Cosa vedere in Carinzia: alla scoperta di laghi, borghi e città

Abbiamo la fortuna incredibile di confinare con uno stato europeo di infinita bellezza: l’Austria.
Il fatto di averla così, tutto sommato, vicina, ci dà la possibilità di dedicarle del tempo di qualità, nel senso che ci concediamo il lusso di scoprirla un pochino alla volta, regione per regione.
Per questo motivo, sperando di sopravvivere al calendario Maya, nel 2012 abbiamo scelto la Carinzia, come meta del nostro viaggetto di Capodanno.
Ho preparato l’itinerario piena di speranza: speranza che non ci piombasse un meteorite addosso; speranza che un onda anomala o uno tsunami, non spazzassero via tutto quanto; speranza che un vulcano sotterraneo non distruggesse ogni cosa; speranza che i nostri politici non ci portassero completamente allo sbando, senza possibilità di ripresa. Infatti quest’ultima speranza si è infranta definitivamente…. ma tutto il resto si è avverato!
Quando ho, poi, trovato un grazioso appartamento nella cittadina di Hermagor, ad un ottimo prezzo, non ci sono più state scuse per non decidere di partire. Come se servissero scuse per fare un viaggio!
Partiamo all’alba del 29 dicembre 2012, dopo esserci lasciati alle spalle Maya, politici, nebbia e pioggia. Scegliamo di non utilizzare l’autostrada, né in Italia, né in Austria: il viaggio risulta lunghissimo, ma devo dire che il ritmo lento che ci permette di godere dei panorami sempre più belli e dei passaggi per interessanti cittadine (e intanto prendo appunti per futuri mini-viaggi), non è poi così malvagio.

Anzi, è un bel modo per avvicinarsi con tranquillità alla nostra meta, che prevede giorni intensi di visite. Passiamo dalla nevosa zona sciistica di Nassfeld, punto di confine fra Italia e Austria e, dopo circa trenta minuti arriviamo finalmente a destinazione.

Sono quasi le due del pomeriggio, ma questo non ci vieta di goderci il caldo benvenuto dei padroni di casa, che ci presentano un appartamento immenso, pulitissimo e davvero carino, in un punto assolutamente quieto di Hermagor, fuori dal centro abitato, ma a due passi dalla statale che ci collegherà al resto della regione.

Dopo un pranzo tardivo, tanto materiale informativo da parte dei nostri padroni di casa e un breve riposino (l’età non fa sconti a nessuno e lo stress che ci hanno causato i Maya, Giacobbo e Bossari negli ultimi mesi, ha influito tantissimo sul nostro rendimento), ci dirigiamo verso il vicinissimo Pressegger See, per goderci uno splendido tramonto sul lago, seguendo un un sentiero che ci permette di ammirarlo da più angolazioni.
Intorno il ghiaccio e la neve, danno l’impressione che sia tutto cristallizzato. E’ da togliere il fiato. Quando la luce cala definitivamente, rientriamo in appartamento per cenare e riposarci in vista di domani.

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Una mattinata meravigliosa e gelida ci dà il buongiorno.

Attraversando strade interne molto panoramiche, che sembrano un paradiso di ghiaccio, arriviamo all’Abbazia di Viktring, che vanta una meravigliosa pala d’altare barocca, al suo interno. 

Passeggiamo lungo gli edifici che compongono il complesso cistercense, affacciati su un laghetto ghiacciato, prima di proseguire verso la meravigliosa cittadina di Klagenfurt

Questo centro sorge sul Worthersee, uno dei tanti laghi da sogno di cui è piena la Carinzia e che, nella giornata di oggi, conosceremo meglio grazie alle amene località che vi si affacciano.
Klagenfurt è di un’eleganza regale, come tutte le città austriache non delude nel suo aspetto e nel suo presentarsi sempre pulita, piacevole, raffinata. Si passeggia lungo vicoli e viali del centro, imbattendosi in edifici imponenti, sia religiosi che civili, in un clima festivo che esalta enormemente la bellezza del luogo, con luci e decorazioni degne di nota.
Nella Neuer Platz, su cui sorge il Rathaus e, al centro della quale, svetta il Monumento a Maria Teresa d’Austria, c’è ancora il Mercatino di Natale, fra le cui bancarelle si trova la fontana di Lindwurm, col suo drago simbolo della città.

Ci spostiamo, quindi verso l’Alter Platz, un salotto imperiale, con i suoi bellissimi edifici barocchi, da cui si accede anche al Landhaus, uno degli edifici storici di Klagenfurt, che ospitava l’Assemblea Regionale.

Altra perla splendida della città, è il Duomo dedicato ai Santi Pietro e Paolo, del 1581, inizialmente sede del culto protestante , solo nei primi anni del XVII secolo, passò al culto cattolico. Attendiamo la fine della funzione per visitarne i fastosi interni, ricchi e ricercati.

Prima di partire per la meta successiva, facciamo una passeggiata per il mercatino, che ora ha assunto un aspetto pre-capodanno: in Austria, infatti, è uso vendere maialini e varie figurine beneauguranti, nel periodo che precede la fine dell’anno e, le bancarelle, tolti i prodotti natalizi, si riempiono di questi oggettini.

Accompagniamo la visita con un pretzel fragrante (io) e una cioccolata calda (mio marito) che, in questo contesto, “è la morte sua”!
Ci dirigiamo verso una delle più piccole e deliziose località del Worthersee: Maria Worth. E’ un centro minuscolo, davvero idilliaco: una piccola penisola su cui sorgono una chiesa ed un pugno di case, talmente caratteristica da essere stata set di numerosi film.

Subito dopo, costeggiando il lago, ci dirigiamo a Velden, antica stazione di posta romana e vivace centro turistico, in ogni stagione dell’anno.

Con questo sole splendente e il cielo azzurro è bellissimo poter passeggiare pigramente sul notevole lungo lago, da cui si possono anche ammirare il presepe e la Corona dell’Avvento sull’acqua.

A metà pomeriggio ci trasferiamo a Villach. La città è davvero bellissima, adagiata regalmente sul fiume Drava.

Ci fermiamo a visitare la Chiesa di San Nicolò, dove troviamo il grande presepe dei ferrovieri; attraversiamo, poi, il ponte sulla Drava ed entriamo nel cuore del centro storico, ricco di ricercati addobbi natalizi. E’ un sogno!

Alberi di Natale e lanterne giganti, trenini, tantissime luci, la pista di pattinaggio sul ghiaccio e le casette del mercatino sulla Hauptplatz, piazza su cui si affacciano numerosi edifici storici.

Restiamo soprattutto affascinati dalla Chiesa Parrocchiale Urbana di San Giacomo, Duomo della città che, nella penombra del tramonto, incute un certo maestoso timore. 

La visita di Villach è il modo migliore per terminare questa giornata perfetta.

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L’ultimo giorno del 2012, partiamo alla volta di Strassburg, attraverso un ghiacciato paesaggio invernale, che dà a tutto un aspetto scintillante, come se ogni cosa fosse cosparsa di una coltre di cristalli. Con la leggera foschia e il cielo blu, è magia pura!
Facciamo una sosta nel minuscolo ma affascinante paese, pieno di decorazioni natalizie artigianali.

Su tutto domina il castello, dove c’e un ristorante. Nel borgo la fa da padrone la mole della Chiesa di St. Nikolaus.

Meta successiva è la bellissima Friesach, una delle città storiche della Carinzia. Un borgo medievale all’interno di una spessa cinta muraria, lungo cui si può camminare, fino ad inoltrarsi fra i caratteristici vicoli dai quali si raggiunge l’imponente chiesa di St. Bartholomaus.

Sopra l’intero paese, si affaccia la Fortezza di Petersburg, che si raggiunge salendo lungo un sentiero percorribile anche in inverno, affacciato su tutta la vallata.

Nel primo pomeriggio arriviamo a Sankt Veit an der Glan, un’altra bellissima cittadina storica di grande eleganza, con i nobili palazzi che costeggiano le vie e circondano la piazza principale, la Hauptplatz, dove dominano la colonna della peste e il Rathaus in stile tardo-gotico.

Ci fermiamo anche a visitare la Chiesa di San Guido del XIII secolo. Ci sono pochissime persone in giro, e questo rende la nostra passeggiata molto tranquilla e piacevole.

Lo stesso è nel paese successivo, Feldkirchen, dal coloratissimo centro storico, dove si trovano ancora le casette del mercatino di Natale, qui purtroppo chiuso, oltre ad un gigantesco calendario dell’Avvento sulla facciata del Municipio.

Prima di rientrare in appartamento, facciamo una sosta per vedere l’incantevole tramonto sul Lago di Ossiach e visitare l’omonima Abbazia benedettina.

Il complesso è stato edificato attorno all’anno 1000 e la sua posizione sul lago lo rende un vero idillio. La chiesa barocca a tre navate è una delle più belle che abbiamo visto in questo viaggio.

Torniamo tardi a Hermagor e, anche questa volta, passiamo un tranquillo Capodanno davanti ad una gradevole cenetta casalinga.

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Il primo giorno del 2013 inizia con una ghiacciata stile “Siberia Feroce”. Cerchiamo di convincere l’auto a scaldarsi e, dopo una ventina di minuti, possiamo partire per le nostre visite. 

Facciamo una brevissima sosta a Spittal, onestamente pensavo fosse più interessante, invece il centro non è granché. 
Decisamente nulla a che vedere con la meraviglia assoluta che ci aspetta a Gmund: si trova fra due parchi nazionali, quindi in una posizione ottima da un punto di vista paesaggistico, ed è un paese davvero notevole, conosciuto come “la città degli artisti”

Ci sono numerosi artigiani e artisti che hanno botteghe, atelier, negozi, studi in questa cittadina. Vengono organizzati corsi e mostre, spettacoli e concerti.
Dalla piazza principale, un salotto coloratissimo, si dipartono vari vicoli tutti da fotografare; sul centro storico svetta la mole della Rocca, che si può raggiungere da diversi sentieri.

Noi saliamo, per ammirare il panorama bellissimo che si gode da qui, e ne approfittiamo per sederci nel bar- ristorante e bere una cioccolata in tazza.

Torniamo, quindi, al parcheggio, per recuperare l’auto e dirigerci verso lo scintillante Millstatter See, dove ci fermiamo nella cittadina che ne porta il nome. E’ vero che il centro è piccolissimo, ma vi sorge un’importante abbazia medievale, fondata nel 1070, che merita assolutamente una visita.

Passando dai sontuosi cortili, si accede alla chiesa gotica, suddivisa in tre navate che incorniciano un bell’altare barocco.

Terminata la visita ci spostiamo sulle sponde del lago di Millstatt, dove è meraviglioso passeggiare inondati dal sole invernale.

Non distante da Millstatt si trova Burg Sommeregg, un’imponente fortezza in cui si trova un ristorante e che, durante l’estate, è lo scenario di numerose rievocazioni storiche. Saliamo sui bastioni, per poter ammirare il panorama che, da quassù è strepitoso.

Quando siamo arrivati a Hermagor, ci è stato caldamente suggerito di recarci sul Weissensee, consiglio che seguiamo più che volentieri.

Per noi è stato in assoluto il lago più bello visto in questi giorni. Forse perché siamo arrivati all’imbrunire, con la calda luce del tramonto che accarezza le cime innevate e le vaste vallate; forse per le casette in legno che si riflettono sulle acque del lago; forse per le bellissime decorazioni natalizie; forse per la tranquillità che si respira a Neusach, ultima località del lago; fatto sta che, questa romantica sosta serale, si imprime nella nostra memoria in maniera indelebile.

La Carinzia è una regione che si trova davvero vicino all’Italia, la si conosce soprattutto per le terme, ma sarebbe un peccato trascurarne i tanti bellissimi laghi, i borghi storici, le cittadine, i complessi abbaziali, le rocche ed i castelli.

Quando partiamo per l’Italia, il sole che ha caratterizzato questi giorni, lascia il posto ad un uggioso grigio che promette altra neve. Ci mettiamo in auto molto presto, perché la tratta è lunga. Ma passerà con tante chiacchiere suddivise fra i ricordi di viaggio e la pianificazione dei prossimi: cosa si può chiedere di più?

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Condigli utili
-Se i Maya, Giacobbo e Bossari vi creano una pesante caduta di capelli, con le loro profezie e teorie catastrofiche, non esitate: partite per la Carinzia e combattete lo stress! Anche i capelli torneranno sulla vostra testa, per poter ammirare dall’alto (alto? dipende…) le bellezze di questa regione.
-Buona la cioccolata in tazza: calda, cremosa, l’ideale con le temperature al di sotto dello zero. Ecco, infatti. Non cincischiate tanto nel berla: anche la cioccolata più bollente, può rapprendersi e diventare simile a stucco, quando fa molto freddo.
-Se in tv trovate solo programmi in tedesco (che voi non parlate), ma riuscite comunque a sghignazzare o commuovervi con i cartoni animati della Disney, e persino a capire tutto (ma tutto, tutto eh!), non significa necessariamente che siete dei geni delle lingue straniere. No, a volte è solo la fortuna del principiante……..Comunque de “La principessa e il ranocchio” noi non abbiamo perso una battuta!!!! Oh!

Claudia B.

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