Storie di Natale: favole dell’Avvento

STORIE DI NATALE PER BAMBINI

Ciao bimbi, state per entrare nel magico mondo delle storie di Natale, con racconti fatati dove le parole hanno il compito di far volare lontano la vostra fantasia. Questo è il periodo in cui le città si riempiono di lucette e decorazioni, la casa profuma di biscotti e finalmente si fa l’albero di Natale. L’atmosfera giusta per scrivere a Babbo Natale, mentre si sorseggia una fumante tazza di cioccolata ricoperta dalla panna montata. In questo modo la letterina diventerà molto più dolce!

Insomma, è il momento ideale per lasciar entrare l’incanto nei vostri cuoricini. Così ho pensato di farvi anche io un piccolo regalo: quattro favole natalizie per le domeniche d’Avvento, più una da leggere il il giorno della Vigilia di Natale. Forza, mettetevi comodi e date un’occhiata al manuale di istruzioni per storie fantastiche!

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La ricetta perfetta per leggere le storie di Natale.

Che voi siate grandicelli oppure abbiate bisogno di un piccolo aiuto per leggere queste brevi storie di Natale -dalla mamma, dal papà, dai nonni o anche dagli zii- esiste la ricetta perfetta per renderle ancora più belle. Tranquilli, nulla di difficile: le favole per bambini meritano un’atmosfera avvolgente, ma semplice da ricreare.

Ecco qui la formula magica:

Dell’albero accendete le lucette,

dopo aver preso una soffice copertina dalle vostre camerette.

Accoccolatevi sul divano,

con qualche biscotto fragrante nella mano.

Scegliete una candela profumata,

e preparatevi alla storia che sta per essere narrata!

Claudia
STORIE DI NATALE E FAVOLE D'AVVENTO

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Favole d’Avvento e storie di Natale…

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La baita nel bosco fatato: 1° domenica d’Avvento.

C’era una volta un bosco fatato, dove ogni dicembre compariva dal nulla una baita di legno. Proprio al centro di una radura d’abeti. Era una casetta davvero calda e accogliente, con una particolarità: l’interno era fatto interamente di dolci! Tutti i mobili erano di biscotti e barrette di cioccolato, il tavolo una torta di mele con sedie di pan di zenzero, il divano era di soffici marshmallow, il letto di pancake. Piattini e posatine erano di caramello fuso, mentre coperte e asciugamani erano tessuti con zucchero filato.

I colorati cuscini cupcake rallegravano ogni angolo, mentre nel caminetto di bacche di vaniglia ardeva un fuoco profumatissimo, che spandeva nell’intera radura essenza di crema pasticcera. Il piccolo cottage era amatissimo dagli abitanti del vicino villaggio, che facevano a turno per passarvi le vacanze di Natale. Perché qui si respirava il vero spirito natalizio, confortevole e dolce come un pasticcino.

Si ascoltavano storie di Natale accoccolati vicino al camino, dopo aver preparato biscottini alla cannella. Poi veniva il momento di addobbare il grande abete davanti alla porta d’ingresso con dolcetti, cioccolatini e tante luci bianche. Ogni nuovo giorno era scandito da favole e giochi, da ricette da condividere con tutta la famiglia, passeggiate nella neve, volteggi con i pattini sul laghetto ghiacciato.

Infine arrivava il momento di fare i pupazzi di neve e scegliere regalini da mettere sotto l’albero Pensierini speciali scelti con il cuore da tutta la famiglia. In questo clima di festa, scandito dalle magiche note delle musiche di Natale, si aspettava la notte della Vigilia per salutare Babbo Natale e donare qualche leccornia a lui e alle renne, impegnati a portare regali ai bimbi di tutto il mondo.

Nella baita del bosco fatato si trascorreva un Natale semplice e bellissimo, fatto di istanti d’amore e piccoli gesti. Un Natale di condivisione, nel quale collezionare emozioni da ricordare e non oggetti da dimenticare…

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Bianca e il magico coprispalle di Natale: 2° domenica d’Avvento.

Bianca era una giovane e talentuosa modellista, che amava disegnare e cucire abiti. Era talmente brava e aveva un gusto così fine, che tutti in paese si rivolgevano a lei. Nessuno si stupì quando decise di aprire una boutique tutta sua. Anzi! I cittadini furono ben felici di aiutarla a sistemare quel delizioso locale e renderlo un negozio speciale sia per Bianca che per i clienti. Posarono un pavimento di legno che profumava di bosco, dipinsero le pareti di lilla e misero delle tendine di pizzo alle finestre. Lo arredarono con un grande tavolo per i cartamodelli, una scrivania su cui disegnare e una macchina da cucire professionale. Ovunque vi erano scaffali colmi di tessuti e libri.

In un angolo vicino al caminetto, poi, Bianca aveva messo un paio di poltroncine colorate, dove i clienti potevano aspettare il proprio turno. Insomma, la boutique era una piccola bomboniera. Un luogo molto amato, dove i progetti di Bianca prendevano vita e diventavano capi fantastici. In tutti i sensi… Mentre ristrutturava la sartoria, infatti, la ragazza aveva trovato del filo fatato, che rendeva magico ogni suo vestito. Chi lo indossava poteva esprimere un desiderio e vederlo realizzato entro una settimana!

Nel giro di poco tempo, “Sogni di tessuto” -questo il nome dell’atelier- era diventato famoso. Arrivavano persone da ogni parte del paese per acquistare un abito cucito da Bianca e, complice anche l’avvicinarsi del Natale, la ragazza vide crescere tanto le richieste. Era stanca sì, ma anche felice, perché amava molto il suo lavoro. Temeva solo che, una volta terminato il filo magico, le persone avrebbero smesso di interessarsi ai suoi modelli.

Nei momenti di pausa, Bianca aveva iniziato a cucire per sé un coprisaplle rosso, caldo ed elegante. Un capo che le sarebbe stato d’incanto, vista la sua pelle diafana e i cappelli chiari. Inoltre, come nelle più belle storie di Natale, voleva portare un po’ di magia anche nella sua vita ed esprimere a propria volta un desiderio!

Quando uscì dal negozio le luci splendevano per tutto il villaggio. Questo era proprio il periodo dell’anno che preferiva! I cantori di strada intonavano romantiche ballate natalizie, i bambini correvano lanciandosi palle di neve e qualcuno faceva un pupazzo ai bordi delle strade. Bicchieri pieni di profumato punch di mele e caldarroste, diffondevano una dolce essenza nell’aria, mentre dalla pista di pattinaggio arrivavano allegre risate. Tutti salutarono la giovane modista e si fermarono a chiacchierare con lei, facendole i complimenti per l’elegante coprispalle rosso, che spiccava nel candore della neve.

Bianca arrivò fino al gazebo vicino al laghetto, accanto al quale c’era un abete decorato dai bambini della scuola. A parte ciò, era sola nel silenzio ovattato di una copiosa nevicata… e decise di esprimere il suo desiderio. “Vorrei che i miei capi fossero sempre apprezzati, anche quando non avrò più il filo magico”, disse.

A quelle parole, vide i fiocchi di neve raggrupparsi all’interno del gazebo, fino a formare l’immagine delicata di una giovane donna. Fissa, davanti a lei, Bianca riconobbe se stessa e per un attimo si intimorì. Poi la presenza parlò: “Sono la Bianca del futuro e voglio dirti di credere in te stessa. Non è il filo che porta da te le persone. La magia sei tu, la tua dolcezza, la passione con cui lavori, la serietà e l’amore che metti in tutto quello che fai. L’incanto è nel tuo atelier, così accogliente e piacevole, proprio come te. Le persone ti scelgono perché sei tu, non per il filo magico”. Detto questo, sparì.

Da quella sera Bianca imparò a credere sempre in se stessa e nella sua forza di donna. Ma anche nell’importanza di dare valore ad ogni suo gesto.

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I pattini venuti da lontano: 3° domenica d’Avvento.

Mia amava pattinare fin da piccolissima. Quando arrivava la stagione fredda, in particolare dicembre, non perdeva occasione per andare al Lago del Lupo e trascorrere lunghi pomeriggi sui pattini. A volte era in compagnia delle sue amichette, altre sola. Non aveva paura di attraversare il boschetto di pini, perché viveva in un villaggio molto tranquillo e seguiva sempre le indicazioni della mamma e del papà. Specialmente quella di non allontanarsi senza avvisare.

Nel mese di dicembre, poi, il boschetto di pini diventava un posticino incantato. Gli alberi di ogni dimensione, venivano addobbati con migliaia di lucine e i negozianti del villaggio vi allestivano un semplice mercatino di Natale, con chioschetti dalle tende rosse. C’era chi vendeva decori per l’albero, chi giocattoli, chi leccornie come mele caramellate, frittelle e zabaione fumante. Così, quando tornava dal laghetto ghiacciato, Mia si fermava sempre a comprare qualche golosità. Oppure un pendente per l’albero.

Le vacanze di Natale erano appena iniziate e Mia, dopo aver letto alcune divertenti storie di Natale accanto al fuoco, prese i suoi vecchi pattini, salutò mamma e papà e uscì per andare a Lago del Lupo. Le sue amiche sarebbero arrivate più tardi, lei nel frattempo ne avrebbe approfittato per volteggiare sul ghiaccio con l’intero laghetto a disposizione. Dal mercatino del boschetto, provenivano le dolci note di una melodia di Natale che le fecero da colonna sonora, mentre i fiocchi di neve divennero la sua scenografia. Tutto sembrava perfetto, un vero sogno quando… qualcosa cedette.

I vecchi pattini si erano scollati e per poco Mia non cadde a terra. Accidenti, questa proprio non ci voleva: erano un ricordo della sua nonna e lei non voleva buttarli via. Ma al villaggio non c’era nessuno che sapesse ripararli, dopo che il calzolaio era andato in pensione. Lacrime di sconforto iniziarono a scendere sulle guanciotte di Mia e rotolarono sulla superficie del lago. La bimba era così persa nei singhiozzi, che si accorse di qualcosa di morbido vicino alla sua manina, solo quando cercò un fazzoletto. Fu in quel momento che vide il lupo dagli occhi buoni.

Mia non si spaventò, perché la mamma e il papà le avevano insegnato ad amare e rispettare gli animali sin da piccolissima. Ad esempio le avevano anche spiegato che l’espressione “in bocca al lupo”, è un bellissimo augurio di protezione, perché questo animale coraggioso, protegge i propri cuccioli tenendoli tra le fauci, per portarli da una tana all’altra.

“Sono il lupo del lago” le disse “Le tue lacrime di dolore sono arrivate fino a me e ho deciso di correre qui ad aiutarti. Tu mi rallegri ogni giorno con il tuo delizioso modo di pattinare… e io voglio fare qualcosa per te. Vedi Mia, so che questi pattini sono importanti, perché erano della tua nonna. Quello che non sai, è che sono pattini magici che arrivano da lontano e che io li ho regalati a tua nonna quando era una bambina. E ad altre giovani pattinatrici appassionate, ancora prima”.

Con un colpo di muso del lupo, i pattini ritornarono per magia all’antico splendore. Felice e commossa, Mia lo abbracciò forte, promettendo che avrebbe continuato a pattinare per portare allegria al suo cuore.

“No, Mia” rispose il lupo “Tu devi continuare a pattinare per portare allegria al tuo cuore. Perché è la tua passione e hai un talento naturale. Ricorda sempre: segui le tue emozioni, piccolina”. E così dicendo, se ne andò.

Mia non dimenticò mai quel pomeriggio a Lago del Lupo. E tenne sempre a mente il grande insegnamento che le diede l’impavido animale.

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La storia del treno che volava nel bianco: 4° domenica d’Avvento.

STORIE MAGICHE DI NATALE

Carlotta era al settimo cielo! Mancava pochissimo a Natale e tra poco sarebbero iniziate le vacanze. Al contrario di tanti bimbi della sua età, però, lei amava molto più i giorni che precedevano il 25 dicembre, perché faceva sempre tante cose divertenti con la sua famiglia.

La piccola cittadina di montagna in cui viveva, si trasformava in un paese del Natale fin dalla prima domenica d’Avvento! Sembrava davvero il regno di Babbo Natale: le vetrine delle botteghe diventavano dei piccoli teatri con paesaggi invernali fatati, le pasticcerie vendevano i propri dolci anche all’aperto, in piccole bancarelle che profumavano di paradiso. Nel parco c’era sempre un mercatino e le decorazioni erano grandi e belle, come mai se ne erano viste!

Il pomeriggio, Carlotta giocava sulla neve con suo fratello e la sera, quando mamma e papà tornavano dal lavoro, dopo cena andavano insieme a mangiare un dolcetto al mercatino e si fermavano ad ascoltare i canti di Natale sotto l’albero. Con la cittadina completamente illuminata da migliaia di luci colorate, Carlotta si sentiva come la protagonista di una delle storie di Natale che leggeva con la famiglia davanti al caminetto.

Tra tutte, Carlotta adorava la “Leggenda del treno che volava nel bianco” che le raccontava spesso il nonno, perché era ambientata proprio nelle sue montagne, nella grande Prateria dei Cristalli. La favola narrava di un treno illuminato a festa che, nella magica notte della Vigilia, attraversava la prateria volando nello stesso momento in cui passava la slitta di Babbo Natale. Dai finestrini, fatine ed elfi lanciavano sulla soffice coltre di neve dolciumi di ogni tipo, che i bimbi trovavano nelle calze la mattina di Natale.

La piccola desiderava tanto vedere il treno con i suoi occhi così, il 24 dicembre, sgattaiolò via dal lettino, prese un cesto per raccogliere i dolci e corse alla Prateria dei Cristalli. Non dovette attendere molto prima che uno sbuffo vivace e una tavolozza di colori dell’arcobaleno, rallegrassero la grande pianura! Il treno volò illuminando la notte e Carlotta rimase incantata a guardare quella meraviglia, mentre fatine ed elfi lanciavano dolci golosissimi, esattamente come aveva detto il nonno.

Uno scampanellio fece alzare gli occhi alla bimba, che proprio in quel momento vide la slitta di Babbo Natale stagliata contro la luna! Una vera magia, che Carlotta non avrebbe dimenticato mai più. Perché anche ad occhi aperti, si possono fare sogni bellissimi che diventano ricordi importanti da portare sempre con sé.

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La Leggenda della Vigilia di Natale: storie della buonanotte.

Bimbi, ascoltate con attenzione! Questa è una storia che parla di passione. Ossia di qualcosa di profondamente amato, che con tenerezza viene coltivato. Fino a quando non diventa parte della vita, regalando a tutti una gioia infinita!

Era la notte della Vigilia e Babbo Natale stava bevendo una cioccolata in tazza prima di partire. Gli elfi erano intenti a caricare gli ultimi pacchi sulla slitta, mentre Mamma Natale coccolava le renne con ghiotti bocconcini di pan di zenzero.

Babbo Natale ripensò a quando era un tenero bambino tutto guance rosse e boccoli d’oro, tante ere stellate prima! Già allora amava stupire tutti con regalini speciali, come un disegno appeso ai rami dell’albero, storie di Natale scritte di proprio pungo, oppure con una collanina fatta di fragranti pop-corn. Lavoretti semplici per un bambino, che però gli fecero capire quanto fosse importante per lui rendere felici le persone con i suoi gesti! Ecco, da grande avrebbe voluto donare la gioia e vedere sempre la stessa tenera sorpresa, negli occhi di chi riceveva un pacchetto da parte sua. Era solo un bimbetto vestito di rosso, eppure aveva le idee molto chiare.

Crescendo lavorò sodo per realizzare questo sogno e non ci fu mai un momento in cui venne meno alla promessa di portare regali e felicità in tutto il mondo. Ci furono anni difficili, certo, ma Babbo Natale non si fermò mai e nessun bimbo restò senza regali… nemmeno quando tutti rimasero bloccati in casa, a causa di una fortissima tempesta di neve.

Perché la magia di Babbo Natale, è qualcosa che niente e nessuno può fermare. Nel suo universo fatato, ogni elemento diventa alleato.

La natura birbante, il tempo che corre veloce, le regole che cambiano ogni giorno, per Babbo Natale si tolgono di torno.

Lui vola veloce nel cielo, con la slitta carica che attraversa la neve e il gelo. Quindi bimbi non temete, anche quest’anno di regali ne avrete!

Chiudete gli occhietti fiduciosi e prima di addormentarvi dite con amore: “Babbo Natale ti aspetto nel mio cuore”.

Buon Natale a tutti voi. Vi auguro di credere sempre nella magia…

Claudia B.