Dove fare snorkeling con le mante alle Maldive

NAVIGANDO SUL DHONI

È trascorso un anno e mezzo dal nostro viaggio nell’Atollo di Baa, eppure non ho mai raccontato del pomeriggio indimenticabile, trascorso facendo snorkeling con le mante alle Maldive. Una di quelle esperienze che ti scava dentro, perché non si tratta solo di nuotare accolti da alcune delle acque più belle del pianeta, ma di entrare in simbiosi con questi ‘giganti alati’.

Controllando escursioni e offerte alle Maldive, una delle attività che maggiormente mi ha attirato, a suo tempo, è stata proprio la possibilità di nuotare con le mante. Dato che avremmo soggiornato in una guest house a Dharavandhoo in Agosto, mese abbastanza improbabile per un viaggio tra gli atolli maldiviani, abbiamo quantomeno approfittato del fatto, che questo è uno dei periodi migliori, per fare snorkeling con le mante alle Maldive.

I COLORI DELLE MALDIVE

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Quando e dove fare snorkeling con le mante alle Maldive.

Ogni anno, da Maggio ad Ottobre, la Baia di Hanifaru, Riserva Mondiale della Biosfera, si popola delle leggiadre mante, giganti pesci cartilaginei dalla grazia sinuosa, con cui è possibile nuotare in una simbiosi uomo-natura, che ora proverò a raccontarvi. Ma le parole, le foto o i video, non possono nulla rispetto alla realtà di trovarsi circondati dalle mante.

Ricordo come fosse ora, il momento in cui siamo saliti sul dhoni, la tipica imbarcazione maldiviana, con cui avremmo raggiunto la Baia di Hanifaru. Era un pomeriggio incredibilmente limpido, una vera rarità considerando le piogge che ci hanno perseguitato, durante il viaggio alle Maldive. L’Oceano Indiano, una tavola piatta, che solo a largo acquistava abbastanza forza, per andare ad infrangersi contro la barriera corallina.

MAGIA DELLA NATURA…

Ricordo l’azzurro. Non una sola tonalità, ma un milione di sfumature diverse in cielo, così come nelle acque: una fusione di colori. Ricordo che, persa in quella melodia visiva, la mia mente ha pensato ad una mano gigante, intenta a reggere un pennello invisibile, mentre con gesti circolari miscelava pigmenti, su una tavolozza naturale. Il mondo sa davvero regalarci poesia.

Ricordo la mia espressione, mentre attendevo di arrivare alla baia di Hanifaru, per fare snorkeling con le mante. Una gioia fisica, trasformatasi in un sorriso che partiva dal cuore, sgorgava dagli occhi ed alzava le labbra fino a scoprire i denti.

Su quella calda tavola piatta, costituita dall’Oceano Indiano, spiccavano vivaci i colori dei dhoni, unica nota umana, in un paradiso controllato solo dalla forza della natura.

LA BAIA DI HANIFARU

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Fare snorkeling con le mante alle Maldive, nella baia di Hanifaru.

Per fare snorkeling con le mante alle Maldive, dato che la Baia di Hanifaru è riserva Unesco, c’è l’obbligo di usare le pinne. E, se devo essere onesta, per immergersi in alto mare, meglio utilizzarle a prescindere. Perché il ritmo da tenere è decisamente sostenuto! Erroneamente, ero partita senza pinne, e non ringrazierò mai abbastanza la guest house di Dharavandhoo, per avermele procurate. Così come sono grata al nostro accompagnatore, per avermi tenuto la mano, fino a quando non mi ha vista nuotare con sicurezza, dato che non le avevo mai usate.

LA MIA PRIMA ESPERIENZA CON LE PINNE

Come si fa a descrivere, la prima volta in cui entri fisicamente in un paradiso marino, dove il blu profondo dell’Oceano Indiano, ti inghiotte? Il cuore che pompa a mille, l’adrenalina che ti rende vigile. È un universo magico, non tuo, ma che in un certo senso ti appartiene. Cambia tutto nel fisico: il modo di respirare, il modo di pensare, il modo di spostarsi, di percepire la realtà! Eppure riconosci istintivamente ogni movimento, quasi come se la tua mente, ricordasse i primi istanti di vita, nel grembo materno. Non sei sulla terraferma, eppure quel guanto tiepido che ti avvolge e ti accarezza, è qualcosa di intimamente tuo.

Il blu scuro ovunque e poi…all’improvviso, noti un movimento. E poi un altro. E, ancora, mille! Sei circondato dalle mante, immense e così vicine, da farti girare la testa. Chi fa abitualmente diving, probabilmente si rivolterà davanti alle mie descrizioni sensoriali, di novella snorkeler, ma quando ho posato gli occhi su quello spettacolo, ho pianto nella maschera. E forse, ma solo forse, ho inghiottito un litro di Oceano Indiano! Anzi, chiedo scusa alla fauna marina, per aver loro sottratto i ‘mattoni di casa’!

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Cosa fare alle Maldive: snorkeling con le mante.

Fare snorkeling con le mante alle Maldive, non è solo un’attività interessante. Non è sport. È la consapevolezza di scendere in un mondo sottomarino, per toccarne con mano la vita. Una vita che pulsa intensamente! Le mante non temono l’uomo, anzi, cercano il contatto.

Inizialmente, lo ammetto, ero leggermente spaventata, anche perché sono animali notevoli, con questa forma che pare una sorta di catamarano! A loro serve per nutrirsi di plancton, mentre nuotano. In realtà, sono creature miti, che ricordano i movimenti sinuosi di quelle mitologiche sirene, di cui parlavano gli antichi scrittori. Volano attorno a te, prive di peso, carezzevoli e curiose nei tuoi confronti.

NUOTARE IN MEZZO ALLE MANTE

Nella baia di Hanifaru, non si fa solo snorkeling con le mante: si instaura un rapporto, si danza, si entra in empatia, con questi giganti buoni. È una coreografia quasi incantata, primordiale, che non ha regole dettate da un produttore. Tutto avviene con naturalezza, secondo i ritmi imposti dalla natura, seguendo l’istinto che ci ha portati fino a qui. Danzando con le mante nell’Oceano Indiano, non siamo più noi padroni o artefici del nostro destino. Qui si comprende appieno il nostro umile ruolo di ospiti, in un mondo che stiamo massacrando ma, incredibilmente, ci ama. Altrimenti, non si spiega come si possa vivere un’esperienza tanto magica.

EMOZIONI SOTTO ALLA MASCHERA

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Chi può fare snorkeling con le mante alle Maldive.

Lo snorkeling con le mante è un’esperienza adatta a tutti, adulti e bambini. Potenzialmente, va bene anche per chi non sa nuotare, perché vengono forniti dei pratici giubbotti salvagente. Per fare un esempio pratico, una compagna di viaggio ha fatto snorkeling con le mante, pur non sapendo nuotare, utilizzando la pettorina galleggiante. Daniele, invece, non si è sentito sicuro, per cui ha preferito restare a bordo del dhoni, a seguire una battuta di pesca sportiva. In ogni caso, ci saranno ragazzi maldiviani a tenere unito il gruppo, accertandosi che tutto proceda per il meglio.

Claudia B. in collaborazione con Viaggi per Sub 

18 Commenti

    1. Davvero??? No Tizzi, vuoi dire che hai davvero paura a nuotare in mezzo ai pesci? Ma è un’esperienza super emozionante! Praticamente come vedere un bellissimo documentario, ma senza lo schermo nel mezzo. Però capisco che, in caso di incertezza, meglio non immergersi, perché il rischio è di farsi prendere dal panico. Per cui da esperienza indimenticabile, diventa potenzialmente pericoloso. Dani, infatti, ha preferito non forzare la mano, restando fermo a bordo!
      Un bacione Tizzi,
      Claudia B.

  1. Io adoro lo snorkeling e adoro instaurare (goffamente per lo più) un rapporto con gli animali marini, in gruppo o soli. Ma davvero in questo articolo si sente che hai provato qualcosa in più del semplice piacere di nuotare e osservare la vita sottomarina. Mi hai trasmesso una voglia di Oceano che mi accorgo solo ora di aver sempre avuto 🙂 Le Maldive per me forse sono ancora lontane ma qualcosa per fare la transizione lo trovo 🙂

    1. In effetti, quei momenti trascorsi nell’Oceano Indiano, mi hanno acceso qualcosa dentro. Pensa Stefi, alle Maldive è stata la prima volta che ho fatto snorkeling. Anche io ero piuttosto goffa, anche perché tutto mi emozionava e terrorizzava al tempo stesso. Mi sembrava impossibile vedere quel film meraviglioso svolgersi davanti ai miei occhi, quando fino a quel momento certe immagini le avevo viste solo nei documentari.
      Un’esperienza che consiglio di cuore. Vedrai che troverai il modo di sperimentarla 🙂
      Baci,
      Claudia B.

  2. Eh…io sono sempre in bilico tra il richiamo del dolce far niente davanti al mare, su isole sperdute, e l’ansia che mi prende quando sono, appunto, sull’isoletta. Un giorno però mi piacerebbe provare a fare snorkeling, anche se – a differenza della maggior parte della popolazione, credo – non sono una fan degli incontri ravvicinati con gli animali. Però il mondo sommerso è una di quelle meraviglie per cui potrei (forse, eh) fare una piccolissima eccezione.
    Hai detto una cosa che sottoscrivo subito: stiamo distruggendo un mondo che ci ama. Più andiamo avanti, e più mi innamoro della natura, delle piante, delle rocce e degli oceani, capaci di donare bellezza nonostante lo scempio che il genere umano commette per i suoi deliri di onnipotenza.
    Un abbraccio!

    1. Questo viaggio alle Maldive, Ilenia, è stato uni schiaffo in pieno viso, proprio per la questione ambiente. Da una parte, mi sono ritrovata a condividere il mio spazio con creature meravigliose, a scoprire un mondo sommerso indescrivibile. Dall’altra, ho visto il problema persistente dello smaltimento dei rifiuti, e della mancanza di etica in tal senso. Una vera doccia fredda.
      Ammetto di essere stata a lungo in dubbio su questa destinazione perché, come te, non amo particolarmente stare ferma in un posto. In uno spazio ristretto, con poco o niente da fare. Scegliendo un’isola di pescatori, invece, ho potuto scoprire tante curiosità sul popolo maldiviano, entrare in contatto con loro. Lo snorkeling e le uscite in dohni, quando il tempo ce lo ha consentito, hanno fatto il resto!
      Ti posso garantire una cosa: fare snorkeling è una magia. Vedi scorrere davanti ai tuoi occhi la vita, sotto forma di fauna marina dai mille colori…quante emozioni!
      Un grande abbraccio,
      Claudia B.

  3. Che esperienza meravigliosa! E se fatta in una location come le Maldive poi…che già il nome “Maldive” rievoca la classica cartolina da paradiso terrestre: perfetta per questi giorni di freddo no? *_* Non sapevo che le mante cercassero il contatto umano non dovevi dirmelo, ora che l’ho scoperto appena ne avrò l’occasione partirà lo stalking anche loro hahahah! Sono il terrore dei gatti, cani randagi e come sai dei cavalli. C’era un periodo che ero fissata per i rapaci notturni e pure quello mi sono procurata! D’ora in poi sarò anche il terrore dei pesci negli oceani Claudia e sappi che è tutto merito tuo 😀 😀 😀
    Buona serata! :**

    1. Dopo diverse puntate de: ‘Sette Orse per sette cavalli (scomparsi)’, ‘L’Orsetta e il gatto’, ‘C’era una volta un’Orsa con un cane’, vuoi dirmi che sta per uscire ‘Storia di un’Orsa ladra di mante’? Ma che bello! Mi sembra di vederti, mentre le insegui per tutto l’Oceano Indiano, per coccolarle 😉
      E forse con le mante non farai fatica. Sono simpatiche e anche un ‘compagnone’. Fanno gruppo tra loro, ma anche con le persone. Il primo impatto ti toglie il respiro, perché è davvero difficile immaginare cosa possa significare essere circondati da questi esseri sinuosi. Poi però perdi la cognizione del tempo…e il tuo mondo si concentra al di sotto delle acque 🙂
      Felice di averti dato un altro animaletto da stalkerare ma…quando dici che ti sei procurata un rapace notturno, cosa intendi esattamente? Stai parlando di Orso, vero?
      Buona serata a te,
      Claudia B.

      1. Compagnone? Ma è meraviglioso!!! *_*
        Hahaha la rassegna dei film è strepitosa sei mitica!
        No non era Orso ma un “allocco”, un rapace notturno stupendo dal piumaggio bellissimo. L’ho svezzato io e poi l’ho liberato in un’Oasi WWF. Quant’era caro *_* non puoi immaginare!
        Comunque sappi che è da prima, da quando ho letto il tuo post che sto canticchiando “con le pinne, fucile ed occhi-aali…quando il mare è una ta-a-vola blu” 😉

        1. Entro Natale, ti faccio erigere una statua equestre: ma sai che hai fatto una cosa bellissima. Cioè tu hai svezzato un allocco, poi lo hai liberato? Dimmi che hai scritto un post o, se non l’hai fatto: ‘escilo’ (scusa prof.)! Personalmente, mi commuovo solo pensando al rapporto che hai instaurato con questa creatura, poi alla forza che hai dimostrato nel liberarla.
          Quando si tratta di animali tendo a diventare tenerissima, perché hanno un modo istintivo ed unico di interagire e farsi amare. Eccetto lo squalo bianco, magari…
          Ehm, quel motivetto, è stato la colonna sonora delle nostre spese pre-partenza da Decathlon, dove ci siamo riforniti di maschere, teli da bagno, costumi (pinne e fucili no, abbiamo praticato la modestia lasciandoli sugli scaffali, ahahahahahah).
          Grande Dani, dopo quello che hai raccontato, ti ammiro ancora di più.
          Claudia B.

  4. Non ho mai fatto snorkeling e non sono mai stata alle Maldive.. ora piango!! Il tuo post capita a proposito, sono fuori casa tutta la settimana in trasferta di lavoro e penso a quanto vorrei staccare la spina e andarmi a rilassare in un paradiso come questo. Vedere solo spiaggia e oceano, oceano e spiaggia 💙
    Dev’essere stata un’esperienza pazzesca, si sente da come ne parli, e mi conforta sapere che è a portata di tutti! Ci faccio un pensierino serio! Appena torno a casa inizio con i messaggi subliminali al marito… 😁
    Un bacione

    1. Conosco la pratica (giustissima) di usare i messaggi subliminali, per ottenere reazioni positive da queste simpatiche creature (mariti), che hanno avuto l’estrema fortuna di sposare noi. Voglio dire, altrimenti sai che noia.
      Silvia, è stata davvero un’esperienza da lasciare senza fiato. Sei tu e l’Oceano Indiano, che incute un discreto timore. Poi questi pesci grandissimi, che nuotano con te senza nessuna paura! Veramente uno di quei momenti che ricordi una vita, ma anche oltre.
      Tra parentesi: dopo le ultime tre (stratosferiche ma serrate) settimane, ho pianto anche io mentre scrivevo. E non ti dico per selezionare le foto.
      Un abbraccio!
      Claudia B.

  5. Non ho mai fatto snorkeling ma in effetti non sono mai stata in una destinazione dove si potesse fare. E mai come in questo periodo avrei bisogno di una di quelle vacanze dove non fai nulla di faticoso.
    Pensavo che richiedesse un minimo di preparazione “atletica” invece vedo che è un’attività per tutti (leggi: per una “polpetta” come me 😉

    1. Tu parti sempre dal presupposto che, se un’attività la svolgo io, che sono notoriamente slegata ed atletica come una scopa, allora chiunque può affrontarla senza fatica 😉
      Capisco il tuo pensiero, sai. Sto facendo un lavoro che amo ma, se ora potessi scegliere, staccherei i social, lascerei il blog a cavarsela da solo e fuggirei a Dharavandhoo. Ancora ricordo il senso di pace, calma e sicurezza. Le ore passate a leggere sotto le palme, su un’altalena in rete. La libertà mentale provata facendo snorkeling…
      Un abbraccio,
      Claudia B.

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