Infiorata a Mercatello sul Metauro

La tradizione dell’Infiorata è davvero antica: l’usanza di ricoprire con tappeti di fiori e petali, strade e piazze, risale addirittura al XVII secolo.
Lo so ve ne ho già parlato nel racconto Umbria, lungo la strada dei fiori, perciò non starò di nuovo a farvela lunga, sulle origini di questa incantevole forma d’arte.
Fatto sta che, soprattutto nel centro Italia, le manifestazioni legate all’Infiorata, sono numerose. Non potendoci spostare per l’intero fine settimana, in quanto Daniele è reperibile, faccio una breve ricerca online e, con grande piacere, scopro che, piuttosto vicino a noi, nella valle del fiume Metauro, ogni anno la cittadina di Mercatello sul Metauro, organizza una bella Infiorata del Corpus Domini.
E’ una zona che conosciamo mooolto bene, ma proprio tanto: prima di tutto, perchè vi si trovano splendide località, come Sant’Angelo in Vado e le vicine Belforte all’Isauro e Urbania; secondo, perchè da qui, si arriva ai Passi di Bocca Trabaria e Bocca Serriola. Motociclisticamente parlando: pura gioia!
Oggi, comunque, non possiamo spingerci fino ai due valichi, dobbiamo restare vicini il più possibile, proprio per la reperibilità di Daniele. Pazienza: io, Tuono e lo zainetto blu, cercheremo di essere comprensivi…. Non tanto per gentilezza personale, piuttosto perchè è Daniele a guidarci tutti quanti!!! 

Pranziamo a casa e, subito dopo aver riordinato, sistemo acqua e macchina fotografica nello zainetto blu, mentre il marito fa il pieno a quella sanguisuga autorizzata di Tuono: seriamente, se non lo amassimo così tanto, lo avremmo già abbandonato. Ci costa più del mutuo…La giornata è bellissima: iniziata con una di quelle albe da favola dal cielo infuocato, ad inondare l’intera Valmarecchia, tanto da ricordare un quadro espressionista, si è trasformata in un pomeriggio limpido e caldo. Essendo pieno giugno, i campi di grano sono rigogliosi ed il verde intenso e profumato.

Muoversi in moto in un tale contesto, coinvolge ogni senso. Saliamo verso San Leo, Villagrande, Pieve di Carpegna, Frontino; poi da Lunano la diretta fino al Sant’Angelo in Vado e, una volta qui, raggiungiamo rapidamente Mercatello sul Metauro, attraverso una vallata gradevolissima.

La cittadina è in fermento per la preparazione dei tappeti floreali, prima dell’inizio della processione del Corpus Domini; noi interrompiamo il silenzio assorto delle persone, con il rombo furioso di Tuono…ma non c’è cattiveria nel nostro gesto, stiamo solo cercando parcheggio!

Siamo alle soglie dell’Appennino, nelle sempre sorprendenti Marche, e Mercatello sul Metauro è un antico insediamento umbro, del XII secolo a.C., inserito dall’Imperatore Augusto, in epoca romana, nella Regio VI Umbria, ossia una delle regioni in cui egli suddivise l’Italia, nel I secolo d.C. Venne distrutta durante le invasioni barbariche e, successivamente, ricostruita dai Longobardi.

I Pontefici Celestino II e Alessandro III la dichiararono libera ed indipendente e, con Papa Gregorio IX, vennero radunate le popolazioni dei castelli limitrofi, sotto l’unica giurisdizione di Mercatello la quale, non solo assunse l’attuale nome, visto che vi si svolgevano tantissimi mercati, ma venne anche fortificata.
Nei secoli successivi, Mercatello fu controllata dal Ducato di Urbino, fino a quando, nel 1636, entrò a far parte della Diocesi di Urbania e, infine, dello Stato Pontificio.
Il percorso urbano, in cui passeggiamo oggi, si presenta con tutte le caratteristiche del paese medievale, davvero bellissimo ed inalterato nell’aspetto.

Raggiungiamo Piazza Garibaldi, il solo spazio ricavato da un intervento effettuato nell’Ottocento: elegante e sontuosamente circondata da palazzi degni di nota, come Palazzo Gasparini, il Palazzo Comunale e la Pieve Collegiata, ospita diverse persone operosamente al lavoro, per creare i disegni floreali.

Visitiamo l’interno della Pieve, ricostruita nel 1636, prima dell’inizio della Messa, che terminerà proprio con la processione del Corpus Domini: ciò che ci conquista maggiormente dell’interno, oltre all’architettura grandiosa, sono le decorazioni floreali, con grosse composizioni di ginestre a profumare tutto l’ambiente. Semplice ma di grande impatto, col giallo che risalta sul bianco delle pareti, le creazioni più ricercate, vengono riservate all’esterno.

Un esterno, che si presenta con una grazia ed un coinvolgimento, tipici dei borghi medievali: tutti gli abitanti lavorano insieme, lungo i pittoreschi vicoli del paese, per creare le splendide composizioni di petali, come se fossero degli artisti del mosaico… ma in forma vegetale! Mercatello è bellissima in questa veste di festiva collaborazione.

Passeggiamo lungo le viuzze suggestive, ammirando in silenzio l’opera seria e creativa delle persone, nella loro lotta contro il tempo, che scorre veloce, ed il vento, che proprio non aiuta in questa attività!

Immagini semplici, ma curate e d’impatto, che risaltano sui ciottoli dei vicoli, creando un filo conduttore tra le splendide abitazioni del borgo. Passeggiando raggiungiamo la Chiesa di San Francesco, importante edificio religioso del XIII secolo, vicina alla casa natale di Santa Chiara, con l’annesso Monastero.

Anche qui i preparativi sono in pieno svolgimento, anche se c’è più tranquillità, rispetto a Piazza Garibaldi. Rientrando nel dedalo di viuzze, seguiamo scie floreali, che ci accompagnano nella passeggiata, ritrovando le opere in avanzato stato di preparazione.

Tra scherzi, risate, chiacchiere, le mani continuano a lavorare leste e attente. A quanto pare, anche questa volta, gli abitanti di Mercatello, riusciranno a regalare al proprio paese, una gran bella Infiorata, fatta di arte, cuore e umanità.

Claudia B. Daniele L. Aprilia Tuono 

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