Cosa vedere in Abruzzo in quattro giorni

COSA VEDERE IN ABRUZZO IN QUATTRO GIORNIPoco più di un anno fa abbiamo trascorso quattro giorni straordinari in Abruzzo. Non eravamo mai stati in questa regione italiana, se non di passaggio, e avevamo voglia di scoprirla. Viverla in prima persona. Vi racconto, quindi, cosa vedere in Abruzzo, partendo proprio dai borghi e dalle cittadine del nostro itinerario.

Di quel viaggio sono rimaste emozioni così profonde che, nel momento in cui ho aperto il blog, ho seguito l’impulso di descrivere l’Abruzzo attraverso una lettera ricca di sentimenti. Mi sono resa conto che quella lettera, per quanto vera e intensa, non è un racconto di viaggio. Chiude uno stato emozionale, ma non serve per organizzare quattro giorni in Abruzzo.

Alla fine, ho deciso di riprendere in mano quell’esperienza e scrivere un vero reportage, con tutti i consigli diretti su cosa vedere quattro giorni in Abruzzo.

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Itinerario in Abruzzo: cosa vedere ad Atri.

Partiamo presto in questo soleggiato giovedì di metà giugno. L’itinerario del nostro primo giorno di visite è fitto e, a dire il vero, non vediamo l’ora di iniziare a visitare i borghi di Atri, Città Sant’Angelo, Penne.

Atri è una cittadina estremamente accogliente, elegante, tenuta in maniera ineccepibile. La sua posizione elevata, a ridosso di tre colli da cui si spazia con lo sguardo sulla campagna circostante, fino all’Adriatico, permette di godere appieno del territorio abruzzese.

COSA VEDERE IN ABRUZZO: ATRI

Una vera chicca sono i suoi caratteristici vicoli, lungo cui passeggiare all’ombra, per scoprire cortili fioriti, piccole piazzette o edifici religiosi. Anche le vie principali, quelle su cui affacciano palazzi nobiliari, botteghe e ristoranti, sono di una grazia divina, molto raffinati. Ogni particolare è all’altezza del suo titolo di antica capitale del Ducato di Atri, sede ufficiale dei Duchi Acquaviva. 

Il centro è un incontro elegante di periodi storici: in alcuni scorci ricorda il periodo medievale, con passaggi stretti e pittoreschi; in altri ti catapulta all’epoca romana, grazie al rigore e alla geometria dell’urbanistica. Ad esempio le due bellissime piazze principali, Piazza del Duomo e Piazza del Comune, erano rispettivamente le terme ed il foro!

Entriamo in un panificio per acquistare qualcosa da mangiare e approfittiamo della cortesia dei proprietari, che ci offrono alcuni dolcetti appena sfornati. Come potremmo resistere?

Prima di ripartire, facciamo una visita alla Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta, la cui costruzione iniziò nel XIII secolo. La sua struttura domina in maniera monumentale Piazza Duomo, ma la vera sorpresa è l’interno. Un ingresso rialzato, con una scalinata che immette nella navata principale. Questa posizione sopraelevata, è un ottimo punto di vista sull’intera struttura.  

COSA VEDERE IN ABRUZZO: CATTEDRALE DI ATRI

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Itinerario tra i borghi dell’Abruzzo.

I borghi occupano un posto alto nella classifica tra i luoghi più belli da vedere in Abruzzo. Iniziamo le visite da Città Sant’Angelo: Iscritta nel circuito “I Borghi più Belli d’Italia”, sorge su un colle non troppo distante dalla città di Pescara. 

COSA VEDERE IN ABRUZZO: CITTA' SANT'ANGELO

Il centro si dipana lungo Corso Vittorio Emanuele, stretto tra due file di case, che incornicia alla fine la Chiesa di Sant’AgostinoDa questa lunga arteria, dove vi sono bar e negozi, partono vicoletti che si aprono su piccole piazzette o importanti edifici di culto come la Chiesa di San Francesco.

Notevole la Collegiata di San Michele Arcangelo, ricostruita attorno al Trecento, caratterizzata da un porticato quattrocentesco e dall’alto campanile.

COSA VEDERE IN ABRUZZO: CENTRO STORICO DI CITTA' SANT'ANGELO

Nonostante il caldo asfissiante del primo pomeriggio, è un piacere passeggiare alla scoperta di questo borgo. Prima di ripartire, gustiamo un gelato freschissimo e riposiamo all’ombra di una piccola piazza. Una sosta gradevole, prima delle prossime tappe.

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Cosa vedere a Penne, in Abruzzo.

Attraverso una campagna dai panorami mozzafiato, raggiungiamo Penne, di cui ci innamoriamo all’istante. Iscritto al circuito “I Borghi più Belli d’Italia”, questo paese di discrete dimensioni è assolutamente da vedere durante un viaggio in Abruzzo. Bisogna sondarlo un passo alla volta, con grande calma, partendo dalla parte bassa per inerpicarsi poi, lungo i pittoreschi vicoli. 

COSA VEDERE IN ABRUZZO: IL BORGO DI PENNE

Penne occupa un punto strategico, a metà strada tra il Mare Adriatico e il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. È deliziosamente posizionato su una collina, dove sono state trovate tracce risalenti al Neolitico.

I caratteristici scorci sono come flash improvvisi: un richiamo irresistibile per me che amo scattare fotografie. Lentamente, passo dopo passo, ci lasciamo conquistare dai palazzi nobiliari, che sembrano ancor più imponenti a ridosso delle piccole viuzze. Troviamo aperta solo la barocca Chiesa della S.S. Annunziata, mentre tutti gli altri edifici religiosi, persino il duomo, sono chiusi. Ci dispiace, ma non ci perdiamo d’animo e ci spingiamo fino alla grandiosa Porta San Francesco, ricostruita nel XVIII secolo.

COSA VEDERE IN ABRUZZO: BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA

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Dove dormire in Abruzzo.

Dopo ore di visite, complice anche il caldo afoso, la stanchezza si fa sentire. Raggiungiamo così l’agriturismo “Godere Agricolo”, nel quale soggiorneremo in questi quattro giorni. Un piccolo paradiso agreste: un casale di campagna, circondato dal verde delle colline e dei campi nei dintorni di Teramo, con una vasta aia come quella in cui giocavo da piccola a casa dei miei nonni! In un’area riservata è stata ricavata una piscina così invitante dove, appena lasciate le nostre cose in camera, mi tuffo senza pensarci due volte. Nuotare ammirando i panorami mozzafiato e le colline è una magia.

COSA VEDERE IN ABRUZZO E DOVE DORMIRE

Che dire poi della gustosa cenetta che ci viene proposta, a base di prelibatezze a km zero? Poesia per il palato. Una serata del genere è un’esperienza che andrebbe ripetuta ogni giorno. Trovarsi immersi nella pace, condividere chiacchiere e risate, scambiare qualche battuta con gli adorabili proprietari, mentre il canto dei grilli accompagna le nostre parole. Infine, per addormentarsi, aria fresca che entra dalle finestre e le melodie della radio accesa. Non avremmo potuto ricevere una buonanotte migliore.

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Città da vedere in Abruzzo: L’Aquila…

Il secondo giorno del mini viaggio in Abruzzo, inizia con una superba colazione servita nel patio! Veniamo viziati da un servizio eccellente, con tanto di quotidiani, marmellate e dolci fatti in casa. Per non parlare dell’uovo sbattuto, fresco fresco di covata, che mi rimanda direttamente all’infanzia! Rinunciamo ai piatti salati perché non sapremmo dove trovare posto per altro cibo.

Le località da vedere in Abruzzo oggi sono davvero tante: ci attende un itinerario fitto, iniziando da L’Aquila. Ebbene si, L’Aquila… una visita che ci distrugge emotivamente. Osserviamo increduli lo spettacolo martoriato che si presenta ai nostri occhi.

Tutti ci dicono che, nonostante le apparenze, sono stati fatti tanti lavori dopo il terremoto del 2009 eppure… Noi abbiamo la sensazione di muoverci in una città ancora profondamente ferita. Un’anima in pena. Un centro fantasma. Vi sono cantieri, zone rosse inaccessibili, vie completamente impraticabili. L’aria è impregnata dal fumo delle macerie, probabilmente dovuta ai lavori in corso. Non ci piace quello che vediamo. E non parlo da un punto di vista estetico. Non ci piace perché i nostri cuori piangono di fronte ad un evidente abuso politico ed economico, di fronte alla mercificazione di una tragedia che è costata vite umane.

Da anni si parla di crisi, con ditte edili che chiudono mandando a casa operai, togliendo loro uno stipendio. E qui c’è una città da ricostruire, un cantiere a cielo aperto che potrebbe dare quel lavoro tanto agognato! I fondi sono arrivati da ogni parte del mondo, per cui non dovrebbe essere una questione economica. Dove sono gli impedimenti, allora?

COSA VEDERE IN ABRUZZO: L'AQUILA

Nemmeno la breve sosta alla rocca e alla Basilica di Collemaggio, appena terminata, riesce a toglierci l’amaro penetrato sotto pelle. Insieme al tremore e alla stretta allo stomaco con cui abbiamo percorso le strade cittadine. È la prima volta in tanti anni di viaggi, che una visita ci ha provocato male fisico…

COSA VEDERE IN ABRUZZO: LA BASILICA DI COLLEMAGGIO

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Itinerario tra i borghi del Parco del Gran Sasso.

Iniziamo a riprenderci solo quando ci avviamo lungo la strepitosa strada che si inerpica fino a Santo Stefano di Sessanio, uno dei luoghi più belli mai visti. Il pittoresco borghetto sorge all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

COSA VEDERE IN ABRUZZO: I PARCHI NATURALI

Il ricercato borgo medievale iscritto al circuito “I Borghi più Belli d’Italia”, ci accoglie inondato da un sole ormai alto, che lo illumina in maniera accecante. La pietra faccia a vista degli edifici, riflette i raggi quasi come fosse vetro. Casette graziose, ristorantini e botteghe, ben celate nel dedalo di viuzze, il frinire delle cicale, il colore ed il profumo dei fiori che decorano con fascino ogni angolo.

Tutto intorno, il verde a perdita d’occhio di quel Parco Nazionale che promette di donarci un milione (più una!) di sorprese, nel corso delle prossime ore. Santo Stefano di Sessanio, è uno dei borghi più romantici da vedere in Abruzzo!

COSA VEDERE IN ABRUZZO: SANTO STEFANO DI SESSANIO

Un gioiellino che irradia magia, lavando via tutte quelle sensazioni negative accumulate a L’Aquila. Almeno in superficie, perché quanto si imprime nella mente difficilmente si può estirpare. Passeggiando arriviamo sino alla piazzetta principale, un piccolo salotto su cui si affaccia la Chiesa Madre.

COSA VEDERE IN ABRUZZO: UNO DEI BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA

Salendo lungo una scalinata coperta da una volta, ci imbattiamo in una bottega minuscola, graziosa come una bomboniera, dove entriamo per acquistare dei panini. Chiacchieriamo con la giovane, gentilissima proprietaria, che ci regala anche un dolcetto. Sediamo nel lillipuziano esterno, un accogliente terrazzino, dove una panca ci permette di riposare all’ombra e pranzare in un silenzio ristoratore.

Riprendiamo l’esplorazione guidati da una grande curiosità. Troviamo una bottega artigianale, dove vengono prodotti manufatti in lana proveniente dalle pecore allevate dal marito della proprietaria. Mi racconta che, insieme ad altre donne di Santo Stefano di Sessanio, sta portando avanti questo progetto di rivalutazione del borgo, tramite le produzioni artigianali e l’attività ricettiva. Hanno anche ricavato una saletta di lettura all’interno degli antichi locali in pietra, in un cortiletto accogliente e silenzioso.

Lasciamo a malincuore il paese, per spostarci a Calascio, antico borgo di origine normanna famoso in tutto il mondo per la Rocca dell’anno Mille. Set cinematografico per tantissime pellicole come, per citarne un paio, “Lady Hawke” e “Il nome della Rosa”. Impossibile dimenticare la scena in cui Guglielmo da Baskerville, sale a dorso d’asino lungo la ripida mulattiera!

COSA VEDERE IN ABRUZZO: IL BORGO DI CALASCIO

Lasciamo l’auto nel poco spazio disponibile all’imbocco del borgo e, pur senza un asino a disposizione, raggiungiamo l’abitato medievale e, successivamente, Rocca Calascio. Nonostante il caldo soffocante ed il vento impetuoso, ci godiamo ogni straordinario affaccio sul Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

COSA VEDERE IN ABRUZZO: I BORGHI DEL PARCO DEL GRAN SASSO

Non ci sono parole per descrivere questi panorami. Non colori per spiegare cosa succede quando le nuvole giocano irriverenti in cielo, stravolgendo in maniera totale il paesaggio. Borgo e castello di Calascio, formavano un unico nucleo fortificato e, in passato, erano collegati da un ponte levatoio in legno.

COSA VEDERE IN ABRUZZO IN POCHI GIORNI: ROCCA CALASCIO

Dall’alto della rocca si poteva dominare l’intera area: rappresentava quindi un ottimo punto di avvistamento e comunicazione, anche con le torri e i castelli limitrofi.

La pietra bianca della grandiosa struttura, si contende l’attenzione con la dirimpettaia Santa Maria della Pietà. Un tempietto ottagonale del XVI secolo, che sorge dove la popolazione riuscì a sopraffare un gruppo di briganti. Immersi in un silenzio irreale e in una bellezza prorompente, lasciamo che il vento continui a strattonarci e guidarci da una struttura all’altra, perdendoci con lo sguardo in questo magnifico quadro prospettico. Passeggiare tra le pietre di Rocca Calascio rappresenta un attimo di intensa suggestione. Si respirano il passato, la storia, in un circuito di sospensione spazio temporale.

Visitiamo le vestigia del fortilizio, che crebbe notevolmente nel Quattrocento grazie al passaggio alla famiglia Piccolomini prima, e ai Medici, poi, i quali la acquistarono insieme a Santo Stefano di Sessanio. Oggi è una delle rocche più belle da vedere in Abruzzo: Qualsiasi itinerario in questa regione deve includere una tappa a Rocca Calascio… 

Solo pochi km ci separano dall’ultimo borgo del nostro tour: Castel del Monte, iscritto al circuito “I Borghi più Belli d’Italia”.

COSA VEDERE IN ABRUZZO: ITINERARIO BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA

Arroccato alle pendici del Monte Bolza, il borgo risale all’XI secolo, anche se era collocato più a sud rispetto ad oggi. Poi la popolazione in fuga dai barbari invasori, si rifugiò nel nucleo fortificato, il ricetto, la parte più antica di Castel del Monte.

COSA VEDERE IN ABRUZZO: CASTEL DEL MONTE
Vi sono molti lavori di ristrutturazione lungo i vicoli del borgo e tra le abitazioni, ma ciò non toglie che scivolare fra questi angusti passaggi, sia davvero un piacere per gli occhi. Palazzine che stringono scalinate, con le quali è possibile muoversi con riverenza tra i piani del paese.

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Cosa vedere nel Parco Nazionale del Gran Sasso.

Trascorriamo il resto del pomeriggio scorrazzando attraverso il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il verde lussureggiante e i campi in fiore, mano a mano che ci spingiamo verso Campo Imperatore, si fanno brulli, lasciando spazio al marrone intenso della terra, al bianco intenso delle nevi e ai rilievi che fanno uno scrigno.

COSA VEDERE IN ABRUZZO: PARCO DEL GRAN SASSO

Mentre i cavalli allo stato brado corrono liberi e pascolano beati, ignorando totalmente lo stupore di chi percorre le strade del parco, le nuvole in cielo si rincorrono incastrandosi tra loro e creando immagini mitologiche. Poi si  riversano lungo i fianchi dei monti, come panna montata, un effetto simile a quello di Anaga, a Tenerife. L’aria si raffredda e, finalmente, non sembra più un torrido giugno battuto dagli anticicloni, ma un frizzante inzio primavera.

Un paesaggio struggente che l’alpinista Fosco Maraini paragonò al Tibet tanto che, da allora, ci si riferisce a Campo Imperatore denominandolo “piccolo Tibet”. 

COSA VEDERE IN ABRUZZO: IL PICCOLO TIBET

Il Rifugio Campo Imperatore è stato anche l’ultima prigione di Benito Mussolini nel 1943, prima di venir liberato dai tedeschi. La sua stanza è ancora visitabile.

Scendiamo lentamente verso L’Aquila, godendoci le panoramiche su questa natura incontaminata, così bella da colpire dritto al cuore. Al nostro arrivo in agriturismo, i proprietari si fermano a chiacchierare con noi all’ombra nell’aia, offrendoci acqua fresca ed un piatto di formaggi e salumi. Un gesto così carino, va a concludere una giornata indimenticabile.

Ci trasciniamo fino in piscina per assorbire gli ultimi raggi di sole e approfittarne per nuotare in mezzo al verde. Anche la serata tra sapori antichi e puri, trascorsa a condividere pensieri con gli altri ospiti della struttura, è speciale e piena di significati. E ha tutto il sapore del passato, quando nelle vecchie case di campagna ci si radunava durante la cosiddetta “veglia”, per condividere un pasto e raccontare storie.

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Cosa vedere alle Gole del Sagittario in un giorno.

La nuova giornata ci dà nuovamente il buongiorno col sole: che spettacolo! Ci godiamo una colazione deliziosa all’aperto, prima di salire in auto alla volta della lunga tratta verso le Gole del Sagittario. Arriviamo ad Anversa degli Abruzzi a metà mattinata e facciamo una sosta caffè in una tipica bottega-bar-negozio di souvenir (presente il tipico “vendocomprotrovotutto” dei paesini?), nel quale ci divertiamo a scambiare battute con i proprietari. Dopodiché trascorriamo un po’ di tempo passeggiando tra i vicoli di questo angolo di pietra, iscritto nel circuito “I Borghi più Belli d’Italia”. 

COSA VEDERE IN ABRUZZO: ANVERSA

Teneramente accoccolato all’interno della Riserva Naturale delle Gole del Sagittario, Anversa degli Abruzzi è un susseguirsi di piccoli vicoli curati, su cui dominano i ruderi del Castello Normanno. Lo stesso castello nel quale D’Annunzio ambientò il romanzo “La fiaccola sotto il moggio”.

Vera perla delle Gole del Sagittario da vedere in Abruzzo, è il borgo di Castrovalva, arroccato su uno sperone roccioso a pochi km da Anversa. La sola strada che conduce a questo sonnolento centro medievale, vale la pena di essere percorsa per gli straordinari affacci sull’Alta Valle del Sagittario.

COSA VEDERE IN ABRUZZO: CASTROVALVA

Una volta in cima, si viene catapultati in un mondo estraneo alla realtà di tutti i giorni: un villaggio d’altri tempi, dove le persone si fermano a chiacchierare con te, dove ogni vicolo cela una sorpresa. Dove guardi le meravigliose villette ricche di decori floreali e pensi: “Io, qui, ci vivrei”.

Una favola questo angolino d’Abruzzo, di cui ci innamoriamo a prima vista e che ci conquista molto più di Anversa. Anche per la sensazione costante di calorosa accoglienza, oltre all’atmosfera che si respira ad ogni passo.

Tappe successive del nostro itinerario alle Gole del Sagittario, sono Villalago e Scanno, ambedue iscritti nel circuito “I Borghi più Belli d’Italia” (titolo che meriterebbe anche Castrovalva!). È un approssimarsi lento il nostro, uno spingerci sempre più a fondo nel cuore della Riserva Naturale delle Gole del Sagittario, regno incontrastato di molti animali selvatici tra i quali il lupo. 

Abbassiamo i finestrini e ci godiamo appieno l’emozione di percorrere un territorio ammaliante. Con le alte pareti della gola che incombono su di noi e il corso del fiume Sagittario dalle acque color smeraldo, su cui spicca il verde della vegetazione circostante.

COSA VEDERE IN ABRUZZO: LE GOLE DEL SAGITTARIO

Ci fermiamo nei pressi dell’Eremo di San Domenico, prima di salire verso Villalago, da cui si gode di un panorama indescrivibile su questa bellezza della natura.

COSA VEDERE IN ABRUZZO: VILLALAGO

Difficile spiegare cosa si prova nel momento in cui, gradino dopo gradino (non a caso ho personalmente ribattezzato questo borghetto “il paese delle scalinate”), vicolo dopo vicolo, si arriva alla zona panoramica che dà sulle gole. Roccia nuda inframmezzata dal verde, con lo smeraldo delle acque che spicca come un gioiello. È una perfezione che l’occhio coglie come fosse un dipinto e non realtà.

Quando raggiungiamo Scanno il tempo si è rannuvolato, dandoci tregua dal sole cocente. Immaginavamo di trovare un piccolo centro storico, invece Scanno è un grande borgo, molto bello. È conosciuta come “città dei fotografi”, dato che è stata immortalata da numerosi artisti nel corso del Novecento. Così, la bellezza di questo angolo d’Abruzzo, è arrivata fino oltreoceano.

COSA VEDERE IN ABRUZZO: SCANNO LA CITTA' DEI FOTOGRAFI

Un centro abitato sin dall’epoca romana, che uscì miracolosamente illeso dalle invasioni barbariche, grazie alla sua struttura difensiva. Le cose andarono peggio con l’arrivo dei saraceni, che assalirono le popolazioni locali mutandone anche le tradizioni, tanto che abiti e copricapi femminili assunsero tratti strettamente legati allo stile orientale! 

Ogni scorcio è pura poesia. Bisognerebbe scattare mille foto al secondo, per poter cogliere davvero l’anima di Scanno, col suo insieme di emozioni e di sensazioni. Si passa dal vicolo o dall’angolino nascosto, raccolto, intimo, dove vi sono solo piccole botteghe, alla piazza e ai viali di passaggio, intensamente vissuti sia dai turisti che dagli abitanti.

COSA VEDERE IN ABRUZZO, I BORGHI DELLE GOLE DEL SAGITTARIO

Un numero impressionante di chiese e palazzi, si alternano a villette e piccoli oratori: questo dualismo fa si che la visita di Scanno non sia mai scontata, ma una sorpresa costante. Non sai mai cosa verrà dopo! Acquistiamo dei panini in una piccola bottega e ci sediamo a mangiare su una panchina con vista panoramica sul borgo, all’ombra di un grande albero. Un vero pranzetto con vista!

Decidiamo di dividere il resto del pomeriggio tra una sosta al Giardino Botanico delle Sorgenti del Cavuto, oasi WWF, ed una passeggiata nel borgo di Pacentro. Nella verde area naturalistica vicino Anversa degli Abruzzi, seguiamo un semplicissimo percorso ad anello immerso nel verde. Molto carina con le sue fonti, i laghetti e l’orto didattico di erbe e piante.

COSA VEDERE IN ABRUZZO: OASI WWF DI ANVERSA

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Cosa vedere a Pacentro, il borgo in Abruzzo della famiglia di Madonna.

A Pacentro ci troviamo nuovamente immersi nella perfetta quinta di un paese iscritto nel circuito “I Borghi più Belli d’Italia”. Siamo a pochi km dal centro di Sulmona, circondati dal Parco Nazionale della Majella. L’abitato si trova su una collina, alle pendici delle Montagne del Morrone. Questo è il luogo d’origine della famiglia Ciccone: vi dice nulla questo nome? Ebbene si, mi riferisco proprio alla famiglia della mitica cantante Madonna!

COSA VEDERE IN ABRUZZO: PACENTRO IL PAESE DI MADONNA

Passeggiamo spensierati per i vicoli del paese, raggiungendo la sontuosa parrocchiale di Santa Maria della Misericordia, che domina la piccola, graziosa piazzetta. Alle spalle le pareti rocciose delle montagne, incorniciano questa quinta, creando uno spettacolare contrasto con la pietra splendente degli edifici.

Ad ogni passo ci innamoriamo sempre di più della raffinatezza di Pacentro. Nonostante le vicissitudini attraversate nel corso dei secoli, tra cui la piaga del brigantaggio, Pacentro è stato completamente rivalutato ed è costantemente meta di turismo: d’altronde, tanta bellezza non poteva restare a lungo nascosta.

Arriviamo fino alla sommità del paese, dove sorge il Castello Caldora del X secolo, con le sue torri quadrate disposte, i torrioni ed un ampio fossato. Ai suoi piedi si è sviluppato l’ameno borgo, durante i secoli in cui le vallate erano tediate dalle invasioni barbariche.

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Cosa vedere in alto Abruzzo: Civitella del Tronto.

Questa mattina, prima di tornare a casa, ci fermiamo a visitare Civitella del Tronto che, come la maggior parte dei luoghi toccati in questi giorni, fa parte del circuito “I Borghi più Belli d’Italia”. Vi troviamo poche persone a spasso per il paese. Chi va messa, chi a comperare il giornale o a fare colazione in uno dei tanti baretti del centro.


Così, con l’abitato medievale a nostra completa disposizione, ci incamminiamo oltrepassando Porta Napoli, e accediamo alla soleggiata terrazza panoramica su cui sorge la Chiesa di San Lorenzo. Attorno a noi il risveglio lento del borgo, davanti a noi un affaccio mozzafiato che, dall’alto di questa collina tufacea, è incredibile. Non so quanti milioni di sfumature di verde stanno ammirando i nostri occhi.

COSA VEDERE IN ABRUZZO: CIVITELLA DEL TRONTO

Nonostante non siano chiare le origini di Civitella del Tronto, qui nei pressi sono stati rinvenuti reperti del Neolitico. L’aspetto, delizioso e curatissimo, è quello di un intatto borgo medievale del IX-X secolo, epoca in cui effettivamente venne edificato.

Seguiamo i vicoli che, mentre saliamo verso la rocca, si fanno sempre più stretti e ripidi. La struttura di questi passaggi serviva per poter bloccare ed incanalare le truppe durante gli assedi, in modo tale da proteggere la rocca come ultimo baluardo difensivo. La rocca è un’importante opera di ingegneria militare da vedere in Abruzzo, composta da architetture di varie epoche disposte su più livelli e collegate da rampe. Fin dalla strada, la visione d’insieme della fortezza e del borgo, è di grande impatto.


Civitella del Tronto si contende col borgo marchigiano di Ripatransone, il titolo per la “ruetta più stretta d’Italia”. Titolo che tanti borghi del nostro Bel Paese vorrebbero aggiudicarsi!

Nonostante sia ora di rientrare, sappiamo bene che questo è solo un arrivederci. Vogliamo tornare per concederci nuovamente il piacere di osservare l’Abruzzo attraverso i suoi colori, i suoi sapori e attraverso i gesti accoglienti del suo popolo.

Claudia B.

2 Comments

  1. Elisa Facchini

    Ciao Claudia, ma quanto hai visto in soli 4 giorni???
    Pensa che anche io nel2015, precisamente a fine giugno sono stata due giorni a L'Aquila e mi trovo molto in quello che dici tu. L'ho vista come una città profondamente colpita, ancora con decine e decine di cantieri e la zona rossa delineata. L'odore di cemento si mescolava a quello dello zafferano che usciva dai ristoranti… però ti dirò che averla vista viva e molto partecipata dai giovani ed universitari il sabato sera mi ha lasciato senza parole e mi ha trasmesso grande gioia. È una città amata, non è abbandonata da chi la vive ogni giorno. E credo che sia molto importante. Ecco perché sono convinta che si rialzera' con orgoglio. Purtroppo il colpo preso è stato pesante e ci vorrà tempo ed aiuti.
    Comunque è una città che in poco tempo mi ha lasciato un segno nel cuore e nella quale vorrei tanto tornare ☺

    1. Sono stati quattro giorni molto intensi, bellissimi ma impegnativi e toccanti.
      Sai, anche secondo me L’Aquila ne verrà fuori, e io vorrei tanto poterla rivedere al massimo dello splendore. Mi turba di più il ruolo della politica e delle istituzioni in tutto questo..
      Leggere la tua descrizione del modo in cui la città viene vissuta da studenti e giovani, nonostante tutto, mi dà speranza. Considera che noi l’abbiamo vista un venerdì mattina e non ho avuto modo di apprezzarla da questo punto di vista. Sicuramente mi avrebbe aiutata a conservarne un ricordo meno traumatico.
      Speriamo che il nostro desiderio di tornare e viverla “integra” possa realizzarsi presto!
      Claudia B.

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