Itinerario di sei giorni in Puglia, Basilicata, Calabria

Ogni scusa è buona per fare un viaggio, o per rendere viaggio una partenza, che nasce con uno scopo completamente diverso. Mi spiego meglio.

Nel giungo del 2006, siamo andati in Puglia, per partecipare al matrimonio del cugino di Daniele: vuoi, allora, non trasformare questo evento, in un’occasione di visita? Sarebbe impensabile non farlo! 
E’ così che, dall’invito ad un matrimonio, abbiamo ideato un itinerario di sei giorni in Puglia, Basilicata, Calabria, con la visita di alcune località straordinarie, caratterizzate in particolar modo da architetture davvero particolari e fuori dal comune: Castel del Monte, Alberobello, Matera; per terminare con un paio di giorno di relax al mare, a Bovalino Marina, uniti ad una passeggiata nel borgo di Gerace.

Arriviamo a Castel del Monte nel primo pomeriggio. Il tempo è bellissimo e, l’imponente fortificazione voluta dall’Imperatore Federico II, appare alla nostra vista già da lontano. Misteriosa struttura di cui ancora, ad oggi, non si è pienamente capito l’utilizzo, Castel del Monte è l’essenza stessa della geometria e dell’arcano che si protrae nei secoli.
Un’architettura unica, dalla forma ottagonale, ricca di simbolismi: l’ottagono è la via di mezzo tra cerchio e quadrato, che rappresentano rispettivamente il cielo e la terra, come a voler dimostrare l’unione e il passaggio tra i due; vi sono tantissime simbologie astrologiche, legate a solstizi ed equinozi, ma anche all’ottavo giorno di alcuni particolari mesi, quando il sole filtra dalle finestre, andando a colpire determinati punti della struttura. 
Ma, l’architettura ottagonale, riprende anche la forma della corona di Federico II, quasi a volerne esaltare il potere. L’otto viene comunque ripreso più volte, non solo nel particolare perimetro di Castel del Monte: il cortile interno ha, a propria volta, forma ottagonale; otto sono le colonne ai vertici; otto le stanze del castello; di otto in otto, sono le decorazioni su capitelli, portali, cornici.
Solo due elementi si discostano da questa cifra simbolica: la trifora rivolta verso la città di Andria; la serie di cinque camini delle stanze e delle cinque cisterne d’acqua, che si trovano sotto le torri.

Ma a cosa serviva questo meraviglioso edificio, che domina l’Alta Murgia? Il mistero resta tale ancora oggi: l’ipotesi più avvalorata, è che si trattasse di una residenza di caccia, soprattutto considerando la grande passione di Federico II per la caccia col falcone: in questo caso, però, non si spiegherebbe la totale mancanza di stalle.

Forse un tempio dedicato allo studio dell’astronomia e delle scienze? Molto probabile, visti i forti simbolismi riportati dalla struttura. Oppure una sorta di hammam, ispirato a quelli arabi, cosa assolutamente possibile, dati i complessi sistemi di canalizzazione delle acque e le innovative sale da bagno.

Sicuramente, non una struttura difensiva, se consideriamo l’architettura nella sua interezza: scale a chiocciola che non permettono di muoversi liberamente, rendendo impossibile impugnare le armi con la mano destra; le feritoie troppo strette per poter colpire i nemici; la stessa posizione su una piana aperta, senza difese naturali.

Qualcuno, ovviamente, non ha potuto fare a meno di ipotizzare che, all’interno, sia nascosto il Sacro Graal: ora, io vi garantisco che, da bravi esploratori, noi abbiamo provato a cercarlo attentamente… ma la ricerca si è rivelata infruttuosa! 

Una cosa è certa: Castel del Monte è una visita imperdibile, una struttura piena di simbologie e ricca di misteri irrisolti, immersa in una zona aspra ma bellissima: un binomio, questo, affascinante ed impagabile che, nemmeno l’Unesco, ha potuto ignorare.

Quando lasciamo Andria, siamo ormai completamente immersi nel mistero. Proseguiamo per Castellaneta, in provincia di Taranto, paese di nascita di Rodolfo Valentino…ma anche di Daniele!

Qui passiamo il resto della giornata riposando e facendo alcune visite, prima di andare a cena in un bellissimo ristorante non troppo distante: piatti ottimi, bella compagnia e ambiente caratteristico, dove domina il tufo.

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Oggi è il giorno del matrimonio ma, anche se la maggior parte del tempo sarà ovviamente dedicato a questo lieto evento noi, da bravi viaggiatori, ci concederemo anche una breve visita ad Alberobello, la patria dei trulli. 

Ci svegliamo e prepariamo con calma, usciamo per fare colazione, immergendoci immediatamente nella caldissima e soleggiata giornata estiva. 
Bellissima la cerimonia, radiosi gli sposi e…direi grandiosa la scelta di Alberobello come location per il ricevimento! Peccato che arriviamo quando è già tutto chiuso, ma una passeggiata per le vie del centro non ce la facciamo comunque sfuggire.
I trulli sono una tipologia architettonica davvero particolare: tipiche della zona di Bari, queste abitazioni vennero edificate nel XVI secolo, quando i Conti di Conversano ampliarono il proprio domino su questa area e, con l’intento di evitare il pagamento di una tassa regia sulle nuove costruzioni, imposero ai coloni accorsi in gran numero nella zona, di erigere abitazioni a secco, in modo da poterle smantellare in caso di controllo da parte del re.

La forma rotonda degli edifici, con queste coperture a cupola, rendeva più solida la struttura. I tetti venivano fatti terminare con una sorta di pinnacolo, diverso per ogni casa, ispirati a motivi religiosi oppure simbolici; l’accortezza nella realizzazione permetteva di individuare subito le famiglie più abbienti.

Ci vollero più di due secoli prima che un gruppo di popolani, stanchi della situazione in cui erano costretti a vivere, si rivolgessero coraggiosamente a Ferdinando IV di Borbone, affinché li liberasse da una tale precarietà architettonica. Il 27 maggio 1797, il re mantenne la promessa, inviando al villaggio un decreto con cui li liberava da questa imposizione.
So che non suona bene ciò che sto per dire ma, ad oggi, quasi quasi dovremmo ringraziare quei furbacchioni dei Conti di Conversano perché, grazie alla loro manovra di evasione fiscale, possiamo godere di un villaggio unico nel suo genere, splendidamente pittoresco, in cui passeggiare è un piacere…oltre ad essere inserito nei siti “Patrimonio dell’Umanità” dell’Unesco!

Ora, però, è piuttosto tardi e dobbiamo raggiungere la location del ricevimento: torneremo in futuro ad Alberobello, per poter rivedere con più calma e in maniera più approfondita, le meravigliose architetture che la caratterizzano. Trascorriamo il resto della giornata, festeggiando i due novelli sposi, tra canti, balli e ottimo cibo. 

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Una nuova giornata ci accoglie, splendente e caldissima. Prima della partenza per la Calabria, abbiamo in programma la visita di Matera, che si trova a solo pochi km da Castellaneta.
Matera non ha bisogno di grosse presentazioni, è una culla dell’arte di incommensurabile bellezza, di cui in Italia andiamo estremamente fieri.

Percorriamo le stradine e i vicoli che collegano l’abitato, sotto un cocente sole che sfiora i 40°, ma il caldo non ci toglie la voglia di scoprire sempre di più. Di certo, le fontanelle di acqua freschissima, disseminate in tutto il centro storico, aiutano molto la nostra esplorazione!
Quella che è conosciuta come “città dei sassi”, uno dei più antichi nuclei abitativi del mondo, è un luogo talmente unico nel suo genere, un tale gioiello, da essere stato inserito sin dal 1993, nei siti Unesco, “Patrimonio dell’Umanità”. 

Il torrente Gravina di Matera delimita i rioni storici, conosciuti come Sasso Barisano e Sasso Caveoso che, con il rione Civita, costituiscono il nucleo urbano di Matera.

Queste abitazioni scavate nella roccia, in posizione nascosta, hanno celato per tanto tempo la presenza umana in questi luoghi, preservandoli dagli invasori. Praticamente un complesso abitativo, vissuto invariabilmente dalla Preistoria fino al 1952: una cosa incredibile!

Facciamo il biglietto unico per la visita delle “Chiese Rupestri”, in cui è incluso anche l’ingresso ad un Sasso, dove è possible capire fino in fondo il modo in cui si svolgeva la vita in queste abitazioni, uniche nel loro genere. 

Ma non trascuriamo nemmeno di seguire una sorta di itinerario fra le imponenti architetture religiose, gioielli del barocco che compongo parte del grandioso patrimonio artistico di Matera.

Grazie a questi due percorsi, riusciamo ad addentrarci nel cuore stesso della città, assaporandola con calma e con attenzione. Anche perché sarebbe inutile ed impossibile correre: le salite vanno affrontate con calma; i particolari ammirati con attenzione; gli scorci fotografati nella memoria; gli affacci straordinari goduti ampiamente.

Quando ripartiamo per la Calabria, siamo completamente affascinati: stanchi, certo, anche accaldati, ma Matera è una città che va assolutamente visto almeno una volta nella vita. Non è un luogo comune…è una necessità per gli occhi!
Trascorriamo in auto il resto della giornata e arriviamo a Bovalino Marina, dove ci aspetta una coppia di amici conosciuti durante il nostro primo viaggio, solo nel tardo pomeriggio.

Poco male: la compagnia è meravigliosa e trascorriamo una serata davvero piacevole, davanti ad un’ottima cena che terminiamo con una passeggiata sul lungomare, avvolti da una splendida e gradita brezza.

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Dedichiamo la nuova giornata interamente ed esclusivamente al riposo: subito dopo colazione, raggiungiamo la spiaggia e ci rilassiamo al sole, alternando lettura, chiacchiere e bagni rinfrescanti in mare; pranziamo a casa dei nostri amici, nel pomeriggio ci concediamo un’altra sessione abbronzante e, a cena, andiamo in una bella pizzeria in collina, dove trascorriamo una deliziosa serata tutti insieme. 
Ultima giornata in Calabria prima della partenza di domani mattina: subito dopo la colazione in hotel, andiamo nuovamente in spiaggia. Ormai, il colorito raggiunto dalle nostre pelli si avvicina al “mattone scuro”: se ci vedesse Carlo Conti (ciao Carlo!) sarebbe fiero di noi. Forse persino un pò invidioso…
Dopo pranzo, su suggerimento dei nostri amici, andiamo a visitare il vicino, pittoresco, borgo di Gerace, iscritto nel circuito “Borghi più Belli d’Italia”: angolino caratteristico adagiato su una collina, da cui si può spaziare con lo sguardo fino alla costa e sul Parco Nazionale dell’Aspromonte, di cui fa parte, questo paese ci accoglie affascinate e tranquillo, sotto il sole cocente del tardo pomeriggio. 

Ci muoviamo con calma tra i vicoli e le piazzette, soffermandoci ad osservare le botteghe, i palazzi in pietra, le imponenti architetture religiose. Un luogo fuori dal tempo, dove si respira la serenità del passato.

Una sosta per bere una bibita ghiacciata ai tavolini di un bar, raccolti su uno grazioso slargo, è l’occasione per fare una chiacchierata, rinfrescarsi all’ombra e assorbire ancor più l’atmosfera di tranquilla gioia, che ci circonda.

Rientriamo in hotel seguendo la stessa pacatezza che ci ha trasmesso il borgo, facciamo i bagagli e ci prepariamo per trascorre l’ultima serata insieme ai nostri amici, prima della partenza per il rientro, di domattina.
In queste giornate, abbiamo scoperto angoli d’Italia di grande impatto visivo, città ed architetture uniche, misteriose, spettacolari, che caratterizzano la storia del nostro paese e lo rendono unico al mondo. Un viaggiatore invitato ad un matrimonio, può fare anche questo!

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Consigli utili
-Se, visitando Castel del Monte, notate strani movimenti e luci prevenire dalle stanze, o dalle feritoie, non pensate subito all’evento astronomico-astrologico: molto probabilmente è Giacobbo che cerca il Sacro Graal.
-Sempre a proposito di Castel del Monte, se trovate un cartello con la dicitura “Divieto d’Accesso”, probabilmente significa quello che riporta scritto: non si entra! Nemmeno per cercare indizi sulla presenza, all’interno, del Sacro Graal… e nemmeno se sei Giacobbo (Oh Roberto, rassegnati).
-La visita di Matera è sempre consigliata ma, ad onor del vero, devo dire che, con una temperatura di 40°, si rischia lo scioglimento… della persona, non dei ghiacciai, ovviamente. Pertanto è fortemente consigliata per la perdita di peso, al posto della guaina modellante! Molto più gradevole, tra l’altro.

Claudia B.

8 Commenti

  1. Non resisto ai post sulla Puglia (e sono pugliese). Purtroppo non ho mai avuto il piacere di incontrare Giacobbo anche se, a dire il vero, pagherei oro per incontrare più Alberto Angela. Oh, bella Gerace. La devo mettere in conto.
    E poi c'è Matera. Vero, meglio evitare le ore di caldo estivo o si rischia di camminare su e già per i vicoli con la lingua appesa come i cani assetati.

    1. Ma sai che anche mio marito è pugliese! Penso sia bello nutrire curiosità sulla propria terra, alla fine è interessante vederla in maniera sempre nuova e attraverso gli occhi degli altri…per me è così: raramente resisto a post e articoli sull’Emilia Romagna 😉
      Gerace io l’ho scoperta per caso e la consiglio caldamente, se ti capita non perderla; Matera…beh è lì, evidentemente una regina, magica, splendente (bruciante). Mi piacerebbe a vederla a dicembre, probabilmente sembrerà un presepe!
      PS: concordo sul buon Alberto 🙂
      Claudia B.

  2. Anonimo

    Certamente Claudia. Se ti ricordo e ne hai voglia ti andrebbe di segnalare trasmissioni con orari e canali di tipo culturale. Noi a volte lo facciamo con il passaparola tramite watsapp

  3. Anonimo

    Ciao Claudia. Castel del Monte mi manca e vorrei rimediare prima possibile. Ma Matera e Alberobello mi hanno fatto tornare bambina, mi sembrava di entrare in una fiaba. Sono posti incantevoli e la loro storia davvero avvincente. Grazie cara per questo racconto. Anna Maria

    1. Grazie a te per esserti soffermata a leggerlo! Sono luoghi veramente magici ed incredibili nella loro unicità, penso veramente che costituiscano un’eccellenza, anche se spesso, certe mancanze non permettono di viverle appieno. Senza voler essere polemica… però, almeno in alta stagione, tener aperto tutto il giorno sarebbe decisamente un’ottima scelta; oppure, a cosa proporre biglietti cumulativi di visita, se poi non specifichi che certe strutture non saranno visitabili, perchè aprono a piacimento. Queste cose mi lasciano sempre basita. Magari, ad oggi, le cose sono diverse, in fondo questo viaggio risale al 2006, mi auguro che nel frattempo certe piccole pecche organizzative, siano state colmate.
      Castel del Monte parla da sè: è mistero allo stato puro. Splendido. E, a parte tutte le battute che riservo a Giacobbo, sarebbe bellissimo visitarlo insieme a lui: almeno si potrebbe accedere anche a luoghi solitamente chiusi!
      Claudia B.

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