Idee per un viaggio in USA: itinerario e aspettative

A stento credo sul serio che stia per succedere a me. Poteva trattarsi della destinazione di qualunque altra persona sulla faccia della terra, ma non della mia. Eppure, tra un mese e nove giorni (che non sto assolutamente contando), partirò per il mio primo viaggio in USA. Accompagnata come sempre dalla seconda metà del blog, il buon Daniele, che mai avevo trovato tanto gasato all’idea di salire su un volo intercontinentale. Il che mi spaventa non poco. È destabilizzante non litigare in previsione della prenotazione di un volo, soprattutto se a lungo raggio. Sembra esserci qualcosa di sbagliato.

Eppure, se ritorno con la mente alla mia infanzia, quando sognavo ad occhi aperti il New England narrato negli episodi della “Signora (te lo do io il giallo) Fletcher”, capisco che l’attesa di questo viaggio in USA, è quanto di più giusto possa esserci. Una sorta di cerchio che va a chiudersi su una promessa fatta a quella bambina. Con orgoglio alzo gli occhi al cielo, che tra un mese e nove giorni ospiterà l’A380 di Emirates su cui viaggerò, per dire: aspettami, sto arrivando!

Chi mi segue da un po’ sa che non amo particolarmente i post pre-partenza. Non ne ho mai scritti. Non so nemmeno se sono in grado di farlo. Il viaggio mi piace raccontarlo una volta vissuto. Anche perché per me è difficile esprimere qualcosa che non ho personalmente sentito sulla pelle. Ma, da quando ho annunciato questa partenza per gli USA, tante persone hanno iniziato a fare domande sull’itinerario lungo la costa est degli Stati Uniti, che seguiremo in circa venti giorni. E mi sono detta che si, del percorso e delle tappe posso parlare. Magari completando il tutto con qualche gentile suggerimento da parte vostra, cari lettori, che potrete lasciarmi idee e pensieri in base alle vostre esperienze. Sia chiaro, però: non vi venga in mente di stravolgermi tutto! Perché altrimenti mi mettete in crisi (si, vi voglio bene anche io).

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Viaggio in USA ad agosto.

Posso ringraziare la mia lungimiranza, che qualcuno in passato ha definito tedesca, se oggi la parte tecnica relativa al viaggio in USA è perfettamente sistemata. Perché gli ultimi mesi di blogging mi hanno impegnata in maniera totale, tanto da non riuscire a lavorare ulteriormente all’organizzazione.

Fortunatamente, tra Gennaio e Febbraio ho compiuto i passi più importanti: prenotazione del volo e del parcheggio a Malpensa, assicurazione sanitaria USA, noleggio auto, scelta degli hotel nel New England e, soprattutto, nella temutissima Nuova York. Di recente ho spuntato le ultime voci della lista, richiedendo l’Esta, disavventura di cui devo assolutamente parlarvi, la carta di credito e facendo domanda per la patente internazionale alla Motorizzazione Civile. Devo dire che anche per quanto riguarda le visite a New York è tutto predisposto, grazie ai New York City Pass e a una crociera serale sul fiume Hudson. Peccato che non abbia idea di come suddividerle, queste visite…

Ansie da viaggio in USA, tantissime. Ogni giorno vengo assalita da una sorta di blocco mentale, in cui lottano ad armi pari attesa e terrore che qualcosa vada storto. Anzi, mica tanto pari queste armi: la seconda vince sempre. Soprattutto con gli incubi notturni, quelli che mi vedono arrivare in aeroporto senza passaporto, senza soldi, senza reflex. Eppure, quando mi rendo conto di cosa mi attende, non posso fare a meno di sperare in un “avanti veloce”, che mi permetta di assaporare subito ogni istante di quella adorata vita da aeroporto. Possibilmente assieme a passaporto, denaro e Canon!

Terrore di non capire nulla della lingua, oltre che di non farmi capire. Panico all’idea di avere problemi con la carta di credito, di cui incolpo anche la brutta esperienza fatta lo scorso anno in Thailandia. Voglio dire: non è che io sia naturalmente disfattista, al contrario! Ma certi momenti sono difficili da dimenticare. Paura di non riuscire a giostrare al meglio le distanze notevoli di un viaggio in USA, le visite e le tappe. Insomma, se dovessi fermarmi a questi sentimenti, forse nemmeno ci salirei su quel volo!

Ma se ho imparato una cosa dopo sedici anni di viaggi, è che certo gli inconvenienti ci sono. Perché il viaggio è parte stessa della vita. È timore, è mettersi in gioco, è uscire dalla zona meglio conosciuta, per arrivare ad esistere davvero, non solo come presenza, ma con tutto il proprio essere. Le incognite sono infinite, come ogni giorno da quando si viene al mondo. Eppure, quando mi sveglio la mattina e sento quell’inebriante profumo di viaggio”, riesco solo a pensare a quanto sia immensamente fortunata. Perché forse sono nata senza avere grandi possibilità di viaggiare, eppure ho ribaltato quelle sorti ed oggi sono qui a fare del verbo partire la mia voce!

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Itinerario di viaggio in USA.

Basta sentimentalismi e ansie da prestazione, però, passiamo all’itinerario del viaggio in USA di Agosto. Quello che tanto spesso mi è stato chiesto di svelare. Che poi, detto così, sembra davvero che io debba rivelare il “terzo segreto di Fatima”. Ma la verità è che ancora risulta difficile persino a me, parlare di questo argomento credendo nel fatto che volerò negli Stati Uniti.

Ecco allora il programma di viaggio in USA, del quale vi chiedo un parere, magari anche qualche consiglio ma, come specificato nei primi paragrafi, senza esagerare nello stravolgimento! Tenete conto che tutti gli hotel sono prenotati, pensati per costituire un punto d’appoggio ottimale tra le varie tappe in New England. A prezzi ragionevoli, per essere gli Stati Uniti. Quindi non voglio cambiarli! Ma sarò grata a chiunque vorrà suggerirmi piccoli accorgimenti o soste.

  1. Malpensa-Nuova York, arrivo in serata e pernottamento.
  2. Partenza del viaggio on-the-road in New Enlgand, con tappa a Cape Cod. Pernottamento a Plymouth.
  3. Visita di Concord e Salem. Itinerario costiero serale. Pernottamento a Danvers.
  4. Partenza per il Maine, con tappe a Old York, Nubble Lighthouse, Cape Elizabeth. Pernottamento a Topsham.
  5. Visite a Pemaquid Point Lighthouse, Camden, Mt. Battie, Rockport, Boothbay Harbor. Pernottamento a Topsham.
  6. Visita a Portland, a Portland Head Lighthouse e partenza per l’Acadia National Park. Pernottamento a Ellsworth.
  7. Visita all’Acadia National Park e Bar Harbor. Pernottamento a Ellsworth.
  8. Partenza per le White Mountains. Tappe sulla Kancamagus Highway. Pernottamento a Whitefield.
  9. Visita di Sugar Hill, del Franconia Notch State Park con l’Old Man e Flume Gorge, Woodstock. Tappa panoramica a Mt. Washington. Pernottamento a Whitefield.
  10. Rientro a New York.
  11. Otto giorni pieni a Nuova York.

Pur nutrendo ancora dubbi sulla tappa numero 9, bellissima ma piuttosto impegnativa e limitante per la zona delle White Mountains, che rischiamo di trascurare, direi che il nostro itinerario negli Stati Uniti è pressoché completo. Ci riserviamo il diritto di modificare in corso d’opera le tratte che rischiano di farci correre inutilmente, perdendo lo spirito del viaggio. Ed ora scatenatevi, ma con garbo per favore…

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Viaggio in USA: New York.

Nuova York per me resterà sempre un mistero. Forse lo sarà anche nel momento in cui ci saremo strette la mano la prima volta. Vorrei fingere di essere diversa da tutti, affermando che questa infinita metropoli non abbia mai costituito un’attrattiva per me. Ma non posso.

A tal riguardo voglio raccontarvi un aneddoto. Ero ancora alle elementari (secoli or sono), quando per la prima volta ho iniziato a desiderare questo viaggio: New York con i suoi grattacieli e il misterioso quanto emblematico New England. Eppure, nel corso degli anni, qualcosa mi ha distolta da New York. Non è che l’interesse da parte mia non ci fosse ma, la metropoli che mi aveva incantata da bambina, era finita in fondo alla lista dei luoghi da vedere.

Ad un certo punto è successa una cosa. Chiamatelo segno, “telefonata intercontinentale”, oppure cattiva digestione, fatto sta che ho iniziato a sognare ripetutamente Nuova York. Tanto da arrivare a chiamarla amichevolmente con questo appellativo semi-italiano. Più io mi allontanavo da lei, più lei si avvicinava a me. Capirete che, nel momento in cui mi sono ritrovata a sognare ogni notte di partire per New York, affrontando perenni viaggi intercontinentali, qualcosa in me è scattato. Dovevo raggiungerla. E che sia un caso o meno, ho smesso di sognare in maniera massiccia “The Big Apple”, solo quando ho avuto la certezza che ci sarei andata. Lei mi ha teso la mano: il passo successivo tocca a me.

Non ho ancora un itinerario da seguire a New York, suddiviso sugli otto giorni di permanenza. Devo dedicarmici senza ulteriori proroghe. I numerosi blog di viaggio letti finora, mi hanno dato un sostanzioso aiuto nella scelta delle tappe. Come incastrarle senza massacrarci, sta a me e Daniele deciderlo. Sarà la prima volta a New York, pertanto vogliamo vivere la città. Si a musei, ma non ad intere giornate rinchiusi, perché l’anima di Nuova York è anche e soprattutto fuori.

Non sono pronta a parlare con esattezza di Lei. Di come ci vivremo. Al contrario del New England, la “Grande Mela” mi sta dando filo da torcere. È come se avessi timore di bruciarmi le aspettative che ho su di noi. Non solo su di Lei, perché questo è un evidente rapporto a due.

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Partire per un Viaggio in USA.

Nei prossimi mesi, dopo il rientro, vi prometto post approfonditi sul nostro primo viaggio in USA, con consigli dati dall’esperienza. Oggi sentivo il bisogno di esternare le mie aspettative sconnesse, in questo post pre-partenza, che mi ha permesso di mettere nero su bianco l’itinerario negli Stati Uniti, le paure, le emozioni… il passaporto dimenticato degli incubi! E poi ci si chiede perché lo tenga già pronto sul bancone della cucina.

Partire per questo viaggio in USA, come per un qualsiasi viaggio, è un atto di fede e rinuncia. Fiducia (e speranza a vagonate) affinché tutto vada bene. Rinuncia perché l’investimento economico, soprattutto in pieno Agosto, è notevole. Ma se devo dire le cose come stanno, non c’è stato un secondo, un solo istante, in cui abbia rimpianto un euro o dollaro speso. Perché viaggiare è un investimento in salute mentale, anche di fronte a tante rinunce che, insieme, costituiscono un obiettivo raggiunto.

Claudia B. in collaborazione con myusa.it

10 Commenti

  1. Farete un viaggio bellissimo! Io mi sono innamorata del New England, dei suoi paesaggi, dei suoi fari. Se posso azzardare un consiglio, non farti mancare un whale watching quando sei a Cape Cod. Rimane ancora tra le emozioni in viaggio più grandi della mia vita 🙂 Ti auguro la serenità per goderti al 100% questa fantastica opportunità. Ciao Claudia!

    1. Eccome se puoi azzardare questo consiglio! Ti dirò di più Alessia: devi! E noi lo seguiremo. Siamo indecisi solo sul dove fare l’esperienza, se a Cape Cod o Bar Harbor, ma desideriamo davvero poter ammirare quei meravigliosi giganti nuotare liberi nell’Oceano Atlantico…
      Grazie mille per le tue parole Alessia, a presto 🙂
      Claudia B.

  2. Hahahahah ommioddio alla voce passi più importanti=parcheggio a Malpensa sono morta di risate. A chi lo dici, il blocco mentale lo conosco benissimo, soprattutto per sfigati come me che non possono viaggiare per più giorni e devono far entrare ottocentomilacose in 48 ore! VAI A SALEM? Che meraviglia!!!!!! E il MAINE wooow che io associo irrimediabilmente al fascino dei fari…e alle sacre scritture di S.King 😛 A proposito, hai visto che figata i tour nel Maine sulle tracce dei suoi romanzi? Cosa ti posso dire, spacca tutto Clà, ovviamente in senso figurato soprattutto sull’aereo Emirates 😀 e se riesci faresti una cosa per me? Credo che con la tua proverbiale timidezza romagnola potresti riuscirci sai? Allora tu individua una caserma dei pompieri, entri con una scusa, li agganci e ti fai una foto di gruppo con i mitici pompieri di NY! *__*
    Per il resto posso segnalarti questa cosa fighissima che hanno fatto Ale e Kiki, partecipare ad una festa a tema anni 20! Ti ci vedo benissimo in stile charleston e forse ti trovi con le date! Ti abbraccio! <3
    https://untrolleyperdue.it/jazz-age-lawn-party-new-york/

    1. Ahahahahah mi hai fatto morire dal ridere: “Con la tua proverbiale timidezza romagnola”, la dice lunga sulla mia personalità! Dani ma quindi fammi capire: io devo arrivare lì, con finta nonchalance, agganciare i fustacchioni e fare una foto? Dai, mi vergogno! Io posso anche tentare, ma sono certa che diventerei rossa… Comunque, inserisco questa nella lista di cose da fare: in caso positivo, sarai la prima a saperlo!
      Aaaaahhhhh, il buon King, amore e terrore per me! Ho letto quegli itinerari bellissimi cui alludi. E devo raccontarti il retroscena. Appena ho saputo che “It” è stato liberamente ambientato in una località si immaginaria, ma ispirata ad una cittadina molto vicina a dove soggiorneremo noi, mi è venuto un attacco di panico acuto. Il mio noto coraggio, infatti, mi vede da sempre terrorizzata da questo libro\film, sin da quando l’ho visto la prima volta negli anni Novanta. Quindi si, spaccherò tutto, ma di grida!
      Adesso vado a sbirciare il post sulla festa anni Venti: sono troppo curiosa! Vedo già Daniele cadere mentre accenna un passo di danza 😉
      Un abbraccio Dani, buona serata!
      Claudia B.

  3. Ah che bello Claudia 🙂 8 giorni a NYC la mia città del cuore! siamo già stati 3 volte ma é sempre come la prima….prima o poi dobbiamo ritornare, intanto seguirò voi.
    buona giornata
    paola

  4. Mamma mia Claudia non sai quanto ti invidio! Come said New York insieme a Londra è la mia città del cuore, infatti lo scorso anno per il mio compleanno sono stata a lungo indecisa tra Mosca e NY e poi alla fine ho scelto Mosca ma solo perché non c’ero mai stata. Ma Nuova York (come dice anche la mia nonna 😉 è speciale, vedrai che ti piacerà. Il mio consiglio è quello di non farti programmi o tabelle troppo rigide, perché è una città dove è bello passeggiare e improvvisare. E se avete tempo dedicate una giornata a Brooklyn, merita davvero (ti consiglio un ristorante che mi piace un sacco che si chiama Vinegar Hill House).
    Per il resto dell’itinerario non ti so dare opinioni perché purtroppo non ho ancora avuto occasione di fare quell’on the road, quindi vi seguirò con molto interesse!
    Portatemi con voi!!!!

    1. Silvia ricordo ancora quando, qualche tempo, fa, tu stessa mi chiedesti di svelare l’itinerario. E dell’amore infinito che ti lega a Nuova York (grande la tua nonna!). Così ho colto la palla al balzo e ne ho parlato molto volentieri!
      Non è il genere di post a cui sono abituata, ma è stato terapeutico parlare del viaggio in America: l’ha reso più reale. Più vicino.
      Sai che accolgo con estremo piacere questi tuoi suggerimenti? Molto, molto, molto piacere. Brooklyn e il ristorante sono già segnati sulla guida. E per quanto riguarda il fatto di non fare programmi serrati, ho avuto voglia di abbracciarti appena ho letto queste parole. Userò solo una suddivisione sommaria delle aree, per avere idea di “cosa è dove”, ma per il resto libertà e decisioni giornaliere.
      Mi chiedo se non sia questa necessità di libertà, che mi abbia portata a procrastinare tanto nella pianificazione…
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  5. Oggi così, caffè del pimo mattino e post di Claudia al posto del quotidiano. È un sogno NY. Capisco le ansie ma abbi fiducia. Ne sei sempre uscita fuori. Vedrai, quando arriverai là penserai che stai sognando il tuo sogno, che non sia vero. Su NY chiedi quello che vuoi quando vuoi. Per il resto sono curiosissima. Mi farai venire voglia di tornare per recuperare il New England, vedrai!😘

    1. Mi fa piacere averti fatto compagnia durante la colazione Tizzi! Tu sai quanto io sia emozionata e tesa per questo viaggio. Il rincorrere un sogno fa spesso questo incedibile e devastante effetto. Ci aspettiamo da così tanto tempo… per cui non riesco a contenere le emozioni, a controllare paure e gioie.
      Ti stresserò fino all’ultimo giorno, amica mia!!!
      Grazie bellissima,
      Claudia B.

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