Come organizzare l’escursione al Barranco di Masca

Un anno fa ci stavamo preparando alla ormai imminente partenza per Tenerife e La Gomera (qui trovate il diario di viaggio), e ricordo molto bene che ero in piena fase creativa.
Come? Volete sapere cosa sarebbe la fase creativa? Ovviamente quel momento magico in cui si stanno stabilendo le visite ed i percorsi da seguire, sognando letteralmente sulle immagini dei luoghi che si toccheranno, sui diari di viaggio e le esperienze altrui. 
In particolare stavo cercando di organizzare l’escursione al Barranco di Masca in maniera autonoma, senza cioè appoggiarmi ad agenzie o esperti di trekking che, in genere, chiedevano prezzi a persona dai 58€ in su.
Ho pensato allora di scrivere questo post per dare alcune informazione in proposito, sperando che qualche povera anima (come la sottoscritta lo scorso anno) possa trarre degli spunti utili.
Partiamo dalla borgata Masca ed il suo mitico barranco: di cosa si tratta esattamente? Di un minuscolo villaggio posizionato nella parte nord-ovest di Tenerife, immerso in un paesaggio da sogno (credetemi quei luoghi sono indimenticabili), all’interno del Parco Rurale di Teno.
Da qui, parte un sentiero sensoriale, emozionante e bonariamente “massacrante”, lungo un barranco creatosi dopo millenni di erosione. Si tratta di un canyon, un gola spettacolare che collega il borgo di Masca alla pittoresca spiaggetta dei pirati, una baia protetta da alte pareti di roccia, caratterizzata da acque cristalline, fra le più belle di tutta l’isola.

Non vi prenderò in giro dicendo che il sentiero è semplice o di facile percorrenza: possono volerci dalle 3 ore e 30 alle 4 ore e 30 di discesa per conquistare la meta, ma ogni goccia di sudore, ogni dolore fisico, ogni momento di sconforto, sarà ripagato dal territorio unico che vi apprestate a vivere.

Personalmente, posso dirvi che il mio vero problema sono stati gli scarponcini da trekking, che mi hanno messa malamente alla prova, rovinandomi i piedi e portandomi a stare male per buona parte del tracciato. Di conseguenza ne ha risentito tantissimo la postura che ho assunto durante l’escursione, con dolori persistenti anche nei giorni seguenti e, inutile dirlo, piedi rovinati nelle settimane a venire.

Vi garantisco, però, che se lo scarponcino è fatto a modo, non riscontrerete nessuno di questi problemi. Lo dico perché ho visto mio marito procedere con grande tranquillità, grazie alla scarpa giusta.

Non è mia intenzione spaventarvi, solo indirizzarvi verso una calzatura corretta, che è quanto di più utile possiate concedervi per godervi appieno questi scenari mozzafiato.

Perché, al di là di tutto, scendere lungo il Barranco di Masca è un’esperienza da fare. E’ un contatto diretto con la natura, con la sua forza e la sua incredibile creatività e, cosa non da poco, è un momento di grande accrescimento fisico e mentale. Un mettere alla prova sé stessi e la propria resistenza.

Come organizzare, quindi, in autonomia la discesa al Barranco di Masca? Prima di tutto bisogna provvedere al rientro perché, una volta raggiunta la spiaggia di Masca, la scelta si dividerà tra il ripercorrere il sentiero in salita, oppure lasciare la baia via mare in traghetto.

Io consiglio la seconda, non solo perché arrampicarsi lungo il canyon, dopo la lunga discesa, richiederebbe una preparazione fisica notevole e tanto tempo, ma anche perché ammirare la profonda gola naturale e le scogliere di Los Gigantes (porto d’attracco), dall’oceano…è una cosa che toglie il respiro.

Per il traghetto consiglio di andare sul sito Masca Express: personale gentilissimo e preparato, che cerca di rispettare ogni esigenza, dando nel contempo tutte le informazioni necessarie. Potete contattarli via email dato che parlano inglese, per cui prendere accordi è semplice e veloce, e prenotare il vostro rientro all’orario che vi è più consono, usufruendo persino di uno sconto web del 20%. Ad esempio, sulla tariffa dello scorso anno di 10€ a testa, abbiamo ottenuto uno sconto di 2€ per persona.

Non serve il pagamento anticipato, solo i dati dei partecipanti. Gli orari di rientro li trovate sul sito. Calcolate con attenzione i tempi: tenetevi un margine sia per poter scendere agevolmente senza correre, riservandovi il piacere di soffermarvi per foto, pause rigeneranti, ma anche semplicemente per commuovervi davanti a paesaggi che non si vedono tutti i giorni.

E, soprattutto, datevi la possibilità di rilassarvi almeno un paio d’ore nell’incantata baia dei pirati, una volta raggiunta la meta! Fare il bagno in quelle acque…con la scogliera che incombe su di voi, è una cosa che vi consiglio col cuore in mano.

Il giorno dell’escursione non dovete arrivare a Masca in auto, (si avete capito bene!) ma raggiungere Los Gigantes

Una volta qui, potrete parcheggiare gratuitamente non troppo distante dal porto (attenzione a sostare entro i posti segnati, va benissimo anche lungo le vie residenziali), dove si trova l’ufficio di Masca Express, nel quale vi diranno se pagare a loro i biglietti del traghetto, o se dovrete saldare il tutto agli addetti presenti sulla spiaggia di Masca.

Dopodiché le ragazze vi chiameranno un taxi che, in circa trenta minuti (a seconda del traffico), vi condurrà fino alla borgata di Masca. Dato che saranno altri a guidare, voi approfittatene per ammirare il fascino del Parco Rurale di Teno, che è un gran bel vedere!

Il prezzo del taxi varia a seconda della durata del tragitto: se non sbaglio noi abbiamo speso sui 26€. Se trovate altre persone che vanno nella vostra stessa direzione, potreste anche dividere la spesa e risparmiare qualcosa!

In realtà, è possibile coprire la tratta anche con l’ottimo servizio di bus della Titsa, i cui biglietti si acquistano a bordo e sono piuttosto economici rispetto ad un taxi (circa 2,5€).

Noi non abbiamo scelto questa opzione perché era necessaria più di un’ora di bus ed un cambio, per raggiungere Masca, e l’arrivo era previsto in tarda mattinata: considerato il tempo di discesa, rischiavamo di non prendere il traghetto di rientro in tempo.

A Masca troverete bar e servizi, la pittoresca borgata, dove passeggiare brevemente e, naturalmente, l’accesso al sentiero del barranco. Per cui se vi accorgete di aver scordato qualcosa, o pensate di non avere abbastanza acqua, sarete ancora tempo per correre ai ripari!

Zaino in spalla pieno di provviste, macchina fotografica alla mano, e via! si inizia a scendere. La tempistica dipende da voi, ma considerate da un minimo di 3e 30 in su.

Una volta raggiunta la spiaggetta, troverete delle postazioni dove pagare o mostrare i biglietti del traghetto (se avete saldato il tutto in ufficio). Già sulla mail di prenotazione vi verrà segnalata l’addetta “giusta” a cui rivolgervi, visto che vi sono altre agenzie che propongono il servizio di trasporto. Sarà lei ad indirizzarvi al molo, dicendovi quanto in anticipo presentarvi.

Saliti a bordo, potrete godervi la piccola crociera, magari sedendovi all’esterno da dove si ammira ogni panorama in maniera completa, assaporando il piacere della brezza e degli spruzzi delle fresche acque dell’Atlantico.

Noi abbiamo gradito tantissimo il fatto che ci siano state offerte delle bevande fresche, incluse nel prezzo del biglietto. Non ne eravamo a conoscenza ed è stata una sorpresa piacevole!

Infine, sbarcherete al porto de Los Gigantes, le cui scogliere sono state set cinematografico di tante pellicole, tra le quali “Scontro tra Titani”, dove potrete recuperare l’auto con comodo.

Vi lascio il link al sito Masca Express, sul quale troverete i collegamenti diretti anche al sito dei taxi e della Titsa. Se volete farvi un’idea precisa del costo del taxi, potete contattare l’agenzia via mail, e loro vi daranno l’informazione.
Risultato finale: una spesa totale di circa 42€, contro quella a partire da 116€, se ci fossimo rivolti ad un tour specializzato.

Mi sento, comunque, di sottolineare l’importanza di coprire il viaggio con una buona assicurazione, soprattutto se si vuole percorrere autonomamente un sentiero simile. Non bisogna essere negativi, certo, ma tutelarsi è una scelta intelligente.

Io ho contattato più volte Columbus per assicurarmi che la polizza coprisse le escursioni e, nel pacchetto, fosse previsto il recupero degli assicurati in elicottero. Si tratta di un luogo splendido, ma oggettivamente isolato, nel quale spesso ci si ritrova completamente soli e, in caso di necessità, è giusto poter ricorrere a mezzi di intervento sicuri. Per il resto: abbiate cura del patrimonio paesaggistico di Masca e buon divertimento!

Claudia B.

4 Commenti

  1. Anna

    Ciao Claudia. Scusa se ti scoccio ancora. Stavo leggendo su tripadvisor che questo percorso ha dei punti davvero difficili, con corda e in cui sarebbe meglio procedere “col sedere a terra” (così recitava). Mi sta salendo l’ansia!!!! Non ho ancora trovato una piantina per il percorso. Sai per caso dove posso trovarla?

    1. Ciao Anna! Tu scrivimi tutte le volte che vuoi, io ti aiuto volentieri.
      Mi sto confrontando anche con la seconda metà del blog, mio marito, ma sai che non ricordiamo posti dove addirittura bisogna strisciare col sedere, con corde rigide….
      C’è stato solo un punto, dove abbiamo proceduto attaccati ad una corda rigida. Ma il tratto è stato breve, assolutamente non alto (considera che io soffro di vertigini) e non pericoloso. Soprattutto lo abbiamo seguito in piedi, non strisciando sul sedere.
      La sola volta in cui abbiamo gattonato sotto ad una roccia, è stato perché abbiamo sbagliato strada. C’era il sentiero corretto a fianco, ma noi non lo abbiamo visto.
      Purtroppo non so dove puoi reperire la mappa, a meno che non provi a scrivere ai ragazzi di Masca Express. Forse loro possono procurartela!
      Ma ti dico una cosa: leggendo le recensioni su Tripadvisor, ci si spaventa più che affrontando il sentiero. Considera che c’erano anche tanti bambini di ogni età, in campeggio o con i genitori. Per cui davvero non è così pericoloso come sembra.
      Fammi sapere se hai bisogno di altre informazioni.
      Claudia B.

  2. Anna

    ciao. é una descrizione molto dettagliata. Ho visto delle foto del percorso e mi sembra un po’ pericoloso, ammetto di essere un po’ preoccupata.
    Non ho fatto nessuna assicurazione per ora e partirò a fine aprile. Non so se farla

    1. Ciao Anna! Guarda, voglio dirti questo. Per esperienza personale ti posso garantire che il percorso è fattibile. Considera che noi non avevamo chissà quale preparazione, anzi! Io e mio marito facciamo semplici passeggiate solo ed esclusivamente in viaggio, ma a parte il mio grossissimo problema con le scarpe sbagliate, non abbiamo riscontrato difficoltà insormontabili. Nemmeno a livello di vertigini! E te lo dico io che ne soffro. Tranquilla, nulla di impressionante.
      Detto ciò, il sentiero non è certo liscio come l’olio (questo lo vedi da te), ma non è nemmeno rischioso al punto da doverti preoccupare. Se lo abbiamo fatto noi, lo può fare chiunque. I consigli che posso darti sono:
      -mi raccomando le calzature adatte;
      -assicurazione viaggio assolutamente si.
      A proposito dell’assicurazione, tieni conto che fai in tempo a stipularne una fino a poco prima della partenza. Accertati che includa la clausola di copertura escursioni, e quante escursioni. Ad esempio noi con Columbus, avevamo fino ad un massimo di 3 trekking coperti, nel corso dei 12 giorni. Considera che il Barranco di Masca, in caso di problemi durante la discesa, non è raggiungibile esattamente con facilità dai soccorritori, per cui sarebbe necessario un elicottero. In questo caso, informati con la compagnia assicurativa che questa opzione sia coperta.
      Ti segnalo un’altra cosa: quando lasci Los Gigants, Masca Express ha comunque il tuo contatto telefonico e tu il loro; hanno la tua prenotazione in fondo alla spiaggetta di Masca…insomma, se tu riscontrassi qualche problema puoi sempre contattarli e loro farebbero lo stesso con te.
      L’esperienza al Barranco non è una passeggiata semplice, ma è una cosa straordinaria, assolutamente da fare. Bastano davvero pochi accorgimenti.
      Ma, se tu reputi di non sentirti sicura al cento per cento, puoi sempre contattare qualche compagnia che organizza l’escursione di gruppo. A me non hanno fatto impazzire, ma come dico sempre: più che rinunciare, meglio ricorrere all’alternativa 😉
      Se hai bisogno di altre indicazioni mi trovi qui!
      Claudia B.

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