Cosa fare e vedere in Salento: itinerario costiero da Otranto a Leuca

Del Salento vi ho già parlato in due occasioni, suggerendovi alcuni luoghi insoliti da visitare: Uggiano la Chiesa ed il suo territorio; poi Spongano e le sue attività artigianali. Oggi, però, voglio concludere il capitolo dedicato all’elegante tacco d’Italia, proponendovi un itinerario on-the-road sulla costa salentina e suggerendovi cosa vedere in Salento, in circa due giorni.

Si tratta di un viaggio che tocca le località di Otranto, con la spettacolare cava di bauxite, Castro e la Grotta Zinzulusa, poi Punta Palascìa fino a Santa Maria di Leuca. Il tutto, attraverso una sequenza di paesaggi mozzafiato, fatti di mare dal colore indescrivibile, fichi d’india, muretti a secco e vegetazione tipicamente mediterranea.

Vi spiego meglio. Qui riassumo parte dei due educational tour, a cui ho partecipato il mese scorso. In questo modo voglio rendere più omogenee le visite, dato che il secondo tour, è stato un pò il completamento del primo. Capisco che, detto così, sembra uno scioglilingua dell’infelicità, ma aspettate di sentire il seguito, prima di pensare che il peggio sia questo.

Dovete sapere che, quando ho partecipato al primo blogtour, alcuni compagni di (dis)avventura, hanno scelto spontaneamente di noleggiare un’auto, per prendere parte all’evento. E, devo dire, la loro lungimiranza, ci ha veramente salvato in moltissime occasioni.

Considerando che provenivano da Toscana, Veneto e Umbria, tenendo conto delle distanze, ma anche del fatto che, secondo uno studio effettuato dal broker AutoEurope, i chilometri percorsi in media da ogni utente in una settimana, sono circa 264 (basta dare uno sguardo a questa infografica, per rendersene conto), direi che i miei compagni di viaggio, hanno davvero fatto la scelta migliore.

Ora, non per fare la morale: ma avete presente quante cose si possono visitare nell’arco di 264km? La sola distanza da Otranto a Leuca è di 54km: in pratica, gli altri 210, si possono risparmiare, impiegando il proprio tempo in visite approfondite, rilassanti immersioni in acque cristalline…e soste golose, magari per gustare un buon pasticciotto leccese!

Quindi, se arrivate da lontano, tenete conto della possibilità decisamente economica, di atterrare a Brindisi e muovervi con un’auto a noleggio.

Per il soggiorno, potete anche scegliere come campo base un’unica località, visto che gli spostamenti sono piacevoli e rapidi. Per risparmiare qualcosa, vi suggerisco di prendere in considerazione le strutture nelle piccole borgate dell’entroterra salentino, che distano meno di 10km dalla costa.

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Cosa vedere in Salento: Otranto.

Iniziamo dalla Regina, la bella Otranto, il borgo vivace ed elegante che, pensate, durante la prima visita non era riuscito a conquistarmi. Non per colpa sua, ma dell’orda barbarica di visitatori, che ne affollava il centro storico, vista la giornata festiva in cui capitammo. Complice anche un umore leggermente nero (leggete:), devo dire che in quell’occasione scattai circa tre foto (io, vi rendete conto!), chiedendomi cosa mai avesse Otranto di speciale.

L’ho scoperto dieci giorni fa quando, con la supervisione di Alessandro Chizzini di TagPress, giornalista pubblicista presso l’Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho finalmente VISTO Otranto. Nel senso che sono riuscita a guardarla e percepirla.

Noi viaggiatori siamo una razza strana: se un luogo lo viviamo nel modo sbagliato, rischia di diventare il nostro peggior nemico, quanto a sensazioni. Dato che una seconda possibilità non la si nega a nessuno, oggi sono qui, ad affermare senza paura di smentita che, Otranto, è una tra le prime cittadine da vedere in Salento.

Un bianco dedalo di viuzze, al quale personalmente toglierei giusto qualche negozio di troppo (ma questo è un mio parere), ci accoglie con pace e silenzio. Non sembra nemmeno lo stesso borgo nel quale meno di un mese fa, si camminava a stento. Oggi capisco fino in fondo, perché l’Unesco ha deciso di dichiararlo “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”, ed appoggio pienamente l’iscrizione al circuito “I Borghi Più Belli d’Italia”.

Una cittadella fortificata, stretta tra possenti mura, che raccontano il passato turbolento del villaggio. Conquistata a più riprese da numerosi popoli, ognuno dei quali ha lasciato tracce architettoniche della propria dominazione, Otranto era infatti un bottino goloso, visto il rilevante ruolo commerciale che ricopriva sul Mar Adriatico.

La zona portuale, che oggi è un vivace e modaiolo luogo d’incontro, in passato rappresentava il punto di partenza e di arrivo, dei principali traffici economici.

Al borgo vecchio di Otranto, si accede da Porta Alfonsina. Una volta dentro, si inizia a respirare la suggestione. Stretti vicolini, palazzine decorate con grazia e, appena ci si allontana dalla via principale, si scoprono angoli che hanno qualcosa di nobile nel loro aspetto austero.

Visitiamo la Cattedrale dell’Annunziata, col suo notevole pavimento musivo, che mi ricorda tanto quello di Aquileia (di cui ho scritto qui). Ci perdiamo alla ricerca di simbologie e immagini provenienti dall’Antico Testamento.

Una delle particolarità della Cattedrale di Otranto, è di certo la Cappella dei Martiri. Qui, sono conservati i resti degli ottocento fedeli, che vennero massacrati nel XV secolo durante l’invasione turca, per essersi rifiutati di rinnegare la propria fede.

Ammiro solo da fuori la Fortezza Aragonese, che si raggiunge in pochi passi dalla piazzetta della Cattedrale. La bella fortezza voluta da Fernando I d’Aragona, è aperta alle visite ma, per quanto mi riguarda, oggi ho bisogno di “sentire Otranto” sulla pelle, senza rinchiudermi a lungo in edifici e musei. E lo stesso vale per i miei compagni di blogtour.

Lasciamo che siano gli scorci ameni a chiamarci, ci soffermiamo sulle decorazioni e sulle persone, scambiamo battute e sorrisi, ci spingiamo lungo gli spalti, per ammirare la bellezza imponente della città vista dall’esterno.

Infine, passeggiamo pigramente sull’ampia Piazza degli Eroi, dove l’imperativo è perdersi con lo sguardo sull’Adriatico, lasciandosi inondare dall’urlo dei gabbiani e dal calore del sole.

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Cosa vedere in Salento, nei dintorni di Otranto.
  • Cava di Bauxite

Un brevissimo tratto in auto, ci porta fino alla Cava di Bauxite di Otranto, che si trova a meno di 3km dal centro città. Parcheggiamo sulla strada di accesso al sito e, seguendo una semplicissima passeggiata in mezzo a colori intensi, blu, rosso, verde, arriviamo in un mondo parallelo.

Non ci sono persone attorno a noi, solo pochi sporadici visitatori per fortuna. Perché la Cava di Bauxite di Otranto, ha bisogno di concentrazione. Contemplazione. Totale adorazione e dedizione.

Questo giacimento è stato scoperto negli anni Quaranta del secolo scorso, e venne sfruttato sino al 1976. Una volta abbandonato, una falda acquifera ha iniziato ad alimentare la conca, formando un laghetto naturale. Di conseguenza, con il tempo, si è sviluppata anche una vegetazione tipicamente lacustre.

Ci si trova davanti ad un panorama irreale, difficile persino da trasmettere a parole. Tra i tanti siti da vedere in Salento, il laghetto di bauxite è davvero una chicca. Un parco naturale che teletrasporta in uno di quei mondi disegnati da Walt Disney, dove tutto è fantasia, ma tu vorresti che si tramutasse in realtà. E’ come se un occhio verde, tenesse sotto controllo lo sbocciare della natura, attraverso una palpebra rossa.

Tutto attorno, le striature ocra, rosso intenso e marrone, creano una scia di tonalità che ti entrano nel cuore. Giochi di luce, giochi di colore, giochi di immagini impresse sul terreno della cava. Mentre in lontananza, il blu dell’Adriatico spicca come una sentinella nel quadro.

  • Punta Palascìa

Il lembo più ad est d”Italia, Punta Palascìa o Capo d’Otranto, dista soltanto 6km dal centro di Otranto. Questa è la zona d’Italia baciata per prima dall’alba, quella che viene svegliata dal sorgere del sole. I raggi toccano Punta Palascìa, quindi arrivano fino a noi.

Devo ringraziare Alessandro, se posso inserire questa meta tra le cose da vedere in Salento, perché altrimenti non sarei mai arrivata fino a qui.

Passeggiamo lungo il sentiero selvaggio che porta fino al faro, stretto tra la forza dell’Adriatico ed il vento incessante, che spazza la vegetazione.

La bianca e placida struttura, sembra quasi uno di quei vecchi signori di paese, forte come il marmo, ma sensibile come un fiore. Un amico fidato, che ha visto passare uomini e pensieri. Un amico fidato che, ad ogni Capodanno, attende tanti visitatori, per salutare insieme a loro la prima alba italiana del nuovo anno.

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Cosa vedere in Salento: Castro e la Grotta Zinzulusa.
  • Grotta Zinzulusa

Percorrendo circa 20km lungo la costa salentina, si raggiunge il borgo di Castro, un villaggio di pescatori pittoresco e circondato da acque cristalline.

Nell’itinerario on-the-road da Otranto verso Castro, però, si incontra dapprima la Grotta Zinzulusa, per cui conviene fermarsi subito per la visita guidata.

L’accesso alla Grotta Zinsulusa, è una quinta teatrale di una perfezione ricercata, come solo la natura sa creare, con il proprio tratto caratteristico. Si accede in questa bocca che pare appartenere ad un animale mitologico, quindi si cammina nel ventre della grotta di origine carsica, chiusa tra basse scogliere e l’Adriatico a perdita d’occhio, in un percorso quasi mistico.

Ci si immerge in un sentiero di poche centinaia di metri, stretto tra stalammiti e stalagmiti, dalle forme più fantasiose. Si intuiscono sembianze umane o animali, piante o oggetti, a seconda di quanta creatività si sprigiona dai nostri occhi.

  • Castro Marina

Passeggiare nella zona portuale di Castro Marina, è di certo rilassante e piacevole, soprattutto se si conclude questa attività, con un rigenerante caffè freddo alla mandorla. Un vero gusto esplosivo ed avvolgente!

  • Castro 

Il borgo di Castro, è un sito storico e letterario di grandissima importanza. Nell'”Eneide”, infatti, Virgilio pone a Castrum Minervae, il primo approdo di Enea in Italia. Gli scavi archeologici qui effettuati, sembrano confermare che Castro sia la Castrum Minervae dell’opera.

Ma uno dei ritrovamenti di maggior pregio, di cui tutta la popolazione va davvero fiera, è quella di un busto femminile splendidamente conservato, dopo il quale sono state portate alla luce anche altre parti del corpo: un dito, un piede, un braccio. La corta veste drappeggiata fa pensare ad Artemide, ma non si esclude possa trattarsi di Minerva.

E’ conservata al Castello Aragonese di Castro, che visitiamo in via del tutto eccezionale, con un’accoglienza dedicata, grazie alla quale possiamo avvicinarci a curiosità, particolari leggendari e storia.

Nonostante i gravi danneggiamenti subiti nel tempo, la rocca oggi ha riacquistato il suo massimo splendore. Una cittadella fortificata arroccata sull’Adriatico, che domina il paese di Castro.

Piccolo e piacevole il centro storico, dove passeggiare tra piazzette, belle decorazioni floreali e case bianche che svelano, all’improvviso, cortili dalle abitazioni sgargianti!

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Cosa vedere in Salento: strada costiera fino a Santa Maria di Leuca.

Seguiamo gli ultimi 28km fino a Santa Maria di Leuca, lungo una strada costiera che merita di essere percorsa lentamente, con la voglia di scoprirne ogni scorcio.

Finestrini abbassati, il vento sempre presente, soste da scegliere liberamente, per godersi panorami su Castro che si allontana, sull’aspro paesaggio salentino e per fotografare piccoli porticcioli in cui riposano barche colorate.

Una volta raggiunta Santa Maria di Leuca, scendiamo fino alla zona portuale, dove facciamo una piacevole passeggiata sulle passerelle, da cui ammiriamo le imbarcazioni che si riflettono sulle acque. C’e silenzio, pace. Ed un sole alto e forte, che promette un tramonto d’autore.

Risaliamo lentamente la scalinata della Cascata Monumentale, che porta sino alla Basilica di Santa Maria de Finubus Terrae. Secondo la leggenda, San Pietro, durante il suo viaggio verso Roma, si fermò a Leuca e, il Tempio di Minerva, venne trasformato in un luogo di culto cristiano.

Dalla Piazza della Basilica, si accede anche al faro di Leuca e a punti panoramici imperdibili. Ma è sopratutto l’affaccio dalla scalinata della Cascata Monumentale, che lascia basiti per il quadro che si apre sulla zona portuale Quando tramonta il sole, sembra che una cappa dorata ricada su Leuca, avvolgendola in un’aura d’irrealtà.

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Un itinerario on-the-road lungo la costa salentina, permette di scoprire luoghi imperdibili da vedere in Salento, muovendosi a ritmi lenti e prendendosi, nel contempo, la libertà di fare soste fotografiche e contemplative.

Lasciatevi guidare non solo dalle tappe prestabilite, ma anche dall’istinto che vi suggerisce dove sostare, per godere di attimi di riflessione ed osservazione.

Claudia B. in collaborazione con AutoEurope

30 Commenti

  1. Claudia, inutile dire che i tuoi itinerari mi ispirano sempre un sacco, e spero prima o poi di riuscire a riproporli personalmente (soprattutto questi qui della Puglia che mi manca del tutto)! 🙂

    1. Ti ho seguita sui social Stefania e mi è piaciuto tantissimo l’itinerario che hai seguito 🙂 Sono felice che tu possa confermare le mie stesse impressioni. Mi resta la curiosità di vedere Otranto di sera: che la terza volta sia quella buona ;-)?
      A presto, verrò a leggere i tuoi reportage di viaggio!
      Baci,
      Claudia B.

  2. Claudia che dire dei posti stupendi che ho avuto la fortuna di visitare dato che la nonna di mio marito vive in un paesino in provincia di Lecce! Otranto la trovo stupenda bellissima di giorno e una perla di sera. Anche l’itinerario da te indicato lo abbiamo fatto ma non siamo mai stati nella grotta… recupereremo! Santa Maria di Leuca ha il suo fascino! 🙂 la foto delle massaie bellissima ne ho anche io una qui sulla libreria in salotto 😉

    1. Le massaie salentine non potevo lasciarle fuori dal post, sono simpatiche e molto rappresentative 😉
      Io la prossima volta, dovrò recuperare Otranto di sera, illuminata ad arte, ma tu, promettimelo, appena torni a trovare nonna di tuo marito recupera la Grotta Zinzulusa. Seriamente Giulia, è uno spettacolo, come entrare nelle fauci di un mostro mitologico!
      A presto, un bacione,
      Claudia B.

    1. Ora sono felicissima anche io di aver cambiato idea! Tu non puoi immaginare la frustrazione di quella prima visita, quando non solo non mi sono goduta il centro storico, ma davvero ho scattato tre foto. Teste e piedi ovunque! Un fiume in piena di persone!
      Dieci giorni fa, invece, ho davvero respirato la città e si, ora la adoro anche io e la metto tra le prime cose da vedere in Salento, senza dubbio 😉
      Grazie per essere passato!
      Claudia B.

  3. il salento è nella mia WL da troppo tempo, speravo di rimediare quest’anno ma i voli sono già cari per l’estate. però non escludo un giro a settembre/ottobre, tra le tante cose non voglio perdermi la cava di bauxite: è incredibile!!!

    1. Consiglio di una pazza (io): se riesci ad andare dopo la bolgia estiva, te lo godrai molto ma molto di più! So che l’idea di tuffarsi in quelle acque cristalline è allettante, ma a settembre credo sia ancora fattibile godersi la spiaggia e, al contrario dell’estate piena, anche i borghi e le tratte stradali 🙂
      La Cava di Bauxite assolutamente da fare…ma non dimenticare nemmeno una capatina alla Grotta Zinzulusa. E per altri consigli, chiedi sempre senza problemi 🙂
      A presto,
      Claudia B.

  4. Sono stata in Salento ormai due anni fa! Ospite di amici automuniti(sicuramente la cosa migliore)! Ci hanno scarrozzato a destra e a manca tutta la settimana! La base era in provincia di Brindisi, loro vivono a latiano, e da lì ci siamo spostati fino alla O di Otranto 😂 a Lecce, e a nord verso Alberobello, fino a Matera, sconfinando in Basilicata! Insomma un bel tour! Otranto mi è piaciuta tantissimo! Era una bella giornata di Agosto, quindi bagnetto nella acque cristalline e poi giro per il borgo con i capelli bagnati e il sale sulla pelle! Bellissimo 😍Non sapevo che la Cava di Bauxite fosse così vicina, altrimenti ne avrei approfittato, mannaggia! Sarà per la prossima volta 😉

    1. Che giro splendido avete fatto! Praticamente avete attraversato la Puglia, dal Salento fino alla Valle d’Itria, per raggiungere poi la Basilicata! Stupendo! Sarà che ultimamente, ho davvero passato molto più tempo in Puglia che a casa, ma parlo di questi luoghi con grande orgoglio, nemmeno fossero la mia terra natia, ahahahah!
      La realtà, è che è difficilmente non lasciarsi ammaliare da posti tanto belli e persone così accoglienti, per cui la mente ed il cuore corrono sempre lì sempre.
      Peccato per la Cava di Bauxite, è un luogo mistico, ti consiglio davvero una sosta quando tonerai in Salento 🙂
      Un bacione,
      Claudia B.

  5. Come al solito: per me Otranto era sconosciuta se non per il nome (alla ruota della fortuna la “o” di Otranto era un classico!) A parte il borgo che capisco bene sia stato molto più apprezzabile senza la ressa di gente, la cava di bauxite (l occhio verde dalla palpebra rossa!) È davvero una visione fiabesca! Cosi come il paesaggio di punta palascia il primo a ricevere il bacio del sole e la grotta che sembra la bocca di chissa chee strano animale mitologico! I viaggi on the road per me sono i migliori, poi in un luogo che offre così tanto tra natura e cultura, è davvero vincere facile! 😉 bellissimo itinerario!

    1. Grazie Sere!!! Il Salento è bello da vivere liberamente, on-the-road, possibilmente con auto a chilometraggio illimitato, perché c’è tanto da vedere, anche se gli spostamenti non sono eccessivi. Io consiglio anche di portarsi dalla costa verso l’entroterra, in modo da non dimenticare le antiche borgate e le attività artigianali. Così come i siti megalitici.
      Ma lungo la costa, ci sono borghi e siti naturalistici, che davvero lasciano basiti. In questo, avere l’auto a disposizione con la quale sostare dove si trova qualcosa che ci ispira, con tempi nostri, è proprio il massimo 🙂
      PS: la “O” di Otranto la uso ancora adesso! Per cui sono super felice di aver fatto pace con la città, perché prima dell’ultima visita, storcevo un pò il naso, ahahahah!
      Bacioni,
      Claudia B.

  6. Anna Maria

    Visite troppo brevi le mie in Puglia! Vorrei davvero vederla meglio. Ultimamente leggo che è ricca di innumerevoli siti archeologici. Grazie Claudia

  7. Mamma che bella Castro! *_* Questi luoghi mi sono assai “familiari” pur non essendoci mai stata hahahah! Ti spiffero un segreto: nemmeno due anni fa scrissi un reportage (ovviamente non a mia firma ma come ghost writer) delle zone che hai descritto: cava Bauxite, grotta Zinzulosa, S.Maria di Leuca e tutta questa parte del Salento. Tu Claudia con questo articolo hai dato forma e hai concretizzato quel mio articolo portandomi con mano ancora una volta in questa terra speciale!
    E’ come quando studi un’opera d’arte su un libro di storia e poi vai al museo e finalmente la vedi e la apprezzi grazie alle parole di una brava guida. Ecco, pur non essendoci stata (ancora una volta), sto giro del Salento ne ho sentito il profumo!
    L’ho già detto che Castro è bellissima? 😛
    Buona serata 😉

    1. Dopo questa bellissima metafora, sono rimasta ad occhi sgranati e bocca aperta (con zanzare) per cinque minuti. Perché quello che hai detto non solo è una frase che ripeto spesso anche io, riferendomi ai miei viaggi, ma è anche un complimento molto bello per me.
      Nella sfortuna di certe situazioni non proprio bellissime, ho avuto la fortuna di ottimizzare queste due esperienze, prendendone comunque qualcosa di buono.
      Volevo da tempo scrivere questo itinerario costiero, ma per fortuna ho aspettato, così ho avuto modo di completarlo con diverse soste…e con un amore ritrovato nei confronti di Otranto 😉
      La stessa Castro (che mi pare di aver capito tu non ami 😉 ), la prima volta l’ho vista solo parzialmente. E’ stata col secondo blogtour, che ho visitato il borgo antico, il Castello Aragonese e la splendida Grotta Zinzulusa.
      Quindi, ecco, sono stata molto fortunata, ed è bello poter condividere la mia esperienza con voi, farvi sentire il profumo di un itinerario conosciuto, anche se non provato 🙂
      PS: ora muoio dalla curiosità di leggere il post di cui parli. Se ti va, mandami il link in un messaggio su Twitter, oppure basta anche il nome della testata!
      Un abbraccio Dani, grazie per essere passata 🙂
      Claudia B.

      1. Eh neanche io l’ho visto il pezzo una volta “confezionato”. Noi mandiamo gli articoli via web e ne perdiamo totalmente la maternità, la paternità, i diritti e i riconoscimenti. E’ come fare un figlio e abbandonarlo! 😀 😀 Potenzialmente potrebbe essere finito anche su un Blog di Viaggi (come si fa la faccina satanica?) 😛

        1. Stai scherzando? No, non stai scherzando….Vuol dire che, in pratica, potrebbe averlo “adottato” anche un qualche “blogger con l’influenza”, ed averlo poi fatto passare per proprio (come si fa la faccina con la mandibola incrinata?).
          Beh, comunque, sappi che io l’avrei apprezzato tanto e, anche se non l’ho letto, mi è piaciuto sulla fiducia (ci hai messo pelo, vero, in questa creatura adottiva 😉 )?
          Claudia-mascella inclinata-B.

  8. Ametto vergognosamente di non essere mai andata nel sud Italia, ma Otranto, come anche la cava di Bauxite e le grotte, mi hanno veramente meravigliata! E poi mi convinci sempre più sul fatto che i luoghi che non ci sono piaciuti la prima volta meritano una seconda change!

    1. Francesca devi sapere che, fino allo scorso Aprile, non avevo mai visto così tanta Puglia! La seconda metà del blog è pugliese e, dato che ogni volta, le nostre uscite in Puglia si trasformavano nella “sagra del parente”, avevo detto basta.
      Poi la svolta, una svolta legata al blog. Prima un piccolo progetto in collaborazione con tre Pro Loco a Pasqua, poi due educational tour a maggio e, nel giro di poco, ho iniziato davvero a vedere la Puglia.
      Me ne sono innamorata! Ho scoperto luoghi splendidi che mi hanno fatto perdere la testa. E altri che, per fortuna, ho potuto incontrare una seconda volta 😉 Perché si, un primo approccio sbagliato, dato da vari fattori, non è detto che debba restare tale 🙂
      Grazie per essere passata, un abbraccio,
      Claudia B.

  9. Che bello leggere di questa tua esperienza, cara collega di scleri <3
    Io sono rimasta completamente rapita dalle tue foto di Santa Maria di Leuca, la piazza ha un che di arabeggiante che non mi aspettavo. E la cava di bauxite? Ha dei colori splendidi in foto, posso solo immaginare dal vero che effetto pazzesco!!
    Anche Otranto sembra davvero una chicca, purtroppo ci sono quei posti che al primo impatto non ti entrano dentro, per questo bisogna sempre (o quasi!) dare una seconda possibilità.
    Ti mando un bacio Sammoso!

    1. Il bacione Sammoso lo prendo al volo e me lo spalmo sulle guanciotte!!!
      Io sono felice di aver potuto dare una nuova possibilità ad Otranto, oggettivamente la meritava. Purtroppo ci “siamo presentate” in un giorno di festa, quando era piena…no, stracolma, ed il mio umore era nero per mille motivi.
      E per fortuna che, allora, i famosi compagni di viaggio cui accenno all’inizio del racconto, erano muniti di auto a noleggio, per cui non dovemmo attendere nessuno, anzi potemmo organizzare la giornata a piacimento.
      Ma questa volta Cele, Otranto per me è stato amore!!! E la Cava di Bauxite magia. Quando sei lì, esci dal tuo corpo, è come se fluttuassi in mezzo ai colori! Alle forme! Guarda, credimi, è un’esperienza unica.
      E di Leuca, oltre alla piazza, a me è rimasta in mente la salita lungo quella scalinata a ridosso della cascata monumentale. Ad ogni passo, il panorama che si apre sempre più, è qualcosa di poetico. Poi al tramonto? Ho detto tutto 🙂
      Baci,
      Claudia B.

  10. I colori della cava della Bauxite sono spettacolari. Ci son tornata proprio pochi giorni fa e lascia sempre senza parole. La grotta Zinsulusa ancora la devo visitare ma spero di rimediare al più presto 🙂

    1. Ho visto le tue foto della Cava di Bauxite su Facebook e, credimi, mi sono emozionata ripensando ai miei momenti lì!
      Appena puoi Roberta, davvero vai a visitare la Grotta Zinzulusa. E’ un’esperienza immensa, entrare nelle fauci di quella meraviglia della natura 🙂
      A presto!
      Claudia B.

  11. E volevo alzarmi in piedi e farti l’applauso. Per tante cose.
    Ma che se non si riesce a far innamorare un visitatore di Otranto, che cappero si organizza a fare la visita?
    E’ la mia personale interpretazione al fatto che la prima volta non l’hai capita. Una delle località più belle di tutta la Puglia… capisci cosa intendo?
    La Puglia è lunga. Ci vuole un pò per visitarla perchè di cose da vedere ce ne sono. Incredibilmente. E c’è tanta, tanta ospitalità. Basta solo beccare la gente giusta.
    Ti abbraccio forte. Ormai tua stimata fan.

    1. No, ma che “stimata fan”! Tu sei amica e collega!!! Certo mi fa piacere sapere che mi segui, ma noi siamo amiche e colleghe!!!
      Tornando alle cose serie…capisci il mio dispiacere, la frustrazione, durante quella prima visita che mi ha lasciato una brutta impressione di Otranto? Sono ripartita, consapevole di aver perso io qualcosa. Per fortuna il destino era dalla mia parte, per cui mi ha dato la possibilità di recuperare. E la supervisione di Alessandro, in questo, è stata fondamentale.
      Sono felice ora, devi credermi, di aver potuto vedere del Salento luoghi insoliti, ma anche di rivalutare i luoghi noti. C’è ancora tanto da scoprire ed io, prima o poi, riuscirò ad arrivare anche al resto 🙂
      Un bacione Tiziana!!!
      Claudia B.

  12. Spettacolari i colori della cava!! E bella anche Otranto, corrisponde al mio ideale di borgo 🙂 quelle stradine in cui perdersi e riperdersi.
    In futuro il Salento sarà mio!
    Inizio con la Puglia a settembre, ho in programma un tour del Gargano 🙂

    1. Allora ti seguirò! Il Gargano manca al mio elenco, seppure davvero ultimamente ho vissuto più in Puglia che a casa mia 😉
      La Cava di Bauxite, rende in foto solo a metà, di quanto riesca a colpire dal vero. E’ un’esperienza difficile da spiegare. E sono felice di aver fatto pace con Otranto, perché dopo quella prima visita mal riuscita, sapevo di aver perso tanto.
      Quando sarai pronto per conquistare il Salento, se avrai bisogno di consigli chiedi senza problemi 😉
      A presto,
      Claudia B.

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