Natale a Monte Cerignone

Oggi torno a parlarvi di Monte Cerignone, piccolo borgo marchigiano che svetta fiero nell’alta valle del fiume Conca. Un baluardo antichissimo, dominato dalla grandiosa rocca edificata da Francesco di Giorgio Martini, architetto estremamente attivo in Montefeltro. Lui ha lavorato ad opere incredibili come la Rocca di San Leo, la Rocca di Sant’Agata Feltria e al Castello di Frontone! Se qualche mese fa vi ho raccontato di come il Medioevo rivive nel borgo, durante la stagione estiva, oggi vi parlo del Natale nel borgo di Monte Cerignone.

NATALE A MONTE CERIGNONE

La scorsa settimana, infatti, ho scoperto che durante l’ultima domenica d’Avvento, a Monte Cerignone vi è un picccolo Mercatino di Natale. Da brava Fatina del Natale quale sono, ho deciso che non potevamo assolutamente perdere l’occasione di visitarlo, nonostante inizi a provare una leggera stanchezza, verso tutte quelle manifestazioni bellissime, ma ormai fin troppo turistiche e consumistiche. Sono alla ricerca di qualcosa di rilassante e semplice. Eventi di paese nei quali, una comunità in festa, desideri ancora stare insieme riunendosi attorno ad un braciere. E, il Natale di Monte Cerignone, è sembrato la risposta ai miei desideri.

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Mercatini di Natale a Monte Cerignone.

Al di là delle bancarelle d’artigianato, infatti, che sono poche ma con oggetti veramente carini, ciò che mi assale appena metto piede nel borgo è una bellissima atmosfera di gioia. Ma di quella gioia vera, fatta di piccole cose e sapori. Di profumi e lucine. Il tutto, però, avvolto in un velo di delicatezza. Non addobbi che urlano: “Guardami come sono tantarobbbamapropriotanta!!!”. Non merci ultra ricercate. Non piatti o leccornie che, per essere acquistate, richiedano un mutuo a tasso agevolato. No: il Natale a Monte Cerignone è una festa per tutti. Semplice, gradevole, vera e sensoriale. Una coccola per la mente.

NATALE A MONTE CERIGNONE

A Monte Cerignone, il Natale si festeggia in nome della vivibilità, ed io sono grata per ogni istante trascorso tra le vie di questo borgo. Vado alla ricerca dei presepi tra finestrelle, chiese e cortili. Lascio che il mio sguardo si incateni ai piccoli oggetti d’artigianato, fatti con maestria. Mi innamoro dei vicoli che si inerpicano erti verso la Rocca di Monte Cerignone, decorati con lucine delicate, come il battito d’ali di una farfalla. Sono affascinata dai pacchetti regalo posti ad ogni angolo, con le loro carte colorate, oppure appesi allegramente. Vengo rapita dai deliziosi alberelli in legno, che indicano la strada da seguire.

MONTE CERIGNONE  A NATALE

DECORAZIONI DI NATALE A MONTE CERIGNONE

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Artisti di strada a Monte Cerignone.

Insieme a Daniele, ci soffermiamo ad ammirare i pochi artisti di strada che, con irriverente genialità, allietano la nostra passeggiata, tra musica e risate. Ricorderò per sempre, ad esempio, il momento clavata sul sederone: certi istanti epici, sono destinati all’eternità. Un po’ come quando un Krampus mi ha rubato la berretta per pulirsi il grosso popò, ai Mercatini di Natale di Merano!

Adorabile l’iniziativa di Babbo e Mamma Natale, che hanno organizzato una sorta di caccia al tesoro natalizia per gruppi di bambini! Vederli correre per i vicoli di Monte Cerignone, senza bisogno di tenere uno smartphone tra le mani, ma con l’eccitazione di una sana gara nei loro occhi, è uno spettacolo gratificante.

A Monte Cerignone, oggi, ogni cosa sussurra con eleganza. Perché spesso non è necessario urlare per farsi notare e per lasciare un ricordo, una sensazione, che saranno con te a vita. E sapete una cosa? Funziona. Lo si vede dalle espressioni serene delle persone. Non stanche di un ingorgo di corpi, di una fila che non finisce più, o di non poter nemmeno osservare un banchetto senza venir calpestati. Qui, nel Natale di Monte Cerignone, le persone ridono con gli occhi e con il cuore.

NATALE A MONTE CERIGNONE: I PRESEPI

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Natale nei borghi del Montefeltro.

Natale nei piccoli borghi del Montefeltro è anche risate e scherzi. Vi ho già accennato al mio momento clavata sul sederone e, a questo punto, mi sembra carino raccontarvi come ci sono arrivata. A Monte Cerignone, vi sono taverne, grotte e cantine, in cui vengono serviti piatti semplici e bevande. Reduce da una sosta moscato, nell’uscire da uno strettissimo vicolo, mi sono trovata davanti una simpatica follettina sui trampoli. E si sa, i folletti sono dispettosi, compresi quelli natalizi.

Lei mi dice che, per uscire, devo passare attraverso le sue lunghissime gambe trampolate che fungono da porta. Io, sempre zuzzurellona, propongo di attraversare il portale con un bel limbo. Salvo poi cambiare idea, pensando a chi cavolo mi avrebbe riportata in posizione verticale, dopo una tale azzardata mossa. Vario quindi metodologia e mi accuccio per passare con grazia d’altri tempi (Elisa nella Valleombrosa: beccati questa!), ed è in quel momento che taaaak, mi arriva la clavata della folletta sul sederone! E dire che, bassa come sono, invece di fare la splendida, sarei potuta passare stando in piedi…

COSA FARE A NATALE A MONTE CERIGNONE

Capite cosa voglio dire? Cosa desidero trasmettervi con questo breve reportage pre-natalizio? Per me contano ancora eventi basati sulla semplicità. Un Mercatino di Natale, composto anche da pochi banchi, ma con tante risate e condivisione, ha più valore di una manifestazione colma di nulla.

Ho adorato poter acquistare vino e castagne, da condividere con Daniele Grinch. Bearmi delle essenze dei semplici piatti proposti nel borgo: frittelle di mele, mini bomboloni, zeppole, pere caramellate con panna. E, ancora, polenta, stinco, piattini di dolci da consumare nella suggestione di una taverna. Vin brulé, vino moscato, cioccolata calda. Non sembra anche a voi di sentire i profumi che si diffondono nell’aria, mentre le castagne arrostiscono sul braciere?

È stato bello immergersi in un senso di profonda convivialità. Sedersi ad un tavolone di legno accanto al fuoco, su panche da condividere con perfetti sconosciuti. Scambiare battute e pensieri. In fondo, a Natale, si torna tutti un po’ bambini e chi se ne frega se ci sediamo vicino a persone estranee! Prendiamo esempio dai piccoli: un sorriso, un saluto, una battuta e siamo tutti in sintonia! Magari non per correre lungo le salite di Monte Cerignone, in una “caccia al Natale” all’ultimo respiro, ma per trasmettersi semplice serenità anche solo con uno sguardo!

Perché, forse, a volte il Natale avrebbe bisogno di meno file e spese compulsive, di meno cene e pranzi imposti. Magari il Natale dovrebbe essere molto di più emozione positiva. Ed io, questa emozione, l’ho trovata in un piccolo borgo del Montefeltro, che si chiama Monte Cerignone.

Claudia B.

6 Commenti

  1. Brava!! Bellissime riflessioni sui mercatini di Natale… Effettivamente, sono stanca anche io delle bancarelle natalizie con prezzi da mutuo. Non ha senso! Che poi gli oggetti in sé sono carini ma nulla di eccezionale. Bellissimo borgo: ci andrò 🙂

    1. Trovare e vivere un attimo vero d’Avvento mi ha fatto capire quanto fossi stanca dei soliti mercatini super affollati e super conosciuti.
      Tranquillità e semplicità, sono tutto ciò che voglio ora. Per fortuna la mia terra aveva la soluzione pronta 😉
      Ti consiglio assolutamente una visita e, se hai bisogno di consigli per i dintorni, chiedi perché ho tanti suggerimenti 🙂
      Un bacione!
      Claudia B.

  2. Ma davvero esistono ancora queste realtà così genuine? E’ un piacere sentire di queste cose Claudia perchè onestamente cominciamo ad avere sulle scatole un po’ tutta questa finta aria natalizia. Non se ne può più di mercatini-che-vendono.di-tutto per non parlare dei centri commerciali come ha ben detto Lucrezia. Personalmente mi urtano anche gli spot a novembre o i panettoni nei supermercati già ad ottobre. Ci hanno fatto venire lo schifo.
    Quindi fortunata te che hai beccato questo grazioso borghetto con un’aria di festa vera!
    La palettata sul sedere se permetti non te la invidio però! 😀
    Buona serata! 😉

    1. Infatti mi sento davvero fortunata ad aver trovato questo piccolo evento di paese, quando ormai stavo demordendo: voglio dire, se inizio ad averne io fin sopra i capelli la situazione è grave.
      Il “top”con panettoni e mercanzia varia fin da ottobre, è la dimostrazione di quanto siamo geniali noi esseri umani: anche una cosa potenzialmente bella, dobbiamo esasperarla.
      E ieri Daniela, ti posso garantire che ho ritrovato un vero attimo di gioia, semplice, positiva, senza eccessi. Sono stata bene sul serio, lo sono stata perché nulla era sbandierato senza anima. C’era un senso in quel ritrovarsi ad aspettare le castagne senza calpestarsi, sorridere con sincerità, suggerire le filastrocche ai bambini…prendere le randellate sul sederone ;-)!
      Guarda, noi stiamo per partire per il Friuli, scelto come breve fuga per i nove anni di matrimonio; saranno tre giorni di visite, in cui ho anche inserito due soste “natalizie”. Ma, come già lo scorso anno, ne ho scelte di poco -spero- battute. Non ce la faccio più, starò invecchiando ma ho bisogno di emozioni, non di clamore.
      Un bacione!
      Claudia B.

  3. Staccare la spina dalla confusione di questi giorni prenatalizi è proprio quel che ci vuole. Scelta non giusta, di più!
    Alla fine le super folle non ti permettono di godere del clima che si crea, del calore che certi luoghi dovrebbero generare. L’unico calore è quello che ti sale sul viso quando ti innervosisci per l’ennesimo spintone… Per non parlare del caos dei centri commerciali! Vabbè, non parliamone va, altro che tendenza verdognola… Sono proprio un Grinch di tutto rispetto! Ahahaha però questo tuo modo di vivere il Natale autentico mi fa tornare il sorriso! <3 è proprio quel che cerco!
    Un bacione a voi!

    1. Non posso che darti ragione Lucrezia. Sarà che non sono in linea io quest’anno, ma proprio non riesco a bypassare mentalmente la folla, sai?
      Già di mio non amo i centri commerciali e li frequento veramente poco -veto assoluto nei fine settimana e festivi- ma sai che in questo 2016 ho avuto difficoltà ad adeguarmi anche ai Mercatini di Natale super affollati?
      In genere riesco ad estraniarmi e coglierne solo il lato sensoriale, ma non stavolta. Perciò quando ho trovato questa “festa natalizia di paese” mi sono sentita rigenerata. Ho ritrovato un sorriso vero. Vorrei poter vivere questa semplicità ogni giorno.
      Non so Lucrezia, secondo me mi sto Ingrinchendo anche io…ma proprio per le folle senza anima e le imposizioni, non per il periodo in sé.
      L’importante è trovare un modo alternativo di vivere il periodo 😉 è già due anni che ci riesco e ne sono molto soddisfatta!
      Un bacione stella!
      Claudia B.

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