Cosa vedere in Val d’Orcia in un fine settimana

Riguardando i racconti di viaggio pubblicati finora, mi sono accorta con orrore che, ancora, non ho iniziato il lungo capitolo dedicato alla Toscana.
Si, ho inserito la descrizione di alcuni itinerari in moto, che hanno toccato questa regione, ma il duo Claudia e Daniele (noi) ha avuto l’onore di passare più di un bellissimo fine settimana in Toscana e penso proprio che sia arrivata l’ora di parlarne. 
Fino all’ultimo sono stata indecisa sulla scelta della zona di cui raccontarvi, poi ho avuto un’illuminazione: perché non cominciare dal principio? Escludendo Firenze, infatti, il fine settimana di cui sto per parlare è il primo di una lunga serie. Ed è anche quello che ho personalmente vinto, partecipando ad un gioco promosso da una emittente radio, durante l’inaugurazione di un centro commerciale della zona. Quando si dice “piove sempre sul bagnato”…
Nel lontano 2009, quindi, partiamo per Chianciano Terme nel tardissimo pomeriggio di un venerdì di maggio, con l’idea di dedicare due giorni alla scoperta della Val d’Orcia. Purtroppo non ci siamo potuti assentare dal lavoro e, in questo modo,  abbiamo perso un’intera giornata di visite. Peccato…
Ma, decisi a non piangere sul latte versato oltre che sfruttare al massimo il tempo a disposizione, ci avviamo verso il Valico di Viamaggio, dove ci fermiamo a “cenare” (uh, i paroloni), con un delizioso panino con la finocchiona. La serata è tiepida, e ci godiamo la tranquillità dell’Appennino all’imbrunire, gustando l’ottimo connubio tra pane toscano e finocchiona.
Prendiamo con calma il viaggio in auto, primo perché siamo piuttosto stanchi, secondo perché il navigatore ha deciso di farci passare da luoghi remoti e ai più sconosciuti, dove non è certo possibile andare troppo forte. Infatti arriviamo a Chianciano Terme tardi: giusto il tempo di registrarci e salire in camera, che siamo già a nanna come due bravi angioletti. Domani si comincia!
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Nulla di esaltante l’hotel in cui siamo, solo perché si tratta di Chianciano Terme, non mettetevi subito a pensare che alloggiamo in una struttura con spa, piscina termale, sauna, bagno turco, bagno emozionale o Bagno di Romagna… ah no, quella è una località, anche piuttosto distante da qui.
Ecco, tutte le sciccherie che vi ho elencato, sono lontane come Bagno di Romagna! Ma a noi, onestamente, non interessa. Abbiamo due giorni per visitare la zona, il tempo è bellissimo, per quale motivo dovremmo chiuderci in una spa?
Saliamo in auto, abbassiamo i finestrini e ci rilassiamo godendoci il percorso panoramico che ci porta verso Montalcino, attraverso una campagna toscana lussureggiante, con filari di cipressi, campi coltivati e prati verdi. Siamo dentro ad un quadro.
Il nostro programma di oggi, prevede la visita di alcuni fra i più significativi centri della Val d’Orcia, ossia Montalcino, San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni e Pienza. Non abbiamo intenzione, però, di correre o di soffermarci particolarmente su musei ed interni, abbiamo voglia di vivere questi luoghi regalandoci una visita panoramica, di quelle molto rilassanti, un pò fuori dal tempo.
Facciamo una bella passeggiata a Montalcino, patria del Brunello, seguendo un ritmo lento, piacevole che ben si sposa con il borgo medievale meraviglioso, ricco di scorci caratteristici.

Siamo in un’antica cittadina, menzionata la prima volta nell’814, il cui nucleo abitativo risale al X secolo. Nel corso degli anni ha alternato periodi di grande crescita economica e demografica, a periodi estremamente difficili dovuti a guerre e carestie.

Grazie alla fortunata posizione al centro di una zona vitivinicola di prim’ordine, a partire dagli anni 50 del XX secolo la situazione si è definitivamente stabilizzata, proprio grazie alla produzione di vino di eccellente qualità: il Brunello di Montalcino, famoso in tutto il mondo (penso anche nello spazio), il Rosso di Montalcino e il Sant’Antimo. 
Quello nel quale passeggiamo noi oggi, è un borgo medievale di grandissimo pregio, accogliente, perfettamente conservato, con vicoli lastricati e palazzi in pietra bellissimi, il tutto circondato dalla colorata e scintillante Val d’Orcia. Negozietti di artigianato, tante cantine ed enoteche, botteghe che vendono prodotti tipici: tutto è a misura di paese.

Proseguiamo per San Quirico d’ Orcia, sotto il sole primaverile ormai caldissimo, che ci fa da cicerone lungo i bei viali del centro storico.

Ci imbattiamo subito nella Collegiata dei Santi Quirico e Giuditta del XII secolo, poi ci perdiamo letteralmente nei vicoli della città, fra altri edifici religiosi, come la Chiesa di Santa Maria Assunta o la Chiesa della Madonna di Vitaleta, viali lastricati ombreggiati dai palazzi in pietra, e giardini bellissimi. 
Il fatto di seguire sempre questo ritmo tranquillo, ci dà la possibilità di vivere il borgo con calma, ammirandone ogni tratto e chiacchierando fra noi, prendendoci tutto il tempo necessario anche per entrare in fresche cantine, da cui proviene un forte odore di vino, dove sono esposti tanti prodotti eno-gastronomici. 
Troviamo un angolino all’ombra e ci fermiamo a mangiare dei panini acquistati in una piccola bottega, circondati da un silenzio sereno, intervallato dal canto dei grilli e dalla brezza leggera.

Raggiungiamo Bagno Vignoni, vicinissimo a San Quirico: si tratta di un villaggio molto pittoresco, la cui caratteristica principale è la presenza di una vasta vasca di acque termali calde, di origine vulcanica, che si chiama Piazza delle Sorgenti.

E’ uno scorcio caratteristico, un colpo d’occhio bellissimo, non a caso utilizzato spesso come set cinematografico. Gli edifici e il porticato, si riflettono nelle acque della vasca e, da una certa prospettiva, è persino possibile notare in lontananza, l’antico fortilizio di Bagno Vignoni

Facciamo una lenta passeggiata tutto intorno alla vasca, ammirandone i palazzi riflessi e la particolarità; ci spingiamo nella vicina piazzetta, molto carina con diversi ristoranti e bar.

Ci dirigiamo verso la nostra ultima tappa di giornata, la cittadina rinascimentale di Pienza, patria del pecorino rosso e, in questo fine settimana di primavera, cornice di una bellissima manifestazione dedicata ai fiori, alle piante da frutto e ornamentali, alle decorazioni e ai prodotti da giardino.

Per noi, che abbiamo veramente votato questi due giorni alla calma scoperta dei luoghi che tocchiamo, senza immersioni culturali in musei, castelli, siti archeologici, ma limitandoci al piacere di assaporarli poco alla volta nel loro insieme, questo evento è davvero graditissimo. 
Il centro storico monumentale è stato dichiarato dall’Unesco “Patrimonio dell’ Umanità”: dalla passeggiata panoramica lungo le mura, ai vicoli pittoreschi, alle piazze che sono dei piccoli salotti, oggi ornati da coloratissimi parterre floreali, appare ovvio quanto questo titolo sia meritato.
Il Pontefice Pio II è l’artefice di un così ampio patrimonio culturale, anche se non tutti i monumenti da lui previsti, sono stati completati. Fatto sta che, in epoca rinascimentale, egli cercò di trasformare Pienza nella “Città Ideale”, dando vita ad una progettazione urbanistica razionale, ad un’impostazione scientifica che ne fanno, ancora oggi, una delle città che più si è avvicinata a questo modello utopistico.
Trascorriamo qui il resto del pomeriggio, passeggiando fra le bancarelle, ammirando le composizioni, assaggiando un ottimo panino con la porchetta: oh ragazzi, quando la porchetta chiama (e si palesa), la buona educazione impone di rispondere.

Rientriamo a Chianciano Terme davvero distesi: nonostante le diverse soste, l’aver affrontato queste visite in maniera “esterna”, corredate solo da piacevoli passeggiate di scoperta, ci ha rilassato.

Tempo di fare una doccia e vestirci, che risaliamo in auto per raggiungere un ristorante notato questa mattina. Fatte le nostre ordinazioni, scopriamo che la coppia seduta accanto a noi, vive nella stessa cittadina dei miei genitori e, anche loro, stanno utilizzando un buono come il nostro: vinto ad un gioco, durante l’inaugurazione del medesimo centro commerciale. Se il mondo non è piccolo… ci si avvicina molto!
Ci ritroviamo a passare piacevolmente insieme la serata, che proseguiamo anche dopocena, con una passeggiata a Chianciano, durante la quale ci fermiamo a bere qualcosa. E’ un modo semplice, ma assolutamente gradito, di trascorrere qualche ora tra risate e chiacchiere.
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Domenica mattina, subito dopo colazione, partiamo alla volta di Montepulciano, località di origine etrusca.
Si tratta di un borgo medievale bellissimo, cinto da possenti mura, e splendidi edifici religiosi, palazzi nobiliari e scorci da cartolina.
Ma, la città, è famosa anche per la produzione del Vino Nobile di Montepulciano e per le cantine sotterranee, vere e proprie gallerie con centinaia di botti, che si possono visitare e dove è possibile anche assaggiare ed acquistare vino.
Noi dividiamo l’acquisto fra cantine ed enoteche, anche queste presenti in grande quantità all’interno del borgo. Ora, non è che passiamo tutto il nostro tempo a Montepulciano immersi far le botti, badate bene, abbiamo solo fatto una piccola scorta da consumare a cena con gli amici. 
Anzi, vi garantisco che la nostra visita si snoda anche fra i bellissimi vicoli, punti panoramici, la monumentale Piazza del Duomo, dove tra l’altro c’e’ un delizioso mercatino dell’antiquariato, che cattura subito la nostra attenzione. Una domenica mattina d’autore, quella che trascorriamo qui a Montepulciano.

Una volta per strada, ci rendiamo conto che è presto per tornare a casa, decidiamo quindi di fare una deviazione verso il Lago Trasimeno, il più esteso lago dell’Italia centrale. Amiamo l’Umbria, perciò una sosta fuori programma in questa regione, è assolutamente gradita.

Arriviamo sul lungo lago di Castiglione del Lago, dove parcheggiamo e facciamo una passeggiata per ammirare il verde degli ulivi e dei prati, che si affacciano sulle tranquille acque del Trasimeno. Troviamo un bar aperto e ci sediamo a mangiare un panino, continuando ad approfittare del sole caldissimo che brilla anche oggi sull’Italia. 
Subito dopo, saliamo nel centro storico di Castiglione del Lago, che domina il Trasimeno da un promontorio: infatti il panorama, mentre raggiungiamo la porta d’accesso alla città, è bellissimo. Il centro storico medievale è carino ed ospita un mercatino di prodotti tipici e dell’artigianato. Siamo molto fortunati in questi giorni, sagre e feste paesane sono una nostra passione e, quando sono inserite in borghi tanto ameni, raggiungono l’apice!

Rientriamo a casa con la stessa calma che ha contraddistinto l’intero fine settimana. Lo so, non abbiamo completato ed approfondito le visite come avremmo dovuto, ma necessitavamo di una fuga rilassante, certamente di scoperta, ma senza l’affanno di correre da un museo all’altro. Ed è stato tutto perfetto e rigenerante, così come perfetti e rigeneranti sanno essere i borghi toscani.

Consigli utili
-Gli assaggi di vino andrebbero banditi prima delle undici del mattino ma, se proprio non potete rimandare l’acquisto, cercate almeno di bagnarvi appena le labbra. Bagnare le labbra non è sinonimo di bere copiosamente.
-Dai racconti precedenti avrete capito come, spesso, la porchetta si renda irreperibile. Questo impone l’acquisto immediato di un fragrante panino, appena vedete palesarsi all’orizzonte un chiosco che vende il sontuoso suino. A qualsiasi ora del giorno o della notte.
-Non stupitevi se, camminando per un borgo della Val d’ Orcia, vi ubriacate di vino solo annusando l’aria attorno a voi. Ricordate la canzone “Love is all around”, dei Wet Wet Wet? Dai, la canzone del film “Quattro matrimoni e un funerale”? Ecco, qui si potrebbe trasformare in:”Wine is all around”.

Claudia B.

8 Commenti

  1. Ah che bellezza. Mio marito è di Firenze, ma solo pochi giorni fa abbiamo visitato la Val d’Orcia per la prima volta. San Quirico e Bagno Vignoni sono davvero spettacolari. La cappella di Vitaleta, poi, immersa nella campagna mi ha lasciata senza parole. Hai proprio ragione, i borgi toscani sono rigeneranti! 🙂

    1. A me guariscono dalle ansie della vita quotidiana, Roberta! E’ come se riuscissero a sanare la mente. In quel particolare periodo ero davvero stanchissima, avevo bisogno di rigenerarmi io e riprendermi. In soli tre giorni quei luoghi mi hanno rimessa al mondo.
      Mi manca la Cappella di Vitaleta! Corro sul tuo blog a leggerne se hai già scritto qualcosa a proposito e me la segno per la prossima mini fuga toscana!
      Grazie per essere passata, un abbraccio 🙂
      Claudia B.

    1. ahahahahahahah!!! mannaggia al cinghiale, ci fa patire le pene dell’inferno! Oltretutto, a forza di sentire la parola porchetta, ti dirò…provo un leggero languorino! Che poi noi ci ridiamo e scherziamo, ma sono davvero pericolosi quando attraversano o camminano sul ciglio della strada, possono provocare incidenti anche brutti. Io ci penso di continuo, soprattutto quando usciamo in moto e siamo molto esposti! Meglio nel panino 😉
      Claudia B.

  2. Anonimo

    E non stupitevi se di sera quando è già buio, percorrendo con la vostra auto la strada che va da rapolano terme al borgo di Rapolano vi attraversa placidamente un grosso cinghiale, lui non lo sa che ci piace la porchetta. Ciao Claudia da Anna Maria

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