Una giornata alla scoperta di Padova

Chi ama viaggiare sa che ogni scusa è buona per una fuga: che sia di una sola giornata o più, in Italia o all’estero, non importa.
Persino il ritiro prima della Cresima di tuo fratello può diventare il capro espiatorio per fare una gita fuori porta! Ebbene si, cari lettori, l’ho fatto davvero: mi sono infiltrata nella giornata di ritiro dei ragazzi della Cresima.
A mia discolpa posso dire due cose: primo non ero mai stata a Padova e desideravo visitarla; secondo, mia mamma era con me, anzi l’idea è stata sua e, a ragion del vero, voglio specificare che abbiamo pagato la quota di partecipazione! Insomma, siamo due infiltrate, certo, ma due infiltrate onesteStabilita la nostra posizione regolare ai fini fiscali, direi di passare a ciò che mi sta a cuore, Padova
Era il 2006: io ero giovane e, ancora, le ossa ancora non mi scricchiolavano tipo film horror. Dalle foto che ho inserito in questo racconto, si evince che ero sbarazzina ed abbronzata. E’ vero, è trascorso qualche anno da allora ma, per Voce del Verbo Partire, ho fatto salti temporali ben più consistenti di questo che, alla fine, è di soli dieci anni, quindi non mi è andata poi male.
Le ossa e l’abbronzatura, invece, sono quello che sono, oramai… Date tutte le specifiche tecniche del caso, direi di abbandonare ogni reticenza, per volare con la mente a quel soleggiato giorno di giugno, del 2006.
Padova è un centro che risale all’era preistorica, con insediamenti presenti già nell’XI e nel X secolo a.C. Secondo la leggenda, la città fu fondata dal principe troiano Antenore, che scampò alla distruzione di Troia…
In realtà questa leggenda è tale fino alle radici, nel senso che venne diffusa da Tito Livio per dare alla propria città un’importanza che la paragonasse a Roma. Ancora oggi è possibile visitare la presunta Tomba di Antenore, un monumento ad edicola di origine medievale, nell’omonima piazza.

Dal 226 a.C. i patavini si allearono con i romani per contrastare i Galli Cisalpini, un’unione che si consolidò nei secoli, fino al 49 a.C. quando Padova divenne Municipio romano. Anzi, in epoca augustea, Padova divenne uno dei principali centri della Regio X, una delle regioni in cui fu divisa l’Italia.

Sicuramente la produzione di lana pregiata e il fatto di trovarsi sui più importanti nodi viari dell’epoca, la portarono a crescere notevolmente e divenire uno dei centri romani per eccellenza.
Padova subì grosse devastazioni durante le invasioni barbariche e, nel Medioevo, si costituì libero Comune. Proprio a questo periodo risale la fondazione dell’Università, una delle più antiche d’Italia. Con la conquista da parte della Repubblica di Venezia, all’inizio del XV secolo, Padova perse importanza politica, ma trascorse un lungo periodo di pace e sostanziale libertà, a livello di arte, studio e circolazione di idee.
L’Università richiamò docenti e studenti anche dall’Europa, oltre a personaggi di spicco come Galileo Galilei. E’ a questo periodo che risale l’edificazione della cinta muraria da parte della Repubblica di Venezia, che volle fortificare la città contro invasori e possibili assedi.
Padova restò assoggettata alla Serenissima fino al XVIII secolo, quando venne ceduta momentaneamente a Napoleone Bonaparte. Nel 1815 passò al Regno Lombardo-Veneto ma, il fatto di venir controllata dall’Austria, portò a violente insurrezioni studentesche, che si protrassero fino al 1866, quando la città entrò a far parte del Regno d’Italia.

Il nostro itinerario alla scoperta della città di Padova, inizia dall’eccellente biglietto da visita costituito dall’immenso Prato della Valle, uno slargo imponente ed elegantissimo, la cui struttura attuale risale al XVIII secolo, seppure l’aera era già conosciuta ed utilizzata al tempo dei romani.

L’ellittica Isola Memmia, circondata da un canale alimentato dall’Alicorno, su cui svettano due file di statue, è il punto focale dell’intera vastissima piazza, una delle più ampie non solo in Italia, ma a livello europeo. In lontananza, a dominare questo spazio grandioso, è la mole della Basilica Abbaziale di Santa Giustina.

I ragazzi hanno appuntamento alla Basilica di Sant’Antonio, per il loro ritiro pre-Cresima, pertanto raggiungiamo l’importane centro religioso dove, una volta lasciato il gruppo ai propri impegni, io e mia mamma possiamo ampiamente dedicarci alla visita del sito: in fondo noi siamo qui per questo! Per fare le “infiltrate regolari” a scopo turistico. Ed essendo la Pontificia Basilica una delle più grandi chiese al mondo, posso assicurare che c’è tanto da visitare…

La Basilica di Sant’Antonio, non è la Cattedrale della città, ma è il luogo in cui sono conservate le reliquie di Sant’Antonio, nel quale confluiscono milioni di pellegrini ogni anno.

Nel Medioevo, questa zona faceva parte della periferia cittadina e, proprio qui, sorgeva una chiesetta in cui Antonio soggiornò per meno di un anno. Eppure, quando morì, il 13 giugno del 1231, il suo corpo venne portato in questo angolino di pace, come da lui espressamente richiesto.
Da quel momento, iniziarono a verificarsi eventi e guarigioni miracolose, che richiamarono credenti da ogni parte d’Italia e anche da oltreconfine: si decise, così, di chiedere la santificazione di Antonio, cosa che avvenne velocemente, nel maggio del 1232. Dopodiché la piccola chiesa tanto cara al Santo, fu sostituita da una grandiosa struttura, che inglobò la stessa chiesetta come Cappella della Madonna Mora.
La miscellanea di stili che caratterizzano la Basilica è splendida: la facciata a capanna romanica; le cupole in stile bizantino; i contrafforti che diventano archi rampanti in stile gotico; i campanili che ricordano i minareti… Tutti questi elementi si fondono tra loro i maniera grandiosa e di grande impatto, riempiendo e attirando gli sguardi da ogni angolo di Piazza del Santo.
Non me ne voglia Donatello, che tra parentesi amo, ma persino il suo Monumento Equestre al Gattamelata, eretto in onore del condottiero della Repubblica Veneta Erasmo da Narni, si perde di fronte a tanta imponenza architettonica!

Ci lasciamo assorbire letteralmente negli infiniti particolari del monumentale interno, una croce latina suddivisa in tre navate: cappelle, monumenti funebri, altari, mausolei; le reliquie che rimandano alla storia di Antonio. Per non parlare della sacrestia e dei bellissimi, lussureggianti chiostri dove, alla fine della mattinata, raggiungiamo i ragazzi per la pausa pranzo.

Nel pomeriggio proseguiamo con la visita della città di Padova, davvero elegante ed accogliente, caratterizzata da un lungo susseguirsi di portici, sotto cui ripararsi dalla calura estiva.

In realtà, i portici sottolineano in maniera molto raffinata le grandiose facciate dei palazzi signorili, nei quali si riscontra tantissimo lo stile veneziano: secoli di dominio non potevano di certo passare senza lasciare segni.

Giungiamo nei pressi dello storico Caffè Pedrocchi, conosciuto come il “Caffè senza porte”, in quanto rimaneva aperto giorno e notte, per accogliere intellettuali, studenti, politici. Qui nacquero alcuni tra i moti più importanti del Risorgimento.
Passeggiando raggiungiamo due piazze simbolo di Padova: Piazza della Frutta e Piazza delle Erbe, che per secoli costituirono il centro commerciale della città. Anzi, ancora oggi vi si svolgono grandi mercati e fiere. Potremmo dire che, queste due piazze, rappresentano da sempre la quinta che accoglie le manifestazioni popolari.

A dominare gli slarghi è il Palazzo della Ragione, antica sede dei tribunali cittadini, edificato dal 1218. Su Piazza della Frutta in particolare, invece, è ancora possibile ammirare la Torre degli Anziani, una torre civica di origine medievale.

Proseguendo nella passeggiata, accediamo al salotto per eccellenza della città di Padova: Piazza dei Signori. Per secoli luogo in cui si svolsero manifestazioni ufficiali, tornei, giostre, il bellissimo spazio rappresenta da sempre il palcoscenico di rappresentanza di Padova.

Suggestiva, raffinata, nacque nel XIV secolo in seguito alla demolizione di un quartiere che si trovava proprio davanti alla Chiesa di San Clemente, ancora oggi parte della piazza stessa. L’idea era quella di creare un notevole spazio introduttivo all’ingresso della Reggia che, Ubertino da Carrara, condottiero e signore di Padova, stava facendo edificare.

E, porta orientale della dimora signorile, era ed è la Torre dell’Orologio, simbolo stesso di Piazza dei Signori, che sorge stretta tra Palazzo del Capitano e Palazzo dei Camerlenghi. Nel XV secolo venne decorata con il bellissimo orologio astronomico.

La nostra passeggiata prosegue verso Piazza Duomo la quale, come dice il nome, è caratterizzata dalla presenza rassicurante ed imponente della Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta e del Battistero.

La struttura del duomo così come appare oggi, risale al XVI secolo e, alla sua costruzione, partecipò Michelangelo Buonarroti (per conoscere la sua terra cliccate qui).

Dato che troviamo chiuso l’interno, decidiamo di visitare l’incantevole Battistero di San Giovanni, capolavoro del romanico, la cui edificazione iniziò nel XII secolo. Ci sediamo all’interno, lasciandoci rapire dal ciclo di affreschi di Giusto de Menabuoi, in un suggestivo e raccolto silenzio, che ci permette di godere appieno di queste immagini straordinarie…

Riprendiamo a passeggiare per la città che, nel frattempo, si è riempita di un’allegra folla: tra visitatori, cittadini e pellegrini, Padova è davvero un centro vivace e variopinto!

In un susseguirsi di scorci pittoreschi su canali e palazzi sontuosi, dopo aver fatto riposare qualche minuto la truppa di ragazzi irascibili, concedendogli un fresco gelato, raggiungiamo nuovamente il Prato della Valle, per visitare il vicino Orto Botanico universitario di Padova. 

Una vera punta di diamante questo giardino il quale, per aver mantenuto la sua collocazione originaria sin dal 1545, costituisce un’eccezione unica al mondo. Dal 1997, l’Unesco ha dichiarato il sito “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

Un momento sospeso nel tempo, quello dedicato alla scoperta del verde polmone storico di Padova. Uno spazio unico, di una grazia sublime, in cui è possibile ammirare qualcosa come 3500 specie diverse di piante, con fontane, piscine dedicate alle piante acquatiche, piante secolari, scorci assolutamente pittoreschi!

Una visita straordinaria, fatta di verde a profusione, inondato dai fragranti profumi della natura e dal melodioso canto degli uccellini…

Una giornata di inizio estate a Padova può essere questo e molto altro: si tratta di una grande città d’arte, bellissima ed affascinante e, i percorsi di visita, possono essere composti e rielaborati aggiungendo architetture religiose, musei, viali e piazze a profusione.

Quella che vi ho presentato io è solo una delle tante possibilità, ma gli itinerari a disposizione sono infiniti. Tocca a voi, cari lettori, tagliare e cucire la vostra visita, creando un circuito adatto alle vostre esigenze, come si trattasse di un abito che deve calzarvi a pennello!

Claudia B.

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