Incantevole terra d’ Ungheria: itinerario di sette giorni

L’Ungheria è una terra sorprendente e magica. Non avremmo mai pensato fosse un luogo tanto affascinante.
Abbiamo intrapreso questo magnifico viaggio in pullman, nell’agosto del 2006, eppure ancora oggi ho negli occhi le immagini di quei luoghi.
Ricordo il verde smeraldo della campagna, punteggiata di paesini. Le meravigliose cittadine barocche, come Sopron Gyor, ricche di storia ed arte. I palazzi sontuosi di Festetics, Godollo ed Eszterahzy, che riecheggiano un glorioso passato imperiale. Paesini da fiaba, come Sant’Andrea ed Holloko, che rivivono tutto il loro antico splendore. L’immensa Valle Domnyvolgy, dove i mandriani ungheresi accolgono i turisti nella meravigliosa tenuta dei fratelli Lazar. Le abbazie barocche, collocate in affascinanti contesti paesaggistici, come Tihany, sul Lago Balaton, o Pannonhalma che domina la pianura sottostante, in tutta la sua imponenza (di questo itinerario on-the-road, ho scritto qui).
Infine Budapest, una capitale estremamente moderna ma ancora innegabilmente legata al proprio passato, sia quello imperiale che bolscevico, così come al proprio presente capitalista. Una città veramente bella, che porta, però, tutte le cicatrici di ciò che è stata.
Il nostro viaggio inizia da Sopron, situata nella parte nord-occidentale dell’Ungheria. Il centro storico ha il suo nucleo principale in Piazza Fo Tér, con al centro la bella colonna barocca della Santissima Trinità, del 1701, innalzata in memoria della fine della pestilenza. Sulla piazza sorgono importanti edifici, come Casa Fabrizius sede del Municipio, Casa Stornò una delle più antiche, oggi museo, Casa Lockner dimora del sindaco. La piazza è gremita di persone che si rilassano nei bar all’aperto, ma anche di turisti che, come noi, passeggiano per il centro.
Entriamo nel meraviglioso Duomo di San Giorgio, un gioiello del barocco. Proseguiamo la visita guidata con la Chiesa Francescana, del 1280, detta anche della capra, perché pare sia stata costruita grazie al tesoro trovato dal pimpante animaletto.
Le vie della cittadina sono tutte da scoprire, dato che vi si affacciano palazzi estremamente importanti, come ad esempio l’edificio in qui il compositore Franz Liszt diede il suo primo concerto. Oppure la casa del pastore dei Luterani, con la chiesa. Poi, ancora, la neogotica Chiesa delle Orsoline, la Torre del Fuoco, e l’antica Sinagoga utilizzata fino al XVI secolo, quando la comunità fu bandita dalla città di Sopron.

In tarda mattinata proseguiamo verso Fertod, dove sorge il meraviglioso Palazzo Esterhazy, antica residenza di caccia, trasformata in una sontuosa residenza barocca attorno al 1750, per volere di Michele I Esterhazy. Scopriamo, con un po’ di disappunto, in realtà, che non è stata prenotata la visita guidata degli interni, pertanto la sosta è puramente fotografica. Peccato!
Nel pomeriggio ci rechiamo a Gyor, una delle più importanti città dell’Ungheria. Il centro storico è superbo e, come già abbiamo notato a Sopron, curatissimo. La visita guidata parte dall’esterno della Chiesa dei Carmelitani. Attraverso vicoli e piccole piazze poco frequentate, passiamo da quella che fu la casa del condottiero Napoleone Bonaparte, per proseguire verso il palazzo vescovile e la Basilica di Santo Stefano, meraviglie architettoniche ricostruite dopo l’incendio, in stile gotico e barocco. Rimaniamo abbagliati dall’opulenza degli interni in marmo, con splendidi dipinti e stucchi dorati.

Proseguiamo la nostra passeggiata lungo i viali dalle case colorate, fino alla piazza che ospita la barocca chiesa benedettina intitolata a Sant’Ignazio di Loyola. La visita guidata finisce sul ponte cittadino, da cui è possibile vedere l’intersezione dei tre fiumi che passano da Gyor: Danubio, Raba e Rabca.
Il resto del pomeriggio lo trascorriamo passeggiando per negozi, gustando un buon gelato per rinfrescarci, dato che l’Ungheria è una terra piuttosto calda!
Il nostro albergo è proprio in centro, abbiamo una bella stanza affacciata sul viale principale e sul Municipio, vero trattamento vip. La sera ci attende una cena magnifica nel ristorante dell’hotel, che ha accolto molti personaggi famosi. Vista la posizione privilegiata, decidiamo di uscire, con alcuni compagni di viaggio, per un’ultima passeggiata lungo i viali illuminati della città.

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Questa mattina ci attende la visita ad uno dei siti storici più antichi di tutta l’Ungheria: l’Abbazia benedettina di Pannonhalma, con la sua Basilica, la cripta, i chiostri, il refettorio e, soprattutto, la monumentale biblioteca.
L’Abbazia sorge su un colle a ridosso della città, pertanto si può godere di un bellissimo panorama sulla vallata. Fu costruita attorno all’anno 1000, per volere del principe Gèza, figlio di re Stefano, il quale donò beni e proprietà al monastero.

La chiesa, in stile gotico, fu intitolata a San Martino di Tours ed inaugurata proprio in occasione della festa del Santo.

Passiamo davanti alla monumentale Porta Speciosa che, nel medioevo, costituiva l’ingresso principale attraverso il bel chiostro.

Ma, vera perla del luogo, soprattutto per chi come me ama la lettura, è senza dubbio la biblioteca. Imponente e luminosissima, sormontata da una volta di stucchi e affreschi, presenta pareti completamente ricoperte da circa 360.000 volumi. Un vero incanto!

Prima di andarcene, ci fermiamo al negozio dell’Abbazia, dove acquistiamo alcune bottiglie di vino della zona.

In tarda mattinata proseguiamo per Budapest (di cui ho scritto qui), che visiteremo subito dopo pranzo. Questa città nasce a tutti gli effetti nel 1873, con la fusione di Buda, Obuda e Pest. È una città piena di musei, di edifici religiosi, hotel ed edifici termali, palazzi importanti, giardini, piazze, viali pieni di negozi.
Iniziamo la nostra visita dal Bastione dei Pescatori, una struttura in stile neo-gotico, che sorge sul colle del Castello di Budapest. Il nome deriva dalla corporazione dei pescatori, che aveva il compito di difendere questo tratto di mura.

Da quassù si può ammirare il Danubio e tutta la zona di Pest con, in primo piano, il bellissimo edificio del Parlamento che riecheggia quello di Westminster.

Nello slargo tra i bastioni e la Chiesa di Mattia, è posta la statua equestre di re Stefano. Proseguiamo la visita proprio con la Chiesa di re Mattia, intitolata all’omonimo re d’Ungheria.

Edificata tra il 1255 ed il 1269, fu in seguito ristrutturata in stile neogotico. È un edificio storicamente di grande importanza, in quanto re Mattia vi si sposò due volte, inoltre vi furono incoronati Francesco Giuseppe d’Austria, marito di Sissi (i troni di entrambi sono ancora conservati all’interno) e Carlo IV.

Assolutamente da visitare il pregevole interno a tre navate completamente ricoperte da affreschi e splendide vetrate.

Risaliamo in pullman e ci spostiamo verso la Cittadella sul Monte Gherardo, da cui si domina un indimenticabile panorama su Buda, Obuda, Pest e l’isola di Margit. Nata come fortezza, dopo il Compromesso del 1867 si decise di demolirla, fino a quando, in epoca moderna, gli ungheresi pensarono di farne un’attrazione turistica, con ristoranti e caffè.

Ultima tappa, per oggi, è la monumentale Piazza degli Eroi, del 1896, che si trova proprio alla fine del bellissimo viale Andràssy.

Sul piazzale sorgono il Museo di Belle Arti, il Palazzo delle Esposizioni e il Monumento del Millenario, con le statue dei capi delle sette tribù che fondarono l’Ungheria nel IX secolo, e altre che rappresentano la storia della Nazione.  Proprio di fronte a questo monumento, si trova la lapide al Milite Ignoto.

E’ ormai tardo pomeriggio quando ci dirigiamo in hotel, dove trascorriamo una gradevole serata.

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Anche questa nuova giornata la dedichiamo alla scoperta della capitale dell’Ungheria. Iniziamo con la visita alla neo-rinascimentale Basilica di Santo Stefano, iniziata attorno al 1850 e consacrata nel 1905.

Una visita imperdibile! L’interno è completamente ricoperto di marmi e stucchi dorati, la pianta a croce greca è sormontata da un’imponente cupola centrale. In una teca ben protetta, è conservato e venerato il braccio destro di re Stefano.

A metà mattinata ci dirigiamo verso Sant’Andrea, un piccolo centro vicino a Budapest, che sorge proprio sull’ansa del Danubio.
Sant’Andrea è senza dubbio un centro molto turistico e per turisti, con negozi di prodotti tipici, bar, ristoranti. Ma è comunque una visita molto piacevole e rilassante.

Il centro, abitato già in epoca romana, è molto grazioso, caratterizzato da piccole casette colorate.

Dall’inizio del XX secolo, i pittori ungheresi vivono in questa oasi di grande ispirazione.

È anche un importante centro della comunità ortodossa, di cui visitiamo la chiesa. Passeggiamo lungo i bei vicoli affollati, soffermandoci a guardare i negozi, gli scorci e, in particolare, la panoramica sul fiume. Subito dopo pranzo rientriamo in città.

Io e Daniele decidiamo di non visitare il Parlamento ungherese, seppure con dispiacere. Preferiamo approfittare del poco che abbiamo tempo a disposizione, per conoscere un po’ meglio Budapest, attraverso i suoi viali e le sue comunità religiose.

Visitiamo la Chiesa serbo-ortodossa edificata tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700, di cui apprezziamo molto le meravigliose e preziose icone.
Proseguiamo attraverso i bellissimi viali centrali, con i negozi delle maggiori firme, per raggiungere la Chiesa Luterana, di fine ‘700, inizio ‘800. Classica la semplicità degli interni, privi di qualsiasi decorazione, a parte una pala d’altare.
La visita successiva è alla favolosa Sinagoga in stile bizantino-moresco, costruita tra il 1854 e il 1859. La facciata, è rivestita di splendidi mattoni policromi e dominata da due torri gemelle.

È un edificio estremamente importante, la più grande sinagoga d’Europa, che può accogliere anche 3000 persone. Gli interni sono, ovviamente, degni delle aspettative: stucchi ed affreschi, un’alta navata affiancata da loggette di legno e sormontata da una notevole volta.

Visitiamo anche l’annesso Museo Ebraico, con pezzi legati alla quotidianità religiosa, oltre che ad una sala dedicata all’olocausto. Molto interessante il Museo del Profumo e della Cosmesi, che mostra il lavoro svolto da Helena Rubistein, Estèe Lauder e Judith Muller. Infine usciamo su un cortile che ospita il cimitero ebraico ed il Memorial Park.

Percorriamo il vivace Viale Andràssy, meraviglioso quanto un boulevard parigino, su cui non solo ci sono negozi bellissimi e piazzette curate, ma anche edifici molto importanti, come il Teatro dell’Opera e le ambasciate.

Decidiamo di spingerci fino al complesso architettonico del Castello Vajdahunyad, realizzato su un isolotto al centro del Parco Civico, in occasione delle celebrazioni per il millennio d’Ungheria, nel 1896. Si tratta di 21 edifici che, su copia diegli originali, riassumono le caratteristiche architettoniche principali della storia della nazione. Ci sono anche il Museo dell’Agricoltura Ungherese e la Cappella Jàk. È davvero una passeggiata molto piacevole!

Riprendiamo il cammino dirigendoci verso l’hotel, che si trova dalla parte opposta della città. In realtà, questa è la scusa per entrare nell’anima stessa di Budapest, percorrendone i viali e le piazze, godendosi il contatto con le persone, tutte meravigliose, e le bellezze architettoniche e storiche che ha da offrire.
Passiamo attraverso Vàci Utca, uno dei viali più eleganti del centro per trovarci, poi, nei pressi dell’edificio del mercato coperto. Attraversiamo il Ponte della Libertà, eretto alla fine dell’800 in stile art-nouveau, fino al bellissimo ed elegante Hotel Gellert, il più famoso di Budapest, costruito fra il 1912 e il 1918.
Rientriamo in hotel piuttosto stanchi dopo questa lunga camminata, ma abbiamo solo il tempo per una doccia veloce perché, subito dopo cena, ci aspetta una romantica serata in battello sul Danubio. Budapest illuminata, vista dalle acque del Danubio è uno spettacolo incantevole. Il tutto reso ancor più bello dalla piacevole compagnia!

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Nuova giornata ungherese! Anche oggi ci aspetta un lungo itinerario, alla scoperta di paesaggi sublimi.

Partiamo con quello che, nel corso degli anni, è rimasto nella mia mente come il paesino delle favole: Holloko. Un borgo-museo delizioso, “Patrimonio dell’Umanità” dell’Unesco.

Il villaggio appartiene ad un piccolo gruppo etnico ungherese, i paloc, che ci accolgono con focacce calde, prodotte e sfornate al momento, e vino.
Il villaggio è stato ricostruito in maniera egregia: è costituito da piccoli cottages entrando nei quali si possono trovare persone in costumi tipici, che producono tessuti, bambole, oggetti in legno, mostrando ai turisti le varie fasi del lavoro.

Sul villaggio, i bei vicoli e la piazzetta, domina la mole imponente della fortezza. Pranziamo in una piccola, tradizionale locanda paloc, molto intima e dall’atmosfera amichevole e semplice. Nel pomeriggio facciamo una sosta fotografica a Godollo, dove si trova il bellissimo palazzo in cui soggiornò a lungo la Principessa Sissi. Proseguiamo, poi, per la verdissima e sconfinata Valle Domnyvolgy, in cui trascorriamo un po’ di tempo al Parco Equestre dei fratelli Lazar.

Gli ungheresi sono sempre stati mandriani e, in questo contesto splendido, possiamo ammirare la capacità di fusione fra uomo ed animale, con uno spettacolo equestre davvero emozionante!

Prima, però, ci vengono offerte focacce e grappa, oltre ad un divertentissimo giro in calesse, per scoprire ogni angolo della tenuta Lazar.

Dopo lo spettacolo equestre, visitiamo la rimessa dei calessi, le stalle e la bella fattoria. È un pomeriggio divertente e spettacolare, in uno scenario che rimarrà per sempre nella nostra memoria!

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Inizia il nostro ultimo giorno di visite, qui in Ungheria. Domani ripartiamo alla volta dell’Italia, perciò ci attende una giornata intera di viaggio. Ma, prima di quel momento, le bellezze da scoprire sono ancora tante!
Partiamo alla volta del Lago Balaton, il più grande lago dell’Europa centrale, tanto da essere definito il “mare ungherese”.

A metà circa, questo bacino è attraversato dalla Penisola di Tihany, sulla quale sorge una splendida chiesa barocca, fondata nel 1055 e consacrata a St. Angus, vescovo di Orleans. Nell’atto di fondazione dell’abbazia, si trovano le prime parole scritte in quella che diventò, poi, la lingua ungherese.
La chiesa superiore è una vera chicca dell’architettura barocca, con un meraviglioso pulpito ligneo, un organo che occupa l’intera larghezza della navata e una spettacolare volta affrescata. Nella chiesa inferiore si trova la tomba di re Andrea II d’Ungheria.
Dopo la visita, ci concediamo una passeggiata nella piccola cittadina di Balatonfured, piacevolissima con i suoi negozietti di souvenir allestiti all’interno di cottages ristrutturati, oltre al curatissimo lungolago pieno di cigni.

Pranziamo in una tipica csarda, un’osteria che prende il nome da una danza ungherese, ballata in genere proprio all’interno di questi locali.

Nel pomeriggio visitiamo il Castello Festetics, un palazzo nobiliare appartenente all’omonima famiglia. Gli interni sono l’emblema stesso della nobiltà e della vita signorile, così come si svolgeva fra il XVIII ed il XIX secolo. Ambienti eleganti e ricercati, giardini sontuosi che rispecchiano la grandiosità dell’architettura. Incredibilmente bella ed assortita la Biblioteca di Helikon, completamente in legno.

Terminata la visita proseguiamo per Heviz, una nota località termale ungherese dove, dopo esserci sistemati in hotel ed aver cenato, decidiamo di concederci un’ultima passeggiata serale. Trattandosi di una zona molto turistica, ci sono diverse attrattive serali, tra cui un mercatino dell’artigianato.
L’Ungheria è stata una meta di grande impatto visivo. C’e’ tanto da scoprire, ma tutto in un modo assolutamente “a misura d’uomo”, con piacere e grande tranquillità.

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Consigli utili
-Quando si pranza in una csarda, i bicchieri vengono riempiti con delle particolari pompette, con cui i camerieri lanciano il vino, come una sorta di fontanella. Ho visto scene di persone che si fanno lanciare il vino direttamente in bocca: non si fa!!! Ricordate che siete persone, non statue all’interno di una fontana.
-La grappa ungherese ha 55° e si sentono tutti. Buona eh! Ma se, subito dopo, dovete fare un giro in calesse, magari vi assale una ridarella piuttosto insistente che, insieme alla ridarella delle altre persone accanto a voi, potrebbe anche innervosire il cavallo.
-Non dimenticate di porgere i vostri omaggi ai simpaticissimi maiali pelosi ungheresi, sono davvero carini e coccolosi.

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Nota: nel 2012, ho scritto questo racconto del viaggio fatto in Ungheria nell’estate del 2006. A suo tempo l’ho pubblicato su PaesiOnLine. L’ho ripreso e sistemato, dato che parla della nostra esperienza, del nostro vissuto, del nostro viaggio. Ma l’ho ripreso soprattutto perché sapevo di aver descritto quei monti in un modo in cui, ora, non sarei più in grado di fare. Perché di esperienze di viaggio, sarebbe meglio scrivere una sola volta:quella successiva rischia, altrimenti, di essere un surrogato della prima.

Claudia B.

Per il city tour di Budapest, cliccate⇒ Cosa vedere a Budapest in due giorni
Per l’on-the-road in Ungheria, cliccate⇒ Itinerario in Ungheria: cosa vedere tra villaggi, abbazie, castelli

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