Quanto sei bella Roma: tre giorni nella città eterna

Muoversi per Roma in scooter, durante un torrido fine settimana di luglio del 2005, è stata un’esperienza esilarante, oltre che un modo efficace per inserirsi completamente nella vivacità della nostra bellissima capitale.
Una coppia di amici conosciuti durante il Capodanno a Vienna (di cui ho scritto qui), ci ha guidato attraverso le principali bellezze della loro città, in una corsa sulle due ruote che definirei all’ultimo asfalto! 
Avete presente la scena del film “Vacanze romane”, dove una raffinatissima Audrey Hepburn, abbracciata con grazia a Gregory Peck, visita Roma in Vespa?
BENE!!! Ora dimenticate questa immagine, perché noi eravamo l’esatto contrarioSarò onesta nel dirvi che, il nostro muoverci in scooter lungo i viali di Roma, assomigliava più ad una gara sguaiata e allegra: abbiamo preferito lasciare savoir-faire e fascino a Audrey e Gregory.
Sono stati tre giorni bellissimi, trascorsi in una Roma abbagliante e accogliente, suggestiva e sempre straordinaria, con i suoi infiniti monumenti, gli scorci indimenticabili, il suo popolo allegro. 
Abbiamo toccato le principali attrazioni della città, in un continuo di emozioni in crescendo, che hanno raggiunto l’apice con la visita domenicale alla Basilica di San Pietro, centro stesso della cristianità e culla dell’arte.

La prima volta che sono stata a Roma ero solo una bambina: ho tirato la monetina nella Fontana di Trevi e, come da leggenda, questo gesto mi ha legata per sempre alla città eterna.

Il richiamo di Roma è stato forte e, nel 2005, sono tornata per rivederla in maniera più approfondita, con il mio compagno di viaggi e di vita. Anche in quell’occasione, insieme a Daniele, abbiamo lanciato una monetina beneaugurante all’interno della Fontana di Trevi, perché è necessario mantenere un legame perpetuo con Roma e ripetere un gesto simbolico, che ti unisca per sempre ad essa.

Roma ti colpisce e ti conquista sin dal primo sguardo. Nulla potrà mai cancellare dai tuoi occhi e dalla tua mente il susseguirsi ininterrotto di monumenti, palazzi, piazze, giardini, chiese, musei. 
A Roma sono state dedicate un numero incredibile di canzoni popolari, conosciute e cantate ovunque; vi sono stati ambientate best-seller, che hanno affascinato milioni di lettori. Vi sono stati girati tanti di quei film da far impallidire Hollywood, alcuni dei quali vincitori di premi Oscar come, ad esempio, “La Grande Bellezza” di Sorrentino.
Perché Roma è Roma: una delle città più belle del mondo, uno scrigno di tesori che non si finisce mai di scoprire ed amare. E lei, in cambio, non smette mai di ammaliarti.

E poi lallegria delle persone. I vicoli nascosti che fanno da contrappunto ai grandi viali. Le piccole botteghe d’artigianato che si alternano alle boutique. Il clima pazzo che regala sole pieno o improvvisi acquazzoni. Le pietanze abbondanti e piene, bonaccione e sontuose, come le mani delle persone che le preparano con amore. Le fontanelle di acqua buonissima e fresca. I panorami incredibili sui sette colli. 
Ma cosa fare, come muoversi, cosa visitare a Roma in un fine settimana? Di certo noi siamo stati molto fortunati, considerando il meraviglioso modo in cui ci hanno accolti i nostri amici, che non solo ci hanno fatto da ciceroni, ma ci hanno davvero agevolati grazie al divertentissimo trasporto su due ruote.

Per chi non avesse la nostra stessa possibilità, consiglio di cuore l’utilizzo dei mezzi pubblici, evitando di immettersi con l’auto nel difficoltoso traffico cittadino: fidatevi, Roma su strada può essere un osso duro, complicata quanto un cubo di Rubik, meglio lasciarla ai romani. Ricordo come fosse oggi un giro sul raccordo anulare, infinito tipo l'”Odissea”, dove abbiamo rischiato di restare intrappolati per un periodo di tempo non quantificabile. Il pericolo è di venir ritrovati quando si è ormai pezzi da museo…
Soprattutto, una volta che avrete raggiunto il centro, fatevi un regalo: vivete Roma a piedi. Passeggiate lungo le vie della città eterna con la voglia di scoprirla passo dopo passo, magari con una cartina in mano, da abbandonare nel momento in cui la città vi assorbirà a tal punto, da voler seguire solo l’interesse di sapere “cosa troverete dopo”, affidandovi all’innato istinto del viaggiatore curioso.
Ora, se io fossi una persona normale, vi consiglierei le classiche cinque, dieci, venti, mille soste, da fare a Roma. Ma, dato che non sono normale, mi limito ad un consiglio che, nel caso della bellissima capitale d’Italia, penso davvero possa essere utile: andate e prendetevi ciò che volete!
Questo, tradotto in “viaggese”, non significa assolutamente fare incetta di opere d’arte, prelevate dalle più rinomate gallerie, come fossero souvenir; ciò che voglio dire, è che siete voi a dover comporre il vostro viaggio e scegliere cosa vedere, cosa desiderate portare con voi, nei ricordi e nel cuore, per il resto della vostra vita. 
Una cosa effettivamente va detta: se è la vostra prima volta a Roma, forse potreste dedicarvi ad un giro per così dire “classico”, che vi faccia conoscere le attrazioni principali. Ma nulla vi vieta di strutturare un itinerario particolare e fuori dal comune, la scelta spetta solo voi!
Nel nostro viaggio del 2005, essendo la prima volta a Roma per Daniele, e dovendo io stessa rientrare in sintonia con la città, i nostri amici ci mostrarono il lato classico della capitale; eppure a noi è arrivata con una forza ed un’intensità tali, che ancora mi lasciano basita. Perché la buona riuscita di un viaggio, non sta solo nella ricerca dell’insolito, ma anche nel modo in cui lo si percepisce e lo si affronta pur nella suo essere tradizionale.
Per esempio, non riesco a dimenticare Roma di notte… suggestiva e misteriosa. Placidamente adagiata lungo il Tevere, appena ti addentri nel centro storico, sembra che tutta la popolazione della capitale si sia riversata in strada, per prendere una boccata d’aria fresca ed inalare la loro stessa, strepitosa città.
Le due serate trascorsa in centro, sono state un susseguirsi di luci soffuse che accarezzavano con magia i monumenti secolari, libri di pietra che narrano di vite ed eventi, di storia e di arte: la Basilica di San Pietro, il Pantheon, Piazza Navona con la Fontana dei Quattro Fiumi, di Bernini, Castel Sant’Angelo, il lungotevere, il Colosseo, l’Arco di Costantino. 
Muoversi dapprima in scooter, permettendo ad ogni immagine di imprimersi nelle retine, come fotogrammi eterni, per lasciare che siano i tuoi stessi piedi, poi, a portarti nel cuore del centro storico, è una sensazione intensa. Vicoli e piazzette gremite, nelle quali l’allegria e la spensieratezza, le risate e la musica, ti accolgono con un calore davvero coinvolgente…anche se è necessario stare molto attenti ai sampietrini nei quali è facile inciampare!
Profumo di bucatini all’amatriciana e tonnarelli cacio e pepe, di carciofi alla romana e coda alla vaccinara, escono da trattorie e ristoranti, invitanti testimoni di una tradizione gastronomica ricca e saporita.
Roma in versione giornaliera non è meno coinvolgente della sua “gemella notturna”: partendo presto dall’hotel, abbiamo potuto approfittare della città nella sua fase di risvegliocon i negozi ancora chiusi, non ancora presa d’assalto da cittadini e turisti.
In questi momenti è possibile innamorarsi di una metropoli sonnolenta, accessibile ed eterna. Ecco, se volete un consiglio valido, vivete Roma al suo risveglio.
Ricordo che abbiamo iniziato la nostra passeggiata da Piazza del Popolo, monumentale slargo ellittico su cui si affacciano ben tre edifici religiosi: Santa Maria del Popolo e le due chiese gemelle di Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei MiracoliLe fontane, la Terrazza del Pincio, l’Obelisco Flaminio e la Porta del Popolo, completano il quadro della bella piazza romana. 
In un susseguirsi di viali ancora silenziosi, è stato emozionante raggiungere la scenografica e famosissima Piazza di Spagna: set cinematografico, set televisivo, set per amanti della fotografia e cartolina 3d per chiunque giunga a Roma! Punto focale resta sempre la scalinata monumentale, che conduce alla Chiesa della Trinità dei Monti. 
Non meno d’impatto la Fontana della Barcaccia, opera di Bernini padre..e figlio. Impossibile perdere l’occasione di fare una foto all’interno dell’opera d’arte: non come moderni emulatori di Anita Ekberg, nella scena della fontana nel film “La dolce vita”, ma come refrigerante ricordo della nostra fuga romana! 
Ricordo il momento in cui la città ha iniziato a rianimarsi, perché stavamo attraversando l’elegante Via Condotti, un centro commerciale di lusso, all’aperto, in cui vi sono le boutique delle maggiori firme.
Voluta da Papa Gregorio XIII, nel lontano XVI secolo, per posizionare le condutture che, dal Pincio, trasportavano l’Acqua Virgo al rione di Campo Marzio e alla Fontana di Trevi, prese il nome di Via Condotta proprio dalla funzione allora ricoperta. Solo in seguito mutò in Condotti.
Una sosta imperdibile è a Piazza di Monte Citorio, non di certo per portare i complimenti ai nostri scarsissimi politici, né tanto meno per stringere loro la mano, quanto per la spettacolare quinta che costituisce questo luogo tanto famoso: da Palazzo di Montecitorio, progetto del Bernini, all’Obelisco di Psammetico II, ogni angolo di questa piazza, ha visto scorrere secoli di eventi cruciali, per la storia del paese. 
Piazza Venezia, secondo me, è sempre destabilizzante…in senso buono, ovviamente! Si tratta di una delle zone monumentali di Roma che colpiscono maggiormente: questa testimone silenziosa ma concreta, di importanti fatti storici, è dominata dalla mole eterna del Monumento Nazionale a Vittorio Emanuele II, detto anche Vittoriano ma, per tutti, Altare della Patria
Opera di Giuseppe Sacconi, è un vero e proprio monumento per l’Italia e all’Italia: intitolato al primo re del Regno d’Italia, è anche la tomba del milite ignoto e, all’interno, sono custoditi cimeli e reperti che risalgono alle guerre per l’unificazione e alla nascita del nostro Stato. 
Ricordo come oggi la bellezza mozzafiato della vista sulla Via dei Fori Imperiali e sul Colosseo, che si gode dalla terrazza del Vittoriano: un incontro tra storia antica, storia moderna e storia contemporanea d’Italia. 
Eppure, anche i vicoli defilati e meno conosciuti della città eterna, si rivelano sorpresa e stupore per chi visita Roma, perché e possibile trovare piccoli negozietti accoglienti, locali ricercati e, chissà come, alla fine è comunque inevitabile imbattersi in qualche storica opera d’arte!
E’ necessario apprezzare Roma anche attraverso la sua anima raccolta, quella antica di villaggio, non solo di metropoli famosa; è un bene lasciarsi sbalordire dalla città meno conosciuta, riscoprendo il piacere di camminare senza meta e senza aspettative, senza lasciarsi prendere dalla sola ricerca di nomi ed opere altisonanti.
Impossibile non pensare, mentre scrivo, alla rilassante e rigenerante passeggiata domenicale al Pincio, il colle da cui si gode di una vista unica su Roma e sulla sottostante Piazza del Popolo, fino al “cupolone” di San Pietro. Qui sembra di vivere una sorta di sospensione spazio temporale, una fuga ideale dalla città, pur restando all’interno del tracciato urbano. 
I giardini bellissimi, ti chiudono in un silenzio ovattato, interrotto solo dalle risate dei bimbi che corrono spensierati. Tra obelischi, busti, ville, fontane in cui immergere i piedi, ciò che ha maggiormente attirato la nostra attenzione è stato, senza dubbio, l’Idrocronometro. Un meraviglioso orologio ad acqua, ritenuto molto più preciso della clessidra: progettato da padre Embriaco nel 1867, fu presentato persino all’Esposizione Universale di Parigi! 
Infine Lei…la Basilica di San Pietro che, come ho scritto all’inizio, non è solo centro e simbolo della cristianità, ma scrigno di incommensurabili opere d’arte e luogo di riposo dei papi, che si sono succeduti al soglio pontificio. 

L’abbraccio dato da Piazza San Pietro, a chiunque giunga in visita, è il più intenso simbolo architettonico lasciato da Bernini ai posteri: il colonnato racchiude la Basilica di San Pietro, l’obelisco e le fontane, mentre il Palazzo Apostolico, dal quale il Papa si rivolge ai fedeli, svetta maestoso sull’intero spazio. 

Da Piazza San Pietro si entra nel più piccolo stato del mondo, il Vaticano, che riesce comunque ad inglobare un tale numero di opere d’arte, da far invidia all’universo intero. 
Ricordo la mia perplessità solo di fronte a certi comportamenti maleducati, tenuti all’interno della Basilica di San Pietro. Capisco che meraviglia, opulenza, imponenza e l’evidente sensazione di trovarsi in un museo, non in un luogo di preghiera, possano far perdere la ragione. Ma penso che si possa affrontare una visita anche senza bisogno di correre, urlare, parlare a voce alta…per rispetto a chi entra in basilica per ritagliarsi un proprio personale attimo di incontro con Dio, o a chi cerca pace. 

Ma anche per rispetto a chi, permettetemi di dirlo, ha bisogno di ammirare in estasiato stupore tutto ciò che la Basilica di San Pietro ha da offrire: io ricordo ancora l’emozione travolgente, vissuta nel momento in cui mi sono ritrovata davanti alla “Pietà vaticana” di Michelangelo.
La perfezione e l’armonia di quei corpi, il dolore ed il pathos che fuoriescono dal marmo, come fossero incisi nelle più recondite profondità del materiale…anzi, come se il marmo stesso avesse preso vita, lasciando allo scultore il solo compito di estrapolare un’immagine già in esso presente. Come affermava il grande artista toscano… 
E, ancora, ritrovare la maestria di Michelangelo nello splendore di quello che, pensando alla canzone di Antonello Venditti, “Quanto sei bella Roma”, non posso fare a meno di chiamare affettuosamente “cupolone“. L’opera si distingue per la grazia assoluta e la ricercatezza con cui sovrasta il baldacchino di Gian Lorenzo Bernini, sotto cui sono conservate le spoglie mortali del primo Papa della storia, San Pietro. 
 Sono passati undici anni da questo fine settimana a Roma. Sono tanti, lo so. Eppure ricordi, immagini, emozioni, sono ancora lì. Penso sia una delle cose che più amo del mio blog: il fatto che mi permetta di ritrovarle in maniera piena e concreta, come se dal viaggio fossi appena tornata.
Certo, non posso riproporvi la precisione di particolari che sarei in grado di elencare nel racconto di un viaggio recente, ma spero almeno di avervi ispirati, di avervi lasciato un’idea. Soprattutto mi auguro di avervi trasmesso le stesse profonde sensazioni che, come un fiume in piena, sono fuoriuscite dalla mia memoria.
Termino il ricordo del nostro fine settimana romano, con le parole di una canzone del 1955, la quale esprime metaforicamente tutto l’amore e la nostalgia che, la città di Roma, suscita nel visitatore, legandolo a sé per sempre:
 
“T’invidio turista che arrivi,
T’imbevi de fori e de scavi,
Poi tutto d’un colpo te trovi
Fontana de Trevi ch’e tutta pe’ te!
Ce sta ‘na leggenda romana
Legata a ‘sta vecchia fontana
Per cui se ce butti un soldino
Costringi er destino a fatte tornà.
E mentre er soldo bacia er fontanone
La tua canzone in fondo è questa qua!”
Arrivederci Roma, Rascel-Garinei-Giovannini
∞♦∞ 
Consigli utili
-Vi consiglio davvero di visitare Roma in scooter: prima di tutto eviterete il traffico; in secondo luogo, vi immergerete nell’atmosfera romanesca verace. Un tripudio di risate e divertimento! Ma anche di emozioni forti, quasi terrificanti: se siete deboli di cuore, consiglio carrozza con cavalli. Se site deboli di cuore e di naso… optate per la metropolitana!
-I sampietrini sono pericolosi per le caviglie, questo è sicuro. Sono comunque INTOCCABILI e non costituiscono un souvenir. A buon intenditor…
-Una postilla importante, molto importante: in estate, a Roma, non è caldo è desertico! Mettere a bagno i piedi nelle fontane, dopo km di camminate è piacevolissimo, lo garantisco. Ma evitate di entrarvi completamente, stile Anita Ekberg ne “La dolce vita”. Lo so, la scena è passata alla storia come simbolo di bellezza e sensualità… ma non è detto che le guardie, in giro per la città, pensino la stessa cosa della vostra performance.
Claudia B.
Per il city tour notturno di Roma, cliccate⇒ Cosa vedere a Roma di notte: itinerario in cinque tappe nella capitale

2 Commenti

  1. Ahahah hai fatto bene a consigliare di evitare di entrare completamente nella
    Fontana, non credo che le guardie ne sarebbero felici!
    Però è vero, il caldo di Roma ti stende!
    Che bella la mia città, ti ringrazio per averci fatto leggere questo articolo che anche se racconta una vacanza di qualche anno fa è sempre attualissimo e soprattutto mi emoziona perché mi ricorda cosa facevo in quegli anni quando il centro di Roma lo avevo visto ancora solo in macchina con mamma e papà! Bellissimo! ❤️

    1. Grazie a te per averlo letto ed apprezzato! Purtroppo non ho potuto fare di meglio, dopo undici anni certi particolari si perdono un pò, ma avevo comunque voglia di riprendere in mano quei tre giorni!
      E, come accennavo tempo fa, desidererei tanto poter tornare a Roma e vederla da un punto di vista totalmente diverso, nuovo, fuori dalle solite tratte…escluso ovviamente l’ingresso in fontana 😉 Quella limitazione resta valida…
      Un abbraccio!
      Claudia B.

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