Lettera all’Abruzzo

Caro Abruzzo,
siamo due ragazzi che vivono in Emilia Romgna, una regione non troppo distante da te. Ci accomunano il mare, i borghi disseminati per la campagna, le rocche e i bei paesaggi che stringono il cuore per la loro bellezza. Ma anche le persone allegre e cordiali.
Lo scorso giungo, per quattro giorni sei diventato la nostra casa adottiva, un’incantevole casa, a dire il vero. Ti abbiamo raggiunto, abbiamo deciso di conoscerti meglio e insieme abbiamo trascorso del tempo che ci ha regalato intense emozioni.
Uno dei momenti più forti vissuti con te, è stato la visita de L’Aquila, la città violata, che porta ancora profondamente impressi i segni del terremoto che l’ha colpita sei anni fa, come se fosse successo solo da pochi mesi. Una città che con dignità e orgoglio, nonostante una vera e propria “speculazione sul dolore”, sta cercando di rimettersi in piedi con una difficoltà disarmante.

Non ci era mai capitato di stare fisicamente male per ciò che un luogo visitato ci stava trasmettendo, ma a L’Aquila è stato così. Nonostante il caldo di giugno, noi abbiamo provato freddo; nonostante la felicità per l’esperienza che stavamo vivendo, noi abbiamo sentito tristezza; nonostante la nostra buona forza fisica, noi abbiamo attraversato con estrema difficoltà le sue strade e le sue piazze.

Caro Abruzzo, se è stato difficile per noi, cosa deve essere stato per te e per la tua gente?

Ma la nostra convivenza, bell’Abruzzo, non è stata caratterizzata solo da attimi così tristi, anzi. Abbiamo, ad esempio, trovato cittadine come Atri, un’incantevole centro d’arte, con palazzi nobiliari e imponenti architetture religiose, ma anche piccoli vicoli e cortiletti nei quali passeggiare e rinfrescarsi all’ombra, seguendo ritmi piacevoli e rilassati. Splendidi affacci da cui spaziare con lo sguardo verso i panorami della tua rigogliosa campagna, che si spande a perdita d’occhio, con il verde dell’erba e il giallo dei campi coltivati.

E che dire, mio caro Abruzzo, delle perle che racchiudi con grande accortezza all’interno del tuo territorio: gli incantevoli, piccoli borghi, di cui sei letteralmente costellato? Civitella del Tronto, con un centro storico ampio, dagli scorci caratteristici e bello da togliere il fiato; le raccolte Città di Sant’Angelo e Penne, Castel del Monte e Pacentro, o la mia preferita Santo Stefano di Sessanio, dove muoversi ad un ritmo completamente fuori dal tempo, lungo i vicoli da cartolina, assecondando una calma ed una serenità che ricordano tanto i tempi andati; ma anche Anversa degli Abruzzi, Castrovalva, Villalago e Scanno, che si affacciano, con grande eleganza, come vere e proprie regine, su quella meraviglia della natura che risponde al nome di Gole del Sagittario, con le sue pareti rocciose e le acque cristalline; e l’eccellenza, Calascio, con la sua Rocca che tutto il mondo conosce, grazie ai numerosi film che vi hanno girato, sospesa fra cielo e terra, fra realtà e sogno ad occhi aperti. Caro Abruzzo, i tuoi luoghi nascosti ci hanno accolti con grande affetto. Ci hanno avvolti, coccolati, si sono lasciati amare, hanno nutrito i nostri occhi, ma anche le nostre menti

E, a nutrire i nostri stomaci, dolce Abruzzo, ci ha pensato il tuo popolo. Così caloroso e accogliente, ci ha fatto assaggiare ottimi piatti dove l’ingrediente principale era la gentilezza.

I dolcetti offerti, i piccoli assaggi, i sorrisi e le parole scambiate durante le nostre soste per un pranzo al volo, senza pretese, hanno reso questi momenti molto speciali; un piatto di salumi, una brocca d’acqua offerti dopo una giornata d’escursioni; cene cucinate con amore e prodotti di prima qualità, quattro chiacchiere davanti ad un bicchiere di vino, una piacevole compagnia, hanno allietato le nostre serate in agriturismo, senza corse, senza affanni, solo con la voglia di stare insieme, semplicemente. Essere a casa, pur essendo lontani da casa, caro Abruzzo, questo ci hai donato.
Non possiamo terminare questa lettera, però, senza parlare dell’esperienza sensoriale vissuta durante la visita al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, con quelle vallate infinite dai colori così intensi, che sono persino difficili da nominare; le montagne con cui le nuvole giocano, assumendo forme strane e compatte; i cavalli allo stato brado, che interagiscono fra loro e corrono sereni, senza il rischio di rompersi una zampa per soddisfare i capricci degli degli esseri umani; fino a Campo Imperatore, questo altipiano di origine glaciale, che viene definito piccolo Tibet, tanta è la magnificenza e la vastità del luogo.

Caro Abruzzo, ti scriviamo perché desideriamo ringraziarti per averci mostrato il tuo lato più profondo, per l’intensità delle emozioni che ci hai fatto provare, accogliendoci accanto al tuo cuore puro. Tratterremo tutto ciò che ci hai offerto nei nostri ricordi più affettuosi, con la speranza di ritornare presto a camminare sul tuo accogliente suolo.

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Per il nostro diario di viaggio, cliccate⇒ Quattro giorni alla scoperta dell’Abruzzo
Claudia B. e Daniele L.

4 Commenti

    1. Fallo appena ne avrai l’occasione, è una terra magnifica, molto intensa; visitandola si provano tante di quelle emozioni che, davvero, sono difficilmente raccontabili in un racconto: ecco perchè ho scelto la lettera.
      Se, durante la pianificazione del viaggio, avrai bisogno di aiuto od indicazioni, non esitare a contattarmi!
      Claudia B.

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