Visitare Spello in un giorno d’autunno

#UMBRIADAUTUNNO

Spello in autunno è qualcosa che non si può spiegare a parole. Ma io ci proverò. Perché se tutti esaltano la bellezza di Spello in primavera, in occasione dell’Infiorata del Corpus Domini o in estate, durante il periodo di massima esplosione per piante e fiori, qualcuno avrebbe il dovere di decantare l’incanto di visitare Spello in un giorno d’autunno.

L’autunno regala a Spello un’aura magica. Ripulisce il borgo dalle folle di visitatori. Toglie il caldo soffocante, sfuma i contorni degli edifici e dipinge le foglie di rosso. L’autunno rende Spello un borgo meno vivido, meno netto, ma molto più intenso e sensoriale. Come se fosse un’immagine del tempo, raccontata da un’antica voce e ricreata dalla fantasia di chi, quelle parole, le sta ascoltando.

SPELLO IN AUTUNNO

In autunno, Spello torna ad essere a misura d’uomo, riflessiva, impalpabile. E, a tutti gli effetti, appare come la “splendidissima Colonia Julia”, definita da Cesare.

Siamo già stati a Spello, ben undici anni fa, ma quando abbiamo ideato il progetto “Umbria d’autunno”, il nome dell’adorabile borgo umbro, è uscito fuori di prepotenza. Perché desideravamo visitare Spello adesso, lontano dall’intenso flusso di viaggiatori, che lo prende d’assalto durante bella stagione. E, secondo me, Spello voleva farsi vedere da noi in questo momento, per farci capire che non è solo un luogo turistico, ma un paese con l’anima.

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Visitare Spello in un giorno: “finestre, balconi e vicoli fioriti”.

Arriviamo nel primo pomeriggio a Spello, dopo aver visitato la vicina Rasiglia. Stretta tra le sue storiche mura, 2km di fortificazioni tra le meglio conservate d’Italia, Spello appare come un tesoro ben custodito.

Ci fermiamo a pranzare in un piccolo locale, vicino alla monumentale Porta Consolare, godendoci un attimo di riposo, dopo la ricca mattinata di visite. Il calcare del Monte Subasio, della struttura, brilla al sole autunnale, raccogliendo davanti ai nostri occhi, tracce del periodo romano e di quello Medievale.

Subito dopo, iniziamo la visita di Spello, il ‘borgo fiorito’. Spello, in effetti, è famoso per l'”Infiorata del Corpus Domini”, ma anche per il concorso “Finestre, balconi e vicoli fioriti”, con cui vengono premiati gli angoli più pittoreschi e meglio decorati, del centro storico. Vi sono tante targhette in ceramica, che ricordano i titoli vinti, di anno in anno, dai vari partecipanti.

L’errore più grosso che si possa fare, è pensare che la fioritura di Spello, sia limitata alla bella stagione: niente di più sbagliato. Mentre ci apprestiamo a visitare Spello in un giorno d’autunno, scopriamo che il borgo è un inno a questa stagione! Cascate di foglie dai mille colori, bacche, ciclamini, edera ed erica. Composizioni artistiche, di una delicatezza pittorica.

Nessun angolo è trascurato. Ogni singolo passaggio, vicolo o finestra, racconta tutto l’amore degli abitanti di Spello, per questo gioiello che fa parte del circuito “I borghi più belli d’Italia”. Un titolo meritatissimo. La mia mente sognatrice, però, va ai piccoli, graziosi balconi, decorati come cartoline. Sarà che il mio pollice nero verde, è alquanto discutibile (penso di essere l’unica in grado di ammazzare le piante finte), ma vedere questi capolavori, mi fa sognare.

Desidero da sempre, un balconcino decorato ad arte su cui leggere, scrivere e rilassarmi. La cosa incredibile, è che avrei persino lo spazio per realizzarlo! Ma quando si tratta di piante, fiori, arredo d’esterni, io divento un mulo. E sto insultando il mulo. Non riesco a visualizzare, realizzare né far sopravvivere nulla. Ma lo vorrei tantissimo…

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Visitare Spello in un giorno, scoprendo le sue architetture religiose.

Alle 14 di un pomeriggio d’autunno, Spello è vuota. Conto forse dieci visitatori: una situazione perfetta! Nessuno si piazza davanti al mio obiettivo, io e Daniele possiamo passeggiare senza pestare i piedi delle persone e senza ricevere gomitate.

Poi il silenzio, che accompagna i nostri passi, interrotto solo dalle risate dei bottegai, oppure degli abitanti. Ciò di cui non mi ero resa conto durante la prima visita a Spello, è che il centro avesse dei cittadini! No, sul serio! C’erano talmente tanti turisti, da non riuscire a percepire nulla: non le persone, non la grandezza del borgo, non la sua portata artistica.

Oggi, invece, io e la seconda metà del blog, sentiamo attraverso la pelle d’oca, quanto è gradevole e profondo, visitare Spello in un giorno d’autunno, come se il centro storico riuscisse finalmente a far sentire la propria voce.

Scivoliamo piano lungo i vicoli, soffermandoci su quel patrimonio immenso di palazzi gentilizi e chiese. La Collegiata di Santa Maria Maggiore, è chiusa per restauri ma, sulla piazzetta limitrofa, la vita continua a scorrere serenamente. Nelle taverne e nelle enoteche, alcuni avventori si godono gli ultimi tiepidi raggi di sole del pomeriggio, pranzando all’esterno.

Proseguiamo la passeggiata, muovendoci di vicolo in vicolo, al termine del quale si trova sempre qualche slargo con una chiesetta. Alcune chiuse, ad esempio la piccola San Martino; altre più famose come quella di Sant’Andrea, con la “Madonna in trono e Santi” del Pinturicchio, o San Lorenzo, dal bel tabernacolo quattrocentesco, aperte ai visitatori.

Eppure è San Severino, all’apice del borgo, a conquistarci. Non solo per il suo pittoresco portico ma, soprattutto, per la posizione a ridosso del belvedere di Spello. Una distesa di panorami, sfumature, ulivi: la bellezza più rappresentativa, di questo angolo di Umbria.

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Visitare Spello in un giorno, lasciandosi condurre dalla curiosità.

Dall’Arco Romano, nei pressi di San Severino, scendiamo lungo la scenografica Via Cappuccini, fino a raggiungere il Monastero delle Clarisse. Questa è una parte di borgo, che non avevamo visto la volta scorsa.

Visitare Spello in un giorno d’autunno, significa anche che la luce inizia a calare presto, che la foschia prende il sopravvento nel tardo pomeriggio, per cui ogni cosa vista o non vista, assume un’aura diversa. Magica. Incantata.

Ritorniamo verso Via Torre Belvedere, dalla quale scendiamo lungo l’antico vicolo Borgo di Via Giulia. Le ombre di Novembre si allungano, creando disegni astrati sui muri in pietra degli edifici. Tra continui passaggi a volta, angoli delicati e vie impervie, è Spello a guidare i nostri passi.

L’aria è frizzante, rispetto al tepore che ci ha accompagnati per tutta la giornata, eppure è un mutamento che non crea disturbo. E’ parte stessa della stagione, un valore aggiunto allo spettacolo di questa Spello autunnale, che si sta lentamente preparando per la sera.

Arriviamo a ridosso della grandiosa Porta Venere, al tramonto. La guardiamo dall’alto, mentre si incendia col tocco dell’ultimo sole, rappresentante di un passato, in cui Spello era una cittadella fortificata, con un perimetro di mura molto più ampio degli odierni 2km.

Spello è stata una ricca città romana che, con la calata dei barbari, ha visto il proprio ruolo decadere a misera borgata. Eppure, mentre visitiamo il centro storico, quello che appare a noi, è la grandezza dell’epoca in cui divenne libero Comune. Toccare il fondo, ma poi risalire, lasciarsi sottomettere e distruggere, per poi tornare a risplendere. Spello è questo e molto di più.

Visitare Spello in un giorno d’autunno, ci ha mostrato tutta la potenza visiva e sensoriale di uno dei luoghi più belli, che i nostri occhi abbiano mai accarezzato.

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Dove dormire e mangiare, per visitare Spello in un giorno.

Abbiamo soggiornato a “Il Roseto Country House” di Assisi, una splendida residenza, gestita in maniera esemplare da Massimo e Rosita. Le atmosfere, gli ambienti e i piatti, sono ricercati ed indimenticabili. Il panorama su Assisi, mozzafiato. La struttura, gode di una posizione perfetta, per la visita dei borghi umbri e dista da Spello appena dieci minuti d’auto.

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Dove parcheggiare a Spello.

Ci sono parcheggi a pagamento attorno alle mura. Durante la nostra visita di Novembre, abbiamo notato che si può lasciare l’auto gratuitamente dalle 13 alle 15 (ricontrollate prima!!!).

Dato che due ore, per visitare il borgo di Spello, sono davvero limitate, vi consiglio di pagare parte della sosta, oppure cercare dei posti liberi.

Noi abbiamo trovato parcheggio gratuitamente in Via Paolina Schicchi Fagotti. Si tratta, però, di appena 4 o 5 posteggi, per cui non è detto che siano disponibili.

Claudia B.

“Umbria d’Autunno”, è un progetto di “Voce del Verbo Partire-Travel Blog di Claudia Barbieri”

26 Commenti

  1. Questo ce l’ho, questo ce l’ho!!
    Ok, momento scema all’assalto finito. Come sai sono stata a Spello due volte quest’anno, ad inizio febbraio e a fine settembre. Abbiamo trovato giornate splendide, ed il paese semideserto. E privo dei suoi sfavillanti colori, l’unica cosa che mi è un po’ dispiaciuta. Vorrei tornarci a primavera, magari verso fine aprile, quando la calca ancora non l’ha raggiunto ma già si vedono i primi boccioli. Eppure nonostante il periodo abbiamo trovato una signora che ci chiedeva un parere sui suoi fiori, giustificandosi per non tenerli in bella mostra durante tutto il corso dell’anno. Un luogo fuori dal tempo <3

    1. È incantevole, il fatto che le persone abbiano un tale amore e dedichino tanto tempo, alla cura dei loro ‘angoli da sogno’, a Spello. Trovo che sia straordinario, non solo perché, personalmente, sono incapace di prendermi cura anche di un cactus, ma soprattutto perché questi cittadini si impegnano davvero, facendo del gran bene anche al proprio borgo! Lo dimostra l’esempio che tu hai fatto!
      PS: fine Aprile è un buon momento… approfittane!!!
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  2. Prima o poi i vigili terranno d’occhio i tuoi post per piazzare i parcheggi a pagamento dove tutti si rifugeranno grazie a te!
    Lo dico con ironia ma ovviamente so benissimo quanto sono preziose queste informazioni visto che ogni volta mi dico “dove parcheggiare?”
    Quanta poesia hai espresso a parole Claudia. Il borgo è bellissimo ancor più che è davvero curato. Mi ricordava Locorotondo e in effetti in comune c’è quella specie di gara a chi si impegna a tener curato il proprio angolino. A volte basta poco per motivare la gente, no?

    1. Anche a me ha ricordato Locorotondo! In versione pietra, al posto della calce, ma praticamente la manifestazione è la stessa. Secondo me, in effetti, queste sane competizioni, aiutano tantissimo nelle migliorie. Le persone hanno voglia di impegnarsi, di partecipare, di apportare cambiamenti, di prendersi cura del loro borgo, anche a favore dei visitatori.
      Tra parentesi: tu non ci crederai ma, mentre scrivevo quell’informazione sui parcheggi, ho pensato a quando feci lo stesso con Polignano a Mare…e mi sono chiesta se qualcuno mi sarebbe venuto a cercare per picchiarmi (tipo negozianti o abitanti), ahahahahahah!
      Ti abbraccio,
      Claudia B.

  3. Ti ho seguita su Instagram e il post è solo una conferma di quanto visto nelle foto <3 Ti capisco quando dici che è un paese con l'anima: i borghi dell'Umbria e della Toscana (e non solo loro: direi la maggior parte dei borghi) ha in sé qualcosa di magico. Sarà il silenzio, sarà la natura, sarà il caffè… Scherzo (la battuta è della pubblicità Lavazza. Sono pessima) :'D

    1. Invece sei fortissima 😂! Hai proprio ragione, potrebbe essere merito di una qualsiasi di queste cose, ma i borghi italiani sono ammalianti!
      È possibile non stancarsi mai di visitarli? È possibile che sappiano trasmettere così tante splendide emozioni? Ma soprattutto, e qui entro nel campo ‘Italiaterapia’: è mai possibile che passeggiare nei borghi italiani, faccia stare meglio la nostra anima? Perché secondo me hanno qualcosa di curativo…
      Bacioni,
      Claudia B.

  4. Bellissima Spello!! Ci sono stata tre anni fa, nell’ultimo weekend d’estate. Turisti non pervenuti, i vicoli tutti per noi.. come dici tu, una meraviglia!! ❤ Un borgo dai ritmi lenti, che hai reso magnificamente con le tue foto, mi è sembrato di tornare lì e di questo ti ringrazio.
    Mi piacerebbe ora visitare Spello anche durante l’infiorata, mi incuriosisce davvero molto!
    Però tu Cla mi devi spiegare questa storia del pollice nero, sto ancora ridendo da quando ho letto che fai morire le piante finte.. 🤣
    Ti abbraccio!

    1. Giuro che penserò ad un post dedicato, per spiegare al meglio questa mia incredibile tendenza ad uccidere piante vere, finte, grasse…Devo dire che ho uno stile incredibile, a volte mi stupisco anche io. Pensare che mi piacciono tantissimo, amo piante e fiori. Semplicemente appeno le vedo penare all’idea di venir acquistate da me, provo pietà e le risparmio 😉 Le piante finte risentono della mia fissazione per le pulizie: in pratica muoiono a colpi di spolvero!
      Spello, per fortuna, ha abitanti molto più attenti e capaci di me, che sanno curare con amore e sapienza il loro splendido borgo. Sempre affascinante, sempre oggettivamente bello, quando però si svuota dai turisti è semplicemente straordinario…
      A presto Silvia, buona serata!
      Claudia B.

  5. Come darti torto Claudia! Ma chi l’ha detto che la primavera sia la più bella, Botticelli forse? Non vale! 😛
    Anche perché l’autunno è mite uguale, è profumato anche DEPPIU’, i colori non fanno per niente invidia a quelli primaverili e a modo suo è ugualmente una stagione della rinascita (mi riferisco agli appetiti). Si, io continuo a preferire l’autunno! E trovo che borghi come Spello siano perfetti in questo periodo ma guarda che belle foto che hai fatto! *_* E mi piace un sacco anche come l’hai descritta!
    Però come sarebbe che fai morire le piante finte? 😀 😀 😀 Io non ho il pollice verde ma neanche uccido le piante finte hahahah! Qualche anno fa acquistai su Ebay dei semini di Frangipane, quel fiore stupendo polinesiano (forse l’hai incontrato in Thailandia). Pianto i miei e il resto della bustina lo regalo alla vicina di casa che in tutto il quartiere è conosciuta come Flora, la fata delle piante 😀 Per fartela breve dai miei nascono delle piantine diversamente abili che non hanno MAI cacciato un fiore. E porcamiseria da quelli della vicina nascono due frangipani stupendi e con fiori diversi, che fioriscono fino a novembre inoltrato! Capisci? Stesso balcone, stesso sole e stessa acqua! Che rabbia! Tra l’altro ho saputo che le persone le portano le loro piante in fin di vita…e meraviglia dopo una settimana si riprendono! Una volta le ho chiesto il suo segreto, mi fa: “sai ho la sala rianimazione per le piante” dove?-chiedo io- “nel bagno” 😀 😀 😀
    Buona serata! :**

    1. Lo sapevo che, il bagno della vicina, è sempre più profumato!!! Giurami che la storia dei frangipane è vera…perché devo assolutamente raccontarla alla ‘mia personale Flora’, stalker mamma, che non sembra nemmeno la mia genitrice, considerando cosa lei fa alle piante, confronto a cosa IO faccio alle piante. Ti dico solo che, quando torno dai miei viaggi, le simpatiche creature iniziano a piangere per restare con lei.
      In questo momento, comunque, vorrei tanto una foto delle tue piantine diversamente abili: secondo me ti hanno fregata quelli di Ebay. Qualcosa mi dice che il pacchettino è stato manomesso e tu, ovvio, hai pescato i semi intrusi 😉
      E comunque si, anche le piante finte, con me, sono sofferenti. Forse dipende dal metodo intensivo di spolvero, a cui le sottopongo. Sappi che a Spello, quando si è sparsa la voce del mio arrivo, si è diffuso il panico. Infatti avevo persino paura ad avvicinare quelle belle composizioni, di rovinarle con la sola presenza…
      Detto fra noi: chi dice che “l’autunno è una seconda primavera”, ha perfettamente colto nel segno. La ricchezza di colori, profumi, emozioni di questa stagione, è unica! Oltretutto un periodo meraviglioso per scoprire il territorio, personalmente quello che preferisco, perché secondo me ha qualcosa di magico!
      Un bacione e grazie per i complimenti, sei sempre un’Orsa Tenerona *_*
      Claudia B.

  6. Adoro Spello e mi piace tantissimo come l’hai definito: un paese con l’anima. Non mi stancherei mai di andare su e giù per le sue strade, di sbirciare nelle botteghe e di cercare angoli nascosti. Un gioiellino che contribuisce a rendere l’Umbria una delle regioni più suggestive d’Italia. Che bello rivederla nel tuo racconto!

    1. Grazie per le tue parole, Ilenia! Mi sono innamorata follemente di Spello, durante la prima visita del 2006…ma stavolta, ecco, l’ho sentita davvero. Non solo perché l’ho affrontato in maniera diversa, ma proprio perché anche il borgo sembrava diverso. Più disteso, più d’atmosfera. Magico!
      Mi fa piacere avertelo fatto rivivere con il mio racconto, speravo di riuscirci 🙂
      Baci,
      Claudia B.

    1. In autunno Spello incarna la perfezione. E’ un borgo bello, sempre! Ma l’autunno gli dona la calma, la pace, un’aura quasi impalpabile. Dopo averlo visto con il pienone di turisti, tipico della bella stagione, devo dire che questo ritorno è stato amore immediato. Abbiamo davvero ‘sentito’ l’anima di Spello.
      Bacioni,
      Claudia B.

    1. E’ un piacere Angelica! Spello a mio avviso, è uno dei borghi medievali più belli in assoluto. Il solo consiglio che mi sento di darvi, proprio perché so che cercate atmosfere vere, sentite, è di visitarlo in autunno o, addirittura, a ridosso del Natale. In primavera ed estate è tutto molto bello, ma eccessivamente preso d’assalto dai turisti. Quindi per godersi davvero il borgo, meglio un periodo diverso. La bellezza resta la stessa 🙂
      Bacioni,
      Claudia B.

  7. Vedendo il titolo nell’anteprima via mail mi sono chiesta dove avessi sentito il nome di questo borgo, e in effetti mi sa che è proprio in relazione all’infiorata e ai suoi fiore che, come te, è meglio se mi limito a guardare da lontano… Anche a me piacerebbe almeno un angolino che possa ricordare lontanamente una delle finestre di Spello, ma non c’è niente da fare. Hai presente tutti quelli che sostengono che mantenere un’orchidea e farla rifiorire anno dopo anno siano semplicissimo? “Basta che la lasci lì e fa tutto da sola” – dopo 15 giorni in mia presenza i fiori cadono a terra stecchiti 😉

    1. Ahahahahahah, tu non sai quanto ti capisco! Ti dico solo che, mentre facevo le foto, mi sono tenuta debitamente distante per non ammazzare fiori, con la mia sola presenza. Guarda, io ci ho provato. Anzi, in particolare nel 2012, avevo deciso di rendere il mio spazioesterno, simile a quelli visti a Spello anni prima. Silvia…una tragedia. Io ce l’ho messa tutta, ma vuoi il caldo torrido, gli insetti, la mia sola presenza, ho ucciso più surfine io, che formiche il pesticida. Da allora ho detto basta! Però, quanto mi piacerebbe essere più creativa e meno assassina: mi preparerei proprio un angolino come quelli visti in Umbria!
      Bacioni,
      Claudia B.

  8. Spello è uno dei Borghi medievali più graziosi dell’Umbria. Lo amo molto; così come amo uno dei personaggi più illustri: il maestro Norberto Proietti. Proprio a Spello, in Via Cavour, è ubicata la galleria museo a lui dedicata ove è possibile ammirare alcune sue opere, famose per i piccoli operosi frati.

    1. Ma grazie per la segnalazione! Non mancherò una visita, la prossima volta che tornerò a Spello 🙂 Anche perché è un luogo talmente bello, che difficilmente ci si va soltanto una volta. Adesso, ad esempio, mi piacerebbe molto vederla a Natale. Ecco, a quel punto approfitterò per visitare la galleria!
      A presto,
      Claudia B.

  9. Devo ammetterlo: Spello non si smentisce neanche in autunno.
    E’ splendida, anche se devo ammettere che i fiori in quella città sono vivaci come in primavera… ma che gli mettono dentro quei vasi?! A me non sopravvive neanche una misera piantina di basilico.
    Ah! Sto anche rosicando perché le tue foto sono perfette senza turisti intorno ahaha
    Un bacione Cla

    1. Siamo in due mia cara! Da me anche io fiori finti appassiscono. Per non parlare della morte delle piante grasse. Praticamente se mi avvicino ad una pianta, quella scappa perché sa già che fine farà! E non scherzo…
      In effetti, non mi aspettavo di trovare Spello così rigogliosa anche in autunno. Una bellezza assoluta! E non vorrei infierire, ma nemmeno una ‘testolina da tagliare’, ti rendi conto?
      Bacioni,
      Claudia B.

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