Cosa vedere in Valdera: fine settimana in Toscana, nei dintorni di Pisa

ULIVI IN VALDERA

Quando si presenta l’occasione di passare due giorni in Toscana, magari in una parte poco conosciuta come la Valdera, la nostra curiosità si desta immediatamente. Perché ci piace scoprire zone insolite di regioni totalmente votate al turismo. Soprattutto se c’è la possibilità di visitare borghi, musei fuori dal comune e, magari, fare un lungo giro in Vespa tra colline e minuscole realtà rurali. Un fine settimana in Toscana unico nel suo genere, in un territorio, la Valdera, stretto tra Pisa e Lucca, per questo troppo spesso trascurato. Grazie a Visit Valdera, abbiamo trascorso un indimenticabile weekend di coppia in Toscana, ricco di tutte quelle caratteristiche che amiamo tanto: due ruote, enogastronomia, belle storie da ascoltare. Ma anche misteri… Partendo da Pontedera e Lari, spostandoci poi a Forcoli, Montefoscoli e Colleoli, ecco cosa vedere in Valdera in due giorni.

PANORAMI IN VALDERA

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Cosa vedere in Valdera: visita al borgo di Lari.

Lari è un minuscolo borgo medievale vicino Pontedera. Un pungo di case strette attorno alla Rocca di Lari, solcato da un vicolo principale che si dipana a spirale fino alla sommità della Fortezza. Saprete ormai quanto io e Daniele amiamo visitare borghi, che consideriamo un libro aperto in cui a dominare è il contatto umano! E Lari non fa differenza in questo.

VEDERE IN VALDERA
IL BORGO DI LARI

La primavera accarezza e profuma di rinascita il borgo di Lari. Mentre i ciliegi in fiore fanno da cornice tutto attorno. Panorami a pedita d’occhio, che ci permettono di vedere persino la Torre di Pisa. Questo antico centro etrusco, affascina con storie di conquiste e cucina tradizionale, di innovazione e passione. Visitiamo il piccolo teatro di Lari, che ospita gli artisti secondo un concetto di casa-teatro. Il progetto è far diventare Lari un polo culturale ed il primo borgo cablato d’Europa. Non a caso qui c’è anche un importante studio di musica indipendente.

VEDERE IN VALDERA
CAMMINANDO A LARI…

Ma la vera spinta motrice di Lari, è l’enogastronomia. Infatti tra i luoghi da vedere in Valdera, ci sono anche un pastificio ed una macelleria. Entrambi a Lari. Ambedue un inno alla tradizione culinaria Toscana. Il “Pastificio Martelli” è famoso in tutto il mondo. Un laboratorio che fa profumare di pasta freschissima l’intero paese di Lari! Acqua, semola di grano duro della Maremma (più una piccola percentuale dall’Emilia), utilizzo di trafile in bronzo, essicazione, imbustatura. Questa è la magia praticata ogni giorno. Osserviamo con l’acquolina in bocca il processo di lavorazione, che viene messo in atto come uno spettacolo d’altri tempi. Solo cinque formati di pasta, che portano il vero sapore della Valdera anche in Australia!

VEDERE IN VALDERA BOTTEGHE TIPICHE
IL PASTIFICIO MORELLI

La nostra passeggiata tra le botteghe del borgo di Lari prosegue alla “Macelleria Ceccotti”. Dietro ad una piccola vetrina in legno e ad una classica tenda vecchio stile, si nasconde la riccheza dei sapori antichi. Un banco pieno di prelibatezze al piano superiore, poi un vero tesoro nascosto: la cantina del Medioevo. Due ambienti in cui vengono fatti stufare ed essiccare i salumi. Carni locali, uso dei vecchi metodi di conservazione, come ad esempio aglio, sale di Volterra e pepe. E, alla fine, la bontà toscana che si scioglie in bocca. A farla da padrona, il Magatello, una sorta di sanguinaccio che è anche presidio Slow Food.

VEDERE IN VALDERA UNA MACELLERIA TIPICA
MACELLERIA CECCOTTI

Dopo queste due tappe golose, saliamo alla Rocca di Lari, vero caposaldo del borgo, che da sempre ha decretato l’importanza del piccolo centro della Valdera. Da qui passarono tante importanti famiglie, tra cui i Medici. E di questo sfavillante viavai, vediamo le tracce nel cortile del castello, la cui facciata è decorata da un numero non precisato di stemmi!

VEDERE IN VALDERA
SALITA ALLA ROCCA DI LARI

All’interno del Castello di Lari, c’è un’interessante mostra multimediale, che racconta le vicissitudini del borgo e del fortilizio. Oltretutto in maniera divertente ed ironica. Lari come importante vicariato, Lari fondamentale per le sue carceri. Lari come punto d’avvistamento perfetto. Un centro cresciuto in maniera esponenziale, al punto che le abitazioni vennero edificate al di fuori delle mura, fino a diventare il pittoresco borgo che oggi stiamo ammirando.

VEDERE IN VALDERA
IL CORTILE DELLA ROCCA, CON GLI STEMMI

Dagli spalti del Castello di Lari, lasciamo che lo sguardo vaghi tra i meravigliosi panorami della Valdera. Verde e blu si mescolano, mutati costantemente dal gioco di nuvole edai raggi del sole. Con questo spettacolo diciamo arrivederci al paese, pronti a gustarne i suoi sapori.

Informazioni.

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Cosa vedere in Valdera: Pontedera e il Museo Piaggio.

Da appassionati motociclisti quali siamo, non saremmo potuti venire in Valdera senza visitare il “Museo Piaggio” di Pontedera. Una casa di produzione storica, per cui questa Toscana insolita è famosa in tutto il mondo. Un percorso espositivo che esula dai soliti musei a cui siamo abituati. Qui, permettetemi di dirlo con una netta nota campanilistica, si respira l’orgoglio dell’italianità. Quello che personalmente ho perso per strada anno dopo anno. Ma che esiste nel passato industriale della nostra nazione e nelle grandiose produzioni, come la mitica Vespa.

COSA VEDERE IN VALDERA
IL MUSEO PIAGGIO

Seguiamo con religioso interesse la visita guidata al “Museo Piaggio”. Dalla mostra dedicata a Pio Manzù, fino all’archivio fotografico che racconta l’articolata storia di questo marchio. Un’Azienda che ha sempre saputo reinventarsi, buttandosi su produzioni di volta in volta adatte al periodo storico attraversato. Dalle pentole, ai pezzi di motori, alle eliche, per citarne alcune. Fino all’icona dell’Italia a due ruote nel mondo: la Vespa, ideata dal grande Corradino D’Ascanio.

NELLA STORIA DELLA PIAGGIO

Nei secoli d’oro, a Pontedera lavoravano in Piaggio qualcosa come 13.000 persone, contro le 3500 di oggi. Questa cittadina della Valdera, era sede non solo degli stabilimenti di produzione, ma di un vero villaggio per gli operai e le loro famiglie. D’Ascanio fece edificare scuole che spazzassero via l’analfabetismo. Fece istituire un asilo interno, per agevolare le famiglie e istituì le colonie estive per i bambini.

E puntò sulle donne come target di vendita. Sembra incredibile ascoltare oggi queste parole, ma nell’invenzione della Vespa, D’Ascanio pensò proprio alle donne lavoratrici. Indipendenti, forti… e motorizzate! Tanto da creare un mezzo facile da guidare anche con la gonna. Così nacque il Piaggio Mp6, primo prototipo della nostra amata Vespa.

Mentre percorriamo i saloni espositivi del “Museo Piaggio” di Pontedera, restiamo senza parole. Vespe che hanno segnato la storia militare, cinematografica e artistica d’Italia e del mondo. Come la “Vespa Salvador Dalì”, decorata dal grande maestro per alcuni studenti partiti da Madrid, per un giro del mondo di 79 giorni. E i modelli di Vespa, con cui Giorgio Bettinelli ha viaggiato praticamente in tutto il globo!

DA VEDERE IN VALDERA
LA VESPA SALVADOR DALì

Nelle ultime due sale c’è una carrellata di colorati Ciao, che io stessa ho guidato in giro per Rimini rubandolo a “stalker mamma”. L’evoluzione dell’Ape Calessino e dell’Ape Car. E poi le moto. Gilera, Guzzi, Laverda, Aprilia! Anche la moto con cui Marco Simoncelli ha vinto il mondiale nel 2008. Vai a spiegare a Daniele che non è un souvenir… Tra le cose da vedere in Valdera, il “Museo Piaggio” è una tappa obbligata e straordinaria. Un pezzo di storia italiana di cui, per una volta, andare fieri.

LA MOTO DI SIMONCELLI

Informazioni.

  • “Museo Piaggio”, Viale Rinaldo Piaggio 7, Pontedera.
  • museo@museopiaggio.it
  • 058727171
  • Ingresso libero.

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Arte e street art a Pontedera.

Il passato industriale di Pontedera, oggi viene rivalutato con innovazione. Ci piace questa cittadina nei dintorni di Pisa. Perché tra colorata street art, festival culturali, mostre di arte contemporanea e installazioni opern air, sprizza vitalità da ogni poro. In verità adoriamo anche la zona pedonale, ricca di negozi e locali. Vivace, creativa, mai uguale a sé stessa, Pontedera è onestamente una sorpresa.

VEDERE IN VALDERA
LA ZONA PEDONALE DI PONTEDERA

Visitiamo il “PALP-Pontedera”, uno spazio espositivo ricavato a Palazzo Pretorio. In esposizione le opere di Galileo Chini. Geniale artista a tutto tondo e attento osservatore, è stato in grado di ricreare forti immagini che ricordano la Secessione Viennese e i capolavori di Gustav Klimt.

VEDERE IN VALDERA
PALP- PONTEDERA

Uscendo a passeggiare nel tramonto, sono invece le opere di street art a fare da filo conduttore. Ve ne sono un paio di una crew molto famosa in Toscana, gli “Elektrodomestikforce”, che hanno ridato vita ad una vecchia scuola fatiscente, oltre che agli ex condomini Piaggio!

VEDERE IN VALDERA LA STREET ART
STREET ART A PONTEDERA

E poi, l’arte in ogni sua forma, prosegue il proprio cammino al “Centrum Sete Sóis Sete Luas”. All’interno del centro culturale, sede anche dell’Ufficio del Turismo, vi sono sempre esposizioni d’arte, degustazioni, spettacoli musicali. Un connubio di arti aperto a tutti, partito da un progetto che ha unito Pontedera e Portogallo e, ad oggi, ha coinvolto ben trenta città tra Europa, Africa, Israele! Oltretutto sfociando nel “Festival Sete Sóis Sete Luas”, un evento culturale di grande prestigio. Il tutto, partendo da una “grigia cittadina industriale della Valdera”, che si è scrollata la monocromia di dosso, per trasformarsi in una splendida farfalla colorata, pronta ad evolversi e volare in tutto il mondo!

VEDERE IN VALDERA IL CENTRO CULTURALE
ESPOSIZIONI AL CENTRO CULTURALE

Informazioni.

  • PALP- Pontedera“, Piazza Curtatone e Montanara.
  • 0587 468487
  • info@pontederaperlacultura.it
  • Ingresso a pagamento.
  • Centro “Sete Sóis Sete Luas”, Viale Rinaldo Piaggio 82.
  • Ingresso libero.

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Cosa fare in Valdera: giro in Vespa tra le colline.

E se Vespa deve essere: che Vespa sia! Ma non solo ammirata in un museo, bensì con una divertente prova su strada. Così, grazie a “Valdera in Vespa”, saliamo a bordo del bolide vintage nato a Pontedera, per andare alla scoperta delle colline toscane. Perché abbiamo imparato quanto sia divertente esplorare l’Italia a bordo di mezzi diversi dal solito. Dopo la 500 in Val d’Orcia e l’Ape Calessino in Umbria, da bravi motociclisti non potevamo saltare l’esperienza in Vespa in Valdera.

PRONTI PER IL GIRO IN VESPA IN VALDERA

Tra verdi colline e alberi in fiore, ridiamo senza fiato scorrazzando in lungo e in largo con il nostro gioiellino blu. Scoprendo anche siti insoliti assolutamente da vedere in Valdera. Due musei fuori dal comune e un Tempio Massonico.

Ma sempre all’insegna dell’umanità: incontri indimenticabili con uomini e donne che ci accolgono come vecchi amici. Incontri con un passato ancora incredibilmente udibile. Una giornata da sogno, durante la quale sentiamo ridere ogni parte di noi, mentre provochiamo un ciclone in ogni borgo visitato in Valdera!

PANORAMI E LIBERTà

Informazioni.

  • “Valdera in Vespa”, Via Fantozzi 84, Pontedera.
  •  +39 392 2389986
  •  info@valderainvespa.it

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Cosa vedere in Valdera: Forcoli e un liquorificio alternativo.

Prima tappa del tour in Vespa in Valdera è il paese di Forcoli. Devo dire che l’idea di visitare il “Liquorificio Morelli” mi carica immediatamente di forza alcolica: tanto non sono io alla guida. Fino a quando scopro come l’Azienda, che produce liquori di qualità dal 1911, ha trasferito la sede nella nuova zona industriale. Dopo un attimo di dubbio, cambio immediatamente espressione quando vedo Daniele entrare nell’edificio ed illuminarsi. L’ex stabilimento, è stato trasformato in un museo che narra la storia di Forcoli!

Le stanze accolgono non solo gli antichi uffici e i cataloghi, ma anche una raccolta incredibile di bici, Vespe, moto, trattori e attrezzi legati al territorio. Ogni singolo pezzo è una voce del paese. In particolare le singolari biciclette dei mestieri, che raccontano un’epoca in cui le botteghe erano itineranti.

VEDERE IN VALDERA MUSEI ALTERNATIVI
IL MUSEO DELL’EX STABILIMENTO MORELLI

Nella piazza di Forcoli, poi, ci aspetta un’ulteriore sorpresa. Il signor Florio (97 anni di gioia di vivere), che usa come salotto la sua vecchia 500 blu. Chiunque si fermi al bar per prendere un caffé, troverà questo “arzillo giovane d’altri tempi” intento a leggere il giornale in auto. E sempre disposto a mostrare il garage del padre, dove conserva diverse moto, il kart con cui ha vinto numerosi mondiali, le pettorine e la Vespa con cui andò in viaggio di nozze a Roma!

FLORIO E IL SUO “SALOTTO”

Informazioni.

  • Per visite al “Museo ex liquorificio Morelli”, contattare Andrea Fiore il sabato mattina.
  • +39 392 2389986
  • Florio, invece, lo si trova sempre in piazza. Basta bussare al finestrino!

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Cosa vedere in Valdera: Montefoscoli.

Di Montefoscoli ammiriamo subito due cose: i panorami da cartolina e la quiete quasi surreale. La seconda svanisce immediatamente, con l’arrivo di un gruppo folle a bordo di Vespe di ogni epoca. Il panorama no, quello resta. Anche se il vero tesoro di Montefoscoli è un altro. “Il Museo della Civilità Contadina”, allestito all’interno del palazzo-fattoria della famiglia Vaccà Berlinghieri. Sito assolutamente da vedere in Valdera, o meglio: da ascoltare.

VEDERE IN VALDERA IL MUSEO DELLA CIVILTà CONTADINA
UN MUSEO CHE PARLA…

Parcheggiamo la Vespa nel cortile e visitiamo il museo insieme a Riccardo, presidente dell’Associazione che si occupa di questo cammino nel tempo che fu. Una delle più belle esposizioni dedicate alle tradizioni contadine, mai viste! Come ci spiega Riccardo: “è un luogo dell’anima dove accogliere i visitatori, nel quale è possibile ascoltare ancora voci e storie del passato”. Scoprire curiosità e usanze.

Un vero labirinto storico ed umano. Il grandioso tino a cielo aperto, del 1789, di ispirazione francese, che decretava il grande benessere della famiglia. La stanza dei semi, dove si seguiva l’intero percorso delle sementi. Perfettamente conservato il vaglio a mano, con cui venivano separati i chicci.

Scendiamo poi tra le grotte dell’edificio, una serie di cunicoli sabbiosi in cui si coservavano cibo e vino. Anche se sono il coppaio in cui veniva messo a riposare l’olio, e il frantoio, le due sale che colpiscono per la loro precisione e ricercatezza. La prima è una vera cassaforte, con anfore antichissime, in cui l’olio veniva tenuto al sicuro grazie ad un ingegnoso sistema di chiavistelli.

IL COPAIO, UNA VERA CASSAFORTE PER L’OLIO

Dal frantoio seguiamo i corridoi che conducono al granaio medievale, ma costituivano soprattutto una via di fuga durante i saccheggi. Infatti questo dedalo di vie sotterranee, era collegato al castello ormai scomparso. In caso di necessità, si bloccava il passaggio fuggendo prontamente!

CUNICOLI E FRANTOIO

Singolare la lavanderia, che fungeva anche da stanza da bagno. Il bucato pulito rigorosamente con la cenere, tendeva a rovinare i tessuti. Per questo i contadini indossavano camicie bianche, che non scolorivano. Al contrario dei signori, che usavano capi colorati.

LA LAVANDERIA

Saliamo a visitare il piano nobile di Palazzo Berlinghieri. Un vero e proprio salto dalla vita dei braccianti a quella dei signori! Sono aperti due saloni e la cucina, perché il resto dell’edificio è ancora abitato da una discendente dei Berlinghieri. Ma tanto basta per farsi un’idea dei personaggi storici, con cui stiamo condividendo storie e vita. In particolare osservando la bella biblioteca e lo studio, che ancora raccontano la straordinaria personalità di Sofia Caudeiron e Andrea Berlinghieri!

VEDERE IN VALDERA PALAZZO BERLINGHIERI
PIANO NOBILE DI PALAZZO BERLINGHIERI

Informazioni.

  • “Museo della Civiltà Contadina”, Via Andrea Vaccà 49, Montefoscoli.
  • Per visite contattare Riccardo al 320 0291217
  • museoccm@gmail.com
  • Aperto la domenica con ingresso e visite gratuite. Possibilità di offerta libera.

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Dove mangiare in Valdera.

Il nostro tour in Vespa in Valdera prosegue verso il misterioso Tempio di Minerva, sito Massonico alle porte di Montefoscoli. Approfittiamo del bel tempo per goderci un pic-nic, stretti tra le fronde del bosco all’inglese che nasconde l’edificio. Solo il respiro della natura ad accarezzarci i capelli. E i prodotti di “Eat Valdera” a solleticare il palato.

UN PIC NIC CON I PRODOTTI DI “EAT VALDERA”

Il binomio Vespa e pic-nic a nostro avviso è sempre il massimo. Uno richiama l’altro in modo perfetto. Il pomeriggio ormai tiepido, invita a risalire in sella per una corsa in mezzo al verde. Con quella velocità controllata e slow, che permette di assaporare appieno il territorio. Raggiungiamo il borgo di Colleoli dove, al “Circolo Ricreativo” del paese, ci attendono per un tipico ponce toscano. Un mix di Rum, Caffé, Sassolino ed una scorzetta di limone, riempiono la bocca e scaldano lo stomaco. Il tutto, in un tipico ed accogliente ambiente rurale, bellissimo perché nessuno tenta di rimodernarlo e snaturarlo.

UN ASSAGGIO DI VITA DI PAESE A COLLEOLI

Tra i luoghi da vedere in Valdera, sempre in tema enogastronomico, ci sono anche due ristoranti. Due locali imperdibili, sia per la cucina succulenta che per l’atmosfera.

  • “La bottega di Canfreo” a Lari, è un ristorantino in cui si gustano sapori tipici della Valdera. Gli ambienti ricchi di dettagli, il bancone e le cantine, insieme ai mattoni faccia a vista, regalano la sensazione di mangiare in un intimo ritrovo d’altri tempi.
ATMOSFERE A “LA BOTTEGA DI CANFREO”
  • “Osteria Ribé” a Buti, è un ristorante estremamente curato e conviviale. Ampie vetrate, tavoli e sedie diversi, boiserie e colori, dipinti murali floreali. Eppure, queste accortezze non devono trarre in inganno. Il cibo è quello tipico e robusto, di un’osteria toscana!
LO CHARME DELL’ “OSTERIA RIBé”

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Cosa vedere in Valdera in due giorni.

A soli 35 minuti d’auto da Pisa, ad appena 1h e 30 minuti da Firenze, ad 1 ora da Volterra, c’è una vallata incantata che racchiude storie piene di umanità. Una terra accogliente, nella quale basta un sorriso scambiato in strada, per sentirsi subito parte della comunità. La Valdera è una parte di Toscana poco battuta dal turismo, ma che in una manciata di km permette di visitare musei bellissimi, borghi incantati, paesaggi che paiono dipinti, gustando un’enogastronomia d’eccellenza. Qui non serve accelerare, fare corse all’ultimo scatto, né urlare per farsi sentire.

Perché la Valdera è una discreta realtà a misura d’uomo, in cui ci si può ancora permettere il lusso di fermarsi ad ascoltare. E venire ascoltati. La Valdera è una geniale terra di scambio, una Toscana insolita che merita di essere raccontata da un coro di voci bianche. O sussurrata sotto forma di fiaba della buonanotte…

Claudia B. e Daniele Laera, in collaborazione con Visit Valdera

3 Commenti

  1. Mammamia che grosso colpo al cuore vedere la moto del Sic lì esposta! Davvero un bel museo per gli appassionati e non, mi piacerebbe vederlo perché sembra davvero ben fatto. E poi le colline toscane vanno percorse in Vespa non ci stanno ragioni che tengano. Sarò sincera non conoscevo la Valdera proprio per niente e l’ho scoperta grazie a voi due che vi siete “sacrificati” per noi 😛 Ma i cavalli Claudia, non si da buca ai cavalli! Scommetto che ci sono rimasti malissimo! Mi offro volontaria per andare a consolarli in un bel tour consolatore tutto tutto per loro 😀 😀 😀
    Che posti stupendi, mi hai lasciata con la curiosità su questo tempio massonico, ora vado a googlare per scoprirne di più. E nonno Florio è una forza! *_* A presto! 😉

  2. Che bello, finalmente un weekend in coppia! Vi invidio un po’… insieme, alla scoperta della Toscana, la terra che, in Italia, è quella a cui più penso se penso al sole e ai colori caldi! In Vespa, poi! Chissà come vi siete divertiti!!! Mi è piaciuto particolarmente il murales a Pontedera. Non conoscevo bene questa zona, e posso affermare che mi avete davvero ispirato per un futuro weekend primaverile!

  3. La pasta Martelli l’ho comprata da Eataly la settimana scorsa ma a dire la verità non sapevo da dove venisse – comunque è veramente buona!
    Per quanto riguarda la Vespa, pur non amando le due ruote (sarò sincera: ho proprio paura) ammetto che il fascino di questo mezzo non mi lascia indifferente. Al di là del fatto che la Vespa è bellissima, non consocevo la storia dell’azienda e questo la rende ancora più speciale.
    Il picnic! Da quanto tempo non ne faccio uno!

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