Cosa vedere a Polignano a Mare: curiosità sul bianco borgo che domina l’Adriatico

#biancodipugliaVDVP

Quando penso alla Puglia, penso subito al bianco dei suoi borghi. Al mare. Ad immense distese di ulivi. E, quando la seconda metà del blog ha espresso il desiderio di tornare nella sua terra natale, per Pasqua, la mia mente di viaggiatrice ha iniziato a lavorare. Freneticamente. Ed è lì che è nata l’idea di un progetto di sponsorizzazione del territorio, dal titolo “Bianco di Puglia”, che trovate sui nostri canali social con l’hashtag: #biancodipugliaVDVP. Abbiamo deciso di trascorrere tre giorni scorrazzando per la Valle d’Itria, utilizzando come filo conduttore del nostro viaggio il colore bianco. Quello stesso bianco che caratterizza i borghi di Polignano a Mare, Ostuni, Cisternino, Alberobello e Locorotondo. Ma anche Castellaneta, città in cui è nato Daniele, nella quale mi ha fatto personalmente da cicerone.

A Polignano a Mare, Ostuni e Locorotondo, siamo stati accolti calorosamente dalle Pro Loco e da alcuni produttori di zona, che ci hanno letteralmente svelato la loro terra. In altri casi, come ad Alberobello e Cisternino, non abbiamo ottenuto nessun riscontro. Ma, come spesso accade, questo piccolo insuccesso si è trasformato in fortuna, dato che a farci da guida speciale è stata Tiziana, mia collega blogger de “La Valigia in Viaggio”. Di tutto questo vi parlerò nei prossimi giorni! Ora, invece, vi racconto dell’itinerario a Polignano a Mare.

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Cosa visitare a Polignano a Mare in mezza giornata.

Il nostro sabato mattina inizia con una visita d’eccezione, in collaborazione con l’Associazione Pro Loco F.F. Favale di Polignano a Mare. E’ Maria ad accoglierci, guida autorizzata e profonda conoscitrice della storia, dell’arte, delle leggende e delle curiosità su Poligano a Mare. Ma anche degli angoli nascosti e delle piccole botteghe. Ed io, in questo reportage, voglio condividere con voi il nostro percorso alla scoperta del borgo.

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Naturalmente non sono brava come Maria, non sono una guida autorizzata, ma una blogger, per cui vi racconterò della visita a Polignano a Mare, come dire?, a modo mio. Qualsiasi licenza poetica, errore, orrore o momento di confusione, è da attribuire solo alla sottoscritta! E sappiate che, nessun falco, è stato maltrattato durante la stesura di questo post. Le spiegazioni a dopo.

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Vi racconto Polignano a Mare…

Io e Daniele incontriamo Maria all’Arco Marchesale, monumentale porta d’accesso alla città. Polignano a Mare nell’antichità era una roccaforte, con tanto di possente cinta muraria, doppio portale con caditoie, torrioni e ponte levatoio. Questo veniva calato direttamente da Porta Grande, in modo da permettere ai carri e alle persone di accedere alla città. Ovviamente dopo aver pagato le apposite gabelle, perché non è che si possa sempre fare tutto a-gratis. Vi sono ancora gli uffici nei quali avvenivano registrazione e riscossione, trasformati in piccoli negozi. Ma a noi oggi va bene: niente pagamento, visto che non abbiamo il carro.

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Al di sopra dell’Arco Marchesale vi è una chiesetta, edificata nel XVI secolo ed intitolata alla Madonna. Difficile notarla se non viene indicata, dato che si inserisce perfettamente nella struttura…non solo perché la sottoscritta, mentre sta a naso all’aria, deve anche salvarsi da cadute e persone che la urtano.

Scendiamo lungo Via Mulini, dove vi sono ancora le tracce di un antico ospizio. Pur non essendo direttamente sulla Via Francigena, Polignano a Mare era comunque raggiunta dai pellegrini in cerca di riparo, durante il loro percorso devozionale. Lì accanto, vi è la scalinata su cui le gestanti chiedevano aiuto alla Madonna per il parto.

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Approfittiamo del periodo pasquale, per visitare la Chiesa del Purgatorio. Edificata sull’antico cimitero di San Martino, è aperta solo in questo momento dell’anno.

L’interno è molto suggestivo, tranquillo e silenzioso, visto che quasi nessuno si spinge fino a qui per visitarla, se non i cittadini. E non perché la struttura si trovi a 20 km di distanza, da percorrere in ginocchio sui ceci. In realtà è a soli pochi passi dall’Arco Marchesale. Ma avete presente quando la folla segue altra folla, senza guardarsi attorno? Errore! Perché guardandosi attorno, si scoprono tesori di grande valore.

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Maria ci racconta che, in tutte le chiese cittadine, durante la Settimana Santa vengono allestiti “I Sepolcri”. Si tratta di drammatiche immagini raffiguranti la Passione di Cristo, ornate da fiori e simboli, che poi i cittadini visitano in una sorta di percorso a tema.

Altro particolare che troviamo nella Chiesa del Purgatorio, è l’immagine perfettamente conservata di un falchetto, presente sul pavimento. Perché un falco in una chiesa? Ve lo spiego subito. Wordpress: virgolette!

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Caio Mario, si stava divertendo a scorrazzare per le acque del Mar Adriatico. Perché si sa, una crociera primaverile non la si nega a nessuno. Era, insomma, tutto contento e rinvigorito dalla sua escursione, quando disse a se stesso: “Ma, visto ‘sto bel clima, perché non costruire una villetta da queste parti? Che sò, magari per passarci il fine settimana”.

Dove costruire, dove non costruire, Caio Mario pensò bene di fare una cosa che, ai suoi tempi, andava molto di moda. Si affidò ad un animale. Nello specifico ad un falco. Con buona pace degli animalisti, mandò il falco in ricognizione e, nel punto in cui questi atterrò (si, atterrò, poche storie), fondò la sua villetta. Alias la bella Polignano.

Il falco è il simbolo di Polignano a Mare, tutt’oggi presente sullo stemma comunale. Di certo le origini della città sono molto più antiche, considerando le tracce di insediamenti risalenti al Neolitico.

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Le balconate e le grotte di Polignano a Mare.

Insinuandoci in un dedalo di strette e meravigliose viuzze, Maria ci porta fino ad un punto panoramico nascosto, da cui si gode di una bella visuale su Lama Monachile e sull’omonimo ponte.

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Potrei anche dirvi dove si trova questo affaccio, ma ho deciso di indire un concorso: guardate le foto e, se indovinate il luogo esatto da cui le abbiamo scattate, vincerete una pagnotta pasquale fatta in casa da mia mamma, con prodotti naturali. Scusa mamma, non fare quella faccia e smetti di ripetere: “Adesso cosa centro io?”. Qualcuno doveva pure immolarsi per la causa. Ed è noto che se io prendo un mestolo in mano, la madre terra si ribalta. Dal concorso sono esclusi tutti gli abitanti di Polignano a Mare, i parenti e gli amici di chi vive a Polignano a Mare, il falco di Caio Mario.

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Il termine “monachile” si riferisce al fatto che, in passato, proprio qui vi fosse una colonia di dolcissime foche monache. Peccato non ci siano più, non so cosa darei per spupazzarne una!

Da questo punto di vista d’eccezione, Maria ci racconta qualcosa sulle grotte e le gallerie di Polignano a Mare. Nell’antichità le navi scaricavano le merci nell’insenatura di Lama Monachile, dopodiché con dei carri venivano trasportate fino in paese. Ancora oggi, tratti originali del selciato stradale, passano al di sotto del ponte di epoca borbonica.

Ma vi sono anche cunicoli e gallerie che, dal centro storico, permettono un accesso diretto alle “stanze naturali”, in cui le mercanzie venivano riparate in caso di mareggiata.

Polignano a Mare è ricca di logge e balconate, da cui si possono godere affacci mozzafiato sull’Adriatico, sulla spiaggia di Lama Monachile e sul sistema di cavità naturali, di cui è disseminata la costa. Ci dice Maria che, durante la bella stagione, partono tantissimi tour in barca, grazie ai quali è possibile visitare in maniera approfondita le grotte. Si tratta di escursioni che possono durare poche ore od una giornata intera, durante cui sono previste soste balneari e, in alcuni casi, il pranzo a bordo.

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Ogni grotta della costa ha un nome particolare, che deriva dalle leggende ad esse legate. A me resta nel cuore la “Grotta delle Rondinelle”. Secondo il mito, mamma rondine portò il nido con i propri piccoli dentro questo riparo naturale, durante una brutta tempesta. Ma, il mare grosso, trascinò via il nido e lei, disperata, lo cercò ovunque. Il suono straziante che si sente nella grotta, pare sia il pianto di mamma rondine, ancora alla ricerca dei piccoli. Davvero, a me queste storie fanno tanta tenerezza e mi mettono addosso un velo di malinconia. Che ne so, al posto della povera rondinella e dei suoi piccoli, non poteva esserci uno di quegli inutili esseri umani, che sgancia bombe sulle popolazioni inermi? Per dire, eh…

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Da non dimenticare poi la grotta più famosa, quella più fotografata, quella nota sin dall’antichità: Grotta Palazzase. Si tratta della grotta appartenente al palazzo della famiglia Leto, feudataria di Polignano nel XVIII secolo. Oggi vi si trova un ristorante di lusso ma, da fonti certe, risulta che da sempre questa cavità è stata utilizzata per dare sontuosi ricevimenti. Il pittore francese Desprez, immortalò su tela uno degli eventi che vi si tennero nel Settecento.

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Curiosità tra i bianchi vicoli di Polignano a Mare.

Ma Polignano è anche passeggiare senza meta tra i vicoli del borgo, curato come un gioiello prezioso dai cittadini. Angoli pittoreschi, gradinate, composizioni floreali e bianco nel quale sguazzare metaforicamente. Botteghe artigiane sempre discrete, allestite con grazia, ristorantini e caffetterie. Eppure una strana pace tutto attorno, come se ognuno fosse troppo preso dalla bellezza del paese, per poterla tradurre in parole.

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Ci sono dettagli che, passeggiando autonomamente, mai noteremmo (mica sono come Caio Mario che gironzola col falco dalla vista lunga…io sono accompagnata dalla seconda metà del blog). Maria ci fa notare un vicolino nascosto, caratterizzato da un’amena successione di arcate, a testimonianza di tutte le popolazioni che si succedettero e si contesero la città.

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Al termine di questo passaggio coperto, c’è un curioso particolare architettonico che rimanda alla presenza di una comunità ebraica anche qui a Polignano a Mare.

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Lo stilizzato cavallo inciso su un muro di Via Sferra Cavalli, che in passato indicava la presenza di fabbri. Le loro botteghe si trovavano al piano terra delle attuali palazzine, tutt’ora splendido richiamo del passato.

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Per non parlare delle figure antropomorfe sparse un pò ovunque, alcune vere e proprie maschere grottesche, come quella intenta a fare la linguaccia. A questo proposito, io ne avrei in mente un paio da farmi scolpire sul muro esterno di casa.

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Ed ancora, prese dell’aria dai motivi decorativi ricercati, antichissime eppure restaurate ed ancora usate.

Il pertugio dal quale i saraceni si insinuarono in città, depredandola di oggetti e donne. Oggi è solo una piccola foratura, ma in passato era un passaggio diretto al mare e, di conseguenza, un punto critico per la sicurezza.

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Attualmente, invece, a lasciare “segni”, o meglio parole, tra i vicoli della città, è Guido Lupori, che dipinge pensieri ed aforismi in tutto il centro storico. Sulle scale, sulle porte, sui muri, le parole di Guido sono parte stessa di Polignano a Mare. Fanno rallentare i visitatori, che si lasciano guidare dalle frasi in giro per il borgo, oltre che dalla bellezza senza tempo di questa perla bianca. Ogni tanto le frasi vengono “cancellate” con una passata di colore, in modo tale che Guido possa condividere nuove riflessioni con Polignano.

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Percorrere, infine, un affascinante tratto delle antiche mura stretto tra graziose villette, è un momento di totale sospensione. Non ha assolutamente l’aspetto di un baluardo difensivo, ma di un vicolo pittoresco, dove il bianco degli edifici e le piante che stanno rinascendo con la bella stagione, sembrano usciti da una cartolina. Persino l’antico torrione è stato trasformato nella Chiesa della Natività, nel XIX secolo. Mentre altri tratti della cinta muraria, sono stati riqualificati e adibiti a terrazze panoramiche.

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Piazza Vittorio Emanuele, cuore della città.

Meglio conosciuta come Piazza dell’Orologio, è un elegante punto d’aggregazione per i cittadini e per i turisti. L’orologio, viene ancora caricato a mano ben quattro volte al giorno: un vero simbolo per Polignano a Mare. Lo stesso vale per la statua di San Vito, posta al di sopra, amatissimo patrono della città.

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Martirizzato giovanissimo, attraverso un’apparizione scelse Polignano come luogo di sepoltura. Le sue reliquie sono ancora custodite nella Chiesa Matrice, chiusa per restauri in seguito a dei crolli verificatisi recentemente. Fortunatamente nessuno si è fatto male e, le opere di Stefano da Putignano e Bartolomeo Vivarini, sono uscite illese.

Il “Polittico della Madonna con Bambino e Santi” del Vivarini, apparteneva ad una ricca armadiatura, probabilmente di proprietà del Governatore, il cui palazzo si trova proprio sulla piazza, davanti alla Chiesa Matrice.

Tra Piazza Vittorio Emanuele e l’Arco Marchesale, sorge il bellissimo Palazzo Marchesale, proprietà privata e purtroppo chiuso alle visite.

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Fuori dalle mura di Polignano a Mare.

Maria ci conduce verso Lama Monachile. Se durante la dominazione veneta è stato un importante porto commerciale, oggi è di certo una delle immagini più famose di Polignano.

Per raggiungere la spiaggia di sassi, percorriamo un tratto della Via Traiana che passa al di sotto del ponte. E’ una zona storica importantissima, dato che ha permesso alla città di diventare un fulcro del commercio tra oriente ed occidente.

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Stretti tra le pareti della scogliera, con Polignano ad incombere sopra di noi, ed il mare cristallino alla fine del quadro, ci sentiamo affascinati ed intimoriti al tempo stesso. Qui si respira storia, si respira tradizione e suggestione.

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Passeggiamo verso il lungomare, dove è stato posizionato il monumento a Domenico Modugno. Vuoi la bellezza della giornata, vuoi la presenza fissa dell’Adriatico durante la nostra visita, è da circa tre ore che ripeto nella mia mente:

…ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fatto, ti hanno inventato il mare…

Non me ne vorrà il buon Domenico, spero. Capita anche a voi, che una canzone vi si infili in testa e non ne esca più? A me spesso ma, almeno oggi, sono a tema. Perché in genere non mi trovo troppo sul pezzo. La scorsa settimana, ad esempio, canticchiavo “Jingle Bells”…

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A poche centinaia di metri dal monumento a Modugno, in Via Coversano, Maria ci fa entrare in un laboratorio artigianale. Peppino Campanella ci accoglie con grande cortesia nel suo atelier ricco di opere d’arte, permettendoci anche di fotografare i capolavori che crea, lasciandosi guidare da una sensibilità unica. “Oggetti di Luce” rappresenta in pieno la sua poetica, una produzione che si ispira alla magnificenza di Polignano.

Accedendo alla terrazza panoramica che dà su Lama Monachile, dove sono conservati i materiali come vetro o pietra utilizzati da Peppino, comprendiamo quanto l’ispirazione sia qui a portata di mano.

Ci perdiamo nella bellezza e nella grazia unica degli “Oggetti di Luce” dell’artista. Come spesso mi sono trovata a dire, credo fermamente che il luogo in cui viviamo ci plasmi nell’anima. Che guidi la nostra mente e le nostre azioni.

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Tappa finale del tour alla scoperta di Polignano a Mare, è a “La Cantina del Vino”, dove Maria insieme al proprietario Tommaso Chiarella, hanno organizzato per noi una piccola degustazione. Un locale grazioso e curatissimo in Via Rosa, quasi nascosto per chi non è del luogo. Un angolo di pace, dall’allestimento rustico e piacevole, in cui vengono proposti prodotti di qualità.

Assaggiamo del Primitivo di Manduria accompagnato da taralli, mentre Tommaso ci racconta di come abbia deciso di lanciarsi in questa avventura. Sappiamo tutti quanto sia difficile crearsi un nome ed una professione in Italia, eppure conforta scoprire come ci siano ancora giovani determinati, nel realizzare le proprie idee.

Vini sfusi, bottiglie, olio di qualità, provenienti da una produzione attenta ed amorevole. Qui da Tommaso, si fugge dal caos della città, pur restando a poche centinaia di metri dal centro storico.

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Polignano a Mare: informazioni utili.
  • Non vi dirò come arrivare a Polignano a Mare, perché voi siete di certo “abbastanza sgamati” per impostare il navigatore, controllare su ViaMichelin, GoogleMaps, oppure per sfogliare un bello stradario d’Italia, senza bisogno dei miei consigli. Sappiate solo che si trova a circa 40 Km da Bari.
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  • Occhio ai parcheggi. La Polizia Municipale fa controlli continui, visto anche l’alto afflusso di turisti e cittadini. Pertanto pagate regolarmente e non fate scadere il periodo di sosta. Nei pressi del centro storico vi sono solo parcheggi a pagamento. Noi abbiamo lasciato l’auto gratuitamente a circa 500 mt. dall’Arco Marchesale, in Via Lepore dove vi sono le strisce bianche. Mi raccomando: non mettete l’auto fuori dalla segnaletica.
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  • Per quanto riguarda il cibo, Polignano a Mare è colma di locali e ristoranti. Noi abbiamo deciso di concederci panzerotti e focaccia, in una delle tante focaccerie a pochi passi dalle mura. I prezzi sono abbordabili, quindi state tranquilli. Vi suggerisco anche di assaggiare il “caffè speciale”, fatto con caffè (ma dai?), liquore, panna e scorza di limone. Vi giuro che è una vera bontà!
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  • A noi è mancato il tempo, ma vi consiglio una visita al Museo Comunale d’Arte Contemporanea Pino Pascali (sito ufficiale).
  • Per informazioni, visite guidate, curiosità ed eventi, contattate l’Associazione Pro Loco F.F. Favale di Polignano a Mare. Li trovate:

⇒in Via Dante Alighieri a pochi passi dall’Arco Marchesale;

⇒sul sito web;

⇒sulla pagina Facebook;

⇒all’indirizzo mail prolocopolignanoamare@gmail.com

Claudia B.

“Bianco di Puglia” è un progetto di “Voce del Verbo Partire- Travel Blog di Claudia Barbieri”,

visita guidata a cura di Maria Carone, in collaborazione con Pro Loco F.F. Favale di Polignano a Mare

Per scoprire tutte le località del progetto “Bianco di Puglia”, cliccate⇒ #biancodipugliaVDVP

16 Commenti

  1. Che bello , bellissimo , emozionante , questo articolo!
    Ho sempre sognato di vedere Polignano e sono anni che tento e ritento di andare in Puglia per fare un giro della bellissima Valle d’Itria ma, come sai, non riesco mai!
    Però l’ho vissuta attraverso i tuoi scatti e le tue parole e ti assicuro che è un po’ come esserci stata ed aver sentito l’odore del mare e la brezza del vento sulla mia pelle! <3

    1. Quanto mi fanno piacere le tue parole Lucrezia! Per me, pensare di portarvi in viaggio virtualmente, è una gran soddisfazione 🙂 Con questo però, spero che tu riesca presto ad andare personalmente alla scoperta della Puglia.
      Durante questa piccola fuga in Valle d’Itria, ho visitato borghi di una bellezza unica. Guarda, sarò onesta, li ho trovati uno più bello dell’altro, non saprei quale ha rubato di più il mio cuore. Quella zona è la perfezione pura 😉
      Un bacio,
      Claudia B.

  2. Dopo questo post non guarderò mai più Polignano con gli stessi occhi. Sarò più attenta a quei particolari sui muri, alle storie che si celano dietro il pertugio, farò caso agli archi di diverso stile e camminerò su quelle pietre come se fossi su un red carpet perchè quelle pietre chissà cosa potrebbero raccontare!
    Bravissima Maria e bravissima tu, così attenta a raccontare tutto senza essere superficiale. Mi inchino Claudia!

    1. No vabbé, ora però mi fai piangere! Io ce l’ho messa tutta per raccontare Polignano, ma ammetto che nel testo ci sono tante mancanze ed imperfezioni, perché la mia memoria ogni tanto mi tradisce. Inoltre sono stati tre giorni colmi di informazioni, per cui qualcosa rischia sempre di perdersi. Ciononostante mi sono impegnata al massimo per riportare alcune delle cose che mi hanno colpita, sperando che incuriosissero anche i lettori. Se tu, che conosci Polignano a Mare, ne trai questa impressione positiva, vuol dire che ho fatto qualcosa di buono 😉
      Ma per ascoltare una narrazione degna di un romanzo avvincente, meglio affidarsi a Maria!
      Grazie per le tue belle parole,
      Claudia B.

    1. Sabato scorso era praticamente estate piena, Giulia, e non ti dico quanto ho desiderato buttarmi in quelle acque cristalline! C’erano turisti che stavano nuotando spensieratamente ed era un incanto!
      Fammi sapere se riesci a fare una visitina a Polignano la prossima estate, leggerei volentieri le tue impressioni. Se passi in Proloco a recuperare materiale informativo, saluta i ragazzi da parte nostra 🙂
      Baci,
      Claudia B.

  3. Io conosco pochissimo la Puglia, credo di essere stata praticamente soltanto ad Alberobello durante una gita, stop. Lo so, che vergogna. Eppure ogni volta che vedo qualche immagine o ne leggo, mi viene una gran voglia di partire. Mi incuriosiscono in particolare Lecce ed Ostuni, ma anche Polignano da quella volta che lo vidi su Beautiful (…). E le tue foto confermano che è un luogo speciale, dove il tempo si è fermato.
    Anche a me mi ha rattristato la storia di mamma rondine, piccolina. Non vedo l’ora di andare a casa ad abbracciare la mia micia:
    Altro bellissimo progetto ragazzi, mille complimenti!! Aspetto con ansia il resto :*

    1. E io mi impegnerò per farti apprezzare anche il resto!
      Guarda Celeste, pur essendo sposata con un pugliese, anche io finora ho visto molto poco della Puglia, perché nei pochi viaggi precedenti si passava troppo tempo in giro fra i parenti, per cui ad un certo punto mi sono rifiutata. Non per altro, ma io la Puglia la volevo scoprire visitandola, non restando chiusa in casa!
      Così, quando abbiamo deciso di andarci per Pasqua, ho pensato ad un progetto per conoscere ed avvicinarmi davvero alla Puglia. E cercare, poi, di trasmetterlo ai lettori del blog.
      Spero di riuscirci, pur nei mille errori che lascerò durante la stesura😉
      Un bacio Celeste!
      Claudia B.

  4. Che spettacolo Claudia! A parte che ho visto delle belle foto, mi hai raccontato un sacco di cose che non conoscevo. Sai se prima le snobbavo, da un po di anni sto rivalutando tantissimo le visite guidate, soprattutto quelle narrate. Polignano è bellissima, quel mare mette voglia d’estate immediatamente. Hai scelto proprio il filo conduttore giusto, come per il progetto precedente anche questo ha un bel nome evocativo 😉 E chi ti ferma più adesso?! 😛
    Ed ora muoio dalla voglia di leggere il capitolo TU&Tizzi! 😀
    Ti abbraccio!

    1. Quello sarà un capitolo epocale, sembravamo due invasate perseguitate da un gruppo di spagnoli… ma basta, non dico altro😂
      Ti ringrazio per il bel complimento, l’impegno c’è tutto, ma anche un pò di errorini, perché la mia memoria peggiora con l’andare del tempo!
      Una cosa è sicura, questo lo dico in base alle mie esperienze: quando si trovano guide brave, le visite diventano una narrazione avvincente quanto un romanzo. Nella nostra carriera di viaggiatori ne abbiamo incontrate tante e, a Polignano con Maria, siamo stati molto fortunati.
      Nella scelta tra leggere su una copia cartacea ed ascoltare, preferisco questa soluzione, mi colpisce di più! Ciò non toglie che poi faccio comunque errori causa memoria😂
      Ti abbraccio forte!
      Claudia B.

  5. La Puglia è un altro di quei posti in cui devo proprio tornare perché il nostro primo incontro non è andato molto bene: un weekend lungo passato interamente chiusa in hotel per colpa di una brutta influenza intestinale… Tre giorni con le imposte chiuse in cui non facevo altro che bere Coca Cola (era l’unica cosa che non mi facesse venire la nausea) e a guardare le repliche del tenente Colombo. Parentesi tragica a parte, il poco che ho visto – davvero poco! – mi ha colpito molto: ricordo tanto bianco, vicoli stretti e mare blu.
    Dici che è ora di tornare?

    1. Dico di si, assolutamente si! Non fosse altro perché l’ennesima replica del “Tenente Colombo”, può essere un ricordo ingombrante!
      Sai Silvia, questo progetto è servito tanto anche a me, per rivalutare precedenti viaggi in Puglia, non proprio andati benissimo…Vuoi perché, invece di veri viaggi, sono stati un giro massacrante tra i parenti di Daniele, vuoi perché io sono uno spirito libero e come tale ho bisogno di muovermi sempre, fatto sta che avevo bisogno di fare pace con questa regione bellissima.
      Stavolta è stato un vero sogno, troppo breve, ma che mi ha lasciato dentro un amore infinito per la Puglia e per le persone che, ogni giorno, lavorano sodo per far conoscere al mondo la propria terra!
      Un abbraccio,
      Claudia B.

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