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Cosa vedere nel centro storico di Longiano

Cosa vedere nel centro storico di Longiano

CENTRO STORICO DI LONGIANOOggi voglio parlarvi di un borgo nei dintorni di Cesena, Longiano, il cui centro storico è un inno al turismo slow. Una di quelle realtà autentiche e iconiche della Romagna rurale, che descrivono al meglio la mia terra e le sue tradizioni.

Longiano è “Bandiera Arancione del Touring Club Italiano”, anche se per me resta prima di tutto un luogo inaspettato e pieno di sorprese da consigliare a chiunque voglia visitare un’Emilia Romagna insolita.

Scopriamo insieme cosa vedere nel centro storico di Longiano in un giorno perché, nonostante le ridotte dimensioni, qui non mancano certo le opere d’arte.

CENTRO STORICO DI LONGIANO

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Visitare il centro storico di Longiano in un giorno.

In questa piovosa domenica autunnale, seguirò un itinerario guidato nel centro storico di Longiano, per andare alla scoperta dei piccoli ma importanti musei che si trovano all’interno del tessuto urbano. Visiterò il Museo di Arte Sacra, il Museo della Ghisa, la Collezione Tito Balestra alla Rocca Malatestiana, il Museo del Territorio e, ciliegina sulla torta, il Teatro Petrella. 

CENTRO STORICO DI LONGIANO

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Visita al Teatro Petrella di Longiano.

Inizio la visita al centro storico di Longiano dal Teatro Petrella. Mentre fuori imperversa il temporale mi rifugio nell’intimo ed accogliente teatro all’italiana, lasciandomi ammaliare dalla sua storia. L’elegante interno è disposto a ferro di cavallo, con la platea circondata da due ordini di palchi e dal loggione.

Inaugurato nel luglio del 1870, con la rappresentazione dei “Promessi Sposi”, il Teatro Petrella è stato sempre un punto di riferimento culturale importantissimo per la zona, nonostante la sua posizione decentrata rispetto le grandi città. Una struttura che ha saputo reinventarsi nel corso dei secoli, passando da teatro a sala cinematografica. Accogliendo spettacoli e concerti vari, soprattutto dal 1986 in poi, quando venne completamente ristrutturato. 

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I più grandi nomi del panorama artistico italiano sono passati dal Teatro Petrella nel centro storico di Longiano. La galleria di foto nei pressi del bar, raccoglie un impressionante memorabilia di chi si è succeduto sul ricercato palco longianese. E pensare che, in quel lontano 1870, sia Alessandro Manzoni che Giuseppe Verdi snobarono l’invito ad inaugurare l’edificio! L’onore spettò a Errico Petrella, compositore palermitano cui venne poi dedicato. Voglio credere che il buon Alessandro abbia rinunciato perché precedentemente invitato ad un matrimonio, e che il caro Giuseppe fosse seriamente impegnato a capire il significato dell’acronimo VIVA VERDI

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Il “Museo di Arte Sacra”, gioiello del centro storico di Longiano.

Proseguo la visita nel centro storico di Longiano con il “Museo d’Arte Sacra”, ospitato all’interno dell’Oratorio di San Giuseppe Nuovo. La piccola e ricercata sede museale è uno scrigno di opere straordinarie, a più riprese visitato anche da Vittorio Sgarbi, il quale ne ha parlato persino in TV.

All’interno dell’edificio barocco, voluto dalla Confraternita degli Agonizzati, vi sono opere d’arte, paramenti sacri, altarini, documenti, arredi, ex-voto di grande pregio. Ogni volta che entro qui ho la sensazione che sia stato aggiunto un nuovo pezzo! Ad esempio, tra le ultime acquisizioni, vi sono teli originali appartenuti all’edificio, che in passato andavano a ricoprire le colonne della navata con le loro immagini. A ricordare come la morte colpisca indistintamente ricchi, popolani, musici o soldati.

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Al centro spicca lo straordinario “Compianto sul Cristo Morto”, dello scultore cesenate Ilario Fioravanti, che in questa sua opera è riuscito ad imprimere una staticità quasi irreale. Interrotta unicamente dalla figura dilaniata ed umanizzata del Cristo e dal pathos espresso dalla Maddalena. Le altre figure sono prive di espressività e coinvolgimento. Immobili nella loro incredulità. Mi hanno ricordato l’opera di Niccolò dell’Arca, esposta a Santa Maria della Vita a Bologna.

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Notevole anche “Angeli che reggono il medaglione”, di Antonio Zanchi, con quella singolare foratura da cui spicca il volto della Madonna. L’elemento è stato rimosso dall’affresco di una chiesa andata distrutta, ed è un esempio della cosiddetta “arte del riciclo” a cui si ricorreva per contenere i costi dei lavori. 

Sull’altare fa mostra di sé “Il transito di San Giuseppe”, accanto al cui corpo preda della sofferenza è posizionato il suo amorevole figlio. Con un chiaro rimando iconografico alla stessa Confraternita degli Agonizzati.

Nel “San Valerio Martire” di Giuseppe Rosi, è rappresentata una bellissima veduta di Longiano. E, in modo davvero singolare, nella vicina tela del medesimo autore, Domenico Orsini regge tra le mani una miniatura dello stesso quadro!

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Incantevoli, poi, gli stucchi che ricoprono le superfici, i pannaroni, le statue, capolavori del riminese Antonio Trentanove. Uno straordinario esempio di decorazioni barocche in terra di Romagna.

Ci sarebbero centinaia di altre opere da citare, ma voglio fare un ultimo cenno all’icona cinquecentesca di “Santa Maria delle Lacrime”, descritta minuziosamente da Oriana Fallaci nel suo libro “Un cappello pieno di ciliegie”. Il curatore narra di quando la giornalista venne in Romagna ed esplorò il centro storico di Longiano, per fare ricerche sulla propria famiglia. In quell’occasione fece tappa al museo e chiese del materiale che utilizzò nei testi.

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Visitare il “Museo della Ghisa” di Longiano.

Riprendo la passeggiata tra i vicoli del centro storico di Longiano e raggiungo la parte più antica del borgo. Assaporo ogni passo tra le allegre e colorate casette mentre lascio vagare lo sguardo sulla campagna circostante, umida di pioggia. Arrivo fino al “Museo della Ghisa”, ospitato in una piccola ma suggestiva chiesa settecentesca. La stessa da cui proviene quella “Madonna delle Lacrime” tanto cara alla Fallaci.

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La ditta “Neri SpA” di Longiano produce arredamenti in ghisa per esterni e, per volere della fondazione, sono state create due sedi espositive. Questa nel centro storico di Longiano, piccola ma ricercata, in cui si trovano i pezzi più significativi della collezione. Una più grande nei pressi degli stabilimenti, dove si ripercorre la storia della ghisa sin dall’Ottocento, con opere provenienti da tutto il mondo.

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Mi soffermo sui lampioni che arrivano da Dublino e Bologna, poi sui pezzi originali di Vienna e Torino. Vi sono esempi di fontanelle, maschere, battenti. Molto bella la collezione di cartoline storiche, con elementi di arredo urbano europeo.

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Visita alla Rocca Malatestiana di Longiano.

Proseguo la visita del centro storico di Longiano: prossima tappa è la parte alta del borgo medievale, dominato dalla fortezza malatestiana. A lungo sede comunale, ospita oggi la “Collezione Tito Balestra”. La Fondazione Tito Balestra Onlus ha raggruppato e donato alla comunità le opere d’arte raccolte nel corso degli anni dallo stesso poeta, nato a Longiano nel 1923. Amante dell’arte in ogni sua forma, non solo quella scritta, egli si trasferì a Roma dove visse sulla propria pelle il grande fermento artistico del secondo dopoguerra.

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Le opere d’arte esposte superano i 2300 pezzi: si spazia dai dipinti alle sculture, senza dimenticare le litografie. Un viaggio nella storia dell’arte italiana del Novecento con nomi come Maccari, Guttuso, Sironi, Morandi, senza tralasciare le acquisizioni estere con opere di Matisse, Goya e Chagall.

Il tutto all’interno di una roccaforte quale il Castello Malatestiano, la cui presenza è attestata in quest’area sin dal 1059. Residenza dei signori di Rimini, che si scontrarono ripetutamente con i vicini Malatesta di Cesena, il fortilizio domina il centro storico di Longiano con la propria imponenza. Raccontando un passato che è arrivato in maniera grandiosa sino a noi. Dai bastioni si spazia sull’intera riviera adriatica, oltre alla circostante e lussureggiante campagna.

Uno degli abitanti di Longiano, si ferma a raccontare di quando venne rialzato il corpo centrale della rocca, per allinearlo ai due torrioni laterali. I mattoni, provenienti dalla vicina Cesena, furono trasportati manualmente, uno ad uno, con una sorta di catena umana!

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Il “Museo del Territorio” perla del centro storico di Longiano.

Ultima sosta è al particolarissimo “Museo del Territorio”. Un luogo che raccoglie la storia e le tradizioni di Romagna con qualcosa come oltre 6000 pezzi legati alla civiltà contadina, stampe, moto, macchine fotografiche, pellicole, giocattoli, tini. Una vera chicca da visitare  nel centro storico di Longiano.

Senza dimenticare le piccole ricostruzioni di ambienti casalinghi del passato, dove chiunque abbia vissuto la campagna nelle vecchissime case coloniche, sia in prima persona, sia in visita ai nonni come la sottoscritta, non potrà fare a meno di sorridere e ritrovare uno scorcio indimenticabile della propria vita.

Ho la sensazione di tornare indietro nel tempo: mi ritrovo piccolissima in una Rimini ormai scomparsa, tra quei casolari bellissimi pieni di stanze e di cose -perché una volta non si buttava via nulla!- colme di persone e sentimenti veri.

Un momento di visita davvero singolare, ricreato dalla sinergia narrativa tra la guida e il curatore del museo. Il quale ci racconta gli aneddoti più disparati sugli oggetti esposti, a lui cari come fossero familiari.

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Cosa vedere a Longiano in un giorno: informazioni pratiche.

Il “Touring Club Italiano” scova, valuta e premia le piccole eccellenze del nostro territorio. Permettendoci di entrare in contatto con realtà straordinarie, magari a due passi da casa, delle quali spesso non si sa nulla. Sono però le persone a rendere grandi ed indimenticabili questi luoghi.

Da viaggiatrice, amo conoscere il mondo. Tutto, indistintamente. Ma il viaggio dovrebbe iniziare sempre dalla conoscenza del luogo in cui viviamo. Una domenica trascorsa tra borghi e musei, tra sagre di prodotti tipici ed escursioni naturalistiche, ha il sapore genuino della tradizione e delle nostre radici.

Per qualsiasi informazione e per conoscere il fittissimo calendario degli eventi, vi invito a contattare lo IAT di Longiano, anche attraverso la pagina Facebook. Iscrivendovi alla newsletter, riceverete aggiornamenti sulle numerose sagre -dell’uva, dell’olio, della ciliegia- sulla folkloristica festa di Halloween o su Longiano dei Presepi, un itinerario tra i presepi artistici allestiti nel centro storico di Longiano, negli edifici religiosi, nei musei, nei rifugi bellici.

CENTRO STORICO DI LONGIANO

Per mangiare davvero bene, vi suggerisco “La capanna dello zio Toni”, sulle colline di Calisese nei dintorni di Longiano. Ottima cucina tipica, con ricchi menù degustazione a prezzi onesti.

Orari dei musei di Longiano.

  • Museo di Arte Sacra: aperto sabato, domenica e festivi; orario 14e30-18.
  • Museo della Ghisa: da ottobre a maggio aperto sabato, domenica e festivi, orario 14e30-18; da giugno a settembre aperto sabato, domenica e festivi orario 15-18e30; giorni feriali solo su appuntamento.
  • Fondazione Tito Balestra alla Rocca Malatestiana, aperta tutti i giorni escluso il lunedì; orario 10-12 15-19.
  • Museo del Territorio, aperto il sabato; domenica e festivi, orario 14e30-18e30.
  • Teatro Petrella, per informazioni consultate www.ilteatropetrella.it.
Claudia B.

6 commenti

  1. In World's Shoes TravelBlog

    No vabbè, ma che posto bellissimo è?!
    Va dritto dritto nella lista dei luoghi da vedere. Ci credi che non lo avevamo mai sentito nominare prima!? 🙂
    Le fotografie ispirano tantissimo e il museo del territorio è così interessante… un vero salto nella storia poterlo visitare!
    Complimenti! <3

    1. Per quando tornerete in Romagna, vi consiglio caldamente Longiano: tenetela cara in quella lista!!!
      Nel periodo di Natale, poi, diventa pura magia….e molto suggestivo il 31 ottobre.
      Se avrete modo, ragazzi, questa è una vera chicca e, nei dintorni, ci sono un sacco di posti per creare itinerari molto interessanti…e gustosi!
      A presto!
      Claudia B.

  2. Anonimo

    Sono d'accordo con te su tutto ma soprattutto sul museo del territorio. E tutti gli utensili dei mestieri di inizio 900? È talmente interessante che non verrei mai via. Ciaooo

    1. Ci sono tante di quelle meraviglie e curiosità, che si potrebbe tornare mille volte senza annoiarsi! Ad esempio domenica ci è stato fatta notare il tema originale di un bimbo (mai visto prima!), che racconta la sua gita a Loreto per chiedere una grazia a favore della sorella…
      A parte l’idioma a metà tra italiano e dialetto romagnolo, siamo soffocati dalle risate per l’esito di quel “viaggio della speranza”. Testo originale, esilarante, perfettamente conservato.
      Sia lode al nostro splendido territorio, al nostro passato…e a chi lavora con tanto impegno per non farlo cadere nel dimenticatoio!
      Claudia B.

  3. Elisa Facchini

    Altro borgo… altra meraviglia!
    Certo che il museo del territorio è una bellezza imperdibile che ha catturato la mia attenzione. È un tuffo nella storia! Ma anche quello della ghisa è notevole con le sue collezioni ed i reperti originali.
    Bel post 🙂

    1. Grazie Elisa! Tu immagina solo, nel periodo natalizio, come questo borghetto già di per sè bellissimo, riesca a diventare ancor più suggestivo. Tutto da scoprire: vicolo per vicolo, museo per museo, attraverso la ricerca dei presepi artistici!
      E il Museo del Territorio è proprio uno scrigno: si potrebbe restare lì dentro per giorni e non basterebbero per vedere ogni cosa. Uno spaccato di passato che mi commuove sempre tanto, rimandandomi direttamente all’infanzia!
      Claudia B.

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