Moto itinerario da Mondavio alla Panoramica San Bartolo

Questa volta, il nostro peregrinare motociclistico, ci porta nelle Marche: l’obiettivo è il bellissimo borgo di Mondavio. Ma con calma, perchè si sa, Tuono è stupendo però, ogni tanto, ci impone una pausa per riposare, stiracchiare la schiena, sgranchire le gambe e… si, anche il sederone! Dopo km di buche e avvallamenti è il minimo…
Il fedele zainetto blu, per una volta, conterrà solo acqua e macchina fotografica, dato che abbiamo deciso di fare una breve sosta ad Urbino, per pranzare in un localino che propone focacce liguri e farinata: un modo carino per tornare con la mente ed il gusto, a poco più di un anno fa, quando siamo stati in Lunigiana (ne ho scritto qui).
Devo dire che è un pasto davvero gradevole, i prodotti sono freschissimi, praticamente sfornati al momento e, i due giovani gestori, simpatici e molto gentili.
Quando ripartiamo da Urbino, seguiamo la segnaletica per Fossombrone…poi non so bene cosa succede, fatto sta che ci ritroviamo a girare in tondo per un pò sbucando, alla fine, ad Acqualagna. Da qui, sempre e solo per pura fortuna, riusciamo a trovare la strada che ci porta fino a Mondavio.
Giuro ragazzi: io e Daniele (e anche Tuono) amiamo le Marche, ma sarebbe necessario un aggiornamento della segnaletica, perchè è tutto piuttosto confuso. Nebuloso! 
Arriviamo a Mondavio e parcheggiamo Tuono, che squassa la silenziosa calma del pomeriggio con un rombante ingresso in centro, non troppo lontano dalla Rocca Roveresca. Secondo me abbiamo svegliato anche le mummie d’Egitto ma, in fondo, Tuono quando si palesa, desidera farsi notare e sentire da tutti. Una primadonna il nostro piccoletto…
Iniziamo la passeggiata proprio dall’antico fossato della Rocca, spettacolare capolavoro dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, che ricevette la commissione da Giovanni della Rovere.

Oggi, in questo ampio spazio, si possono ammirare le ricostruzioni di antiche macchine da guerra. L’intera struttura è incredibilmente imponente e colpisce subito per la sua maestosa perfezione: in fondo, non avendo mai subito attacchi, si presenta ancora in tutto il suo antico splendore.

Accediamo al centro, attraverso il monumentale ponte della Rocca e, quello che ci aspetta, una volta varcato il portale d’ingresso, è un borgo rinascimentale strepitoso! La grazia di questi edifici in pietra e sassi, affacciati sulla rigogliosa campagna marchigiana, ci fa dimenticare persino tutte le volte che abbiamo sbagliato strada, per arrivare a destinazione.

Mondavio è citata per la prima volta, in un documento del 1178 e, pare, debba il proprio nome a San Francesco il quale, passando da qui, sarebbe rimasto colpito dalla grande varietà di uccelli, presenti su questo colle tanto pittoresco: Mons Avium, Monte degli Uccelli.

Nel corso dei secoli, la città passò sotto al dominio di Malatesta, Piccolomini, Della Rovere, di Lorenzo dè Medici e anche sotto la giurisdizione della città di Fano ma, il periodo di maggior crescita e prosperità, lo conobbe proprio con la signoria dei Della Rovere, fino a quando nel 1631, il casato si estinse e, il controllo di Mondavio, passò alla Santa Sede.

Già ai tempi dei Della Rovere, in centro venivano spesso organizzate bellissime feste popolari e, ancora oggi, Mondavio ricorda i fasti dei tempi passati, con spettacolari rievocazioni storiche, cene rinascimentali e la famosa “Caccia al Cinghiale”, con figuranti in costume che, immersi nella cornice suggestiva della cittadina, permettono ai visitatori di fare un salto indietro nel tempo, e vivere in prima persona le emozioni di quei gloriosi tempi. In fondo, ogni angolo di Mondavio, elegantemente accogliente e pittoresca, con un dedalo di vie lastricate curate e caratteristiche, parla del passato.

Passeggiamo senza meta da un vicolo all’altro, entriamo nei cortili, visitiamo la Chiesa di San Francesco, del 1292, che ha subito numerosi rimaneggiamenti sino al XVIII secolo. Non perdiamo nemmeno una scorrazzata lungo i punti panoramici delle mura, da cui si può spaziare con lo sguardo sui borghi limitrofi e sulla campagna, dipinta con tante sfumature di verde.

Ci fermiamo in un bar sulla piazzetta del paese, per prendere un caffè e fare una chiacchierata, prima di tornare al parcheggio a prelevare Tuono.

Decidiamo di fare una strada diversa per tornare a casa…sempre se la segnaletica marchigiana è d’accordo: ad esempio, ci scontriamo subito con una doppia indicazione per Pesaro la quale rimanda, però, a due direzioni opposte… quale sarà quella giusta? Tiriamo ad indovinare e sembra andarci abbastanza bene, visto che riusciamo a raggiungere la statale per Fano!
Da qui saliamo verso Pesaro e prendiamo la bellissima, meravigliosa Panoramica di San Bartolo, una strada strepitosa che attraversa l’omonimo Parco Naturale, (qui trovate alcune idee di visita) un tripudio di natura profumata, con bassa vegetazione mediterranea, pinete ed affacci strepitosi sulla costa adriatica.

Ogni curva è un contatto diretto con il paesaggio, incastonata com’è, tra mare e collina: da Pesaro a Gabicce, c’è un susseguirsi accattivante di piccoli borghi, immersi nella natura più bella! Il profumo di ginestre e di pini è piacevolissimo e, quando arriviamo all’altezza del paese di Fiorenzuola di Focara, ci fermiamo in una piazzola, per ammirare la selvaggia spiaggia sottostante.

Da questa falesia il panorama sul mare, sulle spiaggette, sul litorale, è davvero struggente…Impossibile non fare una sosta, per sedersi su un guardrail e perdersi con lo sguardo nell’infinito del mare, chiacchierando del più e del meno e, perchè no, preparando i prossimi itinerari, da percorrere insieme a Tuono.

Impossibile non ringraziare il “Dio dei Motociclisti” che, fortunatamente, ci ha permesso di vivere in una terra capace di regalarci, ogni volta che vogliamo, km di asfalto da macinare tra natura bellissima e luoghi d’arte.

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