Organizzare un viaggio di otto giorni a New York in autonomia

Il sogno di fare un viaggio on-the-road in New England, che terminasse con otto giorni a New York, è un progetto che ha invaso per anni la mia fantasia. Attuarlo non è stato complesso, forse solo un po’ dispendioso, considerando che questo viaggio in America di 19 giorni, io e Daniele lo abbiamo fatto in Agosto. Ovviamente, per quanti post rivelazione si possano leggere su come risparmiare programmando un viaggio fai-da-te negli Stati Uniti, la verità è che da metà Luglio in poi non c’è scampo. Si può solo limitare il danno, questo si. Così come è possibile adottare piccoli espedienti, per economizzare una volta sul posto. Ma il miracolo su questa destinazione non esiste.

Prima di darvi alcune informazioni utili su come organizzare autonomamente un viaggio di otto giorni a New York, però, voglio ricordarvi che ogni consiglio presente nel post, proviene dalla nostra personale esperienza. In positivo, negativo o migliorabile, è comunque un vademecum nato da un viaggio realmente vissuto e realmente programmato da sola.

Nel caso in cui abbiate bisogno anche di suggerimenti su come organizzare un viaggio on-the-road in America, vi rimando a questo post. Ma se il vostro obiettivo è soltanto la “Grande Mela”, penso di avere alcune cose da dirvi, che potrebbero essere utili per pianificare un viaggio fai-da-te a New York. Il solo modo, alla fine, per risparmiare davvero tanto rispetto ad un pacchetto acquistato in agenzia.

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Acquistare il volo per un viaggio di otto giorni a New York.

Sfatiamo subito un mito: non è possibile acquistare un volo a poco prezzo per andare a New York nel mese di Agosto. Se volete risparmiare, i periodi giusti sono altri. Ma se come a noi, il destino (alias lavoro) non vi concede scelta, fate buon viso a cattivo gioco. Nello specifico, posso dirvi come abbiamo agito io e Daniele per limitare i costi. Da tre anni siamo clienti Emirates, iscritti al programma “Frequent Flyers” e alla newsletters. Praticamente l’unica newsletter che non cestino e che aspetto come se fosse il premio della Lotteria di Capodanno!

Che ci crediate o meno, gli sconti di Gennaio sono i migliori per acquistare voli estivi con Emirates. Talmente validi da battere anche altre compagnie (parlo del periodo che va da metà Luglio in poi, eh). Così, anche quest’anno, la seconda settimana di Gennaio abbiamo immediatamente bloccato l’offerta per un volo diretto Milano Malpensa-New York JFK, al costo di circa 1300€ in due.

Idea che, evidentemente, non abbiamo avuto solo noi, visto che i mesi di Luglio e Agosto risultavano già pieni dopo pochi giorni. Non ci stupisce, dato che ai turisti si aggiunge un numero notevole di giovanissimi studenti che, a Luglio, si preparano a vivere le loro agognate vacanze studio a New York,  oltre a diverse famiglie con bambini, che approfittano del periodo di ferie e pause scolastiche. Nonostante l’affollamento, devo dire che volare con il gigante dei cieli, l’A380, è sempre fantastico. Comfort e servizi di prima qualità, sono garantiti anche in Economy.

Se vi chiedete perché non abbiamo valutato l’acquisto del volo con altre compagnie, visto che otto giorni a New York (più 9 in New England) non sono il massimo del low-cost vi dico che, quando si tratta di aerei, per noi subentra anche una questione emotiva. Che ci crediate o meno, viaggiare con Emirates ci fa sentire al sicuro e nemmeno Daniele che odia volare, ha nulla da ridire. In caso contrario avrei forse puntato sulle tariffe di British Airways o Lufthansa. Ma prima, sarei stata costretta ad abbattere mio marito con i tranquillanti…

Faccio presente che, durante il check-in online per il volo negli Stati Uniti, Emirates non rilascia la carta d’imbarco. Una volta in aeroporto, infatti, il personale di terra accoglie i passeggeri e pone loro alcune domande simili a quelle riportate nell’Esta, prima di lasciarli accedere ai desk.

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Otto giorni a New York: controlli aeroportuali e documentazione.

Nel post dedicato alla pianificazione dei nove giorni on-the-road in New England, ho affrontato il discorso legato ai documenti necessari per un viaggio negli Stati Uniti. Spiegando non tanto come richiedere l’Esta, quanto come far fronte ai problemi che possono sorgere durante la richiesta stessa. Vi invito pertanto a dare uno sguardo a quel vademecum, se riscontrate problemi nella procedura. Mentre della vitale assicurazione viaggio, ne ho scritto qui.

Aggiungo invece una nota, che spesso non si trova su guide e blog: una volta in aereo, le hostess vi consegneranno dei questionari da compilare e consegnare in dogana. Niente di strano, solo una specie di “riassunto” di quanto viene chiesto nell’Esta. Ricordatevi di prepararlo in aereo, in modo da non perdere tempo quando sarete in fila per i controlli, in aeroporto.

Un’altra cosa che ci tengo a sottolineare, è che a Malpensa potreste essere selezionati a campione per dei “controlli speciali” oltre a quelli ordinari rivolti a tutti. Indovinate un po’ chi si è immolato per la causa, in modo da poterne dare diretta testimonianza qui sul blog? No, non io. Bensì Daniele! Che ho preso in giro senza riserve, fino a quando non l’ho visto andare dai controlli all’imbarco diretto, mentre io sono rimasta bloccata in una fila infinita. In quel momento ho capito il significato del termine “karma”…

I “controlli speciali”, da quanto la seconda metà del blog ha riportato, consistono in un semplice tampone su zaini o borse, per accertare che non vi siano tracce di stupefacenti. Non sappiamo se, in periodi di minore affluenza, siano più approfonditi. Di certo questo è ciò che avveniva il 15 Agosto scorso.

Per quanto concerne l’ammissione negli Stati Uniti una volta atterrati al JFK di New York, ancora oggi mi chiedo perché tutti ne parlino come di lunghi momenti senza fine. Secondo me, non hanno mai visto cosa succede all’aeroporto Suvarnabhumi di Bangkok… Tutto sommato non è stato affatto male, né la procedura lunga come ci aspettavamo. Controllo dei passaporti, uno sguardo rapido all’Esta, il ritiro del famigerato questionario e un paio di domande sul soggiorno. Anche la valigia ci è stata consegnata piuttosto rapidamente! I problemi veri per noi sono arrivati dopo, quando ci siamo diretti a Federal Circle Station per ritirare l’auto a noleggio. Se state valutando il noleggio auto negli Stati Uniti, leggete assolutamente questo post.

Per quanto riguarda i controlli in uscita, invece, sappiate che al JFK non si scampa: non solo il body scanner ma tutti, indiscutibilmente, devono cavare le scarpe. Dato che forse in questo l’Italia è uno dei pochi paesi civili al mondo, non si troveranno calzini usa e getta in plastica. Se alla maggior parte delle persone non scoccia camminare a piedi nudi o con i calzini, su un pavimento lurido, alla sottoscritta invece fa schifo. Ragion per cui, pur essendomi portata vecchie calze da casa, che avrei poi gettato via, ho anche chiesto ad un funzionario di Malpensa se potesse lasciarci due paia di usa e getta. Lui, gentilissimo, ce li ha forniti e, con questo gesto rivoluzionario, abbiamo messo in allarme tutto il JFK! Con tanto di perquisizione diretta… Vabbè ragazzi, state calmi: si tratta di civiltà!

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Otto giorni a New York: come arrivare a Manhattan e Long Island City dal JFK.

Anche a proposito di questo argomento potreste averne ampiamente letto ma, forse, ho un paio di cose in più da dirvi, imparate per esperienza diretta. Raggiungere Manhattan o, come nel nostro caso Long Island City, con i mezzi di trasporto dall’Aeroporto JFK, è in effetti piuttosto semplice. Se i mezzi ovviamente sono in funzione. Vi suggerisco, amanti del fai-da-te, di non saltare questo paragrafo.

Il modo migliore per spostarsi verso Manhattan è usare Air Train e metropolitana. Per l’Air Train vi sono le indicazioni nell’area arrivi del JFK: vi garantisco che è impossibile sbagliare. Muovendosi all’interno dell’area aeroportuale, è possibile utilizzare gratuitamente l’Air Train, infatti si sale sul treno senza biglietto. Perfetto, ad esempio, se dovete recarvi a Federal Circle Station, a ritirare un’auto a noleggio. Invece per chi deve proseguire verso New York, la fermata finale sarà Jamaica Station.

Qui, all’uscita, ci saranno macchinette (con procedura anche in italiano) e chioschi, dove pagare l’Air Train. Attenzione a questo passaggio: il costo dell’Air Train è di 5$ a testa, oltre ad 1$ supplementare di emissione della Metro Card. Premunitevi di banconote di piccolo taglio, perché le macchinette danno un resto limitato. Mi sembra fino 9$. Una volta pagata la tessera e usciti dai tornelli, ricordatevi di conservarla e utilizzarla per acquistare l’abbonamento della metro, indispensabile per muoversi durante gli otto giorni a New York: in questo modo eviterete di dover pagare nuovamente 1$ per l’emissione della Metro Card!

L’abbonamento alla metropolitana di New York, costa 32$ (più 1$ di emissione) ed è valido 7 giorni su tutta la rete. Personalmente, abbiamo coperto le giornate mancanti (quella di arrivo e l’ultima) acquistando delle corse singole, ricaricate direttamente su una sola metro card. Il biglietto della metropolitana a New York, infatti, è valido fino a quando non si esce dalla stazione. Così, anche chi ha prenotato un hotel lontano, potrà raggiungerlo tranquillamente effettuando tutti i cambi necessari senza preoccupazioni. Il costo del biglietto singolo è 2,75$.

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Otto giorni a New York: cosa fare se la metropolitana è chiusa.

Il vero dilemma a New York, problemino che ha messo in crisi anche me e Daniele, è che nel fine settimana le linee della metro sono soggette a noiosi lavori di ripristino, che bloccano intere stazioni. Certo, le interruzioni vengono segnalate con comunicazioni appese un po’ ovunque, ma posso garantirvi che è un vero incubo. Sia per spostarsi in città, ecco perché consiglio di alloggiare in strutture che abbiano vicine più fermate della metro, sia per chi deve spostarsi da e verso gli aeroporti.

Non a caso, il giorno in cui avevamo il volo di rientro, abbiamo dovuto appoggiarci ad un taxi privato. Vi spiego meglio. Disperati davanti all’impossibilità di usare la metro, ci siamo informati in hotel per sapere quanto potesse costare un taxi per il JFK, comprensivo di toll e tasse. Nella nostra immensa ignoranza, infatti, pensavamo si trattasse del classico taxi giallo di New York. Invece esistono auto private con conducente, convenzionate con gli hotel di New York, che fanno servizio a quota fissa: noi abbiamo speso 45$, più una mancia di 5$, partendo da Long Island City.

Vi consiglio di non sottovalutare questa possibilità. Contattate preventivamente l’hotel in cui soggiornerete per conoscere la quotazione, soprattutto se siete tre o quattro persone, oppure viaggiate con bimbi piccoli! Certo il trasferimento con i mezzi costa molto meno (17,50$ in due) ma, quando non ci sono soluzioni alternative, direi che il taxi non è affatto male. Poi, in ogni caso, il prezzo dipende dalla posizione della struttura: nel Queens, ad esempio, bastano circa 23$ per un’auto privata convenzionata con l’hotel.

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Dove dormire per un viaggio di otto giorni a New York.

La prenotazione della struttura ricettiva, è stato il primo vero colpo di grazia alle nostre finanze, durante la pianificazione del viaggio. Convinta al 3000% che  avremmo preso un appartamento tramite Airbnb, a prezzo ottimo e in posizione centrale, ho subito sbattuto la faccia contro la “questione affitti turistici a New York”.

In effetti, a New York solo chi ha una licenza può affittare gli appartamenti per brevi periodi. In pratica pochissime persone. Pur avendo avuto conferma da Airbnb sulla regolarità della procedura, ammetto di non essermi fidata. In più di un’occasione, gli host comunicano indirizzi diversi dal proprio: a volte, avvisando chi prenota; a volte invece l’utente ne è all’oscuro fino all’arrivo a New York! Ora, non so cosa ne pensiate voi, ma personalmente non mi andava di segnalare un indirizzo falso sull’Esta. Nemmeno per risparmiare 300€.

Tramite Booking, quindi, ho iniziato prenotando un hotel a Times Square, con cancellazione gratuita, ad un prezzo che mi sembrava buono. Da lì, mi sono poi orientata su Downtown, in una struttura esteticamente più piacevole  ed economica. Alla fine, però, per risparmiare davvero (per quanto sia possibile risparmiare ad Agosto), ho scelto di prenotare in zona Long Island City. Albergo della catena Best Western, realmente bello, con ricchissima colazione inclusa, acqua, tè e caffè disponibili durante la giornata. E ben tre fermate della metro vicine!

La colazione ci ha permesso di risparmiare sui pasti, tanto che alla fine ci siamo limitati a mangiare un panino nel tardo pomeriggio, coprendo pranzo e cena. Così come è stata utile l’acqua nella hall, con cui ristorarsi al ritorno dalle escursioni, ma anche per riempire la bottiglietta al mattino, oppure per la notte. Piccoli accorgimenti che, in una città come New York, sono vitali, considerati i costi.

Per otto notti e nove giorni, al Best Western Plus Plaza di Long Island City, prenotando con diversi mesi di anticipo, abbiamo speso un totale di 1168€ tasse incluse. A questa quota si vanno ad aggiungere i costi sulle transazioni estere, applicati dalla carta di credito. Ricordate sempre che i prezzi degli hotel vanno maggiorati del 14,75% di tasse, più 3,5$ a notte di tassa di soggiorno.

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Otto giorni a New York: dove mangiare.

Su questo argomento sono completamente inutile. Lo ammetto fin da ora, ma voglio comunque raccontarvi come abbiamo gestito i pasti a New York per risparmiare. La colazione inclusa ha di certo aiutato a New York, così come durante i nove giorni in New England. Gli abbondanti piatti, infatti, ci hanno permesso di arrivare sazi fino a cena. Oppure di mangiare nel tardo pomeriggio, a copertura di tutti e due i pasti.

A New York in particolare, siamo andati da “Pisillo Panini Italiani” al Financial District. Prima che vi rivoltiate contro la ricerca di italianità, voglio dirvi esattamente come stanno le cose: il massimo che ci saremmo potuti permettere a New York (considerando il nostro lungo viaggio di 19 giorni), era Mc. Donald’s. Da Mc. Donald’s non andiamo nemmeno in Italia, né altrove, se possiamo evitarlo. Solo durante il Capodanno a Ratisbona, siamo stati costretti perché non si trovava un tavolo per due nemmeno pagandolo oro. Pensare di mangiare in un fast food per tutti gli otto giorni a New York: no! Trovare questi ragazzi che lavorano come Dio comanda, con prodotti come Dio comanda, a prezzi e quantità stupefacenti, francamente ci ha fatto desistere dal cercare altro. Tranne per gli hot dog di Nathan’s a Central Park, perché ovviamente Nathan’s è Nathan’s!

Questo significa che non ci siamo mai scontrati con la necessità di lasciare la mancia, obbligatoria in America. L’abbiamo comunque data durante il viaggio in New England, dato che la sera cenavamo in pub, ristoranti e chioschetti. In genere ci siamo attenuti all’idea di lasciare cifra tonda. Dal sorriso dei camerieri, forse non abbiamo sbagliato.

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Cosa visitare otto giorni a New York.

Siamo partiti completamente in balia delle emozioni! Volevamo trascorrere otto giorni a New York senza limiti e senza un programma da rincorrere… Avevamo bisogno di capire giorno per giorno cosa fare, in base al clima, alle distanze, alla stanchezza. Fondamentali, però, sono stati il cityPass che definirei vitale (e di cui vi parlerò in seguito), oltre all’aiuto di una vera intenditrice: abbiamo conosciuto Marta su Instagram, dove ha un bellissimo profilo dedicato alla sua vita a New York. Anzi, il suo è stato uno dei primi profili seguiti, di cui ci siamo innamorati per le bellissime foto! Da lì è nato uno scambio di messaggi, che si sono poi trasformati in tantissimi consigli organizzativi e di visita da parte di Marta. Lei accompagna spesso persone in giro per New York, facendo conoscere la città dal punto di vista di chi ogni giorno la vive. Per noi è stato un piacere vero incontrarla, oltre che un aiuto valido in ogni momento dell’organizzazione del viaggio. E anche durante il viaggio stesso!

Questo è l’itinerario dei nostri otto giorni a New York, creato direttamente sul posto (e si vede):

  • arrivo dal New England e pernottamento;
  • Central Park, Upper East Side, St. Patrick Cathedral e St. Thomas Church, Trump Tower, Grand Central Station, Times Square e Top of the Rock;
  • Messa Gospel ad Harlem, Brooklyn e Dumbo, Ponte di Brooklyn, St. Paul’s Chapel, The Oculus;
  • Bryant Park e New York Public Library, Empire State Building, World Trade Center, memoriale e Museo dell’11 Settembre;
  • Statua della Libertà e Museo dell’Immigrazione di Ellis Island, Caserma dei Pompieri di Ghostbusters, Greenwich Village (Washington Square, casa di Carrie Bradshaw e passeggiata tra le vie);
  • Little Italy, Chinatown, Soho, Nolita, Wall Street e Stone Street, uscita serale a Coney Island;
  • Chrysler Building, Flat Iron Building, Korean Street, Union Square, 10° Strada, Greenwich Village (casa dei Robinson, Magnolia Backery, passeggiata tra i negozi), Chelsea Market, High Line, crociera al tramonto;
  • visita al MET, passeggiata senza meta tra gli store di Times Square;
  • Nintendo, Lego, Microsoft, Museo di Storia Naturale, Upper West Side, M&M’s World, mercatini di Times Square.

Lasciatemi un po’ di tempo e vi racconterò ogni cosa. Intanto spero che l’elenco possa darvi un’idea di cosa si può vedere a New York in otto giorni. Una cosa è certa: avremmo potuto fare tanto di più. Con maggiore pianificazione. Fermandoci meno tempo all’interno dei musei, oppure evitando lunghe sessioni di riposo nei parchi cittadini. Ma, sapete? Nessuno ci rincorreva, caldo e stanchezza dopo tanti giorni di viaggio ci stavano sfiancando e, onestamente, non avremmo voluto vivere New York in altro modo! Solo improvvisando e godendoci la città. Anche fermandoci a scambiare quattro chiacchiere con le persone, oppure sedendoci in contemplazione.

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Come orientarsi otto giorni a New York.

Con Google Maps! Punto. Per me questo paragrafo potrebbe anche finire qui. Ma vi dico un paio di cose in più. Laddove per la metro la mappa cartacea è vitale, da seguire molto più dei consigli di Google Maps, per orientarsi a New York affidatevi a quest’ultimo sistema. Dimenticatevi del wifi, bisogna per forza comperare una SIM locale oppure una tariffa telefonica con il proprio operatore italiano. Noi ne abbiamo acquistata una che copriva chiamate e 10G di Internet. Attenzione, però, se state ponderando una scelta simile, perché non è utilizzabile su tutti i telefoni: quello di Daniele in 3G, ad esempio, è stato per lo più scoperto.

Le persone in America sono molto cordiali e disponibili, persino in una città caotica e sempre di corsa come New York. Chiedete! Chiedete mille volte, soprattutto quando non saprete orientarvi sulla metro. Spesso saranno gli stessi addetti della MTA a venire in vostro soccorso, oppure la polizia (tra i più cortesi mai incontrati), appena vi vedranno con la cartina alla mano e l’aria smarrita.

In ogni caso controllate sempre la direzione: dovete andare verso Uptown o Downtown? Verso Manhattan o verso il Queens? Verso Harlem o verso Brooklyn? La comodità della metro di New York è che le direzioni sono sempre segnalate, quindi non c’è bisogno di guardare la destinazione finale. E questo è un valido aiuto. Capiterà comunque di sbagliare, ma basta tornare indietro e chiedere a qualcuno per riprendere la direzione giusta. Attenzione perché i treni più vecchi della metro, non hanno il monitor che segnala le stazioni. In questi casi dovrete controllarle fuori dai finestrini ad ogni fermata!

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Otto giorni a New York: perché sceglierla al posto di Boston?

In previsione del viaggio in New England, fare tappa a Boston sarebbe stato sicuramente più comodo. Avremmo perso meno tempo, affrontato meno strada. Allora perché scegliere New York? Potrei darvi mille motivazioni sensate, ma non ce ne sono! Per cui ho deciso di condividere questo passo, tratto dal mio diario di viaggio sul profilo Facebook del blog, sperando di farvi capire meglio.

Per anni mi sei comparsa in sogno. Ho passato notti intere a viaggiare su un aereo che mi portava da te. Oppure a passeggiare per le tue vie, ad occhi sgranati e naso all’aria! Ogni mattina, però, la delusione di ritrovarmi nel mio letto era profonda… Quasi viva! Ho passato anni a leggere di te, a vederti nei film, nelle serie tv, ad innamorarmi ogni giorno di più attraverso i racconti degli altri. Ho singhiozzato come una bambina, mentre dal finestrino dell’aereo ti guardavo senza respirare. Ho singhiozzato la prima volta che ti ho vista, uscendo su Rockefeller Plaza. Sono talmente tante le volte in cui sto piangendo da quando sono qui, che ormai ho smesso di contarle. Tu, mio splendido universo, mi stai “rintronando” a tal punto, che ti vivo con la sensazione di non essere io qui con te ora. È destabilizzante. Tu sei destabilizzante. Sei così bella da far paura. Sei così… tu, che ti riconosco e ti sento mia, eppure nel contempo mi sembri diversa. Sei reale, ipnotica, piena! Sei così tu, ed io sono così poco me stessa, che ogni mattina appena mi sveglio, la prima cosa che faccio è scostare la tenda per assicurarmi di trovarti ancora là fuori… 

Claudia B. in collaborazione con MLA Wordl

16 Commenti

  1. Ma che bello!!! Finalmente leggo! Sono felice che tu possa confermare l’impressione sui newyorkesi e sono felice che tu abbia realizzato questo sogno. Dì la verità, ci vuoi tornare vero? Povero Daniele però, l’han preso di mira! E la foto della Lady Liberty? La mia preferita in assoluto! Adoro😍. Tutto bello, non vedo l’ora di leggere tutto il resto che avrai da raccontare!

    1. Grazie per il tuo entusiasmo Tizzi! NY mi è piaciuta in un modo difficile da spiegare. È oggettivamente bella, ma non è questo. È come trovarsi in un posto che si conosce benissimo ma, al tempo stesso, ti confonde.
      Reale ma ipnotico. Terrificante e destabilizzante. È tutto e il suo contrario! Fa paura e la amo per questo… e si, ci torneremo perché c’è ancora tanto da vedere e vivere. Penso che questa città non abbia fine!
      Un bacione,
      Claudia B.

  2. Ricordo bene le mance a New York…un salasso, così come i prezzi degli hotel! Su una cosa non siamo d’accordo: Boston per me vince su New York e nettamente. Dopo una settimana a New York sono andata via con il mal di testa: per carità, bella, travolgente, unica ma l’eleganza di Boston per me rimane imbattibile. 😃
    PS. sì, è stato il karma, anche io avrei riso beatamente se Fabio fosse stato scelto per i controlli speciali e sì, anche io di conseguenza sarei rimasta bloccata in fila!

    1. Il karma a volte è acido: non capisce la nostra ironia 😂!
      Stavo pensando proprio ora al viaggio in America. Alle sensazioni incredibili che mi ha donato il New England, contro la carica esplosiva di NY. In effetti è travolgente e, tanto spesso, spaventosa! Difficile da definire, mi ha come stravolto ogni percezione!
      Immagino che Boston sia non solo bellissima, ma con un fascino incredibile. Voglio vederla e dedicare alla città il giusto tempo, partendo da lì la prossima volta. Mi è rimasta una forte curiosità!
      Un bacione,
      Claudia B.

  3. Ottima guida per affrontare il primo viaggio a New York in totale libertà! 😉
    Non sapevo dei controlli speciali, chissà se li effettuano anche a Bologna…in effetti finora siamo sempre partiti da Malpensa anche noi e, a parte qualche domanda di rito, non ci hanno mai selezionato per un colloquio speciale!
    E sempre a proposito dei controlli, ora vado a leggere quello che succede a Bangkok…sinceramente a NY non mi è sembrato che i tempi di attesa fossero così lunghi (a Los Angeles ancora meno…sono super tranquilli!)
    Ottima anche la soluzione di alloggiare a Long Island, anche noi eravamo lì e con la metro a portata di mano in quindici minuti eravamo a Central Park! 😉

    1. Ecco, su Bologna devo dire che non ho la certezza. Penso di si, nel senso che non credo sia qualcosa che riguarda Emirates, ma proprio la destinazione finale. Un dubbio mi sorge solo perché, mentre il volo di Milano è diretto, quelli in partenza da Bologna se non erro hanno lo scalo. Quindi magari non li fanno per quel motivo. Ma non potrei giurarlo.
      Aaaahhhh Bangkok… considera un miracolo se dopo due ore di fila, siamo riusciti ad arrivare al controllo passaporti. Ti dico solo che la valigia stava per andare personalmente al lost e found a cercarci.
      Long Island è una salvezza: strutture belle, costi migliori rispetto Manhattan e poi collegata bene (quando ovviamente i lavori sulla linea non fanno impazzire)!
      A presto,
      Claudia B.

  4. Ricordo di aver riso come una pazza sul fattaccio dei controlli “special” per Daniele hahahahha, salvo poi rimanerci di stucco sul fatto che sia passato prima! Niente questa è la nuova frontiera del saltafila 😛 Bellissima e utilissima guida Claudia! Ricordo che della cortesia esemplare dei poliziotti di NY ne parlò anche Tiziana e questa cosa mi colpì molto. Ma caspita costa un botto volare con Emirates! Credo che non me lo potrei mai permettere da qui alla pensione (e a dirla tutta neanche la pensione mi posso permettere) 😛 Anche secondo me hai fatto bene a non cedere alla tentazione degli apparta. Io solitamente non faccio colazione a casa ma in viaggio avoja! Quindi preferisco di gran lunga gli hotel con la formula colazione inclusa.
    Che foto spettacolari comunque!
    Notte Claudia! 😉

    1. E, oltre alla colazione, un particolare che ho dimenticato di inserire nel post (devo rimediare) riguarda anche il deposito bagagli: l’ultimo giorno è stato vitale. Ti immagini andare in giro per NYC trascinando la valigia?
      Amo l’appartamento, mi da una libertà unica. Ma qui non potevo assolutamente rischiare. Alla fine, oltretutto, per 300€ che credo di aver recuperato alla grande grazie a colazione inclusa e acqua.
      Voglio tirarti su di morale e dirti che (no, sulla nostra pensione hai ragione, lascia stare…) Emirates ha voli assolutamente ad ottimo prezzo durante i periodi di bassa stagione. Ma a buon prezzo davvero! In Agosto e a Dicembre no, anche se il costo alla fine è stato ottimo nonostante tutto. Pensa cosa poteva essere a pieno carico 😂!
      La nuova frontiera del saltafila? Mi piace, perché in effetti è davvero così! L’ho odiato. Prossima volta anche io voglio i controlli speciali 😂. Anche se forse, in periodi più tranquilli, sono diversi…
      Grazie per aver apprezzato le foto: ad un certo punto ero certa di aver scattato le immagini più brutte di sempre, a causa del mio continuo saltellare eccitato 😂. Qualcosa si è salvato…
      Buona giornata Orsa di Mare!
      Claudia B.

  5. Letto questo post saprei perfettamente come muovermi prima del viaggio e appena atterrato a New York. Ancora non è il post su cosa vedere, ma già solo leggere queste indicazioni e vedere le prime foto che hai inserito mi hanno fatto sognare. New York la aspetto da anni… stavo pensando al 2019, ma forse non potrò 🙁 Ad ogni modo, strano ma vero, anche in Inghilterra (in Irlanda ancora di più) le persone del luogo mi hanno aiutato senza aver chiesto loro nulla. A volte mi son sembrati dei veri e propri angeli custodi 🙂

    1. Vero, confermo! Nonostante tanti dicano che gli inglesi sono indisponenti (bah, cavolate), ricordo ancora quanto ci abbiano aiutati in ogni momento. Anche con la lingua! In Irlanda poi, sono stupendi. La verità è che spesso l’atteggiamento delle persone, dipende anche da come noi ci poniamo.
      Mi fa piacere sapere di esserti stata utile, se non per il 2019,comunque per quando affrontarai il viaggio a New York. Non demordere Andre, pensa sempre a me che ho atteso 27 anni…
      Una bacione,
      Claudia B.

    1. Diletta ti giuro ho visto facce tra lo stupito e l’atterrito 😂! Non ci hanno chiesto di cavarli, perché era evidente fossero strani calzini, ma secondo me alla fine hanno persino riso sotto i baffi!
      So di essere una “palla” per la questione igiene, ma è più forte di me…
      Grazie per i complimenti Diletta, spero solo che l’esperienza fatta sul posto, possa essere utile a chi organizzerà il proprio viaggio a New York in autonomia!
      Ti abbraccio,
      Claudia B.

  6. Secondo me hai fatto benissimo a lasciar perdere AirB&B perché nemmeno io me la sentirei di inserire un indirizzo falso: so che sembra una leggenda metropolitana ma mia cugina la scorsa primavera doveva andare a Denver per lavoro e aveva fornito un indirizzo che poi non sarebbe stato quello definitivo. Ai controlli dell’immigrazione è andata nel panico e lo ha detto al poliziotto che ha chiamato i colleghi. L’hanno ammanettata e portata in cella per 48 ore, dopodiché l’hanno rimpatriata. Se ci penso mi viene la pelle d’oca.
    Detto ciò, hai fatto davvero bene a scegliere un albergo con la colazione perché nove volte su dieci questo servizio non viene offerto dagli hotel americani e io senza colazione mi sento svenire (a quest’ora poi penso solo a mangiare…)
    Buon weekend 😍

    1. Santo cielo! Ora la pelle d’oca ce l’ho io Silvia, sono atterrita. Vedo persone che, con una semplicità incredibile, scelgono di soggiornare in appartamento, nonostante sappiano che il rischio c’è. Ovvio che tutti pensiamo: eddai, se Airbnb o Booking vendono il servizio, tutto è fatto alla luce del sole, ovvio che si può fare. Invece nulla è ovvio. Perché se l’host non ha quella licenza particolare, tu lo scopri solo una volta sul posto. Francamente, mettere a rischio l’intero viaggio per questo, mi sembra folle.
      All’inizio la consapevolezza di dover andare in hotel mi ha messa in crisi, da un punto di vista economico. Poi mi sono resa conto che, per circa 300€ in più avevo sicurezza, colazione, un posto dove lasciare i bagagli l’ultimo giorno e, a dirla tutta, non ho più pensato all’appartamento!
      Grazie per questa testimonianza Silvia, spero possa servire a chi leggerà il post!
      Ti abbraccio,
      Claudia B.

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