppure ci si immerge tra le simbologie artistiche delle chiese rupestri negli immediati dintorni (ne ho parlato qui). C’è sempre stata vita a Mottola, tanto che ogni istante di storia antica viene rievocato dalla struttura del paese ma, soprattutto, è ormai inciso sulla pietra.

Visite e informazioni.

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Cosa fare nella Terra delle Gravine: escursione al Bosco di Sant’Antuono. 

Il Bosco di Sant’Antuono è un polmone di 520 ettari, in cui fare escursioni nei dintorni di Mottola. È anche un luogo speciale dove, in piena estate, vengono organizzate passeggiate serali per vedere le lucciole. In autunno, invece, il Bosco di Sant’Antuono diventa il posto perfetto per raccogliere funghi vicino Mottola. I profumi nell’aria sono sempre inebrianti, ogni stagione lascia qui tonalità olfattive speciali: aromi che mi catapultano indietro nel tempo.

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE: ESCURSIONI NATURALISTICHE

Mentre seguo uno dei tanti sentieri perfettamente segnalati all’interno del Bosco di Sant’Antuono, mi torna alla mente una passeggiata naturalistica fatta tantissimi anni fa, quando ero solo una bambina e andavo alle elementari. Le maestre ci portarono a vedere i colori dell’autunno e, onestamente, credo sia nato in quel momento la mia passione per questa stagione.

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE: CERCARE FUNGHI

Roverella, leccio e fragno, mi chiudono in un abbraccio vivo, ho la sensazione che stiano camminando con me! E lo stupore aumenta, quando mi rendo conto di quanto il Bosco di Sant’Antuono ricordi la struttura delle foreste a La Gomera, isola gioiello delle Canarie. Immagino come dovesse essere in passato quest’area, quando i briganti vi si rifugiavano. Le storie di quelle vite in fuga, si intrecciano da sempre a quelle del Bosco di Sant’Antuono, collegato ad altre quattro zone boschive e cavità carsiche, come la Gravina di Sant’Elia e la Gravina di Corneto.

Ad un certo punto il bosco lascia il posto ad una bassa vegetazione mediterranea. Il cielo si apre all’infinito e, gustando frutti di corbezzolo appena colti, arrivo fino ad una zona panoramica mozzafiato. Da qui ammiro Mottola e la costa. Peccato per il tempo velato: nei giorni limpidi si possono scorgere anche le montagne del Pollino e della Sila.

Visite e informazioni.

  • Il Bosco di Sant’Antuono è conservato in modo impeccabile, dotato di segnaletica per i sentieri e aree di sosta in cui riposare o fare pic-nic.
  • Per visite guidate, escursioni ed eventi come le uscite dedicate all’avvistamento delle lucciole, rivolgersi a “Puglia Trek&Food”.

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Cosa fare nella Terra delle Gravine: visita al villaggio rupestre di Santa Marina a Massafra.

La pietra parla. È necessario ascoltarla attentamente, leggerne i segni e le emozioni impresse per sapere quanto di noi è strettamente connesso al passato. Quante simbologie e misteri sono conservati nell’arte delle chiese ipogee. Quante vite sono ancorate alle gravine da radici profonde.

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE: VISITARE LA GRAVINA DI MASSAFRA

Visitare il villaggio rupestre di Santa Marina a Massafra, è un ingresso diretto ad “una montagna rovesciata”, una roccia capace di accogliere sogni e genti. La Gravina di San Marco è la più importante delle tredici presenti a Massafra. Un ricettacolo di anime, un universo di pietra. Non ci sono documenti scritti, né testimonianze che possano raccontare la vita nei villaggi rupestri. Ma quando dico che la pietra parla non esagero. Perché ha assorbito i mondi antichi, come si trattasse di una fotocopia di roccia. Ed è attraverso l’osservazione che otteniamo risposte.

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE: VISITARE VILLAGGI RUPESTRI

Entro nel vasto ambiente centrale fulcro della vita di famiglia, che mi conduce all’alcova in cui si dormiva. Osservo il focolare posto accanto all’ingresso, sia per favorire l’uscita dei fumi dal comignolo, sia per bloccare l’accesso agli animali. Il terreno all’interno della gravina era fertile, si coltivava e si allevava bestiame, di cui venivano usate sia le carni che le pelli, per ripararsi dal freddo. Le acque venivano convogliate verso una cisterna comune, ma tante famiglie ne possedevano una personale. C’era un contatto “pensato” con il territorio, uno sfruttamento “sensato” della natura, entrambi a scopo di sopravvivenza.

L’interno delle abitazioni rupestri era perfettamente coibentato e gli scavi degli ambienti venivamo fatti in verticale, per evitare crolli. Perché allora si “ascoltava” Madre Terra, vivendo con lei, non contro di lei. La vita in gravina non era una vita semplice ma, al contrario di quanto si pensa, nel corso di questi due itinerari nella Terra delle Gravine ho anche imparato che nulla era lasciato al caso. Nulla improvvisato.

Nella parte alta del villaggio di Santa Marina c’è la stupefacente chiesa rupestre, un capolavoro che ricorda una cattedrale! Da qui si gode anche di una splendida visuale sul Castello di Massafra e sul centro storico. Perché la Gravina di San Marco è a ridosso del borgo, in pieno centro urbano.

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE: VISITARE CHIESE RUPESTRI

Non a caso una delle curiosità architettoniche di Massafra, sono le “vicinanze”. Per avvicinarsi al castello, il popolo iniziò a creare delle cavità tutto attorno alla struttura. Case grotta in cui vennero riprese le fattezze dei villaggi rupestri, tutt’ora usate come scantinati.

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Cosa fare nella Terra delle Gravine: visitare la Chiesa rupestre della Candelora.

Attraverso il paese di Massafra, portandomi verso la zona urbana degli anni Settanta. Palazzine anonime celano un tesoro: un accesso alla Gravina di San Marco e ad una chiesa rupestre piena di simbologie, la Chiesa della Candelora.

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE: VISITARE LA CHIESA DELLA CANDELORA

Scendo quaranta gradini scavati nella roccia. E, pur trovandomi tra i condomini di Massafra, arrivo in un’oasi di pace totale. Stretta nella gravina, tra fitta vegetazione e alberi di fico, i rumori si smorzano e non esiste altro che questa realtà. L’arcaica e struggente architettura, mi colpisce per la presenza di soffitti insolitamente diversi l’uno dall’altro. Un percorso figurato che conduce simbolicamente verso quello che doveva essere l’altare. È l’indicazione della via, della luce.

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE: LEGGERE IL PASSATO

E poi lei, la Candelora. La Madonna da cui la chiesa prende il nome. Mi incanto davanti all’affresco del 1100. Maria a quaranta giorni dal parto, durante la Candelora appunto, va al Tempio per presentare Gesù. Un bambino dal volto d’uomo, che incarna la divinità e l’umanità del figlio di Dio. Immagini orientaleggianti, così diverse dalla regale staticità delle rappresentazioni occidentali.

E poi la stupenda e inusuale Madonna che tiene per mano il figlio, conducendolo nel mondo al proprio fianco. Una versione così singolare e umana della maternità divina, che me ne innamoro immediatamente.

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Cosa fare nella Terra delle Gravine: visita alla Chiesa ipogea di Sant’Antonio Abate.

Entro in un palazzo nobiliare. Non ho idea di cosa mi attenda una volta varcato l’imponente portone. Sgrano gli occhi, a metà tra l’incredulo e il basito: mi ritrovo all’interno dell’antico ospedale di Massafra, un segreto angolo della vecchia città, in cui una serie di gallerie coperte a volta mi catapulta tra le pagine di un libro.

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE: VISITARE L’ANTICO OSPEDALE DI MASSAFRA

Cammino verso la parte più nascosta, scendo lungo le scale… e sono al centro della Chiesa ipogea di Sant’Antonio Abate! Due chiese unite, ma raccolte attorno alle tre immagini del Santo. Affascinanti tempere su muro che catturano lo sguardo e narrano storie.

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE: VISITARE LA CHIESA IPOGEA DI SANT’ANTONIO ABATE

In particolare la figura di Santiago di Compostela. La osservo, perché c’è qualcosa di singolare in essa. Un viso esce dell’ombra e, incredibilmente, pare quello di Cristo. Possibile? Chi sto guardando: Giacomo o Gesù? Che sia un modo simbolico per affermare, come nei Vangeli Apocrifi, che i due sono fratelli? Difficile dirlo. I misteri delle chiese di Massafra, restano fissi nella roccia.

Visite e informazioni.

  • Per l’accesso al Villaggio di Santa Marina e alle chiese rupestri, rivolgersi a “Infopoint Città di Massafra”.
  • info@massafraturismo.it
  • Telefono 0998804695
  • Cellulare 3385659601
  • Piazza Giuseppe Garibaldi, Massafra

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Cosa fare nella Terra delle Gravine: visita e degustazione in masseria. 

Un lungo viale bianco cinto da muretti a secco, mi conduce tra “le braccia della Puglia tradizionale e in divenire”: su una collina che domina la costa da un lato, e la Terra delle Gravine dall’altro, sorge la “Masseria Wine Resort Amastuola”, edificio del 1300.

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE: VISITA IN MASSERIA

Affascinata accarezzo con lo sguardo il panorama, ammirando la sequenza di “viti ad onda” disegnate secondo un’idea filosofica. Visitare questo incredibile wine resort, da estimatrice quale sono di architettura di interni, mi lascia senza fiato. Trovo sublime la forza della struttura antica, esaltata da una moderna interpretazione degli interni.

Tra natura e pietra, un tema che sembra riassumere appieno i miei viaggi nella Terra delle Gravine, trascorro ore di grande serenità, degustando i vini biologici di “Amastuola” in abbinamento a prodotti locali. Il connubio vino e cibo è perfetto, l’intera proprietà è un inno alla pace.

Provo il desiderio fortissimo, a tratti persino assurdo, di fermarmi sul verde prato della masseria, con un bicchiere di “Ondarosa” in mano. Spegnere lo smartphone, staccare il cervello e lasciare che il profumo fruttato di questo nettare, mi leghi per sempre ad un luogo tanto magico.

Informazioni e prenotazioni.

  • www.amastuola.it
  • info@amastuola.it
  • Località Amastuola Strada Provinciale 42, Crispiano

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Cosa fare nella Terra delle Gravine: acquistare vini tipici. 

Alla “Cantina Masseria Ludovico”, degusto vini che raccontano una tradizione familiare, il territorio di Mottola e la Terra delle Gravine. Già all’arrivo sono i profumi ad inebriarmi, in particolare quelli dell’uva fragola che si diffonde dal pergolato d’ingresso.

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE: VISITA AD UNA CANTINA

Dopodiché è il gusto ad accendersi, soprattutto con i vini della produzione personale, quelli grezzi, velati, che mi ricordano le bottiglie di un tempo. Alla “Cantina Ludovico” vengono utilizzate solo uve locali, una rappresentazione diretta del territorio della Bassa Murgia, da sempre soggetta ad importanti escursioni termiche.

Il cielo fuori si incupisce ma, all’interno della “Cantina Masseria Ludovico”, il sole lo portano i vini abbinati al buffet di prodotti locali. Un modo informale e piacevole di pranzare nei dintorni di Mottola.

COSA FARE NELLA TERRA DELLE GRAVINE: DEGUSTARE VINI

Per acquisti e degustazioni.

  • www.masserialudovico.it
  • Telefono 0998833376
  • Strada Statale 100, km. 56, San Basilio-Mottola

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Cosa fare nella Terra delle Gravine in sei giorni. 

La Terra delle Gravine è un territorio che va scoperto lentamente, se possibile durante stagionalità diverse e prendendosi del tempo per spingersi verso Taranto e Grottaglie. Un itinerario tra masserie, cantine, villaggi rupestri e chiese ipogee, che sa appagare ogni senso. Un percorso dalla roccia al mare, dalla terra all’aria. Un viaggio che ha la forza di invadere l’olfatto, affascinare la vista, accarezzare il tatto, emozionare il palato e narrare all’udito. Senza dimenticare la gentilezza con cui conquista il cuore e accende la curiosità.

Claudia B. in collaborazione con Infopoint Mottola e Regione Puglia – Assessorato all’industria turistica e culturale

10 Commenti

  1. Ma sai che ora che ci rifletto non avevo mai associato la Puglia ai funghi? Immagino che si coniughino alla grande nell’immensa tradizione culinaria di questa regione! Quanto mi piacerebbe visitare quei villaggi rupestri, sarebbe come prendere un diretto per il passato che qui è ancora più “selvaggio” di posti come ad esempio i Sassi di Matera. Mentre scorrevo le tue foto degli ipogei e ascoltavo le tue impressioni sul viso affrescato mi è venuto un brivido…per ora non ti dico nulla però 😉
    Ed ora Claudia facciamo un gioco: se ti dico “Puglia” tu cosa mi rispondi? Così a caldo e senza pensarci! 😀

    1. Ommiodio Dani! Questa suona come anticipazione dei #raccontidelcagotto! Tu sai che è l’appuntamento blog che più attendo durante l’anno? Stavolta, tra l’altro, leggerò il mitico racconto proprio dalla Puglia, per cui parto il prossimo lunedì. A questo proposito, ti supplico, spaventami ma con parsimonia, perché sarò da sola in hotel e si prospetta una notte insonne…
      I villaggi rupestri e le chiese ipogee, sono tra le due architetture di Puglia che più amo. Laddove Matera è stata ampiamente rimaneggiata, qui c’è ancora tutta la verità del passato.
      A proposito dei funghi, così come delle erbe spontanee, devi sapere Dani che la Puglia ne è strapiena! Una cosa che ho subito imparato, è che questa terra è perfetta per vegetariani e vegani 🙂
      Nel dirti che la tua domanda finale mi mette ansia (temo sempre ci sia qualcosa sotto, tipo test psicologico… e lì sarebbe la fine), proverò a rispondere comunque. In realtà sono tre le parole venutemi in mente: terra, appartenenza e, del tutto subdolamente, cibo. Chissà come mai…
      Bacioni,
      Claudia B.

  2. Non voglio fare come quelli che dicono “che ci vai a fare a all’estero quando in Italia abbiamo tutto” però in questo momento mi ritrovo molto d’accordo sul fatto che in Italia abbiamo davvero – se non tutto – tantissimo. Questi luoghi lo dimostrano: storia, cultura, arte, natura, gastronomia.
    Ma le lucciole quindi si trovano ancora da qualche parte? Fino a una quindicina di anni fa c’erano anche nel prato dietro casa mia, fino in cima alla collina, ora invece è rarissimo vederne una.
    Buona domenica 😘

    1. Anche io odio dirlo e sentirmelo dire: il campanilismo da viaggio mi mette ansia. Però… in Italia c’è davvero un patrimonio immenso. Che non significa tutto o in maniera esclusiva, ma di certo possiamo trovare un tale quantitativo di siti e itinerari, da essere quasi infiniti. Guarda la sola Puglia quanto potenziale ha!
      Ebbene si, le lucciole ancora si trovano. Oltre al Bosco di Sant’Antuono, ti segnalo la zona di Gabicce, nelle Marche al confine con la Romagna e anche il Parco Nazionale della Majella dove, la scorsa estate, ho passato tre serate a stretto contatto con le lucciole!
      Ti abbraccio,
      Claudia B.

  3. maria de marco

    Un viaggio che non stanca mai ,che sorprende e incanta anche chi come me lo fa quasi tutti i giorni ,ogni volta è come fosse la prima volta.
    Maria De Marco
    aps Grott’Art, Grottaglie.
    P.S :. Appena tornata ,felice, da un’escursione fatta tre volte questa settimana.

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