Cosa vedere a Koh Samet in sei giorni: itinerario a piedi tra le spiagge

Organizzare un viaggio nel piccolo paradiso naturale di Koh Samet, non è un’impresa difficile. Infatti, questa isoletta posizionata a sole tre ore d’auto da Bangkok, si è aggiudicata il titolo di “nostro personale angolo di felicità”, nella parte finale del viaggio fai da te in Thailandia. Non ho avuto da subito un’idea precisa su cosa vedere a Koh Samet, nei sei giorni di permanenza. Sono dovuta arrivare a destinazione, prima di rendermi conto di come, il mio desiderio maggiore, fosse quello di viverla alla giornata. Esplorare Koh Samet a piedi, godermela passo a passo, senza fretta e senza un programma preciso.

Ci prendiamo del tempo per passeggiare lungo le vie, piene di negozietti e ristoranti, concedendoci il lusso di assaggiare cibi, rilassarci nei locali, fare un massaggio thailandese.

Esploriamo la zona residenziale, composta da casupole senza pretese, ma che esplodono di gioia: quella dei bambini, liberi di giocare senza pericoli; quella degli adulti, che oltre ad inventarsi e reinventarsi delle attività, mostrano una profonda voglia di stare insieme e divertirsi con semplicità.

Lasciamo che le tiepide notti di Koh Samet, ben lontane dalla mondanità di altre isole thailandesi, ci coccolino con musica, cibo e una birra sorseggiata sedendo con i piedi nella sabbia.

Koh Samet è così, una gioia per i sensi. Un’isola che conquista subito il cuore. Perché non è sovraffollata, se non nelle due spiagge principali, Sai Kaew e Ao Wong Duan. Perché ha sempre scorci con cui ammaliarti, attraverso giochi di colori magici. Perché è piena di cagnolini e gattini dolcissimi (da me ribattezzati Pippo e Micio…ah, la fantasia, questa sconosciuta!), che ti fanno compagnia mentre prendi il sole o cammini sulla sabbia.

E, a proposito di sabbia, arriviamo al tema principale, quando si parla di isole: le spiagge. In sei giorni di permanenza a Koh Samet, abbiamo deciso di andare alla scoperta delle sue spiagge a piedi, tranne in un singolo caso, in cui ci siamo affidati ad un taxi collettivo. Ma nulla c’è di più bello, che attraversare l’isola passeggiando, conquistando i suoi luoghi nascosti lentamente, catturandoli con gli occhi e con l’anima.

In sei giorni, è impossibile percorrere l’intera Koh Samet a piedi, a meno che non si decida di dedicarsi solo ed esclusivamente alle escursioni. L’isola è si piccola, ma non minuscola. E noi desideriamo ritagliarci anche dei lunghi momenti di riposo e relax, soprattutto dopo le due settimane senza respiro, trascorse ad esplorare la Thailandia.

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Cosa vedere a Koh Samet: tour a piedi delle spiagge.

Rimpiango per l’ennesima volta, la scelta di non aver richiesto la patente internazionale, che ci avrebbe permesso di noleggiare uno scooter con cui scorrazzare per l’isola (come muoversi in Thailandia? Ne ho parlato in questo post). Mi ero già resa conto dell’errore, durante il tour di cinque giorni a Chiang Mai. Ma qui è proprio una badilata in faccia!

Pazienza, ormai il dado è tratto, per cui non ci resta che sorridere e camminare, accontentandoci di vedere in base a quanto ci concederanno i nostri piedi.

Crema protezione 50, Autan come se piovesse, acqua sempre a disposizione, una voglia matta di scoprire…ed eccoci pronti per un’escursione a piedi tra le spiagge di Koh Samet!

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Cosa vedere a Koh Samet: Ao Hink Honk.

Decidiamo di fermarci in questa spiaggia, subito dopo il nostro arrivo a Koh Samet. Siamo davvero troppo stanchi, oggi, per spingerci oltre. Ao Hink Honk si trova subito dopo la rinomata Sai Kaew, accanto al monumento della Sirenetta. Oltre alla lingua di sabbia bianca, stretta tra mangrovie e oceano, vi sono angolini delimitati da rocce grigie. Una meraviglia!

Dopo aver noleggiato sdraio ed ombrellone per 100 bath, ritrovo finalmente il mio amato Oceano Indiano. Caldo e piacevole come una coccola.

Avevo dimenticato la bellezza di lasciare i tacchi chiusi nel cassetto. Immergere i piedi nella sabbia notte e giorno, indistintamente, perché la vita ruota attorno al mare cristallino e alla sabbia bianca e soffice.
Mi è bastato arrivare a Koh Samet, per rifare pienamente mia questa sensazione. Mare caldo, aria tiepida e abitini leggeri. La stanchezza se ne va, le preoccupazioni si dileguano.

E, appena cala la sera, ci ritroviamo a cenare direttamente sulla spiaggia, tra milioni di lucine colorate, una volta piena di stelle, chiedendoci solo come faremo a lasciare andare tutto questo.

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Cosa vedere a Koh Samet: Ao Putsa-Ao Tubtim.

Nella nostra seconda giornata qui a Koh Samet, decidiamo di visitare le spiagge di Ao Putsa e Ao Nuan. Ao Putsa, la raggiungiamo seguendo un bel sentiero che costeggia l’oceano, attraversando una serie di spiagge: Sai Kaew, Ao Hink Honk, Hat Naga, Ao Phai.

Troviamo un ristorantino fra le mangrovie che, per 100 bath, ci noleggia sdraio ed ombrellone. E, a pranzo, seduti ai tavolini immersi nella sabbia, assaggiamo phad thai seafood e fried rice dal gusto divino.

Ao Putsa, che si trova praticamente attaccata ad Ao Tubtim, ha un’atmosfera unica. Non so perché…ma sento che questo sarà il posto che mi resterà inciso nella mente, il simbolo con cui ricorderò sempre Koh Samet.

Stesa su questa spiaggia thailandese, nelle ore più calde della giornata, lascio che l’oceano mi rinfreschi con il suo dolce tocco. E mentre guardo le rocce ocra, la sabbia bianca e l’azzurro del mare che si fonde con quello del cielo, capisco che ogni sacrificio, ogni rinuncia fatta in funzione del viaggio, sono la decisione migliore che potessi prendere nella mia vita.

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Cosa vedere a Koh Samet: Ao Nuan.

Nel pomeriggio, raggiungiamo la vicina Ao Nuan, selvaggia e minuscola. Per fortuna ho con me l’Autan, perché camminando tra gli alberi, veniamo assaliti da sanguisughe con le ali, travestite da zanzare…

Ao Nuan, è un angolino di Koh Samet, isolato e allo stato brado: la perfezione. Vi sono solo i bungalow che accolgono i turisti, ma pochissime persone si spingono qui. Peccato che il tempo sia nuvoloso, perché smorza i colori, appiattendoli. Col sole, deve essere una meraviglia.

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Cosa vedere a Koh Samet: Ao Prao.

Ad Ao Prao, abbiamo trascorso l’intera giornata. Ci siamo affidati ad un taxi collettivo per raggiungerla, sia all’andata che al ritorno. Contrattando, siamo scesi fino a 250 bath per tratta.

Ciò che mi colpisce di questa distesa di sabbia fine e bianca, è soprattutto il fatto che vi siano pochissime persone. Ogni tanto arriva qualche escursionista in motoscafo, per scattare delle foto e fuggire dopo il centesimo selfie della giornata.
Anche i prezzi di lettini ed ombrelloni, sono proibitivi (per essere in Thailandia). Fortunatamente scopriamo che, un piccolo baretto semi nascosto dalla vegetazione, noleggia le sdraio per pochi bath: a quel punto ne approfittiamo e ci mettiamo comodi!

L’acqua di Ao Prao è una delle più belle viste finora sull’isola. Questa mattina, prima che la corrente sollevasse in maniera definitiva la sabbia, ho potuto ammirare affascinata i pesci, senza bisogno di maschera e boccaglio. Uno splendore!
Eppure, in ogni momento di questa giornata, il mio cuore è rimasto impietrito per il dispiacere. Non potete immaginare, infatti, la marea di rifiuti che c’è in questo tratto di costa. Sulla sabbia, tra le rocce, persino in tutto il primo tratto di mare….fino a quando non si raggiunge quella piscina naturale, calda e piena di pesci colorati!
È una sofferenza. Dovrei aver imparato la lezione alle Maldive, lo scorso anno, dove la situazione rifiuti è un dramma, ma non riesco a farmene una ragione. A volte penso a come, noi esseri umani, non meritiamo le bellezze naturali che il mondo ci riserva…

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Cosa vedere a Koh Samet: Ao Cho.

Ao Cho, nonostante il pontile che minaccia l’arrivo di orde barbariche di turisti, è una spiaggia silenziosa, accogliente, piacevolissima. E assolutamente poco frequentata! Come piace a noi 😊.

Decidiamo di raggiungerla a piedi, in infradito e prendisole, arrampicandoci su rocce a picco sull’oceano e sentieri sterrati. Non si rivela esattamente una buona idea…ma di certo è molto divertente! Ad un certo punto, siamo costretti a fermarci in bilico sullo strapiombo, per permettere a Daniele di fare una riparazione stile MacGyver alla mia infradito, prima di poter proseguire 😂! Vi chiederete: ma non c’era un posto meno impervio, per raggiungere Ao Cho? Certo che c’era! Ma volete mettere l’emozione di sbagliare strada e poi, solo nel momento della disperazione, ritrovarla?

Alla fine, però, trascorriamo una bella giornata di caldo relax, qui ad Ao Cho. Con i soliti 100 bath, noleggiamo ombrellone e sdraio, godendoci finalmente il meritato riposo. Ho persino definitivamente ripreso il mio colore naturale, quello che avevo prima di diventare vecchia e complicata: il nero intenso carbone (+ustioni varie che illuminano il soggetto).

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Cosa vedere a Koh Samet: Ao Thian.

Ao Thian è una baia incantevole, posizionata oltre la metà di Koh Samed. E’ qui, che decidiamo di trascorrere l’ultima giornata di visite sull’isola. Per raggiungerla, oltre alle spiagge attraversate finora, dobbiamo passare anche la vasta distesa di sabbia di Ao Wong Duan.

Mi incanto ad osservarla, prima di proseguire, perché ha qualcosa di struggente e malinconico, esattamente come i sentimenti che si rincorrono in questo momento nel mio cuore. Appare come sospesa nel tempo, senza un inizio né una fine. Un po’ il modo in cui mi trovo a vivere il viaggio, dove il tempo smette semplicemente di essere qualcosa di importante.

Eppure, quando si avvicina il ritorno, il tempo diventa tiranno: non perde occasione per ricordare che, a breve, mi strapperà da tutto ciò che amo più di me stessa.

Mi godo comunque appieno la giornata ad Ao Thian. Come potrei, in fondo, rovinare un momento tanto magico, lasciandomi invadere dalla malinconia?

Ci fermiamo ad un bar-ristorante, per affittare sdraio e ombrellone, ma i proprietari sono così carini da lasciarceli usare gratuitamente. Approfittiamo per “ripagarli” a suon di consumazioni: aperitivo, poi pranzo vista mare, in un silenzio irreale, interrotto solo dalle risate di un gruppo di spagnoli, sbarcati qui da poco.

La loro avventura a Koh Samet è appena iniziata. La nostra si sta concludendo. Allora entro in acqua, per fuggire a questo pensiero. Mi lascio andare, galleggiando con gli occhi rivolti all’immenso cielo d’Asia. A prendersi cura di me, l’accogliente Oceano Indiano, che mi chiude in un tiepido abbraccio. No, nemmeno io vorrei lasciarti andare.

E mi ritrovo a fare una promessa che, in genere, non faccio mai: Thailandia, io tornerò. Non so quando, come, per seguire quale itinerario. Ma io tornerò da te. Perché al solo pensiero di lasciarti, mi manca il respiro. Perché sei il mio amore inspiegabile, ma profondo, che non ha bisogno di parole. Solo di promesse.

Claudia B.

18 Commenti

  1. Mi ripeto: non sono un tipo da spiaggia MA… cani e GATTI che ti accompagnano??? COSA???? Ommioddio, li avrei adottati tutti. TUTTI. E avrei vuotato la valigia per portarli tutti con me a casa <3
    Claudia, hai voglia se ci tornerai in Thailandia. È un sentimento così chiaro e puro quello che traspare dai tuoi post, che non potrai fare altrimenti. Un bacio grande!

    1. Ma poi dovevi vedere quanto erano dolci! Passeggiavano con le persone, prendevano il sole in spiaggia, anche vicino alle sdraio. Praticamente sono parte integrante dell’isola, di una dolcezza infinita 😍!
      Koh Samet è stata una scoperta meravigliosa, anche per questo. Diciamo un valore aggiunto, perché poi nessuno fa del male ai pelosetti e, considerando il modo in cui spesso gli animali vengono trattati in Thailandia, direi che di per sè costituisce un vero punto forte!
      Non penso ad altro che tornare Celeste, mi fa piacere che il mio amore per questa terra (pur nella consapevolezza dei difetti), lo si possa percepire!
      Bacioni,
      Claudia B.

  2. Che bella! Non conoscevo proprio quest’isola e l’ho scoperta grazie a te. Sono rimasto incantato dalle foto che descrivono perfettamente il luogo, insieme al tuo consueto stile che io apprezzo molto 🙂 Io non sono molto il tipo da vacanza in spiaggia, ma leggendo mi è venuta voglia di essere lì

    1. Negli ultimi anni, ho rivalutato anche io le mete marittime, ma solo perché ho trovato il modo di rielaborarle a modo mio, con visite ed escursioni. Ma, soprattutto, cercando calette poco frequentate. Se no impazzirei! Non fanno per me il sovraffollamento, così come le isole super turistiche 😊!
      Sono felice di averti fatto conoscere Koh Samet e, soprattutto, di averti fatto venir voglia di partire!
      Bacioni,
      Claudia B.

  3. “Io tornerò”. Non potevi riassumere il tuo viaggio in Thailandia meglio di così ❤ Ho imparato un sacco di cose dai tuoi articoli, sia pratiche (l’importanza di noleggiare uno scooter) che di pura bellezza. Ed è stato come seguirti una seconda volta.
    Bellissime le spiagge e i paradisi di questo itinerario, capisco il tuo dispiacere per i rifiuti, per fortuna la meraviglia li fa passare in secondo piano.
    Un bacione

    1. Ho dovuto fare quella promessa, perché la Thailandia mi stava strizzando il cuore in quel momento. Attendevo la partenza e mi sentivo morire. Ho capito che non lo avrebbe lasciato, se non le avessi promesso si tornare. Infatti ho provato sollievo, subito dopo.
      Non faccio mai questo genere di dichiarazioni, ma con la Thailandia è stato diverso!
      Un bacione!
      Claudia B.

  4. Questi posti sembrano venire direttamente da un paradiso. Anzi, sono il paradiso vero e proprio! Da un posto così, potendo, non andrei mai più via, starei tutto il giorno in costume a crogiolarmi al sole, a nuotare, a passeggiare, e di notte a guardare le stelle!

  5. Tu l’hai calcolata questa vero?
    No hai presente il freschino, l’ora indietro, il maglioncino, il buio già AEQUATTRO come diceva il buon Califfo? Mh? Vero che l’hai calcolato di farci morire sulle foto della sabbia oceanica? 😉 Domani sera ricambio e ti sistemo col cagotto! 😀 😀 Scherzo eh 😛
    Che seigiorni fantastici su questa parte di Thailandia abitata da cani e gatti (mi sembra una favola!) Solo voi, l’acqua, relax e tante mangiate. Tutto questo però lo dico col pensiero lontanissimo da quello che dev’essere un villaggio turistico o uno di quei paradisi per neosposi, bleahhh! Questa è la vacanza ideale con tema spiaggia *_* quella che ormai cerco da una vita senza risultati.
    Meravigliosa la tua chiusura! 🙂

    1. In effetti la mia sensibilità, a volte, è ricercata come quella di un elefante nel famoso negozio di cristalli! Momento peggiore non c’era, per concludere i post sulla Thailandia: in pratica la carta migliore, nell’attimo sbagliato! E l’idea dei #raccontidelcagotto di stasera, devo dire che mi tiene sulle spine: Dani impegnati, perché aspetto da tre settimane di leggere il tuo post…ma, nello stesso tempo, non impegnarti troppo, che quello dello scorso anno ancora lo sogno di notte 😉
      Per tornare al post, devo dire che ho fatto una ricerca serrata prima di partire, perché volevo qualcosa di semplice, vero, mio…soprattutto lontano dalla folla e dai villaggi turistici. In un certo senso, ho tentato di ricalcare un pò le orme del viaggio alle Maldive, in guesthouse, a contatto con le persone, senza “angoli photoshop”. Da quando ho trovato questo nuovo modo di fare un viaggio con destinazione mare, ho iniziato ad apprezzare di più questa tipologia che, prima, evitavo caldamente!
      Un bacione Dani!!!
      Claudia B.

  6. Oggi non ho voglia di fare niente, e leggendoti ho pensato che vorrei davvero essere su una spiaggia a camminare. Io detesto il caldo, quindi immagino un vento fresco, magari quando il sole cala e si può passeggiare senza essere disturbati da niente e nessuno. In questo momento mi accontenterei di un posto bello, non chiedo di vagare in continuazione. Anche perché sono convinta che, in fondo, tutti noi abbiamo bisogno di un posto da chiamare casa, dove rifugiarci quando serve. Perché non sempre siamo pieni di energie e abbiamo voglia di vagabondare. A volte – forse perché sono pigra – il divano, un tè, le comodità casalinghe e giornate senza muovermi hanno un grande fascino (irresistibile, direi). Forse perché ho provato a essere in viaggio con influenza, stanchezza, problemi, e non è più così poetico!
    Sono sicura che tornerai presto in Thailandia: quando ci si innamora di un posto, bisogna assolutamente rivederlo 🙂

    1. A volte la necessità di rallentare i ritmi, di tirare il freno, la sento quasi in maniera fisica, sai? A te succede? Mi trovo in una sorta di scompartimento mediano, in cui combatto tra l’entusiasmo di fare sempre più ed il bisogno di capire cosa sto facendo. Di frenare e rilassarmi. A Koh Samet non c’era nemmeno bisogno di capire da che parte stare, era l’isola a deciderlo per me, con la sua anima così spiccata.
      Sembrava tutto talmente lontano, tutto così inutile, come se contassero solo il “qui e ora”, come se non vi fosse una realtà fuori dall’isola. In realtà, questo senso di pace me l’ha trasmesso l’intero viaggio in Thailandia. Forse buona parte della mia difficoltà a rientrare nella mia vita quotidiana, dipende anche da questo. Le priorità asiatiche, non sono e non vengono affrontate come da noi in occidente. Ed è stupendo.
      Compresa la necessità di fare sempre, di non restare mai fermi, di circondarsi di persone ed impegni. Io, come te, amo molto i miei spazi silenziosi. Non è che sono asociale, ma ho bisogno anche di sentire la mia mente e, dopo poco, il contatto con le persone diventa troppo.
      Un abbraccio,
      Claudia B.

      1. Mi succede spesso. Anch’io, come te, ammiro questo diverso atteggiamento degli orientali, che non mettono l’iperattività al primo posto. Mi dà fastidio l’idea di dovere sempre e comunque essere produttivi, che in Italia, ma soprattutto a Milano, fa parte ormai dell’aria che respiriamo (insieme allo smog). Produttivi perché, poi? Chi ha detto come dobbiamo vivere? Conosco persone che sono incapaci di restare da sole o ferme in un posto. Perché quando sei solo, e a contatto con la natura, devi abbandonare l’ansia di FARE. E quest’ansia è una trappola…

        1. Con me sfondi una porta aperta. È una riflessione, la tua, nella quale mi ritrovo totalmente. Da quando ho lasciato la città, rivedendo completamente la mia vita, ho compreso l’importanza del saper rallentare. Del silenzio. Della solitudine.
          Da noi, purtroppo, non è possibile vivere sempre in questo modo. Sembra sbagliato premere il freno,fermarsi, cambiare le proprie priorità. Fa parte del nostro retaggio culturale.
          Per cui, quando si arriva in Asia, è come se un peso scivolasse dalle spalle. E ci si rende conto di quanto sia inutile allarmarsi per tutto, vivere sempre di corsa, come se avessimo un branco di lupi alle calcagna.
          Posso dirti una cosa? Mi manca ogni giorno il senso di libertà mentale, con cui mi svegliavo in Thailandia…
          A presto,
          Claudia B.

  7. Hai presente quei discorsi del tipo “cosa faresti se dovessi vincere al superenalotto?” Io rispondo sempre che smetterei di lavorare e trascorrerei il mio tempo viaggiando, e il commento di solito è: “Eh mai poi ti annoi”. Non lo so, in un posto del genere non penso che mi annoierei. Forse ti ho già detto che non amo la vacanza al mare, perché di solito la associo a bambini-altrui-urlanti-sabbia-in-faccia-tutti-ammassati. Ma qui non solo mi piacerebbe il mare, ma mi piacerebbe rimanerci per mesi. Passeggiare da una spiaggia all’altra, fare il bagno, leggere un po’, mangiare in riva al mare…
    Ah, Claudia, oggi sarà difficilissimo tornare in ufficio 😍

    1. Anche io ho smesso di andare al mare per questo e altri milioni di motivi! Ma negli ultimi anni, ho molto rivalutato la meta mare, perché riesco a trovare posticini isolati, dove ci sono poche persone, persino selvaggi a tratti! In pratica, lontano da quell’incubo che hai così ben descritto. Ovvio, però, che poi a Rimini non sono più in grado di andare, eh…
      Alla domanda sul superenalotto, rispondo anche io la stessa a cosa. Sulla questione noia non saprei. Nell’ultimo anno ho passato più tempo con la valigia fatta che altro, ma posso dirti che non c’è stata una volta in cui mi sia annoiata! Non ci riesco. Sento semplicemente che questa è la mia passione. È la mia vita! E che se vincessi al superenalotto, pagherei mutuo, finanziamento e via, ad esplorare il mondo!!!
      A presto Silvia!
      Claudia B.

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