Organizzare un viaggio in moto alle Gorges du Verdon: mototurismo in Provenza

La Provenza profuma. Profuma di buono, di natura, di dolce. Ha nell’aria delle fragranze improvvise ed altre fisse, che si insinuano fin sotto al casco. Ma per sentirle meglio, durante il nostro viaggio in moto alle Gorges du Verdon, abbiamo percorso chilometri su chilometri, con la visiera alzata di un quarto.

La Provenza, ha un milione o forse più di colori e di emozioni da regalare. E quando attraversi la Francia in moto, ti rendi conto che quelle tonalità e quelle sensazioni, sono pronte a travolgerti ed entrarti nel sangue.

La Provenza è pervasa dal canto delle cicale, che riescono ad imbastire una melodia bellissima, in grado di abbattere ogni barriera ed arrivare dentro al tuo casco. E tu, ti ritrovi ad intonare con loro motivetti astratti, che ricordano varie canzoni cucite insieme dalla fantasia della natura.

Il viaggio in moto alle Gorges du Verdon, è stata un’esperienza che ha cambiato qualcosa dentro di noi. Abbiamo organizzato un itinerario di quattro giorni tra i villaggi della Provenza, senza sapere bene cosa stessimo facendo, lo ammetto. Eppure, ne è venuto fuori un momento di vita, che non dimenticheremo mai più.

Del tour tra i villages de France, ve ne parlerò in un prossimo post (questo). Oggi, voglio concentrarmi sulle questioni pratiche e sentimentali, legate alla preparazione di un viaggio in moto alle Gorges du Verdon, iniziando da un concetto importantissimo: la Francia, è uno dei paesi più bikers-friendly, in cui mi sia mai capitato di andare! Forse persino più della mia amata Romagna. Il che è tutto un dire. Se pensate che noi gioiosi bimbi romagnoli, veniamo al mondo con un grave problema alla zeta ed il casco in testa, capirete quanto sia sorprendente trovare altrove, luoghi tanto amici dei motociclisti!

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Quale equipaggiamento serve per un viaggio in moto in Francia.

Per quanto bikers-friendly, la Francia ha norme piuttosto rigide su quello che è l’equipaggiamento obbligatorio (o consigliato) da portare a bordo. Vi lascio un elenco, trovato dopo alcune ricerche in rete. Mi raccomando, però, prima di partire accertatevi che le cose non siano cambiate, perché io non ho contatti diretti con la Gendarmerie!

  • kit pronto soccorso omologato per moto (codice DIN 13167);
  • gilet cartarifrangente (non importa se le vostre giacche lo sono già, il gilet è obbligatorio a bordo);
  • guanti per tutti e due i passeggeri (non consigliati….OBBLIGATORI);
  • kit etilometro usa e getta, certificato per la Francia (ad oggi, non sono previste multe se non lo si ha a bordo).

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In moto sulle autostrade francesi.

Se state organizzando un viaggio in moto alle Gorges du Verdon, potreste anche decidere di godervi l’avventura evitando completamente le autostrade. Per chi come noi, però, parte da lontano ed ha pochi giorni a disposizione, consiglio di non star troppo a “lavare via i moscerini dalla carena”,  scegliendo tratte veloci.

Siamo partiti dalla Romagna, con soli quattro giorni a disposizione. 715 km per il viaggio di andata, 715 km per il ritorno. Secondo voi, potevamo metterci a ballare la polca sui muretti? Ovviamente no. Per cui, via di autostrada, in una noia quasi mortale. Ammetto di essermi addormentata millemila volte. Non ditemi che è pericoloso, lo so da sola. Ma l’Africa Twin è comodissima, io mi ci sento a mio agio…in più mi è dovuto un tot di ore di “sonno dei giusti” al giorno, se no poi faccio i capricci come un neonato.

Ad un certo punto, per tenere gli occhi aperti, ho cercato di inventare nuovi passatempi come, ad esempio, intonare “La Marsigliese” su musiche alternative. Non dimenticheremo mai la versione in cui ho utilizzato la base delle ballate romagnole. E penso che nemmeno il mio casco la dimenticherà. Altro passatempo, è stato scrutare nella giacca nuova di Daniele, per capire quanti strati aveva. Giusto per prepararmi al numero di lavatrici, una volta rientrati a casa. Ma, dato che lui non ha gradito queste attenzioni, sono tornata a sonnecchiare.

Tutto questo per dirvi che, in Italia, oltre a pagare un botto di autostrada, nel momento in cui A.T. ha segnalato che voleva benzina, dopo qualcosa come 400 km ed una media dei 22 km\l (Dio benedica la Honda), abbiamo deciso di fare la prima sosta. Non ricordo se fossimo in Piemonte, oppure già in Liguria, ma siamo capitati al distributore più caro di tutta la rete autostradale: DUE EURO AL LITRO! Ho guardato A.T. e le ho detto: “Amore mio infinito, vedi di leccare anche il piatto”. In questa parte d’Italia, infatti, mi pare non ci siano quei comodissimi cartelli, che comparano i prezzi del carburante, tra le varie stazioni di servizio. Tenetene conto e, se necessitate di benzina, fermatevi dove costa anche attorno ad 1,69€ al litro. Sarà comunque un risparmio…

Sulle autostrade francesi, invece, a partire da Gennaio 2017, le moto pagano meno! In Italia no, perché sarebbe troppo civile fare una scelta simile, ma in Francia questa cosa ci ha davvero sorpresi. Devo dire che non tutti i caselli, sono ancora stati aggiornati, nel senso che durante uno dei tanti passaggi, abbiamo dovuto pagare il prezzo pieno. Ma, una pecora nera in un gregge di farfalle, non fa testo!

La sola grande scomodità, sono i caselli ravvicinati, a pochi chilometri di distanza, che impongono continui stop, per pagare il pedaggio. Tenete conto che in genere si tratta di quote davvero basse per cui, o vi munite di moneta per non perdere tempo, oppure vi verrà dato il resto dalla cassa automatica.

Se viaggiate in moto sulla rete autostradale francese, ricordate di non mettervi in fila ai caselli prima di aver accertato che non vi sia il divieto, grosso come un palazzo, per motociclette e mezzi sopra ai 2 metri. Vi dico come faccio a saperlo? Ops, scusate, mi suona il cellulare…

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Dove soggiornare, per andare in moto alle Gorges du Verdon.

Inizialmente, pensavo di aver fatto un grosso errore nello scegliere Régusse, come campo base per i nostri quattro giorni in moto alle Gorges du Verdon ma, una volta arrivati, devo dire che abbiamo subito cambiato parere. Non solo perché l’appartamento prenotato con Airbnb (ne ho scritto qui) era un piccolo paradiso, a due passi dal bel villaggio di Régusse, ma anche per la posizione, all’interno del Parco Naturale Regionale del Verdon.

Inoltre da Régusse, abbiamo potuto visitare con facilità anche Moustier-Sainte-Marie, le distese di lavanda a Valensole, Aix-en-Provence, con una sosta a Èze prima di rientrare in Italia.

Vi suggerisco anche Castellane e Moustier-Sainte Marie, come ottime località in cui soggiornare per visitare in moto le Gorge du Verdon, per la vicinanza alle due rive che attraversano le gole. Ma, in ogni caso, non mi pento dell'”errore iniziale” fatto con Régusse.

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Come percorrere le strade alle Gorges du Verdon, per assicurarsi il panorama migliore.

Qui veniamo ad un capitolo cruciale, soprattutto se pensate che la sottoscritta, è venuta a conoscenza del fatto che esiste un modo di percorrere le Gorges du Verdon, godendo del loro lato migliore, solo la mattina della partenza. Non della partenza dall’Italia, ma da Régusse verso le gole… Si, lo ammetto. Questa volta ho intrapreso il viaggio senza approfondire troppo l’argomento, mi è mancato il tempo. Anzi, se alla fine ho messo in pratica qualche idea buona, è solo grazie ai blog: “Il motografo”, “Il tuo posto nel mondo” e “Un’amica in viaggio”. Non fosse stato per i miei disponibilissimi colleghi blogger, forse non avrei visto oltre al mio naso!

Ora vi svelo il segreto per percorrere in moto le Gorges du Verdon, godendone appieno, poi giuro che passo ad argomenti più rilassati. Soggiornare a Régusse, ci ha incidentalmente aiutati a seguire in maniera corretta la strada attreverso le Gorges du Verdon. Se non è culo stile questo, quando pur sbagliando “imbrocchi la giocata giusta”!

Le Gorges du Verdon, si dividono in rive gauche e rive droite. Si, miei cari, esattamente come a Parigi. Ma il fiume Verdon, non ha nulla a che vedere con la Senna. Tantomeno nel colore…

La rive droite, o asse nord, è la strada D952; la rive gauche, o asse sud, è la strada D71. Tenete conto di questo riassunto per non cadere in fraintendimenti.

Ora, se state organizzando un viaggio in moto alle Gorges du Verdon, ma anche in auto o camper, per avere la parte panoramica alla vostra destra, in modo tale da ammirare ogni affaccio, dovete imboccare la strada in questo modo:

  • se soggiornate a Régusse, Moustier-Sainte-Marie o zone limitrofe, iniziate dalla rive droite (D952), seguendo sempre le indicazioni. E’ impossibile sbagliare, perché le due rive vengono segnalate ai bivi;
  • se soggiornate a Castellane, o zone limitrofe, iniziate dalla rive gauche (D71), seguendo sempre le indicazioni.

Tenete conto del fatto che, ambedue le tratte, passano da Moustier-Sainte-Marie, ma il modo giusto di percorrerle, per avere alla propria destra la parte panoramica e potersi così fermarsi senza problemi ai belvedere, è seguendola nel modo in cui vi ho segnalato. Se non è chiaro ciò che ho scritto, lasciatemi un commento e risponderò ai vostri dubbi…oppure contattate Giacobbo, che è un campione nel trovare le cose (tipo il Santo Graal…).

Una cosa importante: se soffrite molto di vertigini, ma molto, e state viaggiando in moto alle Gorges du Verdon, vi consiglio di percorrere la tratta al contrario, perché è vero che ci sono i muretti tra corsia e gole ma, per quanto bellissimo, è abbastanza impressionante. Soprattutto in moto, visto che siete in alto e scoperti, rispetto a chi si muove in auto. Per me è stato un mix di terrore e stupore reverenziale, perché uno spettacolo tanto bello e mozzafiato, da motociclista, di rado l’ho visto.

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In moto alle Gorges du Verdon: la Route des Crêtes.

All’interno del Parco Naturale Regionale del Verdon, c’è un ulteriore percorso imperdibile, secondo me: la Route des Crêtes. Questa strada panoramica ad anello, che va ad integrare la spettacolare vista sulle gole formate dal fiume Verdon, ha però un modo per essere percorsa, per non incappare in un noioso senso unico, che vi costringerebbe a tornare indietro. Ed indovinate chi ha preso appunti per voi? Perché tra un sonnellino e l’altro, io in moto sono pure vigile…

Dando per scontato che voi seguiate la strada che vi ho indicato sopra, ossia da Moustier-Sainte-Marie percorrendo la D952, ad un certo punto arriverete ad un piccolo, grazioso villaggio, di nome La Palud sur Verdon. Qui ci sono due indicazioni che vi rimandano all’affascinante Route des Crêtes, ma per evitare il senso unico, dovete proseguire dritto, uscire dal paese, continuando a guidare fino a quando troverete questo bivio:

Perché così godrete appieno di una tratta motociclistica stupenda, che ad un primo tratto un pò anonimo, risponde con uno di quei paesaggi che ti fanno piangere sotto al casco. Ci sono numerosi belvedere dove fermarsi ad ammirare i colori delle Gorges du Verdon, quadri che ancora mi fanno sorridere quando li sogno.

La tratta in discesa di ritorno verso La Palud è altrettanto bella, seppure spesso non provvista di muretti. Ma solo nei punti più bassi. In ogni caso, queste non sono strade su cui guidare a vita persa. Le Gorges du Verdon vanno assaporate e gustate con grande lentezza, con soste e momenti di pausa in cui semplicemente ascoltare l’infinito.

La Route des Crêtes è un percorso ad anello, che inizia e termina a La Palud sur Verdon. Per questo motivo, si può tranquillamente inserire in un’escursione giornaliera in moto alle Gorges du Verdon, senza stravolgere l’itinerario.

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In moto alle Gorges du Verdon: le Point Sublime.

Ripartendo da La Palude sur Verdon lungo la D952, in direzione Rougon, si attraversano zone che sembrano dipinte. Senza nemmeno accorgersene, si raggiunge uno dei punti panoramici più belli sulle Gorges du Verdone: Le Point Sublime, in prossimità dell’omonimo hotel, che resta sulla strada. Pertanto è impossibile sbagliare il luogo di sosta, anche perché le indicazioni sono chiare.

Qui, oltre ad un ampio parcheggio per le auto, c’è anche un comodo e “protetto” punto di sosta per le moto. L’ho detto o no, all’inizio del post, che la Francia è bikers-friendly? Appunto, lo si vede anche da questi piccoli, ma fondamentali, accorgimenti.

Dal parcheggio, dove vi sono anche un chiosco ed una bancarella di prodotti tipici, parte un sentiero che porta fino a Le Point Sublime. Una passeggiata abbastanza semplice anche se, sotto il sole impietoso di giugno, con l’abbigliamento da moto, non è proprio un momento di gloria. Non a caso, io mi sono spogliata nel parcheggio, restando in leggings e sneakers.

In genere, comunque, i punti di sosta lungo le Gorges du Verdon, sono molteplici. Ma, la visuale da Le Point Sublime, è assolutamente da non perdere.

Alcuni belvedere sono segnalati, altri sono semplicemente visibili e accessibili. In ogni caso, anche inserendo numerose fermate al proprio itinerario in moto alle Gorges du Verdon, compresa la deviazione alla Route des Crêtes, serve meno di una giornata per seguire con calma il percorso. Non a caso, noi siamo pure riusciti a concederci una passeggiata a Moustier-Sainte-Marie, ed una tratta tra i campi di lavanda di Valensole.

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Dove mangiare durante un viaggio in moto alle Gorges du Verdon.

Non ci sono molti paesi lungo la rive droite e la rive gauche, ma qualche chiosco o piccolo ristorantino si. Oppure, cosa ancor più comoda, campeggi con un punto ristoro esterno. Noi ad esempio, ci siamo fermati per pranzo poco prima della deviazione per la rive gauche, in un campeggio di cui però non riesco a ricordare il nome. Carinissimo, tranquillo, gentile la signora che ci ha serviti, abbiamo gustato una baguette prosciutto e formaggio, con una porzione di patatine. Da bere coca cola e tè freddo. La spesa è stata di circa 15€ (mi pare!). No, la Provenza non è economica. Infatti aver scelto l’appartamento ci ha salvato almeno per le cene, consumate sul nostro terrazzino privato.

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Considerazioni su un viaggio in moto alle Gorges du Verdon.

Una delle tratte più emozionanti che mi sia capitato di vivere in sella. Una danza tra te motociclista, la tua due ruote, ed il paesaggio. Un vero momento infinito, che non ha inizio né fine. E’ come se tutto fosse sospeso nel tempo. Credo di aver pianto più volte di quante non mi sia addormentata in autostrada, perché certi luoghi sono fatti per essere adorati. E le Gorges du Verdon, noi, le abbiamo adorate.

Abbiamo adorato la Provenza, anche se delle altre tappe ve ne parlerò in un post successivo. L’abbiamo adorata perché è bella, ed è tutto ciò per cui è nota. La Provenza è distese di lavanda, allegri mercati dove si vende ogni prelibatezza, scuroni dalle tonalità sgargianti, immensi alberi sotto cui ripararsi dal sole cocente. La Provenza è il canto delle cicale, villaggi delicati, farfalle che volano sui fiori creando macchie di colore in movimento. La Provenza è un insieme di pittoreschi cafè, nei quali sedersi a bere una fresca Perrier.

Ma la Provenza è anche profonda umanità e rispetto verso i motociclisti. Persone che ti salutano e ti fanno gesti di vittoria, persino mentre guidano un’auto. La Provenza è lo spirito dei bikers, che trapela appena tu hai bisogno.

Rimasti incidentalmente a piedi, con una gomma dell’Africa Twin a terra, alle porte di Aix-en-Provence, siamo stati soccorsi da un gruppo di giovanissimi motociclisti. Ci hanno aiutati oltre ogni limite, con una gentilezza d’animo ed una cortesia così genuina, da colpirci profondamente. Non solo hanno cercato e telefonato al gommista più vicino, in servizio di sabato, ma hanno accompagnato Daniele a comperare un kit di primo intervento. Nel frattempo uno dei ragazzi è rimasto con me, per non lasciarmi sola.

Dopodiché hanno portato entrambi dal gommista, prendendo me in sella, per evitare di caricare doppio peso su A.T. Solo quando siamo stati al sicuro, se ne sono andati, anche perché li stavano aspettando sin dal mattino.

Io so che la moto spaventa tante persone, perché è considerata un mezzo potenzialmente pericoloso. Lo so, pur non comprendendolo (insomma, parlate con una che dorme, mentre il marito tira ai 130 in autostrada), ma lo rispetto. Eppure il motociclismo è qualcosa di pulito, bello, è una condizione mentale che unisce ed accomuna persone con una passione grande come il mondo. E ragazzi tanto giovani, che già provano e vivono questo spirito con così tanta convinzione, sono persone speciali.

Cari genitori, quando pensate che permettere a vostro figlio di andare in moto sia pericoloso, riflettete sul fatto che anche vivere è pericoloso. Persino andare ad un concerto lo è. Vedere ragazzini adolescenti, agire in una maniera tanto pulita ed educata, mi ha fatto capire che, qualunque cosa abbiano fatto i loro genitori, l’hanno fatta a regola d’arte. Compreso permettergli di salire in sella.

Claudia B.-Daniele L.-A.T.

Per il tour tra i villaggi della Provenza, cliccate⇒ Itinerario tra i villaggi della Provenza, quali vedere in tre giorni

38 Commenti

  1. Post molto utile ed interessante come al solito, che ho letto con molto piacere anche se non sono una grande amante delle moto! Tanto, da quelle parti, prima o poi ci voglio andare comunque…anche se con una semplice macchina! 😉

  2. sara

    Caspita che bel giro. La moto mi ha sempre affascinata e spaventata al tempo stesso ma mi rendo conto che certi paesaggi sembrano nati per essere percorsi in moto. Grazie che me li fai vivere tu!

    1. E’ un piacere farteli assaporare attraverso i miei racconti, Sara! Certe strade, sembrano davvero fatte per le due ruote, ma anche in auto sono un piacere da percorrere. Cambia solo il rapporto col territorio, con il paesaggio, l’adrenalina…ma la bellezza oggettiva resta sempre 🙂
      Ti abbraccio,
      Claudia B.

  3. Mi hai fatto tornare all Verdon con le tue parole Claudia!
    A parte il bellissimo paesaggio, penso che non dimenticherete mai la splendida experienza umana vissuta con gli altri bikers <3
    P.s batti 5, siamo in 2 a dormire in sella 😀

    1. Anche tu??? No Robi, non posso crederci! Pensavo di essere la sola a dormire in sella! Che io capisco il pericolo…ma converrai con me che, al sonno, non si comanda 😉
      Sai, tu hai veramente detto una delle cose più corrette in assoluto. Il paesaggio stupendo, si. Ma l’esperienza vissuta, ecco quella è nel mio cuore e nella mia mente ogni giorno, da quando siamo tornati 🙂
      Un abbraccio cara,
      Claudia B.

  4. Bellissimo itinerario Claudia!! L’ho letto con piacere, io amo la Provenza! Io ho un po’ paura della moto ma ho degli amici che ce l’hanno e di sicuro gli consiglierò questo tuo articolo, sopratutto per le tante informazioni che hai inserito!

    1. Grazie Federica, sei molto gentile! Se i tuoi amici sono motociclisti, potrebbero davvero innamorarsi di una tratta lungo le Gorges du Verdon 🙂 Anche se l’itinerario è stupendo con qualsiasi mezzo…e, ovviamente, i consigli sono sempre validi 😉
      Spero posso essere loro utile.
      Grazie per essere passata,
      Claudia B.

  5. Un bellissimo itinerario, descritto nei minimi dettagli e con le emozioni ancora vive.
    Anche se noi, non organizziamo i nostri viaggi con la moto, ma percorriamo sempre le tratte in auto, ho trovato in questo tuo splendido racconto tante informazioni utili ed interessanti. 🙂

    1. Grazie Camilla, sei molto gentile! Come dico sempre, i nostri itinerari di mototurismo, sono fattibili con qualsiasi mezzo! L’importante è aver voglia di scoprire, vedere qualcosa di nuovo… insomma viaggiare 😊!
      Per cui i tanti dettagli possono essere utili a qualsiasi viaggiatore 😉. Un bacione,
      Claudia B.

  6. Ciao Claudia! Ho letto tutto d’un fiato perché come sai, ho visitato anche io le gorges di verdon, l’anno scorso! Io però ero scarrozzata da mio cugino in macchina 😂! Faccio parte di quel gruppo di persone che rispetta profondamente le moto e il mondo bikers, ma le rispetta così tanto anche perché le teme per motivi che non sto qui a spiegarti, ma che sicuramente conosci anche tu! ❤️ Comunque ho amato tantissimo la Provenza anche se non ho potuto vedere la lavanda in fiore visto che era Maggio! Monstieur Saint Marie è magica, noi abbiamo mangiato uno speciale macron de canard, petto d’anatra al miele!

    1. In effetti Lucia so del tuo timore per le moto, lo rispetto profondamente credimi, nonostante sia difficile per me pensare alla mia vita senza una due ruote!
      Ma adoro il fatto che, pur non andandoci, rispetti a tua volta questa nostra folle passione. Grazie! Perché qualcuno ci dà solo dei folli, senza soffermarsi sulla bellezza di questo nostro modo di vivere la strada😊.
      So che lo scorso anno sei rimasta molto colpita dalla Provenza, anzi mente visitavo Moustiers-Sainte-Marie, ti ho pensata! Ricordavo il tuo entusiasmo mentre me ne parlavi, ed effettivamente è un luogo magico.
      Peccato per i campi di lavanda….ma potrebbero essere un buon motivo per tornare ancora 😉!
      Ti abbraccio Lucia!
      Claudia B.

  7. Che posti favolosi Claudia! Io che pensavo che la Provenza fosse campi di lavanda e mercatini sono rimasta scioccata!!! Bella la marsigliese in veste romagnola 😉 ahahah! E pure i pisolini ci stanno 😉 ma non ascoltare me che son quella che va in asia in scooter senza casco! Ops! 😉 credo che viaggiare in moto sia il viaggio on the road al massimo livello! Sei veramente libero con il vento addosso! E mi piace leggere di questa empatia fra motociclisti che si aiutano nel momento del bisogno! Io con le altezze ci litigo un po’ tra adrenalina e paura vera …ma lo spettacolo che vi siete trovati davanti vale la pena di sudare un popo’ freddo! 😉 grandi!

    1. Grazie Sere! È stato un “sudare profondamente freddo”, in certi momenti ero seriamente terrorizzata, tiravo verso sinistra come se ne andasse della mia vita 😂. Giuro, sembrerà assurdo, ma quel panorama toglieva sul serio il respiro, tra bellezza inspiegabile e adrenalina…
      Viaggiare in moto per me è uno stato mentale. Qualcosa di grandioso e forse persino difficile da descrivere. È veramente un rapporto strettissimo tra te, il mezzo, il territorio e i colleghi bikers. Non riesco ad immaginare nulla di più bello.
      PS: non ricordarmi l’immagine di voi in India senza casco, se no mi viene un malore! Ma in effetti chi sono io per parlare, visti i miei pisolino motociclistici 😉?
      Ti abbraccio forte Sere!
      Claudia B.

  8. Ciao Claudia! Ho letto il tuo artico tutto d’un fiato e nonostante il mio sia stato un viaggio in macchina, pertanto leggermente diverso dal tuo, ho riprovato le stesse emozioni.
    Le Gole del Verdon sono qualcosa di indescrivibile e meraviglioso.
    Al contrario, non conosco Règusse ma sono felice che alla fine la scelta di soggiornare li sia stata “azzeccata” 🙂
    Un bacione :*

    1. Ne sono felicissima anche io, perché prima di partire sembrava che avessimo fatto un grosso errore. Per fortuna, il piccolo villaggio si è rivelato il campo base perfetto per le visite!
      Penso che le Gorges du Verdon, siano un eco di emozioni fortissime, con qualunque mezzo le si attraversi. Un itinerario assolutamente da non perdere, per chi va in Provenza 😊.
      Grazie ancora per i consigli, bacioni,
      Claudia B.

  9. Ah vedi? Questo è il post con le foto che sembrano fatte col drone! Bellissimo il post Claudia. L’introduzione mi ha rapita. Ora, non penso che mi vedrete mai sulla moto, nemmeno se la porta Valentino Rossi. Troppa paura. Ma il viaggio… ah, fammi pensare al profumo di lavanda.

    1. E delle mille sfumature di quella lavanda, ne vogliamo parlare? Chilometri a perdita d’occhio di campi dai colori più vari, in base al grado di maturazione…
      Si, Tiziana, questo è il post con le foto che sembrano fatte col drone, ahahaahahahah! La prima volta che me l’hai fatto notare, ho capito quanto avessi ragione e mi sono spaventata. Nel senso che quello era veramente ciò che vedevo dall’alto dei belvedere e, cosa da brividi, dalla sella della moto! Stupendo e mozzafiato 🙂
      Tranquilla Tizzi, predo la patente della moto e ti porto io in sella con me 😉
      Bacioni,
      Claudia B.

  10. Ahhh la Provenza, una seconda casa che mi manca immensamente dove ho trascorso giorni di estrema serenità, giorni in famiglia, giorni on the road. Nonché il primo viaggio fuori dall’Italia con stefano. Bellissimi momenti che porterò sempre con me…. ma, c’è un ma. Non siamo stati alle Gorges di Verdon e le altre tappe anche ci sono sfuggite per mancanza di tempo ( a parte Aix), quindi dovremo tornare.
    Voglio andare anche nella Camargue, zona che mi piace da morire ma che non ho potuto approfondire bene nel primo viaggio. Un bacione Cla

    1. Il fattore tempo ha giocato bruttissimi scherzi anche a noi, perciò ti capisco molto bene 🙁 Devo dire che, più giravamo per la Provenza, più mi rendevo conto dell’immenso potenziale, delle tante cose da vedere! Praticamente un pozzo senza una fine. E lì, ho capito (come hai detto giustamente tu), l’importanza di tornare, per approfondire la visita. Perché è una questione da affrontare con calma e tempi più lunghi 🙂
      Non sapevo che la Provenza fosse stato il vostro primo viaggio insieme fuori dall’Italia! Ma che bello! Resterà sempre un bel ricordo, affettivo e di visite, di quelli che ti porti dentro a vita. Poi in una terra così magica…
      PS: abbinarla alla Camargue sarebbe anche il mio sogno 😉
      Bacioni,
      Claudia B.

  11. Ho letto il tuo post tutto d’un fiato. Mi hai tenuta incollata dall’inizio alla fine. Brava, complimenti… Hai raccontato il tuo itinerario in Provenza con semplicità, in maniera spiritosa, ed anche se non sono motociclista capisco tutto ciò che dici. Ho avuto per un periodo un ragazzo che aveva la moto, ed apprezzavo sia il senso di libertà che emanava il viaggio, sia il comportamento dei bikers. Ho avuto proprio l’impressione che fossimo tutti una famiglia, e questo è meraviglioso.

    1. Ecco Alessandra, è proprio così: siamo una grande famiglia, di quelle belle, dove ci si rispetta è ci si aiuta sul serio. È dopo quanto ci è successo in Provenza, lo posso dire con cognizione di causa 😊.
      Grazie per i tuoi complimenti, mi fanno molto piacere! Ho cercato di imbastire un post che, pur trattando di mototurismo, potesse andare bene anche per chi motociclista non è, ma si appresta a visitare il Verdon con altri mezzi! In fondo, i miei consigli, valgono per tutti!!!
      Grazie per essere passata,
      Claudia B.

  12. Ogni volta che leggo la parola “Provenza” sento un tuffo al cuore, perché quel viaggio rimarrà sempre uno dei più belli che io abbia mai fatto. Le gole del Verdon sono state la mia ultima tappa e mi piacerebbe tantissimo tornarci per un paio di giorni di puro “detox”, tra colori e viste mozzafiato.
    Non sono una motociclistica e, a dire il vero, ho sempre guardato alle moto con un misto di paura e di attrazione, ma sono certa che vedere certi panorami sentendo il vento sulla faccia sia sensazionale.
    Un bellissimo articolo come sempre e grazie per la citazione, troppo buona! 🙂
    Un bacio!

    1. Una citazione meritatissima! Mi avete aiutata proprio tanto, con i vostri reportage di viaggio 🙂
      Attraversare il Verdon in moto, Silvia, è stato intenso oltre ogni previsione. Ancora oggi, dopo due settimane, non riesco a quantificare l’emozione di quella giornata. Anzi, non riesco a quantificare le sensazioni continue di tutte e quattro le giornate. Che mi sono sembrate infinite, da sogno…ma penso sia l’effetto della Provenza 🙂
      Si, stare immersi in quella natura selvaggia, affascinante, e terrificante per la sua grandezza, ha sul serio un effetto detox! Hai usato un’espressione molto calzante 😉
      Grazie per essere passata e per le tue parole,
      Claudia B.

  13. La Provenza è nel mio cuore e ci vado appena posso: mi manca la zona di Verdon, però, che immagino splendida (e il tuo post me lo conferma!). Diciamo che non potrei mai andarci in moto, visto che io e questo mezzo di trasporto siamo due mondi paralleli che non si intersecano mai. Ma ammiro tantissimo il vostro spirito di avventura 😀

    1. In realtà le Gorges du Verdon, sono splendide con qualsiasi mezzo le si attraversi. L’importante è seguire i piccoli consigli di percorrenza che ho lasciato, per godere al massimo degli affacci e per essere facilitati nelle soste ai belvedere 😉
      Ma la natura splendida e selvaggia di questo luogo, entra sia dalla visiera che dal finestrino dell’auto, per invadere i sensi 🙂
      Un abbraccio!
      Claudia B.

  14. Ho fatto il tour del Verdon qualche anno fa in macchina a inizio settembre, quando ormai non faceva più caldo ma i colori e i profumi erano una cosa che non ho dimenticato a distanza di anni. Immagino che in moto sia ancora più bello però io ho il TERRORE di tutto quello che ha due ruote (ci ho provato un paio di volte ma con scarsi risultati…)
    Sicuramente il benzinaio di cui parli è su qualche autostrada qui in Piemonte, dove effettivamente non abbiamo la bella abitudine di mettere i cartelli comparativi 😉
    Aspetto i tuoi prossimi post, ma nel frattempo ti chiedo come avete mangiato: io ricordo che ci siamo trovati sempre bene, ma con il cibo non siamo stati molto fortunati…

    1. Capisco perfettamente, pur non provandolo, il rapporto spesso difficile con le moto. Per me è diverso, io ci sono nata. Ma comprendo come non sia un mezzo adatto a tutti. Per me è il massimo, perché mi permette di vivere il territorio in un modo più intenso, più reale. E’ qualcosa che a volte, quando cerco di spiegarlo, mi fa passare per invasata. E’ qualcosa di vero, di tangibile. Sei tu, la moto e ciò che ti circonda, in una danza unica. Poi al Verdon tutto questo è amplificato.
      Io ho davvero il dubbio che fosse in Piemonte, quasi al confine con la Liguria, perché poi tornando i cartelli sono certa non ci fossero! Ma ora Daniela mi ha suggerito un’app che scarico stasera.
      Venendo al cibo, devo dirti Silvia che non siamo riusciti ad avvicinarci a nulla. A parte i panini ed un paio di quiche (stupende), comperate al mercato di Aix-en-Provence, andare a pranzo o cena è stato impossibile. I prezzi sono proibitivi, anche per un piccolo gelato. Per cui ci siamo arrangiati con mezzi di fortuna. Panini e, a cena, spesa al grande supermercato di Régusse.
      A presto,
      Claudia B.

  15. Premetto: io e le moto non andiamo particolarmente d’accordo. E non ti dico che è pericoloso addormentarsi mentre sei seduta dietro, mi limiterò a dirti che SEIUNAPAZZASCATENATAAAAA!!! Ok, dopo questa ramanzina degna della miglior mamma, veniamo a noi.
    Ho delle difficoltà anche con le grandi altezze a strapiombo, ma che foto! Che paesaggi stupendi!! E quell’acqua, viene voglia di tuffarcisi all’istante.
    Mi fa molto piacere che quelle anime pie si siano fermate ad aiutarvi, magari i francesi hanno la puzza sotto il naso ma i bikers francesi decisamente meno? Potresti aver fatto una scoperta mica da poco!
    Un bacione cara :*

    1. Ti giuro, ho in effetti scoperto cose incredibili in questo viaggio! Mai Cele, mai mi sarei immaginata un tale sentimento di amore e rispetto verso i motociclisti. Anzi, proprio un occhio di riguardo verso la categoria! E, in effetti, ero impreparata a tanto sostegno 🙂 Meno male comunque, perché inizialmente abbiamo preso uno spavento colossale.
      Anche io ho difficoltà con le altezze, infatti più di una volta, mi sono trovata a “tirare dal lato opposto” in sella, per la grande gioia di mio marito 😉 Ma essere lassù in altro, con lo strapiombo così vicino, mi ha fatto smettere di battere il cuore. Sia per il terrore, che per l’emozione indescrivibile. Anche perché colori e panorami che vedi, sono reali, non ritoccati. Per cui immagina trovarcisi a ridosso…
      Mamma, ti ringrazio per la tirata d’orecchie. Ma sappi che avevo un sonno quasi da letargo, ahahahah!
      Bacioni,
      Claudia B.

    1. Grazie, ho cercato di inserire consigli e pensieri in un unico post, per raccontare le Gorges du Verdon così come le abbiamo vissute noi!
      In realtà la moto non la so guidare nemmeno io, anche perché bassina come sono, ho già il mio bell’impegno a salire dietro! Però mi piace andarci 😉
      A presto,
      Claudia B.

  16. Quanta natura Claudia! *_* Che vista spettacolare, dall’alto sembra quasi un Canyon! I campi di lavanda li hai trovati in fiore o era ancora presto?
    La disponibilità dei biker francesi è stata davvero encomiabile e mi domando se un’assistenza così completa ed accorta qui in Italia l’avresti ricevuta… (?)
    Per la benzina ti segnalo l’app Prezzi Benzina che ti indica sulla cartina i distributori vicini con i prezzi in tempo reale! 2 Euro è stato un furto! 🙁
    E’ una vita che vorrei vedere la Provenza+Camargue ma sfuma sempre per un mondo di ragioni. Nel frattempo mi godo i tuoi prossimi post 😉
    PS:
    La Marsigliese sulle note del liSSio romagnolo la devi incidere! Potrebbe essere la nuova hit dell’estate! 😀 😀
    Un abbraccio! 😉

    1. In effetti Dani tu sei lungimirante! Dici che se chiedo ad Alvaro Soler di fare un duetto, accetta? Che immagine paurosa…
      Sai che la tua domanda me la sono fatta anche io? La risposta che mi do, è che altri motociclisti ci avrebbero di certo aiutati, magari si fosse trattato di un’auto, le persone si sarebbero fermate con più difficoltà. Ma altri compagni bikers, credo che anche in Italia sarebbero stati pronti a venirci incontro 🙂
      Ora che ho un televis…un telefono nuovo, la app la scarico di sicuro! Un altro furto del genere, mi rifiuto di subirlo. Due euro al litro è abominevole.
      Invece, per quanto concerne la lavanda: SIIIIIIIIIIIIIIII!!! Distese intere di lavanda, in diversi stadi di maturazione, viola ovunque, uno spettacolo sublime! E pensa che, se non li abbiamo persi, è solo per merito di Cristina de “Il tuo posto del mondo”. Mi ha segnalato la tratta che collega Moustiers-Sainte-Marie a Valensole e, in effetti, c’era un oceano di lavanda.
      Provenza e Camargue piacerebbero anche a me insieme, c’è tantissimo da scoprire in queste zone, Dani, dovi ti giri un piccolo capolavoro da esplorare. Quattro giorni sono troppo pochi, giusto il tempo di farsi un’idea!
      Prossima settimana arriva il resto 🙂
      Bacioni,
      Claudia B.

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