Taranto in un giorno: cosa vedere e dove mangiare

TARANTO IN UN GIORNO: IL PONTE GIREVOLE

Non si può capire la grandezza di Taranto, fino a quando non la si vede per la prima volta e l’ammirazione tocca livelli inimmaginabili. In qualsiasi tunnel di pregiudizio ci si fosse infilati prima di quell’incontro, lo si inizia a percepire solo come un vicolo privo d’aria da cui andarsene in fretta. Perché Taranto è dannatamente bella e assurdamente accattivante! Quando la si visita per la seconda volta, poi, sopraggiunge anche la presa di coscienza della sua potenza storica. Della sua immensità nell’arte e nell’artigianato. Della suggestione racchiusa nella città vecchia. Tutti aspetti a cui ci si può avvicinare visitando Taranto in un giorno.

Quattro mesi fa ho ammirato Taranto navigando sul Mar Piccolo, poi sono andata alla scoperta del centro storico e della vicina Grottaglie (ne ho scritto qui). In questa luminosa giornata autunnale, invece, approfitterò per approfondirne la conoscenza, toccando punti a cui a suo tempo non ebbi modo di avvicinarmi. Visitare Taranto fuori stagione, è anche una riscoperta pacata della città, alla quale posso avvicinarmi in modo lento ed evocativo.

TARANTO IN UN GIORNO: MONUMENTO AL MARINAIO

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Cosa vedere a Taranto in un giorno: Museo Archeologico MArTa.

Visitare il “MArTA -Museo Archeologico di Taranto”, è il modo in cui prendo consapevolezza della storia millenaria di questa importante colonia greca. Passare da quelli che erano gli antichi insediamenti, villaggi di epoca Neolitica, fino alla conquista greca, è un viaggio fluido che attraversa i millenni. Sono i manufatti a raccontare lo scorrere del tempo. Prima semplici argille decorate con segni appena accennati. Poi, nell’età del Bronzo e in quella del Ferro, con prodotti artigianali e monili che vanno via via assumendo un aspetto più ricercato.

TARANTO IN UN GIORNO: VISITA AL MUSEO ARCHEOLOGICO

Ma è con lo sbarco dei greci che nacque Taranto: incendiati i vecchi villaggi, venne fondata la prima e unica colonia spartana del sud Italia! Ogni oggetto su cui poso gli occhi, racconta questo importante passaggio. Artigianato e oreficeria, prodotti in botteghe famose in tutto il bacino del Mediterraneo, diventa il fiore all’occhiello di Taranto. Cambia l’approccio religioso, mutano la filosofia e il tenore di vita. La grandezza di Taranto prosegue con forza e, ancora oggi, è conservata non solo all’interno del museo, ma anche nel sottosuolo della città. Basta scavare per portare alla luce interi pezzi di vita e tesori inestimabili.

Ammiro estasiata utensili e monili, vetri e statuaria. Ogni pezzo potrebbe narrare particolari sull’esistenza nel tempo che fu. Questo è ciò che maggiormente sa affascinarmi dei musei: percepire ciò che è esposto, come un filo diretto con il passato. Gli oggetti hanno attraversato secoli, vicissitudini e intemperie. Assomigliano a viaggiatori nel tempo con i quali scoprire mondi lontani. Ecco cosa provo in particolare davanti all’“Atleta di Taranto, il sarcofago contenente una sepoltura giunta a noi in eccellenti condizioni. Un uomo di 30, vissuto nel V secolo, su cui leggere aneddoti e stili di vita, caratteristiche fisiche e persino di esistenza. Per me resta una magia.

TARANTO IN UN GIORNO: LA TOMBA DELL’ATLETA

Visitando Taranto in un giorno, il “Museo Archeologico” è senza dubbio un sito da non perdere. Però voglio essere onesta e dire anche tutto ciò che ritengo personalmente negativo. Un museo è un luogo d’accesso alla cultura, aperto a tutti. Non solo a studiosi, archeologi o illuminati. Fino a prova contraria, Arte e Cultura sono fruibili indipendentemente dal ceto sociale o dal titolo di studio. Peccato che l’esposizione al “Museo Archeologico di Taranto” sia perlopiù fredda, priva di umanità e spiegazioni semplici, comprensibili. Io non entro in un museo per leggere una catalogazione, ma per approcciarmi ad una vita trascorsa.

Se a questo aggiungiamo le pecche nell’organizzazione, che impone un’ora di visita per piano, dopodiché si viene cacciati (letteralmente) al piano successivo, costretti a terminare ciò che resta in un secondo momento, perdendo il filo logico, a mio avviso si raggiungono livelli assurdi. Questo è il mio personale parere di viaggiatrice e visitatrice.

Informazioni e prenotazioni.

  • Tel 0994538639
  • prenotazioni@novaapulia.it

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Cosa vedere a Taranto in un giorno: rilassarsi a Villa Peripato.

Appena esco dal “Museo Archeologico di Taranto”, raggiungo in pochi passi Villa Peripato. La giornata limpida e le diverse ore trascorse a contatto con la storia, mi fanno desiderare intensamente una camminata all’aria aperta. I giardini di Villa Peripato, sono il luogo perfetto in cui riposarsi o passeggiare a Taranto. Chissà quante persone, dal XVII secolo ad oggi, hanno avuto il piacere di muoversi tra questi vialetti…

TARANTO IN UN GIORNO: VILLA PERIPATO

Una cura precisa delle aiuole e degli alberi, l’affaccio diretto sul Mar Piccolo, sono un caldo benvenuto. Un posto sicuro, in cui passeggio ascoltando musica e lasciando vagare i pensieri. Se non mi attendesse il pranzo in ristorante, cederei alla tentazione di acquistare della focaccia e mangiarla seduta su una delle tante panchine di Villa Peripato.

TARANTO IN UN GIORNO: PANORAMA SUL MAR PICCOLO

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Cosa vedere a Taranto in un giorno: Castello Aragonese.

Dopo un pranzo luculliano, vado a piedi fino al “Ponte di San Francesco di Paola”, al mondo noto come ponte girevole di Taranto, soffermandomi dapprima accanto al “Monumento al Marinaio”. Da qui l’affaccio sul Mar Piccolo, oggi una tavola piatta cristallina dai colori accecanti, e sul fortilizio simbolo della città, il “Castello Aragonese”, è mozzafiato. Anche se è autunno, si respira un clima primaverile, caldo piacevole e profumo di mare.

TARANTO IN UN GIORNO: CASTELLO ARAGONESE

Attraverso lo storico ponte, per portarmi fino all’isola su cui sorge Taranto e all’ingresso del “Castello Aragonese”, di cui visiterò finalmente gli interni. Oggi entro nel regno della Marina Militare Italiana! La visita guidata è un’incursione nella storia del fortilizio, tra i suoi passaggi segreti, i torrioni e le cisterne. Passi soffocati dalla pietra, rimbombano sordi tra le possenti mura.

Un labirinto prodigioso e, incredibilmente, un contatto diretto con la mia terra. Perché il “Castello Aragonese” di Taranto fu rimaneggiato dal grande Francesco di Giorgio Martini, un architetto miliare molto attivo tra Valmarecchia e Montefeltro, grazie alla partnership stretta con il Duca di Urbino, Federico da Montefeltro.

TARANTO IN UN GIORNO: TORRIONE DELLA FORTEZZA

Il “Castello Aragonese” di Taranto racconta la storia della città, dai Bizantini sino all’arrivo di Napoleone Bonaparte. Momenti di battaglie e di prigionia, di tattiche studiate attentamente, di ampliamenti e migliorie. Fino a quando divenne sede della Marina Militare, nel XIX secolo. E, ancora oggi, la visita viene fatta da ufficiali che accompagnano i gruppi intrattenendoli con curiosità e aneddoti storici.

Per informazioni e visite.

  • www.castelloaragonesetaranto.com
  • Telefono 0997753438
  • infocastelloaragonese@libero.it
  • Il “Castello Aragonese” di Taranto è aperto alle visite guidate 365 giorni all’anno.

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Cosa vedere a Taranto in un giorno: la città vecchia.

La città vecchia di Taranto andrebbe vista in momenti diversi della giornata. La prima volta in cui ho calpestato questi suggestivi vicoli, era da poco passata l’ora di pranzo, di una calda e sonnolenta domenica estiva. Oggi, invece, ci stiamo avviando verso il tramonto e nell’aria c’è risveglio ed attesa.

TARANTO IN UN GIORNO: TARANTO VECCHIA

La città vecchia di Taranto è un cuore pulsante di vite e istanti. Non c’è la perfezione che si trova in altri centri d’Italia, per questo ha saputo conquistarmi immediatamente, mantenendo il suo carattere verace. Caffetterie, ristorantini e negozi d’artigianato, nati nel cuore del centro storico, non le hanno tolto quell’aria splendidamente decadente, che mi auguro di ritrovare oggi e per sempre.

Il percorso tra i murales della città vecchia di Taranto, è solo un inizio di riqualificazione che però non stravolge il contenuto. I temi trattati si fondono con la storia di Taranto, con la sua personalità. Ma, sopra ogni cosa, sono gli storici locali improvvisati all’interno degli scantinati, che rendono unica Taranto vecchia. Uomini e donne aprono questi antri, che si trasformano in una sorta di bottega ad ampio raggio! Souvenir fatti in casa, semplici eppure d’effetto, si mescolano con frigo dai quali estrarre e vendere bevande fresche. Oppure, perché no, è facile trovare chi ti frigge al volo un panzerotto!

TARANTO IN UN GIORNO: ITINERARIO TRA I MURALES

Ogni gesto e scelta, sono basati sull’improvvisazione e sulla genialità: se c’è bisogno di sbarcare il lunario, è necessario sapersi reinventare! Una filosofia che ammiro sopra ogni dire, e mi ha ricordato la Thailandia. Sono convinta che la creatività, anche nel lavoro, possa davvero accrescere le persone.

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Cosa vedere a Taranto in un giorno: Cattedrale di San Cataldo.

È ormai buio quando entro a San Cataldo. C’è da poco stata una funzione, pertanto la Cattedrale è insolitamente vuota. Un lusso di cui non immaginavo di poter godere, dopo la folla presente lo scorso Giugno. Visitare la Puglia fuori stagione, permette anche di vivere simili momenti di contemplazione.

TARANTO IN UN GIORNO: SAN CATALDO

La più antica Cattedrale di Puglia, in effetti, perde parte del suo fascino quando è invasa di turisti. Oggi, con ormai l’oscurità autunnale ad avvolgerla e le luci soffuse all’interno, assume un aspetto completamente nuovo. La struttura romanica stringe e culla, la facciata Barocca esalta, il Cappellone di San Cataldo, nella penombra della sera, silenzioso e solitario, colpisce subito l’immaginazione. Così come la mistica cripta.

TARANTO IN UN GIORNO: CAPPELLONE DI SAN CATALDO

Sarebbe facile, ora, evocare trame e misteri, personaggi e ombre che escono dal buio. Anche perché, tutto attorno, è Taranto vecchia la location in cui si trova questa’opera d’arte. La verità è che il contesto conta tanto e, il borgo antico di Taranto, è quanto di più bello si possa immaginare, con le sue crepe e le sue eleganti imperfezioni.

TARANTO IN UN GIORNO: CRIPTA DI SAN CATALDO

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Taranto in un giorno: dove mangiare.

La scelta ricade su una trattoria tipica della città di Taranto: il “Ristoro da Basile-Luzzi”, davanti a  Villa Peripato. Una classica locanda dove, da tre generazioni, si cucina con prodotti di qualità, per avvicinare i palati alla Puglia e, in particolare, alla città di Taranto.

TARANTO IN UN GIORNO: DOVE MANGIARE

Era il nonno degli attuali proprietari a vendere pesce fritto in passato ma, quando si dice che la mela non cade mai lontano dall’albero, si afferma il vero. Perché una passione iniziata così lontana nel tempo, si è magicamente trasferita alle generazioni successive. Così, oggi, è ancora possibile gustare eccellenti piatti del territorio.

TARANTO IN UN GIORNO: PACCHERI ALLA RICCIOLA

Gli antipasti del “Ristoro da Basile-Luzzi” sono una poesia recitata a tavola: verdure, pesce fresco, le famose cozze tarantine, olive e funghi, sottolio e fritti misti: impossibile rinunciare ad uno di questi sapori. Anche il primo piatto a base di mezzemaniche con ricciola è delicato e ricco di gusto, mentre il fritto misto di pesce indimenticabile.

TARANTO IN UN GIORNO: FRITTO MISTO

Infine i dolci… Consiglio di provarne diversi, magari scambiandosi il piatto per assaggiare più tipologie. Quelli che ho preferito? L’affogato al Primitivo di Manduria e lo spumone, che ancora sogno di notte.

TARANTO IN UN GIORNO: DOLCI INDIMENTICABILI

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Taranto in un giorno.

Riparto dopo aver visitato Taranto in un giorno, con la consapevolezza di quanto, questa città, mi abbia saputa di nuovo ammaliare. La prima volta è stato innamoramento; stavolta le ho giurato fede eterna. Penso potrei saltare alla gola di chiunque osasse minimamente affermare qualcosa di poco carino su Taranto. Mentre lascio la città, porto con me solo un piccolo nodo di paura e un appello mentale si diffonde nella mia testa: non stravolgetemi Taranto. Lasciate che resti colma delle sue peculiarità: escoriata e difettosa, ma umanamente fatata. Ridate spazio e possibilità a Taranto vecchia, ma con garbo. Perché non serve a niente tirare a lucido un reperto prezioso se, nel farlo, gli si toglie la sua vera patina. Lo renderà più appetibile nell’immediato ma, a lungo andare, la perfezione ricreata ad arte stanca. A buon intenditor…

Claudia B. in collaborazione con Infopoint Mottola e Regione Puglia – Assessorato all’industria turistica e culturale

4 Commenti

  1. Da ieri provo a commentare ma per qualche oscuro motivo non riuscivo ad autenticarmi su WordPress.
    Comunque apprezzo la tua descrizione sincera sul museo, perché con poco tempo a disposizione sicuramente mi dedicherei ad altro. Peccato che la visita sia organizzata così.
    Il fascino di Taranto vecchia è qualcosa che ti arriva dritto al cuore. Mi ha ricordato tantissimo Sofia e la sua bellezza ancora incontaminata. Da un lato spero che la gente si renda conto di quello che ha da offrire, ma dall’altro spero che rimanga la sua “naturalezza”.
    Buona domenica 😍

    1. Brava Silvia, hai fatto un paragone molto calzante a mio avviso! Ricordo bene i tuoi articoli su Sofia e le atmosfere che hanno evocato nella mia mente. Quel fascino decadente, per me è quanto di più bello si possa trovare in un luogo. Perché ne mantiene la veridicità!
      Non potevo far finta di nulla con il Museo Archeologico. Quello è un modo terribile di gestire le visite. Non si può cacciare così la gente, costringendola a tornare in un secondo momento. Anche perché non è detto che tutti vogliano seguire lo stesso percorso di visita. Perché dare dei limiti? Mah…
      A presto Silvia!
      Claudia B.

  2. Non ci sono mai stata Claudia ma già l’adoro Taranto! Dal castello agli scorci del centro storico con quei murales di donne minoiche fino al discorso “MARINA” *_* Colonia greca? Ecco allora perché tutte quelle donne minoiche! Ma la visione di quel castello con le palme sembra una qualche fortificazione esotica e poi gli interni sede della Marina Militare….lo voglio troppo visitare! Stavo quasi per capitolare quando è arrivata la tua botta di grazia con la pepata di cozze e la paccariata sublime! (da noi paccheri significa schiaffi)… Proprio l’altro giorno ero in stazione e la voce nell’altoparlante fa: “spostarsi dalla linea gialla, è in arrivo il treno diretto per Taranto”. Lì per lì non ci avevo riflettuto ma quindi si può fare anche con i mezzi pubblici (come saprai sono una mezzi pubblici addicted)! 😉
    Segno tutto! Buon fine settimana! :*

    1. Ma assolutamente sì Dani! Anche perché Taranto è visitabile completamente a piedi! Potresti comodamente arrivare in treno, poi dimenticare che esiste qualunque mezzo di trasporto.
      La città merita tantissimo, è stupenda e non ti nego che ho pensato a te tutto il tempo, mentre visitavo il castello. Sono certa che lo adoreresti.
      Poi Taranto vecchia mantiene e rappresenta la bellezza verace del luogo. Non si finisce mai di scoprire angoli e vicoli nascosti. Ma già un fine settimana lungo sarebbe un inizio stupendo!
      Un abbraccio grandissimo,
      Claudia B.

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