Cosa vedere a Graz in due giorni

Cari lettori, vi siete ripresi dal lungo periodo delle festività? Avete sfruttato l’occasione per partire, oppure siete rimasti tranquillamente a casa?
Noi abbiamo approfittato del momento, per fare un paio di brevi uscite: la prima, di cui vi ho già parlato, sulle Dolomiti, in occasione del nostro anniversario di matrimonio, per visitare i mercatini di Natale più piccoli e meno conosciuti (se vi siete persi il racconto, cliccate qui); la seconda, di cui sto per scrivere, in occasione del Capodanno, in Stiria.
Premetto che non abbiamo vinto alla lotteria: diciamo che, risparmiando qualche mese e prenotando autonomamente, tramite siti specializzati, che propongono un ottimo rapporto qualità prezzo, siamo riusciti a regalarci queste due brevi, ma intense fughe.
Ammetto che, per quanto riguarda la Stiria, sono partita un pò meno preparata del solito, nel senso che, dovendo seguire ed aggiornare il blog costantemente, mi sono ritrovata con un itinerario sommario, stilato a settembre (a volte la lungimiranza paga!) ma, alla fine, il grosso l’ho dovuto pianificare in appartamento, grazie all’ottima connessione wifi.
Non nego, poi, che il materiale cartaceo, trovato all’Ufficio Informazioni Turistiche di Graz, ha fatto il resto….questa volta sono stata fortunata, la prossima prometto che mi preparerò meglio! Come a scuola!
Ma torniamo alle cose serie. Perché la Stiria? Perché vogliamo approfittare del fatto che l’Austria sia così piacevolmente vicina a noi e, di conseguenza, visitarla un pò alla volta, regione per regione. Quando si può approfittare di certe fortune, meglio prenderle al volo!
Diciamo che, in genere, il nostro viaggio di Capodanno, si dipana su cinque giorni: in questo caso, la tratta fino a Graz è stata piuttosto lunga… soprattutto durante il rientro, con la neve, per cui abbiamo potuto sfruttare solo parzialmente, il tempo a nostra disposizione.
Arriviamo a Graz nel primo pomeriggio del 30 dicembre, sotto ad una pioggerellina piuttosto noiosa. Il tempo di prelevare le chiavi dell’appartamento, fare gasolio preventivamente (in modo da partire avvantaggiati dopodomani: questa volta, non ci faremo cogliere impreparati!), sistemare super velocemente i bagagli, fare una doccia e, finalmente, possiamo uscire, per una prima passeggiata panoramica in centro! In realtà, seppur piuttosto tardi, vorremmo anche mangiare qualcosa, dato che non ci siamo fermati in autostrada, allettati dalla possibilità di goderci un caldo hot-dog.
La vera difficoltà si pone sui parcheggi: oibò, per sostare a Graz bisogna svuotare il salvadanaio! Se volessimo fermarci qui l’intera giornata, è molto probabile che ci verrebbe a costare quanto l’intero soggiorno. Dato che sono le sedici, ci limitiamo a pagare la sosta per un paio d’ore, anche perché il massimo consentito arriva a tre ma, per domani, vedremo di organizzarci con i mezzi pubblici. O, in alternativa, potremmo vendere la casa…
Iniziamo la nostra passeggiata, senza nemmeno saper bene dove dirigerci: giuro ragazzi, è la prima volta che mi presento tanto impreparata all’appello! Non era mai successo, nemmeno nei viaggi organizzati! Soltanto questo benedetto blog poteva assorbirmi tanto dal farmi tralasciare le buone maniere…è imbarazzante. Nel dubbio, ci atteniamo alla regola migliore: seguire i gruppi che scendono dai pullman turistici, stile tenente Colombo che si accinge a pedinare l’indiziato. D’altronde, se non lo sanno loro dove andare…
Magia delle magie, oppure fortuna delle fortune o, ancora, “bravo navigatore che ci hai portato nel posto giusto”, entriamo in centro proprio dalla Burgtor, quella che immette direttamente al cospetto del grandioso duomo della città. Quando si dice l’eleganza del viaggiatore fortunato. Anzi, facciamo atto di grande modestia e ringraziamo le migliaia di puntate, trasmesse in infinite repliche, del “Tenente Colombo” e della “Signora, te lo dò io il Giallo, Fletcher”, che ci hanno insegnato i rudimenti fondamentali del pedinamento.
Non ci fermiamo adesso a visitare il duomo, lasciamo tutta la parte “tecnica” a domani: per queste due ore, vogliamo solo concederci il piacere di fare conoscenza con la città, entrare in sintonia con Graz, assorbirla piano piano, per accedere, poi, al suo cuore. Con calma, visto che possiamo scegliere.
Percorrendo la Hofgasse, ci imbattiamo anche nella Freiheitsplatz, grandiosa ed elegante e, subito dopo, siamo attratti dall’accattivante vetrina di un panificio che, col suo gusto retrò, si discosta completamente dalla modernità degli altri negozi: si tratta della storica Edegger-Tax, antico panificio di corte, il cui portale è sormontato da un’aquila bicipite dorata.
La tentazione di entrare, a questo punto, è impellente ma, dato che siamo arrivati fino a qui, con l’idea di hot-dog e patatine, decidiamo di resistere ancora un pò… quando si dice “avere le idee chiare”!

Al termine della via, ci immettiamo con grande piacere, su quello che, a mio avviso, è uno dei vicoli più affascinanti di tutto il centro storico, la Sporgasse, pittoresca stradina acciottolata, che si arrampica dalla Hauptplatz sino alla Karmeliterplatz, come un romantico filo conduttore.

Oltre ai negozietti dei più disparati generi, infatti, su questa via si affacciano splendidi edifici che, come scopriamo immediatamente, nascondono uno dei maggiori tesori di Graz: i cortili. I meravigliosi palazzi gentilizi, perfettamente conservati, infatti, celano questi angolini pittoreschi, tutti da visitare che, in alcuni casi, ospitano negozietti, ristoranti o bar. 

Attirati dallo scorcio ameno, entriamo nel cortile dei Cavalieri Teutonici, all’interno del palazzo appartenente all’omonimo ordine. E’ un angolo senza tempo, dove il silenzio e la pace, fanno da contrasto alla vita che scorre veloce, nelle vie esterne.

Riprendiamo a percorrere la Sporgasse, mentre il buio cala sempre più velocemente e le luci natalizie, finalmente, brillano nella sera, togliendo un pò di quella patina grigia, data dal maltempo.

Poco prima di accedere alla Hauptplatz, da cui sentiamo provenire il tanto agognato profumo di hot-dog (non per essere fissati, ma è dall’alba che non mettiamo nulla sotto ai denti), restiamo per un attimo senza parole davanti alla sontuosità della Luegghaus, la cui facciata è riccamente stuccata con motivi floreali, frutti e, se si guarda bene, con bocche e nasi. A pianoterra, un grazioso porticato nasconde le vetrine di una nota cristalleria.

La Hauptplatz, cuore storico di Graz, è il principale punto di riferimento della città: praticamente da qui, parte ogni via o vicolo che immette nel tessuto urbano; sempre da qui è visibile la collina dello Schlossberg; ancora qui, sin dalla fine dell’Ottocento, possiamo trovare il grandioso edificio del Rathaus; e, anche se nessuno è interessato, ancora oggi, nonostante il periodo dell’Avvento sia passato, la Hauptplatz, ospita chioschi che propongono ogni tipo di cibo e bevanda. Signori, una pausa hot-dog e patatine, ora, non ce la leva nessuno!

Terminato il nostro “pranzo-merenda-momento di immersione nelle usanze locali”, un vicoletto attira il mio sguardo ed il mio obiettivo. Lo faccio notare a Daniele e, affascinati, muoviamo i primi passi verso questo angolo, che sembra completamente esterno alla grande città che è Graz.

Ci troviamo, così, catapultati in un mondo a parte. Non più una città, ma un borgo: siamo nel Quartiere dei Francescani. Un universo a sè! Negozietti, botteghe, birrerie, fanno da contrappunto a locali più modaioli, dove i giovani vanno a prendere un aperitivo o consumano una buona cena.

In realtà, col fatto che il quartiere ospita ancora alcune casette del mercatino natalizio, la maggior parte delle persone, si ferma ai chioschi, per sorbire punch e vino caldo, alla luce delle decorazioni…Molto più suggestivo.

La mole della Chiesa dei Francescani, che si affianca al monastero, occupa buona parte della piazzetta, creando un bell’effetto artistico, in tanta gradevole mondanità.

Dalla Franziskanerplatz raggiungiamo il lungo fiume, dove troviamo un Mur piuttosto irrequieto, oltre ad altre casette del mercatino le quali, però, vendono perlopiù cibo e portafortuna per l’anno nuovo.

Come da tradizione, a cui peraltro ci siamo amabilmente abituati, sia nei centri storici delle città, che lungo le vie di collegamento, a Capodanno si trovano tante bancarelle che propongono maialini beneauguranti, di ogni forma e fattezza.

Percorriamo alcuni passi lungo la Murgasse, su cui vi sono tanti negozi, prima che un nuovo cortile ci attiri con la sua discreta e pittoresca presenza, permettendoci di tagliare il traffico cittadino ed accedere alla elegante Sackstrasse la quale, insieme alla Herrengasse, raggruppa negozi d’artigianato, gallerie d’arte, musei, laboratori, oltre a sofisticate boutique.

In un tripudio di vetrine egregiamente decorate, appartenenti ad uno dei grandi magazzini più importanti di tutta l’Austria, che si affiancano a palazzi signorili, arriviamo all’amena Schlossbergplatz, da cui si gode di un bellissimo punto di vista sullo Schlossberg e sulla scalinata che conduce al sito.

In realtà, nelle ombre della sera, interrotte solo dalla fioca illuminazione, che si riflette sul selciato bagnato di pioggia, si respira una sensazione di arcana suggestione. Se non fosse per il viavai di persone, che raggiungono l’ascensore panoramico, altra via d’accesso allo Schlossberg, probabilmente potremmo pensare di essere stati trasportati indietro nel tempo…

Dopo aver controllato gli orari di apertura dello Schlossberg, per domani, torniamo lentamente verso la Hauptplatz e ci fermiamo un attimo ad ammirare il grandioso monumento che domina lo spazio centrale, la gloriosa fontana dell’Arciduca Giovanni d’Asburgo.

Visto che ci siamo, ne approfittiamo per accedere al cortile del Rathaus, aperto ovviamente al pubblico, anche se, in questo caso, è molto più d’impatto l’ingresso, elegante e sontuoso, come l’intera struttura. Fortunatamente troviamo materiale informativo sulla città, lasciato a disposizione dall’Ufficio Informazioni Turistiche, ed è così che recupero le mie pecche organizzative…

Prima di andarcene, visto che resta ancora un pò di tempo allo scadere dell’oneroso parcheggio, scendiamo lungo l’elegantissima Herrengasse, da sempre fulcro della vita pubblica di Graz, circondata da palazzi signorili ed incredibili case gentilizie, dalle spettacolari decorazioni e, ovviamente, con cortili tutti da scoprire.

Ma, non volendo anticipare nulla della visita di domani, ci limitiamo a passeggiare tranquillamente sul viale, fino all’imbocco della Jacominiplatz, luogo in cui arrivano i mezzi pubblici della città.

E’ un piacere ammirare il sontuoso viale, le eleganti decorazioni natalizie, i bei negozi (aperti con orari e standard “umani”, non come da noi, dove si sacrifica ogni libertà individuale, in nome del consumismo… scoprire, ad esempio, che l’Ikea è chiuso di domenica e aperto con orario ridotto il sabato, ha aumentato a dismisura la mia stima per questo paese), tutto con notevole pace e con la sola interruzione del passaggio a ripetizione del tram cittadino che, tra la Jacominiplatz e la Hauptplatz, è persino gratuito! Per il resto solo pedoni e bici.

Ci portiamo lentamente lungo la Sporgasse, che risaliamo senza affanno, per soffermarci con più attenzione sulle vetrine e sulla bellezza complessiva, di questo angolino del centro; arriviamo all’auto, lasciata vicina al verdissimo Parco Cittadino ora, ovviamente, immerso nel buio della sera, e rientriamo in appartamento, estasiati da questo primo contatto diretto con Graz. 
Subito dopo una cenetta tranquilla, mi metto a studiare il materiale raccolto, mi collego ai vari siti internet e faccio ciò che avrei dovuto fare da mesi: preparo il piano di battaglia!

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Inizia la nuova giornata di viaggio, dedicata interamente alla scoperta di Graz, contrariamente a quanto avevo inizialmente pianificato: accantoniamo l’idea di raggiungere, in mattinata, il sud della Stiria e rivolgiamo ogni nostra attenzione ad una città troppo ricca, per essere liquidata con mezza giornata di visite.
Fortunatamente, la nostra lungimirante host, ha lasciato in appartamento diverse indicazioni su come spostarsi nel nucleo urbano. Dopo aver scoperto che, a due minuti da casa, c’e’ una comodissima fermata del bus, raggiungiamo il luogo e acquistiamo i biglietti a bordo.

Venti minuti e siamo in centro, avvolti da un gradevole sole e da un cielo terso ed invitante. Ma con un freddo pungente, che porta le temperature ben al di sotto dello zero.
Una volta arrivati in Jacominiplatz, ci incamminiamo verso la parte opposta della città, per raggiungere la Schlossbergplatz e, in particolare, il terzo punto d’accesso allo Schlossberg: la storica funicolare.

L’esserci avventurati ieri, per le vie di Graz, ci fa muovere con grande sicurezza e, seguire gli itinerari proposti dai depliant dell’Ufficio Turistico, si rivela la scelta migliore, per non perdere nemmeno uno dei tanti punti artistici della città.

Presentiamo i biglietti del bus, allo sportello della funicolare e, in questo modo, possiamo utilizzare gratuitamente il servizio: da cento anni, i vagoni panoramici, collegano il centro storico alla verdissima collina, su cui sorge lo Schlossberg. Un modo davvero bello, per godersi il panorama mentre si accede al sito.

Una volta in cima, la vista sulla città e sulle cime circostanti, è a perdita d’occhio, 360° di panorama mozzafiato, di cui possiamo usufruire attraverso una passeggiata esplorativa, non ancora contaminata da rumorosi gruppi turistici, accompagnati solo dal cinguettare di qualche coraggioso uccellino.

Il nome Graz, deriva proprio dallo slavo Gradec, ossia piccolo castello, riferito alla rocca che, più di mille anni fa, sorgeva su questa collina. Dal 1544, il forte venne ampliato notevolmente, su progetto dell’architetto italiano Domenico dell’Aglio, il quale rese l’edificio uno dei più possenti ed inespugnabili di tutti i tempi, tanto da mettere in difficoltà persino Napoleone Bonaparte.

Pensate che, solo in seguito alla conquista di Vienna, Graz dovette arrendersi al domino del piccolo, grande condottiero, lasciando che la fortezza venisse smantellata, per tener fede agli accordi di pace.

Ciò che resta dell’orgogliosa architettura, sono solo la Torre Campanaria, in cui ci imbattiamo appena usciti dalla stazioncina della funicolare, e la Torre dell’Orologio, visibile da ogni punto della città. Esse furono risparmiate solo in seguito al pagamento di un copioso riscatto.
La Torre Campanaria risale al 1588 e, all’interno, è conservata la Liesl, la famosa campana della città; subito dopo, possiamo ammirare il vasto palcoscenico Kasematten, angolo davvero suggestivo in cui si tengono diversi spettacoli estivi, ricavato dai magazzini e dalle prigioni sotterranee, dell’antica fortezza.

Da qui, inizia ad aprirsi ancor più, il panorama sulle montagne e sulle vallate, strepitoso quadro che accompagna il corso del fiume Mur; alle nostre spalle il Parco Belvedere, con la sua cisterna d’acqua, curatissimo nonostante la stagione.

Questo scende ad incorniciare il Leone Hackher, statua bronzea che rappresenta metaforicamente il coraggioso barone Franz Xaver Hackher von Hart, il quale tenne testa all’esercito francese, avvalendosi di un solo pungo di soldati.

Proseguiamo verso il Kanonebastei, il bastione che ricorda proprio l’occupazione francese, con i quattro cannoni presenti. Peccato che il cancello d’acceso sia chiuso, ci sarebbe piaciuto poter vedere il panorama da questo punto d’osservazione. 

Fortunatamente, a pochi passi da qui, all’altezza dello Stallbastei e del Pavillion Cinese, possiamo spaziare con lo sguardo sia sulla Torre dell’Orologio, che sui tetti rossi della città di Graz, a contrasto con l’azzurro sempre più intenso del cielo. Definirlo bellissimo è poco.

Una volta scesi alla Uhrturm, facciamo un giro intorno a questa possente Torre dell’Orologio, simbolo della città stessa, facente parte anticamente della struttura difensiva del castello. Tutto attorno ai tre quadranti, corre una struttura di legno, che serviva per avvistare eventuali incendi.

Da qui, entriamo nei Giardini Herberstein, inondati dal sole, un meraviglioso parterre, alternato a terrazzamenti, da cui il panorama è davvero favoloso. Nel 1930, i giardini furono aperti al pubblico e collegati al centro storico, con la famosa scalinata monumentale, di 260 gradini, che decidiamo di discendere per arrivare fino alla Schlossbergplatz: un modo assolutamente gradevole di tornare, per così dire, con i piedi per terra, dopo questa sorta di volo panoramico sulla città.

Come già accennavo ieri, da questa piazza parte anche l’ascensore in vetro che porta in cima alla collina e, oltretutto, è possibile accedere alla galleria, la quale servì come rifugio antiaereo, durante la guerra: in realtà si trattava di un labirinto con più di sei km di tunnel!
Riprendiamo in mano il pieghevole con gli itinerari della città e, da questo punto, colleghiamo la partenza della nuova tratta, spingendoci verso il ponte sul fiume Mur dove, nel 2003, quando Graz divenne Capitale Europea della Cultura, vennero edificate due strutture avveniristiche, che andarono ad adagiarsi tra gli edifici storici, diventando parte stessa del panorama cittadino: la Kunsthaus, grandioso edificio, sede espositiva, e l’isola artificiale sul fiume Mur.

Questa è una sorta di conchiglia galleggiante, progettata dall’architetto Vito Acconci, di New York, che collega le due rive, oltre ad ospitare un bar ed un anfiteatro, con una bella vista sul lungo fiume e sullo Schlossberg.

Attraversiamo questa innovativa “isola” e ci portiamo sull’altra riva del Mur, per addentrarci in una Graz ancora diversa. Sulla Mariahilferplatz, troviamo l’intero spazio invaso da un grande gazebo, che ospiterà la festa di Capodanno; noi ci dirigiamo verso il Santuario di Mariahilf, che domina la piazza, splendido edificio costruito all’inizio del Seicento, le cui torri sulla facciata furono aggiunte solo nel secolo successivo. Ci soffermiamo un attimo sia nel chiostro che nell’interno della chiesa.

Quando usciamo, ci immergiamo piano piano nel grazioso quartiere, fatto di stradine su cui si affacciano le vetrine di piccoli negozi e, la mole della Kunsthaus, riflette la vivacità di Graz; a pochi metri la Klosterkirche del 1613: insomma, una miscela di antico e moderno, che non è mai fuori luogo.

Visto che siamo in piedi da diverse ore, decidiamo di fare una piccola sosta: il vero problema è trovare un locale in cui non sia permesso fumare. In effetti, in Austria, non vige il divieto di fumo nei locali pubblici, cosa che per noi è un grosso problema, dato che il fumo ci dà molto fastidio, soprattutto nei luoghi chiusi. Quando notiamo una panetteria-caffetteria, carina ed accogliente, ci fiondiamo fiduciosi all’interno e, finalmente, possiamo goderci il tanto agognato cappuccino!
Una cosa che stiamo adorando della città, ma che in realtà ritroviamo sempre durante i viaggi in Austria, è la grande gentilezza e cortesia degli austriaci. Immagino che lo siano con tutti i forestieri, ma con noi italiani sono carinissimi. Anche il solo salutarci con un “ciao”, con simpatia e tanti accoglienti sorrisi, è un gesto molto carino…
Ci spostiamo nuovamente sulla riva opposta del Mur, nel Quartiere dei Francescani, da cui ieri siamo rimasti tanto affascinati. A ragion del vero, ammetto che, alla luce del sole, il pittoresco dedalo di viuzze, non perde assolutamente il proprio fascino. Al contrario, si mostra nella propria totale bellezza, ogni angolo, ogni viuzza, si apre completamente al visitatore.

Entriamo anche nel complesso di San Francesco, il cui campanile barocco è uno dei simboli della città e del lungo-Mur; ci soffermiamo sulla splendida chiesa gotica, cui si affianca il monastero, dalla quale si accede al vero gioiello dell’intera struttura: il chiostro gotico.

Rischiamo, in realtà, di perderne la visita, perché non troviamo subito l’accesso; fortunatamente, provando tutte le porticine disponibili (sperando che nessuno ci scambi per ladri…) troviamo l’ingresso a questo giardinetto interno e alle artistiche gallerie, poste sui quattro lati. E’ un angolo di pace totale, non sembra nemmeno di trovarsi nel centro di Graz.

Usciamo nuovamente in strada, per attraversare vicoli e piazzette, fino al vicino Quartiere  Joanneum, un elegante insieme di palazzi e sontuose vetrine, che inglobano anche la parte posteriore del Landhaushof, elegante sede del parlamento regionale, in stile rinascimentale, opera di Domenico dell’Aglio.

All’interno, il bellissimo cortile, un vero capolavoro, ospita il presepe di ghiaccio e, attraversandolo, ci si immette sulla Herrengasse.

Qui, visitiamo l’imponente Chiesa Parrocchiale, in passato sede conventuale dei domenicani, trasformata poi in forme barocche e neogotiche.

Prima di fermarci per pranzo, entriamo all’Ufficio Informazioni Turistiche, ospitato nello stesso edificio dell’Armeria Landeszeughaus, in passato il più ampio arsenale d’Austria, oggi sede museale, con armi storiche di ogni parte del mondo.

Dato che i negozi sono aperti ancora per poco, in modo da permettere a tutti di prepararsi per la serata di Capodanno, cerchiamo subito un locale in cui pranzare. Ci attira una bella pescheria che presenta, al proprio interno, un self-service, molto curato e con tanta scelta, oltre ad un banco che permette di acquistare, in strada, hamburger di pesce, da mangiare passeggiando.

Prendiamo una porzione di fish and chips (Daniele) e merluzzo croccante con verdure miste (io) che, devo dire, sono davvero ottime e anche ben servite. 

Ci tratteniamo una mezz’oretta nell’accogliente localino, chiacchierando del più e del meno, oltre che delle visite fatte e del resto del percorso che ci attende. Non nego che Graz ci sta davvero stregando e, persino riguardare le foto fatte in mattinata, ci coinvolge, come se non avessimo appena visto direttamente quei luoghi!

E’ tempo di ripartire, quindi ci vestiamo bene e, cartina alla mano, riprendiamo l’itinerario lungo le strade di Graz. Prima di tutto, sempre lungo la Herrengasse, ci fermiamo a visitare altri due cortiletti nascosti e ricchi di negozi, il Cortile Generalihof ed il Cortile Herzoghof: in particolare, questo, appartiene alla bellissima Gemalte Haus, un capolavoro barocco, del 1742, con la facciata colma di affreschi, a rappresentare eroi e divinità mitologiche. 
Lo splendore dei due cortili, è dovuto anche al fatto che sono un collegarsi di passaggi coperti, pieni di negozietti davvero splendidi i quali, alla fine, immettono sulle nascoste, ma bellissime, Mehlplatz e Farberplatz. I due slarghi sono circondati da palazzi barocchi e rinascimentali, ai cui pianterreni si trovano graziosi locali e ristoranti. Per l’ennesima volta, Graz ci catapulta in una dimensione ancora differente, da quelle vissute finora! Sembra incredibile che la città, non riesca a smettere di stupirci.

Da questo angolo denominato “triangolo delle Bermuda”, a causa dei tanti locali che portano le persone ad alzare il gomito e, di conseguenza, non si sa mai bene che fine possano fare, non so come ci ritroviamo sull’adorabile Sporgasse: è proprio vero che i passaggi coperti ed i cortili di Graz, legano l’intera città, come un invisibile filo di Arianna!

Cominciamo a salire lungo la bella via, per raggiungere la parte alta, quella che ieri non abbiamo visitato, la quale sfocia nella Karmeliterplatz, attraverso un susseguirsi di eleganti edifici; inoltre, da qui, parte il quarto ed ultimo accesso allo Schlossberg, una strada che si inerpica dolcemente su per la collina, in mezzo al verde.

Raggiungiamo la Freiheitsplatz, nei pressi della Burgtor, a pochi passi da qui, punto d’accesso da cui ieri siamo entrati per la prima volta a Graz. Accanto alla alla porta, infatti, attraversando il cortile, si accede a quella che è una splendida scala a doppia elica, capolavoro del 1499, sulla quale possiamo salire per godere al meglio della particolare architettura, oltre che di un bel punto di vista sul duomoRicorda grosso modo, la scala elicoidale presente nel Castello di Chambord, nella Valle della Loira, in Francia, progettata da Leonardo da Vinci, le cui due rampe, però, non si incontrano mai.

E’ arrivato il momento, ora, di visitare il Duomo di Graz, la cui sontuosa bellezza difficilmente si può intuire dall’esterno: costruito tra il 1438 ed il 1464, come chiesa di corte, non a caso è affiancato al grandioso Mausoleo dell’Imperatore Ferdinando II, oggi l’edificio religioso ci presenta un’incantevole sorpresa: le prove del coro e dell’orchestra, che catturano l’attenzione di ogni visitatore. Impossibile non lasciarsi percorrere dai brividi, mentre si ascoltano queste voci angeliche, inserite in un contesto tanto regale.

Lasciamo con dispiacere il Duomo ma, d’altronde, le nostre visite non sono ancora finite. Andiamo a vedere da vicino il Burggarten, il parco cittadino accanto a cui, ieri, abbiamo parcheggiato, ma dove non abbiamo fatto nemmeno una piccola passeggiata, visto l’orario e la pioggia. Oggi, invece, col sole rosso che si avvia al tramonto, è davvero piacevole percorrerne i vialetti.

Uscendo dai giardini, riusciamo a scorgere l’elegante mole neoclassica dell’Opera di Graz, affiancata dall’avveniristica scultura in acciaio “Spada di Luce”, simbolo di tolleranza e apertura culturale.

Alle spalle dell’edificio, si trova il più grande mercato contadino della città, ovviamente ora chiuso: peccato non aver avuto il tempo, questa mattina, di venire qui a vedere le merci esposte.

Di fronte all’Opernhaus, parte un viale in salita che conduce al Duomo e al Mausoleo ma, dato che abbiamo già visitato questa parte, ci spostiamo nell’interno e raggiungiamo la Stempfergasse, una delle vie più esclusive di Graz.

In realtà è piccola e curata, non assomiglia ad un viale, piuttosto ad un elegante vicolo, molto accogliente, con negozi alla moda i quali, comunque, rispettano l’orario di chiusura anticipata, dovuto alla festività imminente.

Percorrendo interamente la via, ci ritroviamo di nuovo sulla Herrengasse, a conclusione di un itinerario davvero completo, che ci ha permesso di entrare totalmente nell’anima di Graz.

Ci spostiamo sulla Hauptplatz, dove alcuni chioschi sono ancora aperti, per fermarci a bere un caldo ed aromatico gluhwein, simile al nostro vin brulè ma, a mio avviso, molto più buono e meno invasivo come sapore. Attorno a noi ci sono persone che suonano e cantano, anticipando i festeggiamenti della serata; nonostante questo, l’intero centro storico resta insolitamente calmo, vivibile.

E’ un piacere unico passeggiare e godersi Graz, in questo pacifico clima, che non compromette nemmeno la sicurezza delle persone. Molto diverso dal vivace assalto che, tanti anni fa, ci ha gioiosamente coinvolto a Vienna (qui il diario di viaggio). Davvero piacevole ed incredibile, tanto che ci troviamo a fare il giro sommario della zona centrale, nuovamente, mentre Graz ha ormai indossato le luci della sera.
Stiamo camminando da qualcosa come nove ore, fatto che, ci rendiamo conto, è forse un tantino esagerato: in effetti, appena raggiungiamo Jacominiplatz, per salire sul bus che ci riporterà a casa, ci accorgiamo di essere davvero stanchi. Fusi, è la parola giusta. Cotti a puntino, è un’altra espressione che rende bene l’idea! Tanto che, devo ammettere, dopo una deliziosa cenetta casalinga, non riusciamo a portare a termine il proposito di raggiungere di nuovo il centro, per partecipare ai festeggiamenti di fino anno e, per l’ennesimo Capodanno, ci ritroviamo addormentati molto prima dello scoccare della mezzanotte!!! Per noi, il detto “la notte leoni, la mattina cacchioni”, vale decisamente al contrario…
In fondo, abbiamo avuto l’occasione di conoscere e vivere una città incredibile ed accogliente come Graz, un centro che si presenta con un numero infinito di maschere, come un’attrice di primo livello, in grado di travestirsi e recitare ruoli sempre diversi, convincenti, affascinanti.

Una città che si presenta con tanti volti, tutti da scoprire ed amare. Non a caso, la perfetta conservazione del suo centro storico, le ha valso l’iscrizione tra i siti “Patrimonio dell’Umanità”, da parte dell’Unesco.
Nei prossimi due giorni, però, ci dedicheremo alla visita della Stiria e di alcune località di grande pregio. Ma, questa, è una storia che vi racconterò domani. Perciò, ora, dò ufficialmente il:

 

FINE PRIMA PARTE!
Per passare alla seconda parte del racconto, cliccate⇒ Cosa vedere in Stiria in due giorni: itinerario on-the-road
Claudia B.

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