Viaggio dunque sono

Prima di ricevere lettere minatorie ed insulti da filosofi e studiosi, chiedo pubblicamente scusa a Cartesio, ma sia chiaro che non intendo ritrattare il titolo. Voglio anzi ribadire a chiare lettere il concetto:
VIAGGIO DUNQUE SONO.
E ora veniamo alle motivazioni di questo articolo, al perché mi è saltato in mente di sfogarmi nel blog, dedicando ai miei pensieri un intero post: lo faccio perché ho seriamente bisogno di mettere nero su bianco quello che sento, il mio modo di vivere in funzione del viaggio. Lo faccio perché vorrei rispondere a chi da una vita mi intima-più o meno direttamente, più o meno velatamente- di porre un freno a questa passione grande come il cielo.
Lo faccio perché sono stanca di farmi colpire dalla negatività delle persone, che non perdono occasione di interpretare moderni oracoli, predicendo la fine dei miei viaggi: ebbene, sappiate che- udite udite- non intendo ascoltarvi!
Non mi ha fermata uno stipendio da trecento euro al mese, non mi ha fermata il mutuo, quindi vediamo di darci un taglio con questo erogazione non richiesta di sfiga perché, che vi piaccia o meno, io non intendo rinunciare ai viaggi. E parlo anche a nome della mia dolce metà, che non lo ammetterà mai ad alta voce, ma non riconoscerebbe se stesso senza il viaggio.
Sfogo. Questo post è uno sfogo, una raccolta di riflessioni, una dichiarazione d’intenti: 
VIAGGIO DUNQUE SONO
Oggi abbiamo fatto il classico giro in moto del sabato pomeriggio e, mentre rientravamo, mi sono trovata immersa in una serie di pensieri molto concreti, pesanti, che mi hanno portata ad aprire il pc appena arrivati, per scrivere a fiume un riassunto di quanto mi è passato per la testa. Perché andare in moto è anche un istante di riflessione, un incontro con se stessi, un’analisi profonda della propria esistenza.
Viaggiamo da quando abbiamo compiuto 21 anni e, nel bene o nel male, nel limite delle nostre possibilità, non ci siamo mai fermati. Mai. E’ vero, non facendo l’università (io), e lavorando sin da ragazzino (Daniele), ci siamo ritrovati presto con uno stipendio a disposizione.
Lavori duri, pesanti, spesso (nel mio caso) retribuiti da schifo, eppure lavori che ci hanno permesso onestamente e senza chiedere nulla, di iniziare a viaggiare.
Fino a quando siamo stati fidanzati, per cui in casa con i nostri genitori, non ci siamo dovuti occupare di spesa, utenze e tutto quanto comporta l’indipendenza, pertanto viaggiavamo, andavamo spesso a cena fuori e, perché no?, acquistavamo vestiti firmati.
Nel frattempo, chi ci stava intorno, con una sorta di acido mantra, usava ripeterci: “Ahhh, si, fate bene a viaggiare adesso, perché poi quando avrete un mutuo e tutte le spese…”. Sapete, non era la sola insinuazione a farmi incazzare, no. Erano soprattutto i puntini di sospensione che, nella mia mente contorta, interpretavo con questo seguito: “Si divertiti, che tanto prima o poi diventerai scoglionata come me, perché se non riesco a farlo io, non lo farai nemmeno tu”.
Lungi da me l’essere contro al fatto di soddisfare le aspettative delle persone (che cuore tenero!), però sapete: eccheccavolo! No! No e ancora no! Se tu fai scelte precise nella vita e stabilisci di privarti di qualcosa a favore d’altro, sai che c’è? la decisione è tua, non mia!
Sia ben chiaro che il mio discorso non è un attacco a situazioni di vera difficoltà, ossia a persone che perdono il lavoro, oppure non lo trovano; a chi combatte contro veri problemi come ad esempio le malattie. Anche perché dubito che si rivolgerebbero con invidia alla vita d’altri. 
Il mio attacco è contro chi palesemente si aspetta che tu faccia le sue stesse scelte, come a voler giustificare il proprio operato: “io mi tolgo il piacere di viaggiare perché ho casa e figli; tu farai lo stesso. E’ la legge”. Col cavolo!

Sapete, se c’è una cosa che io non faccio, è proprio ciò che gli altri si aspettano da me: voglio dire mi sono persino rifiutata di sposarmi in bianco con un mazzo di rose, per assecondare il mio desiderio di indossare un abito rosso e portare una deliziosa composizione di bacche e verdure, figuriamoci se dò la soddisfazione ai “grandi gufi” di non viaggiare più! Sono solo stanca di ascoltare la frase: “Fate bene a viaggiare adesso…”. Perché? Dopo verrà posto un veto? Finirà il mondo? 

Per cui, nel momento in cui abbiamo comprato casa, iniziato i lavori di ristrutturazione e, alla fine, preso possesso della nostra piccola dimora, pur in un momento in cui le spese ci stavano uccidendo, non ci siamo fermati. Nemmeno da quando io sono senza lavoro, ci siamo fermati. Partire è un verbo che ha continuato a far attivamente parte della nostra vita. Non si dica che, all’apertura del blog, non sono stata coerente nella scelta del titolo…
A quel punto, i disfattisti- d’ora in poi li chiamerò così- sono rimasti sconvolti. Ma come? E il pronostico malaugurante che fine ha fatto? Ma questi due non hanno le bollette? In realtà è tutta una questione di scelte.
Voi, che avete predetto con sicurezza il mio futuro, magari non sapete che, per assecondare le nostre passioni -viaggi e moto- rinunciamo a tante altre cose.
Voi probabilmente andate a prendere aperitivi, vi concedete cene fuori, non controllate il consumo di energia elettrica; noi, siamo attenti ad ogni utenza fino allo sfinimento; non siamo mai andati a prendere un aperitivo, perché è molto più divertente mettere 20€ di benzina nella moto che buttarli in un bar; evitiamo cene fuori e locali; io mi taglio i capelli ogni quattro mesi e non sono mai andata dall’estetista; né io né mio marito abbiamo alcun tipo di vizio; la spesa la si fa con estrema attenzione; gli abiti acquistati al mercato sono splendidi e, se permettete (ma anche se non permettete) ciò che risparmiamo lo usiamo per viaggiare
Tanto che, una volta capito come gestire casa, spese e tasse, abbiamo iniziato a viaggiare più di quando eravamo due giovani fidanzati a carico dei genitori…guarda un pò! La sola accortezza è stata cambiare il modo di spendere.
E pensate che di fronte a tanta sfacciataggine, di fronte all’evidente scostumatezza di non assecondare i loro tristi pronostici, i disfattisti ci abbiano detto bravi? Oppure che abbiano pianificato un nuovo attacco diretto?
Domanda retorica…Le loro menti diaboliche hanno rielaborato l’acido mantra, mutandolo in: “Ma si, fate bene, fatelo adesso, approfittatene, perché quando arriveranno i figli…”Ma porca puzzola, voi e i vostri puntini di sospensione!!! Non vi dico dove metterli perché voglio comportarmi da Signora. Ma che cavolo di rabbia! 
Vediamo, però, di dare qualche risposta diretta e ben indirizzata, partendo dal presupposto che, apriti cielo, conosco persino genitori (ovviamente ricchi possidenti alieni) che viaggiano con i propri figli: 
  • tu, chiunque tu sia, non sai nemmeno se io i figli li voglio o li posso avere e, in ambedue i casi, sono cavolacci miei e di mio marito, non tuoi; 
  • tu, chiunque tu sia, ma te l’ha mai detto nessuno che i bambini possono viaggiare? Che non sarà semplice, non sarà una passeggiata, non sarà economico, ma puoi portarli in viaggio con te?;
  • tu, chiunque tu sia, sai che non c’è l’embargo e i bambini possono persino salire in aereo?;
  • tu, chiunque tu sia, lo sai che esistono anche genitori che, pur avendo figli, viaggiano con loro e, per dirne una, a volte si concedono pure di uscire in moto da soli, affidando i pargoli ai nonni?
Riassumendo: oh popolo delle grandi verità, sapete che se la vostra scelta è caduta sul “mi chiudo in casa”, non è detto che anche io opterò per la stessa soluzione??? Non metto in dubbio che sarà più costoso, più complicato, di certo bisognerà arrabbiarsi più che nel gestire solo due adulti, partire persino due volte in meno per ottimizzare le spese…ma ciò non significa non doverlo fare, solo riadattare metodi e tempistiche. 
Ciò che mi fa perdere letteralmente il lume della ragione, è la convinzione dei disfattisti di possedere la verità assoluta.
Non perché io sia completamente pazza o viva in un mondo parallelo, nuotando in una montagna d’oro come Zio Paperone, al contrario. Ma perché questa immensa passione, io e mio marito la coltiviamo attraverso un onesto lavoro e una serie infinita di rinunce, che oggettivamente non ci pesano, ma che diventano zavorra nel momento in cui la malignità dei disfattisti si spande come veleno, facendoci passare per bambini fortunati e stra-viziati che possono permettersi qualunque cosa e, prima o poi, si vedranno togliere tutto perché è così che va la vita. Ma fate davvero-davvero? Bene, allora vi dico una cosa:
VIAGGIO DUNQUE SONO.

Perché per me viaggiare è vita, è aria, è passione vera! Voi, miei cari disfattisti, potete scegliere di spendere il vostro denaro come volete, tra ristoranti, abiti ed estetiste; io scelgo di rinunciare a tutto per donarmi ossigeno, per regalarmi un viaggio da condividere con mio marito e, se decideremo di averne, con i nostri figli. 
Perché il viaggio mi ha resa ciò che sono, perché il viaggio mi ha ridato la vita dopo un periodo bruttissimo, perché il viaggio è stato la mia rinascita. Perché è una passione pulita ed intensa, che non ci renderà ricchi economicamente, ma costruirà un patrimonio inestimabile dentro di noi.

Perché io ho iniziato ad essere una persona migliore grazie al viaggio, perché ho iniziato ad amare me stessa grazie al viaggio, perché ho iniziato a sentirmi parte importante del mondo, grazie al viaggio. Perché: 

VIAGGIO DUNQUE SONO.
Claudia B.

22 Commenti

  1. Come ho potuto perdermi questo tuo post? Si, lo so bene anche io. C’è stato qualcuno in particolare che mi ripeteva in continuazione sta storia dei figli, come se averceli impedirebbe di viaggiare. Che non mi senta pronta ad avere figli è un conto, che mi si butti sta mezza sentenza è fastidioso.
    Eppure io spero di avere una forte voglia di avere almeno due bei bimbi a cui far scoprire il mondo con la stessa passione con cui lo faccio io.
    E poi, io vengo da una famiglia che non ha girato il mondo, ok, ma ha viaggiato tanto in lungo e in largo per tre Paesi d’Europa senza nemmeno prenotare mai nulla e con al seguito mia sorella che era piccina e camminava senza bisogno di starsene comoda sul passeggino.
    Lasciamoli parlare. Noi sappiamo cosa vogliamo. Baciiiiii.

    1. Questo è un post di un anno fa Tizzi, mi sa che allora ancora non ci seguivamo, ecco perché forse lo hai preso! In quel periodo avevo un bisogno forte di sfogare una serie di pensieri che mi assillava, cercando di non uccidere chi li aveva provocati.
      In particolare la questione legata ai figli. Tu hai appena detto una cosa molto importante: non essere pronta ad avere figli è un conto, sparare a raffica è un altro.
      Così come dare per scontato che si viaggia solo senza un mutuo, senza figli…trovo orribile che le persone debbano implicitamente augurarti o dare per scontato, che tu debba fare ciò che loro hanno fatto. E no! Ogni vita è a se!
      Che bella la descrizione di voi che avete girato l’Europa, tutti insieme, all’avventura! Un ricordo bellissimo che sarà tuo per la vita 😍…
      Bacioni,
      Claudia B.

  2. Sante parole!
    Non sai che nervoso, ogni volta, esser trattata come una mantenuta, ereditiera o narcotrafficante. In ogni lavoro che ho fatto mi son sentita dire dai colleghi “guadagniamo uguale, eppure non posso permettermi la vita che fai te”, come se davvero nel tempo libero facessi chissà quale attività illegale per “arrotondare”.
    La differenza sta nel come si spendono i soldi quando si è a casa, non è il weekend in una capitale europea a incidere sulle finanze di una persona, quanto il resto dei giorni. Le stesse mie colleghe che proprio ieri mi chiedevano dove trovassi i soldi per viaggiare, stavano parlando poco prima di vestiti, sostenendo che “100€ per un paio di pantaloni è una cifra giusta”.
    Se sapessero che anche con 20€ si trovano capi decenti, forse capirebbero “dove trovo i soldi”.

    Scusa lo sfogo 😀

    Elisa

    1. Elisa hai fatto benissimo a sfogarti, anche io ho scritto questo post come sfogo!
      Ad un certo punto senti il bisogno di mettere nero su bianco i tuoi pensieri, per non prendere a testate chi sta sempre a farti i conti in tasca. O chi ti profetizza la sua stessa vita, dando per scontato che tu DOVRAI per forza fare le sue scelte.
      A me queste cose fanno uscire gli occhi dal naso per la rabbia.
      Perché ci sta che una persona dica: “A me viaggiare non interessa”. Ma quelli che vogliono di base farti credere che tu smetterai di viaggiare, perché dovrai usare i soldi per altro, oppure per i figli, io li incenerirei a parolacce 😤
      Si tratta solo di scelte: io scelgo di rinunciare a tutto per i viaggi, tu anche e, come noi, tanti viaggiatori fanno lo stesso. Se altri preferiscono aperitivi, cene, vita mondana, abiti, ben venga…ma che poi non pretendano di fare il proprio modello di vita, la vita di tutti!
      Un bacione Elisa!
      Claudia B.

    1. Grazie Chiara! Mi impegnerò con tutta me stessa per non fermarmi mai; impiegherò ogni mia forza per continuare a viaggiare anche nei momenti in cui sembra impossibile farlo.
      Nel frattempo imparerò ad essere ancor più diretta con le persone che mi attaccano, forte anche di tutte le vostre splendide testimonianze!
      Una abbraccio a te!
      Claudia B.

  3. Chissà perchè non "notano" che ci vestiamo low cost, che non andiamo dal parrucchiere o che abbiamo un master in volantini della spesa! Credo che sta gente vada castigata con la stessa moneta, ovvero dobbiamo anche noi "farci i portafogli loro".
    Con me ci vanno cauti (sono una personcina poco convenzionale) generalmente dicono "FAI BENE"…ma quanto c'è dietro sta sorta di augurio…lo si percepisce da tono e sguardo. Sui bambini mi lasciano stare da quando ho messo in chiaro (ormai anni fa) che non ne avrei voluti. E anche lì c'è stato un periodo che avrei girato volentieri con un M16 😉
    Per il resto, io ormai vivo nell'attesa di raggiungere un badget minimo che mi permetta di prenotare il prossimo volo e il prossimo hotel.
    Tutto ciò non reca fastidio a nessuno e, di contro, di fastidi non ne voglio dagli altri.
    Detto questo Claudia sfogati pure 😉 siamo una bella community di folli che ti comprendono alla perfezione, tuttavia non trovo giusto che gli altri ci costringano a farlo(sfogarci). Se vuoi ti consiglio il negozio dove comprarlo…l'M16!
    😀 😀
    Un grosso saluto! E non ci pensare!
    Daniela

    1. Daniela, dammi il nome del negozio, perché quando staccano dalla pappardella sui viaggi, attaccano con la storia figli! Ora, ammetto che sfogarmi scrivendo, ma soprattutto confrontandomi con persone che mi comprendono, sta salvando numerose vite umane. Ma proprio tante.
      Però continuo a pensare che in un mondo ideale, ossia un mondo come dovrebbe essere, le persone dovrebbero applicare il tuo mantra: io non dò fastidio a te, tu non darne a me; io rispetto le tue scelte, anche quando non le condivido, tu fai lo stesso. Ma capisci che, con un simile quadro, i negozi di armi dichiarerebbero fallimento.
      Penso, seriamente, che dovrò iniziare ad essere ancor più tagliente con le persone, un pò come ho fatto con la questione figli, altrimenti temo che l’estrema educazione possa non portare a risultati efficaci.
      Il master in volantini della spesa: tu sei una grande!!! Se sapessero che faccio una spesa da 30€ a settimana si sentirebbero male…ahahahahah!
      E, ovviamente, non ce ne vogliano le estetiste: non abbiamo nulla contro la loro categoria, ma è che i piloti d’aereo sono più il nostro tipo…
      Un abbraccio!
      Claudia B.

  4. Ciao Claudia!
    Solo una parola…fantastica!!!
    Il tuo "sfogo" avrei potuto scriverlo io! Hai raccolto pensieri e frustrazioni di molti di noi che si sentono ripetere sempre frasi negative e,come dici, disfattiste di chi forse non è riuscito a fare le scelte che davvero voleva nella vita e un po' spera che nemmeno gli altri ci riescano per sentirsi meno soli e sentirsi meno in colpa…
    Quando avrai il mutuo, quabdo avrai figli,quando ci sarà questo o quell'altro impedimento anche tu ti dedicherai ad una sedentaria vita di routine……perche??? Anche io me lo sono sempre chiesta. E sono d'accordissimo con te che sia tutta una questione di scelte consapevoli. È verissimo che mettere su casa o addirittura avere dei figli di porta ad avere un'infinità di spese in più da imparare a gestire, ed è vero che a volte ci sono situazioni estreme dove viaggiare diventa veramente difficoltoso, ma tolti questi casi difficili e particolari,il resto è tutta una questione di scelte su dove e come spendere, dove risparmiare e dove investire. E se per te, come per me, come per altri stupendi viaggiatori come noi viaggiare è come aria, è come mangiare o bere, be allora le scelte vanno tutte in una direzione. Purtroppo è un modo di pensare ed è soprattutto un'ESIGENZA che non tutti capiscono e condividono. Per fortuna però ci sono tanti come noi che capiscono perfettamente. Oltretutto secondo me "viaggiare" è proprio una predisposizione mentale, una voglia di scoprire, che sia l'angolo nascosto dietro casa o il paradiso esotico e lontano, quindi "viaggiare" può richiedere moltissimi soldi cosi come pochi risparmi, l'importante penso un po' per tutti noi è non fermarsi mai ed avere sempre qualcosa che soddisfi questa nostra sete infinita di scoprire ciò che abbiamo attorno…

    Insomma, potrei stare a scrivere anche io all'infinito su questo argomento 🙂
    A me piace sempre tantissimo la frase di max pezzali che dice "chi è deserto non vuole che qualcosa fiorisca in te" che secondo me riassume perfettamente l'atteggiamento delle persone di cui parli…

    Bravissima, bellissimo il tuo articolo e ti ripeto…bellissimo trovare dei "pazzi" come me che mettono il verbo VIAGGIARE sopra qualunque altro 😀

    Un abbraccio!
    Deianira

    1. Ti avrei letta per ore, quindi anche se tu avessi continuato a scrivere, io sarei qui a pendere dalle tue labbra!
      Bella la frase di Max, non la ricordavo, me la terrò cara: forse dovrei anche fare il favore di tatuarla sulla fronte di alcune persone con cui mi ritrovo a parlare…
      Grazie al blog, sto scoprendo una meravigliosa comunità di persone che, seppur virtualmente, sanno capirmi come nemmeno persone con cui ho interagito direttamente per anni, hanno saputo fare.
      Si, te lo confermo, anche io penso che viaggiare sia una predisposizione mentale; il viaggiare non è solo raggiungere una meta a dieci ore di volo da qui; per me viaggiare è sempre, è anche quando scelgo di passare la domenica a spasso per un borgo a 20km da casa mia, piuttosto che in un centro commerciale.
      Con persone che, a questa affermazione, hanno persino avuto il coraggio di dirmi che stavo facendo questa scelta perché non avevo bambini, perché poi sai, “fuori fa freddo, magari si ammalano”… Credo mi si siano drizzati i capelli sulla testa stile film horror.
      Ecco, questa è proprio mancanza di predisposizione, di interesse, di voglia di scoprire e di fare qualcosa di diverso. Tu che fai una scelta del genere, regalando a tuo figlio una “splendida domenica al centro commerciale”, pretendi poi che io non ti guardi come se tu fossi il folle? E pretendi pure di predire che questa sarà, per ovvie ragioni, la mia scelta quando (E SE) avrò figli?
      Io invece dico, pure con una certa sicurezza, che tu, fenomeno delle domeniche, avresti trascorso il tuo tempo comunque in un centro commerciale, indipendentemente dal fatto di tenere i figli al caldo. Perché magari per te quello è il massimo del divertimento, perché magari non vuoi combattere con un compagno che non ha voglia di fare nulla. Ma allora non pretendere che io scelga la stessa cosa!
      Se tu vai una volta al mese a cena fuori ed io no, quei soldini che risparmio li uso per finanziare parte del viaggio di Capodanno: è una scelta! Anche perché, viaggiare costa, ma oggi si può davvero viaggiare anche con pochi soldi, persino al costo di dodici cene fuori!
      Cosa passa per la testa delle persone che vogliono dirti a tutti i costi che seguirai le loro stesse orme? Cosa? Invidia? Incomprensione? Convinzione? A me si chiude una vena ogni volta, perché non posso fare a meno di pensare che, se si tratta di invidia, è assurdo, in quanto se questa vita la facciamo io e mio marito, la può fare chiunque, dato che siamo due ragazzi qualunque, con un solo stipendio e dei debiti. Se invece si tratta di incomprensione o convinzione, ritengo comunque che dovrebbero stare zitti, perché ciò che fanno della propria vita, le loro scelte, non possono e non devono essere anche le scelte d’altri.
      Ti ringrazio per i complimenti, ti ringrazio per aver letto il mio articolo e avermi lasciato il tuo pensiero; ti ringrazio perché, insieme a questa bella comunità di viaggiatori, di pazzi;-)… mi state facendo sentire compresa!
      Un abbraccio a te,
      Claudia B.

  5. Ciao Claudia, questo post potrei averlo scritto io! Gli ultimi 4 anni, in cui abbiamo fatto o prenotato viaggi più "importanti" dal punto di vista economico abbiamo tenuto la meta top secret fino alla fine proprio per evitare le chiacchere della gente, che continuo a ripetere, e ne sono veramente convinta, porta sfortuna! Siamo ragazzi normalissimi che possono concedersi un viaggio un po' più lungo l'anno e al max un paio di weekend incastrando il tempo che non è mai abbastanza e cercando di far quadrare i conti. Le persone non hanno idea di quanto possano essere pesanti, soprattutto perchè così facendo minimizzano tanti piccoli sacrifici e non volendo vogliono imporci il loro stile di vita ( o il loro grado di immobilità)… e i figli (ti fanno sentire una sfigata se ancora non ci pensi), e la casa (te la fanno sentire tutta sulle spalle peggio di un macigno), e le spese (sembra che chissà quanto possano spendere due persone che vivono in 40 metri quadrati) e… che pizza! Misa che io e te abbiamo uno stile di vita molto simile, il parrucchiere mi vede si e no una volta l'anno, i vestiti sono gli stessi da anni, non mi compro un set completo vestito-scarpe-accessori ad ogni matrimonio di un'amica! E tutto perchè l'emozione che mi dà una nuova prenotazione non si può paragonare a tutte queste cose materiali. E poi l'ultima frase è la mia " il viaggio mi ha ridato la vita dopo un periodo bruttissimo, perché il viaggio è stato la mia rinascita", quindi gli altri lasciamoli tutti parlare! Aver aperto il blog mi ha fatto conoscere seppur virtualmete tante persone che sento molto simili…ed anche questo è stato uno dei doni bellissimi che mi ha fatto il viaggio! Quindi no… non credo smetterò mai di viaggiare!

    1. E naturalmente, mentre leggevo la tua risposta: brividi! Brividi puri. Io non voglio ripetermi Valentina, non pensare che voglia fare la paraculo, ma hai raccontato con dovizia di particolari gli ultimi quattordici anni della mia vita!!!
      E, proprio tre minuti fa, stavo scrivendo su Twitter ciò che tu hai detto, ossia che aver aperto un blog, aver capito l’importanza del confronto con altri viaggiatori, mi ha aiutata enormemente a sentirmi normale, a rispondere con più determinazione agli attacchi, perché ho capito che non c’è nulla di sbagliato in questa passione incontrollabile.
      Oddio, non che gli attacchi mi abbiano mai fermata, anzi al massimo spronata, ma se prima tentennavo un pò nel rispondere, pensando che, chissà, magari poteva esserci del vero nelle affermazioni dei disfattisti (applicandomi quindi con maggior impegno per non farle avverare), adesso so che tutto ciò che provo io quotidianamente, da anni, è un sentimento che accomuna tutti i viaggiatori.
      E la sai la cosa assurda: abbiamo dovuto smettere anche noi di dire la destinazione dei nostri viaggi….Valentina non ti dico le gufate! Lo scorso anno abbiamo rischiato di allagare Tenerife che, a saperlo, poveri isolani, avrei taciuto la meta!
      Si, con la crescita delle destinazioni, come hai detto tu, sono cresciuti quei famosi puntini di sospensione: solo che nel frattempo è anche cresciuto il mio scazzo, per cui anche le risposte sono meno diplomatiche. Parole a cui faccio seguire fatti ben delineati!
      E, QUANDO E SE avremo figli, rivedrò il mio modo di spendere per l’ennesima volta, rielaborerò le uscite e, magari facendo qualche fine settimana in meno, qualche uscitina in meno, io sono certa che potrò comunque mantenere saldi il viaggione estivo ed il viaggetto di Capodanno. E chissà che, col tempo, non potremo aggiungere anche altro.
      Volere è potere. A meno che le situazioni non siano davvero gravi (come ho scritto nel post: lavoro e salute per primi), il limite siamo noi a porcelo, le scelte siamo noi a farle.
      Claudia B.

  6. Applausi!! Applausi per Claudia!!! Sono pienamente d'accordo, mi sento ripetere le stesse frasi da anni! Nonostante l'università, l'affitto e le altre spese ogni volta che posso cerco di viaggiare e continuerò a farlo nel mio piccolo e in base alle disponibilità ma non smetterò mai!! Lasciamoli chiaccherare questi individui invidiosi e basta, perchè loro non hanno abbastanza palle da lasciare il comodo nido di casa!! 😉 😉 Silvia

    1. Silvia!!! Ma tu pensi che, mentre scrivevo, non pensavo (scusa il gioco di parole), anche a te? Oppure a Lucrezia che ha commentato prima? Voi eravate nella mia mente, perché avevo ben chiaro come, il vostro essere giovani, essere studentesse, non vi ha comunque fermate.
      Avete semplicemente fatto quello che fanno i viaggiatori: scelte, rinunce, a favore di una passione più grande!
      Penso che la grande risposta ai disfattisti possiamo essere solo noi se, con la nostra determinazione, portiamo avanti il nostro amore per il viaggio. Senza negare che, in alcuni casi, bisogna scendere a compromessi, magari partire anche dieci volte in meno! Eppure, quelle partenze che resteranno salde, avranno un significato ancora più grande!
      Claudia B.

  7. Ma che bellezza imbattermi in questo testo 😀
    "Sapete, se c'è una cosa che io non faccio, è proprio ciò che gli altri si aspettano da me.." quando ho letto questa frase, ho pensato: "Ma sono io!!" 😀 anche io, infatti sono così e leggendo le tue parole, ho ritrovato un modo di pensare simile e anche le scelte di vita, in qualche modo, seguono lo stesso percorso. Io ho imparato una cosa. Le persone amano criticare le scelte diverse. Gli stessi familiari lo fanno, a volte nemmeno per male, vedono la diversità come un rischio. Ma mi sono resa conto, col passare del tempo, che pian piano molti stan iniziando a pensare: "mica male questa vita!" riconoscendo i pregi delle mie scelte e pur continuando il loro modo di agire diverso da me. Alla fine molti sprecano i soldi dietro mille fesserie, quindi non vedo perché uno non possa scegliere il viaggio come bellissimo modo per spendere i propri risparmi 🙂

    1. Hai centrato in pieno i punti fondamentali! Dal percepire come un rischio la diversità (al giorno d’oggi, poi, lo vediamo ogni giorno sbattuto in tv); ad una paura legata al rischio, da parte di chi ci ama; alla necessità nostra, di andare comunque avanti con le nostre scelte.
      Non ti nego che qualcuno anche a noi, nel corso degli anni, ha effettivamente iniziato a dire un sincero “fate bene”; ma ancora tanti, troppi, devono attaccare con quel velo di malizia la nostra passione, come se fosse ovvio e scontato il fatto che io dovrò, assolutamente ed inesorabilmente, fare le loro scelte, prima o poi. E questa cosa mi fa chiudere ogni vena!
      Alla fine io continuo imperterrita col mio piano di vita, ma ti giuro Valentina, forse perché invecchiando ho sempre meno voglia di interferenze, vorrei con tutto il cuore che, semplicemente, la gente pensasse a sé, alle proprie scelte di vita, e rispettasse le mie, senza puntini di sospensione.
      Rifacendomi alle parole del commento di Agnese, se io sono felice di mettermi i jeans che avevo al liceo, se io mi tolgo il superfluo per investire nel viaggio, nessuno deve avere nulla da ridire, perché non tocco le vite altrui. Io faccio scelte precise; tu che preferisci gli orpelli fai scelte precise.
      Nel momento in cui mi imbatto nei famosi puntini di sospensione, tu che me li lanci o non sei soddisfatto delle tue scelte oppure invidi le mie. E, come dico sempre, nessuno ti vieta di rinunciare alle cavolate per investire in qualcosa di meglio.
      Poi non è che non mi rendo conto delle oggettive difficoltà: solo che sono molto determinata ad aggirarle, come ho fatto nel momento in cui le spese ci hanno ammazzato, nel momento in cui sembrava che la casa avrebbe vinto su di noi, nel momento in cui mi sono ritrovata con stipendi ridicoli…o completamente senza lavoro. Molto, tanto, dipende da ciò che noi scegliamo: e io scelgo il viaggio!
      Claudia B.

  8. Non potremmo essere più d'accordo. Questo è un discorso che faccio agli altri e a me stessa più di una volta al giorno. Non sopporto quando chi mi sta più vicino, non avendo mai sentito lo stimolo di viaggiare, dice a me di darmi una calmata o "stai sempre in giro" o cose del genere. Non sopporto quando ti dicono "eh sì fallo ora perché poi un domani ci sono i figli…" come se i figli fossero una trappola mortale mentre io voglio insegnare a loro proprio l'arte del viaggiare, farli crescere con la mente aperta ed il cuore pieno di sensazioni che io ho provato fin troppo tardi.. e ringrazio me stessa per essermi permessa, non so come né perché, di sviluppare questo desiderio inarrestabile di viaggiare! Mi ritrovo tantissimo in te, nelle tue parole e nei tuoi sfoghi. Siamo simili e si vede tanto!
    Avanti tutta Cla, mai fermarsi. ❤️

    1. Infatti rivedo tanto di me nel tuo modo di pensare e agire, ed è una cosa molto bella, perché è come unire insieme più generazioni con una passione comune, che sanno esattamente cosa fare o non fare della propria vita.
      E non perché ci arroghiamo il diritto di reputarci possessori della verità assoluta (tipo i disfattisti), ma perché quando una passione sa davvero riempirti di gioia, allora tu sai esattamente cosa devi o non devi fare per non smettere mai di assecondarla. Fosse anche rinunciare a tutto il resto!
      Dopo aver letto il tuo commento e quello precedente di Agnese, devo dire che la consapevolezza che, questi individui, operino con le loro insinuazioni ovunque vi siano viaggiatori, mi ha lasciata interdetta. Non so, forse pensavo di essere molto sfortunata io e, nel mio piccolo, di essere come una calamita per disfattisti.
      Portiamo avanti questa passione a testa alta, perché non solo non facciamo male a nessuno ma, anzi, permettiamo al nostro cuore e alla nostra mente di allargarsi; se mai verrà il momento, trasmettiamolo ai nostri piccoli, rifacendoci a quel detto che recita: “i bambini viaggiatori, sono i viaggiatori di domani”.
      Penso che al mondo non ci sia peggior limite di quelli che noi poniamo a noi stessi; e che non ci sia peggior individuo di chi vuole per forza fare tue, le sue scelte. Mi collego al tuo splendido “Avanti tutta”!!!
      Claudia B.

  9. Guarda, ad aprile, in occasione del mio compleanno, ho scritto un post molto simile a questo!! Non c'è bisogno di farsi troppe domande. La gente fa gli aperitivi, fuma, si compra vestiti firmati…io viaggio! Magari con i jeans logori perché è da una vita che non me ne compro un paio nuovo, ma viaggio!! È tutta una questione di priorità, ognuno ha le sue e anzi, DEVE essere così! Figurati che noia se fossimo tutti uguali…l'importante è che la gente se ne stia zitta! Come io non sto a criticare le tue serate in discoteca e le tue sedute dall'estetista, tu non criticare i miei viaggi, che siano il weekend fuori porta o il mese dall'altra parte del mondo!!

    1. Agnese siamo talmente in sintonia, che il tuo commento mi colpisce dritto al cuore.
      Arriva un momento in cui, all’ennesimo puntino di sospensione, mi parte l’incavolutara e devo sfogarmi. E farlo scrivendo mi aiuta a calmarmi perchè, non te lo nego, ultimamente sto rispondendo in maniera acida ai disfattisti.
      Non ci vorrebbe tanto: basterebbe che ognuno facesse le proprie scelte con consapevolezza, senza per questo pretendere che le facciano anche gli altri. Ed è odioso vedere come, le persone, cercano di indirizzarti verso la strada che ti porterebbe alla loro stessa insoddisfazione. Che pena…
      Agnese nei prossimi giorni leggerò il tuo post!
      Claudia B.

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