Organizzare un viaggio a Koh Samet, l’isola vicino Bangkok perfetta in ogni stagione

Durante la pianificazione del viaggio fai da te in Thailandia, ho dovuto combattere a lungo con la scelta dell’isola, in cui trascorrere gli ultimi sei giorni. Non che in Thailandia le isole siano difficili da trovare. Semplicemente, per chi come me e Daniele viaggia nel periodo dei monsoni, sorge il problema di quale sia l’isola thailandese giusta, in cui soggiornare ad Agosto, per evitare il maltempo perenne. Avendo oltretutto la necessità di muovermi in Thailandia senza utilizzare aerei, volevo puntare su un’isola che fosse vicino Bangkok, in modo da poterla raggiungere con facilità, dopo la lunga nottata trascorsa sul bus di collegamento da Chiang Mai. E’ così che ho scelto Koh Samet, isola gioiello a poco più di 200 km da Bangkok. Con questo post, voglio raccontare come organizzare un viaggio a Koh Samet. Ma desidero anche mostrare tutto il potenziale della poco conosciuta isola del Golfo di Thailandia, attraverso le nostre tappe, le emozioni, la sorpresa continua, di sei giorni trascorsi esplorandola e osservandola.

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Viaggiare ad Agosto in Thaialndia: quale isola scegliere?

Qualcuno potrebbe pensare che, trovarsi su un’isola thailandese durante il periodo dei monsoni, possa essere una situazione suggestiva e romantica…Cazzate! Ops, pardon, è uscito uno sproloquio dalla mia tastiera (cattivo computer, cattivo!). Che scempio di affermazione (molto più fine)! Abbiamo sperimentato questa situazione incontrollabile, lo scorso anno alle Maldive e, onestamente, ne avremmo volentieri fatto a meno.

Per chi viaggia in Thailandia nel mese di Agosto, però, una soluzione c’è: bisogna rinunciare alle isole che si trovano sul Mare delle Andamane. E qui, ve lo dico senza vergogna, ho pianto. Ma le isole posizionate nel Golfo di Thailandia e nel Golfo del Siam, sono perfette nel periodo delle piogge.

Mentre spulciavo in giro per il web, alla ricerca di un’illuminazione stile Archimede, mi sono imbattuta nell’informazione vincente: Koh Samet, oltre ad essere una bella isola vicinissima a Bangkok, frequentata soprattutto dai thailandesi nel fine settimana, è anche fra tutte la meno piovosa. Voglio dire: servivano altri messaggi subliminali, per farmi organizzare un viaggio a Koh Samet?

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Come raggiungere Koh Samed da Bangkok.

Nell’organizzare un viaggio a Koh Samet, appare subito chiaro che, i collegamenti da Bangkok a Rayong, non mancano di certo. Il modo più economico per raggiungere l’imbarco di Ban Phe, è con bus e minivan in partenza dalla stazione Ekkamai di Bangkok. Altra alternativa sono i taxi, con i quali accordarsi per la tariffa totale, che comprenda anche l’autostrada. Infine, ci sono i servizi di auto private con conducente, quello che abbiamo scelto noi.

Si, siamo arrivati a Koh Samed in versione vip(S)! Non perché volessimo emulare la Regina Elisabetta, ma perché reduci da un viaggio in bus di undici ore, non ce la siamo sentita di correre verso un’altra stazione, trovare il trasporto per Rayong e, una volta qui, salire su un taxi collettivo che ci portasse al Ban Phe Pier.

Per cui ci siamo concessi il lusso di una compagnia privata, che si è occupata di noi con grande cura, sia all’andata che al ritorno. Ma di questi dettagli, ne ho già parlato in un precedente post.

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Trasferimenti in battello da Ban Phe a Koh Samed.

Ci sono diversi imbarchi, con cui raggiungere l’isola di Koh Samet. Dipende dalla posizione della propria struttura ricettiva. Appena scendiamo dall’auto, ci dirigiamo senza indugio al Ban Phe Pier. Sul sito ufficiale, infatti, viene spiegato che bisogna acquistare i biglietti dei traghetti, solo ed esclusivamente al porto. In effetti, qui, i prezzi sono irrisori. Almeno per noi che scegliamo il barcone della speranza, non il motoscafo veloce, stile Festival del Cinema di Venezia.

Volete mettere l’emozione di vedere la vostra valigia di 25kg, lanciata come fosse una piuma da una barca all’altra? E volete mettere l’emozione, di scavalcare voi stessi almeno tre imbarcazioni, cercando di non cadere in mare, prima di arrivare alla vostra?

Ecco, se ‘volete mettere’, tutta questa imperdibile avventura costa solo 100 bath a testa, andata e ritorno!

Attraversiamo il pontile, dove un signore ci indica il battello, prende il biglietto appena fatto e lo cambia con uno nuovo di zecca. Dopo soli due minuti dalla prima emissione: un’efficienza tutta thailandese!

Vi chiedo un favore personale. Quando acquistate il biglietto a 100 bath, non scrivete poi su TripAdvisor che vi hanno fregato, perché il costo originario sarebbe di 50 bath. Leggete attentamente sul ticket, perché se c’è scritto ‘round trip’, va da sé che dovete conservarlo per il viaggio di ritorno. E nessuno ha fregato nessuno.

Ci accorgiamo che, diverse persone, pagano il biglietto direttamente a bordo, per cui lascio questa informazione, caso mai foste di corsa e non riusciste a fare tappa al botteghino.

Una piacevole navigazione di 40 minuti, in cui spero di non vedere volare la nostra valigia tra le onde del mare e, finalmente, arriviamo nel piccolo paradiso, scelto per trascorrere gli ultimi giorni di viaggio: Koh Samet. Inizia una nuova avventura!

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Dove soggiornare a Koh Samet.

Appena arriviamo al porto, ci viene chiesto di pagare una tassa di 20 bath a testa, per la manutenzione. Strano, considerando che col barcone della speranza non facciamo scalo al figo Nadan Pier, ma in un molettino lì a fianco, dove issano di forza noi, la valigia, gli zaini e pure i nostri parrucchini, come fossimo tante bambole di pezza! Rido per venti minuti, perché qui a Koh Samed sento che ne vedremo delle belle 😉.

Per il pernottamento, abbiamo prenotato il Blue Moon Samed, che raggiungiamo a piedi dal Nadan Pier, evitando così di dover contrattare con i taxi collettivi. Di certo, ci sono zone molto più belle in cui scegliere di soggiornare a Koh Samet, ma per noi ha vinto la comodità. In questo modo avremo un input maggiore, per alzarci dalle sdraio ed andare ad esplorare l’isola…come se fossimo parchi di input, naturalmente emessi dai nostri neuroni!

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Organizzare un viaggio a Koh Samet: cosa vedere e fare in sei giorni.

Koh Samed è area marina protetta e parco naturale, per cui tutti i visitatori pagano una tassa d’accesso di 200 bath a testa. Si tratta di una tessera, valida per l’intero periodo di soggiorno, da mostrare ogni volta che ci si reca in esplorazione.

Peccato che l’essere parco naturale, non renda Koh Samet immune dall’incuria e dai rifiuti sparsi ovunque. Purtroppo, quella dello smaltimento dei rifiuti, è una piaga terribile per le isole. Ne abbiamo visto gli effetti, durante il viaggio alle Maldive dello scorso anno (ne ho scritto qui). Lo ritroviamo con prepotenza anche nel Golfo di Thailandia…una cosa che spezza il cuore.

Il nostro hotel, si trova vicinissimo alla famosa spiaggia “diamante”, Sai Kaew. Amatissima dai thailandesi, e dalle orde barbariche di turisti che scendono qui ogni giorno solo per farsi un selfie, Sai Kaew ovviamente non rientra nei nostri gusti: bella si, ma noi cerchiamo altro.

Per cui, subito dopo una doccia che ci rimette sulla terra, considerando che siamo in viaggio da ieri sera, ci armiamo di costumi, prendisole, ciabattine, pinne, fucile, occhiali…abbandoniamo la mise “Thailandia Trasandata”, che abbiamo indossato nelle scorse due settimane, ed iniziamo a stringere la mano a Koh Samet!

Il nostro programma è semplice: esplorare le spiagge e le calette di Koh Samet, possibilmente a piedi. Per quanto piccola, però, l’isola è difficile da percorrere interamente camminando. Soprattutto tenendo conto delle maree che, nel corso della giornata, rendono impraticabili alcuni tratti del sentiero costiero, che collega le spiagge.

Noi, però, non ci lasciamo intimidire e, gambe in spalla, troviamo il modo di utilizzare i taxi collettivi solo in un’occasione. Per il resto, ci barcameniamo tra pareti di roccia, sentieri impervi abitati da sciami di zanzare assassine (Autun: NECESSARIO), tratti panoramici.

Evitiamo tour organizzati alle altre isole dell’arcipelago, anche se un pò mi spiace. Ma sei giorni li vogliamo impiegare al meglio, per conoscere Koh Samet. Mentre non ci dispiace affatto boicottare i tour delle spiagge, proposti da chiunque nel villaggio: che senso ha correre da un posto all’altro come pazzi, quando possiamo regalarci la bellezza di vivere appieno Koh Samet, ai nostri ritmi?

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Organizzare un viaggio a Koh Samet: vita notturna.

Se durante il giorno fuggiamo a gambe levate da Sai Kaew, devo dire che la sera è una meta piacevole, per quanto affollata, in cui trascorrere del tempo. I locali che si affacciano direttamente sulla spiaggia, offrono musica e pesce fresco, da consumare in tavoli posizionati direttamente sulla sabbia, oppure su grandi cuscini. E, un pò ovunque sull’isola, è possibile ammirare lo “Spettacolo del Fuoco”.

Se pensate di organizzare un viaggio a Koh Samet, tenete conto del fatto che questa piccola isola nei dintorni di Bangkok, non è Phuket (per fortuna). Non ci sono feste sfrenate, non discoteche ad ogni angolo.

Solo locali carini, dove rilassarsi chiacchierando, ascoltando musica, bevendo qualcosa di fresco, il tutto rigorosamente con i piedi nella sabbia. Il sapore dei cocktail, posso garantire che è sublime, in questo contesto. Non servono i tacchi, solo infradito, ed ogni scusa è buona per mettere i piedi a bagno nell’oceano!

Il vento che arriva sull’isola, caldo ed invitante, è un compagno piacevole delle serate a Koh Samet. L’orizzonte è inghiottito dalle tenebre, a largo si vedono lampi rincorrersi e giocare in una miriade di scintille. Qualche goccia di pioggia scende fino a qui, ma non abbastanza forte da rovinare il momento.

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Organizzare un viaggio a Koh Samet: dove mangiare.

In Thailandia, il cibo non manca mai. Figuriamoci a Koh Samet. I ristoranti sul mare e nel piccolo centro abitato nei dintorni del Nadan Pier, offrono più o meno tutti gli stessi piatti di pesce fresco, phad thai, fried rice. I prezzi variano a seconda della grandezza delle porzioni. Bontà identica!

A Koh Samet, vi sono anche tanti locali che offrono cucina internazionale. Una benedizione soprattutto a colazione. Ma anche per concedersi un hamburger con patatine, dolci sublimi, pancake, aperitivi sontuosi e smoothies freschissimi. Dopo due settimane di cibo thailandese, una piccola concessione occidentale ci sta. In particolare, ci sono siamo trovati molto bene al “Blue Whale” e al “Jump at sea”.

Durante il giorno, anche quando si esce in escursione lungo le spiagge, non si rischia di restare senza cibo o bevande. Prima di tutto, per chi preferisce partire organizzato, ci sono due comodissimi 7\11, più diversi negozietti che vendono frutta fresca di ogni tipo. In secondo luogo, sulle spiagge uomini e donne cucinano sul posto, trasportando il tutto sulla tipica portantina monospalla.

Ma se preferite sedervi ad un tavolo, potete anche fare come noi, e pranzare nei piccoli ristorantini sul mare, che spesso noleggiando anche ombrellone e sdraio per appena 100 bath! Ci sono sempre ottimi piatti thailandesi, prelibatezze a base di pesce fresco e, per chi come la seconda metà del blog detesta entrambi, alcune proposte classiche, come hamburger, fish and chips e chicken and chips.

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Perché organizzare un viaggio a Koh Samet.

Koh Samet non va scelta solo per la comodità di visitare una splendida isola tropicale, nei dintorni di Bangkok. Organizzare un viaggio a Koh Samet, è la consapevolezza di raggiungere un paradiso terrestre in poche ore d’auto, abbandonando ogni legame con la quotidianità.

A parte la famosa Sai Kaew, presa d’assalto dai turisti cinesi durante le escursioni giornaliere, le altre spiagge dell’isola sono angoli tranquilli e selvaggi, dove non ci sono mai troppe persone. Eppure non mancano i servizi, come piccoli bungalow che ospitano ristoranti, edificati all’ombra delle mangrovie, bagni, sdraio ed ombrelloni a prezzi minimi.

E se vi chiedete come sia il tempo atmosferico ad Agosto a Koh Samet, posso garantirvi che la pioggia è davvero un fenomeno passeggero, che non incide sulla buona riuscita del viaggio! A parte qualche scroscio serale, di cui ci siamo resi conto solo uscendo dall’hotel per andare a cena, l’unico momento in cui il maltempo si è palesato, è stato il giorno della nostra partenza.

In quel momento, si sono mischiate le mie lacrime a quelle della Thailandia, ed insieme abbiamo pianto il distacco imminente. Con una promessa di rivederci. Perché certi luoghi sono semplicemente destinati a noi, anche se si trovano dall’altra parte del mondo.

Claudia B.

16 Commenti

  1. Come sai benissimo, non sono un tipo da spiaggia. Ma lo ammetto, le foto dei piatti che avete mangiato mi stanno facendo sbavare sulla tastiera. Ci andrei solo per quelli! E vabbè via, anche per i panorami spettacolari. Sei stata bravissima a calcolare tutto e a scegliere un’isola dove non vi siete beccati nemmeno un goccio di pioggia, Daniele mi sembra proprio affranto nelle foto, si si si si… come no….
    Un bacione Claudia!

    1. Forse un pò affranto lo era sul serio, in genere odia il mare! Poi, però, quando lo porto in questi posti, riesce anche lui ad adattarsi (difficile da credere, eh?). Tranne alla sabbia. Quella non c’è verso di fargliela capire!
      Mi fa piacere che tu abbia apprezzato questo itinerario, anche se dal punto di vista gastronomico, perché è stata davvero una parte importante del viaggio a Koh Samet…ehm, penso si sia visto 😉
      Alla fine scegliere con la testa, devo dire che ha pagato lo sforzo. Ed il cuore è stato ampiamente ripagato, questo è importante.
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  2. L’acqua splendida, l’isola non troppo turistica e perfetta per i comuni mortali che fanno il “viaggione” ad agosto. Che dire Claudia? Hai fatto centro ❤
    E aggiungo un mio pensiero. In un viaggio del genere, in cui hai messo tutto il cuore, credo che non scegliere un’isola zeppa di movida sia stata la scelta più bella e più coerente. Hai aggiunto un altro tocco local ad un viaggio che ti sei costruita su misura pezzo dopo pezzo.
    Ti abbraccio

    1. È vero, ho cercato fino alla fine di restare in linea con quell’idea. Sono felice del viaggio che ne è uscito, penso abbia saputo darmi tanto proprio grazie al modo in cui l’ho affrontato.
      Se sento il distacco in maniera così forte, penso dipenda anche da questo. Quando entri a fondo nell’anima di una terra, quando stai a stretto contatto con le persone, quando sfrutti ogni istante per vedere e capire il modo in cui vivono, penso sia inevitabile sentirla parte di te!
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  3. Che bella questa isola! Non ha nulla da invidiare alle altre più blasonate. Forse sarebbe l’isola più adatta a me, perché non sono un grande amante dei posti troppo rumorosi la sera e della movida a tutti i costi. Le foto del cibo sono un invito a mangiare e mi è venuta fame solo a guardarle 😀

  4. Che acqua limpida! Direi che hai proprio fatto un’ottima scelta per qualche giorno di riposo al mare, senza però ritrovarti nella confusione di altre destinazioni più turistiche. Mi spaventano un po’ i sentieri impervi, le pareti di roccia e le zanzare, a dire la verità!
    Tutti quei piatti mi hanno fatto tornare una fame! Anche Daniele si è convinto a mangiare? Dall’espressione soddisfatta direi di sì 😉

    1. Lui solo la versione non Thai! Accidenti, sarà mai possibile non riuscire a fargli assaggiare nulla???
      Devo dire che, dopo due settimane di corsa, è stata una gioia poter godere di quei sei giorni di (quasi) relax. Ti dò ragione Silvia, non sono una grande appassionata nemmeno io dei sentieri a strapiombo sul mare… soprattutto perché soffro di vertigini! Ma devo dire che c’è la siamo cavata piuttosto bene, salvo con le ciabattine da riparare 😂!
      Koh Samet, il mio piccolo paradiso: lo devo aggiungere che mi manca da morire?
      Bacioni,
      Claudia B.

  5. Meravigliosa la frase conclusiva! *_* Che acqua comunque! Hai fatto innamorare anche me di questo angolo Thai con un pizzico di bellavita ma senza lo stordimento della movida: sai ho un’età e l’ultima volta che sono stata in discoteca la hit più ballata era “all night long” 😛
    Quindi hai passato gli ultimi sei giorni a rilassarti su questo splendido isolotto a goderti TUTTO quel cibo!? Non si fa Claudia, ora sei una blogger e devi entrare nello spirito di condivisione propriamente detto, vale a dire che dovevi spedirci un pacco dalla Thailandia via postacelere1 con un assortimento di quel bendidio!
    L’altra metà del blog scommetto che non ha obiettato eh 😉 hahahah grandi comunque! Avete lasciato il segno sul tavolino! 😉 io invece lascio gli adesivi con il logo…chissà quando mi verrò recapitare una raccomandata con denuncia per “spargimento di zampacce” 😀 😀
    Allora aspetto il prossimo post con i dettagli sull’isola!
    Buonanotte!

    1. Ma tu sei avanti un sacco! Quindi spargi adesivi, una sicurezza di restare a lungo incisa nel mondo…mica come noi, che col colore (lavabile) saremo spariti dopo 24 ore 😂!
      Al postacelere1 avevo pensato. Devi credermi se ti dico che mi sono arresa, solo per lo stato della consegne in Italia. Che il tratto diretto ‘isola dispersa-Milano’, in due giorni lo faceva. Da lì in poi, rischiavo di mandarvi dosi intere di penicillina, ahahahah! Ed ora anche Poste Italiane mi ama.
      Sai che in questi sei giorni, la ‘seconda metà della noia’ non ha avuto nulla di che lamentarsi? Felice come un gatto che ha leccato la ciotola. Anzi no! Aspetta! Dico una bugia! Si è lamentato della sabbia Dani… capisci questi thailandesi stranissimi: sulle loro isole, hanno la sabbia!!! Devo specificarlo sul prossimo post, non vorrei mai che qualcuno mi scrivesse per dire che ometto informazioni…
      PS: per me, l’ultima volta c’era “Occhi di ragazza” 😂…
      Un bacione,
      Claudia B.

  6. Oooh Cla, mi vengono gli occhi a cuoricino perchè questo tuo viaggio, seppur solamente via messaggi, sento di averlo vissuto in diretta con te. Tutti i ricordi dei retroscena sembrano ancora più dolci dopo il sapore amaro delle aspettative, paure, adrenalina…. e i retroscena di Daniele ancora più divertenti. Il posto poi è un paradiso alla faccia di chi gufa (non per consiglio ma per invidia e ristrettezza mentale) sulle stagioni delle piogge. Sento ad ogni tuo articolo che l’Asia ti appartiene e tu appartieni a lei. E come diciamo noi asiatici, l’Asia prende gli occidentali e non li lascia tornare a casa mai veramente. Un abbraccio forte forte!

    1. Io Engi non sono davvero mai ritornata. E’ come se la Claudia non fosse decollata da Bangkok. La Thailandia ha deciso che dovessi restare là, e così è stato.
      Tu sei stata testimone del viaggio in Thailandia, sin dalla pianificazione. Anzi, sei arrivata nel momento in cui stavo impazzendo, perché non capivo come organizzare tante cose. Poi, in realtà, mi hai dato una chiave di lettura, che mi è stata molto utile. Fondamentale. E da quel momento ogni cosa ha avuto un senso.
      Mi manca ogni giorno l’Asia. Mi mancano le persone, la loro fantasia, i sorrisi, tutto l’aiuto che ci hanno dato. E mi manca da impazzire scoprire sempre qualcosa di nuovo e bellissimo. Mi manca lo stupirmi davanti alla meraviglia dei paesaggi. Mi manca rilassarmi in un Tempio.
      Ma tu, sai bene l’effetto dell’Asia su noi occidentali…inutile che ti dica queste cose, vero?
      Bacioni,
      Claudia B.

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