Dove mangiare in Casentino: i sapori tradizionali del “Ristorante da Loris”

#casentinodeisensi

Il nostro progetto “Casentino dei Sensi”, racchiude nel titolo il modo in cui abbiamo vissuto ed affrontato il fine settimana in Casentino. Oggi vi parlo, quindi, del primo senso coinvolto: il gusto. Tutti i lettori mi ripetono come un mantra, che un luogo va conosciuto anche attraverso i suoi sapori. Vero. Non fosse che il duo di Voce del Verbo Partire, in genere, è il classico team da “panino e via”. Pertanto non ho mai nulla da raccontare in ambito gastronomico. Questa volta, invece, sono in grado di consigliarvi con sicurezza dove mangiare in Casentino!

Non solo. Vi racconterò la storia di una famiglia che, dagli anni Cinquanta, svolge la propria attività sul territorio, per accogliere buongustai e proporre piatti prelibati. Vi racconterò un luogo in cui mangiare di qualità, come a casa propria, con materie prime eccellenti, preparazioni semplici e sincere, prezzi e servizio che sanno subito conquistare. Un luogo che parla ancora oggi del Casentino, attraverso piatti della tradizione, cucinati con tutto l’amore di una volta: il “Ristorante da Loris”.

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Sulle pareti del locale sono disposti eleganti pannelli, che narrano gli oltre 60 anni di attività. Oltre alle foto che, io e Daniele, non perdiamo l’occasione di guardare con curiosità, ammirazione e divertimento.

Ad accoglierci è Loretta, sorella di Laura Cocchetti con la quale abbiamo appuntamento: sarà proprio lei a portarci i piatti colmi di ottimo cibo e, a fine servizio, a sedersi con noi, per raccontarci la storia di questa splendida attività di famiglia.

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Dove mangiare in Casentino: la storia del “Ristorante da Loris”.

Il “Ristorante da Loris” è nato come bottega nel maggio del 1954. Furono nonno Dante e nonna Elvira a dare vita a questo progetto. Presto, ai prodotti in vendita, vennero aggiunti carne macellata e pane fresco. Era nonna Elvira che si recava ogni giorno a Stia (a piedi!) a prendere il pane. Quando nonno Dante venne a mancare, nonna Elvira prese in mano la gestione della bottega e, ancora oggi, sulle pareti, si possono ammirare belle foto d’epoca che ritraggono entrambi.

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Nel 1969 il babbo Loris (siamo in Toscana e, come da noi in Romagna, si dice babbo, non papà) divenne il proprietario della bottega e la trasformò nell'”Osteria Cocchetti”. La gestì insieme alla moglie Finetta e alla nonna Elvira. Oggi, il “Ristorante da Loris” è ancora qui per deliziare e raccontare qualcosa di vero sul Casentino.

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Dove mangiare in Casentino: acqua e vino a km0.

Ci vengono serviti acqua e vino a km0. Scopriamo che il vino rosso “Borbotto” è prodotto dai Monaci Camaldolesi ed imbottigliato dalla Coop. Agricola e Forestale, “La Mausolea”. L’Eremo di Camaldoli, perla del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna, non è distante da Papiano. Noi lo raggiungiamo spesso in moto (ne ho parlato qui), ma non sapevamo che i monaci producessero vino I.G.T.!

L’acqua “Maxim’s” è a sua volta una produzione locale. Anzi locale non rende bene l’idea: è proprio autoctona! Sgorga dal vicino Monte Falterona, da cui nasce anche l’Arno, all’interno delle Foreste Casentinesi. Il territorio incontaminato, la posizione lontana da ogni fonte di inquinamento, la rendono sana e leggera. Lo stabilimento lo abbiamo notato arrivando, visto che si trova il Località Gaviserri.

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Dove mangiare in Casentino: i piatti corposi della tradizione.
  • Antipasto

Lasciamo a Laura la scelta dei nostri piatti e lei riesce subito a stupirci. In cucina suo marito Vincenzo ha mantenuto ferma la tradizione, pur apportando piccole variazioni personali. Ma su certe cose, come la scelta delle materie prime, la sfoglia tirata al mattarello, la semplicità, non si scherza e non si cambia!

Un assaggio di salumi locali, tra cui una coppa di testa che si scioglie in bocca, della pancetta dal sapore celestiale, dei crostini da sogno che hanno come base il sapido pane toscano, del formaggio di zona, il tutto accompagnato dal vino dei Monaci Camaldolesi.

La vera sorpresa per me e Daniele, è gustare con piacere il crostino tipico toscano, fatto con i fegatini. Mai, e quando dico mai intendo letteralmente mai, siamo riusciti a mangiarlo in precedenza, per il sapore troppo forte. Qui, invece, rischiamo di venire alle mani per rubarci le briciole!

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  • Primo

Di seguito Laura ci serve dei ravioli burro e salvia divini e i famosi tortelli di patate, piatto tipico di Stia. Ogni famiglia del Casentino, ha la propria ricetta ed il proprio modo di farli. Il ripieno morbido e saporito, è esaltato dalla sfoglia che ha la giusta consistenza, quella che solo il mattarello sa dare. Da vera romagnola, lo so. Non sarò in grado di cucinare, ma una sfoglia degna di portare questo nome la riconosco!

I tortelli li gustiamo in due versioni: cacio e pepe prima, con ragù di porcini della casa poi. Qui si percepisce quello che noi definiamo “un ristorante che non ha bisogno di nascondere nulla”. Sapori semplici, puri, da gustare senza salse che coprono le magagne. Grazie per queste piccole, infinite misericordie!

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  • Secondo

Il secondo è una vera sorpresa. Laura dice che servirà della scottiglia, un piatto tipico del Casentino, che pochi locali in realtà propongono. Il “Ristorante da Loris” per fortuna, è uno di questi. Si tratta di una ricca terrina di carni miste, coniglio, anatra, maiale e manzo, cotti a lungo in un trito di verdure. Accompagnato con quattro corpose fette di pane toscano, con le quali fare la scarpetta alla fine: è un’esplosione di sapore!

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  • Dolce

Infine, tanto per non farsi mancare nulla, Laura ci propone cantucci fatti in casa e vin santo (qui il pucciare è d’obbligo), ed un freschissimo gelato con composta di fichi, sempre fatta in casa. Gli amari dei Monaci Camaldolesi ed un caffè, concludono questo round di gusto col Casentino.

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Se state cercando un ristorante dove mangiare in Casentino, che sappia proporre qualità e tradizione a prezzi onesti, posso dirvi che lo avete trovato. Ricordatevi di prenotare oppure, se passate casualmente da queste parti, fate una deviazione per Papiano Alto e controllate se c’è posto. Ne vale davvero la pena!

Ci dice Laura che sarebbero tanti altri i sapori tipici da provare, tra cui quello delle trote, produzione d’eccellenza della zona. Infatti in Casentino, la troticoltura ha una tradizione secolare. A Papiano si trova il grande “Sabilimento ittiogenico Puccini” e, abbiamo scoperto poi, anche e Molin di Bucchio sono presenti delle antichissime vasche, che un gruppo di volenterosi ragazzi sta riattivando con grande determinazione. L’acqua purissima proveniente dal Monte Falterona, non serve solo per riempire le bottiglie di “Maxim’s”, ma anche per una troticoltura di qualità eccellente.

Insomma, altro sapore tipico del Casentino è la trota e, la prossima volta che torneremo al “Ristorante da Loris”, sarà mio obiettivo assaggiarla. Daniele, che invece non ama il pesce, ha una lista di piatti da provare talmente lunga, che saremo costretti ad alzarci da tavola con l’intervento del montacarichi.

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Feste e sagre.

Grazie a Laura, siamo venuti a conoscenza di alcune “date golose” da condividere con voi! Perché un territorio va scoperto anche attraverso le sue sagre. Noi abbiamo tutta l’intenzione di farlo, a bordo della nostra Africa Twin, visto che il Casentino è il luogo ideale per gli itinerari di mototurismo. E le manifestazioni che sto per segnalarvi si svolgono in estate, per cui zero scuse:

  • terzo fine settimana di giugno a Papiano, “Sagra della Trota”;
  • terzo fine settimana di luglio a Papiano, “Sagra dei Tortelli”;
  • quarto fine settimana di luglio a Lonnano, “Sagra della Scottiglia”

Sul sito ufficiale di Papiano, potete trovare maggiori informazioni.

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Come raggiungere il “Ristorante da Loris”.

Il “Ristorante da Loris” a Papiano Alto, località ad appena 5 km da Stia, si trova sulla strada che collega la cittadina al Passo della Calla. A Papiano c’è una deviazione ben segnalata, con cui si lascia la tratta principale, e si inizia a salire verso la parte alta del piccolo paese. Il panorama da quassù è grandioso, l’aria frizzante e la pace assicurata.

Eppure viste le tante persone del luogo, turisti e motociclisti, che si avventurano fino a qui per mangiare gli ottimi piatti del “Ristornate da Loris”, potreste trovare un discreto numero di auto e moto. Non preoccupatevi: ad appena 100 metri dal locale, c’è un comodo ed ampio parcheggio gratuito, di cui potete tranquillamente usufruire. Ideale anche per i bus turistici.

Claudia B.

“Casentino dei Sensi” è un progetto di “Voce del Verbo Partire-Travel Blog di Claudia Barbieri”.

In collaborazione con: “Ristorante da Loris”

Per scoprire tutti i reportage di viaggio dedicati al progetto “Casentino dei Sensi”, cliccate⇒ #casentinodeisensi

12 Commenti

  1. Non so come riuscirò a commentare perché sto per svenire sulla scrivania: forse la mia collega mi troverà oggi tra la fotocopiatrice e il cestino della carta da riciclare 😉 No ma quei crostini con i fegatini a quest’ora??? Vorrei prendere la macchina e precipitarmi lì. Quanto sono belli questi posti dove oltre a darti da mangiare ti raccontano una storia e portano avanti le traduzioni del territorio!

    1. Non mi svenire Silvia! Non era questo l’intento, lo giuro! Poi altrimenti mi sento anche profondamente in colpa. Abbiamo trovato il paradiso dei sapori, veri e casalinghi come piacciono a noi. Sapori che già da soli parlano, ma che grazie ai racconti di chi si impegna da una vita in questo lavoro, ti trasmettono una terra intera 🙂
      Un bacio!
      Claudia B.

  2. Non puoi capire la fame che mi è venuta ma non solo a guardare, pure a leggere! Credo ci sia bava anche sulla mia di tastiera. Sto salivando come il cane di Pavlov.
    Si respira accoglienza in questo posto. Son curiosa di scoprire gli altri sensi. E ancora sono davvero contenta di questo progetto!

    1. Io stessa sentivo brontolare lo stomaco mentre scrivevo, ahahahah! Capisci Tizzi, ero lì che componevo le frasi, le foto, ripensavo a quei sapori…accompagnata dal brontolio sommesso nel ricordarmi tutta la bontà dei piatti del “Ristorante da Loris”. E’ un peccato che dallo schermo non possano uscire fuori gusti e profumi!
      Grazie per il bellissimo sostegno che ci hai sempre dato per #casentinodeisensi, te ne saremo sempre grati 🙂
      PS: la scena del cane di Pavlov è troppo bella!
      Bacioni,
      Claudia B.

  3. No ma fammi capire, la proprietaria si è seduta al tavolo con voi pranzando e raccontandovi la storia del locale? L’ho trovata una cosa meravigliosa. e che belle le foto d’epoca appese *_*
    Nonostante abbia già pranzato mi incuriosiscono parecchio i tortelli di patate, soprattutto nella versione con porcini…arriva il profumino fin quì! Non oso pensare ai profumi che si sprigionano dalla cucina nel periodo autunnale 😛
    Ops c’è della bava sulla tastiera hahahaha!
    Comunque questo locale sa di cose buone e di cose genuine, si vede, si percepisce già dal tovagliato e soprattutto dalle tue parole!
    Continuo a farti i complimenti per questo progetto! 😉

    1. Si, si, hai capito bene! A fine servizio è stata con noi a raccontarci storie, curiosità, aneddoti…ha risposto alle mie domande di profana (io e la cucina abbiamo seri rapporti interpersonali). E’ stato davvero bellissimo. Cioè Dani ci ha praticamente raccontato la storia della sua famiglia, di questa attività di oltre 60 anni, ha condiviso con noi la sua esperienza: sarà splendido? Per non parlare dei consigli su sagre e sul territorio!
      Dobbiamo tornare presto, perché vogliamo assolutamente assaggiare il resto: tutti i piatti che passavano erano straordinari e, cosa non da poco, tornavano indietro lucidi 🙂
      Io ti ringrazio ancora per il bei complimenti e per il sostegno al progetto #casentinodeisensi. Una cosa è certa: pensare ad un territorio attraverso i sensi, ha davvero un profondo senso. Ops, scusa il gioco di parole, ma penso si sia capito!
      Baci,
      Claudia B.

  4. Sei riuscita a farmi venire fame di prima mattina!!
    Nonostante il Casentino per me non sia particolarmente distante, non credo di esserci mai andata. Quindi sebbene molte di queste cose le abbia anche a casa (se mai capiterai in Valdichiana te lo consiglio anch’io un ristorante che fa i crostini con i fegatini per me anche meglio di quelli della nonna), questo ristorante è sicuramente da provare. Sono ormai rari i luoghi che mantengono la vera tradizione culinaria, spesso la spacciano come tale giusto per acchiappare qualche turista in più.
    Buona giornata 😀

    1. Hai colto nel segno Celeste! Quando molti iniziano a mollare su qualità, semplicità e tradizione, per accaparrarsi turisti, è parzialmente l’inizio della fine. Che poi ciò non significa necessariamente prezzi bassi!
      Qui da Loris abbiamo trovato una genuinità meravigliosa, tu non hai idea di quanto l’abbiamo apprezzata. Prezzi adatti a tutti, un’atmosfera casalinga e rilassata… Non so se il problema siamo noi, che invecchiando non soppprtiamo più piatti elaborati o pieni di salse, fatto sta che ci ritroviamo a cercare la schiettezza di una volta. E, se ci pensi, il ritorno alle origini oggi c’è un pò in generale, anche nella scelta di farine sempre meno raffinate e lieviti naturali, per fare un esempio.
      Credimi se ti dico che è stato un pranzo che ci ha resi felici!
      E poi tu dalla Valdichiana devi assolutamente fare un salto in Casentino! Dai che sto preparando tutti i post del progetto #casentinodeisensi, così se ti va puoi prendere ispirazione per l’intera organizzazione!
      Un bacione,
      Claudia B.

      1. Da buona toscana io sono assolutamente per le cose semplici. La nostra cucina è nata così ed è da sempre una cucina povera e appunto genuina. Ma pare che ormai non vada più di moda nemmeno questo.
        Che poi io capisco tutto, capisco il costo delle materie prime, capisco il lavoro che ci sta dietro… ma far pagare una scodella di pappa al pomodoro sopra i 10€ NO! O un piatto di pici che altro non sono che farina ed acqua. Credimi, qui da noi ci sono tantissimi ristoranti che si, sono belli, ma che possono andare avanti giusto grazie ai turisti.
        Aspetto il resto dei post del tuo progetto, così vedo di organizzarmi e fare finalmente un giro nel Casentino.
        Grazie, un bacione anche a te!

        1. Guarda, ti seguo a ruota, perché quello che dici è successo di recente proprio a noi a San Gimignano. Ci sediamo in un locale, carino eh!, ordiniamo due piatti di pici, una bottiglia di acqua e, mi pare, un bicchiere di vino: 28€. Siamo rimasti di sasso e ci siamo detti “mai più”. Perché un conto è che per inesperienza una cosa la fai la prima volta. La seconda sei grullo!
          Per fortuna, poi, esistono ancora posti dove puoi mangiare di qualità, con semplicità, senza dover restare di sasso davanti ad un conto. A me queste cose rincuorano! Se noi andiamo in Toscana, vogliamo la Toscana vera, non quella rielaborata per far felici i palati fighetti. A me piace il piatto che mi sa raccontare qualcosa, se non continuo col mio panino alla finocchiona e sono più che felice! Invece sedersi a tavola e sentire una storia, nel palato e nelle orecchie, ecco questo ha un senso.
          E ti dirò, Celeste, in questi due giorni trascorsi in Casentino, davvero abbiamo sperimentato la bellezza di ascoltare, vedere davvero, gustare davvero, toccare con amore, annusare con consapevolezza. Un concentrato di condivisione. Non so se riuscirò a trasmetterlo in ogni post, ma almeno ci proverò!
          Un abbraccio grande!
          Claudia B.

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