Itinerario in Andalusia, cosa vedere cinque giorni on-the-road

Andalusia… terra ricca di fascino. Non a caso, una delle sue maggiori rappresentanti, Siviglia, è stata inserita tra i “Best in Travel 2018” da Lonely Planet. Ricordo ancora il momento in cui, a Roma, le immagini hanno iniziato a raccontare questo caliente e coreografico angolo di Spagna. La prima cosa che ho pensato è stata: io e Daniele dobbiamo tornare. Perché se è vero che, durante il viaggio on-the-road in Spagna, abbiamo seguito un itinerario in Andalusia, passando da Siviglia, Córdoba, e Granada, è altrettanto vero che vogliamo esplorare anche il resto della regione!

Nel frattempo, vi porto con noi attraverso un itinerario in Andalusia on-the-road di cinque giorni, da seguire con i sensi all’erta, per non perdere nemmeno un colore, uno scorcio od un particolare architettonico, di questa terra che rappresenta un crocevia di culture.

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Itinerario in Andalusia: cosa vedere in 5 giorni.

Cinque giorni, non sono tanti per un viaggio in Andalusia ma, se ben strutturati, permettono di vivere un sogno ad occhi aperti. Questa è la sensazione che, maggiormente, ci ha accompagnati mentre camminavamo per i vicoli di Córdoba, assaporavamo l’arte di Siviglia, o restavamo senza fiato davanti all’Alhambra di Granada.

Il modo migliore per esplorare l’Andalusia, è in auto. Il noleggio auto all’aeroporto di Siviglia, è la soluzione ideale, per iniziare il tour già all’arrivo in Spagna, senza perdere tempo. Il broker Okayautos, ha prezzi e condizioni davvero competitivi, anche sui noleggi a breve termine, così come nei periodi di alta stagione. Il mio consiglio, dettato dall’esperienza, è di selezionare chilometraggio illimitato, politica carburante pieno-pieno, per evitare costi aggiuntivi, oltre alla copertura facoltativa della franchigia.

Per quanto riguarda le strutture ricettive, vi sconsiglio di scegliere un unico campo base, perché le distanze sono notevoli. L’ideale sarebbe atterrare a Siviglia e ritirare l’auto. Proseguire per Córdoba, cambiando la struttura. Infine andare a Granada, che è la cittadina più lontana dalle due, dove prenotare un nuovo hotel o appartamento. Quindi calcolate bene i trasferimenti, se avete poco tempo a disposizione. Questo itinerario in Andalusia di cinque giorni, è articolato attorno a tre sole città, in quanto tiene conto anche degli spostamenti.

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Itinerario in ANdalusia: cosa vedere a Siviglia.

Iniziamo la visita di Siviglia, con una crociera sul Guadalquivir. Il battello scivola lento, sulle acque del fiume, mentre noi osserviamo la città illuminata da un sole cocente. I tratti architettonici antichi, si fondono con il centro moderno, scontrandosi e amalgamandosi al tempo stesso. La Torre dell’Oro, del XIII secolo, controlla il nostro passaggio, con la stessa attenzione con cui lo ha fatto per millenni.

Una giornata piena, non è sufficiente per visitare Siviglia ma, in un itinerario in Andalusia di soli cinque giorni, bisogna cercare di trarre il massimo, anche da poche ore. È così che, partendo dalla famosa ed impressionante Plaza d’España, inaliamo una prima ventata di colore andaluso. Simbolicamente, rappresenta l’abbraccio della Spagna, a quelle che erano le sue colonie, anche se visto l’esito di quei rapporti, trovo quasi ironico il senso di quest’opera del XX secolo!

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Itinerario in Andalusia: la Cattedrale di Siviglia.

Il resto della giornata, lo trascorriamo riempiendoci gli occhi di edifici grandiosi, a partire dalla Cattedrale di Siviglia. Un’architettura immensa, la più grande di Spagna, che nel XIV secolo doveva rappresentare e sottolineare il ruolo di Siviglia, come una delle città più importanti d’Europa. Non ci stupiamo del fatto, che sia stata inserita nel libro dei ‘Guinnes dei Primati’! Né di trovare qui, il mausoleo di Cristoforo Colombo. Ma chissà se, il famoso esploratore, riposerà davvero in questo angolo di Spagna!

Saliamo anche sulla Giralda, la torre campanaria che era l’antico minareto della Moschea, su cui venne edificata la Cattedrale di Siviglia. La conquista da parte degli Arabi, infatti, è ancora ampiamente visibile in tutta la città, nelle architetture, così come nelle usanze. La vista a 360° su Siviglia, ripaga ampiamente per la ‘perdita dei polmoni’ lungo il percorso…

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Itinerario in Andalusia: i palazzi da non perdere a Siviglia.

Una visita curiosa a Siviglia, da non perdere durante l’itinerario in Andalusia, è di certo la Casa de Pilatos. Una residenza nobiliare del XVI secolo, di una bellezza delicata e disarmante. Le visite si svolgono solo in inglese e spagnolo, ma la guida è talmente brava, che riusciamo a seguire le spiegazioni senza problemi.

Una commistione di stili, che però non sono mai fuori luogo. Sembra di trovarsi in un palazzo rinascimentale, ma con elementi mudéjar, che nel complesso mi trasmettono un profondo senso di pace. Pare che Casa de Pilatos, sia una copia dell’abitazione di Ponzio Pilato in Giudea.

Parlando di palazzi che tolgono il fiato, terminiamo le visite pomeridiane a Siviglia, visitando le Reales Alcázares. L’Alcázar di Siviglia, è un’esplosione di arti decorative e natura. Le fortezze arabe, a cui poi vennero aggiunti edifici dai monarchi successivi, mi catapultano in un mondo da ‘Mille e una notte’.

Patii, saloni, giardini in cui dominano acqua e verde: qui non è necessario parlare, solo ascoltare il canto della natura, che si propaga nei corridoi.

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Itinerario in Andalusia: perdersi per Siviglia.

Visitare Siviglia in un giorno, significa anche perdersi tra vicoli e piazzette, come ad esempio nel Barrio de Santa Cruz. Abitazioni eleganti, dalle ricercate decorazioni floreali, stringono viuzze pittoresche, che si aprono su piccoli slarghi-giardino.

Siviglia sa sorprendere: si passa da angoli che ricordano un bianco borgo, a spazi ampi ed eleganti, con edifici barocchi e piazze salotto.

Siviglia, però, va vissuta anche di notte, quando lo scintillio dei suoi monumenti e dei suoi quartieri, ti fa pensare al passato grandioso di questa città, nella quale arrivavano le ricchezze dal Nuovo Mondo. I tratti architettonici, lasciati dalle popolazioni che vi si sono succedute, emergono dalla notte andalusa, con una grazia che non conosce divergenze culturali, ma solo lo splendore dell’integrazione.

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Itinerario in Andalusia: cosa vedere a Córdoba.

Non so perché, ma non immaginavo che Córdoba potesse essere tanto bella. Laddove ‘bella’, riferita a Córdoba, è un aggettivo estremamente banale. Un centro storico in cui dominano il bianco e la storia. Un insieme di civiltà si sono qui succedute, lasciando a Córdoba caratteristiche uniche, una simbiosi di stili e culture. Grotte di epoca preistorica, siti romani, edifici e tracce arabe, dato che Córdoba fu la capitale della Spagna Musulmana! Passando poi all’architettura cristiana, fino al Barocco.

In un centro storico così ricco di storia ed arte, è impossibile non lasciarsi sopraffare, innamorandosi perdutamente di tanta evidente grandezza. Non a caso, l’Unesco ha dichiarato Córdoba Patrimonio dell’Umanità.

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Itinerario in Andalusia: i vicoli e i patii di Córdoba.

Dal colossale Ponte Romano, si entra in una città monumentale, mentre il Guadalquivir scorre attento e scrosciante, controllando le azioni degli uomini di oggi, così come monitorava quelli del passato.

Bianco abbagliante, interrotto da vasi colmi di fiori, edera e altre piante rampicanti, che creano splendidi contrasti e giochi di ombre. Nelle torride estati andaluse, la fioritura risente di certo del clima, ma questo non toglie fascino a Córdoba. Un dedalo di vicoli e di patii, che si aprono all’improvviso per incantare con la loro grazia.

Viene naturale sbirciare anche nei cortili interni delle abitazioni signorili, per annusare quel profumo di acqua e natura, che fanno subito pensare al mondo arabo. Una pace dei sensi, in grado di abbattere il caos provocatorio dai tanti turisti, che si riversano a Córdoba in Agosto.

Tra queste piccole strade, si sente ancora in maniera forte la fusione di culture e religioni, soprattutto quando si arriva all’antico quartiere ebraico, che si integra con continuità nel tessuto urbano. Musulmani, Cristiani ed Ebrei, hanno dato a Córdoba l’aspetto che oggi ce la fa ammirare a bocca aperta.

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Itinerario in Andalusia: la Grande Moschea di Córdoba.

La Mezquita Catedral di Córdoba, è il simbolo concreto di questa miscela di culture e religioni. Quella che era la Moschea della città, oggi Cattedrale, ingloba elementi arabi, gotici, rinascimentali e barocchi. Il risultato? Un capolavoro, in grado di catapultarti al centro del mondo, così come dovrebbe essere: unito.

Cammino in mezzo alle colonne e agli archi della Moschea, sotto la cupola che sembra lavorata all’uncinetto. Per trovarmi, poi, davanti ad un altare cattolico. Ferdinando di Castiglia, fece riconvertire la Moschea in Cattedrale, nel XIII secolo. Ed oggi io ammiro entrambe, l’una che ingloba l’altra e, ad essere onesta, non so quale edificio sia superiore. La voglio percepire come una metafora: forse ci ostiniamo a dare definizioni diverse, ad un’unica entità.

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Itinerario in Andalusia: l’Alcazar dei Re Cattolici di Córdoba.

Davvero un peccato, non avere più giorni a disposizione a Córdoba. Le ore volano e, tra una passeggiata attraverso vicoli e negozietti, una sosta al ristorante per riprendersi dal caldo, la visita alla Grande Moschea, abbiamo davvero poco tempo, prima di ripartire con il nostro itinerario in Andalusia.

Eppure, siamo sicuri di come impiegare le ultime ore: visitando l’Alcazar dei re Cattolici. Uno dei gioielli di Córdoba. Una successione di bagni, giardini, saloni, la grandiosa biblioteca, un complesso sistema di mulini, con il quale si utilizzavano le acque del fiume, per irrigare i rigogliosi ambienti naturali. Su questa profusione di spazi incredibili, Alfonso XI, nel XIV secolo, fece erigere la struttura che oggi vediamo, inglobando il precedente Alcazar.

Tutto qui parla di splendide donne, di uomini di potere, di vita che scorre e acque che la simboleggiano. Ogni angolo è metafora di cultura, opulenza e profonda conoscenza. Ricchezza data da beni terreni, conquiste e, soprattutto, dallo studio.

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Itinerario in Andalusia: alla scoperta di Granada.

Questa corsa attraverso l’Andalusia, ci sta facendo venir voglia di restare qui per sempre. Sono poche le ore per siti che meriterebbero molto più tempo ma, il tour on-the-road in Spagna, deve proseguire verso altre tappe.

Arriviamo a Granada all’ora di pranzo, per cui ci limitiamo ad una breve visita della città, prima di recarci all’Alhambra. Nonostante il caldo, riusciamo a gustarci Granada come se fosse un gelato fatto di arte e pietra. Apprezziamo il suo essere cittadina vivace, elegante, incredibilmente europea, così come la sua capacità di trasformandosi in un souk turco. O in un villaggio bianco e blu, dal sapore tunisino.

Queste due facce di una sola medaglia, rendono speciale Granada. Non importa se il tempo a disposizione è poco, se gli edifici rispettano la chiusura pomeridiana, per la siesta. L’insieme di caratteri orientali ed occidentali, ci sta facendo vivere un romanzo storico.

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Itinerario in Andalusia: Generalife e Alhambra di Granada.

La ‘cittadella rossa’, è stata finalista tra le “Sette Meraviglie del Mondo Moderno”. Dal XIV secolo, l’Alhambra è un simbolo di regalità e potere. Lì accanto si trova anche il Generalife, un insieme di giardini, coltivazioni, orti. Una sorta di tenuta di caccia, che si spinge fino alle montagne, luogo di svago per i sultani e per i loro ospiti.

Visitare l’Alhambra, è muovere piccoli passi nell’immensità del mondo arabo. Nella quotidianità, come doveva svolgersi nel Trecento. È una vera città fortificata. Vi sono l’Alcazaba, il palazzo reale ed il quartiere riservato al popolo. Gli ambienti e le decorazioni, sono la rappresentazione stessa dei fasti di quel tempo. Gli ampi cortili, caratterizzati da giochi d’acqua, fontane, canali, una natura lavorata ad arte dall’uomo, ma comunque selvaggia.

Questa cittadella fortificata, era un micromondo che funzionava perfettamente. C’era tutto, per far si che la vita proseguisse senza bisogno di contatti esterni, nemmeno con la stessa Granada. A monitorare sullo scorrere delle giornate, allora come oggi, la presenza fissa della Sierra Nevada.

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Itinerario in Andalusia: spettacolo di flamenco.

Quale modo migliore per dire arrivederci all’Andalusia, se non con uno spettacolo di flamenco, in un piccolo locale dell’Albaicín di Granada? L’antico quartiere, che ha mantenuto le caratteristiche di un villaggio arabo, pittoresco e colorato, di sera diventa un concentrato di folclore.

Mentre nel locale la musica rompe il silenzio, le movenze sinuose dei ballerini emergono dal buio. Emozioni e parole non dette, ma comprensibili, si sprigionano dai volti e dai passi. Un legame con la melodia e con la storia dell’Andalusia, che va letta nei gesti, non in un libro.

Claudia B. in collaborazione con Okayautos

22 Commenti

  1. Quando vedo foto delle città andaluse e ripenso a Siviglia, ho quella strana sensazione di essere stata in Africa in realtà, o in oriente. Sicuramente non in Europa. L’architettura mudejar è roba forte, e mi piacerebbe davvero poter approfondire la questione visitando anche Cordoba e Granada, magari nel momento della fioritura. Su instagram ci sono immagini di Cordoba da impazzire!!

    1. Quella cittadina per me è il massimo! Penso di non aver nascosto la mia passione per Córdoba, che anche io vorrei vedere durante la massima fioritura. L’Andalusia l’ho percepita seriamente come una ‘terra di passaggio multiculturale’. Ad un certo punto smetti semplicemente di essere in Europa, ti ritrovi a vivere un’atmosfera di ‘Mille e Una Notte’. Sarà per questo che ha un fascino unico?
      Ti abbraccio,
      Claudia B.

  2. L’Andalusia è uno dei miei traveldreams più vecchi, forse l’unico di quelli storici che non ho ancora realizzato. Sigh.. non so scegliere cosa mi attragga di più. Siviglia è perfetta, Cordova me la immagino super interessante e per Granada basterebbe l’Alhambra a non farmi più ripartire. ❤ Sai quanto amo i viaggi on the road e questo è un itinerario perfetto. Credo che mi piacerebbe spingermi fino a Cadice, ma forse servirebbero un paio di giorni in più.
    Grazie Claudia per questo nuovo tuffo in terra spagnola, ora vado a vedere i voli per Siviglia! 😊
    Un bacione

    1. Confermo, qualche giorno in più è necessario. Proprio perché conosco la tua passione per i viaggi on-the-road, mista alla voglia di scoprire ed assaporare con attenzione, senza corse inutili, meglio non fare l’errore di mettere troppa carne al fuoco.
      Considera che io ho fatto un conteggio di giorni che permettesse visite e spostamenti ma, fosse possibile, anche qui del tempo in più sarebbe una manna dal cielo! Nella previsione di inserire altre tappe, meglio valutate almeno una settimana 😊.
      A presto Silvia, un abbraccio!
      Claudia B.

  3. Purtroppo con i tempi ristretti non si può fare tutto. Nel mio on the road della Spagna del Sud avevo riservato gli ultimi giorni a Granada e Siviglia, e si è rivelato un tour de force senza precedenti che, alla fine del viaggio di 13 giorni, ci ha davvero sfiancato. La bellezza dei luoghi però ci ha ripagato. E la sera, un té in una teteria di Granada e un flamenco a La Carboneria a Siviglia ci ha rinfrancato nel cuore e nello spirito. L’Alhambra poi è di una bellezza che lascia senza fiato e senza parole. E infatti ancora non sono riuscita a trovarle per dedicarle un post! Sono pessima!

    1. Martina, sul finale mi hai fatto ridere 😂! Non sei pessima, sei solo alla ricerca del modo giusto per raccontare qualcosa che ti ha profondamente colpito.
      Lo capisco bene, in realtà, perché c’è qualcosa di vivo e radicato nell’Andalusia, caratteri di forte impatto…che non ti permettono di parlarne con semplicità!
      A presto,
      Claudia B.

  4. Mi hai riportato in alcuni dei luoghi che mi hanno sorpresa di più, perché me li aspettavo diversi. Ho adorato Siviglia, la sua eleganza e le sue architetture che lasciano senza fiato. Di Granada ho un ricordo strano, perché ero vestita da quella che è convinta che in Andalusia faccia sempre caldo e mi sono ritrovata a congelare – silly me! Però mi sono rimasti impressi i colori delle spezie al mercato, e ovviamente lo splendido Alhambra. Tornerei volentieri in quella regione. Un bacione e grazie di questo bel viaggio!

    1. Piacerebbe molto anche a me poter tornare, l’Andalusia ha così tante sfumature, colori. Poi il suo essere incontro di popoli e culture, le conferisce un tocco di magia ed unicità.
      È una terra brillante, che abbaglia e affascina! Se dovessi tornare, non perdere Cordova!
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  5. Sai se non fosse per la modernissima comodità del noleggio auto comincerei a rivalutare i tour in bus (però non ascoltarmi perché stasera ho bevuto).
    Però sul serio, quante cose hai potuto vedere in tempi tutto sommato comodi per un viaggio organizzato. Se li organizzassi io mi arresterebbero dopo un mese di attività…sono famosa per gli itinerari truci e folli 😛
    L’Andalusia è proprio bella bella, anche il suono del nome stesso ti ammalia con la promessa di passion&love fra cibo, cultura e calore (ricordati sempre che stasera ho bevuto).
    Bell’articolo Claudia, ricco di particolari capaci di farmi cambiare idea sulla Spagna 😉
    PS: ma non ti vedo dove sei ora? hahahah detta così sembra che ti ho piazzato il radicolare 😀 😀 😀

    1. Come non mi vedi? Sono online quasi 24 ore su 24, in questi giorni! Praticamente mi dissocio dal personaggio pubblico, solo per dormire (struccata ovviamente). Stalkerizzami senza problemi 😂.
      Devo dire che, nel nostro passato, i viaggi in bus ci hanno permesso di vedere tanto, davvero. Ma non abbastanza, spesso non per colpa nostra, ma di carenze organizzative. Soprattutto con una suddivisione minima dei tempi.
      Dopo aver assaporato l’indipendenza, di certo sarebbe difficile tornate indietro. In particolare se penso a quanto ho perso, in termini di soste e visite. Però ci sono casi in cui, per merito di accompagnatori capaci ed entusiasti, il viaggio in bus si è trasformato in un sogno!
      Quindi tranquilla, non è l’alcool a parlare, hai detto cose giuste 😂.
      Sono riuscita ad incrinare un po’ la tua titubanza nei confronti della Spagna? Sul serio? L’Andalusia, è un pezzo di territorio che racchiude mille aspetti. È si Spagna ma, allo stesso tempo, mondo arabo. Insomma, un libro aperto sull’incanto!
      Un abbraccio Dani,
      Claudia B.

  6. Sono stata a Siviglia anni fa per lavoro e c’era pure il capo quindi non è che ce la siamo proprio goduta la città, ma nonostante la sua presenza ne ho un ricordo bellissimo: del cibo, delle strade, dei profumi… E della faticaccia da perdita dei polmoni!
    Ci tornerei molto volentieri, magari “copiando” le tappe del tuo tour 🙂

    1. E senza boss, un po’ come ad Amsterdam, sono certa che riusciresti a godertela. Tra l’altro, leggendo il tuo commento, mi viene il dubbio di aver perso il racconto del viaggio a Siviglia con l’Uomo del Male. Lo andrò a cercare!
      Città splendide quelle andaluse, un mix di culture, colori, profumi. Luoghi splendidi, che andrebbero scoperti e riscoperti in più occasioni, per poterne assaporare ogni aspetto.
      Buon serata Silvia!
      Claudia B.

  7. Bellissimo e pieno di dettagli interessanti questo itinerario! Leonardo ha vissuto per 6 mesi a Huelva e anche noi abbiamo seguito un itinerario simile quando sono andata a trovarlo. Noleggiare una macchina è sicuramente il modo migliore per ottimizzare i tempi. Noi ci siamo spinti fino a Gibilterra visitanto anche Jerez de la Frontera e Cadice.

    1. Fiammetta ma è fantastico! Io stessa spero di visitare quelle località. Prima di tutto perché voglio tornare in Andalusia. Poi perché deve essere fantastico coprire l’intera area. Una terra che ha mille volti ed una miscela irresistibile di caratteristiche culturali!
      A presto,
      Claudia B.

    1. Cordova è stata una sorpresa anche per me. Mai avrei immaginato una città tanto ricca, affascinante, bella in un modo fresco! E Granada parla da sé…un crocevia di culture.
      Credo che il grande pregio dell’Andalusia, prima di tutto, sia proprio questa commistione di stili e popoli!
      Un bacione,
      Claudia B.

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