In moto al Lago Trasimeno

E poi, ci sono quelle domeniche nelle quali senti che devi assolutamente fare qualcosa al di fuori della tua solita area di “procacciamento luoghi”. Per cui decidi di buttarti nella ricca riserva del vicino. Detto così non sembra che io stia propriamente per scrivere di viaggi, vero? Invece è esattamente ciò che intendo fare: raccontarvi della domenica appena trascorsa, durante la quale abbiamo seguito un itinerario in moto, che ci ha portati verso il Lago Trasimeno, dove abbiamo visitato le località di Passignano sul Trasimeno e Castiglione del LagoCome sempre, il cuore verde dell’Italia, l’Umbria, ci ha accolto con tutto il suo grandioso splendore, con il suo soffio speciale!
Noi abbiamo la fortuna di vivere su un crocevia di regioni: Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche. A seconda dei tornanti che decidiamo di seguire, accediamo ad un diverso scrigno, dal quale attingere.
Praticamente abbiamo la possibilità di svegliarci, prepararci, salire in moto e, dopo qualche chilometro, dire: ma perché non andiamo in Umbria? Marche? Toscana? Oppure, semplicemente, possiamo scegliere di restare in Romagna, per approfondire la conoscenza con la nostra terra. Beh, cari lettori, se non è fortuna sfacciata questa, non saprei come definirla!
E’ così che, domenica, saliamo in sella ad A.T., piuttosto offeso dal recente abbandono pasquale, facciamo il pieno, ci fermiamo a fare colazione poi, iniziamo a salire verso il Valico di ViamaggioDopo una sosta caffè in località Svolta del Podere, decidiamo di raggiungere Sansepolcro e avviarci belli pimpanti alla volta del Lago Trasimeno! Ecco cosa significa concretamente, poter vivere su un crocevia di regioni! 
Ovviamente, bisogna anche fare i conti con l’eventualità di sbagliare strada e perdersi ripetutamente magari, come in questo caso specifico, incastrandosi tra i vicoli e le ztl di Perugia!
E non perché questa sia la strada giusta, al fine di raggiungere la meta, ma perché Daniele vuole giocare al piccolo esploratore, rifiutandosi di seguire i miei consigli di zavorrina e navigatrice
Eppure, quando finalmente ci immettiamo sulla statale diretta a Passignano e, dopo pochi chilometri, vediamo spuntare il grigio-azzurro del Lago Trasimeno, avvolto ancora in una sorta di foschia irreale, l’incavolatura per aver sbagliato strada e aver perso tempo, svanisce all’istante. 
E’ un quadro di una bellezza poetica: il lungolago inondato dalla luce, l’Isola Minore e l’Isola Maggiore, immerse in una bruma fiabesca, così come le rive ed i borghi lacustri.
Passignano sul Trasimeno è una località vivace, vi sono molti visitatori e cittadini che si godono la bella giornata, l’aria tiepida, il sole sempre più deciso.
C’è chi passeggia, chi prende un aperitivo, chi pranza…chi mangia un sontuoso panino con la porchetta!!! Ebbene si! Troviamo un chiosco proprio sul lungolago, che vende ottimi panini, ben farciti e fragranti: tra porchetta o prosciutto crudo tagliato a mano, c’è solo l’imbarazzo della scelta! 

Siamo di fronte al più vasto lago dell’Italia centrale, oltre al quarto per estensione in tutta la penisola e, ad essere onesti, è un bellissimo “schermo” nel quale perdersi con lo sguardo durante il pranzo!

Ma non siamo arrivati fino a qui solo per camminare sul lungolago, per ammirare i panorami o per il panino con la porchetta…seppure questo ha notevolmente influito sull’ottima riuscita dell’itinerario: siamo qui anche e soprattutto, per andare alla scoperta del pittoresco centro storico di Passignano sul Trasimeno.
Un dedalo di vicoli ameni, accoglienti e tutti da fotografare, ci accompagna nella nostra passeggiata. Un’atmosfera rilassata compone la cartolina mentre, col sole che filtra nelle viuzze, iniziamo a salire verso la mole della rocca, edificata nel Medioevo.
Mano a mano che ci portiamo nella parte alta del borgo, lo sguardo inizia a spaziare su scorci straordinari sul Lago Trasimeno e sull’Isola Maggiore, visibili al di sopra dei tetti dell’abitato, come una sorta di quadro prospettico rinascimentale.
 Senza corse e senza affanni, la grazia silenziosa di Passignano ci culla, regalandoci l’emozione della bellezza semplice e immediata. Un valore aggiunto alla già gradevolissima passeggiata.
Prima di rimetterci in moto, facciamo una sosta caffè in uno dei tanti bar del centro storico, quindi partiamo alla volta di Castiglione del Lago.

Castiglione, in realtà, l’abbiamo visitata già nel lontano 2009, in occasione di un fine settimana nella vicina Toscana (ne ho scritto qui), ma non vogliamo perdere l’occasione di rivederla e trascorrervi un pò di tempo.

La strada attraversa il Parco del Lago Trasimeno, un’area naturale istituita proprio con lo scopo di tutelare questa zona così importante, in cui flora, fauna, centri artistici, convivono in armonia. Insomma, un vero e proprio mondo di cui prendersi cura!
Sarebbe importante, in ogni caso, prendersi cura anche delle strade di percorrenza. Non voglio essere polemica, ma sono abituata a dire le cose come stanno e, così come ho criticato strade e segnaletica di altre regioni, non posso esimermi dal dire che, purtroppo, anche qui, le cose non sono migliori…Peccato, perché il potenziale è illimitato e, qualche accortezza in più nella manutenzione stradale, sarebbe davvero gradita.
Castiglione del Lago la si vede spuntare, dall’alto del promontorio su cui sorge, sin da lontano. L’imponente cinta muraria e la Rocca del Leone, che dominano questo ameno skyline, sono davvero inconfondibili.
Il paese ci ha conquistati già la prima volta che l’abbiamo visitato, anche se oggi mi sono resa conto di una cosa: laddove Passignano sul Trasimeno presenta un involucro esterno di minor impatto visivo, sbalordendo poi il visitatore che ne ammira scorci e vicoli, Castiglione forse è il contrario. Nel senso che, il generale aspetto grandioso di questo quadro, che ti accoglie fin dalla strada, perde un pò nei particolari durante la visita del centro storico.
Mi spiego meglio: si tratta di un abitato piacevole, accogliente, con alcuni punti fotografici davvero notevoli; però mantiene più l’aspetto della cittadina ben tenuta, che quello del borgo idilliaco.
Il paese si snoda sostanzialmente su due viali paralleli, dove si possono trovare botteghe d’artigianato e prodotti tipici, il tutto chiuso tra eleganti palazzine. Alle estremità, Piazza Mazzini e Piazza Gramsci, vanno a completare il centro storico. 
Notevole la Chiesa di Santa Maria Maddalena, posta proprio a pochi metri da Piazza Mazzini, la cui facciata si accorpa al resto degli edifici, con il suo stile Neoclassico.
 Continuiamo a passeggiare senza meta, soffermandoci un attimo su Piazza Mazzini immersa nel sole. Ora fa davvero caldo e ci godiamo l’ombra di Viale Vittorio Emanuele, osservando le vetrine ed i tanti prodotti esposti, bighellonando serenamente avvolti nel profumo di primavera.
Quando entriamo in Piazza Gramsci ci troviamo, da una parte, al cospetto del Palazzo della Corgna, ossia il Palazzo Ducale, dall’altra di una terrazza grandiosa sul Lago Trasimeno.
Sul lungolago si scorge un numero infinito di persone che approfittano della bella giornata festiva, mentre sulle placide acque lacustri notiamo delle colorate vele, che risaltano sui panorami celati dalla delicata foschia.
Da questa posizione a ridosso di un colle, lo sguardo spazia ampiamente e si perde; la cosa curiosa è che, anticamente, il promontorio su cui sorge Castiglione del Lago, era un’isola…la quarta isola del Trasimeno! Poi, lo stretto d’acqua che la separava dalla terraferma venne riempito, rendendola un tutt’uno con quest’ultima.

Fondata dai romani, Castiglione mostra ancora oggi tutte le caratteristiche del castrum, nel rigoroso assetto urbanistico. 
Successivamente, durante il regno di Federico II, il centro attraversò un periodo di grande stabilità. Fu proprio lui a far erigere la possente Fortezza del Leone, agli inizi del XIII secolo, sui resti di un’antica costruzione.
Si tratta di un fortilizio notevole dalla struttura pentagonale, dominato da un mastio triangolare, con un susseguirsi di torri che racchiudono le mura merlate: nell’insieme un’immagine davvero suggestiva. 
La rocca è stata rimaneggiata più volte nel corso dei secoli e, ancora oggi, è collegata al Palazzo della Corgna tramite un passaggio coperto.
Nella posizione che occupa e per la sua struttura, appare ovvio che il compito primario di questa possente fortezza, fosse quello di controllo: non bisogna infatti dimenticare che, in passato, Castiglione si trovava su un fondamentale nodo viario.
Approfittiamo della pace del pomeriggio, per sederci nello spettacolare ed accogliente giardino a ridosso delle mura: un prato ampio e curato, con alcune panchine posizionate tra gli ulivi. Un angolo invitante ed accogliente, dove il solo canto degli uccellini interrompe a tratti il silenzio.
Fino al nostro arrivo…Perché, quando iniziamo la nostra classica sfida a briscola, anche gli uccellini fanno le valigie e se ne vanno. Una tragedia! Dopo le sei consecutive vittorie di lunedì scorso, perdo quasi tutte le partite e, questo, porta a due dirette conseguenze:
-un Daniele viperello estremamente felice, persino un attimo fastidioso;
-una me incavolata nera e tristissima, che si rifugia tra le cinghie del fedele zainetto blu 
Torniamo lentamente verso il parcheggio seguendo Via del Forte, elegante e poco frequentata: qui ci sono solo un paio di deliziose botteghe artigiane, palazzine colorate e la piccola Chiesa di San Domenico.
Non ci stupisce vedere una figurante in costume storico, passeggiare lungo questo silenzioso slargo: pare che sia scaturita direttamente dal passato! 
Per tornare a casa, seguiamo la strada che passa attraverso l’area del Parco Naturale di Monte Tezio, pura meraviglia da togliere il fiato: piccoli paesi spuntano all’improvviso, racchiusi in un verde a perdita d’occhio, con cavalli che pascolano liberi, vallate che paiono dipinte ed un’intensità di colori che sfocia in profumi freschissimi.
Questa giornata ci ha fatto respirare a pieni polmoni un alito di primavera, un soffio di Trasimeno che ha colmato i nostri occhi di meraviglia. Quasi 380 km di asfalto da replicare al più presto, per approfondire la conoscenza con le isole lacustri, tutte da scoprire e da cui farsi ammaliare.

Claudia B. Daniele L. Honda Africa Twin 

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