Ferrara Store, la bottega dove acquistare e degustare prodotti tipici a Ferrara

#viportoaferrara

Un territorio, passa anche attraverso i suoi sapori. La storia dei suoi prodotti tipici. La voglia che hanno le persone di raccontare la terra in cui sono nati, proponendo cibi e vini, che da quella stessa terra hanno avuto origine. Ecco perché, durante il progetto “Vi Porto a Ferrara”, oltre alla visita della città (di cui ho scritto in questo post), ci siamo soffermati anche sul gusto. Grazie ad Alice, che ci ha aperto le porte di “Ferrara Store”, posso suggerirvi dove acquistare e degustare prodotti tipici a Ferrara, in un’atmosfera informale ed amichevole.

“Ferrara Store”, è una bottega giovane. Lo è, in quanto presente nel centro storico di Ferrara, solo dal 2013. Lo è, per il suo aspetto moderno, ma comunque legato esclusivamente alle tipicità territoriali e regionali. Lo è, in quanto gestito in maniera fresca e frizzante.

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Arriviamo al “Ferrara Store”, dopo un’intensa mattinata di visite ai palazzi e al centro storico di Ferrara, con la previsione di un pomeriggio altrettanto intenso. Eppure, quando ci troviamo in Piazza della Repubblica, piccolo e verde slargo di fronte al Castello Estense, è come se entrassimo in una Ferrara parallela.

Vuoi per la piazzetta, davvero piacevole, in cui tutti si muovono con calma, vuoi per il canto delle cicale che accompagna il nostro arrivo, vuoi per l’accoglienza di Alice, che ci mette subito a nostro agio, ma entrare al “Ferrara Store”…è come sentirsi parte della città!

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Acquistare e degustare prodotti tipici a Ferrara: una vetrina per il territorio.

“Ferrara Store”, è una bottega che racconta una storia. Quella di Ferrara e del suo territorio. Ma anche quella del grande calore, con cui gli ospiti vengono accolti dai cittadini. I prodotti che si trovano sulle scaffalature, sono tutti di primissima qualità, perché la ricerca delle materie prime migliori, delle produzioni più attente, è alla base dell’attività svolta ogni giorno.

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Chi entra qui dentro, che sia io semplice viaggiatrice, il turista straniero affascinato dalla gastronomia italiana, oppure il cittadino alla ricerca di prelibatezze locali, deve trovare prima di tutto Ferrara, il territorio ferrarese ed un pezzetto di Emilia Romagna. Perché quello che assaggiamo, se sa raccontarci una storia, ha di certo un valore aggiunto.

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Nel banco dei freschi, a farla da padrone sono i salumi, i formaggi e le sontuose paste fresche che, per l’Emilia Romagna, sono un vero e proprio simbolo di pranzo domenicale, di famiglia, di casa. Ferrara ha un’antica tradizione legata alla pasta fatta a mano, alla sfoglia tirata rigorosamente al mattarello, dopo essere stata energicamente impastata dalle sfogline. Cappellacci di zucca, cappelletti ferraresi, tagliatelle. Ed io, che sono romagnola, per cui da Ferrara mi separano solo due ore di auto, ritrovo in questi prodotti una parte della mia stessa infanzia.

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Ritrovo, il racconto del passato, quando tutti insieme ci si riuniva al grande tagliere della nonna. Lei, ancora forte e senza paura, impastava con risolutezza acqua, uova, farina. Poi con altrettanta energia, tirava la sfoglia con una precisione geometrica. Infine entravamo in gioco noi, a riempire, chiudere e girare, dando vita ad una rumorosa, quanto simpatica, catena di montaggio.

Scusate la parentesi personale, ma forse il cibo deve essere anche questo, no? Deve raccontarci e farci ricordare, in modo che i bei momenti di un tempo, possano tornare a noi attraverso tanti canali. Magari anche solo guardando un cappelletto, oppure attraverso un sapore che solletica le nostre papille gustative.

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Acquistare e degustare prodotti tipici a Ferrara: i sapori della tradizione.

Alice ha preparato per noi una degustazione di salumi, coppiette ferraresi, vini e panpepato. Una ricca tavola imbandita, per farci assaggiare la sua terra, con gustosi prodotti di eccellente qualità.

La coppa di testa, che si scioglie in bocca. La salama da taglio, aromatizzata con aglio come un altro tipico salume ferrarese, “la zia”, ma derivato diretto dalla locale salama da sugo. Il corposo salame rosa. La mortadella, grande classico regionale, regina della vicina città di Bologna.

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Abbiniamo questi salumi con fragranti coppiette ferraresi, un pane che ha una storia lunga secoli. Tanti secoli, premiati con il riconoscimento IGP, nel 2001. La produzione del pane, qui a Ferrara, dal XIII secolo in poi, venne regolamentata con statuti che imponevano un certo peso, il tipo di cottura, la presenza di cornini od orletti. Stabiliva persino il punto in cui il forno doveva essere collocato, al fine di non contaminare il prodotto!

Per la prima volta, un pane molto simile alla ciupeta, apparve sulla scena ferrarese nel XVI secolo. Oggi, la ricetta, si tramanda di generazione in generazione…e noi la gustiamo con grande gioia!

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Alice ci fa anche assaggiare una particolarissima piadina, a base di zucca, assolutamente squisita. Il retrogusto leggermente dolce, ma non in maniera eccessiva, si sposa benissimo con i salumi. Viene prodotta artigianalmente da una ragazza di Ferrara, che propone anche altre tipologie davvero innovative, come la piadina al caffé, oppure al vino. Quando fantasia e tradizione si mescolano, il risultato non può che essere un successo.

Ad accompagnare la nostra degustazione, sono due ottimi vini locali: il Bosco Eliceo Bianco Frizzante DOC ed il Bosco Eliceo Fortana DOC. Si tratta di vini del territorio, ottenuti nell’area tra il Pò e Goro, la cui produzione risale al XVI secolo. Eppure la grande qualità di oggi, la si è ottenuta solo grazie ad un lungo studio, ed un attento lavoro protrattosi nel tempo. Non è un caso che questi continui miglioramenti, abbiano portato al riconoscimento della certificazione “Denominazione di Origine Controllata”.

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Acquistare e degustare prodotti tipici a Ferrara: il pampepato.

La nostra degustazione termina con il dolce tipico di Ferrara, il pampepato o pampapato. Uno zuccotto ricchissimo, composto da mandorle, nocciole, canditi, sette tipi di spezie, il tutto impastato col cacao. E sopra…una colata di cioccolato fondente! Una festa per il palato!

Che ci crediate o meno, questo dolce così impegnativo, risulta piacevole e per nulla aggressivo nel sapore. Il trito di frutta secca e canditi, non dà fastidio nemmeno a chi, come me, non ama i canditi. Il misto di spezie, è davvero delicato. Insomma, c’è il serio rischio di mangiarne a quintalate, senza rendersene conto!

Qui al “Ferarra Store”, le piccole confezioni di pampepato si possono portare a casa come regalo o, ancora meglio, come dolce da gustare durante tutto l’anno. Anche se il dolce è stato per anni rappresentativo delle festività natalizie, oggi viene acquistato e mangiato anche nei restanti undici mesi. E mi sembra “cosa buona e giusta”, dato che il pampepato domina la scena ferrarese sin dal Seicento!

Alice ci offre un fresco Liquore di Fortana, per accompagnare la degustazione di pampepato. Trenta gradi di pura gioa, che scendono lungo la gola senza nemmeno un attimo di incertezza: è sicuro, la visita di questo pomeriggio al Castello Estense, la faremo cantando…

#viportoaferrara

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Visitare Ferrara in bicicletta.

Quando si parla di tipicità territoriali, spesso non ci si riferisce solo al buon cibo (o al vino e liquori…Claudia, sii forte e scrivi: “O AL VINO E LIQUORI”). Nel caso di Ferrara, poi, la tipicità passa anche attraverso la bicicletta. Se avete letto il mio reportage di viaggio con l‘itinerario tra i palazzi di Ferrara ed il suo centro storico, ricorderete che ho già messo in calendario un ritorno in città, per poter fare il giro delle mura in bicicletta. Perché Ferrara è perfetta per essere scoperta in sella ad una bici e, questo mezzo di trasporto, è presente ovunque.

Da “Ferrara Store”, è possibile prendere a noleggio le biciclette, a prezzi davvero ottimi, per lanciarsi in una visita su due ruote della città! Così, dopo una degustazione da re, non ci saranno problemi a bruciare le calorie, utilizzando vini e liquore come carburante…

#viportoaferrara

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Acquistare e degustare prodotti tipici a Ferrara, da “Ferrara Store”.
  • Al “Ferrara Store”, vengono organizzate degustazioni sia per gruppi, che per singoli visitatori. Si possono gustare ottimi taglieri, oppure fare panini sempre con prodotti di alta qualità.
  • La bottega è aperta tutti i giorni dalle 8 alle 19.
  • Nel mese di luglio, gli orari saranno: giovedì e domenica dalle 8 alle 15. Tutti gli altri giorni dalle 7e30 alle 19.
  • “Ferrara Store” si trova in Piazza della Repubblica 23\25, a pochi passi dal Castello Estense.
  • Sul sito internet, potete scoprire la storia dei prodotti tipici di Ferrara e del territorio, ma anche ordinare ogni prelibatezza proposta da “Ferrara Store”. Le consegne vengono fatte in 24 ore, in tutta Italia.
  • Per informazioni scrivete a info@ferrara-store.it, oppure telefonate al +39 0532.242759.
  • “Ferrara Store” è anche su Facebook.

Claudia B. in collaborazione con “Ferrara Store”

Per l’itinerario alla scoperta della città, cliccate⇒ Cosa fare e vedere a Ferrara in un giorno: itinerario tra i palazzi del centro storico

16 Commenti

  1. Caspita Cla… quanta roba!!!
    Adoro assaggiare i piatti tipici dei luoghi, in Italia poi, che te lo dico a fare.
    Quando sono stata a Ferrara ho mangiato cappelletti tutti i giorni che sono rimasta in città, non mi stancavo mai!
    Il pampepato non mi ispira molto, ma con quel liquore secondo me il connubio è perfetto *_*

    1. Si accompagnano in maniera perfetta! Ma sai che anche io ero dubbiosa sul pampepato. In particolare per Daniele, che non ama dolci a base di spezie, frutta secca… Invece è stato incredibile la delicatezza di questo dolce! Ci ha conquistati entrambi!
      Ma ci credi che ho una voglia di cappelletti, che mi sta seguendo? In genere mangiavo quelli buonissimi fatti da mamma. Ora è da tanto che non c’è più l’occasione, perché quando lei lo fa, noi siamo in viaggio, perciò ho degli arretrati 😂!
      A presto Cristina!
      Claudia B.

  2. Datemi subito una piadina alla zucca e nessuno si farà male!!!
    Non avevo MAI sentito di piadine con altri ingredienti nell’impasto, la cosa mi incuriosisce molto ed apprezzo davvero chi ha il coraggio di sperimentare sui grandi classici, perchè spesso è considerata una sorta di bestemmia.
    Il panpepato si trova anche dalle mie parti, ma non è nelle mie corde. Io mi innamoro sempre dei vari affettati tipici, e questi sembrano una delizia.
    Mi hai fatto venire fame ed ho finito di pranzare da poco, cattiva!!!!

    1. Celeste 😂😂😂!!! Tutti con lo stesso problema: davanti a certi spettacoli, è difficile non sentire un leggero languorino!
      Anche io e Daniele abbiamo una passione per gli affettati, soprattutto quelli tipici e dai sapori “veri”.
      Non voglio affondare il coltello nella piaga, ma quella piadina Celeste, era davvero deliziosa! Coraggiosa e geniale l’ideatrice.
      Davvero non ti piace il pampepato? Io pensavo potesse venirmi a noia, invece il primo impatto è stato di amore puro 😍
      Un abbraccio,
      Claudia B.

    1. Erica 😂😂😂!!! Immagino che il richiamo sia forte….ma in realtà abbiamo fatto sparire tutto, come per magia!
      Comunque non c’è che dire: viviamo in una delle regioni italiane,non cui si mangia meglio. In tutta Italia la gastronomia è eccellente, ma la nostra Emilia Romagna è una regina!
      A presto,
      Claudia B.

  3. Quante cose buone! Ma da quelle parti si sa, la gastronomia è uno dei punti forti. La parentesi personale è stata molto gradita perché, come dici tu, il cibo deve farci ricordare. Mentre leggevo, prima ancora di arrivare a quel paragrafo, avevo in mente l’immagine di mia nonna che impastava e poi faceva le tagliatelle (i tajarin, come li chiamiamo qui) a mano. Non la aiutavo perché già allora ero negata in cucina, ma mangiavo i pezzi di pasta avanzati 😉
    E’ bello che ci siano dei negozi come il Ferrara Store dove trovare questi prodotti, perché significa che la tradizione viene mantenuta anche senza le nostre nonne.

    1. Hai ragione Silvia, è una speranza quella di ritrovare non solo i sapori di una volta, la tradizione, ma anche noi stesse, le radici e la nostra infanzia. Ed è importantissimo, soprattutto oggi, quando le grandi catene (comodissime per carità), non sanno più raccontarci nulla. Tutto è rapido ed impersonale. Invece, credo sia bello anche rallentare un attimo, ritrovare gesti e sapori di una volta.
      Siamo state fortunate. Apparteniamo ancora alla generazione in cui vi erano nonne super efficienti, che ci hanno tramandato sapori veri, momenti bellissimi e ricordi che ci accompagneranno per sempre 🙂
      Buon fine settimana!
      Claudia B.

  4. Quante prelibatezze 🙂 Quando visito una città assaggio sempre i prodotti tipici perché penso che bisogna portare avanti la tradizione. Spesso porto a casa proprio prodotti gastronomici da regalare o pure per me perché se qualcosa mi piace in maniera particolare lo vorrei continuare a gustare a casa!

  5. Con il panpepato hai colpito nel segno! è uno dei miei dolci preferiti. Credo che da questa bottega avrei portato via con me tutto, dalla piada alla zucca (curiosissima di assaggiarla) al vino. Insomma, sarei ingrassata di 5 chili solo a guardare tutte queste bontà! 🙂

  6. Tanta roba! O_O
    Mioddio Clà io non so cosa avrei combinato in questo tempio sacro della gastronomia! E che nomi sfiziosi poi la “salama” è micidiale 😀 😀 E sai che non conoscevo le coppiette Ferraresi? Mi hai messo una tremenda curiosità su di loro, cos’è quella specie di farcitura al centro? Ma non è un peccato dividerle? Nononononò vanno mangiate per intero! E cappellacci/cappelletti li avrei divorati crudi! Quando mi capita di cucinare i tortellini (del supermercato) quelli che metto a tavola sono sempre meno di quelli presenti nella confezione…prima di buttarli in acqua li dimezzo con voracità-tipo pacco di patatine-e poi faccio a Orso: “Caro non dobbiamo comprarla più la roba in offerta che ci fregano sul peso!” 😛
    No io a Ferrara non ci potrei andare con questi presupposti 😀 😉

    1. Infiniti numi, ahahahahahah!!! Povero Orso (no, non è vero, gli uomini non sono mai poveri), me lo vedo a cercare i tortellini in mezzo al brodo, senza riuscire a trovarli. Che offerte\ fregature! Fossi in te, reclamerei al supermercato 😉
      Io e Dani, mentre Alice ci mostrava tutto quel meraviglioso buffet, siamo impazziti…Ti rendi conto che abbiamo finito tutto! E’ quasi imbarazzante, ma solo quasi, perché in realtà non si poteva mica sprecare un tale capolavoro. Vorrei solo riuscire a trasmettervi i sapori, attraverso lo schermo, perché raccontarli è un limite.
      Allora Dani, non so a quale farcitura ti riferisci: in realtà le coppiette ferraresi, che simulano le gambe delle donne (infatti mi ha spiegato Alice che, quando le vendono singole, le chiamano “la vedova”), sono unite da un cuore un pochino più morbido, che però è semplice mollica! Forse dalla foto è difficile capirlo, ma quando le addenti…No vabbè, mi brontola lo stomaco 🙁
      Tranquilla Dani, corri a Ferrara, facciamo mettere le sbarre a cappelletti e cappellacci!
      Buona serata,
      Claudia B.

      1. hahahha la scena è esattamente quella che hai immaginato 😀
        Si, effettivamente dalla foto sembrava che avesse un ripieno ma è invitante uguale! La vedova? 😀 Mi piace perchè è lascia intendere che quando uno dei due consorti schiatta è sempre l’uomo hahahahahahh!
        Che spasso a dare i nomignoli al cibo, lo rende ancora più appetitoso!
        Adesso vorrei andare a Ferrara solo per il gusto di dire: “mi dia mezzo chilo di coppiette da servire con salama e un paio di vedove da servire con salame” 😛
        Sono pessima lo so! 😀

        1. Fammi sapere quando vai a Ferrara Dani, che io vengo su col mio smartphone\televisore, per filmarti mentre fai l’ordinazione 😉 Qualcosa mi dice che, vista l’ironia della mia regione d’origine, minimo ti farebbero un monumento da mettere in Piazza Castello. Che, a quel punto, diventerebbe Piazza Orsa. Perché, ormai lo dovresti aver capito, in Emilia Romagna siamo tutti timidi…
          Comunque, per inciso, anche a me piace molto questa cosa della vedovA: lo dice anche la storia culinaria di Ferrara, siamo destinate a reggere le sorti del mondo da sole, ahahahahah!
          Bacioni,
          Claudia B.

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