Itinerario in Puglia: dalla Terra delle Gravine alla Valle d’Itria

Oggi torno a parlarvi di Puglia. Non potrei fare diversamente dato che, durante il recente viaggio di Pasqua, questa regione ha saputo “sfondarmi” il cuore. Perché finalmente sono andata in Puglia…riuscendo a vedere la Puglia! Anzi, sono riuscita a seguire un itinerario in Puglia, che mi ha permesso di conoscere borghi meravigliosi, attraverso il racconto di persone del posto. Di ciò devo ringraziare il nostro progetto “Bianco di Puglia”.

Dovete sapere, cari voi, che essendo la seconda metà del blog pugliese, nelle rare occasioni in cui in passato siamo stati in Puglia, i nostri viaggi si sono trasformati in una “sagra del parente”. E quando Daniele ha espresso la propria volontà di andare a Castellaneta per Pasqua, sono stata CATEGORICA: si, ma questa volta decido io. E’ così ho stilato un itinerario no-stop, che ci permettesse di vedere davvero la Puglia. Creando nel contempo, un piccolo progetto di sponsorizzazione del territorio. Perché non c’è niente di meglio del conoscere un luogo, attraverso le parole e gli aneddoti, di chi quel luogo lo vive.

Il Sabato Santo, abbiamo visitato Polignano a Mare e Ostuni, in collaborazione con le Pro Loco. Il lunedì di Pasquetta, abbiamo visitato Locorotondo, sempre ospitati dall’Associazione Pro Loco. Il giorno di Pasqua, invece, dato che non c’è stato riscontro positivo in tal senso, ci siamo concessi una domenica di visite libere.

In questo post vi racconto, quindi, l’itinerario in Puglia seguito la domenica di Pasqua, per darvi un’idea su cosa vedere in una giornata, partendo dalla Terra delle Gravine, per spostarsi poi verso la Valle d’Itria.

Per quanto riguarda il pernottamento, abbiamo scelto un appartamento a Palagianello, “La Papagna Dimora Storica”, prenotato con Booking.com. Sistemazione accogliente, comoda, pulitissima. Il costo per due notti è di 110€. Non poco ma, considerati i prezzi medi della zona, è andata bene. Inclusa c’è la colazione, servita in un bar a pochi passi dalla struttura.

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Itinerario in Puglia. Castellaneta, la città del “mito”, nella Terra delle Gravine.

Se vi state chiedendo chi sia “il mito”, potrei rispondervi dicendovi: ma Daniele, ovviamente! A lui piace un sacco paragonarsi al vero mito, ossia Rodolfo Valentino. In realtà non sono nemmeno parenti.

Ovviamente Daniele decide di improvvisarsi “novello Virgilio”, portandomi a visitare il paese vecchio di Casellaneta. Il che è davvero grandioso: non potete immaginare con quanto orgoglio, seguo questo viaggiatore che, modestamente, ho “ho creato io”. Solo che, come tutte le creazioni, anche questa presenta qualche errorino, perché la visita guidata è così strutturata:

  • qui sono caduto in bicicletta;
  • qui abbiamo festeggiato il compleanno di mio fratello;
  • qui abbiamo festeggiato la mia comunione;
  • qui ci venivo la domenica;
  • qui abitava la nonna del mio compagno di banco delle elementari.
  • qui si chiama “la Marina”…ma non so perché (eccheccacchio, devo saperlo io?).

Insomma, dato che voi non sarete di certo più interessati di me, a sapere dove la seconda metà del blog si è sfracellata con la bici, provo io a darvi qualche informazione su Castellaneta. Così se la inserirete come sosta di un itinerario in Puglia, cosa che vi consiglio, non partirete pieni di dubbi.

Siamo nel Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine e, la stessa Castellaneta, sorge a ridosso di una gravina spettacolare: 145 mt. di profondità e 300 mt. di larghezza. Osservarla dall’alto, lascia veramente senza fiato. Si prova un senso di vertigine e silenzioso rispetto, nei confronti della natura.

Assolutamente gradevole la passeggiata all’interno del paese vecchio. Si tratta di un borgo medievale, con una successione di vicoli, scalinate, passaggi a volta. A dominare è comunque il bianco, con improvvisi scorci su splendide opere di street art, ispirate al mondo del cinema.

Piazzette ed architetture religiose, alcune delle quali vere opere barocche, che spiccano come un faro sulla linearità dei bassi edifici bianchi.

In particolare, viste le celebrazioni di Pasqua in corso, riusciamo a visitare brevemente la Cattedrale dell’Assunta. Risale al XIII secolo, ma è stata rimaneggiata successivamente in stile Barocco. Ed un vero capolavoro! Altre chiese da non perdere sono San Michele, San Domenico e San Rocco.

I pochi giorni a disposizione, non ci permettono di aggiungerlo all’itinerario, ma vi segnalo il “Museo Rodolfo Valentino”, con foto, locandine, ricostruzione di un set cinematografico e memorabilia, che raccontano la storia del grande e affascinante attore. Una sosta curiosa, durante un itinerario in Puglia. Per informazioni: sito ufficiale.

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Itinerario in Puglia: Cisternino, nel cuore della Valle d’Itria.

Nonostante il tempo stia peggiorando velocemente (nuvole, pioggia, grandine, “case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale”…ehm, no, quello è Tiziano Ferro), noi procediamo verso la Valle d’Itria. In un paesaggio fatto di distese di ulivi e graziosi muretti a secco, ci perdiamo con lo sguardo alla ricerca delle sagome dei trulli, che spuntano tra il verde.

Siamo nella “Murgia dei Trulli”, la cui patria per eccezione è Alberobello, che visiteremo nel pomeriggio. Ma vedere queste particolarissime abitazioni disseminate per la campagna, è ancora più d’impatto, perché se ne trae un senso di normalità mista a stupore.

Tra grandine e raffiche di vento, raggiungiamo Cisternino ad ora di pranzo. Iscritto meritatamente al circuito “I borghi più belli d’Italia”, Cisternino è una di quelle soste che vanno assolutamente inserite, durante un itinerario in Puglia. Il centro storico è un brillante dedalo di viuzze, che si aprono su piccole piazze gioiello.

Scorci deliziosi, perfetti e tutti lillipuziani. Successioni di scale, cortiletti, stradine. Negozi d’artigianato, tanti locali e bracerie, dai quali escono profumini assolutamente invitanti. Così, vuoi per l’orario, vuoi perché ricomincia a piovere (e mangiare un panino nel parco non è possibile), decidiamo di entrare in una gastronomia.

Il posto è piccolo. Vi lavora una coppia, che cucina veramente come a casa. Con tanto di prodotti provenienti dalla campagna. E’ tutto eccellente, ben fatto, tradizionale, solo i prezzi sono troppo alti e non segnati in elenco. Ordiniamo un piatto di orecchiette al pomodoro, un piatto di orecchiette alle cime di rapa, due piatti di salsiccia e bombette, una birra in bottiglia…il conto è di 40€. Tutto buonissimo e meritevole ma, anche se ci offrono limoncello e ciambella fatti in casa, 40€ sono troppi.

Trascorriamo l’ultima mezz’ora nel borgo passeggiando senza meta, godendoci semplicemente il piacere di ammirare un luogo bello, accogliente, caratteristico. Le vie lastricate bagnate di pioggia, sembrano ancora più luminose. Riflettono il bianco degli edifici e creano come un alone di irrealtà.

I fiori e le piante che adornano i vicoli, sono pieni di graziose goccioline, che li segnano come lacrime. Le persone sono rade, quasi tutte nei ristoranti, così sembra di essere in un paese di ghiaccio, irreale e fatato. Un paese coperto da una coltre di lana bianca, che ti svela lentamente i suoi segreti.

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Itinerario in Puglia: Alberobello, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Alberobello ci regala una bellissima sorpresa. Una sorpresa che inizia con un urlo lacerante, dritto nel mio timpano. Un urlo proveniente dal telefono: “Zambrotta, ho visto Zambrotaaaaaa!!! Claaa, tu e Daniele state fermi lì che vi veniamo a recuperare. Zambrottaaaaa!!!”.

Dopo pochi minuti, vedo una gioiosa e saltellante Tiziana, mia collega blogger de La Valigia in Viaggio, che mi cerca in ogni dove. E sono io a recuperare lei, prima che molli suo marito all’angolo della strada, per andare a cercare Zambrotta.

Un pomeriggio ad Alberobello molto speciale il nostro, durante il quale non si sono solo incontrati due blog e due colleghe. Ma quattro persone entrate immediatamente in sintonia. Anzi. Per quanto mi riguarda, ho finalmente dato un volto ad una delle ragazze che più mi sono state vicine, in questi ultimi mesi. Oggi siamo uscite dal web, per dare un tocco di umanità al nostro lavoro online!

Devo anche fare una confessione. Ho bisogno di essere onesta fino in fondo, per rendere noto a tutti il mio livello di rincitrullimento. Oltre un anno fa, ho scritto un post dedicato ad un viaggio fatto tra Basilicata, Puglia e Calabria, nel 2006. Allora noi ci fermammo anche ad Alberobello. Si trattò di una sosta breve, perché eravamo ospiti ad un matrimonio, per cui non è che avessimo tanto tempo a disposizione. Qualcuno ci consigliò di andare al Trullo Sovrano, che trovammo chiuso e, a parte una brevissima passeggiata, non vedemmo altro. Ecco, solo oggi mi rendo conto di aver erroneamente annoverato Alberobello, tra i luoghi da noi visitati!

Dal momento in cui Tiziana e suo marito, ci portano al belvedere, da cui si gode di un panorama mozzafiato sulla zona monumentale, dichiarata dall’Unesco “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”, capisco che noi di Alberobello nel 2006, non scorgemmo nemmeno le retrovie.

Un capolavoro si apre davanti ai nostri occhi! I trulli si stringono fra loro così possenti e, allo stesso tempo, irreali. Osservo da lontano le persone che si muovono come formichine lungo i vicoli e, ad un certo punto, ho la sensazione di osservare un villaggio immaginario, in cui vivono dei folletti.

Sulla terrazza, c’è anche un ulivo donato ad Alberobello dalla comunità ebraica, per l’aiuto dato durante la Seconda Guerra Mondiale. Come ci dice Tiziana, questo alberello simbolico non lo “” mai nessuno. Ma è bello soffermarsi sulla sua crescita, vero simbolo di speranza e vita.

Tiziana e suo marito ci fanno seguire un percorso alternativo, nella visita di Alberobello. Non scendiamo subito nella parte monumentale, ma passeggiamo nella zona residenziale, meno battuta dai visitatori. Ed è bellissimo, perché scopriamo una Alberobello decisamente più a misura d’uomo, non sempre dall’intonaco perfetto, ma proprio per questo più affascinante.

L’unico problema è che, proprio qui, facciamo “l’incontro”. Zambrotta, chiederete voi? No. Un intero pullman di turisti spagnoli che, da questo momento in poi, diventerà il classico incubo “da foto”. Sempre pronti ad invadere i nostri spazi fotografici. Diventa una corsa contro il tempo (e gli spagnoli), che non riusciamo quasi mai a vincere!

Voglio dirvi una cosa. Di Alberobello si sa tutto, così come sulla nascita dei trulli (di cui vi ho parlato in questo post). Ma lo volete un consiglio, per una visita davvero speciale? Andate dove non vanno tutti gli altri. No, non pensate che io sia impazzita. Il 98% delle persone che arriva ad Alberobello visita: i trulli siamesi, la via principale ricca di negozietti, i vicoli immediatamente vicini, la Chiesa Trullo, il Trullo Sovrano.

Ma se decidete di inserire Alberobello, come sosta di un itinerario in Puglia, spingetevi nelle zone che i turisti considerano poco o niente.

  1. La zona residenziale che ho citato prima, innanzi tutto. E’ a ridosso del belvedere, la si raggiunge in pochi passi. Solo che, la maggior parte delle persone, scende la scalinata per visitare subito la zona monumentale.
  2. Il parco attraverso cui, dalla zona residenziale, si scende verso la zona monumentale. Da qui gli scorci sul centro storico, sono indimenticabili.
  3. Una volta raggiunta la zona monumentale, percorrete anche la via parallela alla principale, dove si avventurano pochissime persone.
  4. Invece del solito Trullo Sovrano, entrate nei trulli adibiti a negozietti. Qui potrete osservarne la struttura interna e, in alcuni casi, accedere ad ampie zone panoramiche.

Insomma, Alberobello ha scorci meravigliosi, decorazioni ricercate. Si possono passare ore ed ore a fotografare, senza nemmeno rendersene conto. Ogni particolare è imperdibile, ogni vicolo è poesia.

Ma abbiate la curiosità di vedere anche quegli angoli, dove non si spinge quasi nessuno. Sarà magico, perché proverete la sensazione di essere padroni di Alberobello! I soli protagonisti di questo libro di pietra, la cui storia è iniziata per caso alcuni secoli fa.

Tiziana è stata così carina da condividere con me, alcune delle foto che ha scattato ad Alberobello. Si tratta di veri documenti, che mi ritraggono in tutta la mia essenza. Una viaggiatrice, innamorata della fotografia? No, un’invasata che passa la vita con la valigia e la reflex in mano! Ad un certo punto mi sono quasi spaventata, guardando le immagini.

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Itinerario in Puglia: qualche idea in più.

Noi ci siamo fermati in Puglia solo tre giorni, comprensivi di un lungo viaggio andata e ritorno dalla Romagna. Eppure siamo riusciti a visitare diverse località. Vi lascio, perciò, qualche idea da cui attingere, per completare il vostro itinerario in Puglia:

Poligano a Mare, di cui ho scritto qui;

Ostuni, di cui ho scritto qui;

Locorotondo, di cui ho scritto qui.

Claudia B.

10 Commenti

  1. Ma noo io invece l’alberello di Gerusalemme l’ho notato subito e fotografato! ^_^
    Annoto tutto: la prossima volta la zona che hai indicato non me la perdo! Come ben sai io invece ho fatto esattamente come il 98% dei turisti zambrotti 🙁 Ma comunque non vale, tu avevi Tiziana come guida d’eccezione! 😛 Siete strepitose nelle foto, si vede che vi siete divertite insieme! 😉
    Invece ho trovato molto istruttiva la visita di Castellaneta, altro che Lonely Planet hihiiii!
    Meravigliosi comunque i murales! *_* Sul cibo 40 Euro invece no comment! O_o

    1. No, su quei 40€ non riesco a commentare nemmeno io, se no mi tornano in mente e mi si blocca la digestione…
      Devi sapere che Daniele è stato ufficialmente chiamato da Lonely Planet Italia, per scrivere un intero capitolo dedicato a Castellaneta. Nella mail di richiesta, c’era scritto: “escile”, queste informazioni.
      Di certo, questa volta, sono riuscita ad apprezzarla anche io. Dopo anni di tentativi mai riusciti, è stato bello ammirare la davvero la “città del mito”.
      Su Alberobello mettiamola così Dani: tu sei stata sfortunata, tuo malgrado inserita in un “tour degli orrori”, senza nemmeno ben sapere come; io sono proprio stata una grossa rintronata! Ma molto! Per anni ho detto di essere stata ad Alberobello, inconsapevole di non averla vista!
      Mentre lo raccontavo a Tiziana, non sapevo se ridere istericamente o piangere…
      Ero certa che tu l’alberello lo avessi visto! Non sei mica come il 98% dei turisti: tu hai pelo!!! Ahahahahah!!!
      Buona serata 🙂
      Claudia B.

  2. Che bella immersione in Puglia…in questo periodo ho davvero poco tempo per leggere, ma sono riuscita a tratti a seguirvi e mi riprometto di leggere con più attenzione il vostro bellissimo itinerario. Sono stupende le opere di street art! Un abbraccio, Flavia

    1. Ciao Flavia! Ti ringrazio davvero di cuore per essere passata, ed averci seguiti. Quando gli impegni ci inglobano, so bene quanto sia difficile leggere anche altri blog. Per cui apprezzo tanto che tu sia stata virtualmente con noi, durante il progetto “Bianco di Puglia” 🙂
      Quando vorrai, l’itinerario sarà sempre a disposizione 😉
      Le opere di street art che hanno inserito a Castellaneta, le ho trovate anche io strepitose. Danno un tocco speciale al paese vecchio.
      Bacioni,
      Claudia B.

  3. Daniele come guida turistica ha contenuti impressionanti insomma ahahah
    La Puglia è troppo bella e incontrare altri blogger in carne e ossa è una delle soddisfazioni di questa nostra passione 🙂

    1. Il momento in cui mi ha detto: “Qui lo chiamano La Marina, ma non so il perché”, sono quasi morta di dolore. A quel punto ho capito che Daniele come guida, aveva bisogno di un reset, ahahahah!
      Hai ragione Roberta. La Puglia è fantastica e, finalmente, anche io ne ho potuto scoprire vari luoghi, entrando in sintonia col territorio. Poter aggiungere alla nostra passione per i viaggi, la possibilità di conoscerci tra noi, che abitualmente interagiamo e ci consultiamo, è un valore aggiunto non indifferente 🙂
      Baci,
      Claudia B.

  4. Ahahaahha ma povero Daniele!!! Ti ha raccontato il paese attraverso la sua particolare storia, visione sicuramente unica e che nessun’altro avrà mai il privilegio di avere 😉
    Alberobello me lo ricordo come un posto da favola, purtroppo ci sono stata tantissimi anni fa e le poche foto che avevo chissà dove sono finite. La foto dall’alto mi ha lasciato senza fiato! Mi sembri irrecuperabilmente innamorata della Puglia ormai, magari anche andare a visitare i parenti non sarà più tanto terribile se riuscite a ritagliarvi un po’ di spazio per girare 😀

    1. Esatto Celeste! La “sagra del parente” potrebbe essere persino allettante! Pensa che sabato, partirò nuovamente per la Puglia, questa volta per lavoro, ma francamente non vedo l’ora 🙂 Anche se, certo, nessuno mi racconterà del posto in cui si è spiaccicato al suolo in bicicletta…sono particolarmente fortunata, eh?!
      Celeste almeno tu puoi dire di essere stata ad Alberobello, pur non trovando le foto. Pensa alla me rincitrullita, convinta di aver visto Alberobello, che invece non ha visto nulla! Questo è grave 😉
      Però alla fine è andata bene così. Era destino che tornassi e, questa volta, con una guida speciale come Tiziana.
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  5. Poesia e voglia di leggere la Puglia descritta da te. Se scrivessi un libro sulla Puglia sappi che io lo comprerei ad occhi chiusi. Starei ore e ore a leggere di Puglia, cosa che purtroppo succede raramente quando si tratta di altri luoghi. Da qui deduco quanto io sia follemente innamorata della Puglia, nonostante i suoi difetti che pure ha. Arrivata al punto di Alberobello (ma quanto è bella la tua foto con le scale fiorite!) davvero ho riso tantissimo. Mi sono ricordata della telefonata e del fatto che sprizzassi di gioia. Erano giorni che ero tutta in fermento per la tua attesa! E’ stato un onore conoscervi. Ancor più che è strano di quanto tra blogger ci si trovi casualmente a legarci per una qualche affinità. E’ stata bellissima la tua espressione “siamo uscite dal web”. Ora spero vivamente di incontrarti di nuovo e anche presto! E prima che me ne dimentichi, anche tu mi sei stata vicina da molto tempo a questa parte. Insieme a te mi sono entrate nel cuore tante altre blogger. Daniela la debbo citare assolutamente. Spero ci sia l’occasione per trovarci tutte assieme prima o poi. Si dice anche, volere è potere.
    Ti abbraccio fortissimamente. E tanti saluti a Daniele (che ne sai che non sia parente a Rodolfo Valentino?)

    1. Secondo te devo spulciare l’albero genealogico? No dai, non può essere parente! Lui si diverte a dire, indicandosi: “E dopo Rodolfo Valentino, er mejo figo di Castellaneta sono io”… Ormai mi sono arresa, troppi anni che assisto a questo scempio, ahahahahah!
      Mentre scrivevo, pensavo a tutte voi che ci siete sempre. Io e te abbiamo avuto la fortuna di poterci vedere, sono anzi certa che l’occasione capiterà di nuovo (ma stavolta stacco il telefono dall’orecchio, sia mai che nel frattempo avvisti altre celebrità 😉 ). E anche a me sono subito venute in mente, per citarne due, Daniela e Lucrezia, che stresso più o meno a giorni alterni, ma hanno una pazienza da Sante, come te Tiziana!
      Il nostro “uscire dal web”, è spesso anche questo modo di aiutarci e sostenerci, con i mezzi che abbiamo a disposizione. E meno male, che intorno di aridità ce n’è pure troppa!
      Sono felice di aver passato il “tuo esame sulla Puglia”, ero anche un pò in ansia, eh! Mica ero sicura di riuscire a completare il lavoro, senza venir bocciata! Alla fine, penso che l’essere onesti, il riportare semplicemente ciò che si vive, sia il modo migliore per raccontare un viaggio 🙂
      Ti abbraccio fortissimamente, bacioni,
      Claudia B.

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