Scoprire il Salento on-the-road: cosa vedere dall’entroterra alla costa

Negli ultimi mesi sono stata diverse volte in Puglia. Complice dapprima la “pugliesità” della seconda metà del blog e, in un secondo momento, due educational tour, mi sono spesso ritrovata ad incrociare la mia strada, con quella del bellissimo “tacco d’Italia”. Ed oggi, voglio concludere la serie di post dedicati al Salento, raccontandovi cosa vedere assolutamente nell’entroterra e sulla costa. Si tratta di un itinerario, che tocca località salentine note ed altre insolite. Il tutto, in un contesto idilliaco, fatto di giardini d’ulivi secolari, terra rossa che sembra grondare sangue e amore, un cielo in grado di raccontare attività che si perdono nel tempo, come fosse una sentinella immobile ed infinita. Mentre il vento disperde tradizioni, che si tramandano da generazioni, la musica del mare cristallino si fonde con le note della pizzica, ed io lascio che la voglia di scoprire il Salento on-the-road, mi porti lontano, in un itinerario senza meta. Eppure, estremamente concreto.

Così concreto da spuntare spesso nella memoria, radicato ormai nella mia anima di viaggiatrice insaziabile, che vorrebbe solo passare la vita attingendo a grandi sorsi, dalle infinite bellezze del mondo.

SCORCI SALENTINI

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Salento on the-road: come spostarsi.

Organizzare un viaggio on-the-road in Salento non è difficile, sia ben chiaro. Ma dopo diverse esperienze, mi sento di dare comunque qualche piccolo consiglio personale. A costo di attirare l’odio di tutti gli addetti ai lavori, vi sconsiglio di affidarvi a tour già pianificati, (mi pare di sentire il fischio della bomba a mano, lanciata in aria: ragazzi, con cautela che ho pulito i vetri proprio ieri). Scoprire il Salento on-the-road, in totale autonomia, è troppo bello per lasciare ad altri il compito di decidere dove fermarsi, quando e per quanto tempo. I mezzi pubblici, invece, li sconsiglio completamente.

Se come noi vivete lontano e, al contrario di noi, volete evitare ore di autostrada o treno, l’ideale è atterrare all’aeroporto di Brindisi e, con grande comodità, prendere un’auto a noleggio. Mesi fa, proprio qui sul blog, vi ho parlato di Inoleggio.it, un broker auto di cui sono cliente e che adoro, perché è semplice, sicuro, intuitivo.

PRONTI AD ATTRAVERSARE IL SALENTO ON-THE-ROAD??? YESSA!

Vorrei dire che, personalmente, lo trovo perfetto soprattutto per le condizioni chiare, precise, immediatamente indicate nero su bianco….ed è così. Ma ciò che amo maggiormente di Inoleggio.it, è il servizio clienti, sempre pronto ad aiutarti e rispondere a qualsiasi dubbio. Per me, che ho la costante necessità di fare un numero vergognoso di domande, in quanto mi piace stalkerare gli addetti avere le idee chiare su ogni punto, questo contatto diretto con l’assistenza, è una manna dal cielo. Forse, non si può dire lo stesso per chi sta dall’altra parte.

In genere, insieme al noleggio, io e la seconda metà del blog, acquistiamo sempre un’assicurazione facoltativa per la copertura della franchigia, dei cristalli, delle gomme, del tettuccio e dell’eventuale perdita delle chiavi. In questo modo siamo tranquilli anche nei tratti di strada dalla manutenzione stile “Fantasylandia”, oppure durante le visite, nel caso dovessimo smarrire accidentalmente le chiavi. Evento nefasto, che purtroppo può capitare. Soprattutto se vi chiamate Claudia B. e arrivate da “Paperopoli”.

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Salento on-the-road: dove dormire.

Per dormire in Salento, non finirò mai di raccomandare i “vecchi borghi”. Strutture ricettive restaurate, che si trovano nei paesini idilliaci dell’entroterra. Quelle senza parcheggio privato, dispongono comunque di comodi punti sosta liberi, dove lasciare l’auto a noleggio. E da questi sonnolenti villaggi, si può partire per andare alla scoperta del Salento on-the-road, in un turbinio di colori e rapporti umani indimenticabili.

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Salento on-the-road: dove mangiare.

Per mangiare, oltre che ristoranti o masserie, vi consiglio di prendere in considerazione anche gli antichi panifici, che si trovano nei piccoli centri abitati. Sapori tramandati di padre in figlio, che narrano la purezza e la semplicità di un tempo.

Non dimenticherò mai la bontà sublime, dei prodotti del Panificio Protopapa di Giurdigniano, dove focacce, pane, pizze, pasticciotti, friselle, biscotti, taralli dai gusti più vari, sono una vera esplosione per le papille gustative.

FRISELLE ARTIGIANALI

I prodotti sempre freschissimi, sono creati con tutto l’amore di una volta. Il vicino orto coltivato dalla famiglia, fornisce anche le verdure e le erbe, con cui vengono farcite le pizze salate. Una bontà senza tempo.

Il mio suggerimento, è di prendere alcune di queste prelibatezze e consumarle strada facendo, magari improvvisando un pic-nic tra gli ulivi secolari, oppure lungo la scintillante costa salentina.

Se invece preferite sedervi comodamente ad un tavolo, vi sono realtà come l’Osteria Origano, a Minervino di Lecce, in cui il pasto diventa un’esperienza di vita, che sollecita tutti i sensi. Ma anche la Trattoria Il Folletto, di Spongano, è un posticino in cui si mangia molto bene. Gli antipasti, in particolare, sono freschissimi e vari: tra mozzarelle, trionfi di verdure, rustici, salumi, si potrebbe perdere la testa.

PIC-NIC TRA GLI ULIVI? IN SALENTO SI PUO’!

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Salento on-the-road: visita a Vaste e al Parco dei Guerrieri.

Il piccolo, delizioso borgo di Vaste, è una frazione di Poggiardo a circa 40 km da Lecce. Si tratta del tipico villaggio salentino, accogliente e tranquillo, dove il tempo non ha motivo di scorrere veloce. Tutto è immobile, piacevole, sereno. Le persone ti sorridono con aperta sincerità, mentre si muovono per le strade o siedono sulle panchine.

La pietra leccese domina su tutto, interrotta solo dal colore di porte, scuroni e decorazioni floreali. Quando il sole squarcia le nubi, il centro storico si illumina di un bagliore irreale, irradiando allegria e incanto. Non si può restare insensibili, alla malìa di questi continui giochi di luce.

Ma Vaste, città messapica fondata nel 600 a.C. circa, è anche storia antica e arte. Nell’elegante Palazzo Baronale, è ospitato il Museo Archeologico, che conserva tanti interessanti ed importanti reperti, risalenti alla civiltà messapica proveniente dall’attuale penisola balcanica.

Corredi funebri, spoglie umane, bacili, crateri ma, soprattutto, il tesoretto, composto da 150 monete d’argento fior di conio, ossia esemplari perfetti, che non sono mai state utilizzate! Altra curiosità, sono le tessere lusorie, del II secolo, un gioco da tavolo unico nel suo genere.

Imperdibile una visita al Museo degli Affreschi di Poggiardo e al Parco dei Guerrieri, l’ampia area archeologica che corrisponde all’antica città di Vaste. Lascia senza fiato ammirarla dall’alto. Sono state riportate alla luce le mura e le fondamenta della stessa città, per cui ci si può fare un’idea della grandezza di questo importante centro della Messapia. Mentre le nuvole si rincorrono nel cielo, la guida narra di un tempo che non c’è più. E, la sua voce, si insinua nella mente, spingendola a ricreare scene e ricostruire immagini, in ologrammi di vita vissuta.

Da qui, con un breve tratto in auto, oppure attraverso una piacevole camminata, si può raggiungere la Chiesa rupestre di Santi Stefani. Io consiglio la passeggiata, perché si passa attraverso ulivi e campi di grano, accompagnati solo dal canto degli uccellini. A far da contorno, fiori dai colori sgargianti, muretti a secco e piante di cappero che crescono con determinazione tra le pietre.

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Salento on-the-road: visita alla Chiesa rupestre di Santi Stefani.

Si entra in un giardino silenzioso. Non passano auto qui. Non è una strada trafficata. Ci si lascia alle spalle il presente. Il fruscio della natura, solleticata dal vento spesso impetuoso del Salento, è la sola nota musicale.

In questo contesto, sorge la Chiesa di Santi Stefani, una cripta basiliana che aspetta solo di essere scoperta. E’ una testimone silente e modesta, di un passato che ormai sembra perso nei fumi del tempo. Un pò come gli affreschi, che decorano le pareti di tufo, in cui la cripta è stata scavata.

Percorrendo nella penombra le tre navate, camminando attorno ai quattro possenti pilastri, si dimentica il mondo. Si dimentica la realtà. Si ritorna all’XI secolo, periodo in cui la Chiesa di Santi Stefani vide la luce. E’ come venir catapultati a quei tempi quando, con ogni probabilità, vi si officiava il rito greco e, i ministri, recitavano le loro litanie separati dai fedeli. Uomini di ieri, con le speranze di quelli del presente.

Se vi state chiedendo il motivo di un nome così singolare, Santi Stefani, posso dirvi che deriva dalla presenza di tre raffigurazioni del Santo, all’interno della cripta.

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Salento on-the-road: visita al Castello di Casamassella.

Eleganza e prestigio, questo è il Castello di Casamassella. Il rischio maggiore, quando si parla di Salento, è quello di perdere la possibilità di scoprire i gioielli nascosti, le piccole borgate, per soffermarsi esclusivamente sui grandi nomi. Otranto, Lecce, Santa Maria di Leuca, Gallipoli, sono di certo perle sublimi di questa terra. Ma viaggiando attraverso il Salento on-the-road, vi consiglio di non dimenticare i paesi dell’entroterra e tutto ciò che hanno da offrire.

CASTELLO DI CASAMASSELLA

Ho già parlato sul blog, ad esempio, dell’itinerario tra le antiche attività del borgo di Spongano, una tappa imperdibile in Salento, sia per la ricchezza del centro storico, sia per l’artigianato, che ancora caratterizza l’operato dei suoi meravigliosi cittadini.

Vi ho parlato anche della favolosa Uggiano la Chiesa, con il suo territorio pieno di luoghi da scoprire: una Chiesa Matrice che inneggia alla femminilità, frantoi ipogei, vitigni ed ulivi che si perdono nel vento, dolmen misteriosi e affascinanti, vallate che non sembrano nemmeno far parte della Puglia dove, racchiusi in paesaggi irreali, vi sono silenti villaggi rupestri.

LA TERRAZZA DEL CASTELLO, DOVE FERMARSI AD ASCOLTARE IL SILENZIO

Nei dintorni di Uggiano la Chiesa, però, vi è anche un edificio che esplode di raffinatezza e grazia: il Castello di Casamassella. Lo si nota subito, passando in auto da questa piccola frazione. Svetta massiccio eppure signorile, tra le case del paese, avendo cura di loro sin dal Medioevo, epoca in cui era residenza di Ruggero Maramonte.

La sua presenza, per secoli garantì alle prestigiose famiglie salentine, di trovare rifugio dagli assalti che arrivavano dal mare. Ma la storia del Castello di Casamassella, lo vide anche ricoprire il ruolo di scuola di guerra e fortezza per i governatori spagnoli.

Solo nel XVIII secolo, divenne un palazzo nobiliare, perdendo i caratteri di fortilizio, come ad esempio il ponte levatoio ed il fossato. Da quel momento, acquistò i tratti di un’accogliente dimora per ospitare i Marchesi de Marco. Solo successivamente, entrarono a far parte della famiglia i De Viti.

Oggi, il Castello di Casamassella è leggiadria, serenità. Fin dal momento in cui si accede al cortile, è chiaro che qui si respira storia. Fascino ed incanto.

Le sale, sublimi e perfettamente arredate, possono accogliere ospiti per la notte, oppure eventi o, ancora, visitatori che vogliono fare un viaggio nel passato del Salento.

Dalle finestre, la dolce brezza accompagna i profumi provenienti dai giardini, curati con una perfezione ed un amore, che raccontano la signorilità di questa residenza.

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Salento on-the-road: itinerario sulla costa salentina.

Fare un viaggio on-the-road in Salento, significa anche spingersi verso la costa, dove godere della bellezza infinita del mare. Vi posso garantire, per averlo provato, che aprire i finestrini lasciando entrare il sole, il vento, i profumi del Mediterraneo, senza seguire un itinerario preciso, fermandosi dove capita, è una meraviglia. Appiana la mente, appaga i sensi, lascia senza fiato.

L’INFINITO…

Il mare del Salento, ha colori che ti lacerano l’anima. Lo si può ammirare dall’auto, stretti tra pietre e vegetazione. Ma lo si può anche osservare senza limiti, scendendo lungo piccoli porticcioli, borghetti di pescatori, oppure spiagge rocciose.

Angoli selvaggi, da cui ammirare la perfezione imperfetta, della costa salentina. Solo il fischio del vento, la sua potenza, la forza del suo respiro. Il mare infuriato, che a ridosso dei paesi e delle spiagge, diventa una tavolozza con mille sfumature d’azzurro, pronta ad essere utilizzata per dipingere, ancora una volta, quella tela spumeggiante.

E allora, conviene per un attimo abbandonare il progetto di attraversare il Salento on-the-road, per fermarsi ad ammirare questa esplosione di tinte. Magari nella famosa, quanto seducente Castro. Una visita al borgo antico, al Castello Aragonese, alla Grotta Zinzulusa, infine un bel caffè ghiacciato alle mandorle, da gustare al porto, mentre il sole ti accarezza il viso.

Poi, di nuovo in auto, per inseguire il mare e l’azzurro, sostando in angoli di panoramica bellezza come Marina di Andrano e Porto Tricase, che non hanno bisogno di monumenti creati dall’uomo, per gridare la propria grandiosità. Basta ciò che la natura disegna ogni giorno da millenni, per tenerti inchiodato lì, ad osservare, a pensare. A riflettere su quanta semplice perfezione, è racchiusa in un “tacco”.

Claudia B. in collaborazione con Inoleggio.it

8 Commenti

  1. Non sai quanto ho apprezzato leggere questo articolo, date le mie origine per metà salentine. Mi è piaciuto che hai presentato un itinerario insolito, che non copre le solite mete tanto di moda in questi anni, ma luoghi altrettanto belli e comunque affascinanti. Grazie alla mia mamma, conosco perfettamente la cucina salentina e che dire, una cosa più buona dell’altra! 😀

    1. La mia dieta (sempre work in progress), ha risentito notevolmente dei viaggi in Salento 😂!
      Amo raccontare luoghi poco conosciuti di questa terra, soprattutto perché troppo spesso si perdono all’ombra dei grandi nomi, come Gallipoli o Otranto. Bellissime, certo…ma perché non dare una possibilità anche alle borgate dell’entroterra, oppure ai piccoli porticcioli nascosti?
      Questo è ciò che ho imparato dai blogtour in Salento, questo ciò che amo raccontare!
      Grazie per le tue parole Andrea!
      Claudia B.

  2. Ehhh stavo pensando a che meraviglia dev’essere un road trip nel Salento in questo periodo! Colori fantastici, pochi turisti e il buon cibo pugliese tutto per me 😛
    Mi sono ritrovata a sognare sulla tua foto, quella che ritrae la tavola della terrazza del castello, ma sai che pace dell’angelo?! *_*
    Si, me ne sto convincendo sempre di più mentre lo scrivo: la vacanza autunnale in Salento sarebbe proprio una vacanza “k’ì Kàzz”! 😉 Scusa il francesismo ma non riesco a trovare un’espressione più calzante 😀
    Ma siete tornati tutti a casa?
    Buon fine settimana!

    1. Adesso ti confesso una cosa: l’autunno è una delle mie stagioni preferite. Per me è una sorta di seconda primavera. Nel 2017 è arrivato troppo presto, ma poi ha recuperato rientrando (come dire?), nei ranghi.
      E viaggiare in questo periodo, soprattutto nei luoghi normalmente presi d’assalto dai turisti, è MERAVIGLIOSO! Perché il clima è piacevole, la ressa manca, i colori e i profumi tolgono il fiato. Devo dire che a noi è andata bene anche in primavera, per fortuna, in tutti i sensi. Ad esempio, non c’erano ancora una folle disumane. D’estate sarebbe decisamente più difficile, godersi tutta questa bellezza.
      Pensa Dani, su quella terrazza, ci siamo fermati a mangiare. Era tardi e la proprietaria di Casamassella, che è di una gentilezza unica, ci ha detto di fermarci lì. Praticamente abbiamo improvvisato un pic-nic indimenticabile!
      Per rispondere alla tua domanda finale, invece…si, io sono l’ultima ad essere arrivata a casa ieri sera tardi. Stanca perché non ho più l’età, ma soddisfatta come mai!
      Un bacione,
      Claudia B.

  3. Hai inserito diversi luoghi in cui non sono mai stata, dandomi un altro ottimo motivo per tornare in Salento.
    Mi credi se ti dico che sono mesi che ho in bozza il mio post? Ho troppe foto e non riesco a fare una scelta 😊😊😊
    È una terra splendida, e raramente ho trovato un simile concentrato di bellezza e di autenticità. Grazie per questi consigli, adoro scoprire posticini lontani dalle masse.
    Dopo questo post e quello sull’isola thai, sono pronta per affrontare il weekend prenotando viaggi!!
    Un abbraccio! ❤

    1. Mi piace scatenare queste reazioni, mi fa sentire davvero utile! Anzi, rappresenta lo scopo del mio blog 😊.
      Devo dire che sono stata (nella sfortuna) molto fortunata, perché ho potuto vedere angoli di Salento veri, particolari, di certo diversi dalle solite località note. Che sono bellissime, eh! Ma alla fine il punto è sempre uno: cerchiamo anche altro, proviamo a guardare oltre. In questo modo si arricchisce anche la nostra esperienza di viaggio!
      PS: Silvia scegli le foto!!!
      Grazie per essere passata,
      Claudia B.

  4. Una mia ex collega anni fa si trovò un fidanzato del Salento prendendo due piccioni con una fava: vacanze garantite in un posto bellissimo, e un gran figaccione al suo fianco. Da allora sogno il Salento (meno il figaccione, sennò la persona che mi trascino in giro per il mondo non sarebbe felicissima…)
    Scherzi a parte, mi piacerebbe vedere questa zona magnfica, magari in primavera, lontano dall’alta stagione.
    Buon weekend 😘

    1. Strani però questi ‘prigionieri di viaggio’, che non riescono a capire il nostro umorismo (realistico) così sagace! Come sarà mai possibile?
      Il Salento fuori stagione, Silvia, è troppo bello. Ma sul serio. Si respira ancor più senso di libertà, come se tu avessi a tua disposizione un territorio selvaggio e ammaliante, pronto sempre a sorprenderti.
      Vorrei solo poter trasmettere il senso di appartenenza che si trae dal rapporto con i luoghi e con le persone.
      Poi sai, essendo già caldo anche a primavera, non è detto che il fuori stagione non possa coincidere con un bel bagno in quel mare splendido 😊.
      A presto,
      Claudia B.

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