Croazia insolita: quali borghi dell’Istria vedere in sei giorni

BORGHI DELL'ISTRIA
LUNGO LA COSTA DELL’ISTRIA

Istria, terra di tramonti e piccoli villaggi un po’ sgarrupati, per questo incredibilmente d’atmosfera. Terra di silenzi e grandi panorami. Di rocche in rovina e cittadelle fantasma, che sussurrano aliti di passato. L’Istria Croata è un’anima di sapori indimenticabili e di locali piccini, in cui gustarli mano nella mano! E con questo diario di viaggio, ripercorreremo le tappe salienti del nostro tour on the road tra i borghi dell’Istria: perché c’è tanto da vedere in Croazia in inverno, durante una vacanza di sei giorni fuori stagione.

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Borghi dell’Istria imperdibili: Grisignana.

Arriviamo in tarda mattinata a Grisignana, dopo un tranquillo viaggio in auto dalla Romagna. Autostrade libere, sole pieno… parolacce in antico aramaico (sottotitolato) verso i “salvatori del mondo”. Mi riferisco ai fenomeni della strada, che si ostinano ad occupare la corsia sbagliata di sorpasso, facendo infuriare Daniele.

Grisignana è stretta tra dolci colline cosparse di vigneti e ulivi. Mentre in lontananza si scorge la brillante costa adriatica. Un borgo incantato, fermo nel tempo e votato all’arte. Una manciata di vicoli sorprendenti, dove spuntano numerose gallerie aperte a tutti. Per non parlare dei corsi e festival dedicati alle arti, organizzati nel corso dell’anno.

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LA PIAZZA DI GRISIGNANA

La “città degli artisti” è un incontro di anime antiche. Ogni popolo ne ha disegnato un tratto. Ogni dominazione ha lasciato tracce evidenti, in particolare quella veneta, che ne ha delineato il lato più signorile. Ma anche quello di cittadella fortificata. Ciò che resta del castello e dell’antico tribunale, oggi ospita gallerie d’arte. E, oltre una ventina di atelier, sono disposti in modo pittoresco in tutto il centro storico.

Alcuni eleganti, altri singolari. Certuni nascosti tra la pietra del borgo, li ritroviamo durante una passeggiata senza meta tra i vicoli. Si respira innovazione mista a tradizione, a Grisignana. Uno dei borghi dell’Istria più belli, dove lasciarsi ammaliare da un contatto eterno fra popoli e pietra. Un tocco che si tramuta in arte aperta a tutti.

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ATELIER A GRISIGNANA

Passeggiando ho come la sensazione di essere finita in un villaggio delle Cotswolds: colori, atmosfera, struttura, tutto rimanda al sud dell’Inghilterra. Con accostamenti anche con i piccoli centri della Provenza! Insomma, un viaggio nell’Europa più romantica, compiuto visitando Grisignana.

All’ora di pranzo scoviamo una trattoria aperta, sulla piazza principale del borgo. Ci piacerebbe assaggiare il tartufo per cui è famosissima l’Istria. Ma la mancanza di menù scritto ci fa desistere: non vorremmo ritrovarci con un conto da urlo. Ordiniamo quindi minestra istriana, io, salsicce istriane e patate, Daniele. Senza perdere una degustazione di prezioso ed eccellente olio dell’Istria. Godendoci la forza di ogni sapore, la reciproca compagnia e l’ambiente rustico in cui viene narrato il territorio.

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PASSEGGIANDO PER I VICOLI

Informazioni.

  • Dove parcheggiare a Grisignana: vi sono comodi parcheggi a ridosso del borgo. Non so dirvi se siano gratuiti tutto l’anno, oppure solo in inverno. Accertatevene, per evitare multe.
  • Cosa comprare a Grisignana: oltre alle tante gallerie d’arte, alcune delle quali vendono anche pezzi d’artigianato, si possono acquistare (e degustare), prodotti del territorio. Grappe, olio, tartufo, salumi. Occhio, però, agli orari e periodi di chiusura, specialmente fuori stagione.

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Borghi dell’Istria costiera: Umago e Faro di San Salvore.

Nel pomeriggio ci spingiamo verso la costa istriana. La prima visita è al Faro di San Salvore. Luogo magico da vedere in Croazia in inverno. Soprattutto nelle giornate terse, quando la nebbia sale dal Mare Adriatico lentamente, avvolgendo l’intera scena in una sfumatura leonardiana. Simbolo del colpo di fulmine che fece innamorare il Metternich di una donna croata, si affaccia su calette sassose dalle acque limpide.

L’amore non corrisposto da parte della donna, fece si che il diplomatico non venne mai a vedere il faro fatto costruire sulla costa della Croazia. Peccato, perché il posto è perfetto per soffermarsi ad ascoltare il mare, passeggiare o, durante la bella stagione, fare il bagno.

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FARO DI SAN SALVORE

Ad una manciata di minuti d’auto da San Salvore, c’è l’affascinante Umago, borgo di pescatori in cui ammirare tramonti mozzafiato in Croazia. L’antica dominazione veneta si vede in ogni angolo dell’abitato. Non solo per l’iconica Via Venezia, che ricorda una calle in cui i panni stesi svolazzano allegramente al vento! Ma anche per la struttura che, se non fosse per la mancanza di colore, ci darebbe l’illusione di essere a Burano! In fondo, in passato anche Umago era un’isola.

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UMAGO… ANTICAMENTE UN’ISOLA

Davanti al tramonto che si sta accendendo alle spalle della Chiesa di Santa Maria Maggiore e San Pellegrino, restiamo ammutoliti. L’ampia piazza, che si apre sulla marina di Umago, permette anche di spingersi verso la parte esterna delle mura, dove troviamo uno spettacolo che consuma gli occhi. La succinta fortificazione, ospita locali e ristoranti che, nel corso dell’estate, immaginiamo colmi di persone e musica. Ora, però, sono i dolci silenzi della Croazia in inverno, a raccontare la bellezza infinita di scorci d’autore sul Mare Adriatico.

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PIAZZA PRINCIPALE DI UMAGO

Ormai infreddoliti, partiamo alla volta di Rovigno. Paesaggi incantevoli, baciati da un tramonto in divenire, scorrono in loop mentre guidiamo sulle tranquille strade istriane. Borghi e porticcioli, ci ricordano l’on the road lungo la costa del Maine della scorsa estate. Dopo esserci sistemati in appartamento, terminiamo la serata in ristorante, gustando gnocchi all’istriana, risotto ai frutti di mare e crespelle al gelato che si sciolgono in bocca. Il tutto accompagnato da un fresco bicchiere di Malvasia Istriana per me, e da birra per Daniele.

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VEDERE I TRAMONTI A UMAGO

Informazioni.

  • Dove parcheggiare a Umago: vi sono diversi parcheggi a pagamento a ridosso del centro storico e della marina. Munitevi di soldi cambi, perché altrimenti potreste avere problemi come noi. Per fortuna, alla fine, abbiamo trovato una fila di posti con la linea bianca, dove lasciare l’auto gratuitamente.

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Itinerario tra i borghi dell’Istria: Rovigno e dintorni.

Partendo da Rovigno, si possono visitare borghi dell’Istria incantevoli: San Lorenzo, Bale, San Vincenti, Dignano d’Istria, Fasana. Con soste naturalistiche al Fiordo di Leme e alla suggestiva Punta Christo. Oltre al Parco delle Casite, per comprendere meglio la funzione di queste particolarissime costruzioni, che ricordano tanto i trulli della Valle d’Itria. Dell’itinerario nei dintorni di Rovigno e di cosa vedere a Rovigno, ne parlerò in due post dedicati.

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ROVIGNO

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Cosa vedere oltre i borghi dell’Istria: Rocca di Dvigrad.

Non so bene cosa mi aspettassi da Dvigrad. Forse le classiche rovine ben tenute, con pannelli esplicativi ed un percorso segnalato con cui comprendere l’antico tracciato. Le storie e le vite. Un po’ come alla Rocca di Arco. Invece, Dvigrad è un’imponente cittadella fantasma, dove compiere una visita-arrampicata suggestiva, che consiglio di inserire in un itinerario tra i borghi dell’Istria. Perché qui veramente si respirano passato e avventura, in quel modo schietto che solo i luoghi abbandonati riescono ad infondere. Abbandonata, si… ma lo stato di conservazione è ottimale!

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LA ROCCA DI DVIGRAD

Due castelli. Dvigrad appunto: Moncastello e Parentino. Quest’ultimo è ormai scomparso nelle spire del tempo ma, Moncastello, che oggi stiamo esplorando, ha ancora un’anima forte e diretta. Qui non arrivano rumori. Siamo su un colle stretto in una vallata verdissima, che avvolge Dvigrad nel silenzio del passato.

Nemmeno Dvigrad venne risparmiata dalla dominazione veneta, seppure peste e malaria ne provocarono l’abbandono definitivo. Sarò anche un’inguaribile romantica, ma appena arrivata a Dvigrad, percepisco la sensazione di essere all’interno di un castello assopito in un incantesimo. Inghiottito dal dolce respiro del bosco, in attesa del risveglio della principessa… Un sussurro senza tempo, che mi rimanda con la mente a Rocca Calascio.

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UNA CITTADELLA FANTASMA

Informazioni.

  • Visitare Dvigrad: l’accesso a Dvigrad e il parcheggio, sono liberi.
  • Vi consiglio caldamente di fare attenzione, perché il percorso per muoversi tra le rovine è sconnesso, in alcuni punti si può rischiare di cadere. Occhio se viaggiate con i bambini, aiutateli e teneteli vicini, senza togliere loro il piacere di scoprire una vera città fantasma.

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Misteri tra i borghi dell’Istria: Kringa.

Come si fa a creare un tour tra i borghi dell’Istria, senza inserire una sana dose di mistero? Ve lo dico io: non si fa. Così, durante la pianificazione, mi sono ritrovata con la bocca spalancata, una scorta di aglio attorno al collo e un paletto di frassino in mano, a leggere la storia di Jure Grando. E del sonnolento villaggio istriano di Kringa.

Kringa si trova a pochi km di distanza da Dvigrad e, la strada per raggiungerla, è già di per sé un dono. Non so se per merito del solo paesaggio, una campagna incontaminata che lascia a volte il posto a minuscoli agglomerati fatti di poche case. O per l’allure di mistero che impregna ogni angolo, come se i luoghi attraversati fossero stati testimoni di arcani passati.

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KRINGA

A Kringa troviamo appena una decina di abitanti a spasso con i bambini. E questo ci tranquillizza: sembra una scena di allegra serenità domenicale, no? Peccato che nel giro di pochi istanti scompaiano tutti. Così come il gatto con cui Daniele stava giocando e, secondo lui, in un battito di ciglia è sparito per ricomparire a metri di distanza. Comunque è proprio stronzo mio marito: per impressionarmi sarebbe disposto anche ad andare da Barbara d’Urso.

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IL VILLAGGIO DEL VAMPIRO JURE GRANDO

Eppure, nella placida aria profumata d’inverno, alla luce del sole, quando nulla pare respirare, è facile lasciar correre la mente al XVII secolo. Ai fatti inspiegabili, successivi alla morte di un uomo di nome Jure Grando, che iniziarono a verificarsi in queste terre. Morti misteriose, strane apparizioni, di cui una alla vedova, portarono un gruppo di cittadini capitanati dal parroco, a recarsi al cimitero per fermare il vampiro una volta per tutte.

Vi sono diverse versioni della storia ma, il succo, è che nessuno riuscì ad infilare un paletto nel cuore di Jure, tanto che l’impavido parroco, lo decapitò. Correva l’anno 1672. Per 16 anni, Jure Grando aveva disseminato terrore a Kringa. Leggenda o realtà? Noi non abbiamo trovato prove di conferma o smentita. Ma ci riserviamo di appellarci al beneficio del dubbio!

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A CACCIA DI MISTERI IN ISTRIA

Informazioni.

  • Kringa, o Corridico, è costituito da un gruppetto di case di campagna. Non posso dirvi se convenga o meno fare una sosta da queste parti. In particolare dopo la chiusura del Museo di Jure Grando. A noi francamente è piaciuta, per la sua atmosfera tranquilla di villaggio istriano. Di certo, una sosta per una passeggiata di mezz’ora, non dovrebbe mutare troppo il programma. Soprattutto se provenite o siete diretti alla vicina Dvigrad.

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Visitare i borghi dell’Istria nell’entroterra: Pisino.

Una tappa deludente doveva pure arrivare, no? Ecco, Pisino è “quella tappa”. Non ce ne voglia nessuno, ma con Pisino non scatta la scintilla. Zero. La città alta, a ridosso della foiba, ha un discreto fascino. L’abitato si raccoglie attorno al castello, che non solo è la fortezza meglio conservata della regione, citata già nel X secolo, ma ospita anche il Museo Etnografico dell’Istria.

Una passeggiata ai piedi della Chiesa Parrocchiale di San Nicola, chiusa come tutti gli edifici religiosi visti finora, un breve percorso tra le casette del borgo, si concludono con l’affaccio sull’abisso della foiba. Qui il fiume Pazinčica si addentra nelle fauci del sottosuolo, creando due laghi sotterranei.

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PISINO

Dall’alto è impossibile vedere alcunché, se non la fitta vegetazione. Ma non nego di aver inserito Pisino nell’itinerario tra i borghi dell’Istria, anche per ammirare dal vivo una foiba, cavità carsica il cui solo nome rimanda agli eccidi in cui persero la vita migliaia di italiani, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Prima di andarcene, mangiamo qualcosa in un panificio, uno dei pochi posti aperti di domenica in cui non si fuma. Un pranzo tardivo al volo, che ci permette di arrivare a cena.

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LA ROCCA DI PISINO

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Borghi dell’Istria sulla strada del vino: Gallignana.

Gallignana, o Gračišće, l’abbiamo scoperta per puro caso, mentre guardavamo la vetrina dell’Ufficio Turistico di Pisino. Per fortuna! Una vera perla, un borgo pittoresco che si raggiunge percorrendo km di dolci colline colme di vigneti. Non a caso siamo nel cuore della strada del vino in Istria.

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BORGO DI GALLIGNANA SULLA STRADA DEL VINO

Entriamo nel borgo dalla porta principale, un passaggio massiccio nell’antica cinta muraria. Magia! Pietra che risplende di sole oramai maturo. Angoli quieti su cui primeggia la Chiesetta della Madonna, sulla Piazza principale, caratterizzata da un portico, come spesso ci è capitato di trovare negli edifici religiosi istriani.

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LA PIAZZETTA DI GALLIGNANA

In tutto il centro storico ci sono solo una taverna, un ufficio postale, ovviamente chiuso, e qualche abitante che espone souvenir fatti a mano sulla porta di casa. Poche persone in giro per i vicoli che, passo a passo, conducono fino alla sommità del villaggio istriano, alla Chiesa dei Santi Vito, Modesto e Crescenzo. Uno dei punti più belli, da cui si gode non solo di un panorama mozzafiato sull’Istria centrale, ma anche sui tetti dell’abitato. Mentre la luce del sole scema, in un altro tramonto d’autore.

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GALLIGNANA, TIPICO VILLAGGIO ISTRIANO

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Uno dei borghi dell’Istria più belli: Colmo.

Stento a crederci. Se non fossi certa che abbiamo personalmente deciso di dedicare questa giornata ad un percorso tra i borghi a nord dell’Istria, penserei di stare sognando. Guardo Daniele e rido felice, perché Hum, o Colmo, è un gioiello. Il “comune più piccolo del mondo”, la cui nascita è avvolta da leggende perse nei millenni.

Una piazza piccina, due soli vicoli, un pugno di casette in pietra, che rappresentano quanto di più bello si possa vedere in Istria Croata! Pare che i Giganti, dopo aver costruito le limitrofe città della vallata, si ritrovarono con alcune pietre. E, vuoi per creatività, vuoi per una propensione al risparmio, edificarono questo minuscolo villaggio istriano.

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HUM, IL COMUNE PIU’ PICCOLO DEL MONDO

Muoviamo passi estasiati nel centro che risale all’XI secolo, ma che subì interventi notevoli durante il dominio veneziano tra il 1500 e il 1600. Pare incredibile pensare che qui davvero si potessero compiere autonomamente tutte le attività pubbliche e amministrative, tanto da ricevere il titolo di “città più piccola del mondo”. Sembra il paese delle bambole, perfetto, impalpabile, eppure incredibilmente reale.

Il loggiato sotto cui si svolgeva la vita pubblica negli anni del dominio veneziano, oggi ospita un’enoteca. Mentre piccoli negozi d’artigianato e prodotti tipici, si trovano lungo il vicolo principale del paese. Molto bella la Chiesa di San Gerolamo, attorno cui passeggiamo per poter ammirare il panorama. Uno scrigno fatto di verde acceso e natura profumata. Basta spingersi verso la parte esterna del borgo di Colmo, per rendersi conto della pace in cui è immerso. Isolato, unico al mondo, piccolissimo, eppure pieno di singolarità.

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VILLAGGIO DI HUM

Come le stele con tracce di alfabeto glagolitico, ossia l’antico alfabeto croato, che ammiriamo attraversando la porta cittadina. Hum era uno dei principali centri di diffusione di questo idioma. Bisogna abituare gli occhi per notarle, infatti non ci rendiamo subito conto della loro presenza. La porta attraversa il Palazzo Comunale e, provenendo dalla luce esterna, anche i particolari degni di nota sfuggono! Come il monumentale portale d’ingresso a doppio battente, con il calendario dei lavori agricoli.

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UNO DEI LUOGHI PIU’ BELLI D’ISTRIA

Informazioni.

  • Dove parcheggiare a Colmo-Hum: parcheggi sono presenti a ridosso del borgo. Gratuiti l’inverno, a pagamento durante la bella stagione, per auto, moto e bus. Avevo fatto una foto con le tariffe… perdonatemi, non la trovo più.

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Dove mangiare il tartufo tra i borghi dell’Istria: Pinguente, Sovignacco e Montona.

Proseguiamo verso la vicinissima “terra dei tartufi”, caratterizzata dal duo Pinguente e Montona. Peccato che Pinguente rappresenti per noi la seconda, profonda delusione tra i borghi dell’Istria. Ci fermiamo pensando di fare una passeggiata e, soprattutto, consumare un pranzetto a base di tartufo. Troviamo non solo tutti i ristoranti chiusi ma, onestamente, nemmeno la cittadina ci fa impazzire. Vi capita mai di trovarvi in un posto che non riesce a trasmettervi nulla? Ecco, per noi è così. Peccato, perché il punto di vista su Pinguente dalla strada, addossato ad un poggio che domina la valle, è davvero d’impatto.

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PINGUENTE

Proseguiamo quindi per la vicinissima Sovignacco, o Sovinjak, come tappa intermedia prima di raggiungere Montona. Scoperta per puro caso, rappresenta un piacevole diversivo. Sovignacco è il posto perfetto per ammirare un panorama mozzafiato sulla Valle del fiume Quieto.

Un villaggio composto da una chiesa e forse una ventina di casette, oltre alla cappella alle porte del paese. Uno di quei borghetti completamente fuori dalla realtà, capace di rubarti il cuore con appena pochi scorci fatti di pietra e immobilità.

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SOVIGNACCO

A Motovun, o Montona in italiano, troviamo il terzo capitolo della fiaba di questa giornata. Arriviamo quando il tempo inizia a peggiorare. Nuvole e vento freddo, minacciano di rovinare l’itinerario tra i borghi dell’Istria. Ma noi entriamo in una piccola taverna con una vista incredibile sulla pianura sottostante, e ci godiamo un ricco pranzo tardivo. Rigorosamente a base di tartufo e corposo vino rosso. Un ambiente con appena sei tavoli. Muri faccia a vista, ampie vetrate e quadri antichi, coccola i nostri sensi come un bacio delicato.

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PRANZO IN TAVERNA

Quando usciamo, per i vicoli di Montona il sole è tornato a splendere. Fa ancora molto freddo e, considerato che ormai i raggi non riescono a superare i palazzi della via principale, camminare all’ombra ci fa rabbrividire. Ma perdere una visita a Montona sarebbe un errore gravissimo. Mano a mano che saliamo le vedute si fanno più belle. La possenza architettonica del villaggio, notevole.

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MONTONA

Passata la porta della città, notiamo subito dei tavolini a ridosso delle mura, dove mangiare durante la bella stagione deve essere incredibilmente piacevole. Continuiamo a percorrere la salita, fino alla piazza principale. Così elegante, nella sua semplicità, dalla quale si ha l’accesso alla passeggiata lungo le mura. Nonostante il vento, procediamo imperterriti, perché rinunciare ad un’esperienza di tale pace visiva, sarebbe folle.

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LA PIAZZA ALTA DI MONTONA

Da qui ammiriamo la bellezza di Montona, che appare come un borgo surreale nella luce del tramonto. La vita prosegue lenta, tra sogni e speranze. In lontananza, distese di vigneti ormai inondati di arancio. Un soffice manto di raso cangiante, che saluta questa nostra ultima serata nell’Istria Croata.

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LUNGO LE MURA DI MONTONA

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Percorso storico tra i borghi dell’Istria: Momiano.

Prima di tornare definitivamente in Italia, decidiamo di fare tappa a Momiano, villaggio istriano nelle vicinanze di Grisignana. Vogliamo vedere il castello, posto sul belvedere roccioso che domina la valle del torrente Argilla. Incantevole la panoramica che spazia sino alla costa adriatica, con distese di ulivi e viti.

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MOMIANO

Il centro storico di Momiano non è un classico borgo. Ricorda per la struttura Kringa, perché la strada principale passa attraverso i palazzi costruiti tra il XVII e il XIX secolo. Piacevole notarne la fermezza, la ruvida presenza mai patinata.

Con una breve passeggiata arriviamo ai ruderi della rocca, in ristrutturazione quindi non visitabile. Però ammiriamo la struttura forte e ricercata della muratura, della torre e del portale ad arco. Incredibile pensare che sia stata abitata sino al 1835 dalla famiglia Rotta.

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LE ROVINE DELLA ROCCA DI MOMIANO

Peccato non poter accedere alle rovine. Speriamo vivamente di poterla visitare in futuro, ma non troppo rimaneggiata. In fondo l’Istria Croata è bella per la sua veracità. Per la sua imperfezione vestita di vita vera. In questa terra il turismo è ancora in divenire: ci auguriamo che non la renda l’ombra lontana della donna rugosa, ma profondamente interessante, che ora appare a chiunque la incontri.

Claudia B.

8 Commenti

  1. Claudia ho un’immensa curiosità sulla Malvasia Istriana, com’è? 😛 Rovigno è bellissima con quelle case a picco sull’acqua, ricorda alcuni borghi di pescatori siciliani. Ma assolutamente la farei una puntata a Kringa caspita che storia e poi la questione sparizione improvvisa di tutti è da indagare! Sul serio io avrei usato la proverbiale “timidezza” per bussare a qualche casa. Da provare l’emozione di rimanerci “oltre il tramonto” pernottando in qualche locanda…giusto per vedere l’effetto che fa. Ho preso le misure ed il paletto di frassino nel mio zaino ci sta 😉
    Gallignana invece non la conoscevo ed è davvero una perla come la descrivi! Ad ogni modo non so se questi posticini avrebbero avuto lo stesso effetto-favola con l’alta stagione e pieni di turisti e visitatori no? Vi siete ragalati un bel tour soli soletti per bei borghetti, complimenti!
    PS: per quelli che occupano la corsia di sorpasso io ho imparato a bestemmiare in serbo croato ma neanche serve a qualcosa, disgraziati! 😛

    1. Abbiamo pensato anche ad un lanciafiamme inserito nel paraurti Dani! Perché non si può soffrire tanto ogni volta… Ma poi su tre corsie: come si fa a sbagliare?
      Beh, torniamo alle cose serie. La Malvasia Istriana l’ho trovata deliziosa al punto da berla a tutto pasto. Fresca e profumata, resta comunque abbastanza secca da abbinarsi bene con le portate più varie. Scusa la descrizione da semplice, piccola appassionata fai da te… Comunque ho trovato speciali anche i rossi locali. Belli corposi, riempiono davvero il palato. Guarda, per quanto riguarda cibo, olio e vino, l’Istria ci fa una concorrenza spietata.
      Ora che ci penso: accidenti a me! Come ho fatto a non utilizzare la mia proverbiale timidezza romagnola, per indagare sul gruppo di persone sparite in un battibaleno 😂? Aggiungo un piccolo desiderio personale, a quello di pernottare a Kringa per assaporarne il fascino crepuscolare: mi piacerebbe farlo nel periodo di Ognissanti. Secondo me deve essere alquanto suggestivo.
      Si, ci siamo davvero goduti appieno una terra straordinaria che fuori stagione sa dare il massimo. In estate ci sarà pure il mare, bellissimo e dai colori che invogliano a tuffarsi anche con pochi gradi. Ma avere a completa disposizione la favola di interi borghi, silenziosi e incantati, non ha eguali!
      Buona domenica 😘
      Claudia B.

  2. In effetti alcuni angoli ricordano quelli della Provenza e, a tratti, anche certi paesi dell’entroterra ligure, con quel fascino un po’ decadente dei posti a metà strada tra collina e mare.
    A Umago ci sono stata qualche anno fa, ma in agosto, e te lo immagini il Prigioniero a scarpinare tra le vie in salita sotto il sole cocente? No, perché infatti abbiamo passato la maggior parte del tempo tra spiaggia e aperitivi tra le vie delle città (e un po’ di shopping: vendono gioielli con coralli bellissimi).
    Nonostante siano tutti posti stupendi, io non posso non sentirmi attratta in particolare da Kringa e dal suo vampiro!

    1. Kringa ha fascino, non c’è nulla da fare. Per quanto non ci si possa aspettare chissà quale monumento, ha un’atmosfera particolare. E la storia legata a Jure Grando fa il resto.
      Sto pensando al Prigioniero alle prese con la versione estiva dell’Istria 😂. Comunque salite a parte, dovrebbe essere contento del programma di relax che gli hai concesso!
      Ma sai che hai ragione sulla somiglianza con i borghi dell’entroterra ligure? Ne ho visti pochi sinora, ma devo dire che ci sono davvero tante similitudini!
      Buona serata,
      Claudia B.

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