Locorotondo: visita al borgo “allattato” della Valle d’Itria

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Nel lunedì di Pasquetta, la Valle d’Itria ci dà il buongiorno con una vera tempesta di pioggia. Freddo, vento, acqua però, non ci distoglieranno (la bronchite magari si), dal nostro intento di visitare Locorotondo. Nel progetto “Bianco di Puglia”, il “borgo allattato” per eccellenza, non poteva di certo mancare.

Iscritto al circuito “I borghi più belli d’Italia”, Locorotondo è una vera “regina bianca” della Valle d’Itria. Nemmeno il maltempo può intaccare il suo fascino. Anche se di certo, può essere una spina nel fianco per noi!

Ad accoglierci, oggi, sono l’Associazione Turistica Pro Loco Locorotondo e Maria, dell’Azienda Agricola Bufano. Tutti uniti contro la pioggia, determinati più che mai a non farci intimidire dal maltempo.

In questo reportage, vi racconto cosa vedere a Locorotondo in una giornata. Cosa fare nel centro storico e negli immediati dintorni. Nella speranza, magari, che voi possiate trovare il sole.

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I vigneti di Locorotondo.

Maria dell’Azienda Agricola Bufano, ci accompagna fino alla strada panoramica, da cui Locorotondo si affaccia sui vigneti terrazzati dell’Azienda. E’ un bellissimo punto d’osservazione dal quale, nelle giornate terse, si può ammirare ampiamente la Valle d’Itria e la dirimpettaia Martina Franca.

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I vitigni dell’Azienda Agricola Bufano, incorniciano il borgo e lo valorizzano, dando vita nel contempo, ad un’eccellente qualità di Spumante Rosé: il Sìrose.

All’inizio di ogni filare, vengono piantati tralci di rose che, oltre ad in incidere in minima parte sul gusto dell’uva, hanno anche la funzione di bloccare eventuali malattie. In pratica fungono da barriera e, ovviamente, sono diventati simbolo e marchio dell’Azienda Bufano.

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Quando il tempo non decide di riversare tutto il proprio disappunto sull’umanità, come oggi, vengono organizzati tour enogastronomici in vigna, visite, aperitivi. Per non parlare delle vendemmie in collaborazione con i turisti, con i bimbi, le famiglie e con i disabili. Insomma, attività legate alla terra e al gusto di Puglia!

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Presto la proposta sarà ampliata, quando i locali dell’antica chiesa sconsacrata, verranno adibiti a Museo della Civiltà Contadina, grazie ai numerosi reperti trovati durante la riqualificazione delle terre. A quel punto, gli ambienti potranno ospitare anche corsi, degustazioni e classi di cucina regionale.

Per informazioni potete:

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Cosa vedere nel centro storico di Locorotondo: curiosità e percorsi.

La nostra visita del borgo, inizia dalla sede della Pro Loco di Locorotondo, in Piazza Vittorio Emanuele II. Ad accoglierci sono il Presidente, Leo ed il Segretario, Pinuccio, vera memoria storica del paese (Leo, rubo la tua frase, spero mi perdonerai). Infatti è proprio lui, a farci da guida per le vie del centro storico.

Il bello di visitare Locorotondo con un pezzo da novanta come Pinuccio è che, oltre alla storia, lui conosce tutti i particolari, le curiosità, le persone. Insomma, è una chiave d’accesso alla città! Tanto che i colleghi bontemponi, dicono faccia parte del tessuto urbano fin dalla fondazione . E, se consideriamo che il primo documento in cui viene citato un casale, donato al Monastero Benedettino di Santo Stefano, a Monopoli, risale al XII secolo…direi che il nostro cicerone, è di certo un vero monumento per Locorotondo.

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Già all’epoca, “Locus qui dicitur Rotundus” era un feudo in cui venivano coltivati ulivi e vitigni. Ma la presenza umana nell’area, risale al Neolitico. Oggi Locorotondo resta un borgo di pianta circolare, stretto da filari di viti ed ulivi a perdita d’occhio , nella rigogliosa Valle d’Itria.

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  • Piazza Vittorio Emanuele II

Questo salotto architettonico, è una sorta di “Internet Point” del borgo. Qui ci si incontra, si scambiano informazioni, si accolgono i visitatori. I cittadini si conoscono tutti, un pò come in passato. Se succede qualcosa, oppure c’è qualche novità, basta una tappa in “Internet Square”, per restare aggiornati!  Ma con il piacere di farlo umanamente, non via web.

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Sapete, questa caratteristica, in realtà, fa parte da sempre della storia di Locorotondo. I pittoreschi cortili fioriti, che oggi rappresentano una delle peculiarità del borgo, in passato erano veri punti di ritrovo e condivisione, per le famiglie. Pinuccio ci racconta di come, dalle abitazioni poste a pianterreno, le massaie si scambiassero saluti e novità. Allestendo anche grandi tavolate esterne, in cui condividere i manicaretti, per cene conviviali alle quali partecipava l’intero vicinato.

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Su piazza Vittorio Emanuele II, si affaccia anche uno dei due edifici del borgo, a non essere stato “allattato”. Dipinto, quindi, di uno sgargiante colore rosso, invece che nel classico bianco. Il Palazzo Aprile-Xymenes, insieme ad un’altra struttura storica del XIX secolo, tinta di colore giallo, sono gli unici ad essere stati esonerati dall’allattamento!

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  • “L’allattamento di Locorotondo”

E’ da circa dieci minuti (titolo incluso) che parlo di “allattamento”. Mi sembra di vedervi, mentre state sgranando gli occhi, chiedendovi se io sia impazzita. A ragion del vero, quando Pinuccio ha usato questo termine la prima volta, devo dire che anche io e Daniele lo abbiamo guardato con sospetto. E lui, sornione e narratore nato, rideva sotto ai baffi…

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In realtà, l'”allattamento di Locorotondo”, è una questione storicamente provata e, oltretutto, di fondamentale importanza per la città. Il Sindaco Morelli, proveniente dalla Sicilia, ordinò che l’intero borgo venisse “allattato”. Tutte le abitazioni, dovevano essere coperte internamente ed esternamente di calce. Non solo! Polvere di calce, andava cosparsa anche lungo i vicoli. In questo modo, si garantiva alla città igiene e sanificazione.

Ancora oggi, una volta all’anno, nel  periodo estivo, il nucleo abitativo di Locortondo viene ridipinto dai proprietari. Perché, che ci crediate o meno, questo borgo da fiaba che sembra solo un’immagine da cartolina, è realmente abitato!

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  • Le cummèrse e i trulli

Una questione singolare, a proposito delle abitazioni presenti nel borgo, riguarda la loro struttura. Le cummèrse, sono edifici tipici, la cui forma ricorda vagamente le unità abitative del grande nord. Dai, non ditemi che quei tetti così spioventi, non vi rimandano con la mente, ai paesi del Nord Europa! Le due cummèrse gemelle, che si ammirano entrando in Piazza Vittorio Emanuele II, sono l’esempio meglio conservato e più lampante, di questa somiglianza.

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Ovviamente, hanno funzioni diverse. I tetti fortemente spioventi delle cummèrse, sono tutti dotati di grondaie per incanalare l’acqua piovana in cisterne sotterranee. Un modo furbo e attento, per risparmiare sul consumo dell’acqua, evitando di rimanerne sprovvisti. Ancora oggi, questo sistema, viene utilizzato per raccogliere acqua adatta all’irrigazione. Mossa intelligente!

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Ora, quando sentiamo parlare di Valle d’Itria, tutti pensiamo subito ad Alberobello e ai suoi trulli. Ma voi sapevate (io no, ammetto la mia totale ignoranza), che i trulli sono diretti discendenti delle cummèrse? Vi spiego. Oggi come in passato, la vita a Locorotondo è davvero piacevole. Si sta bene! Nell’antichità, però, il problema della sovrappopolazione, era una vera piaga. Ad un certo punto, quindi, si propose alla popolazione, di spostarsi verso un vicino appezzamento di terra, dove avrebbero potuto costruire dei ripari e coltivare i campi.

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L’idea piacque a tutti, anche al Conte di Conversano che, furbetto, non vedeva l’ora di riscuotere qualche nuova tassa sulle abitazioni. Mi commuove intensamente notare come, la nostra cara Italia, sia sempre stata considerata un pulcino da spennare…Ma, il buon conte, non aveva fatto i conti con l’ingegno delle persone.

Chi si spostò nell’attuale area di Alberobello, edificò strutture che ricordavano le cummèrse, ma dai tetti conici, i quali potevano essere rimossi in qualsiasi momento. A quel punto, in caso di controlli, restava soltanto un muro di recinzione, una sorta di capanno senza tetto, impossibile da sottoporre a tassazione!

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  • La memoria architettonica del borgo

Passeggiando per i candidi vicoli di Locorotondo, si scoprono angoli di una bellezza unica. Allestimenti degni di una rivista patinata. Una perfezione che, se Pinuccio non ci garantisse il contrario, attribuiremmo ad una quinta scenica, non ad un luogo abitato.

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Ogni scorcio è una scoperta. Una meraviglia per gli occhi! Un fascino, però, che non si limita al semplice “bello”, ma racchiude una vera memoria architettonica del passato. Nulla è stato alterato. Vi sono ancora, ad esempio, gli spigoli stondati, che permettevano il passaggio dei carri. Oppure i cortiletti conviviali, di cui vi ho parlato in precedenza.

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Ma, una delle peculiarità che si scoprono visitando Locorotodo, sono le iscrizioni, vere incisioni su pietra le quali, osservando le date, permettono di comprendere l’evoluzione degli edifici nel corso dei secoli. Un libro storico d’architettura a cielo a aperto!

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Alternato ad incisioni che testimoniano, ad esempio, la presenza di una famiglia ebraica, all’interno del nucleo urbano. Oppure, ancora, antichi “problemini di vicinato”, un pò come succede anche oggi! Della serie: “casa mia va benissimo così com’è, se a te non piace…cacchiacci tuoi”! Ho appena richiesto una targa simile, da appendere al cancello!

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  • I pergolati di vite

Ma quanto sono belli i pergolati di vite, che decorano balconi e finestre? Così pittoreschi e piacevoli, sicuramente caratteristici come soggetto fotografico. Per non parlare delle zone d’ombra che creano durante il periodo estivo. Ed il profumo di uva, che spandono lungo i vicoli del borgo.

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Questa caratteristica di Locorotondo ha fatto si che, oltreoceano, gli americani premiassero il centro storico, con un vero e proprio riconoscimento a livello mondiale. Non l'”allattamento”, non gli encomiabili edifici religiosi, non l’importanza storica ed architettonica del paese. No. I pergolati di vite.

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In questo non ci sarebbe nulla di male. Non fosse che, i tanto amati tralci, alcuni persino secolari, non sono parte decorativa delle abitazioni di Locorotondo. Sono veri e propri frutteti personali!

In passato, in particolare, terminati i pasti, le famiglie si procuravano la frutta…direttamente sul balcone! Come nel caso della raccolta delle acque piovane, anche questo era un modo di fare economia.

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  • Balconi Fioriti

Dato che ho appena parlato di pergolati, devo per forza citare i “Balconi Fioriti” di Locorotondo. Non mi riferisco solo ai meravigliosi ed aggraziati allestimenti che qui, si trovano durante tutto l’anno. Ma anche alla manifestazione che si tiene a giugno, durante la quale balconi, terrazzini, cortili, prendono vita con decorazioni floreali da sogno.

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In realtà, si tratta di un lavoro portato avanti durante tutto il corso dell’anno. Perché ovviamente, non si ottiene una perfezione simile nel giro di un giorno! Ma il momento clou di tutto questo impegno, sfocia in una manifestazione che, trovandosi in Valle d’Itria nel mese di giugno, consiglio di non perdere.

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  • Gli edifici religiosi

Arrivando a Locorotondo, sarà difficile distogliere l’attenzione dal dedalo di bianchi vicoli del borgo. L’armonia tra architettura e decorazione, con allestimenti sempre eleganti, ti trascina attraverso i vialetti ed i cortili, senza che tu possa opporti.

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Eppure Locorotondo, ha anche un patrimonio di architetture religiose di tutto rispetto. Dalla centrale e sontuosa Chiesa Madre, alla Madonna della Greca, fino alla Chiesa dell’Addolorata, posta appena fuori dalle mura e costruita con i materiali dell’antico castello, non mancano certo gli spunti di visita.

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Ma c’è un gioiello piccino e caratteristico, che personalmente ci ha rapito il cuore. E ringrazio Pinuccio per avercela fatta scoprire: la Chiesetta di San Nicola, della metà del XVII secolo. Strutturalmente, si tratta di un edificio a metà tra cummèrsa e trullo. Per cui una vera curiosità architettonica!

Inoltre, durante i lavori di restauro, sono stati rinvenuti affreschi, narranti la vita di San Nicola, di una bellezza da lasciare basiti. Un ciclo completo e straordinario, che permette di comprendere, grazie alle rappresentazioni, la tipologia di strumenti musicali utilizzati in questa zona, nel periodo di riferimento.

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  • Palazzo Morelli e la zia di Locorotondo

Lascio come “chicca” finale, della nostra visita a Locorotondo, uno di quei momenti umani che, ogni viaggiatore, si aspetta dal suo peregrinare in giro per il mondo. Ricordate quando vi ho parlato del Sindaco Morelli e dell'”allattamento”, che lascia tutti basiti? Bene. Questo grande uomo, risiedeva in un edificio nobiliare, all’interno delle mura della città: Palazzo Morelli.

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Uno dei più belli del borgo, la cui peculiarità è il portale monumentale in stile Barocco siciliano, terra d’origine di Morelli. Ad oggi, l’edificio sarebbe proprietà privata. E voi direte: “Claudia, come sarebbe? O lo è, oppure non è”.

Vero! Ma, pur essendo proprietà privata, Pinuccio ci permette di entrare a visitare uno degli appartamenti. Non si tratta di un appartamento qualunque, ma quello in cui vive un’arzilla e meravigliosa zia di ben 100 anni e 2 mesi: Angela Scatigna, detta Lilinodda.

Ci accoglie nella sua casa con una dolcezza indicibile. Lei è una donna bellissima, che nemmeno dimostra il suo secolo di vita. Lucidissima, con una memoria di ferro, ed uno di quei sorrisi che ti sciolgono il cuore. Zia Lilinodda sta cucinando un profumatisimo sugo alla pizzaiola, per il giorno di Pasquetta, che accompagnerà con uova benedette, come da tradizione.

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Ci racconta che è stata una viaggiatrice instancabile ai suoi tempi quando, con la sorella, visitava l’Italia e l’Europa. Vive sola, ma è circondata dall’amore infinito e dalle cure di una marea di nipoti, bisnipoti e bis-bis nipoti, oltre che dall’affetto di tutto il paese. La sua casa è una bomboniera, tutto parla di lei e della sorella, della loro bellissima vita ricca di amore. E’ un piacere per noi, vedere non solo la struttura interna di una parte di Palazzo Morelli, ma soprattutto conoscere zia Lilinodda.

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Questo è uno di quei momenti nei quali, pur nelle mille difficoltà, ringrazio il mio blog. Perché una giornata come questa, se non fosse stato per Voce del Verbo Partire, non l’avrei mai vissuta.

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Locorotondo, informazioni.

Per le visite guidate, gli eventi, le manifestazioni, per curiosità e itinerari a tema nel borgo di Locorotondo, ma anche per reperire materiale, potete rivolgervi all’Associazione Turistica Pro Loco Locorotondo:

  • sulla pagina Facebook;
  • lasciando un messaggio al Presidente Leo Gianfrante;
  • visitando la sede di Piazza Vittorio Emanuele II.

Claudia B.

“Bianco di Puglia” è un progetto di “Voce del Verbo Partire- Travel Blog di Claudia Barbieri”,

visita guidata a cura di Pinuccio Sabato, in collaborazione con Associazione Turistica Pro Loco Locorotondo. Un grazie speciale a Valerio Convertini per avermi rinfrescato la memoria, nei momenti di vuoto cosmico

Per scoprire tutte le località del progetto “Bianco di Puglia”, cliccate⇒ #biancodipugliaVDVP

16 Commenti

  1. Locorotondo è uno dei luoghi più belli della Puglia, secondo me, insieme a Polignano, Alberobello e Lecce. Non sapevo che si parlasse di allattamento per quanto riguarda l’inbiancamento delle case. Immagino le vostre facce davanti alle spiegazioni di Pinuccio 🙂

    1. In effetti lo abbiamo guardato. Ci siamo guardati. Ed io: “L’allatta-cosa?”. Bellissimo Roberta, è stato divertente ed interessante scoprire Locorotondo con Pinuccio. E so che la pro Loco organizza diversi tour guidati in centro storico.
      Per cui fortunati i visitatori che ammireranno la bellezza ricercata del borgo, accompagnati da tante storie interessanti😊
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  2. Leo Gianfrate

    brava e grazie Claudia, per aver trasmesso un messaggio di positività per il nostro borgo, siamo sempre a disposizione in Pro Loco per te e per chi ha commentato per visite guidate, magari in primavera, con i tantissimi fiori in vicoli, balconi, atri, che mettono ancora più in luce i contrasti bianco muri-coloratissimi fiori

    1. Ma grazie a voi per la splendida accoglienza! E per averci concesso una visita guidata a tutto tondo, piena di curiosità, storia e aneddoti.
      Un luogo è fatto di mille sfaccettature, e voi ce le avete mostrate tutte😊.
      Fate un lavoro splendido, ed io sono lieta di “avervi” sul blog, e potervi consigliare agli altri viaggiatori!
      A presto, grazie infinite,
      Claudia B.

  3. Claudia è mezzanotte e credo di aver avuto un’allucinazione…ho visto la befana in una delle foto! 😛
    Hai fotografato degli scorci incredibili, sembrano le location di quegli indimenticabili film del neorealismo degli anni 40. Ma come hai fatto a scattare senza turisti? Erano tutti nelle case a “girare la salsa” eh! Immagino i profumini del pranzo di Pasquetta! 😉
    La casa di Zia Angela mi ha fatto salire il magone, sembra quella di mia nonna. Che persona speciale! Davvero viaggiava per l’Europa? Grandeee! *_*
    Beh, scommetto che sei tornata a casa col cuore nello zucchero, se avessi viaggiato da “very normal people” non avresti mai avuto occasione di fare un’esperienza così coinvolgente dal punto di vista umano. E nemmeno di raccontarcela, aggiungo! Quindi fai bene a ringraziare il blog! 😉
    Notte!
    (spero di non trovare cenere&carbone domattina)

    1. Le quartane 😂! Saranno simpatiche? Anche a me ricordano delle befanine. Dovevano toglierle terminata la quaresima, a suon di spari…ma pare che siano state lasciate anche per la Pasqua! Nel loro aspetto un pò cadente, mi ci rivedo pienamente, soprattutto in questi giorni di tanta scrittura e poco sonno😉
      Ma davvero la casa della tua nonna, ricorda quella di zia Angela? Troppo bello! Ci diceva Pinuccio che è un vero punto di ritrovo per tutta la sequela di nipoti, ma anche per la comunità.
      Trovo sia una cosa splendida. E lei stessa è un portento! Dolcissima e piena di ricordi dei viaggi del passato. Ci ha detto che, una volta all’anno, il prete organizzava viaggi in Italia ed Europa, così lei e sua sorella partecipavano sempre! Io Dani, vorrei davvero arrivare così lucida e soddisfatta alla sua età😊 Penso sia un dono!
      E tranquilla per il carbone: sono io a spedirlo, è la mia personale raccolta inviata agli amici, per coltivare il terreno✌
      Buon fine settimana😘
      Claudia B.

  4. Da ignorantona Locorotondo non lo conoscevo… e pensa che dei luoghi che hai così splendidamente presentato in questi giorni, è quello che più di tutti mi ha rapito! Riesce a risplendere di luce propria anche in foto sotto la pioggia. E che dire di Pinuccio? Ce ne fossero di più come lui.
    Mi hai rinfrescato anche la memoria sull’origine dei trulli, mentre leggevo mi sono riaffiorate cose che già avevo sentito… quindi ancora una volta che dire se non grazie? Un bacione!

    1. Ma grazie a te per averlo apprezzato! Almeno il mio lavoro sul blog assume un senso maggiore 😉 Anzi, mi fa piacere averti fatto conoscere un posto di cui non sapevi nulla. Credo che il passaparola fra viaggiatori serva anche, e soprattutto, a condividere viaggi, esperienze e trovare luoghi di cui non si sapeva nulla fino ad un attimo prima 🙂
      Io ho scovato mete e fatto uscite bellissime, anche grazie ai post di altri blogger! Il mio progetto “Bianco di Puglia”, così, vale mille volte di più!
      Grazie per i tuoi sempre dolcissimi complimenti, che apprezzo davvero tanto.
      Bacioni,
      Claudia B.

      1. Il passaparola è fondamentale!
        Purtroppo spesso e volentieri si cade nello scontato, e si parla di luoghi straconosciuti dimenticandosi quasi dell’esistenza del resto, che magari è altrettanto bello e che sicuramente merita considerazione. Anche per questo sono sempre più felice di aver aperto la mia paginetta, altrimenti mai avrei conosciuto in maniera approfondita altri blog e luoghi “dimenticati”.
        I complimenti li faccio perchè sono meritati, dal primo all’ultimo!

        1. Anche io ringrazio il blog per questo. Sto conoscendo luoghi e persone che nemmeno pensavo esistessero, leggendo tutti voi! Per non parlare dei grossi viaggi, organizzati grazie all’aiuto dei blogger, più che delle guide cartacee.
          Penso che, alla fine, abbiamo in mano un bello strumento di diffusione. Ecco perché tengo tanto a questi piccoli progetti di sponsorizzazione, sono un modo in più per approfondire la conoscenza con i luoghi, le curiosità, le tradizioni, per poi diffonderli e condividerli😊
          Un bacio grande Celeste!
          Claudia B.

  5. M’avessi vista mentre leggevo! L’aria sognante e gli occhietti a talpa che pensavo “quanto è bella Locorotondo”. Io che ogni volta cerco di perdermi per le stradine e non ci riesco mai! Poi, però, tutto d’un tratto mi hai sorpresa. Mi hai permesso di sbirciare all’interno di quella casa che per il suo aspetto mi incuriosiva da sempre. Chi lo avrebbe mai pensato che ci vivesse una nonnina che ben si porta la sua età?Pare una giovincella! E poi… ah! Ho notato che nonostante fosse Pasquetta c’era ancora qualche quarantana appesa nei vicoletti.

    1. Si è vero!!! Non l’ho scritto, ma forse farò una correzione, perché la storia delle quarantane è troppo simpatica. Soprattutto la parte in cui oggigiorno, non si può sparare loro contro, pena la detenzione, ahahahah! Dai, una tradizione carina. Sembrano tante befanine. In realtà ci ha detto Leo che dovevano rimuoverle prima, ma a quanto pare oramai, arrivano a Pasquetta 🙂
      Sono felice di averti fatto vedere un pezzo di borgo che ti mancava! A te che conosci bene Locorotondo, altrimenti, rischiavo di non trasmettere nulla. Invece con Palazzo Morelli me a sono giocata bene, dai!
      Un bacione,
      Claudia B.

  6. Ma che bella Locorotondo, anche con le strade così lucide di pioggia!
    La valle d’Itria è affascinante, un borgo più bello dell’altro. Come poter scegliere quello che si ama di più?! Tu sei stata davvero fenomenale a raccontarci tutto in così pochi giorni! Ottimo lavoro, davvero!!!! ❤️

    1. Grazie Lucrezia! Un lavoro notevole, spero di non aver disseminato il web di troppi errori, perché ti confesso che sono quattro giorni che non faccio altro che scrivere 😉
      Ma, onestamente, avevo voglia di raccontare il prima possibile questa Puglia che ci ha rapito il cuore. Un borgo più bello dell’altro, come hai giustamente detto tu. Servirebbe più tempo, per potersi soffermare su tutto e godere di ogni scorcio. Ma, alla fine, noi abbiamo avuto la fortuna di avere delle guide eccezionali, che ci hanno fatti immergere completamente nella loro terra 🙂
      Un abbraccio grande,
      Claudia B.

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