Cosa visitare a Gradara: San Valentino nel borgo

Nell’entroterra marchigiano, a pochi passi dal mare, su una verde collina a ridosso del confine con la Romagna, esiste un regno incantato, che vive immerso in una cappa di fiabesca irrealtà.
Un paese pittoresco ed accogliente, capace di animarsi nel proprio passato, trascinando con sé chiunque sappia lasciarsi andare ai sogni.
La formula è semplice, cari lettori, ed ora ve la svelo:
  • dovete parcheggiare l’auto e la vostra quotidianità;
  • salire lungo un sentiero, abbandonando passo dopo passo ogni reticenza ed ogni preoccupazione;
  • dopodiché, dovrete spogliarvi di ogni pensiero legato al presente, cancellando dalla vostra mente tutto ciò che normalmente vi circonda;
  • infine, aprire bene gli occhi, affinare le vostre sensazioni, ed accedere attraverso la porta d’ingresso, che vi porterà al cospetto del borgo medievale di Gradara.

Mentre dame e cavalieri cammineranno accanto a voi, avrete la possibilità di venire baciati dalla magica polvere di personaggi fatati, che vi avvolgeranno in una nube di brillante fortuna. 

Pensate che io stia esagerando? D’accordo, mi piacciono le sfide: alla fine di questo racconto vi avrò fatti ricredere! Ripulite completamente i vostri occhi, le vostre menti, i vostri cuori e prendetevi qualche minuto per viaggiare insieme a me…

Gradara è un borgo di una bellezza pittorica. Se non fosse talmente solido, nella sua rassicurante presenza, chi lo vede per la prima volta potrebbe pensare ad un’illusione, un ologramma palesatosi all’improvviso da un libro di racconti. 
C’è da dire che le continue manifestazioni organizzate dalla Pro-Loco (per l’elenco aggiornato, le informazioni ed i contatti, potete cliccare su: La Pro Loco-Gradara), gli eventi settimanali, la grande partecipazione dei cittadini, anche per la dedizione con cui curano il loro centro storico, aumentano in maniera esponenziale il senso di irrealtà, vissuto dal viaggiatore.

Ciò che ci ha portati nuovamente a Gradara, in questo pomeriggio di febbraio, ad esempio, è l’evento “Gradara d’Amare”, organizzato in occasione di San Valentino.

Troviamo le caratteristiche vie del centro addobbate in maniera semplice, per nulla pacchiana, con rose rosse e tulle, composizioni floreali, piccoli cuori stilizzati e torce pronte per l’accensione serale. Alcuni graziosi allestimenti a tema, sono posti nel piccolo slargo accanto alla porta d’ingresso, un angolo in cui le persone possono fermarsi a scattare foto ricordo, da diverse prospettive.

Gradara si compone da sé, si offre semplicemente in tutta la propria grandiosa bellezza, non è necessario agghindarla in maniera esagerata. Quando un luogo è perfetto, la ricetta prevede di non snaturarlo.

Una quinta come quella di Gradara, può permettersi di puntare tutto sulla qualità della proposta d’intrattenimento, con gli spettacoli degli artisti di strada, cui noi assistiamo sempre con piacere, perché si tratta di veri e propri mattatori, in grado di far sognare con delle performance eccellenti; sui mercatini dell’artigianato, con manufatti particolari e ricercati; sulle visite guidate al borgo e alla Rocca, assolutamente originali, con personaggi in costume. Gli scenari naturale ed architettonico, accolgono ogni rappresentazione ed evento, rendendoli un sogno ad occhi aperti.Il borgo di Gradara è racchiuso all’interno delle possenti mura, che ne raccontano il grandioso passato, come fosse la cornice antica contenente l’opera d’arte, come pietra che riecheggia ciò che fu, attraverso sospiri di Medioevo, che fuoriescono dalle fessure. Il Mastio risale al XII secolo e fu proprio grazie a questo edificio che, Piero e Rodolfo de Grillo, diedero a Gradara l’indipendenza dal controllo pesarese. 

Furono i Malatesta che fecero edificare una vera e propria rocca inespugnabile, attorno a questo primo edificio, erigendo anche possenti mura difensive, interrotte da torri merlate e da ben tre ponti levatoi.

E, oggi, il borgo, è ancora copia del proprio passato, un libro scritto su pietra, in cui furono incise le storie della grande famiglia riminese, con le tragedie, le contese, i misteri, le passioni, ad essa legati.

Come nel caso dell’intensa storia di Paolo e Francesca, così mirabilmente raccontata da Dante nel V Canto dell’Inferno, in cui egli riesce a trasmettere attraverso le parole una profondità tale, una passione, una così empatica emozione, da saper completamente catturare il lettore che, nel visitare la Rocca di Gradara, ritroverà e rivivrà i passi della Commedia, in cui Paolo e Francesca, narrano in prima persona la vicenda consumatasi all’interno della regale residenza, culminando poi in una tragedia tanto terribile, come il loro assassinio.

Quante volte, leggendo la “Divina Commedia”, vi sarete chiesti se Dante abbia raccontato il vero, a proposito della storia dei due sfortunati amanti? Beh, di certo Giovanni Malatesta sposò Francesca da Polenta, nel 1275, ed essendo lui Signore di Gradara, si recava per lunghi periodi a Pesaro, per ricoprire il proprio incarico di Podestà.

E’ quindi ipotizzabile che lasciasse moglie e figlia nella residenza di Gradara, al sicuro; è credibile che chiedesse al fratello Paolo, di passare spesso a controllare che tutto andasse bene; ed è più che probabile che i due giovani, entrambi bellissimi ed in continuo contatto, si innamorassero ed iniziassero una storia, alle spalle di Gianciotto.

Ma “…galeotto fu il libro e chi lo scrisse…”, perché il leggio che sorreggeva il libro che i due stavano leggendo la notte della tragedia, era posto nei pressi del letto, negli appartamenti della dama e, quando Gianciotto, all’improvviso, entrò in camera, trovò insieme i due amanti e, spada alla mano, si accanì sul fratello. Ma Francesca, prontamente, lo difese col proprio corpo, morendo prima di Paolo, al quale spettò una sorte ben peggiore.
Storicamente, la data della tragedia è stata ipotizzata attorno al 1289, anno in cui vari accadimenti, lasciano pensare che qualcosa di poco chiaro, sia effettivamente avvenuto tra le silenziose mura della Rocca di Gradara
Nel XVIII secolo, durante dei lavori, alcuni operai rinvennero resti umani: un corpo, appartenente ad una donna sicuramente nobile, adagiato all’interno di un sarcofago, con vesti e monili di ottima fattura.

Durante il secolo precedente, invece, in fondo al mastio, venne ritrovato lo scheletro appartenente ad un uomo in armatura che, con ogni probabilità, fu sepolto vivo.
Dato che non ci sono documenti storici, legati a questa tragedia, la drammatica storia dei due giovani e sfortunati amanti, è arrivata sino a noi con un passaparola lungo secoli e, Dante, nella sua Commedia, la fa raccontare dai diretti interessati, appassionandosi ed appassionando il lettore, alla vicenda.
Gradara è un borgo piccolo e ricercato, ciò significa che, allontanandosi dal bel viale principale, generalmente pieno di persone, è possibile incontrare angolini pittoreschi e suggestivi, che sanno catapultare il visitatore in un passato palpabile. Ci muoviamo senza meta, gustandoci ogni scorcio, prendendoci tutto il tempo per fotografare ed assaporare la pace d’altri tempi, che il paese sa donare.

Dato il tema della giornata, l’amore, ci concediamo anche una magnifica passeggiata panoramica, lungo la Via degli Innamorati, un semplice sentiero dal quale è possibile ammirare la Rocca estrernamente, in tutta la sua possente perfezione, allungandosi con lo sguardo anche sulla campagna marchigiana. Peccato solo che l’idillio sia interrotto dal rumore della sottostante autostrada ma, certe dotazioni sono imprescindibili, no?

Mentre il sole sta tramontando su Gradara e sul giorno di San Valentino, le fiammelle delle torce diventano sempre più luminose lungo i vicoli del borgo e, con la mente, vado indietro a qualche anno fa quando, in una notte estiva, calda e limpida, siamo corsi fino a qui in moto, per assistere allo straordinario “Assedio al Castello”.

Si tratta di un vero e proprio film storico, recitato davanti a migliaia di spettatori affascinati i quali, sedendosi in un vasto prato sotto la volta stellata, possono seguire le vicende del XV secolo, quando Gradara era governata dal grande Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Nel 1445, Galeazzo Malatesta, uno dei peggiori rappresentanti della famiglia, vendette Gradara a Francesco Sforza, signore di Milano.

Quando gli Sforza si presentarono per riscuotere il possedimento, Sigismondo non solo si rifiutò di consegnare loro la Rocca di Gradara…ma si si tenne anche i 20.000 fiorini pagati dalla famiglia a Galeazzo! Della situazione approfittò Federico da Montefeltro, acerrimo nemico del signore di Rimini, che prese in sposa Donna Battista Sforza, per unirsi al casato con il quale prevedeva di indebolire i Malatesta, utilizzando come scusa quella di difendere l’onore della famiglia.

L’anno successivo, gli Sforza e i Montefeltro, assediarono la Gradara malatestiana, per ben 43 giorni, che videro i contendenti sfidarsi in sanguinose e cruente battagli. Una rappresentazione grandiosa, che non concede un attimo di respiro, travolge gli spettatori, i quali seguono passo passo la storia del terribile assedio, mentre uno spettacolo piro-musicale incredibile, incendia la Rocca di Gradara, che fa da quinta a questa ricostruzione storica d’autore.

Quando le vicende degli Sforza si legarono a quelle dei Borgia, con il matrimonio di Giovanni Sforza e Lucrezia Borgia, Gradara vide sventolare il vessillo di Cesare Borgia per ben tre anni, fino a quando Giovanni riprese possesso della proprietà, alla morte del Pontefice. La famiglia dovette comunque lasciare il controllo ai Della Rovere, dopo la prematura morte dell’ultimo erede degli Sforza.
Durante le Giornate Medievali, è possibile rivivere le vicende salienti delle grandi famiglie storiche che si successero al potere, immergendosi pienamente in una ricostruzione precisa del tempo che fu, con attività, mercati, visite e rievocazioni particolareggiate del passato.

Ricordate cosa vi ho detto all’inizio di questo racconto? Che entrando a Gradara, si viene avvolti da una cappa di fiabesca irrealtà. Forse, qualcuno di voi, avrà pensato che stessi esagerando ma, alla luce di quanto narrato, vi sentite forse di darmi torto? 
Vi ho condotti con me nel cuore del Medioevo; vi ho portati davanti alla perfezione architettonica, raccontandovi di misteri e faide familiari; vi ho fatto respirare la magia e l’incanto.

Ora, però, miei cari lettori, tocca a voi: non limitatevi alle mie parole, alle mie immagini, ai miei suggerimenti. Abbiate la curiosità e la voglia di spingervi sino a questo angolo ammaliante, immerso nella campagna marchigiana, per entrare personalmente in contatto col passato e con la fiaba, immergendovi nella bellezza senza tempo di un luogo sgorgato dal passato. Ora, qui, per noi…

Claudia B.

16 Commenti

  1. Trovo sempre molto interessante leggere articoli come il tuo, perché scopro nuovi posti da poter visitare, nuove storie e racconti.
    Non conoscevo Gradara e dalle tue fotografie mi pare sia un borgo tutto da scoprire!

    1. Grazie Camilla, non sai quanto sia importante per me poter dare spunti di visita e far conoscere luoghi nuovi! Quando si tratta di posticini belli e ricchi di cose da visitare come Gradara, poi, so di andare sul sicuro 😉
      Se ti capita di venirla a vedere, vedrai che non ti deluderà.
      Un bacio, a presto,
      Claudia B.

  2. Come al solitosolito,conosco molto all estero ma molto poco in Italia…percio di questo borgo non ne sapevo assolutamnete niente! Non sono una fan di San .Valentino,ma adoro questi posticini carichi di magia e di storia! Quindi accantono l evento per San Valentino ma faccio tesoro della scoperta di questo posto fiabesco! da vedere!

    1. Ottima idea quella di tenere Gradara tra i posti da vedere, anche perché credimi se ti dico che è molto bella anche al di fuori delle manifestazioni!
      Anzi, come ho già avuto modo di scrivere, qui viene sempre organizzato qualcosa, anche al di fuori del San Valentino 😉
      Gradara è un gioiello da vedere, da gustarsi con calma, perciò tienila a mente perché un’uscita vale la pena. E se hai bisogno di suggerimenti su cosa vedere nei dintorni, non esitare a chiedere.
      Grazie per essere passata!
      Claudia B.

  3. Giusto un paio di giorni fa mi sono imbattuta in una foto di questo bellissimo borgo e volevo informarmi di più! Il tuo post capita a fagiolo! La storia di Paolo e Francesca mi ha sempre affascinata…ricordo ancora a memoria il canto in cui Dante parla della loro storia! Di sicuro visitare Gradara in occasione di uno degli eventi che racconti deve essere speciale!!!

    1. Ma tu pensa il caso! Sai, quando una destinazione bussa spesso per farsi notare da noi, significa che ci sta aspettando 😉
      Hai ragione, durante gli eventi Gradara è al top della bellezza ma, per contro, durante il resto dell’anno è più vivibile e godibile.
      Poi in Pro-Loco sono sempre molto attivi ed organizzano continuamente qualcosa, tipo le visite del borgo e della rocca accompagnati da personaggi in costume storico, per citarne uno.
      Si rivive davvero il mistero di Paolo e Francesca <3
      Un bacio e grazie per essere passata!
      Claudia B.

  4. Gradara è uno dei miei borghi preferiti, ci andavo sempre da piccola e ci sono tornata un paio di anni fa per rivederlo in un’età più consapevole! Avevo già sentito parlare sia di Gradara d’Amare sia dell’Assedio al Castello, ma ad entrambi gli eventi non sono mai riuscita a prendere parte! Magari il 2017 potrebbe essere l’anno buono…. 🙂

    1. Allora ti segnalo anche “The Magic Castle”, che si tiene ad agosto: in quell’occasione l’intero borgo si veste di magia, con fate, folletti, musica, personaggi in costume, tantissimi spettacoli di artisti di strada.
      Se tu dovessi tornare, magari in estate…ricordati che Gradara è anche incanto 🙂
      Un bacio,
      Claudia B.

    1. Ciao Ilaria! Mi fa piacere averti riportato alla mente i ricordi legati a Gradara, è un posto così bello da dare gioia 🙂
      Noi abbiamo la fortuna di vivere abbastanza vicino, perciò possiamo tornarvi spesso. Ma per chi ancora non l’ha fatto, hai ragione tu: è sicuramente da visitare!
      A presto,
      Claudia B.

    1. Grazie Valeria! Questa manifestazione di Gradara noi l’abbiamo scoperta sul sito della pro-loco, di cui ho lasciato il link a fine post.
      Per le manifestazioni nel resto d’Italia (sagre, feste ed eventi vari), io in genere uso Eventi e Sagre. E’ aggiornato piuttosto bene e ci sono sezioni anche per Carnevale, San Valentino, Halloween, oltre alle classiche sagre dedicate ai prodotti!
      Grazie per essere passata!
      Claudia B.

  5. Che meraviglia quando la storia viene abbracciata dalla leggenda e se tutto questo viene raccontato come uan favola è ancor più meraviglioso!
    Grazie perché non conoscevo minimamente Gradara ma ora, dopo averti letto, non posso che metterla nella mia lista dei posti da vivere!

    1. Elena grazie a te per aver letto subito il post ed averlo apprezzato!
      Gradara è davvero un borgo da favola, io mi trovo spesso a consigliarlo perché c’è davvero tanto da scoprire. La visita alla rocca poi è imperdibile.
      Spero tu abbia modo di venire a vedere con i tuoi occhi questo gioiello. E se avrai bisogno di suggerimenti su cosa vedere nei dintorni, non esitare a chiedere 😉
      Un bacione,
      Claudia

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