Liberi pensieri e personali pareri su Chiang Mai e la Thailandia del Nord

WAT CHEDI LUANG

Quando arrivi nel nord della Thailandia, tutto cambia. Muta persino quello a cui non avevi pensato, anche ciò che non ti saresti aspettato. Perché, intimamente, un quadro di immagini e percezioni lo avevi dipinto. È come se ti accogliesse una Thailandia diversa, da quella a cui i primi giorni di viaggio ti hanno abituato. Devi riadattare i tuoi ritmi, le tue abitudini, il tuo modo di vivere la quotidianità. È necessario resettare la mente e partire da zero. Per quanti pareri su Chiang Mai tu possa aver trovato online, letto su guide e blog, nulla si avvicina minimamente alla realtà. Perché la realtà è persino meglio.

Non voglio (e non posso) essere io, a darvi pareri su Chiang Mai, che rappresentino il punto di svolta, sia chiaro. Ma sento la necessità di parlare di lei, di dare libero sfogo ai miei pensieri, dopo aver raccontato il nostro viaggio di cinque giorni, tra Chiang Mai e dintorni. Oggi desidero solo sedermi qui, a scrivere di questa città, così come ho fatto con Bangkok post dopo post. Ho bisogno di aprire le mie emozioni in un assalto verbale, senza capo né coda.

PANORAMA SU CHIANG MAI

Sento la necessità di lasciare la mia mente urlare e le mie dita vagare sulla tastiera…perché, a Chiang Mai, io avevo semplicemente trovato una casa. Ed ora mi sento orfana. Ditemi, ho il diritto ad un articolo personale, di sfogo ed introspezione? Posso concedermelo, dopo un mese in cui faccio la brava, ed elargisco consigli (a modo mio) su come organizzare un viaggio in Thailandia? Su, fate si con le testoline e dite:

Si, signorina Rottermeir!

PASSEGGIANDO PER CHIANG MAI

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Pareri su Chiang Mai: quando il buongiorno si vede dal monsone.

Il primo incontro con Chiang Mai, è avvenuto sotto la pioggia. E anche l’arrivederci, è stato sotto la pioggia. Il maltempo, ha caratterizzato buona parte del nostro soggiorno nel nord della Thailandia, eppure non posso dire che, questo fattore, abbia influito sul viaggio. Non lo so perché. In altre circostanze, mi sarei infuriata, avrei detto che, ecco, anche questa volta qualcuno “ha gufato pesantemente contro di noi!”. Ma non qui. A Chiang Mai, ci siamo semplicemente infilati un poncho ampio, ed abbiamo proseguito con le visite come niente fosse.

L’ELEGANZA E’ IL NOSTRO PECCATO…

Abbiamo approfittato dei momenti nei quali il tempo ha dato il peggio di sé, per fare un massaggio thailandese da professionisti ciechi. Ci siamo riparati nel nostro ristorante preferito, per mangiare qualcosa di sfizioso, come Phad Thai, Khao Soi…hamburger e patatine (vabbé, la seconda metà del blog è sempre la stessa, non c’è mica modo di fargli mangiare cibo tipico), oppure per rilassarci bevendo stupendi centrifugati di frutta o smoothies divini.

Ma è anche successo di doversi fermare sotto alle tende dei negozi, che affollano le strade della bella Chiang Mai, ridendo abbracciati per scaldarci, mentre il monsone svolgeva con pignoleria il lavoro per cui era stato assunto: rompere le palle scatole.

Abbiamo visto ragazzi improvvisare pic-nic sui marciapiedi, in attesa che il maltempo scemasse, altri intenti a fare il bucato. Altri ancora, come noi, alle prese con una moglie affamata di cibo thailandese, ed un marito che avrebbe volentieri ucciso per un piatto di spaghetti!

Chiang Mai ci ha imposto di rivedere i nostri piani ed i nostri programmi di visita, seguendo quello che il clima un pò pazzo ci imponeva. Ed io, non lo ringrazierò mai abbastanza per questo. Perché è stato il modo in cui ho potuto davvero godermi la città, oltre le sue numerose attrattive. Ho dovuto rallentare, riadattare l’itinerario e, in questo modo, ho trovato il tempo di fare mia Chiang Mai.

LA RISATA DIABOLICA DI DANIELE, FA COMPRENDERE QUANTI SCATTI HO TENTATO, PRIMA DI OTTENERNE UNO DECENTE

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Pareri su Chiang Mai: semplicemente casa.

Il primo impatto con Chiang Mai, è stato strano. Arrivavo da Bangkok, della quale mi ero profondamente innamorata. E mi ritrovavo in una città con un’atmosfera completamente diversa. Vi è mai capitato di sentirvi talmente bene in un luogo, da avere difficoltà a lasciarlo andare, nel momento in cui il viaggio deve proseguire verso la meta successiva? Ecco, appena arrivata nel nord della Thailandia, i miei pensieri e pareri su Chiang Mai, sono stati davvero contraddittori. Non riuscivo ad allontanarmi dal legame, che mi ancorava a Bangkok e ai suoi dintorni.

Eppure, dopo qualche ora di sonno ed una doccia bollente, ho preso ad ascoltare Chiang Mai, che ha iniziato a parlarmi di sé. Lo ha fatto poco alla volta, svelandomi i sorrisi dei suoi abitanti. Mentre la pioggia continuava a scendere, lei ha pensato bene di mostrarmi i suoi angoli suggestivi, accarezzati da un grigio scuro che ha saputo ovattare gli scorci cittadini, imprimendoli nella mia memoria.

Poi Chiang Mai ha deciso di farsi amare come fosse la mia casa, raccontandomi i suoi luoghi più famosi, facendomi sentire a mio agio lungo le sue strade, permettendomi di sorridere col cuore, davanti al suo gioioso dinamismo.

Ad un certo punto, non ho più avuto la percezione di una vita precedente a Chiang Mai. Ed ho compreso il motivo per cui, i pareri su Chiang Mai, siano sempre così pieni di entusiasmo. Mi sono ritrovata ad avere il mio ristorante preferito, il mio Tempio del cuore, la mia passeggiata prediletta, il piatto a cui non sapevo rinunciare.

UN’OFFERTA, UN PENSIERO…E RESTI PARTE DI CHIANG MAI PER SEMPRE

Ho chiuso semplicemente la cartina, tranne quando mi serviva per contrattare con i driver, mostrando loro dove ci stavamo dirigendo, lasciandomi guidare dalla città. Chiang Mai, con il suo quadrato storico, si è svelata un passo dopo l’altro, attirandomi nella gioia dei suoi mercati, nella varietà dei suoi negozi e negli scorci improvvisi, che mi hanno fatto desiderare di restare lì per sempre.

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Pareri su Chiang Mai: non è tutto oro…

…quello che luccica. Perché anche a Chiang Mai, ci sono stati alcuni fattori che mi hanno innervosita. O che, quantomeno, mi hanno fatta riflettere. Non mi è piaciuto vedere bimbe di 4 o 5 anni, completamente truccate, esibirsi alle dieci di sera in mezzo ad una strada, incitate dalle madri. A mio avviso, il posto migliore per loro, era a casa a riposare, oppure a fare qualche capriccio per avere un gelato. Ma sapete che sono per le pari opportunità: non mi piacciono nemmeno le mamme occidentali, che spingono le figliolette treenni a partecipare a concorsi di bellezza, oppure a cantare nell’ultimo programma di Gerry Scotti. Insomma, secondo me i bambini, dovrebbero fare i bambini.

Non mi è piaciuto trovare signore accanto ai Templi, con gabbiette piene di uccellini da liberare, in cambio di 10 bath. Esattamente come odio vedere delle povere colombe, costrette ad attendere il “si” degli sposi, per venir librate in aria. Pratica ampiamente diffusa qui in Italia.

Non sono riuscita a visitare un Elephant Camp. E’ stata, inizialmente, una delle attività che mi avevano portato fino a Chiang Mai. Volevo questa escursione con tutta me stessa, per osservare e toccare con mano, il modo in cui gli elefanti possono vivere in libertà, lontani da attività che li umiliano e rovinano fisicamente. Poi qualcosa si è incrinato.

Ogni agenzia di Chiang Mai, propone attività etiche con gli elefanti. Tante, troppe. Onestamente, quando in ballo ci sono forti guadagni, io tendo ad essere molto dubbiosa sull’onestà dell’operato degli esseri umani, nei confronti degli animali.

Alcuni amici hanno visitato uno di questi campi, rassicurandomi sul modo in cui i dolci pachidermi vengono trattati. Sull’etica del progetto. Per cui, forse, alla fine la mia è stata solo una paura infondata. Ma Chiang Mai, per quanto splendida, è piena di luoghi in cui i contatti con gli animali sono tutto, fuorché moralmente accettabili. Per cui dubitare, penso sia lecito. Anzi, il dubbio dovrebbe aiutare a frenarsi in tempo, prima di fare qualcosa di sbagliato.

GLI ELEFANTI LI HO VISTI SOLO IN PIETRA…

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Come vivere Chiang Mai.

Chiang Mai va vissuta alla giornata, alla maniera asiatica. Non serve a nulla imporsi programmi serrati, o percorsi forzati. È lei che deve guidare i nostri passi. La cosa migliore, è svegliarsi la mattina e decidere sul momento come si desidera impiegare il proprio tempo. Ci sono così tanti luoghi da vedere e cose da fare, da poter selezionare volta per volta ciò che si preferisce.

MONUMENTO AI TRE RE

Mi manca in ogni secondo della mia vita. Non credo ci sia momento, da quando sono tornata, in cui Chiang Mai non mi sia tornata in mente. Penso a quel giardino pazzo, che è il nord della Thailandia, con una natura folta e bellissima, che si apre in un verde brillante, avvolto spesso dalla nebbia. Penso ai riflessi nelle risaie. Penso ai profumi. Voi non sapete quanto vorrei che, qualcuno, inventasse una funzione di WordPress, per permettere ai lettori di sentire le fragranze che si diffondono nell’aria, restando per sempre simbolo di un viaggio!

Mi ritrovo a desiderare un momento tutto per me al Wat Pan Tho, il mio amato Tempio nel centro di Chiang Mai…si può avvertire la mancanza di un luogo che, tecnicamente, è stato “tuo” per soli pochi giorni? Che non è parte del tuo retaggio culturale, della tua religione? Si, è possibile, ve lo dico io.

Ogni tanto sono qui, a sorridere come una cretina, mentre penso alle partite a carte in hotel, alle assurde tratte in taxi collettivo. Alle serate trascorse passeggiando attraverso la città, per i mercati, lungo le vie ricche di locali e negozietti, abbracciati felici, come se il nostro mondo fosse completamente racchiuso a Chiang Mai! Da sempre.

Chiang Mai, è un caotico e storico angolo della Thailandia del nord, dove tutto sembra possibile. Dove i templi ricchi di magnetismo, si affiancano a luoghi mondani. Dove è naturale incontrare monaci buddisti che pregano ed impartiscono benedizioni, che colorano di arancio i taxi collettivi, oppure camminano per strada, intenti a controllare l’ultima notifica su Facebook (volevo scrivere “a leggere l’ultimo post di Voce del Verbo Partire”, ma ho deciso di praticare la modestia per oggi).

Chiang Mai è una città giovane. E’ una città allegramente casinista, piena di traffico che, nelle prime ore del mattino e in tarda serata, finalmente sparisce, come se il buio riuscisse a risucchiare ogni rumore.

Chiang Mai è una città per viaggiatori e per sognatori, ed è un luogo che sa colorare la tua anima di positività. Ecco cosa succede andando a Chiang Mai: si capisce l’importanza del colore, nella propria vita. E, due mesi dopo la partenza per il nostro viaggio in Thailandia, a me sembra di aver lasciato in Asia tutto il mio colore..Ma l’anima dell’uomo, quali livelli di nostalgia può sopportare, prima di non farcela più?

Claudia B.

16 Commenti

  1. Siii il plugin per i profumi sarebbe una figata! Certo avrebbe anche il rovescio della medaglia ad esempio con la fragranza “87barrato GRA” 😛
    Spiegami Claudia come fai, dove le trovi tutte queste parole per la Thailandia…come dice Silvia mi sa che è proprio amore ed è bellissimo! Purtroppo c’è anche qui il rovescio della medaglia: la nostalgia e la consapevolezza di tornare in un posto che ci ha rubato il cuore chissà quando. La cura c’è ed è sempre quella che ti ho segnalato la volta scorsa, si chiama BooknowAnywhere da auto somministrarsi a piccole ma costanti dosi! 😉
    Sono con te su tutta la linea sul discorso animali!
    Ti abbraccio! 🙂

    1. Booknowanywhere 😂😂😂? Praticamente una dichiarazione di intenti! Ebbene ho agito, anche se solo in parte: mi manca un alloggio ed è pronto il viaggio in Baviera di capodanno! È successa una cosa strana. Da quando sono tornata dalla Thailandia, non sono più riuscita a concentrarmi su altri viaggi. Ho scelto la destinazione di capodanno, ho prenotato un appartamento, ma ne manca ancora uno. È come se non fossi in grado di andare avanti.
      Penso che tutto quell’oceano di parole sulla Thailandia dipenda da questo, dal fatto di non sapere come lasciarla andare…o di tornare qui. Praticamente ieri, al TTG, davanti allo stand della Thailandia mi sono bloccata in lacrime, con espressione ebete davanti al video pensando: casa. Avevo voglia di abbracciare le ragazze thailandesi ed implorarle di portarmi via…non è il massimo!
      Ps: Non avevo pensato al risvolto della medaglia per quel plugin 😂!
      Bentornata Orsa Hood!
      Claudia B.

  2. Claudia, mi faccio la tua stessa domanda ogni giorno.
    Come si affronta la nostalgia di un luogo?
    Secondo molti ci si sente così perché, quando si rimane in un posto per un periodo limitato di tempo, non si ha modo di stancarsi, annoiarsi, vedere i difetti che inevitabilmente poi emergono e cominciano a pesare. Credo sia vero, perché ho provato a stare in una città che amavo alla follia… eppure, dopo un paio d’anni, quell’amore si è guastato, tra problemi quotidiani e incomprensioni, differenze culturali o, semplicemente, solitudine. Anche le persone che abbiamo intorno cambiano la nostra percezione dell’ambiente.
    Io però continuo a essere convinta di due cose: la prima è che a volte ci troviamo, per caso o necessità, a vivere in luoghi che non ci corrispondono; la seconda è che la bellezza rende tutto diverso, aiuta ad affrontare la vita quotidiana. Perciò abbiamo sete di posti belli. Ed è giusto continuare a cercarli!

    1. Sai Ilenia che non avevo pensato a questo aspetto? In effetti, la quotidianità e le incombenze, fanno percepire in maniera diversa qualunque luogo. Quando un posto lo vivi, assume un aspetto completamente diverso, è naturale vederne i limiti, le restrizioni, le mancanze.
      Quello che ad un visitatore sembra la località più bella del mondo, dove vorrebbe vivere, perché tanti aspetti hanno saputo farlo sentire a casa ed amato, alla persona che ci vive davvero appare senza trucchi né filtri. Soprattutto all’estero, dove sentirsi soli, sotto una lente d’ingrandimento o, comunque in balia degli eventi, è decisamente una realtà.
      Vivere un posto da viaggiatore, è molto diverso dal viverlo come local.
      Però hai ragione. La bellezza aiuta a far fronte alla quotidianità, anche nelle nostre stesse città, anche nelle difficoltà di ogni giorno. Teniamo stretta la bellezza, cerchiamo di approcciarci a lei, perché è giusto circondarsi di positività, di ciò che ci fa star bene. Consapevoli che sapremo coglierne anche ogni aspetto negativo con concretezza!
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  3. Che belle le tue impressioni Cla, mi hanno fatto vivere questo nord della Thailandia anche a me!
    Anche io mi sarei molto innervosita nel vedere animali in gabbia che per essere liberati necessitano di un pagamento, ancor di più che vedere le bambine truccate ballare la sera. Chissà perché, forse perché come dici tu anche qui si vedono oscenità come i programmi TV che mettono in mostra i bambini come animali da circo.
    Mi spiace per il maltempo ma come dici tu, meglio svegliarsi e vivere la giornata così come viene decidendo sul momento cosa fare e cosa no. Mette un po’ di brio in più al programma e all’esperienza!
    Un bacione <3

    1. In questo caso poi, è stata un valido aiuto, per entrare nell’anima della città. E’ vero che con il tempo bello tutto è più semplice, però ho apprezzato quegli sprazzi di limpido, tra un temporale e l’altro. Ad un certo punto, riadattare i nostri programmi, non è stato poi così pesante. Al contrario, è stata parte stessa del viaggio.
      Sono felice che tu abbia apprezzato questa scia di disordinate impressioni, sul nord della Thailandia. Avevo bisogno di buttarle giù così, a ruota libera. E sentivo l’esigenza di affrontare tutto, il bello ed il brutto, come è giusto fare per ogni destinazione. L’importante, è farlo con obiettività, senza chiudere gli occhi su quelli che sono i nostri stessi limiti “casalinghi”.
      Grazie per essere passata Lu, un bacione e bentornati dopo il viaggio ad Amsterdam!
      Claudia B.

  4. Cla, questo articolo mi ha emozionata!
    Sono riuscita a comprendere il tuo “diventare orfana” da una città che ti da tutto ma che, alla partenza, si prende anche un pezzo di te.
    Ho ripercorso insieme a te i profumi, l’entusiasmo e i risvolti della medaglia che questo paese possiede.
    Chang Mai aspetta anche me <3

    1. Mi fa piacere averti trasmesso le mie emozioni! Tanto! Quel “mi sento orfana” è nostalgia fortissima. Sai quando vorresti catapultarti in un luogo, ma non puoi farlo esattamente ogni volta che vuoi? Ecco, con Chiang Mai è proprio questa la situazione. Così come con tutta la Thailandia. Mi manca da star male, con tutti i suoi aspetti positivi e quelli negativi. O meglio, quelli negativi no, quelli vorrei sparissero. Ma come in ogni luogo, ci sono sempre due facce della stessa medaglia.
      Ti abbraccio forte Cri, grazie per essere passata!
      Claudia B.

  5. Io vivo da sempre nella città (a cinque chilometri, a dire la verità) dove sono nata, e purtroppo non ho mai avuto occasione di sperimentare la vita all’estero. Però ho provato la sensazione nettissima di essere a casa mia a Londra. Dalla prima volta che ci sono stata a 17 anni, e poi ogni singola volta che ci sono tornata. Se dovessi spiegare il perché non sarei in grado di farlo, e forse sono un po’ i motivi che hanno fatto sentire anche te a casa a Chiang Mai: la sensazione di essere nel posto giusto, il sapere esattamente quali sarebbero i posti preferiti per la colazione, per una passeggiata, ecc. Da un lato è una cosa bellissima, ma dall’altro fa star male. Perché non so te, ma io sto male fisicamente se penso che in quel posto non ci tornerò fino a chissà quando. E’ amore, mi sa ❤️

    1. È assolutamente amore. Quella consapevolezza di aver trovato il proprio posto nel mondo, senza poter fare nulla per restarci. Secondo me, quello che maggiormente ci fa sentire questa malinconia, è il rendersi conto di non poter raggiungere questi luoghi a nostro piacimento.
      Non solo la Thailandia, perché è dall’altra parte del mondo, ma anche Londra, perché si tratta sempre di lasciare un lavoro ed una casa. Non è propriamente come se non avessimo nessun tipo di legame con questa vita.
      E credimi Silvia, non è una lamentela, perché il lavoro ci permette di viaggiare ed avere una casa…È solo che la nostalgia fa brutti scherzi. Il senso del distacco. Non poter semplicemente prendere l’auto, per correre ad immergersi in quelle atmosfere. Perché a volte basterebbe la possibilità di respirare i nostri luoghi del cuore, per stare meglio.
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  6. Non serve che te lo ridica ma sai quanto quanto quanto ti capisco!
    Per me San Francisco e Santa Barbara sono “casa” e mi mancano sempre.
    Quando ho un momento difficile penso che vorrei teletrasportarmi lì e sentirmi al mio posto. È la prima volta che ho una malinconia cosi forte e capisco ogni tua sensazione, mi rivedo nelle tue righe. E sì, anche in pochi giorni un luogo può diventare nostro! ❤
    Nel post precedente si capiva quanto Chiang Mai ti fosse entrata nel cuore ed è bello leggere oggi questo fiume in piena.
    Adoro questo tuo post istintivo, di cuore, prima o poi dobbiamo trovare il modo per fare due chiacchiere reali davanti ad uno smoothie!
    Un abbraccio

    1. E il modo lo troveremo, vedrai. Se c’è una cosa che ho imparato in questo ultimo anno, è che i colleghi blogger hanno un volto, un cuore ed è meraviglioso incontrarli. E capita sul serio che questo accada…se davanti uno smoothie è pure meglio 🙂
      Noi due abbiamo trascorso un’estate davvero speciale, quanto a viaggi. Sai che spesso, mentre scrivo della Thailandia, penso anche ai tuoi post sugli States, proprio per l’impatto emozionale che entrambi i luoghi hanno donato ad entrambe?!
      Siamo qui, oggi, a sentirne la mancanza, a fuggire da loro attraverso la nostra anima. Ma siamo anche piene di sensazioni che compongono un patrimonio, al quale attingere sempre. Silvia, siamo davvero fortunate…
      Ti abbraccio,
      Claudia B.

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