Escursione al Fosso dell’Eremo nei dintorni del Furlo

ESCURSIONE AL FOSSO DELL'EREMO

Ultima domenica d’Avvento, azzurra e soleggiata, con l’aria che profuma di pulito. Il clima è perfetto per un rigenerante trekking nelle Marche. L’appuntamento con le amiche è nei dintorni della Gola del Furlo, a Piobbico. Qui, oltre a visitare il borgo medievale sede del “Club dei Brutti” e del Castello dei Brancaleoni, vogliamo fare l’escursione verso il Fosso dell’Eremo. Senza perdere le decorazioni che rallegrano il centro e il vicino paese di Apecchio. Insomma, una giornata invernale all’aria aperta, in totale libertà, ma farcita da quelle atmosfere natalizie alle quali, nemmeno in un anno tanto singolare, voglio rinunciare.

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Tutte le informazioni per organizzare l’escursione verso il Fosso dell’Eremo.

Durante questo semplice e divertente trekking nei dintorni del Furlo, ho raccolto le informazioni sul sentiero CAI n. 208 per il Fosso dell’Eremo che porta fino a Baciardi, dove acqua, terra e aria, si fondono a paesaggi selvaggi e panorami sublimi.

Dove inizia il sentiero per il Fosso dell’Eremo?

Da Piobbico si percorrono 2.2 km sulla SP257 Apecchiese, che porta verso Acqualagna e la Gola del Furlo. Vi consiglio di parcheggiare nella grande e comoda area di sosta gratuita “Parcheggio Falesia Fosso dell’Eremo”, che ho geolocalizzato per comodità su Google Maps a questo link.

DOVE INIZIA IL SENTIERO ESCURSIONE AL FOSSO DELL'EREMO

Caratteristiche del sentiero CAI 208.

L’escursione al Fosso dell’Eremo è caratterizzata da 15 guadi, che si alternano ad una passeggiata sostanzialmente non difficile. Sì, avete capito bene, l’imperativo di questo percorso è attraversare il torrente a più riprese. Attività alquanto esilarante… se escludiamo i periodi di piena come quello in cui siamo incappate noi! Infatti abbiamo affrontato 9 guadi prima di rientrare forzatamente, perché al decimo l’acqua era piuttosto alta. Tenete conto che non si tratta di un sentiero ad anello. Pertanto i guadi sono da considerarsi il doppio e vanno riaffrontati al ritorno.

Dal Ponte sul Candigliano, nei pressi del quale c’è il parcheggio, il sentiero è ben segnalato dall’apposito cartello e la tracciatura resta sempre visibile su tutto il percorso. Dopo una brevissima discesa verso le piscine naturali, estremamente suggestive in inverno e piacevolissime per un tuffo l’estate, bisogna passare il ponticello e affrontare una salita non particolarmente difficile. Camminare tra le alte pareti naturali illuminate dai raggi del sole è pura magia!

Non fatevi ingannare dalla cancellata che incontrerete, perché ha un passaggio pedonale aperto che si può oltrepassare. Proseguite fino alla serie di pareti rocciose utilizzate per la rampicata. Il tracciato qui spiana e costeggia il torrente, incorniciando un delizioso ponticello di legno.

ESCURSIONE AL FOSSO DELL'EREMO CHI LA PUO' FARE

Dopo pochi passi vi troverete ad un bivio. Fate attenzione, perché in questo punto è semplice sbagliare: dovete girare a sinistra e percorrere la breve salita verso i ruderi dell’Eremo di Santa Maria in Morimondo.

Dalle vestigia dell’antico edificio religioso, una corta discesa porta nuovamente nei pressi del torrente e l’escursione al Fosso dell’Eremo prosegue con la serie di 15 guadi. Come detto inizialmente, ne ho personalmente affrontati solo 9 (+9), ma so che dopo l’ultimo passaggio il sentiero 208 continua con una salita che porta fino all’abitato di Baciardi.

Quando fare l’escursione al Fosso dell’Eremo.

Complici le recenti copiose piogge, il passaggio da una riva all’altra del ruscello non è stata sempre agevole. Ecco perché ci siamo dovute fermare. Per poter seguire il percorso con più facilità, vi consiglio di tener conto delle precipitazioni dei giorni antecedenti o dell’eventuale scioglimento delle nevi, che vanno ad innalzare ulteriormente il livello dell’acqua. Indicativamente l’estate e l’autunno (se non piovoso), si prestano bene all’escursione al Fosso dell’Eremo. Primavera e inverno vanno valutati in base alle precipitazioni.

I GUADI DELL'ESCURSIONE AL FOSSO DELL'EREMO

Il trekking è adatto a tutti, anche alle famiglie con bambini abituati a camminare. Ovviamente sono banditi i passeggini, a meno che il vostro intento non sia quello di fermarvi alle piscine naturali del Ponte sul Candigliano. Se non vi sentite sicuri a guadare il fiume, potete comunque percorrere la prima parte del tracciato, quello che porta sino all’Eremo di Santa Maria in Morimondo. In questo modo sarete certi di restare asciutti e fare una divertente passeggiata di un quarto d’ora a tratta.

Come vestirsi e cosa portare.

Sono necessarie le scarpe da trekking, meglio se impermeabili, e un ricambio completo di abiti. Anche facendo attenzione è facile bagnarsi e scivolare tra le rocce. Quindi via libera a pantaloni, calzini e maglia extra, oltre a delle scarpe asciutte per quando tornate all’auto. I bastoncini possono essere molto utili, soprattutto durante i passaggi lungo il torrente. Consigliate delle provviste per fare un pic-nic prima del decimo guado, vicino al quale c’è un ampio prato ideale per riposare e asciugarsi. Infatti resta soleggiato anche in inverno.

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Cosa fare e vedere nei dintorni del Fosso dell’Eremo.

Se impiegate meno tempo del previsto nell’escursione al Fosso dell’Eremo, vi consiglio sicuramente una visita ai borghetti di Piobbico (a 2,2km) e Apecchio (12,5km). Per un’idea sull’itinerario, ecco i miei diari di viaggio:

Impossibile, però, arrivare fino a qui senza salire verso l’affascinante Monte Nerone di cui, per inciso, fa parte lo stesso sentiero CAI 208. Per me il Monte Nerone resta un luogo fatato, che raccoglie fatti storici e leggende come una sorta di romanzo senza tempo. Imperdibile una passeggiata sulla cresta più alta della vetta e tra le ampie praterie dove, nei giorni limpidi, i panorami mozzafiato spaziano fino alla costa. Suggerisco una giornata al Monte Nerone anche a tutti i motociclisti: la strada che porta in cima è un susseguirsi di tornanti divertentissimi, assorbiti da scenari unici che ricordano la zona di Anaga a Tenerife.

Infine, la Gola del Furlo con i suoi colori intensi come un’opera di Pop Art! Anche questa è una tappa ideale sia per gli amanti del trekking che per i motociclisti. Con un plus sfizioso. Vi sono, infatti, due chioschetti dove fermarsi a mangiare dell’ottima crescia marchigiana: il “Chiosco dell’Abbazia” (Località Pianacce 45, Acqualagna) e “Il Chioschetto Villa Furlo Park” (Via Flaminia, Villa Furlo di Pagino). Trovate ambedue ben segnalati su Google Maps.

Cari viandanti, vi auguro un buon cammino, visite memorabili e gustose degustazioni di crescia farcita!

Claudia B.