Mercato galleggiante di Amphawa: una visita da non perdere nei dintorni di Bangkok

AMPHAWA

Finalmente è domenica! Oggi ci attende una giornata speciale, da trascorrere in un luogo imperdibile nei dintorni di Bangkok: il mercato galleggiante di Amphawa. Sono talmente contenta che mi sembra di volare! Attendo questo giorno da quando ho iniziato a pianificare il nostro viaggio fai da te in Thailandia, riponendo nella visita aspettative altissime.

Per mesi ho fatto ricerche online, in modo da scegliere un mercato galleggiante che non avesse nulla di costruito ad uso e consumo dei turisti. E l’Amphawa’s Floating Market, è frequentato esclusivamente da thailandesi. Un floating market local, dove di rado si vedono viaggiatori. Pensavo che un posto simile fosse un’utopia, invece mi ritrovo in attesa di vivere una piacevole realtà.

Non è stato immediato né semplice, boicottare il famoso Damnoen Saduak, che mi attirava fortemente con la sua miscellanea di colori e la lunga scia di barchette piene di prodotti. In qualche modo, in fondo, rappresenta ancora il tipico mercato galleggiante del passato. Ma l’idea di restare imbottigliata tra orde barbariche di turisti, il cosiddetto esercito dei selfie, con scene ricreate ad hoc senza nulla di vero, mi ha fatta alla fine propendere per il mercato galleggiante di Amphawa. Volevo vivere una domenica tipicamente thailandese, circondata da thailandesi!

I CANALI DI AMPHAWA

Non c’è bisogno di alzarsi all’alba, per visitare il mercato galleggiante di Amphawa, dato che si svolge nei pomeriggi di sabato e domenica. Ho il percorso ben pianificato nella mente (illusa) e non ci resta altro che seguirlo, per arrivare attorno le 13. In questo modo, ci fermeremo anche al vicino mercato di Maeklong, per vedere il treno che passa in mezzo alla merce esposta a ridosso dei binari, mentre i venditori ritirano tutto velocemente per evitare che venga travolta.

Con questo bel programma, mi alzo pimpante dal letto per fiondarmi nella doccia, dimenticando che la nostra splendida stanza ha una “caratteristica spaccaossa”, che a me piace tanto: è disposta su tre livelli, collegati da alcuni gradini in legno. Vorrei stoppare l’euforia degli appassionati di interior design, concentrando l’attenzione sul termine spaccaossa. Perché per un pelo non volo giù dal piccolo soppalco. Per fortuna Daniele mi blocca in tempo, altrimenti avremmo passato la giornata all’ospedale, non al mercato galleggiante di Amphawa. Ecco il motivo per cui sottolineo sempre con insistenza, l’importanza di stipulrare un’assicurazione di viaggio: basta un attimo, una minima disattenzione, per rischiare di trovarsi immersi in un mare di guai. Invece con poche decine di euro, ci si può facilmente tutelare: basta accedere al sito Viaggi Sicuri per rendersi conto che quote e condizioni, sono davvero eccellenti.

LUNGO LE RIVE DEL MAE KLONG

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Come arrivare al mercato galleggiante di Amphawa.

Dopo una sostanziosa colazione da Starbucks, che ieri non abbiamo avuto modo di saccheggiare, prima della partenza per la visita di Ayutthaya, saliamo tranquilli e fiduciosi sullo Sky Train, alla solita stazione National Stadium.

Dalle ricerche fatte online, infatti, ho scoperto che i minivan per Amphawa, partono dal Victory Monument, per cui a poche fermate da qui. Una volta sul posto, però, ci ritroviamo ad abbandonare la nostra imperturbabile modalità di “thailandesi domenicali”, appena ci rendiamo conto che trovare un passaggio per Amphawa, non è così scontato come pensavamo.

VICTORY MONUMENT

Iniziamo a correre, cartina alla mano, per chiedere informazioni ai driver e ai venditori di biglietti, seduti ai chioschi improvvisati lungo i marciapiedi, ma nessuno di quei mezzi è diretto al mercato galleggiante di Amphawa. Anzi, un ragazzo, ci dice che i minivan per Amphawa partono da MoChit. No, ma sul serio?!

Torniamo velocemente alla fermata Victory Monument dello Sky Train, dove saliamo sul primo treno diretto a MoChit. Una volta a destinazione, crediamo erroneamente che i minivan siano quelli che fanno sosta nel grande parcheggio dove ieri siamo scesi al ritorno da Ayutthaya. Chiediamo informazioni ad uno degli autisti, ma questo ci da la seconda notizia rognosa della giornata: dobbiamo arrivare al terminal degli autobus MoChit! Ci consiglia di prendere un bus, una di quelle “macchine infernali” che non si sa quando partono, quando arrivano, né dove arrivano.

MEZZI DI FORTUNA PER RAGGIUNGERE AMPHAWA

Fortuna vuole che, proprio in quel momento, un suo collega passa di qui con un minivan, ed il ragazzo che ha pietà della nostra espressione sofferente, lo ferma per chiedergli di portarci fino al terminal. Grazie al cielo accetta e, con soli 20 bath, risolviamo il problema! In caso contrario avremmo preso un taxi.

Una volta a MoChit, sempre con la fidata cartina in mano, ci lanciamo in una serrata ricerca del minivan diretto al mercato galleggiante di Amphawa. Corriamo da un chioschetto all’altro, con le persone che cercano di indicarci il mezzo giusto. Giuro, sembriamo Giacobbo che cerca il Santo Graal! Qualcuno dice che c’è, ma non si capisce dove.

Inizio a perdere le speranze e ad agitarmi seriamente, quando finalmente troviamo il furgoncino che a breve partirà con destinazione Amphawa: sono tentata di saltare in braccio al signore che ha dato l’indicazione corretta, ma ci limitiamo a festeggiare insieme alle persone attorno a noi, nemmeno avessimo vinto la finale di Pechino Express!

L’addetta che vende i biglietti, ce li fa pagare quasi sicuramente il doppio, 120 bath a testa, ma in questo momento lascerei in pegno anche Daniele, per poter raggiungere il tanto agognato mercato galleggiante di Amphawa, per cui non mi scompongo. A ragion del vero, però, devo dire che il prezzo include anche il collegamento dalla piccola stazione dei bus di Maeklong ad Amphawa. Per questo motivo, decido di non impegnare la seconda metà del blog…

VERSO AMPHAWA

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In viaggio verso il mercato galleggiante di Amphawa.

Dopo le peripezie affrontate, per trovare il minivan con cui raggiungere il mercato galleggiante di Amphawa, stento ancora a rilassarmi. Non so perché, ma ho come il timore che andremo in una direzione completamente diversa. Tipo ad Ayutthaya! Sapete quando la sfiga ci vede benissimo e voi vi sentite sotto ai riflettori?

Invece devo dire che va tutto nel verso giusto (anche il minivan). Il viaggio, tra l’altro, comprende una folkloristica sosta in un tipico autogrill thailandese. Si tratta di una serie di bancarelle di street food, coperte da una comoda tettoia: altro che Rustichella! E i bagni? Strani pozzetti in cui l’acqua va tirata…col mestolo.

SIMPATICHE CASETTE LUNGO LA STRADA

Una volta raggiunta la stazioncina dei bus di Maeklong, ci rendiamo conto che è troppo tardi per assistere al passaggio del treno in mezzo al mercato, per cui attendiamo che il nostro driver pianifichi il trasferimento fino ad Amphawa, con tutta la calma di questo mondo. Prendiamo l’attesa alla maniera thailandese, sedendoci con fiducia e tranquillità, insieme ad altri compagni di ventura, ovviamente thai!

Il mezzo su cui saliamo, è uno sgangherato autobus che avrà più o meno sett’anni, con altarino, ghirlande di fiori e gli immancabili ventilatori. Uno dei mezzi di trasporto più belli di tutto il nostro viaggio in Thailandia! Tra risate e ilarità, circondati ovviamente solo da amici thailandesi, attraversiamo cittadine colorate e vivaci. Salutiamo le persone dal finestrino e osserviamo con curiosità il caotico brulichio di mezzi di trasporto.

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Cosa fare al mercato galleggiante di Amphawa in una giornata.

Attorno alle 13, arriviamo finalmente a destinazione! Vorrei festeggiare improvvisando un trenino, ma evito per mantenere il mio consueto stile sobrio…

Al mercato galleggiante di Amphawa, trascorro una delle giornate più belle della mia vita. Sono afferrata e sospinta da un turbinio di emozioni. Volete sapere quella forse più assurda? La sensazione di sentirmi thailandese, di non essere una turista, ma di far parte di questa terra. Ed è un sentimento che vedo anche negli occhi di Daniele.

Qui, al mercato galleggiante di Amphawa, mi rendo conto con forza devastante come questo viaggio in Thailandia abbia il potere di segnarmi per la vita. Perché non credo che saprò mai tornare davvero a casa. Non sono sicura di potermi sganciare da una tale sensazione di appartenenza. Ammesso che voglia staccarmi.

Ora capisco come la scelta di un mercato galleggiante frequentato da local, sia stata quella giusta per entrare in contatto ancor più profondamente con i thailandesi. E sentirmi parte di loro.

Mentre passeggio nel bel villaggio di Amphawa, tra le case in legno sapientemente conservate, mi crogiolo in un’atmosfera di deliziosa pace, trascorrendo una domenica nello stesso modo in cui la passano i thailandesi: all’aria aperta, circondati da cibo delizioso, di ogni genere e colore, con tanti oggetti e pietanze da acquistare, girando senza meta tra negozietti e bancarelle. Senza pensieri, senza fretta.

Mi fermo a parlare con le persone, per chiedere informazioni sui prodotti che vendono. Contratto per abbassare i prezzi. Scambio sorrisi pieni di verità, con chi ha davvero voglia di sorridere. Fotografo volti, chiedendomi quale sia la storia racchiusa dietro a quegli occhi espressivi.

Ma ciò che ci scalda il cuore, è il modo in cui veniamo prontamente riconosciuti da quei commercianti da cui abbiamo fatto piccoli acquisti, o dai quali ci siamo fermati a fare domande, che ci salutano con cortesia quando passiamo una seconda volta, pur senza prendere nulla. Il numero dei turisti è talmente esiguo, che dimentichiamo persino di essere qui come visitatori! Somiglia molto più ad una domenica tra amici.

 

L’Amphawa’s Floating Market, non è il classico mercato galleggiante che siamo abituati a vedere in fotografia, oppure nei reportage televisivi. Tanto per intenderci, non è il Damonen Saduak. Per cui Amphawa non è il posto adatto, a chi cerca quel tipo di esperienza. Qui, le barchette che si muovono lungo il canale, sono quelle su cui vengono preparati prelibati piatti a base di pesce freschissimo, che ci si siede poi a consumare su panche a ridosso della riva, oppure i battelli che portano i visitatori in escursione. Niente imbarcazioni piene di merci da acquistare e fotografare.

Lungo le due rive, su cui si affacciano le amene casette in legno, vi sono negozi e banchi del mercatino, dove si possono comprare prodotti e pietanze di ogni genere. Un pieno di profumi e colori. In particolar modo per quanto riguarda i cibi: una creativa e golosa produzione di quanto di più vario possa partorire la fantasia! Il tutto, in un’atmosfera piena di allegria e serenità.

E poi, basta allontanarsi leggermente dal cuore centrale del mercato galleggiante di Amphawa, per ritrovarsi a passeggiare da soli, lungo passerelle di legno e all’ombra dei pittoreschi edifici, investiti dalla sensazione di essere piombati anni luce dalla folla. La delicatezza delle decorazioni, l’attenzione ai dettagli, l’essere circondati da legno e acqua, permettono alla mente di svuotarsi lasciandola aperta solo al meraviglioso presente.

Pranziamo in un ristorantino, per assaggiare alcuni piatti a base di carne e pesce, dopodiché trascorriamo il resto del pomeriggio, bighellonando tra i banchetti del mercato, facendo foto e rilassandoci sulle panche disseminate lungo la riva. In tutta la giornata, incrociamo solo una decina di turisti. Per il resto siamo circondati da thailandesi, completamente assorbiti dal cibo, dagli acquisti e dalle visite. E noi con loro.

Ci fermiamo anche ad ascoltare un gruppo di simpatici signori, impegnati in una sessione intensiva di karaoke. Un’attività che qui al mercato galleggiante di Amphawa, riempie le serate! Con la mia solita timidezza da damigella ottocentesca, sorrido agli improvvisati cantati, che apprezzano il mio interesse e mi fanno sedere accanto a loro per poter scattare delle foto.

Nel frattempo, lungo il canale, le barchette continuano a produrre piatti succulenti. I profumi che si diffondono al mercato galleggiante di Amphawa vanno dritto al cuore, passando per le papille gustative.

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Un’attività da non perdere al mercato galleggiante di Amphawa.

Appena arrivati al mercato galleggiante di Amphawa, abbiamo acquistato i biglietti per partecipare ad un’escursione serale in battello. Dato che è ormai l’ora del tramonto, ci avviciniamo al pontile, pronti per l’uscita in barca sul fiume Mae Klong, con cui andremo ad avvistare le lucciole!

Dopo aver trascorso la giornata ad ammirare questo suggestivo villaggio passeggiando lungo le rive del canale, ora possiamo contemplarlo da un punto di vista che ce lo fa percepire in un modo totalmente diverso. L’aria serale ci da finalmente sollievo, dopo il caldo afoso del pomeriggio. Vediamo la luce smorzarsi piano piano, rendendo ancor più evidente il fascino misterioso e poetico di Amphawa. Le belle guest house in legno, chiuse dal verde e a ridosso del fiume, spezzano l’immobile buio pre-serale, con tante lucette festose ed accoglienti.

Mano a mano che il letto del fiume si allarga, le abitazioni lasciano il posto alle mangrovie, che si chiudono in scuri scrigni naturali. All’improvviso, quando iniziamo a pensare che le lucciole non ne vogliano sapere di mostrarsi, eccole in tutto il loro magico brillio. Pare di trovarsi accanto a tanti alberi di Natale! E’ un’emozione che non posso nemmeno descrivervi perché, nella sua semplice bellezza, questa escursione ci sta legando per sempre ad Amphawa. Trasportando me, nel contempo, a quando da piccolissima ammiravo a bocca aperta le lucciole che brillavano nei cespugli della vecchia casa dei nonni.

Torniamo al mercato galleggiante di Amphawa dopo circa un’ora, trovando il villaggio completamente illuminato a festa, nel suo bell’abito da sera ricco di lustrini! Quanto è romantico vederne il riflesso sulle acque del canale, come se vi fosse un vicino paese sottomarino, che vive rispecchiando la gioia di Amphawa!

Facciamo un’ultima passeggiata per godere di questo luogo fatato, immerso nella notte thailandese, prima di raggiungere il punto d’incontro in cui abbiamo appuntamento con l’autista che ci riporterà a Bagnkok.

Da una ricerca online, infatti, ho trovato un’informazione non del tutto corretta, secondo cui dopo le 20, non ci sono più minivan che collegano il mercato galleggiante di Amphawa a Bangkok. Invece notiamo diversi mezzi che partono o sono in attesa di partire per Bangkok, nonostante siano le 21, (in questo post, trovate tutte le informazioni su come muoversi in Thailandia). Pazienza: dopo le peripezie affrontate per arrivare fino a qui, è piacevole coccolarsi con un trattamento vip che comprende una bella auto privata, autista e relax!

Arriviamo tardi in hotel, perché il traffico è davvero sostenuto, ma il viaggio è così confortevole, che ne approfittiamo per rilassarci, senza pensare ad altro. Tranne a pianificare mentalmente la visita di domani, alla zona monumentale di Bangkok. Dopodiché, sono pronta per dire: buonanotte Thailandia mia…

Claudia B. in collaborazione con Viaggi Sicuri

20 Commenti

  1. Ecco, qui invece mi ci vedrei, mi ci vedrei eccome!
    Per prima cosa, tanta stima per essere riuscita a districarti con i mezzi di trasporto, riuscendo anche a non doverti privare di Daniele.
    La scelta di andare a visitare un mercato non turistico è sicuramente la migliore da fare, e si vede dalle foto e dal tuo bellissimo racconto quanto si sia rivelata vincente. Apprezzo tanto le persone come queste che appaiono nelle tue immagini, non dev’essere facile la loro vita, ma ti accolgono sempre e comunque con un sorriso, ti fanno sentire il benvenuto. Cosa talmente rara al giorno d’oggi.
    Che piatti particolari avete assaggiato? Da golosona quale sono, quegli spiedini di mashmallows mi hanno fatto venire l’acquolina in bocca all’istante!

    1. Sai la cosa che maggiormente mi ha colpita dell’Asia? È il modo in cui le persone sanno reinventarsi, anche quando la vita le mette alle strette. Va bene che la Thailandia è legata al turismo, per cui può sembrare più facile. In realtà penso che ci voglia anche grande fantasia, spirito di dedizione e voglia di fare. Perché sono queste carte vincenti, che permettono alle persone di non restare indietro con le mani in mano. Trovo sia fantastico!
      Celeste, quel giorno se avessi dato retta alla gola, avrei mangiato qualunque cosa. Ma, dopo il pranzo in quel ristorantino, devo dire che ero talmente sazia da non riuscire più a mandare giù nulla! Lì ho ho mangiato del fried rice con seafood (buonissimo!). Poi ho ordinato una sorta di brodetto, con gamberoni è un altro tipo di pesce di cui non ricordo il nome. Caldissimo, ma con un gusto che ancora ricordo! Era speciale Celeste, perché mischiava lo speziato, con una nota fresca tipo citronella!
      Favoloso!
      Bacioni,
      Claudia B.

  2. Finalmente sono riuscita a prendermi del tempo per leggere con calma questo tuo post, volevo gustarmelo per bene, perché immaginavo che vi avrei trovato dentro tanto tanto cuore. Che dirti cara Claudia, un po’ alla volta ci stiamo innamorando tutti della Thailandia attraverso le tue parole, è come se scrivere di lei fosse per te terapeutico (ricordi il discorso che abbiamo fatto sul non sentirsi davvero tornate a casa?).
    Questo mercato è adorabile, genuino, le scelte fatte in base a una sensazione molto spesso sono quelle che rivelano le sorprese migliori! E le lucciole?? Non oso immaginare che emozione!
    Un bacione grande

    1. Lo è davvero terapeutico, sai? Attendo con ansia i miei momenti dedicati alla scrittura, quelli che sono per me attimi in cui rivivo pienamente il viaggio in Thailandia. Mi sta aiutando a riprovare quelle emozioni, a sentirmi dentro quei momenti, esattamente come se fossi lì!
      Mi aiuta tantissimo ora, eppure mi spaventa anche un pò, perché quando terminerò la stesura, non so come reagirò emotivamente. Se sentirò per la seconda volta il distacco doloroso da questa terra e dalla sua gente.
      Mi fa bene scriverne, ma anche confrontarmi con tutti voi viaggiatori, che mi capite e non pensate che io sia pazza. Spero sul serio di farvi innamorare un pò di questa Thailandia che mi ha rubato il cuore. Di farla arrivare a voi, così come lei è arrivata a me. In particolare tenevo molto a questa tappa, perché umanamente mi ha dato tanto 🙂
      Anche io ti mando un bacione grande!
      Claudia B.

  3. Che dire Claudia.. grazie per avermi fatto scoprire questo luogo incredibile!
    Hai ragione, è sicuramente più autentico del Damnoen Saduak e le emozioni che hai vissuto emergono forti e chiare dalle tue parole <3

    1. Roberta, non pensavo che tu non lo conoscessi! Ho letto i tuoi post sulla Thailandia, ti ho rotto le scatole con mille domande e sapevo che eri stata al Damnoen Saduak, visto che ti chiesi informazioni.
      Ma pensavo, comunque, che tu avessi sentito parlare di Amphawa. Mi fa piacere avertela presentata… perché è un posto magico. A tal punto che è persino difficile spiegarlo a parole😊.
      Un bacione,
      Claudia B.

  4. Che bello, Claudia, sentirsi parte di un luogo. La cosa più emozionante dei viaggi, secondo me, è provare quel “brivido” che nasce quando ti immergi nel presente, nella vita del posto, parli con la gente, ti confondi tra chi va a fare la spesa o mangia un panino al parco. Adoro quegli attimi di grazia, in cui dimentichi le distanze, le differenze culturali, tutto quanto, e per un istante senti solo la vicinanza con le persone e i luoghi. Mi sembra di capire che la Thailandia ti abbia regalato molti di questi momenti – e capisco perché te ne sei innamorata. Un bacio!

    1. È stato un viaggio in cui ho costantemente provato queste sensazioni, è vero. Ecco perché “faccio fatica a tornare a casa”: perché quando provi un tale senso di appartenenza, nel giro di poco tempo, la tua vita si lega a quel luogo, a quelle persone. Anche con più forza di quanto non sia connessa alla quotidianità. Non so se è chiaro ciò che voglio dire, ma spero di sì.
      Forse questo è ciò che mi manca maggiormente: lo stupore e, al tempo stesso, la consapevolezza di sentirmi parte di una terra appena conosciuta. Che è poi l’essenza del viaggio 😊.
      Ti abbraccio,
      Claudia B.

  5. L’esercito del selfie ahahahah
    Beh, credo che i luoghi non turistici siano i migliori. Difatti questo mercato galleggiante è super caratteristico, bellissimo anche la sera tutto illuminato!
    Finora avevo appunto solo sentito, e visto qualcosa, del mercato sulla rotaia del treno. Anche questo è incredibilmente unico!

    1. Quanto avrei voluto vederlo Pietro! Purtroppo mi sono trovata a far fronte ad una serie di imprevisti, per cui alla fine è stato troppo tardi per andare…ma sono comunque contenta di essermi concessa questa giornata piena ad Amphawa.
      Non dimenticherò mai nessuno di quei momenti. Mai! E nemmeno il modo in cui mi sono sentita parte stessa della Thailandia. Sensazioni che solo i luoghi veri, possono darti 😊.
      Grazie per essere passato, ti abbraccio,
      Claudia B.

  6. Che meraviglia la giornata al mercato “non turistico”, ma come l’hai scovato? E soprattutto come hai fatto a scegliere cosa mangiare e cosa no?
    E non sapevo che quel famoso mercato tagliato dal treno fosse lì *_* ma neanche una fotina sui binari hai?
    Io di fronte a tutte quelle cibarie colorate e profumate sarei andata in crisi mistica.
    Quando ci capita una roba del genere io e Orso rischiamo il litigio pubblico: comincia con un dolce e democratico “fai tu” “ma no scegli tu” ” ma dai per me è uguale” per poi degenerare in “eccheccavolo non ti decidi mai” e terminare in un classico “màmmat e sòrata”. Comunque magnifico! Posso solo immaginare il profumo di spezie -e di dado knorr- che ti ammalia le papille! 😛 E la navigata notturna sull’acqua con le luci del mercato è PURA POESIA! Poi quando terminerai tutti i racconti mi dirai cosa ti è più rimasto nel cuore 😉
    Ps: assicurazione forever! 😉

    1. Io ed Amphawa ci siamo incontrate con una prima lettura di cinque righe, sulla guida inutile da 30€, in cui si parlava di questo villaggio. Cinque righe Dani! Eppure qualcosa mi ha fatto innamorare.
      Poi da ricerche fatte nei mesi successivi, ho scoperto che qui vi si teneva un mercato galleggiante…ma questo solo grazie al blog “Andrea in Thailandia”. A quel punto ho detto: è destino.
      Ho fatto i salti mortali per arrivare, davvero, ma ritornerei ora. Anzi…ieri mi sono ritrovata a piangere come una fontana, per la nostalgia. Ma come devo fare?
      La scelta del cibo, potrebbe essere anche per noi motivo di litigio: perché questi nostri omini, non possono mai fare scelte? Mi sembra il minimo tirare in ballo “màmmat e sòrara”… Tra l’altro, io credo di aver mangiato l’impossibile in Asia. Di tutto! Ogni volta non sapevo nemmeno bene su cosa buttarmi, tanta era la scelta. Per cui facevo varie tappe, tipo ‘Via Crucis’ gastronomica. Se avessi avuto posto nello stomaco, avrei preso qualunque cosa 😍! Mentre Daniele, sempre noioso e delicatino, decisamente sì è trovato in difficoltà.
      Stupendo ogni istante di quel giorno Dani… forse, è proprio questo sai, che mi è maggiormente rimasto nel cuore. Ma te lo dirò con certezza alla fine dei reportage!
      PS: assicurazione anche quando dormo, per me!
      Bacioni,
      Claudia B.

  7. Che bel racconto!!! L’ho letto attentamente parola per parola. Se l’intento era trasmettere l’entusiasmo provato durante quella giornata, ci sei riuscita in pieno. Questa tua esperienza è una dimostrazione del fatto che luoghi meno conosciuti dal punto di vista turistico regalano emozioni maggiori, perché più genuini. Bellissime le foto!

    1. Grazie Andrea! Tu hai seguito anche le stories su Instagram (grazie mille a proposito), durante il mio viaggio in Thailandia e, in particolare nella giornata trascorsa ad Amphawa, penso si sia capito già allora che per me era stato uno sciame continuo di emozioni.
      Ad oggi mi ritrovo a guardare le foto e piangere per la nostalgia, tanto è stato stupendo quel giorno al mercato galleggiante. Pensa che ho atteso di scrivere il post, con la stessa emozione con cui ho atteso l’escursione ad Amphawa! Lo so che è folle…ma forse è proprio per questo, che sono riuscita a farvi sentire il mio entusiasmo 🙂 E mi fa super piacere!
      Ti abbraccio forte,
      Claudia B.

  8. No vabbè, io questa tappa quanto te la invidio! Nel senso buono eh! Ci sarei andata ma davvero non c’avevo voglia di sbattermi alla ricerca dei mezzi. Tu sei stata premiata per la tenacia.
    Ma le lucciole!!! Oh mamma mia!
    In conclusione ho capito che anche tu sei terrorizzata dagli autobus della serie “dove e quando arrivano chi lo sa”. Tanto i cavoli sono i nostri, no? I compagni dormono, si affidano ai nostri eventuali errori…
    Bellissimo Claudia questo tuo viaggio. Bellissimi i post, per come li stai scrivendo.
    P.s. Ricorda… è freeeeeeeee. Per te è freeeee. Ci siamo capite. Ià fammi sapere…;)

    1. E vogliamo parlare della domanda che ci fa vedere rosso, peggio dei tori nell’arena: “Chiedi dai? Hai chiesto? Perché non chiedi?”. Se trovano i due D. appesi ad un muro, nessuno potrà accusarci di nulla. Qualunque giuria ci assolverebbe!
      Questa tappa Tizzi, era quella su cui avevo veramente puntato tutto. Ci tenevo al punto che, se non avessi trovato i mezzi, avrei preso un taxi. O forse sarei andata a piedi ;-)!
      Perché desideravo troppo vedere il mercato galleggiante di Amphawa, pur senza avere la certezza che la mia scelta fosse giusta. Era solo una sensazione. Tutto è iniziato con un piccolo trafiletto letto su Amphawa: me ne sono innamorata. Di lì a poco, ho scoperto che nei fine settimana vi si tiene un floating market frequentato da local. Mi sono detta: è un segno!
      In fondo tutto il mio viaggio in Thailandia è nato da una serie di casi, segni, richiami. Ed è stato un successo. Non poteva essere che lo stesso, anche con la tappa ad Amphawa. Bellissima.
      Oggi mi sono ritrovata a piangere guardando le foto di quella domenica (pensa come sto messa), per la tristezza di non poterci trascorrere il fine settimana ogni volta che mi viene voglia… E con questo ho detto tutto 🙁
      Ti abbraccio forte…e ti prego Tizzi, devi essere tu a farlo, ma non free 😉
      Claudia B.

  9. La Thailandia si sta sempre più “insinuando” nel mio cuore, un racconto dopo l’altro. Al di là delle peripezie per raggiungere i vari posti e la scampata visita in ospedale 😉 Mi stai trasmettendo la sensazione di un paese magnifico, che in qualche modo ti entra sotto la pelle e ti cambia la vita, o comunque cambia il modo di percepire le cose una volta tornati a casa.
    Bellissimo il mercato, capisco cosa voglia dire non sentirsi turisti e non essere trattati da turisti: mi è capitato a Sofia al mercato delle donne, dove gli unici a non parlare bulgaro eravamo io e mio fratello. Ma nonostante le difficoltà linguistiche ci siamo sentiti a nostro agio, e forse siamo riusciti per un po’ a vedere come vive la gente del posto. Non capita spesso ma quando succede è un’emozione unica.
    Buona giornata, al prossimo racconto ❤️

    1. Io sono un pericolo pubblico, perennemente disattenta e con la testa fra le nuvole…ma quella mattina ho sudato freddo Silvia, perché perdere Amphawa non era nemmeno lontanamente nei miei piani! Il mio “prigioniero di viaggio”, per fortuna, ha i riflessi pronti o, come dice lui, “ti conosco bene” 😂!
      Hai fatto un quadro perfetto, di quello che un viaggio in Thailandia fa all’essere umano. Preciso! Personalmente io non so come rientrare nella mia vita. Probabilmente sembra che io voglia calcare su questo concetto. Ma la realtà è che non posso lasciarla andare. Sono là.
      Sai che ogni volta che mi siedo a scrivere, mi ritrovo emozionata come durante il viaggio, perchè so che sto per rivivere quei momenti? È bellissimo, ma allo stesso tempo terrificante. Perché comunque la mia vita continua qui.
      Capisco in pieno il paragone col mercato delle donne, di cui spero di leggere qualcosa presto, perché quella sensazione di appartenenza, la si prova solo quando si visita un luogo frequentato e vissuto davvero dai locali. È un onore, anche una magia, perché in un certo senso dimentichi di avere una vita da un’altra parte nel mondo. Tutto il tuo universo si trasferisce proprio lì…
      A presto Silvia, grazie per essere passata ed aver condiviso i tuoi pensieri 😍
      Claudia B.

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