Cosa fare e vedere a Cerignola

Non posso negare che Cerignola sia una sorpresa. Mentirei affermando il contrario. Mi aspettavo un borgo, invece ritrovo l’eleganza di una cittadina. Pensavo vi fossero solo pochi siti interessanti, invece le cose da vedere a Cerignola sono davvero numerose. Credevo di ritrovarmi in un luogo sonnolento dove la vita scorre lentamente, invece sono al cospetto di un centro estremamente vivace!

Se l’itinerario nei dintorni di Cerignola, dedicato ai luoghi simbolo della vita di Giuseppe Di Vittorio, mi ha permesso di entrare in contatto con un territorio fatto di piccoli borghi, distese di papaveri, aziende agricole in cui degustare prodotti tipici, qui a Cerignola ritrovo la dimensione di scoperta legata ad un nucleo urbano, che ha la voglia profonda di ridisegnare la propria nomea, agli occhi del mondo!

CHIESA DEL CARMINE

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Cosa vedere a Cerignola in una giornata.

Cerignola va gustata in almeno una giornata di visite ma, se possibile, con un po’ più di tempo a disposizione, ci si può spingere anche lungo il variegato territorio limitrofo. La ricchezza paesaggistica del Tavoliere, della Daunia e dell’Alta Murgia, permettono di creare itinerari sempre nuovi e mai scontati.

Nella cittadina in cui nacque Giuseppe di Vittorio, c’è una corrente sotterranea fatta di speranza, in cui domina il desiderio di riscatto verso situazioni non sempre piacevoli, che hanno spesso oscurato il nome di Cerignola. In 24 ore, le cose da vedere a Cerignola, attraverso un itinerario urbano da seguire rigorosamente a piedi, non mancano di certo. E, per completare il quadro, si possono aggiungere soste gastronomiche, che permettano di avvicinarsi alla cucina del territorio.

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Piano delle Fosse Granarie, un museo a cielo aperto da vedere a Cerignola.

Passeggiando per il centro storico di Cerignola, sarebbe impossibile non notare una singolare distesa di quelle che, ad un primo sguardo, sembrano tombe. So di essere una persona dalla spiccata fantasia, ma penso che chiunque potrebbe cadere in questo errore!

In realtà il colpo d’occhio su cui sto spaziando con lo sguardo, è il ‘Piano delle Fosse Granarie’. Un particolarissimo sito, caratteristico del territorio di Cerignola. All’interno dell’area urbana, si contano più di 620 silos interrati, la metà rispetto al passato. Una vera ricchezza non solo archeologica, ma anche contemporanea, dato che le fosse granarie, sono state utilizzate sino al 2015, per conservare grano e cereali.

Grazie all’intervento della Ditta Cirulli, posso ammirare l’interno di una fossa granaria, che viene aperta in modo tale da mostrare la sua particolare forma ad imbuto rovesciato! Un silos per la conservazione del grano in condizioni climatiche perfette, oggi sede museale all’aperto, ma realtà urbana dal XIII secolo in poi.

Ogni fossa era identificabile, grazie ad un cippo lapideo che riportava il nome del proprietario (o dell’azienda) ed il numero di registro. Al cospetto di questa meraviglia, mi rendo conto che, il ‘Piano delle Fosse Granarie’, è a tutti gli effetti un inusuale museo capovolto!

  • Piano delle Fosse Granarie, Piazza San Rocco, Cerignola.

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Quali musei vedere a Cerignola: Polo Museale Civico Città di Cerignola.

Una sede museale ricca, interessante e assolutamente non comune, quella allestita all’interno di Palazzo Monte Fornari. Si passa dalla storia dei grandi uomini di Cerignola, come Giuseppe Di Vittorio, il noto sindacalista di cui ho ripercorso le orme durante questo press tour, oppure Nicola Zingarelli, ‘creatore’ del famoso dizionario. Penso non esista casa o studente in Italia, che non abbia un dizionario Zannichelli, nella propria biblioteca! In questo percorso, però, c’è spazio anche per il Maestro Pietro Mascagni che, pur non essendo nato a Cerignola, ha vissuto qui per un lungo periodo, componendo tra le altre anche l’opera che l’ha reso famoso in tutto il mondo: la “Cavalleria Rusticana”.

Il Polo Museale Civico di Cerignola, è anche un’interessante esposizione interattiva. Vi si trova il ‘Museo del Grano’, visitando il quale si segue un percorso attraverso la quotidianità del lavoro sulla terra. Macchinari, oggetti, ma anche una piccola raccolta di varie tipologie di grano, che permettono di capirne lavorazione ed utilizzo.

Una curiosità, è di certo il vaglio ventilatore, detto anche ‘frollone’. Non tanto per il suo uso nel lavoro, quanto perché è simbolo dell’Accademia della Crusca. Questo esemplare originale, è stato ammirato e fotografato lo scorso anno, proprio dal presidente dell’Accademia, che ne è rimasto estasiato, vedendone uno vero per la prima volta!

IL ‘FROLLONE’, SIMBOLO DELL’ACCADEMIA DELLA CRUSCA

Il Polo Museale Civico di Cerignola, ricorda anche la figura imprenditoriale del Conte Pavoncelli, uomo amatissimo in queste terre. Avversario rispettato umanamente e professionalmente anche da Giuseppe Di Vittorio, tra le tante novità, egli introdusse i vitigni sul territorio. La produzione fu talmente eccellente, da arrivare sulle tavole dell’elegante Orient Express.

Infine, passo attraverso la coinvolgente ricostruzione interattiva di una fossa granaria, oltre che di ambienti casalinghi, tipici della realtà cerignolana.

  • Polo Museale Civico, Città di Cerignola, Piano San Rocco, Cerignola. 
  • Visite guidate: prolococerignola@libero.it; guideturistichecerignola@hotmail.it
  • Telefono: 0885/420036 – 338/9061783 – 388/9304884

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Murale intitolato a Di Vittorio, un’opera da vedere a Cerignola.

A poche centinaia di metri da Palazzo Monte Fornari, si trova il murale dedicato a Giuseppe Di Vittorio. La posizione al centro di una rotonda, potrebbe lasciare perplessi ma, quando si iniziano ad ammirare le prospettive, che ‘uniscono’ i pannelli all’architettura del Duomo di San Pietro Apostolo, lo sconcerto passa. Poi, scoprendo le vicissitudini di questa opera, ci si rende conto che dobbiamo ringraziare il lavoro di chi si è battuto, per renderla nuovamente fruibile a tutti.

272 frammenti di murales riprendono vita sotto ai miei occhi, ‘uscendo’ da anni di abbandono ed esplodendo in una rappresentazione corale ricca di allegorie e richiami storici. Dei tre pannelli, quello che maggiormente lascia basiti è il ‘Pannello della Morte’. Le immagini sono accostate in modo da raffigurare un teschio, che l’occhio percepisce solo accogliendo la rappresentazione nel suo insieme. La simbologia è diretta, senza filtri: la ‘prostituzione della politica’ che, se negli anni in cui operò Di Vittorio era una piaga… oggi non è di certo risolta. Ci metto un po’ ad individuare la figura di Andreotti, il quale regge in bocca una scala sociale che poggia sui lavoratori. La schiettezza di queste immagini, la loro veridicità, tolgono il fiato…

Sullo sfondo limpido del cielo azzurro, il murale dedicato a Vittorio arriva diretto a me, come una storia eterna di lotte ed ingiustizie, dove la battaglia per il bene comune prosegue ad opera di pochi. Eppure, c’è una forte componente di speranza. Questo percepisco osservando l’immagine in primo piano di Peppino, con il suo volto amico. Questo percepisco, osservando l’inusuale sistemazione del murale, su una struttura che simboleggia la piramide sociale rovesciata. Perché la volontà di sovvertire le sorti della realtà, resta forte oggi come ieri.

  • Murale dedicato a Di Vittorio, Piazza Della Libertà, Cerignola.

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Cosa vedere a Cerignola: il Teatro Mercadante.

Il Teatro Mercadante, è uno dei primi edifici a catturare la mia attenzione a Cerignola. Lo vedo durante una passeggiata in solitaria, domenica mattina, quando Piazza Matteotti su cui affaccia, è ancora parzialmente in ombra e priva di persone. A parte la piacevole ricercatezza dell’intero spazio, l’importanza di questo teatro è nuovamente legata alla figura di Giuseppe Di Vittorio, che lo frequentava con la madre, e alle vicende dei braccianti di Cerignola. Lo scopro grazie a Giovanni Rinaldi, esperto ed appassionato della vita di Peppino, quando mi mostra una serie originale di libretti d’opera. Una collezione di grande valore, rinvenuta tra gli effetti personali di qualche contadino della zona. 

Di Vittorio predicava l’importanza della cultura, lui stesso coglieva ogni istante per aumentare la propria conoscenza. La figlia Baldina, ricorda come il papà leggesse qualunque cosa, persino le insegne affisse sui pali, lungo le strade! La lotta di Peppino a favore dei lavoratori, includeva anche la battaglia per inculcare nelle persone, l’idea di quanto l’erudizione potesse rendere mentalmente liberi. Una libertà che si trasformò piano piano in passione: per la lettura, per l’opera lirica, per l’ascolto. Che si tramutò nella creazione di una scuola serale, alla quale potessero iscriversi i lavoratori. Un inno alla voglia di raggiungere un sapere, dato non solo dall’impegno quotidiano nella produzione, ma anche dall’arte fruibile a tutti.

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Quali edifici religiosi vedere a Cerignola.

Passeggiando per le vie del centro storico di Cerignola, noto come la sera si rianimi di persone che amano andare per negozi, sedersi in un bar, oppure fermarsi a mangiare un fragrante panzerotto. Di giorno, invece, diventa un quadro da fotografare per il suo realismo. Contadini che si sistemano ai lati delle strade, per vendere la verdura spontanea, di cui la Puglia è ricchissima. Negozianti che allestiscono banchetti fuori dai negozi. Un allegro andirivieni tra i piccoli, variopinti vicoli, in cui il colore di porte e scuri, si alterna ai fiori e all’ombra delle piante.

In questo dedalo di viuzze e vie principali, mi ritrovo ad ammirare numerosi edifici religiosi. La sontuosa Cattedrale di San Pietro Apostolo, è un monumento imponente. La sua cupola, è visibile fin nelle campagne limitrofe e guida i visitatori che arrivano a Cerignola, magari dalla vicinissima Foggia. Per quanto imponente, questo edificio iniziato nel 1873 e terminato nel 1934, non è quello che colpisce il mio cuore.

CATTEDRALE DI CERIGNOLA

Forse non ci riesce neppure la barocca Chiesa del Carmine che, seppure adoro ammirare lambita dalla luce del sole, nei diversi momenti della giornata, oppure accarezzata dalla luna, di notte, resta solo un punto su cui focalizzare lo sguardo, ammirando una splendida architettura.

L’edificio religioso di Cerignola che conquista la mia anima, sia per la posizione decentrata, sia per l’intimo senso di accoglienza, è la Chiesa Madre. Stretta tra i minuscoli vicoli del paese vecchio, dove i passi vengono accompagnati dal profumo di panni stesi, oppure di sugo in cottura, che esce dalle finestre, questa architettura dell’XI secolo mi accoglie come una carezza. Intitolata a San Francesco d’Assisi, la Chiesa Madre è uno di quei luoghi che invoglia le persone a sedersi per ascoltare il silenzio. I propri pensieri. La corrente emozionale data dal viaggio, o dalla vita.

CHIESA DEL CARMINE

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Cosa fare a Cerignola: Visitare ‘Casa DI Vittorio’. 

Tra i tanti luoghi da vedere a Cerignola, non ho potuto fare a meno di dedicare del tempo a “Casa Di Vittorio”. Si tratta di un’associazione, nata per promuovere non solo l’opera e la memoria di Peppino ma, soprattutto, la sua vita in quanto uomo, bracciante, persona. Dato che sono a Cerignola principalmente per approfondire un pezzo di storia che conosco solo nella sua versione pubblica, ma di cui voglio sentire aneddoti di vita vissuta, la sede dell’associazione è perfetta per il mio scopo. 

Ascolto le voci di chi conosce Peppino attraverso vicende familiari. Guardo video. Osservo. E, ad ogni parola, ad ogni fotogramma, mi sento più vicina a lui. Nella sede di Palazzo del Carmelo, in passato Municipio di Cerignola, Di Vittorio si mostra. Impregna ogni angolo dell’edificio, dove firmò il primo contratto per la tutela dei lavoratori e che tanto spesso frequentò. Una presenza familiare.

“Casa Di Vittorio” è il luogo perfetto da vedere a Cerignola, per imparare un pezzo della nostra storia, per conoscere davvero Giuseppe Di Vittorio, senza scadere nella noia di date o fatti noti a tutti. Perché viaggiando, ho imparato che la cultura, il sapere, non vengono solo dai libri. Ma anche da attimi di esistenza irripetibili, vissuti col cuore.

  • “Casa Di Vittorio “, Corso Garibaldi 13, Cerignola. 
  • Per visite contattare: casadivittorio@gmail.com; Tel. 0885.449474

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Dove mangiare a Cerignola.
  • Hostaria u’ Vulesce, Via Cesare Battisti 3. Tel. 0885 425798.
  • Ristorante Dimuzio, Via Nizza 10. Tel. 0885 417713.
  • Trattoria Il Gatto Nero, Via Venosa 4. Tel. 0885 425983.
Dove dormire a Cerignola.
  • B&B Dimora Borgo Antico, Via Santa Sofia 32, info@dimoraborgoantico.it

Claudia B. in collaborazione con Associazione Casa di Vittorio, Comune di Cerignola e Regione Puglia – Assessorato all’industria turistica e culturale

9 Commenti

  1. E chi l’avrebbe mai detto che Cerignola avesse cosi tante cose da vedere? Delle fosse granarie non sapevo praticamente nulla, siete stati fortunati a poterle vedere così bene! E poi Zingarelli e Mascagni? Qui mi hai davvero stupita, non ne avevo idea.
    E i frammenti di murales? Bellissimo!
    E.. E.. E.. potrei andare avanti ore, davvero un itinerario interessantissimo, una cittadina sorprendente!
    Un bacione

    1. Inseriscila, vedrai che non te ne pentirai. Cerignola, così come il territorio limitrofo, è ancora una perla che cerca di uscire allo scoperto. Adesso è il momento di visitare questi luoghi, che hanno una voglia profonda e sentita di farsi conoscere e mostrarsi!
      Se andrai, fammi sapere cosa ne pensi 😊.
      A presto,
      Claudia B.

  2. Hai proprio ragione che eleganza! Quasi non ce lo si aspetta da una cittadina pugliese ma non fraintendermi, mi riferisco al fatto che ci si aspettano esplosioni di barocco, il bianco della pietra calcarea, lo spettacolo dei paesaggi marini ma decisamente questa eleganza suona come una bellissima sorpresa! Guarda ad esempio cosa non è quella Cattedrale. E che cosa inusuale questa delle Fosse Granarie non le conoscevo o almeno non le avrei mai associate a roba nostra-italiana…ma che brutta persona che sono piena di pregiudizi contro il mio paese 😛 E quante persone illustri sono legate a questa cittadina persino LUI Zingarelli?! *__* Ci stai facendo conoscere realtà e territori che meritano più di una breve fuga! Credo che in questo momento il tuo blog stia facendo una pericolosa concorrenza alle guide turistiche sulla Puglia! 😉
    Buona serata!

    1. Tu sei carinissima a dirlo, ma sento che le guide turistiche pugliesi potrebbero espellermi a vita dalla loro terra 😂! Ovviamente scherzo. Solo qualche annetto…
      Ecco vedi, da quando ho iniziato a viaggiare davvero in Puglia, nel senso andando oltre le solite mete (straordinarie, ma che tutti bene o male conosciamo), mi si sono spalancate davanti realtà che mai avrei associato alla Puglia. Luoghi con l’anima… a costo di essere banale e ripetitiva, ma in effetti questa è la sensazione. E non perché luoghi noti non abbiano personalità, ma perché realtà inusuali, meno conosciute, hanno così tanto da raccontare, una tale voglia di emergere, di farsi conoscere, che danno tantissimo a livello emotivo.
      Tu non immagini Dani, quante persone di Cerignola (o, precedentemente, di Noicàttaro) mi abbiano scritto e seguito durante il press tour, profondamente felici perché stavamo dando voce alla loro terra! Una voce diversa dalle solite, negative. Perché fare promozione del territorio, seppure nel mio piccolo, per me è soprattutto questo: ascoltare voci, raccontare quelle stesse voci ❤️.
      Ecco, spero di esserne almeno in parte in grado…
      Ps: non sei una cattiva persona Dani! È che siamo troppo abituati ad assorbire negatività dal nostro paese 😂.
      Ti abbraccio forte,
      Claudia B.

  3. Non avevo mai visto le fosse granarie prima d’ora, una fantastica invenzione d’altri tempi. Il murale dedicato a Giuseppe Di Vittorio credo che sia veramente significativo, una bellissima opera che parla a chi la osserva!

    1. Ha saputo trasmettere emozioni fortissime con la sua storia e le sue simbologie, Fiammetta, davvero! Un murale che non racconta solo l’uomo, ma anche un momento storico. La storia della rinascita di un’opera uscita da anni di oblio. Imperdibile!
      E le fosse granarie, così come il Museo del Grano, sono un racconto evidente del passato e di parte del presente.
      Ti abbraccio,
      Claudia B.

  4. Posti come Cerignola dovrebbero essere dei musei a cielo aperto, sia perché a ogni angolo c’è qualcosa da vedere, sia perché sembra che il tempo si sia fermato. E in tanti casi secondo me questa cosa è estremamente positiva perché in certi paesi si respira ancora l’aria di un tempo ed è ancora vivo quel senso di “comunità” che purtroppo non esiste più altrove. Nella mia città per esempio, nonostante le dimensioni ridotte, ho spesso l’impressione che si viva tra estranei, mentre in certi paesi è rimasto uno spirito tipico del passato, dove ognuno cercava in qualche modo di dare il suo contributo alla comunità. Ecco, Cerignola mi sembra proprio uno di questi rari posti.
    Buona giornata ❤️

    1. È un po’ la magia della Puglia, questa. L’incanto di dare un senso di comunità, di vero paese inteso come persone, non solo luoghi. Forse uno degli aspetti della Puglia che più mi affascinana, perché così distante dalla nostra realtà.
      Di Cerignola hai proprio detto bene: è un museo a cielo aperto! Questa cittadina ha qualcosa da raccontare, da condividere. Pezzi di umanità, angoli da scoprire per approfondire quella conoscenza. Ecco cosa io stessa ho percepito. Spero di averle reso giustizia!
      Buon inizio settimana Silvia!
      Claudia B.

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