Mercatini di Natale tra i borghi del Trentino

Un freddissimo e nevosissimo venerdì di dicembre 2010, ci siamo messi in auto, per raggiungere il Trentino e visitare i Mercatini di Natale, dopo aver convinto Daniele-Grinch a chiedere una giornata di ferie, ed aver fatto anche io la stessa cosa.
Non è stato semplice distogliere il mio verde maritino dal suo verde (letteralmente) lavoro: ragazzi, non sto scherzando, per qualche strano scherzo dell’accanito karma, lavora per un ditta il cui nome inizia per Green… Nemmeno farlo apposta, nemmeno in mille anni!
Ma, tralasciando questi attimi di puro colore, torniamo a noi, a quei due giorni rapidi ma assolutamente meravigliosi, una vera fuga nel Natale che, nonostante le preoccupazione per il maltempo, da parte dei nostri genitori (“Ah, vi mettete per strada così? In queste condizioni? Ma come, partite lo stesso? Volete rischiare per soli due giorni?” cit. da genitori), sono stati perfetti e magici. Sarò onesta: mi ritrovo spesso a pensare a quei momenti, nonostante siano passati cinque anni.
Perciò, se avete un pò di tempo a disposizione, vi invito a sognare con me, partendo per i Mercatini di Natale di Arco, Rovereto, Trento, Levico Terme e Pergine Valsugana.
Arriviamo presto in Trentino, dopo aver percorso un’autostrada semi- deserta, pulita perfettamente, circondati da allegri fiocchi di neve e giocando a sasso-carta-forbice, per ammazzare il tempo. Niente commenti, ognuno fa quello che può, per combattere la noia.
Dedichiamo la mattina alla visita dei mercatini natalizi di Arco, prima, e di Rovereto, poi. Entrambe le cittadine sono accoglienti, molto caratteristiche, due centri deliziosi in cui si può staccare la mente ed immergersi nell’atmosfera natalizia, aiutati anche dalla neve che cade copiosa e dal fatto che, essendo oggi venerdì, non ci sono quasi turisti, ma solo abitanti che si godono il loro splendido mercatino. 
Anche noi ci lasciamo coinvolgere in questa pacata passeggiata, persino Daniele-Grinch: in realtà, lui preferisce fermarsi ad osservare le vetrine dei negozi e, generalmente, cammina ad una distanza di sicurezza di un metro e mezzo dai banchi dei mercatini. Il furbo pensa che io non abbia notato questo particolare, ma si sbaglia, nulla sfugge a Claudia-Fatina del Natale! 
Di Arco amiamo particolarmente l’eleganza dei viali del centro storico, con edifici dai colori sgargianti e tante belle decorazioni natalizie; poi il piccolo mercatino, con tanti dolciumi, prodotti artigianali, oggetti in stoffa e in legno, ghirlande o pendenti ricercati, che circonda la mole della Collegiata rinascimentale dell’Assunta, in Piazza 3 Novembre, su cui domina anche la Rocca di Arco. E’ un allestimento semplice ma di impatto!

Arriviamo a Rovereto sotto una nevicata sempre più copiosa, troviamo a stento un posto per l’auto e ci avviamo nel bel centro storico.

La neve ha invaso piazze e stradine, creando un silenzioso manto, mentre il ghiaccio ha disegnato forme astratte su fontane, sedie e tavoli. E’ una città ricca di monumenti, molto bella, dove nulla è lasciato al caso, tantomeno le meravigliose decorazioni natalizie.

Prima di visitare il Mercatino di Natale, facciamo un giro per il centro storico: ha scorci così caratteristici che, il fatto di trovare perlopiù tutto chiuso per la pausa pranzo, non ci disturba minimamente, oggi vogliamo seguire il ritmo lento della neve, senza correre fra una visita e l’altra, godendoci esclusivamente questa meravigliosa cittadina rinascimentale, nel suo insieme.

L’evento natalizio di Rovereto è conosciuto come “Natale dei Popoli”, accoglie artisti ed espositori da tutto il mondo e vuole essere un punto di incontro fra culture; non è un caso, considerando che dialogo, pace e accoglienza, sono da sempre valori fondamentali per la città.

Ci sono diversi punti di allestimento ma, il più importante, è quello di Via Roma, con tante casette che espongono prodotti artigianali di ogni tipo. Lo visitiamo respirando il profumo della neve, misto a quello di vin brulè e cioccolata.

E’ una sensazione molto rilassante ed avvolgenteVorremmo pranzare al mercatino, ma il freddo ha la meglio su di noi, così entriamo in una pizzeria al taglio per scaldarci e mangiare delle ottime focacce e pizzette, calde e fragranti.

Prima di andarcene, facciamo ancora quattro passi fra le bancarelle (Daniele-Grinch, stai attento perchè potrebbero aggredirti, cammina ancora più distante!) e ci spingiamo fino a Piazza Erbe dove, ancora chiuso, troviamo il Mercatino dei Bambini, con la deliziosa Casetta dei Racconti e, soprattutto, la cassetta della posta di Babbo Natale!

Io, ovviamente, non perdo occasione per farmi immortalare con il vivace box anzi, se avessi dietro la mia personale letterina, la imbucherei di certo. Daniele-Grinch accetta di scattare la foto, in un misto di verde acido e sghignazzata poco gentile… insensibile!
Nel primo pomeriggio partiamo per Mattarello, una minuscola frazione che si trova nelle colline sopra Trento, dove abbiamo prenotato il pernottamento in una residenza nobiliare del XVII secolo, Villa Bertagnolli.
Ci mettiamo un pò ad arrivare, perchè la nevicata è intensa e, per quanto in Trentino siano scrupolosissimi con la pulizia delle strade, in alcuni punti stanno intervenendo in questo momento. 
Arriviamo in una zona panoramica con, alle spalle, filari a perdita d’occhio di viti, che risaltano sul bianco accecante della neve e, dopo aver attraversato un caratteristico vialetto, ci troviamo davanti ad una struttura incantevole.
Veniamo fatti passare attraverso gli accoglienti ambienti comuni, attraversiamo sale vaste, coperte da volte, che vengono utilizzate per le grandi occasioni; poi salette più intime e raccolte, delle vere chicche, dove consumare cene da sogno.
Una scalinata di pietra, come quella su cui correvo da bambina, nella vecchia casa dei miei nonni, collega il pianoterra alle stanze del primo piano, tutte accoglienti, calde e pulitissime, arredate con uno stile rustico che, ancora una volta, non può non ricordarmi la vecchia casa dei nonni!

E’ un salto nel passato che mi colpisce profondamente. Mi fa sentire coccolata e protetta, come quando ero piccola: le travi e il pavimento in legno massiccio, i letti antichi, i pizzi ovunque e le ceramiche a decorare le nicchie ricavate nelle spesse mura, tutti elementi che mi prendono per mano, portandomi alla mia infanzia.

Vogliamo vedere Trento ed il mercatino questo pomeriggio perciò, visto che siamo davvero vicini, ci prepariamo e andiamo in centro, per terminare la giornata avvolti completamente dallo spirito natalizio. Si, anche Daniele-Grinch.
E non avremmo potuto scegliere meglio, davvero. E’ un sogno quello che ci dà il benvenuto in Piazza Fiera, dove fanno bella mostra di sè le allegre casette di legno, ricoperte da un manto zuccheroso di neve, un numero infinito di prodotti artigianali davvero di prim’ordine, giuro fra i più belli che ci è capitato di vedere e, sparse ovunque, tante punte di pino che allietano l’ambiente.

E, ancora, profumi buonissimi nei punti ristoro, dove si raccolgono anche diversi cittadini, mano a mano che termina la loro giornata lavorativa. Non ci sono folle di turisti, non ci sono persone che corrono o gridano; c’e’ unicamente la neve che continua a cadere, attutendo i rumori e lasciando passare solo musiche natalizie in filo diffusione e qualche lontana risata.
Nel frattempo la luce sta calando sempre più rapidamente, lasciando il posto alla serata bianca e lucida di neve, su cui spiccano le migliaia di luci natalizie e lo spettacolo delle decorazioni; le mura merlate di Piazza Fiera, le uniche rimaste dell’antica cinta duecentesca, prendono vita grazie alle luminarie e, i vicoletti interni su cui si affacciano, sembrano un romantico passaggio fuori dal tempo.

Anche i viali della bellissima cittadina, sono una scoperta continua: ricercati ed eleganti, una presentazione splendida per noi, che la vediamo per la prima volta, ma anche per gli stessi cittadini, che si spostano affascinati e allegri sotto la copiosa nevicata. Sembriamo tutti bambini, un pò pazzerelli ed entusiasti della neve e delle belle luci che ci circondano.
Dato che è ora di merenda, entriamo in una pasticceria del centro, dove ci coccoliamo (e coccoliamo anche il nostro colesterolo) con torta al cioccolato e cioccolata fumante: oggi vogliamo comportarci da piccoli monelli fino in fondo, anche con cibi che ci avvicinano all’atmosfera di festa che ci circonda… e che sta lentamente condizionando anche Daniele-Grinch.
Proseguiamo per quella meraviglia architettonica che è Piazza Duomo, su cui si affacciano case mirabilmente affrescate, l’imponente Cattedrale di San Vigilio e la Fontana di Nettuno del XVIII secolo, edificata per “salute e decoro della città”.

Quello che già sarebbe bello in qualunque stagione, ora è esaltato da un soffice tappeto bianco intatto, un cielo blu cupo che continua a soffiare morbidi fiocchi di neve, e luci caleidoscopiche che disegnano forme astratte sugli edifici, dando l’idea di trovarsi in quadro.

E’ talmente bello che, prima di visitare il duomo, ci perdiamo a calpestare neve immersi in un ambiente quasi deserto, dove possiamo veramente trasformarci in bambini giocherelloni.

Resta il fatto, però, che non abbiamo le arterie forti di giovani ed innocenti creature quindi, ormai ghiacciati, entriamo nella Cattedrale romanica di San Vigilio, per ammirarne gli interni.

Se c’e una cosa che amo degli edifici storici, in inverno, quando il buio innevato crea una tonalità tutta sua, speciale, che riversa anche negli interni attraverso le finestre, è proprio la sensazione di luminosa accoglienza che si prova nelle antiche cattedrali.
C’è una luce unica, che non trovi negli altri periodi dell’anno, ma esclusivamente in inverno, con la neve. Ci troviamo in un imponente ambiente composto da tre navate, con sinuose colonne a fascio ma, ciò che cattura subito l’attenzione, è il sontuoso baldacchino barocco dell’altare maggiore. Peccato non sia ancora pronto il presepe, che stanno allestendo con grande cura.
Usciamo nella serata ormai buia e sempre nevosa ma, invece di tornare al parcheggio, ci prendiamo ancora una mezz’ora per passeggiare nella bellissima città, senza meta, per il solo piacere di goderci un luogo suggestivo, senza correre (e vorrei pure vedere, con tutta questa neve, sai gli scivoloni!), senza imposizioni. Che pace…
Inizialmente avevamo pensato di trovare un ristorantino caratteristico e cenare qui in centro. Ma, vista la meravigliosa struttura che ci ospita e la nevicata sempre più forte, torniamo volentieri a Mattarello per consumare una romantica cenetta in villa.
Mentre fuori la tempesta di neve continua a coprire il mondo di un soffice manto, ci accomodiamo in una saletta deliziosa, piccola ed intima, coperta con volte e decorata con oggetti in rame che riflettono la luce fioca e calda delle candele sui tavoli e delle lampade; finestrelle dai vetri smerigliati, sul cui davanzale interno ci sono tante decorazioni; cibi ottimi; poche persone che chiacchierano a bassa voce, senza disturbare gli altri, in modo tale che tutti possiamo godere della compagnia della persona con cui stiamo cenando. Una serata semplice, ma di quella semplicità che ci si porta dietro per tutta la vita, come idea di perfezione e gioia.
∞♦∞
Se ieri è stata la neve a farla da padrona, questo sabato mattina il maltempo ha lasciato il posto al cielo azzurro e al sole splendente.
Il panorama che ci aspetta quando ci mettiamo in auto, dopo aver gustato la colazione in una deliziosa dependance della villa, arredata con grande stile, è da cavare gli occhi: la vallata di Trento imbiancata, così come le montagne e i filari di viti, il tutto inondato dal sole brillante, ci tolgono il fiato. 
Seguiamo una stradina interna meravigliosa, con paesaggi mozzafiato che ci portano a fare frequenti soste fotografiche, prima di raggiungere Levico Terme.

Qui, dopo che Daniele-Grinch ha trovato uno dei pochi parcheggi disponibili (non so esattamente come ci riesce…probabilmente, lancia un raggio verde accecante alle persone che cercano un posto libero, in modo che non occupino quello che ha puntato lui), entriamo nello scenografico Parco Secolare degli Asburgo, per visitare l’incantevole Mercatino di Natale.

Passeggiamo fra i vialetti innevati sormontati da abeti immensi, lungo i quali le casette del mercatino espongono un numero infinito di prodotti bellissimi e fragranti leccornie; in mezzo agli alberi spiccano l’azzurro acceso del sole e degli imperiali edifici, mentre la musica natalizia ci accompagna da una parte all’altra della meravigliosa location.

Con un fumante bicchiere di vin brulè in mano (io) e cioccolata bollente (Daniele Grinch), scopriamo ogni casetta del mercatino, fino a raggiungere il recinto degli animali.

Vista la bella giornata, decidiamo di fare un caratteristico giro in calesse per le vie di Levico e all’interno del parco, anche negli angoli un pò più isolati rispetto alla manifestazione: è una cosa divertentissima, un modo davvero gradevole sia per gli adulti, che per i bambini, di rendere speciale una giornata pre-natalizia già perfetta!

Quando scendiamo dal calesse, troviamo un comodo tavolone di legno, ben soleggiato, comperiamo dei caldissimi hot dog e ci sediamo per consumare il nostro pranzo, lasciandoci inondare dai raggi del sole. 
Prima di ripartire facciamo anche una passeggiata nel centro storico di Levico Terme, che abbiamo visto sommariamente passando in calesse.

E’ un polo turistico e termale di grande rilevanza, un’accogliente cittadina e ci sono molti turisti, che approfittano delle numerose proposte ed eventi qui in città, dalle terme, allo sci, ai mercatini, per trascorrervi le loro vacanze.

Lasciamo Levico alla volta di Pergine Valsugana, antico e caratteristico borgo, vicino al Lago di Caldonazzo, su cui domina l’imponente mole della Rocca di Pergine.

Il centro storico, piccolo ma davvero bello ed elegante, si raccoglie attorno a Piazza Municipio, dove parte anche il trenino che permette di visitare in modo giocoso il mercatino.
Bellissime le decorazioni che accompagnano l’evento, dalle pile di cassette piene di erica, legna e rami di pino, che immettono alla zona riservata alle casette di legno, all’albero di Natale gigantesco, alle mille lucine in ogni angolo del centro.

E i prodotti ricercati del mercatino, che conquistano grandi e bambini. Qui la manifestazione continua per tutta la serata, con fuochi d’artificio e musica in piazza, sia per gli abitanti che per i visitatori ma noi, purtroppo, dobbiamo partire.

A volte, quando si avvicina l’Avvento, mi chiedo quanto sarebbe bello poter vivere l’intero periodo in questi paesi e città, dove il Mercatino di Natale viene vissuto totalmente, ogni giorno, come parte stessa della vita dei cittadini.

Mi ci vedo, dopo una giornata di lavoro, uscire con mio marito per bere un vin brulè dopo cena, mentre le lucette scintillanti, brillano intorno a noi e le persone si fermano per scambiare qualche parola allegra. Un sogno…(E, per puro diletto, vi farei vedere la faccia di Daniele-Grinch, ogni volta che pavento una tale ipotesi!!!).

Claudia-Fatina del Natale e Daniele-Grinch

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