Itinerario di due giorni a Venezia: cosa fare e vedere in un fine settimana

Chi pensa che Venezia sia un città bella, romantica e dalle mille atmosfere, vuol dire che non vi è mai stato durante l’Avvento. Perché, allora, non potrebbe limitarsi a queste semplici descrizioni. In occasione del nostro decimo (ebbene si) anniversario di matrimonio, abbiamo deciso di trascorrere due giorni a Venezia, approfittando del fatto che, essendoci sposati il 22 Dicembre, avremmo visto la bella città lagunare, in versione natalizia.

Non è la prima volta che scegliamo Venezia come meta dei nostri viaggi: l’ultimo risale a dieci anni fa, durante il Carnevale e, già allora, nel suo manto invernale, ci affascinò a tal punto da far sedimentare quel ricordo, come uno dei più belli tra le uscite del 2007.

CHE COPPIA…

Trascorrere un fine settimana a Venezia, per la nostra breve fuga d’anniversario, è stato come completare un sogno lasciato a metà: quello di inserirsi completamente nel disegno delicato di una Venezia invernale, senza folla, accogliente e a misura d’uomo. Entrare nei suoi riflessi e nei suoi scorci ovattati, facendosi lambire dall’anima di una città che, a modo suo, è una sorta di grande borgo. Un centro famoso in tutto il mondo che, come per magia, d’inverno diventa un luogo vivibile e ampiamente vissuto.

Trascorrere due giorni a Venezia d’inverno, mi ha permesso di realizzare il desiderio di svegliarmi in una piccola calle, passeggiare nella notte misteriosa, cenare in caratteristiche taverne, non prima di aver gustato uno spritz, come tutti i veneziani amano fare ogni sera.

In particolare, ho amato affrontare questo viaggio senza programmi: se siete alla ricerca di un itinerario tra palazzi, musei, chiese di Venezia questo, forse, non è il post adatto a voi. In occasione della mia quarta volta in laguna, infatti, ho scelto di vivere Venezia oltre il suo patrimonio artistico. Per il tour a piedi alla scoperta dei tesori di Venezia, vi rimando all’articolo che descrive il nostro viaggio di dieci anni fa.

Ma se state cercando suggestioni, idee alternative su cosa fare a Venezia in due giorni, oltre a tutte le informazioni su come organizzare in autonomia la visita alle isole limitrofe, allora siete nel posto giusto. Anche se, per l’escursione tra Murano, Burano e Torcello, vi rimando a questo post.

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Cosa fare due giorni a Venezia: visitare il Mercato di Rialto.

Dopo i viaggi in Provenza e in Thailandia, non potevamo concludere il 2017, senza visitare un grande e caratteristico mercato. Solo che, onestamente, non pensavamo potesse accadere a Venezia!

IL SESTRIERE SAN POLO

Lasciati i trolley nel delizioso appartamento del Sestriere San Polo, scelto per il soggiorno, la passeggiata a Venezia inizia subito con un peccato di gola: cicchetti in versione street food, attirano la nostra attenzione, mentre ci muoviamo tra calli, minuscoli campi, avvolti da un rubicondo cielo azzurro.

STREET FOOD

Lasciamo vagare i piedi, seguendo le indicazioni per Rialto, quelle insegne gialle così tipicamente veneziane, che io adoro! Ci accorgiamo di come Venezia, in inverno, sia diversa. Le persone riprendono possesso della propria città, fanno la spesa, entrano ed escono dai negozi, si fermano per salutarsi e chiacchierare.

Insomma, oggi ci rendiamo conto che, Venezia, non è una quinta teatrale costruita ad uso e consumo dei turisti. Venezia è una città vera, vissuta, amata. In inverno, Venezia respira, palpita e diventa incredibilmente reale. O, forse, amabilmente irreale.

Come parte di questo tessuto urbano, io e Daniele ci lasciamo tentare dagli scorci e, proprio mentre mi soffermo a fare una fotografia, scorgo delle bancarelle che, appena ci intrufoliamo nell’allegro Campo Della Pescaria, a pochi passi dal Ponte di Rialto, si trasformano in un coloratissimo mercato di frutta, verdura, spezie, fiori e pesce!

Un’esplosione di colori, nonostante la stagione invernale, di profumi e di vivace compravendita. A pochi giorni dal Natale, infatti, i veneziani ne approfittano per fare scorta di (costosucce) prelibatezze! C’è una gioia mista a rilassatezza nell’aria, che riesce a coinvolgere anche noi. Non possiamo fare a meno di osservare sbalorditi la varietà di merci, esposte con elegante accostamento di tinte. Soprattutto le ciliegie vendute a prezzo d’oro: 30€ al kg!

Tantissimi stranieri gestiscono i banchi del mercato perché, come spiega un signore, da sempre Venezia è una città che accoglie i forestieri, purché abbiano voglia di lavorare con serietà.

Passeggiamo anche tra i portici del Mercato Coperto dove, un pannello, mostra la giusta dimensione del pesce, per poter essere venduto.

Proprio qui, seguendo la scalinata che si affaccia sul Canal Grande, ci accorgiamo di essere arrivati davanti alle famose ‘mani’ che, emergendo dall’acqua, sorreggono Cà Sagredo, opera dell’artista Lorenzo Quinn.

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Cosa vedere due giorni a Venezia: la libreria Acqua Alta.

L’hanno definita ‘la libreria più bella del mondo’: e chi sono io per smentirlo? Quando abbiamo deciso di trascorrere due giorni a Venezia, la prima affermazione uscita dalle mie labbra è stata:

Andrò alla conquista della ‘Libreria Acqua Alta’

Così, durante questo freddo pomeriggio invernale, mentre una pallida e delicata luce inonda Venezia, Daniele mi guida fino alla meta da me tanto desiderata. Perché io sono naso all’aria, a bocca aperta, completamente ammaliata da una Venezia così insolita e priva di folle, da non riuscire a smettere di ridere, sussurrare ricercate frasi d’amore (“Fighissimo questo”…Dante, impara!), scattare foto. Quindi qualcuno deve occuparsi di ‘mappe e bussole’ e, quel qualcuno, è Daniele.

Arriviamo all’elegante Campo di Santa Maria Formosa, poi giriamo in Calle Longa Santa Maria Formosa, dove finalmente troviamo la ‘Libreria Acqua Alta”.

La fortuna vuole che ci siano pochissimi turisti, per cui abbiamo a nostra disposizione interi pittoresche salette piene di libri. Il termine ‘cataste’, rende meglio l’idea. Ed io mi sento a casa.

Credo sul serio che, la ‘Libreria Acqua Alta’, sia il sogno di ogni lettore e di ogni romantico, che immagina ambienti in cui sentirsi avvolto da parole di ogni tempo.

All’interno si trovano anche vecchie gondole, barchette di legno e vasche da bagno, che sono state riqualificate in scaffalature alternative.

La famosa ‘scala di libri’ esterna, presente in tutte le immagini di blog e profili Instagram, non è solo una colorata decorazione, ma permette di ammirare uno scorcio molto bello, sul canale dove affaccia la libreria.

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Due giorni a Venezia d’inverno? Correte a visitare la Basilica di San Marco, senza fare file!

Venezia viene spesso confusa con Piazza San Marco ma, personalmente, considero San Marco una ‘spina nel fianco di Venezia’. Ora immagino che qualcuno vorrà tirarmi una bomba a mano ma, dopo quattro volte che visito la città, mi rendo conto con dolore che tante persone arrivano qui, prendono un vaporetto, scendono a San Marco, magari anche al Ponte di Rialto, e ritengono finita la visita di Venezia.

Com’è possibile perdere la possibilità di esplorare Venezia a piedi, scoprendo una città priva di folle, passeggiando tra bancarelle e botteghe, salendo e scendendo lungo ponticelli, mentre la luce muta profondamente l’aspetto della città e le sensazioni che emana?

Certo, Piazza San Marco non va ignorata, solo messa al proprio posto! Anche noi, tra una calle e l’altra, ci riserviamo una tappa nella ‘Piazza Gioiello d’Italia’. Soprattutto perché, questa volta, vogliamo approfittare dei due giorni a Venezia fuori stagione, per visitare la Basilica di San Marco, senza fare la fila.

Lasciamo gli zaini nel deposito gratuito, che si trova in Calle Basso, sulla Piazzetta dei Leoncini. Gli effetti personali vengono custoditi per un’ora, quindi c’è tutto il tempo di entrare in Basilica, prima di tornare a ritirarli.

Non mettetevi in fila per accedere alla Basilica, se avete zaini e borse, soprattutto in alta stagione, perché verrete di certo rimandati al deposito, rischiando di fare la coda due volte!

L’ingresso alla Basilica di San Marco è gratuito, ma si pagano tutti gli accessi extra: Pala d’Oro, museo e zona panoramica.

L’ultima volta che entrai qui, ero una bambina e non ne ho memoria. Il secondo incontro con la Basilica di San Marco è stato sui libri, ai tempi del liceo. Oggi, finalmente, lascio che la sontuosa cappella palatina, mi racconti la sua storia antichissima.

I mosaici dorati mi attirano nella loro trama, legano a loro il mio sguardo, con una corrente di devozione eterna che, quando si ama tanto l’arte, non necessita di date, tecnica e storia. Ma si nutre solo di consapevolezza.

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Cosa fare due giorni a Venezia in due giorni: prendere un caffè in Piazza San Marco.

Passeggiando sotto i portici di Piazza San Marco, guardiamo con desiderio e incanto le storiche caffetterie, che sembrano uscite da quei romanzi di inizio Novecento, popolati da dame eleganti e signori in frac.

SOGNARE AD OCCHI APERTI IN PIAZZA SAN MARCO

In particolare, resta innegabile il fascino del ‘Caffè Florian’, ambito dai turisti (ricchi) e dalle Maschere durante il Carnevale, che vengono qui soprattutto perché è un vero status symbol. Per quanto ci riguarda, però, non intendiamo pagare un caffè 15€ e, con un certo dispiacere, proseguiamo fino a quando ci imbattiamo in un listino prezzi che suscita la nostra curiosità.

IL CAFFE’ FLORIAN

In un elegante locale quasi di fronte al ‘Florian’ (di cui non ricordo il nome), il caffè al banco costa soltanto 1,50€. Ovviamente, non ci lasciamo scappare la possibilità di sorseggiare l’amata bevanda, proprio in Piazza San Marco! Insomma, quando capiterà di nuovo? Oltretutto la caffetteria è veramente bella, ricercata e, a tutti gli effetti, sembra di essere tornati nel XIX secolo.

UN CAFFE’ IN PIAZZA SAN MARCO PER TUTTI

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Cosa fare due giorni a Venezia: passeggiare lungo Riva degli Schiavoni.

Sembra incredibile che Venezia prosegua oltre Piazza San Marco (scusate l’ironia). Non è un caso che, appena ci si lascia alle spalle questa sorta di ‘ombelico del mondo’ ed il Ponte dei Sospiri, dove una foto è comunque d’obbligo, si entra in un universo parallelo.

La passeggiata lungo Riva degli Schiavoni, mi ricorda per certi versi quella fatta dieci anni al Sestriere Dorsoduro. Bar e ristoranti si alternano ai ponti, mentre con lo sguardo possiamo spaziare sull’Isola della Giudecca e sulla mole opulenta di Santa Maria della Salute, a Punta della Dogana.

Ci sono pochi turisti, appena una manciata. Solo piccioni ben pasciuti, cittadini che camminano sereni e noi due, incantati davanti ad un tramonto sempre più vivido su Venezia, che si sta colorando di mille sfumature d’arancio.

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Cosa visitare due giorni a Venezia: il quartiere ebraico avvolto dalle tenebre.

Venezia di sera si tinge di tinte noir. Tutto fa pensare a misteri e storie antiche, a personaggi del passato, che sembrano scivolare come ombre lungo i muri e sui ponti.

Venezia di notte diventa una sorta di labirinto arcaico, dove non si percepisce pericolo ma solo fascino infinito. Le luci calde sono fari che indicano il cammino…anche se spesso dobbiamo ricorrere a Google Maps, per uscire dal dedalo di calli!

Se Venezia di giorno è romantica e pittorica, grazie a scorci e riflessi, Venezia di notte ti scava nel cuore e resta lì, fissa per sempre a scaldare i tuoi ricordi.

Visitare il Quartiere Ebraico di notte, avvolto dalle tenebre, è uno dei momenti clou dei nostri due giorni a Venezia. D’accordo, forse perdiamo l’occasione di ammirare palazzi e canali, di visitare le sinagoghe ed il museo, ma la malìa delle tenebre che avvolgono il Gheto Novo, il Gheto Novissimo e il Gheto Vecchio, sono a mio avviso ancor meglio della luce del sole che inonda il Sestiere Cannareggio.

Percorriamo calli strette e suggestive, fino a raggiungere il cuore centrale dell’area, il vasto Campo del Ghetto Novo. Qui, le luci degli edifici stretti attorno alla piazza, si riflettono sul selciato, mentre i ristoranti kosher accolgono i primi avventori.

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Dove mangiare a Venezia: gustare spritz, pesce fresco e ‘cicchetti’.

Lo spritz a Venezia è davvero una cosa seria. Francamente ci saremmo sentiti in difetto, se avessimo deciso di andarcene senza entrare in uno dei tanti bar, che offrono gustosi aperitivi, in ambienti sempre rustici e incredibilmente accoglienti. Sono tutti bellissimi, non si può sbagliare qualunque sia la scelta. I prezzi dello spritz, variano dai 2,50€ ai 3,50€. I calici di vino vanno dai 3€ ai 5€, a seconda dell’etichetta.

Credetemi se vi dico che prendere un aperitivo a Venezia non è un’attività da turisti, ma da veri veneziani!

A Venezia, però, anche il pesce fresco è imperdibile. La qualità altissima, garantisce piatti semplici ma molto appetitosi. Al ‘Dolfin’, con 50€ abbiamo gustato spaghetti ai frutti di mare, spaghetti alle vongole veraci, fritto di calamari, sogliola fritta, patatine e verdure grigliate. Daniele ha ordinato anche una fetta di dolce al cioccolato. Il tutto accompagnato da acqua e un quarto di prosecco. Ogni pietanza è ottima, seppure i piatti non sono particolarmente abbondanti.

Altra tipicità veneziana sono i ‘cicchetti’, una sorta di tapas locale a base di pesce, che ci ha lasciato con i cuoricini agli occhi. Su suggerimento di mio fratello, siamo andati all’‘Osteria alla Bifora’, un locale di cui ci siamo follemente innamorati. Il vero prototipo della vecchia osteria, dove si servono piatti semplici, tanto vino, in un ambiente conviviale in cui spesso si condividono i tavoli con gli altri avventori.

Abbiamo speso 48€, ordinando un immenso tagliere di salumi e sottaceti, un tagliere di ‘cicchetti’ che ci ha fatto sognare, acqua ed un calice di Pinot Grigio. Pane e crostini vengono serviti senza costi aggiuntivi e non si paga nemmeno il coperto.

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Due giorni a Venezia a Natale per sognare.

Della nostra escursione a Murano, Burano e Torcello vi parlerò presto. Nel frattempo, vi lascio un ultimo consiglio. Se avete tempo a disposizione, ma anche se non ne avete, regalatevi la possibilità di perdervi Venezia lungo calli e campi. In particolare, permettetevi di osservare Venezia da punti di vista sempre nuovi e sorprendenti, anche quando si tratta dei monumenti più noti. A volte, basta svoltare un angolo per lasciare alle spalle la folla, ed avere, ad esempio, il Ponte di Rialto completamente a disposizione.

SEI TUTTO MIO

Come sempre, quando si tratta di viaggi, di vita, di idee, una prospettiva diversa può illuminare la giornata!

Claudia B.

30 Commenti

  1. Sai che ogni singola foto che hai messo in questo articolo sprigiona un romanticismo unico? Mi dispiace deluderti, quella insieme al cinghiale un po’ meno, anche se so che ci tieni xD
    Veramente, è così raro vedere la città senza orde di turisti impazziti, ed è un privilegio riuscirci secondo me. E niente, stasera faccio vedere il post a Pavel così vediamo di organizzarci pure noi per il prossimo inverno <3 Hai comprato niente alla libreria Acqua Alta? Baciotti!!

    1. Sono stata bravissima Celeste, nulla! Non ho fatto capricci, non mi sono attaccata alle pile di libri piantando grane: insomma una viaggiatrice modello, che non ha chiesto nulla. Anche se, detto fra noi, ho puntato un libro con le raffigurazioni grafiche di Venezia, davvero bellissimo.
      Se riuscite ad organizzare una fuga invernale, sono certa che Venezia saprà regalarvi giornate uniche. Credimi se ti dico che non sembra nemmeno la stessa città, conosciuta in tutto il mondo 🙂
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  2. iltuopostonelmondo

    Ma perché ogni volta che mi “fisso” con una città il destino mi tormenta con immagini ed articoli *_* non resistooo!!!
    Hai descritto la città in maniera perfetta, cosi tanto da invogliarmi ad acquistare un biglietto e tornare alla scoperta di una delle città più romantiche d’Italia.
    La mia prima e unica volta a Venezia è stata per il carnevale, neanche a dirlo, non ho visto praticamente nulla.
    Dovrò rimediare il prima possibile!

    1. Ti svelo un segreto: capita anche a me. Ogni sacrosanta volta in cui un viaggio mi entra in testa, ritrovo immagini dello stesso ovunque. Come un messaggio subliminale continuo! Articoli, foto, servizi televisivi: un bombardamento 🙂
      Detto ciò, il mio consiglio spassionato Cri, è di tornare a Venezia fuori dal Carnevale. Non fraintendermi…personalmente l’ho amata anche in quel periodo, ma in momenti più tranquilli è qualcosa di unico. Senti la città: la senti parlare, vivere, fremere. Credimi, uno spettacolo che ti ammalia.
      Baci,
      Claudia B.

  3. Sono stata a Venezia solo una volta da piccola in un viaggio di famiglia e ricordo poco ma wow, da come la descrivi sembra davvero una città che non ci si gode senza perdercisi! Molto interessanti le foto e gli angoli nascosti da te trovati. Non ti dico che seguirò il tuo itinerario perché voglio assolutamente perdermici al massimo quando la visiterò. Sembra persino molto facile! 🙂

    1. Perdersi a Venezia, è il modo per scoprirla e viverla al meglio! Penso non esista metodo più bello per esplorare la città, che bighellonare tra le calli senza cartina, usando solo le mitiche segnaletiche gialle, unite alla curiosità 🙂
      Anche per me, la prima visita a Venezia è stata da bambina, con i miei genitori. L’ho poi rivista durante una gita scolastica e, in due occasioni, con Daniele. Sai la cosa più bella? Che per quattro volte, ho visto quattro Venezie diverse! L’ultima, poi, è stata speciale…
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  4. Non sono mai stata a Venezia d’inverno, invece mi piacerebbe moltissimo vederla innevata… sono sicura che sarebbe romantica e suggestiva come in un quadro. Sarà che Venezia è stata sfondo di tanti film e romanzi, ma ogni volta che ci vado mi sembra di essere in un altro mondo. Ogni angolo racconta una storia. La città stessa sembra un mondo a sé, diverso da tutti gli altri, una città invisibile come diceva Calvino, che racchiude in sé tanti luoghi diversi, alcuni luminosi, altri misteriosi.
    Ti auguro un inizio del nuovo anno splendido come Venezia!
    Un abbraccio

    1. Non avrebbe potuto usare parole più adatte! Venezia è veramente questo: luce e ombra, bellezza e mistero. Un labirinto di emozioni, ed io la amo proprio perché resta così sempre: lo era quando la visitai la prima volta da bambina, lo è rimasta nel corso degli anni, è così ancora oggi.
      Tutto parla a Venezia. È come se le frasi uscissero dai canali, dai palazzi e dalle calli. E viverne la quotidianità, al di là della sua bellezza pittorica, me l’ha fatta sentire ancor più mia.
      Ilenia, auguro anche a te un buon 2018, ricco di viaggi e di sorrisi veri!
      Baci,
      Claudia B.

  5. Cla che meraviglioso itinerario! Venezia di notte è davvero stupenda, ancor più unica e caratteristica. E vogliamo parlare di Dani versione travel blogger? Top!
    Ci segniamo tutto perché Venezia è nei nostri traveldreams 2018, visto che è saltata quest’anno.
    Un abbraccio
    Erica

    1. Ultimamente tende a travelbloggizzarsi spesso, soprattutto da quando ha preso a cuore la crescita di Instagram 😂!
      Sono felice che tu abbia apprezzato questo itinerario a Venezia. So che la città ha tanto altro da mostrare, un numero impressionante di musei e chiese ma, questa volta, dovevo permettermi di viverla così, senza grossi programmi. E sono felice di averlo fatto!
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  6. Venezia è stato il mio primo viaggio del 2017… che dire sono partita in bellezza! In questo periodo è magica, nonostante l’umidità altissima, ma se si trovano delle belle giornate di sole riesci a girarla senza problemi proprio come è capitato anche a te.

    1. Confermo sull’umidità: i miei capelli se ne sono accorti prima di me 😂! Ma con il sole, il fastidio praticamente scende a zero. Siamo state fortunate ma, devo dirti, tantissimi anni fa ho visto Venezia a ottobre, con la nebbia…e da lì è nato il mio amore per lei! Credo che il rischio più grosso sia l’acqua alta. Ma per avere poche persone attorno, conviene correrlo questo rischio!
      Un bacio Marika!
      Claudia B.

  7. Finalmente ti leggo! Stavo aspettando il primo giorno di sole post Natale per catapultarmi per la milionesima volta a Venezia e volevo leggere il tuo post solo dopo, per riassaporare la città e capire le tue sensazioni. Beh, hai reso perfettamente! In particolare quoto “lo spritz è davvero una cosa seria”, non puoi immaginare quanto sia vero. Avendo fatto l’università a Padova e vivendo ora nel veneziano ti assicuro che è un trauma bere uno spritz fatto male in giro per l’Italia, quello vero ce l’abbiamo noi, ahahhahaha! Pensa che volevo fare un post sulle migliori cicchetterie, quasi quasi appena ho un attimo lo scrivo!
    Bellissimo anche il ghetto ebraico, di notte mi manca e le tue foto sono splendide! E ovviamente adoro la libreria, mi vergogno ad esserci entrata per la prima volta solo ieri..
    Che altro dirti? Non avevo dubbi che un’anima come la tua non potesse che amare la mia città del cuore!
    Un bacione e buona Baviera!! ❤

    1. Sono felice di non aver detto una castroneria sullo spritz! Abbiamo visto tantissimi veneziani fermarsi sia a pranzo che prima di cena, tra bar e piccole osterie, per sorbire la meravigliosa bevanda. Sempre! Da lì ci siamo resi conto che si trattava davvero di una tipicità molto local 😂! Non solo. Ti racconto questo aneddoto. A cena la prima sera, in un tavolo vicino a noi dei turisti stranieri hanno lasciato il bicchiere di spritz quasi intatto. Uno dei camerieri al collega, quasi oltraggiato, interviene con un: ‘CHI non ha bevuto lo spritz???’. Da lì ci siamo resi conto che, meglio lasciare il piatto pieno, ma non lo spritz! Anche perché sarebbe impossibile: è troppo buono.
      Felice che tu abbia ritrovato nel post, le atmosfere da te testate nella tua città del cuore. Adoro quando ciò che provo viene confermato, perché a volte temo di avere una visione distorta della cose!
      Io aspetto il tuo post sui chicchetti, perché anche quelli sono un affare serio 😉.
      Buon anno Silvia 😘,
      Claudia B.

  8. Mi hai fatto venire la voglia di ritornare a Venezia. Deve essere meraviglioso “gustarla” senza l’opprimente folla. Solo un piccolo appunto. Personalmente non avrei concluso la cena con una fetta di torta al cioccolato; piuttosto con del baccalà mantecato, almeno 400/500 grammi, la quantità sufficiente per vedere il Paradiso. Me lo farei anche endovena. Provare per credere. Un caro saluto.

    1. Grazie per il consiglio 😂😂😂! Scusa la risata, ma in effetti stavo pensando alla quantità adatta alla visione del Paradiso: sicuro siano sufficienti ‘solo’ 400-500 gr.?
      Comunque proverò, perché dopo i cicchetti a Venezia, ho rivalutato completamente il ruolo del baccalà nella mia vita. E non sto scherzando! Pensa che mio marito non mangia pesce, l’ha preso per farmi contenta…a momenti scoppia una guerra, per accaparrarsi quanto più baccalà possibile!
      Ti auguro buone feste!
      Baci,
      Claudia B.

  9. A Venezia purtroppo ci sono stata una volta sola da ragazzina con i miei, e avevo pure la febbre, quindi non me la sono goduta. Dai pochi ricordi e dalle immagini viste finora mi trasmette l’idea di una città dove il tempo si è fermato. Un posto un po’ lugubre e malinconico, ma in senso positivo.
    Non avevo mai sentito parlare di questi cicchetti! A dir la verità pensavo che fossero degli shots di qualche super alcolico 😉 Bellissima l’osteria che ti ha consigliato tuo fratello, me la segno sperando di tornare a Venezia senza febbre.
    Un bacione 😘

    1. Senza febbre sono certa che la amerai, compresi i cicchetti! Che a dire il vero…la prima volta in cui ne ho sentito parlare, anche io ho pensato si trattasse di bicchierini alcolici 😂.
      Venezia ha davvero un’anima un po’ decadente, per questo la amo. In particolare se ti allontani dallo sfarzo dei due luoghi simbolo, Ponte di Rialto e Piazza San Marco. Al di fuori, scopri angoli che hanno il sapore d’altri tempi 😊.
      Un abbraccio Silvia!
      Claudia B.

  10. Andrea

    Claudia, ma sai che non sono mai stato a Venezia? Mea culpa, è vero, è una vergogna! Finora Venezia non mi ha attirato perché la vedevo sempre super-affollata e questa cosa mi ha sempre scoraggiato, però ho visto dalle tue foto che trovando il periodo giusto, si può godere delle sue bellezze senza scocciature. Tra l’altro, complimenti per le belle foto…quasi quasi, se trovo un volo low-cost mi catapulto anch’io nella sua atmosfera magica

    1. Guarda, non sei il solo che si scoraggia davanti alla fama di Venezia, che si presenta come una meta perennemente affollata. Eppure l’alternativa c’è!
      Raggiungendola in inverno, bisogna tener conto anche del possibile problema dell’acqua alta, ma credo valga la pena rischiare. Anche perché, come vedi, non necessariamente deve andare male per forza!
      Fuori stagione Venezia è un sogno, se trovi il volo catapultati, sono certa che conquisterà anche te!
      Baci,
      Claudia B.

    1. Alice, posso dirti che mi fa piacere? Perché temevo che il post fosse troppo vago. Impressioni, sensazioni, visite libere e poche informazioni storiche…ad un certo punto ho nutrito dubbi seri.
      Però, come dico sempre, non posso raccontare un viaggio in un modo diverso da come l’ho vissuto. E i due giorni a Venezia, prima di Natale, sono stati realmente questo!
      Bacioni e buon anno a te!
      Claudia B.

  11. Ma cicchetti tutta la vita! *_* E Venezia d’inverno anche! Che bello questo reportage veneziano Claudia! A Venezia io e Orso intendiamo ritornare assolutamente perché l’abbiamo “rubata” per qualche ora per un caffè…si QUEL caffè di 15 Euro che per fortuna abbiamo trovato chiuso 😀 😀 Era una di quelle cose folli che si fanno una volta nella vita: aereo-caffè a Piazza S.Marco-aereo di ritorno 😛 Ma quanto me la ricordo con piacere quella passeggiata organizzata per S.Valentino! Comunque segno tutto e aspetto i prossimi post 😉
    Bellissime foto!

    1. Tu pensa che quando ho prenotato, le prime parole dette a Daniele (che tanto non mi ascoltava, per cui nemmeno le ricorderà) sono state: “Ma lo sai che Orsa e Orso hanno fatto una toccata e fuga per San Valentino, andata e ritorno con volo rapido? Ancora quando ci penso mi sembra incredibile… siete stati semplicemente grandi!
      Sulla scelta della stagione…inverno tutta la vita! Soprattutto in periodi speciali e ricchi d’atmosfera. Anche l’autunno non è male, anzi: ho un ricordo molto suggestivo, di un viaggio fatto con la classe taaaantissimi anni fa, in occasione della Biennale.
      PS: spero che il mio post possa essere utile per il vostro futuro ritorno in laguna e, soprattutto, che vi permetta di spostare la virgola nel prezzo del caffè 😉
      Buona notte,
      Claudia B.

  12. Luca

    Purtroppo Venezia d’inverno è spesso ignorata, snobbata ed evitata dai turisti, un po’ x il maltempo, un po’ per il freddo e un po’ x la nebbia. Eppure io la trovo così mistica , misteriosa ed affascinante in inverno. Ma forse è meglio così, xké come dici tu si riesce a visitare senza file, senza code e senza la calca di gente x le calli. Sono contento ti sia piaciuta.

    Toglimi una curiosità: lo street food l’hai preso da “Acqua e Mais”?

    1. Luca! Ma tu hai un occhio clinico!!! Allora, adesso devo raccontarti i retroscena: come per la caffetteria a San Marco, non ricordavo il nome del locale. Per fortuna la ‘bussola eterna’, per i comuni mortali Google Maps, mi ha fatto scoprire che, effettivamente, si tratta proprio di “Acqua e Mais”!
      Devo dire che noi siamo stati fortunatissimi, per quanto riguarda il tempo, con giornate stupende e limpide. Obiettivamente abbiamo doppiamente goduto di Venezia e, devo dirlo, l’amore che già provavamo per la città, si è approfondito ancora di più. Personalmente credo che non riuscirei ad apprezzarla altrettanto, in un periodo diverso 🙂
      A presto,
      Claudia B.

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