Diario di viaggio sull’isola di Sao Miguel: itinerario di dieci giorni

Finalmente si parte! La nostra destinazione per questo agosto 2014 è l’Isola di Sao Miguel, la principale dell’arcipelago delle Azzorre. Un patrimonio naturale inestimabile che brilla al centro dell’Oceano Atlantico, a metà strada tra Europa ed America.

Abbiamo deciso di organizzare il viaggio alle Isole Azzorre in autonomia. Ed ora siamo pronti a lasciare la nostra quotidianità, per immergerci in un sogno fatto di blu, verde e bianco, oltre che di distese d’ortensie a perdita d’occhio.

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L’arrivo sull’Isola di Sao Miguel.

Il primo lunghissimo giorno, è servito per i trasferimenti. Volo con scalo, piacevolissimo, non fosse che, sulla prima tratta, io e mio marito eravamo seduti mooolto lontani, grazie alla legge di Murphy: voglio dire, non è sua la teoria sulla fila? Quella secondo cui se cambi fila, sicuramente quella si fermerà e quella da cui ti sei spostato, proseguirà senza intoppi? Ecco, al momento del check-in, questa è una legge da considerare, sempre. Se a questo uniamo il fatto che l’aereo sembrava un parco giochi per bimbi leggermente posseduti dal demone del volo, che accentuava la loro sensibilità ad urlare nel momento stesso in cui tu stavi per addormentarti, ecco diciamo che la sola nota piacevole del Milano-Lisbona è da attribuire al fatto che l’aereo sia arrivato a destinazione….

Invece, dopo una bella colazione da Starbucks, saliti sul Lisbona-Ponta Delgada, ci siamo completamente rilassati, sonnecchiando per tutto il tempo e svegliandoci solo per il pranzo. Avvolti dalla pace data dall’essere sospesi fra cielo e oceano. Chi dice che l’azzurro in tutti i suoi toni rilassa, ha ragione. Quindi se qualcuno sta pensando di rinfrescare la camera da letto, l’azzurro oceano è l’ideale.

E poi, immaginate la scena: tu stai dormendo e, qualcosa, forse una sensazione sotto pelle ti sveglia. E, appena ti rendi conto di dove sei, guardi fuori dal finestrino. Ed è allora che lo vedi. Dopo due ore di azzurro, vedi un verde intenso, inframmezzato da sprazzi di bianco dei villaggi di Sao Miguel, del marrone della terra e del blu intenso dei laghi. E, poco prima di toccare terra, avvisti quel meraviglioso isolotto vulcanico dalle cui scogliere, otto mesi prima, hai visto la gara di tuffi che ti ha lasciato senza fiato. Lei, la tua isola, quella che tu hai scelto, è proprio lì e ti aspetta.

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L’aeroporto dell’Isola di Sao Miguel, tra accoglienza e risate.

L’arrivo all’aeroporto Nordela di Ponta Delgada, è stato alquanto pittoresco. Probabilmente fa parte delle “usanze locali” scendere in mezzo alla pista e passeggiare amabilmente fino al ritiro bagagli. Ovviamente seguiti a vista dagli addetti. Diciamo che non sai se, gli isolani, si augurino in questo modo che un aereo atterri improvvisamente sui turisti, togliendo loro ogni voglia di invadere questo paradiso, o se cerchino così di metterli a proprio agio, del tipo: “Ma si, andate pure dove volete!”.

Ma nulla da dire sul servizio reso: aeroporto piccolo ma tenuto come Dio comanda, ritiro bagagli rapidissimo (a momenti, complice la piacevole passeggiata su pista, sono i bagagli che devono ritirare noi) bagni puliti, nuvole al posto giusto.

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Noleggio auto sull’Isola di Sao Miguel.

Il ritiro dell’auto a noleggio alle Isole Azzorre si è svolto non proprio rapidamente, ma d’altronde non eravamo soli. Quindi dieci minuti in più non fanno la differenza. Soprattutto perché l’esito dell’attesa è un’adorabile Twingo color puffo, che accompagnerà ogni nostro km percorso a Sao Miguel. Per l’incredulità degli isolani che, a parte la nostra Twingo e una Mercedes anni ’80, di questo colore non devono aver mai avvistato nemmeno un’onda dell’oceano.

Abbiamo trascorso il resto della giornata dormendo e cercando un posto in cui cenare. Lo so, non fa molto “Noi uomini duri”, ma il nostro viaggio è iniziato alle 23e30 il giorno prima. L’età avanza e, onestamente, non abbiamo intenzione di mangiare trippa come nel suddetto film!

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Come organizzare le visite sull’Isola di Sao Miguel.

Il secondo giorno, però, abbiamo iniziato con le visite vere e proprie. Ho strutturato le escursioni sull’Isola di Sao Miguel per blocchi, decidendo ogni mattina dove andare, seguendo le previsioni del tempo per la giornata. Sfruttando il wifi dell’hotel, ho trovato un ottimo sito da consultare. D’accordo, che l’instabilità meteorologica tiene attivo il viaggiatore, ma la mia macchina fotografica potrebbe avere qualcosa da ridire in proposito.

Partiti dopo un’abbondante e piacevole colazione in hotel, abbiamo comprato tutto l’occorrente per il pranzo, al supermercato. Compreso un coltello per tagliare il pane, ribattezzato la “sciabola”, per i suoi devastanti effetti sulle mie mani. Infatti, dopo il primo utilizzo, abbiamo appurato che, se non volevamo finire il disinfettante, i cerotti… o finire direttamente al pronto soccorso (non necessariamente in questo ordine), i panini li avrebbe preparati Daniele. io mi sarei dovuta limitare alla scelta degli ingredienti. Faccio notare che il supermercato comprendeva un bar che serviva un caffè strepitoso. Giusto per dire che abbiamo bevuto caffè più buono in mezzo all’oceano, che in tante capitali europee. Quindi, per i successivi dieci giorni, la nostra giornata è iniziata con colazione, spesa, caffe’.

Il bello dell’Isola di Sao Miguel, oltre alle strade davvero tenute bene (vale il commento fatto per il caffè e le capitali europee), sono i punti panoramici continui e perfettamente segnalati. Così come le principali attrattive turistiche e le continue “merenderie”, ossia luoghi di sosta attrezzate dove pranzare e cenare. Vi sono tavoli, panche, gazebo. Tutte dotate di barbecue, la maggior parte ha anche bagni e vendita di legna per il fuoco. Praticamente gli isolani “vivono” in questi posti. Grigliatina ad ogni ora del giorno e della notte, con veri e propri bivacchi. Poi un salto alle piscine naturali o in spiaggia, doccia fatta sul posto e, verso sera rientro a casa per una chiacchierata fuori dal portone con i vicini. Voglio dire, perché pagare Tasi, Tari, Imu, Irpef… varrebbe quasi la pena trasferirsi in una merenderia azzorriana…

Se le strade alle Azzorre sono ben tenute, però, questo non significa che non siano frequentate dalle più svariate forme di vita e di trasporto. Non capita di rado di trovare il carrettino guidato alacremente da un aitante giovanotto, che trasporta sul cassone un amico ed un maiale. Però tutti hanno il casco… tranne il maiale, ovvio. Oppure uomini a cavallo che portano a spasso il cane. Non è che chi porta il proprio cucciolo ai giardinetti sia per forza il più figo. O, ancora, calessi con nonno e nipote che vanno a prendere il latte. E su questo Gianni Morandi non avrebbe avuto nulla da ridire, anzi, sai che gioia nel veder realizzato l’inno di una vita!

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Visitare Sete Cidades sull’Isola di Sao Miguel.

E’ così che, circondati dal verde e dall’azzurro, da panorami incantevoli, animali al pascolo e filari di ortensie a perdita d’occhio, siamo arrivati al villaggio di Sete Cidades. Fermandoci per un caffè ed una breve visita alla parrocchiale. Questa località è un piccolo gioiello adagiato in una vallata, che è il cratere di un vulcano ormai spento. Uno dei luoghi più suggestivi e famosi dell’isola, per la sua vicinanza al Lagoa Verde e al Lagoa Azul, che formano gli spettacolari Laghi di Sete Cidades.

Sono visibili in tutta la loro immensa bellezza da vari punti panoramici, in particolare dal Miradouro Vista do Rei. Da qui si può notare bene la differenza del colore delle acque, data dalla presenza nel Lagoa Verde, di una particolare alga che ne intensifica il colore. Oltretutto, dal Miradouro, dove sono presenti parcheggi e servizi igienici, parte una bella escursione. Un percorso lungo ma semplice, che costeggia tutto l’ex cratere vulcanico. Da una parte ci sono splendide panoramiche sul villaggio, sui laghi e sulle coltivazioni; dall’altra, affacci mozzafiato sull’oceano. Il tutto circondato da filari d’ortensie a perdita d’occhio e animali al pascolo.

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Passeggiate sull’Isola di Sao Miguel.

Nonostante il tempo minacciasse pioggia (e vabbè, alla fine questo repentino cambiamento ci voleva, se no saremmo rimasti troppo male), abbiamo proseguito con altre soste panoramiche e naturalistiche di estrema bellezza. In effetti, dopo solo qualche goccia, il tempo è tornato rapidamente bello!

Nel pomeriggio, le nostre tappe sono state al piccolo Lagoa Do Canario e al Miradouro da Boca do Inferno. Un punto d’affaccio eccezionale sui crateri vulcanici della zona di Sete Cidades, ormai trasformati in placidi specchi d’acqua. Dopo una breve visita ai Lagoa Empadadas, un vero e proprio giardino caratterizzato da laghetti naturali circondati da conifere, siamo saliti fino a Caldeiras de Ribeira Grande. Qui vi sono fumarole e si produce acqua frizzante, in maniera naturale. Una volta tornati a Lagoa, giusto per non farci mancare nulla, abbiamo fatto una piacevole sosta balneare alle piscine naturali. Anche perché erano a soli 100 mt. dal nostro hotel. Un modo per socializzare con l’oceano prima di cena!

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Visitare l’Ilheu de Vila Franca. e i dintorni.

Il nuovo giorno ci ha portato alla scoperta dell’isolotto di Vila Franca do Campo. Si tratta del cono di un vulcano ormai spento e sommerso dall’oceano. Una riserva protetta, con un numero limitato di accessi al giorno.

Vi sono battelli che ogni ora partono dal porto di Vila Franca do Campo. Una volta arrivati, ti issano sul molo naturale. Nel senso che due omaccioni muscolosi ti tirano su a forza, altrimenti rischi di cadere in mare. E, una volta a terra, ci si può godere appieno la piscina naturale che si è formata nel cratere vulcanico. Un’escursione imperdibile, da inserire in un itinerario tra piscine naturali e parchi termali dell’Isola di Sao Miguel. Tutto attorno a te la roccia e, al di fuori, l’oceano impetuoso che si abbatte sulla bassa scogliera. Sull’isolotto ci sono servizi igienici e servizio di pronto intervento.

Dopo esserci goduti mezza giornata di pace, bagni e sole, quando il flusso turistico ha iniziato a straripare, abbiamo deciso di pranzare. E tornare, poi, a terra per dedicarci al resto del nostro intenso programma.

Abbiamo visitato la cittadina di Vila Franca do Campo, con una passeggiata meravigliosa in questo centro dalla tipica architettura portoghese. Edifici bianchi , una bella e fiorita piazza principale su cui si affaccia anche la cattedrale.

Subito dopo siamo saliti al Santuario della Madonna da Paz. Non solo un punto panoramico su Vila Franca, su tutta la costa, l’isolotto e le coltivazioni di banane. Ma anche un luogo spirituale importantissimo e di grande pace. Si raggiunge il santuario percorrendo un’imponente scalinata in azulejos, con scene tratte dalla vita di Cristo.

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Strade imperdibili sull’Isola di Sao Miguel.

Nel pomeriggio abbiamo scorrazzato senza meta per l’isola. Dapprima con una sosta al Miardouro Pico do Ferro, da cui si gode di una panoramica meravigliosa sulla Valle di Furnas e il suo lago vulcanico. Quindi, da bravi motociclisti, anche se la Twingo puffo non assomigliava troppo alla nostra moto, seguendo una spettacolare strada panoramica conosciuta come Salto do Cavalo. Una sorta di passo che abbraccia tutta la valle di Furnas. Oserei dire di una bellezza da fare male agli occhi.

Ormai completamente a nostro agio per le stradine secondarie, abbiamo girovagato fino a trovarci a nord dell’isola. Imbattendoci nel Miradouro di St. Iria e la “strada del legno”, che abbiamo percorso prima di rientrare in hotel.

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Escursione alla Lagoa do Fogo sull’Isola di Sao Miguel.

Il 15 di agosto per noi, è iniziato con un trekking alla Lagoa do Fogo, splendido lago di origine vulcanica. Dal miradouro principale, inizia un sentiero di discesa, attraverso vegetazione e rocce, che conduce sulle sponde del lago. La discesa è stata tranquilla, preceduta da varie soste fotografiche per ammirare il lago in tutta la sua bellezza. E i giochi di nuvole. Dato che Ferragosto non è tale senza un pic-nic, abbiamo anche scovato un angolino tranquillo in cui preparare una veloce merenda.

Nel primo pomeriggio ci siamo diretti al Parco di Caldera Velha, dove un semplice sentiero porta verso pozze di acqua calda termale e cascate. Imperdibile fermarsi qui a fare il bagno immersi nel verde. Una vera e propria pacchia, oltre al piacere di stare a diretto contatto con la natura. Ovviamente ci sono servizi, docce, panchine, gazebo, rastrelliere per appoggiare le proprie cose.

Non ci siamo fatti mancare nemmeno una corsa in auto verso la bella cittadina di Ribeira Grande. Una passeggiata, una sosta al miradouro e alla grande spiaggia vulcanica di Santa Barbara, sono state le attività con cui terminare la giornata di visite.

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Le parti est e nord dell’Isola di Sao Miguel.

Il nuovo giorno abbiamo iniziato ad esplorare la parte est dell’Isola di Sao Miguel, per poi salire verso nord. Un giro impegnativo, ma estremamente panoramico.

Dopo una passeggiata nella cittadina di Povoaçao, ci siamo fermati a vari miradouri che, in questa parte dell’isola, sono veri e propri giardini. All’altezza del Faraol de Arnel, abbiamo seguito il percorso a piedi per visitare il faro e il porticciolo.

Indimenticabile la sosta pranzo con vista Atlantico, sotto ad un gazebo. Mentre un temporale oceanico si abbatteva sulla costa. La nostra “sciabola” comunque, deve aver spaventato il maltempo perché, seppure non è uscito il sole, ha smesso comunque di piovere.

Subito dopo ci siamo diretti verso la cittadina di Nordeste, dal centro storico piccolo e grazioso, prima di proseguire per il parco di Ribeira do Guilherme. Nonostante la chiusura, i proprietari sono stati così cortesi da permetterci una breve visita.

Le Azzorre sono note per avere, sul proprio territorio, le uniche piantagioni di tè europee. Per questo a metà pomeriggio, abbiamo visitato una delle due fabbriche di tè dell’Isola di Sao Miguel: la Chà Gorreana. Con le sue rigogliose piantagioni a vista sull’oceano. Si visita la fabbrica, si assaggiano i loro tè, buonissimi, e si possono acquistare i loro prodotti a prezzi ottimi.

A fine giornata, dopo aver raggiunto il villaggio di Ribeirinha, ci siamo spinti alla Ponta do Cintrao, col faro e la zona panoramica, oltre al porto naturale di St. Iria.

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Capelas e Mosteiros.

Una delle giornate più belle trascorse sull’Isola di Sao Miguel è stata quella che, dal villaggio di Capelas, ci ha portati fino all’ indimenticabile Mosteiros. Il primo, un piccolo centro storico con il porticciolo incassato nella roccia. La seconda, una cittadina vivace, con l’animata piazza principale e le sue piscine naturali, dove ci siamo un po’ rilassati tra pennichella al sole e bagni nell’Oceano Atlantico.

Non volendo interrompere così la giornata, abbiamo raggiunto la Ponta do Escalvado, un punto panoramico dove, in passato, ci si appostava per avvistare i cetacei. Per proseguire verso il Faro di Ferraria e le sottostanti piscine naturali. Un meraviglioso agglomerato di vento feroce, scogliere nere, oceano impetuoso che si abbatte all’interno delle pozze, protette dagli scogli. Un’emozione unica.

 

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Escursione al Pico do Carvao sull’Isola di Sao Miguel e ritorno sulla costa.

Verso fine settimana, abbiamo deciso di ritornare nei pressi del Lagoa do Canario, per fare un’escursione al Pico do Carvao. Trekking conosciuto come Serra Devassa, che ci ha permesso di ammirare laghetti vulcanici altrimenti nascosti.

Quindi, circondati da verdi intensi da un lato e dall’oceano dall’altro, siamo partiti per questa escursione, agevolati da un bel sole splendente.

Dopo pranzo ci siamo spostati nuovamente sulla costa, per visitare la cittadina Agua de Pau. E rilassarci nella sua piscina affacciata sul porticciolo di Caloura, alimentata dall’acqua dell’oceano. Anche se abbiamo decisamente preferito le suggestive piscine naturali. Qui, in effetti, è possibile godersi molto di più il paesaggio e il relax, visto che sono meno frequentate della zona portuale.

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Una giornata nella Valle di Furnas.

Dato il numero notevole di cose da fare e vedere nella Valle di Furnas, le abbiamo dedicato volentieri un’intera giornata di visite.

Questa è la zona in cui, la natura vulcanica dell’Isola di Sao Miguel, si nota maggiormente, grazie alla presenza di caldeiras che ancora fumano e sobbollono. Non a caso, uno dei piatti tipici di Furnas è il cozido, un insieme di carne e verdure che i ristoranti locali cuociono in delle buche scavate nel terreno bollente. Ogni ristorante ha la propria.

Per non tradire la “sciabola”, non abbiamo assaggiato il cozido. Ma io mi sono gustata una deliziosa pannocchia cotta in sacchi di iuta all’interno del terreno! Furnas, oltre al centro storico davvero accogliente, offre un numero piuttosto elevato di cose da visitare. Il suo lago di origine vulcanica, le fumarole, il meraviglioso giardino botanico Terra Nostra, il parco termale Poca da Dona Beja, il lussureggiante parco cittadino.

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Visitare Ponta Delgada, la capitale dell’Isola di Sao Miguel.

L’ultima giornata ufficiale di visite l’abbiamo trascorsa visitando la capitale dell’Isola di Sao Miguel, Ponta Delgada. Affascinante con il suo bel centro storico in stile portoghese, l’importante porto turistico, il lungo mare, le numerose chiese e i giardini botanici

Tra questi la nostra scelta è caduta sulla visita al Jardìn Jose Do Canto, dove abbiamo trovato un albero di banane in piena fioritura.

Nel primo pomeriggio non abbiamo perso l’occasione di visitare una piantagione di ananas, frutto per il quale le Isole Azzorre sono rinomate. Unica coltura di questo tipo sul territorio europeo, un pò come per il tè. Nelle serre si possono vedere tutti i momenti della produzione di ananas, che è piccolo, ma di una dolcezza unica. Ecco perchè non bisogna mai giudicare una creatura dalla sua grandezza… lo dice una che non tocca il metro e sessanta di altezza.

Una visita imperdibile sull’Isola di Sao Miguel, è anche il grazioso Parco Ribeira dos Caldeiros. Vi abbiamo trascorso un paio d’ore piacevolissime, passeggiando fra cascate, laghetti e vecchi mulini ristrutturati.

Prima di rientrare a Lagoa, per un ultimo bagno nelle piscine naturali, ci siamo fermati a bere un tè nella seconda piantagione dell’Isola di Sao Miguel, quella di Porto Formoso. Il posto è molto carino e il tè buono, peccato non siano ben organizzati come alla Chà Gorreana.

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L’ultimo giorno prima del volo di rientro nel pomeriggio, lo abbiamo dedicato al relax. Ci siamo alzati con calma e fatto i bagagli. Senza dimenticare di riporre con cura “la sciabola” nel bagaglio di stiva: sia mai che ai controlli di sicurezza decidano che non possa venire con noi in Italia. Dopo colazione siamo andati a visitare la Chiesa di San Rocco, vicino ad un miradouro molto bello. Ci concediamo anche un’ultima passeggiata a Ponta Delgada, prima di raggiungere l’aeroporto a consegnare la nostra Twingo puffo.

Ora, io non so mai reagire bene alla fine di un viaggio. Non ci sono mai riuscita in tredici anni di viaggi, e non posso iniziare ora. In genere vengo pervasa da una tristezza profonda, mi si blocca lo stomaco e mi scendono le lacrime per l’imminente distacco. Non posso fare a meno di sentirmi così. Però, la partenza da Sao Miguel mi ha strappato un doppio sorriso, che mi ha molto aiutata.

Prima di tutto per la passeggiata in mezzo alla pista che, visto il successo dell’andata non potevamo non ripetere. In secondo luogo perché, un attimo dopo esserci staccati da terra (uno dei miei momenti preferiti, durante il quale sono combattuta fra la voglia di sbattere la testa contro il sedile davanti e la necessità di dire il rosario…io la regina del volo!) mentre salutavo la mia “isola delle ortensie”, mi è caduto l’occhio su un puntino puffo. La Twingo! Amorevolmente lavata e parcheggiata eccola lì, pronta ad accompagnare altri viaggiatori alla scoperta di un’isola dispersa nell’Oceano Atlantico che per dieci giorni, è stata il nostro mondo e che per il resto della vita, sarà il ricordo di un sogno meraviglioso chiamato Azzorre.

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Consigli “utili” dietro le quinte (tratti da una storia vera).

-Non scambiate mai, mai, mai, il ringhio feroce di un isolano, che si rivolge a voi, per un tentativo di saltarvi alla giugulare, rapirvi e chiedere il riscatto. In realtà, magari, sta solo cercando di spiegarvi, in dialetto azzorriano, che, nei giorni di festa, il parcheggio è gratuito.

-Se decidete di andare a cena nella capitale Ponta Delgada e, quindi, indossate qualcosa di carino, cadere in mezzo ad un incrocio, a quattro zampe, non è un’idea felice.

-Se pensate che portare un intero flacone di disinfettante e tanto cotone e garze sterili, possa essere esagerato, non è così! Dipende sempre da quanti saranno i dirupi in cui scivolerete durante i trekking.. Ma anche da quanto le lame saranno interessate alle vostre dita.

Claudia B.

12 Commenti

  1. Stefano

    Ciao complimenti per il viaggio e la guida. Una domanda quando lasci l’auto per il tracking in genere i circuiti sono circolari o devi rifare il viaggio andata e ritorno? Non capisco infatti se quando una passeggiata dura ad esempio 2 ore si intenda di sola andata.

    1. Ciao Stefano, grazie mille per i complimenti. Tra l’altro Sao Miguel è un sogno, ancora ne sentiamo la mancanza.
      Posso rispondere alla domanda in base alla nostra esperienza. Abbiamo fatto tre brevi escursioni: Serra Devassa, Lagoa do Canario e Sete Cidades. In tutti e tre i casi siamo tornati al punto di partenza. Nel caso di Sete Cidades però,non abbiamo completato l’intero tratto, ma solo una parte, tornando indietro a circa metà percorso. Il Serra Devassa è ad anello. Il Lagoa do Canario puoi strutturarlo tu. Noi siamo scesi al lago. Poi siamo andati in auto fino al vicino punto panoramico e seguito il breve percorso da cui bisogna necessariamente tornare indietro. Ma se vuoi, puoi lasciare l’auto e fare l’intero giro a piedi, tornando poi al punto di partenza.
      Spero di esserti stata d’aiuto!
      Buona domenica,
      Claudia B.

  2. Che bel viaggio mi hai fatto fare in questo paradiso!!! Sembrava di essere lì…soprattutto in una merenderia…chissà che bello…mi ha dato un senso di libertà, di vita rilassata e di grande condivisione. Le foto sono bellissime!!! E comunque tranquilla anch’io ne combino di tutti i colori ahahah a casa, in viaggio…sempre 😉

    1. Mi verrebbe da dire che faccio danni anche quando dormo, ahahahah!
      Sono felice che tu abbia provato la sensazione di trovarti in viaggio con noi, in particolare in questa destinazione così piena di paesaggi, attimi di colore, profumi e natura 🙂
      Hai colto pienamente il senso sai? Libertà, tranquillità, condivisione, sono sul serio caratteristiche di Sao Miguel!
      Grazie per essere passata e per i bei complimenti 😉
      Claudia B.

  3. Le azzorre sono una delle mete che vorrei visitare proprio per fare trekking. Il tuo post mi sarà molto utile per l’organizzazione. Ho solo un problema col pc e non riesco a visualizzare le tue foto che penso siano bellissime!

    1. Ciao Stefania!
      Guarda le Azzorre sono proprio il posto giusto per fare trekking, c’è una tale rete di sentieri da fare veramente la differenza rispetto ad altre destinazioni. Oltretutto, il fatto di essere ancora una meta sostanzialmente poco battuta, rende ogni passo una vera poesia!
      Utilizza pure il mio post ogni volta che ti serve, ne sarei davvero felice e chiedi pure se hai dubbi o domande 🙂
      Ti allego anche questo vademecum https://www.vocedelverbopartire.com/come-organizzare-un-viaggio-alle-isole-azzorre/ che ho scritto proprio per aiutare le persone ad organizzare il viaggio in autonomia!
      In questo link invece https://www.vocedelverbopartire.com/noleggio-auto-baleari-azzorre-e-canarie/ trovi informazioni sul noleggio auto!
      Mi spiace molto per le foto: i paesaggi azzorriani sono qualcosa di unico. Ma in questo modo avrai l’effetto sorpresa al tuo arrivo 😉
      Grazie per essere passata!
      Claudia B.

  4. Si vede quando una persona l’amore per la scoperta ce l ha dentro..lo si percepisce da come scrivi, a prescindere dalla descrizione delle emozioni stesse….bellissimo paesaggio..e credo che tu abbia fatto centro perche mi hai fatto venire voglia di andarci! Niente sciabola pero,che con la fortuna che ho ultimamente per far un panino mi taglio una mano direttamente! Ahahah 🙂

    1. Ahahahahah, tu non immagini il male! In quel viaggio tra cadute rocambolesche e tagli dovuti alla “Sciabola”, a momenti finisco le scorte dei medicinali: ma sarò assurda!
      Ti ringrazio per il bellissimo complimento, hai detto una cosa che mi fa davvero piacere, perché quando scrivo ce la metto tutta per trasmettere me stessa e la mia esperienza, ma non so mai come possa arrivare al lettore.
      E il fatto che ti sia venuta voglia di partire è molto positivo: le Azzorre sono uno di quei paradisi che ancora si riescono a visitare senza restare incastrati in orde barbariche di turisti! Ti rigenerano occhi e mente 😉
      Grazie per aver viaggiato con noi e per avermi lasciato il tuo pensiero 🙂
      Claudia B.

  5. Claudia ho viaggiato con te nei vari luoghi che hai descritto con grande emotività. Sono stata con te a godere di momenti deliziosi presso le merenderie azzorriane (e già ti vedo aprirne una, anche se i panini li facciamo fare a Daniele 🙂 ) e a spasso con te sulla puffo azzurra.
    Bellissimo viaggio e bellissime fotografie 🙂

    1. Grazie mille Elisa! Questo diario di viaggio è stato un pò l’inizio della mia esperienza sul blog: lo avevo scritto per un altro portale, pensa te, ma poi loro lo hanno pubblicato come intervista, ed io ho potuto tenerlo per intero e riproporlo su Voce del Verbo Partire!
      Era un racconto a cui tenevo tanto, perché quel viaggio mi ha completamente presa, perciò mi sono proprio impegnata per riuscire a trasmettere ogni nostra giornata con veridicità…compreso lo scorrere del sangue causa “sciabola” 😉
      Sono davvero felice che tu abbia avuto voglia di leggerlo e di rivivere le nostre emozioni: se mi trasferisco in una merenderia ti invito con i bimbi e il marito: ma sono d’accordo, mentre io vi porto a spasso tra i filari di ortensie, i panini li facciamo fare a Daniele, ahahahahah!
      Un bacione,
      Claudia B.

    1. Mentre scrivevo, ho sperato davvero di riuscire a trasmettere tutto quello che ho provato e sentito, in quei momenti. Temevo di non esserci riuscita. Anche perchè, questo racconto, è stato uno dei primi che ho scritto per il blog e non sapevo ancora bene come pormi. Se mi dici che hai avuto la sensazione di esserci, vuol dire che ho fatto qualcosa di buono!!!
      Ormai per me è una costante: piango quando arrivo per l’emozione, piango quando parto per il distacco… piango anche durante, per il bello che mi circonda. Penso davvero che, emozionarsi tanto per un viaggio, sia una grande sensazione!
      Claudia B.

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