Borghi imperdibili in Romagna: Mondaino e Montegridolfo

Un sabato pomeriggio di primavera, dopo pranzo, decidiamo di fare un giro in moto. Dove sarà mai la novità, vi chiederete voi? Da nessunissima parte!
Non fosse che, questa uscita con Tuono, si è trasformata nell’occasione per visitare due tra i più pittoreschi borghi della nostra amata terra di Romagna: Mondaino e Montegridolfo.
Entrambi accoccolati tra la Valle del fiume Foglia e la Valconca, sono due paesi di una bellezza pura. Siamo a ridosso del confine con le Marche
Partiamo da casa con grande calma, in fondo non troppi km ci dividono dalle due località che intendiamo visitare; tra l’altro, la strada da percorrere è piacevolissima, fatta di curve gradevoli immerse nella campagna di Valmarecchia e San Marino, prima, Valconca poi.
Diventano un pò più “bastardelli” i tornanti che collegano la città di Morciano a Mondaino… ma, questa tratta immersa nel verde, è talmente bella, che le perdoniamo tutto! Il panorama sulle vallate, ed il passaggio attraverso borghi addormentati nella pace primaverile, è molto suggestivo. 
Proseguiamo fino a Mondaino, dove parcheggiamo Tuono nei pressi della maestosa porta d’ingresso, ed iniziamo la nostra passeggiata.

Premetto che noi conosciamo già Mondaino in quanto, durante il corso dell’anno, veniamo qui in occasione di due manifestazioni molto conosciute: la sagra dedicata al formaggio di fossa e ai prodotti autunnali; e il “Palio del Daino”, una rievocazione storica che si svolge ad agosto, nell’arco di diversi giorni, tra spettacoli, figuranti in costume, mercato medievale e dimostrazioni degli antichi mestieri. Mondaino è una cornice perfetta ad ospitare questo evento.

Varcare la soglia di Mondaino, attraverso le vestigia di quello che fu il ponte levatoio, voluto dai Malatesta, è pura poesia. Se, infatti, già in epoca romana, ci sono testimonianze di un Tempio dedicato a Diana, in questa zona ricca di boschi e di daini (Monte dei Daini… Mondaino), la propria importanza come centro militare, la città, lo conobbe grazie al domino dei Malatesta.

I nobili signori, governarono l’area compresa tra Romagna e Marche, tra il 1300 ed il 1500, e fecero in modo di militarizzare Mondaino edificando il ponte levatoio, varie fortificazioni e lo stesso castello.

Malatesta e Montefeltro si contesero a lungo il controllo della città: di certo, la favorevole posizione geografica tra le due aree interessate, giocò un ruolo importante.

Vero è che, le due signorie, si scontrarono a lungo a causa di Mondaino, vennero siglati vari trattati di pace, storico quello del 1459, tra Sigismondo Pandolfo Malatesta e Federico da Montefeltro (evento rievocato proprio nel Palio del Daino) che durò pochi anni, fino a quando Mondaino venne consegnata al Papato.

Raggiungiamo l’elegante Piazza Maggiore, dalla caratteristica forma semicircolare, unica nel suo genere in tutta la Romagna, posizionata proprio a ridosso del Castello Malatestiano.

Splendido spazio che accoglie cittadini e visitatori subito dopo l’ingresso in città, questo slargo fu edificato nel 1800 e, tutto attorno, è circondata da un bel porticato. L’affascinante scenario architettonico, alle cui spalle è posizionata la Rocca, fa da sfondo ai giochi e agli artistici fuochi d’artificio, durante il Palio del Daino.

Subito dopo, ci dirigiamo lungo il corso principale, circondato da palazzi gentilizi, che creano giochi d’ombra sul viale lastricato. Ci sono botteghe, laboratori e, in lontananza, già intravediamo il campanile di San Michele Arcangelo, appartenente all’omonima chiesa del Settecento. A metà strada troviamo la mole rigorosa della Chiesa del Convento delle Clarisse.

La pietra degli edifici risalta sull’azzurro intenso del cielo e, quando ci spostiamo lungo la parte esterna, sull’antico tratto delle mura, oggi amena passeggiata, il verde della vallata si affaccia prepotente: questo è uno dei tratti che più ci colpiscono, con i colori vividi a trascinarci in una sorta di stato idilliaco…

Le palazzine che si susseguono eleganti, con le loro pietre faccia a vista, le decorazioni floreali, alle finestre e lungo le mura che racchiudono la passeggiata, il fatto di essere soli nel silenzio del tiepido pomeriggio, ci catapultano direttamente ai tempi di Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Durante il Palio del Daino, in questa zona decentrata, così come in tutti i vicoli interni, vengono aperte cantine e grotte, dove si svolgono le rievocazioni degli antichi mestieri mentre, sul viale principale, vengono allestiti i banchi del mercato medievale e, gli artisti di strada, si esibiscono in spettacoli molto coinvolgenti.

In questo pacato e sonnolento pomeriggio, però, anche senza figuranti ed allestimenti, Mondaino è un vero incanto. Anzi, riusciamo a respirarne e viverne ogni angolo, senza ressa e senza corse…

Ci ritroviamo nuovamente in Piazza Maggiore ma, prima di andarcene, veniamo attirati dallo scorcio lungo le mura, a ridosso della porta d’ingresso. Si tratta di un vicolo chiuso estremamente panoramico, che termina accanto ad una taverna, da cui si può spaziare con lo sguardo sull’intera vallata!

Risaliamo in moto per raggiungere la vicinissima Montegridolfo, ad appena cinque km da qui: il tempo di qualche curva e siamo già pronti per tuffarci fra i vicoli del pittoresco castello, la cui storia ha seguito così da vicino le sorti di Mondaino. In effetti, fu anch’esso conteso tra Malatesta e Montefeltro, nel corso dei secoli.

Non a caso venne costruito e strutturato come un cassero, ossia un borgo a pianta rettangolare, con una torre a rinforzare la cinta muraria. Ancora oggi, Montegridolfo si presenta con questo aspetto difensivo e rigoroso, seppure è talmente pittoresco e piacevole, da conquistarci completamente.

Ricco di scorci caratteristici, vicoletti lungo cui si trovano trattorie, taverne e splendide abitazioni in mattoncini, appena ci spostiamo sulla parte esterna, possiamo spaziare con lo sguardo su tutta la campagna circostante, sino alla costa adriatica!

L’abitato risale all’anno Mille, anche se la prima documentazione certa in cui si parla di Montegridolfo, è del 1148. Nel 1200 passò sotto al dominio dei Malatesta, cui giurò fedeltà, attirandosi l’ira e la vendetta dei Montefeltro, dai quali subì saccheggi e venne distrutta. 

Il borgo fu prontamente ricostruito nel 1337, ed assunse lo stesso aspetto con cui è arrivato sino a noi. Di recente sapientemente ristrutturato, si presenta come un vero capolavoro: l‘intervento è servito ad esaltare la grande bellezza del paese, senza stravolgerne l’aspetto.

Le alte mura, il ponte d’accesso, le palazzine, i passaggi coperti, le piazzette amene…ogni passo percorso a Montegridolfo è storia, è passato, è grazia senza tempo.

Fuori dalle mura del paese, ci fermiamo nuovamente ad ammirare il panorama strepitoso, che ci permette di incorporare nelle nostre retine sia la campagna romagnola, che quella marchigiana.

Proprio qui, troviamo un pannello esplicativo, a ricordarci come, la città di Montegridolfo, sorga lungo quella che storicamente è conosciuta come Linea Gotica. Durante la Seconda Guerra Mondiale infatti, Hitler fece creare questa linea difensiva, per rallentare l’avanzata degli Alleati: la Linea Gotica andava dalle attuali province di Massa e Carrara, fino alla costa pesarese e, di conseguenza, queste zone furono testimoni di cruente battaglie.

Tutto questo scontrarsi tra Malatesta e Montefeltro, Alleati e Tedeschi… alla fine ci ha davvero spossati! E’ così che, appena notiamo uno di quei barettini, tipici dei piccoli paesi, dove gli abitanti si ritrovano per una partita a carte, per una chiacchierata o per leggere il giornale, ci fermiamo con infinita gioia nella quiete del locale, per mangiare un gelato e riposarci un pò, prima di salire in moto e rientrare a casa.

Visto che fa buio tardi, ne approfittiamo per cambiare ed allungare la strada del ritorno, scendendo verso la costa: Tavullia, Gradara, poi Gabicce, Misano, Riccione, Rimini… 
Il bello della Romagna è anche questo: in un susseguirsi di tornanti, si passa dalla pace della campagna più rigogliosa, ricca di borghi, alla vivace vitalità del litorale adriatico!

Claudia B. Daniele L. Aprilia Tuono  

Clicca qui per calcolare il tuo percorso su Google Maps

2 Commenti

    1. Grazie a te per aver letto questo racconto! Nel nostro territorio ci sono tantissime possibilità di visita… pubblicherò altri itinerari prossimamente, qualcosa l’ho già inserito… se ti va di continuare a seguirmi, spero troverai altre ispirazioni per il tuo vagabondare! Fammi sapere come andrà la visita!
      Claudia B.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *