Cosa vedere a Minorca, il paradiso in un battito d’ali

Il 2013 doveva essere l’anno dell’Islanda. Paesaggi spettacolari, geyser, cascate, ghiacciai…. Infatti siamo partiti per Minorca.
A mia discolpa posso dire che si tratta comunque di un’isola. La realtà è che, quell’anno, l’Islanda non potevamo proprio permettercela perciò, complice anche un doppio buono datoci da un noto Tour Operator, abbiamo prenotato volo e soggiorno in un bellissimo hotel di Cal’en’Bosch, ad un prezzo eccezionale.
Mi assicuro con largo anticipo un’auto a noleggio, dato che la vita da super resort non fa proprio per noi, ed inizio a preparare un itinerario che ci permetta di scoprire al meglio Minorca, perchè non ho nessuna intenzione di affidarmi al Tour Operator per le escursioni: i tori che si muovono a ritmo di musica saranno anche un’attrazione ma, personalmente, li trovo molto più affascinanti quando pascolano liberamente, senza dover fare i pagliacci.
E’ così che, in una tempestosa mattina di fine agosto, tra fulmini, lampi, saette e pioggia come se ci si trovasse sotto ad una cascata islandese (eh, vedi il karma, tante volte), decolliamo alla volta di Minorca. Un’ora di volo che potrebbe anche essere piacevole, se non fosse che l’aereo è in realtà la succursale di un asilo nido!
Adoro davvero vedere i genitori che rendono viaggiatori i loro bambini, ma nel mio angolo di terrore per il volo, dovuto al maltempo, avrei tanto desiderato maggiore calma o, a scelta, mi sarebbe piaciuto poter rubare il ciucciotto al piccolo passeggero seduto vicino a me.
Fortunatamente il volo risulta davvero tranquillo, senza nemmeno un vuoto d’aria. Facciamo giusto in tempo a terminare la colazione, aprire il Kindle, fare qualche foto poi, all’improvviso, compare una paradisiaca caletta nel nostro campo visivo e, dopo mezzo minuto tocchiamo terra. Pensare di aver sprecato tutta quell’ansia per niente, mi fa quasi arrabbiare.

Dopo un lungo trasferimento con la navetta, dall’aeroporto all’hotel, arriviamo a Cal’en’Bosch, facciamo un veloce check-in e andiamo a fare una passeggiata, visto che l’auto la ritireremo domani mattina.

Oggi relax. Diamo un’occhiata alle due spiaggette vicino all’Hotel Princesa Playa, quelle di Son Xoriguer e Cal’en’Bosch, poi facciamo un’azione da veri turisti: andiamo nella zona commerciale del porto, pranziamo in un locale dove possiamo anche vedere la gara di MotoGp, passeggiamo persino per negozi.

E, come se non bastasse, torniamo in hotel per ANDARE IN PISCINA, addirittura nell’idromassaggio! Irriconoscibili! Ma, tranquilli, da domani le cose cambiano di sicuro…

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Dopo una colazione a buffet che potrebbe sfamarci per i prossimi 6000 anni, andiamo verso il centro commerciale di Cal’en’Bosch per ritirare l’auto (in questo post le informazioni sul noleggio).
Il cielo cupo non promette nulla di buono infatti, una volta portate a termine le operazioni in agenzia, fuori si scatena un acquazzone che ci impedisce persino di arrivare al parcheggio a prendere l’auto che ci è stata assegnata.
Fortunatamente un addetto dell’agenzia ci accompagna, altrimenti avremmo aspettato invano che uscisse il sole.
Cercando di vedere positivo e sereno nell’agglomerato di nubi, partiamo in direzione Binibeca Vell. C’e’ un lungo tratto di strada da percorrere e speriamo che nel frattempo smetta di piovere e, magari, si alzi anche un pò la temperatura.
E’ evidente che, se noi non siamo potuti andare in Islanda, l’Islanda è venuta da noi. Non sia mai che il karma ci debba abbandonare… infatti non lo fa. Perciò, per aiutare la nostra buona stella, ci fermiamo ad acquistare un ombrello e, tra una cosa e l’altra, arriviamo a Binibeca Vell nel primo pomeriggio.
Ci sediamo a prendere un cappuccino caldo (ah, cosa non è Minorca ad agosto!) e, quando iniziamo la visita, smette di piovere. Meno male, così possiamo goderci ogni vicolo di questo caratteristico borgo di pescatori. Con le sue casette bianche affacciate sul mare, i cortili interni e le piazzette, Binibeca è un gioiellino imperdibile. 

Visto che il tempo sembra resistere (wow), andiamo verso la piccolissima St. Lluis, un piccolo centro dalle casette a schiera bianche. E’ ora di siesta, quindi non c’e’ nessuno lungo il viale principale.

Girelliamo pigramente prima di partire per Es Castell, ex cittadina militare, fondata dagli inglesi. Ci spingiamo fino al caratteristico porticciolo con gli edifici colorati, tanti ristoranti e locali. 

Non distante si trova Mahòn, capitale amministrativa dell’isola di Minorca, dove trascorriamo il resto del pomeriggio. Questa città è sorta attorno ad uno dei porti naturali più grandi d’Europa. Posso assicurare che, il colpo d’occhio, è assolutamente impressionante.

Qui si fermano anche le navi da crociera, quindi troviamo il centro storico pieno di turisti. Nonostante questo e nonostante le recensioni contrastanti, a noi Mahòn piace molto. I bei viali principali pieni di negozi, si alternano a vicoli più raccolti, con edifici che richiamano i secoli della dominazione inglese.
Alla fine della giornata riusciamo anche a vedere il sole e questo, insieme, alle belle visite, migliora notevolmente il nostro umore.

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Il cielo è azzurro sopra Minorca, all’inizio della nostra terza giornata sull’isola. Quindi, dopo aver assalito il buffet (azione su cui il karma non ha nulla da ridire), partiamo alla volta del meraviglioso Parc Natural de s’Albufera des Grau, una riserva naturale che ha permesso a Minorca di ottenere il titolo di Riserva Mondiale della Biosfera.

Raggiungiamo il Cap de Favàritx, dove si trova uno dei tanti fari dell’isola. Il paesaggio è ricco di colori, dal verde della bassa vegetazione mediterranea, al rosso della terra, ai grigi più vari di sabbia e rocce. E il Mediterraneo a perdita d’occhio.
Ci dirigiamo quindi verso la piccola cittadina di Es Grau, percorrendo una strada in mezzo al verde, con diversi percorsi naturalistici che permettono di addentrarsi all’interno della riserva.

Es Grau è un villaggio di casupole bianche, a ridosso dell’omonima spiaggia cittadina, dalle acque limpidissime.

Prendiamo un caffè e, non potendo resistere oltre, entro in acqua direttamente nel porticciolo, prima di fare una passeggiata per il paese.
Lo so, non è un gesto elegante, ma quando mai ci si può bagnare nelle acque di un porto, senza rischiare di prendere qualche strana malattia, che ci farà crescere un terzo occhio? I vicoli di Es Grau sono tranquilli e sonnolenti sotto il sole, li percorriamo con grande piacere prima di andare un’oretta in spiaggia.

Saliamo nuovamente in auto e ci spingiamo verso il sud dell’isola. Raggiungiamo la fortezza militare La Mola, per una sosta fotografica prima di proseguire per il paese di St. Climent, dove ci fermiamo per pranzo. Troviamo un pub dove gustare un buon fish and chips: tutto il mondo è paese, no?

Nel pomeriggio rivediamo il nostro programma. Inizialmente pensavamo di andare alla famosa e rinomata Cova de Xoroi: una grotta preistorica rimaneggiata è oggi un locale alla moda, con uno splendido affaccio sul Mediterraneo. Trovo, però, sulla cartina, una segnalazione che mi incuriosisce molto: Cales Goves.

Trovo un’indicazione sulla mia guida e decido che questa è senza dubbio un’alternativa molto più valida. Questa cala, infatti, si raggiunge con una passeggiata di circa mezz’ora e, all’arrivo, si aprono alla vostra vista, due pareti rocciose piene di cave preistoriche visitabili (con abbigliamento adatto, perché bisogna arrampicarsi) e al centro uno specchio d’acqua cristallina. Nulla di ricostruito, nulla di rimaneggiato. Natura allo stato puro.
Prima di rientrare in hotel, facciamo una sosta fotografica a Cap d’Artrutx.

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Oggi ci aspetta una giornata pienissima, perciò partiamo di buonora dall’hotel, con destinazione Es Mercadal, un villaggio delizioso, con le caratteristiche case bianche e i bei viali acciottolati. Dal paese si sale al Santuario della Madonna del Toro, percorrendo una strada panoramica con affacci mozzafiato sulla costa.

Il Santuario si trova sul punto più alto dell’isola ed è purtroppo “deturpato” dalla presenza delle antenne dei ripetitori. Vale comunque la visita, sia per il panorama, sia perché è un importante luogo di culto mariano.

Iniziamo la discesa verso la costa e raggiungiamo la meravigliosa Fornelles, un borgo di pescatori fra i più belli dell’isola. Percorriamo la lunga scalinata che porta alla Torre di Fornelles, da cui si può godere di tutta la panoramica sull’entroterra desertico e sul mare cristallino. 

Risaliamo in auto per andare verso Cap de la Cavalleria, dove c’e’ un altro dei più bei fari di Minorca. Si attraversa una strada affiancata dal mare sui due lati, con i colori accesi e intensi del nord dell’isola, e ci si avvicina al faro seguendo un sentiero roccioso.

Vicino si trova Playa de la Cavalleria, una meraviglia della natura. Quando arriviamo noi, però, la spiaggia è piena, pertanto scendiamo in una caletta lì vicino, poco frequentata perché per raggiungerla bisogna calarsi dalle rocce. Ma ne vale la pena all’ennesima potenza: le acque cristalline, calmissime e calde, il verde intenso della bassa vegetazione, la terra rossa e ocra. Trascorriamo un’oretta davvero piacevole.

Nel tardo pomeriggio arriviamo a Cala Binimel-là da cui, un tratto del sentiero conosciuto come Camì de Cavalls, che percorre tutto il perimetro dell’isola, conduce alla bella e selvaggia Cala Pregonda.

Il tratto è indescrivibile, si passa attraverso la bassa vegetazione mediterranea, le imponenti formazioni rocciose e le calette che sembrano un pezzo di Paradiso caduto in terra. Tanto che, essendo Cala Pregonda piena, ci caliamo in uno di questi angoli dalle acque cristalline e le rocce color ocra.
Nuotare in una pozza d’acqua splendente, protetti dalla forza del mare aperto, circondati solo dalla natura è un sogno ad occhi aperti.
Quando rientriamo in hotel è piuttosto tardi, ma questa giornata è valsa ogni singolo istante di esplorazione.

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Il nuovo giorno ci porta verso la capitale dell’isola di Minorca, la bellissima Ciutadella. Città d’arte di tutto rispetto, con un porticciolo vivace, vicoli caratteristici, Ciutadella ci strega completamente.

La visitiamo con estremo piacere, percorrendo ogni vialetto. Un vero paradiso per chi ama fotografare scorci.
Verso le 12 esce il sole e noi ne approfittiamo per andare verso Punta Nati e il suo faro, con un paesaggio lunare dove solo qualche pianta trova il coraggio di imporsi sulle rocce. 

Prossima tappa è Cala Morell, dove ci concediamo un’oretta di riposo in spiaggia, un angolo dalle acque pulitissime e calde. Alle nostre spalle le cave preistoriche per cui il luogo è famoso.

A metà pomeriggio andiamo verso Cala Algairens, un’altra spiaggia selvaggia e bellissima, anche se i venti forti rendono le acque un pò meno sicure. Ma il mare è così pulito, il colore così invitante, che mi butto lo stesso.

Prima di rientrare in hotel facciamo altre due soste: per prima cosa percorriamo un breve tratto del Camì de Cavalls, fino al panoramico Pont d’en Gil, una cavità naturale a picco sul mare, il tutto circondato da un affascinante paesaggio lunare; subito dopo ci fermiamo a Cal’en Brut, una caletta cittadina dove le persone si recano per fare tuffi mozzafiato dagli scogli di ogni altezza.

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Anche oggi ci aspetta un programma colmo, pertanto partiamo presto, subito dopo colazione. La prima visita è alla cittadina di Ferreries, un piccolo borgo dall’architettura tradizionale.

Subito dopo andiamo nel delizioso Es Migjor Gran, quello che io ho ribattezzato “un pezzetto di Inghilterra in mezzo al Mediterraneo”, perché i bianchi cottages affacciati sui vicoli acciottolati, mi hanno ricordato i paesini dell’Inghilterra del sud. Bellissimo.

Proseguiamo quindi per Alajor, meraviglioso centro artistico dell’isola, spettacolare con i suoi edifici bianchi elegantemente allineati sui viali lastricati.

Nel primo pomeriggio arriviamo alla spiaggia di Son Bou: il mare è bellissimo, di un turchese trasparente, con acque basse e calme, sabbia bianca finissima…. però, non ci conquista. Niente a che vedere con le spettacolari spiagge selvagge viste finora. 

Infatti ci fermiamo solo un’ora, prima di andare a Santo Tomàs dove, dopo un tratto di sentiero sul Camì de Cavalls, raggiungiamo la spiaggia selvaggia di Binigaus. Qui ci sistemiamo su uno scoglio e restiamo fino a quando l’alta marea non ci sfratta.
E’ solo per curiosità che, prima di tornare in hotel, ci fermiamo a Cala Galdana. Anche qui, come a Son Bou, la presenza di una forte urbanizzazione, la spiaggia attrezzata e, sicuramente, anche il tempo nuvoloso, non ci fanno particolarmente apprezzare lo specchio d’acqua racchiuso fra le due alte falesie.

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Dedichiamo l’ultimo giorno di noleggio auto, alla visita di alcune spettacolari spiagge del sud dell’isola, un vero e proprio tour del blu!
In primissima mattinata, andiamo a Cala Macarella, la famosa e paradisiaca spiaggia che si trova su tutte le immagini più conosciute di Minorca.
E’ davvero un sogno, ma conviene muoversi presto per potersela godere senza l’afflusso di turisti dell’ora di punta. Si raggiunge percorrendo un lungo sentiero sotto la pineta, un’escursione dei sensi.
Quando si arriva, il blu brillante, dopo tanto verde, ti colpisce gli occhi. Noi ci spingiamo anche verso la panoramica che conduce a Cala Macarelleta, una perla!
Peccato che sia già piena quando la raggiungiamo. Vale comunque la pensa recarvisi, anche per gli affacci straordinari del sentiero sulle due calette e sul Mediterraneo.

Cala Turqueta è la sosta successiva. Il posto sarebbe davvero bello, ma ci sono così tante persone che ci fermiamo giusto il tempo di un bagno.

Va molto meglio a Playa de Son Saura, dove le rocce grigio chiaro e scuro fanno da splendido contrasto alle acque azzurro pastello. Un paio d’ore fra bagni, sole e passeggiate sugli scogli ci rimettono al mondo.

Ultima visita di giornata è alla Naveta d’es Tudons. Minorca è famosa per le numerose costruzione del periodo talaiotico, architetture megalitiche sparse su tutto il territorio. La Naveta d’es Tudons è una di quelle meglio conservate: la forma è quella di una barca rovesciata e, con ogni probabilità, fungeva da ossario. 

Rientriamo in hotel, riconsegniamo l’auto a noleggio e ci prepariamo per trascorrere la nostra ultima serata sull’isola.
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Il nostro volo di rientro in Italia parte in tarda serata, perciò possiamo dedicare l’intera giornata al relax: spiaggia, negozi, piscina, pranzo in ristorante. Ma l’euforia non è certo al top come otto giorni fa. 
Minorca è stato un viaggio di ripiego, non mi vergogno a dirlo (infatti il karma ci ha punito mandandoci, spesso, un clima islandese). Ma è stato anche una delle mete più sorprendenti e spettacolari della nostra carriera di viaggiatori.

Una scoperta continua, la sensazione di arrivare in un luogo e pensare: “Questa è la cosa più bella vista finora” e poi venire costantemente smentiti dalla visita successiva. I colori così brillanti e intensi, che hanno alterato ogni nostra percezione visiva. Una popolazione estremamente accogliente. Minorca è il Paradiso ad un battito d’ali dall’Italia.
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Consigli utili.
-Vi piace la favola di Cenerentola? Vi ha sempre emozionato la parte in cui lei perde la scarpetta di cristallo sulla scalinata, visto che il principe la ritroverà grazie ad essa? Bene, ricordate che, ripetere la scena sulle rocce appuntite del terreno minorchino, non ha nulla di romantico.
-“Volare, oh-oh, cantare, oh-oh-oh-oh”, cantava Modugno. Se il vostro volo non ha nulla di positivo per cui farvi cantare, e la situazione degenera nei litigi fra bambini che si tirano l’acqua addosso, si sentono male dopo aver bevuto come un uomo che ha passato 24 ore nel deserto, piangono come se non ci fosse un domani, fate appello alla vostra calma e rilassatevi pensando che c’e’ di peggio: il viaggio potrebbe durare 18 ore e non solo una.
-Si dice Minorca e si pensa: sole, spiagge, caldo, estate…….. Portate con voi un ombrello: sull’isola ce ne sono pochi e sono costosi.

Claudia B.
Per il tour tra le spiagge, cliccate⇒ Spiagge di Minorca: quali vedere in una settimana

12 Commenti

  1. Bellissima Minorca, e’ stata una scoperta per me *_* Perche’ non sei andata alla Cova de Xoroi, si vede un tramonto bellissimo da li’! Pero’ hai compensato visitando molte piu’ spiagge e paesini rispetto a me, brava 😀 Mamma quanto ci tornerei, mi hai fatto venire una voglia…!

    1. Incredibilmente ci tornerei anche io, nonostante sia un viaggio partito come ripiego…che quando ci penso mi picchierei 🙁 Altro che ripiego, Minorca è uno splendore! Mi ha lasciato un insieme di emozioni che trovo spesso nei miei ricordi!
      Sai che alla Cova de Xoroi siamo arrivati nel pomeriggio. Siamo persino entrati…ma non ci ha convinti! Siamo risaliti in auto e andati a Cales Goves: avevo bisogno di qualcosa di molto naturale e intatto, ahahahah!
      C’è da dire che ho visto le foto dei tramonti e cavoli se sono belle! Certi colori in quegli affacci sul Mediterraneo da lasciare senza fiato 😉
      Un bacione a presto!
      Claudia B.

  2. Ciao Claudia, finalmente torno a leggerti…e riesci sempre a farmi sorridere. Noi siamo stati a Mallorca, bellissima ma spero un giorno di visitare anche Minorca. Mi incuriosisce molto e le tue foto e il tuo racconto mi confermano che merita un viaggetto. Un abbraccio

    1. Ciao cara e bentornata! Io nel frattempo ho fatto una scorpacciata colossale della vostra splendida torta di mele, ahahahah!
      Sono davvero contenta che il racconto ti sia piaciuto, soprattutto se sono riuscita a farti ridere ed incuriosirti. A Maiorca noi abbiamo fatto solo una sosta tecnica anni fa, perciò dovrò tornare per vederla BENE.
      Invece Minorca mi sento davvero di consigliarla, perché oltre al mare evidentemente bellissimo, ha anche tanto altro da offrire. I borghi sono uno spettacolo, così come le riserve naturali 😉
      Grazie per essere passati, bacioni!
      Claudia B.

      1. Anche Mallorca merita tantissimo…queste due baleari allora sono isole dove non c’è solo mare e spiagge ma tanto tanto altro da scoprire!!! Terrò a mente per un futuro viaggetto…che l’aria che si respira sulle isole non si respira da nessun’altra parte. Un abbraccio!!!

  3. Le spiagge e callette sono una piu bella dell altra! Io che amo il mare e le isole la trovo una meta meravigliosa anche se e stata un ripiego direi che non vi e andata per niente male!!a parte un po il tempo ballerino! E’ sempre piacevole leggere I tuoi racconti,mi strappano sempre un sorriso!

    1. Ma che cosa bella mi hai detto, sono felice di averti portato allegria con i miei diari di viaggio 😍! Mi fa molto piacere😊
      Guarda, è stata davvero una perfetta meta di ripiego, anzi ti dirò di più! Dopo quel 2013, ogni anno nelle mie esplorazioni ho sempre cercato anche un pò di mare. Pur non essendo un’appassionata, c’è stato qualcosa in quei colori che mi ha conquistata. E ne vado a cercare sempre una nuova sfumatura 🙂
      Un bacio, grazie per esse essere passata 😘
      Claudia B.

  4. Bel tour a Minorca e spiagge da sogno.
    Non sapevo di questa architettura megalitica a Minorca. Ci sono molti di questi siti da poter visitare?
    Mi sembra un’isola tranquilla. Tu me la consiglieresti per un viaggio con bambini?
    Grazie 🙂

    1. Ciao Elisa! Per rispondere subito alla tua ultima domanda, ti dico che Minorca è perfetta per chi viaggia con i bimbi!
      A partire dal volo di solo un ora e un quarto, alla sicurezza, ai servizi presenti, l’isola è veramente baby friendly. Ti dirò di più. Con le spiagge e le calette in cui l’acqua è piacevole, perlopiù calma e digrada piano, si pone davvero al top per chi viaggia con i piccoli.
      Lo stesso vale per il tipo di visite. Come hai visto ci sono borghi, fortezze, ma anche parchi divertimento -seppure noi non ci siamo stati- oltre alle tante bellezze naturalistiche. Ed è possibile fare escursioni anche semplici. Perciò visite tranquille, adatte a tutti.
      Lo stesso vale per i siti preistorici di cui mi chiedevi. Ce ne sono diversi e secondo me potrebbero piacere anche ai piccoli.
      Con l’auto a noleggio copri l’intera isola senza problemi.
      Insomma, Minorca è vicina e perfetta per tutti 🙂
      A presto, un bacio😘
      Claudia B.

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