Organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia: tutto quello che c’è da sapere

Dopo il nostro ritorno dalla Thailandia, devo dire che la voglia di scrivere mi ha abbandonata. Così come la volontà di aggiornare e seguire i canali social. Chi mi segue da un pò, avrà forse notato la mia assenza. La realtà, cari tutti, è che l’Asia ha avuto su di me un effetto ipnotico e profondo. Con grande difficoltà, ho dovuto convincere la mia testa e le mie mani, ad accordarsi e prendere appuntamento, per scrivere un post su come organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia.

Non è che non abbia voglia di rimettermi davanti alla tastiera…il problema è che la mia anima non è qui. Non è mai decollata da Bangokok, ed è seriamente difficile per me, riadattarmi alla mia vita. Alla mia realtà. Al lavoro sul blog, che pure amo tanto. Semplicemente non ci sono. Eppure, il desiderio di rivivere i momenti da sogno trascorsi in Thailandia, di raccontare il mio viaggio…ecco, questi ci sono. Perciò cerco di fare affidamento su di loro, per tentare di svolgere un buon lavoro, scrivendo un post che possa essere utile a chi sta pensando alla Thailandia come prossima meta.

Premetto che non si tratta di un post sponsorizzato. Qui trovate semplicemente il mio viaggio e le mie scelte. L’intento, è quello di scrivere un vademecum valido su come organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia, anche perché un viaggio fai da te nella “terra del sorriso”, è quanto di più appagante possa esserci.

PER LE VIE DI BANGKOK

Non aspettatevi da questo post, un elenco alla Lonely Planet. Non aspettatevi di leggere che in Thailandia la moneta ufficiale è il bath, che l’orologio va mandato cinque ore avanti quando qui vige l’ora legale, che la lingua ufficiale è il thailandese…

Questo vademecum di viaggio, è il mio notes, sono i miei mesi di studio, è la Claudia che vi racconta gioie e dolori dell’organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia. E’ la mia esperienza, non l’esperienza di una guida cartacea. E’ ciò che ho tentato di mettere a punto dall’Italia, con scarsi risultati, ciò che ho realmente fatto una volta sul posto e ciò che avrei potuto fare in modo migliore.

E, nei post a venire, seguirò questo stesso intento: vi metterò davanti al mio vissuto, alle scelte giuste, a quelle sbagliate, cosicché potrete valutare come affrontare le questioni logistiche durante un viaggio in Thailandia.

AYUTTHAYA

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Organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia: il volo a buon mercato, questo sconosciuto…

Nonostante io abbia prenotato il volo a febbraio, il costo del biglietto aereo è stato tutt’altro che economico. E’ vero, la Thailandia non è una meta cara, ma se come noi potete viaggiare solo ad Agosto, prenotando persino alla scadenza delle offerte di Gennaio, perché dal lavoro non si decidono a darti i turni delle reperibilità (si, non solo Daniele non ha facoltà di scegliere le proprie ferie, ma può capitare che sia in ferie e, contemporaneamente, reperibile), non aspettatevi di spendere poco.

La scelta è caduta nuovamente sulla mia compagnia del cuore, la Emirates, con cui per la prima volta abbiamo volato lo scorso anno alle Maldive. E, detto fra noi, con cui spero di instaurare un lungo rapporto d’amore! Una volta provate certe compagnie aeree, tornare indietro risulta divertente come una vescica sotto il piede, quando stai per partecipare alla maratona.

Sono da tempo iscritta alla newsletters di Emirates, perciò resto sempre informata sulle promozioni. Purtroppo il 2017 balordo, non mi ha permesso di sfruttare la prima campagna sconti di Gennaio. Per fortuna la seconda campagna è proseguita sino a Febbraio, seppure con tariffe meno convenienti, ma comunque vantaggiose.

Incredibilmente, per una questione di prezzi, orari dei voli e possibilità di riservare il posto gratuitamente sin dalla prenotazione, il volo da Malpensa è risultato la scelta migliore, tanto che ho deciso di boicottare Bologna. Che ci crediate o no, ma se siete bravi viaggiatori sono certa mi crederete, ho speso meno nonostante il costo di autostrada e gasolio. Anche perché i parcheggi di Malpensa, sono più a buon mercato rispetto quelli di Bologna. Duecento euro in meno il volo e oltre venti euro in meno il parcheggio, con orari ottimi e il mio bel posto assicurato da subito, non sono aria fritta!

Se state decidendo di organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia, vi consiglio di valutare anche altre compagnie aeree. Personalmente ho trovato interessanti offerte con la Oman, ma anche nel combinato Austria Airlines\ Lufthansa. Non le ho scelte per varie motivazioni, preferendo alla fine Emirates nonostante il prezzo leggermente più alto. Chiamatela fiducia cieca in Emirates, da quando volo con loro dormo per tutto il tempo, non ho più la fobia del decollo, sono rilassata anche durante le turbolenze, non passo l’estate pensando: “Chissà se è l’ultima estate che trascorro sulla terra?”, ma tutto questo non ha prezzo. Nemmeno se quel prezzo è di centocinquanta euro in più…

Altra soluzione che vi segnalo, è il volo diretto con Thai Airways, sia da Malpensa che da Fiumicino. In questo caso, la mia “non scelta” è dovuta al fatto che il prezzo fosse più alto, anche se solo di circa sessanta euro. Ma se non volete trovarvi in mezzo a scomodi scali notturni, oppure viaggiate con i vostri bimbi per cui un volo diretto può risultare molto più comodo, ricordatevi che la compagnia di bandiera thailandese è un’ottima soluzione.

Se vi state chiedendo dove ho prenotato, vi dico che ho seguito il mio solito iter: “controllo stalker” dei prezzi su Skyscanner ma, alla fine, prenotazione diretta sul sito Emirates, in tre semplici mosse. Anche perché il prezzo resta lo stesso dall’inizio alla fine, senza sorprese. E se dovesse andare storto qualcosa in fase di prenotazione, basta una telefonata al numero di Milano, sempre attivo, per correre ai ripari. Lo so per esperienza…lo scorso anno potrebbe (teoricamente eh!) essersi bloccata la carta di credito durante il processo e, alla fine, grazie all’intervento del servizio clienti, si è sistemato tutto.

Aggiungo solo una cosa. Se scegliete anche voi Emirates, si presuppone che facciate scalo a Dubai. Per cui leggete bene cosa sto per scrivere. Poi non tornate da me a dirmi: Claudia perché non ci hai avvisati?

Del mio difficile rapporto con l’Aeroporto di Dubai, ne ho già parlato (qui). Luogo spettacolare, dotato persino di metropolitana, giardini, cascate, negozi extra lusso…ma, nei controlli di sicurezza intermedi, non fornire ai passeggeri dei calzini di plastica la trovo una pratica inumana. Lo scorso anno non lo sapevo, ma questa volta si!

Ebbene, se fate scalo a Dubai, non importa se non siete mai usciti dall’area sterile, vi aspetterà un controllo di sicurezza esattamente come quello fatto nel vostro aeroporto d’origine. Ma se indossate scarpe col tacco o troppo coprenti, con ogni probabilità vi verrà segnalato di toglierle. Non aspettatevi dei calzini usa e getta come da noi, sicuramente vi chiederanno di camminare scalzi. Io che sono estremamente “schifiltosa”, dopo aver fatto fronte alla situazione con due improvvisate pattine di fazzolettini, lo scorso anno, stavolta sono partita pronta, con un paio di ciabattine infradito nel bagaglio a mano. Non ho nemmeno aspettato di essere davanti al metal, me le sono cambiate prima.

QUANDO OGNI SCUSA E’ BUONA PER RESTARE A BORDO…ANCHE FINGERTI HOSTESS

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Se dovete organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia, occhio alla moneta.

Ma lo sapevate che in Thailandia, la moneta ufficiale è il bath? Spiritosa Claudia… Vi avevo promesso che non avreste sentito da me questa frase, ma non ho resistito! Ora ho un pò di cose serie da dirvi, per cui se pensate di organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia non saltate questo paragrafo, perché forse alla fine capirete che non voglio scrivere solo quattro cose scontate.

No, ora vi racconto le mie disavventure monetarie nella “terra del sorriso”, farcite da una marea di parolacce ed improperi verso la mia banca.

Tutto inizia quando agli sportelli, mi avvisano che non è possibile acquistare dall’Italia i bath, come ad esempio si può fare con dollaro e sterlina. Mi dicono però che, se non voglio portare con me troppo contante, possono attivarmi i due bancomat di nostra proprietà per i prelievi internazionali. C’è un limite di 750€ per carta, ed una commissione di 2€ ma, rispetto ai prelievi con la carta di credito, sono davvero bruscolini fritti (ma i bruscolini si friggono?).

MERCATO DEI FIORI DI BANGKOK

La trovo una soluzione ottima, soprattutto se considerate che non ho mai contante, né con me né in casa. E’ una cosa che detesto, anche se mi rendo conto dell’assurdità. In ogni caso accetto e faccio attivare i due bancomat, chiedendo nel contempo l’aumento del plafond della carta di credito. Per fortuna nella mia mente super fantasiosa, vedevo me stessa e la seconda metà del blog, chiusi in una prigione thailandese stile Bridget Jones, ma senza l’intervento dell’amorevole Mark Darcy, quindi bisognosi di molti soldi per pagare un legale. Non chiedetemi il motivo di questo volo pindarico, bisogna essere previdenti nella vita! Previdenza che ringrazio, perché senza la carta di credito, noi ci saremmo ritrovati in una montagna di pupù. Fumante.

I guai sono iniziati la mattina stessa della partenza quando, tranquilli e fiduciosi, ci rechiamo al bancomat del nostro piccolo paese, con l’idea di prelevare poco contante, da utilizzare in autostrada e per pagare il parcheggio a Malpensa. Avete presente l’incubo ricorrente che si fa in attesa di un viaggio, quello in cui ci si trova in aeroporto senza passaporti e soldi? Eccolo divenuto realtà: “carta non abilitata”.

Sono morta dentro mille volte, quel 10 Agosto. E non vi dico la litigata furiosa con Daniele, che continuava ad accusarmi di non aver preso soldi per il viaggio (perché siccome io voglio viaggiare e lui no, è normale che debba occuparmi io di tutto). Lui è ancora vivo, solo perché non volevo finire in una prigione (né italiana, né thailandese) il giorno della partenza attesa per otto mesi. Ve lo garantisco.

AYUTTHAYA

In preda al panico, strada facendo ci fermiamo per fare una prova di prelievo con la carta di credito, tanto per essere certi che almeno quella funzioni. E funziona! Chi se ne frega delle commissioni altissime, almeno abbiamo denaro!

Dalla banca mi spiegano che, con ogni probabilità era mancanza di segnale quella che ci ha impedito di utilizzare il bancomat, perché le due carte risultano attive e funzionanti. Ci chiedono di provare a fare un acquisto e, in effetti, in aeroporto tutto appare a posto. Tiriamo un doppio sospiro di sollievo e proseguiamo senza paura verso l’avventura!

Illusi…L’ultima sera a Bangokok, decidiamo di prelevare contanti dall’ATM vicino al nostro hotel, per ottimizzare i tempi ed essere già a posto il giorno dopo. Non uno dei due bancomat risultava attivo. Zero. Inutilizzabili. Siamo stati mezz’ora in preda alla disperazione, completamente sudati sia per il clima, che per il terrore di essere nuovamente senza soldi.

Io sull’orlo del pianto, mentre Daniele “stava recitando l’intero calendario dei Santi”, andiamo dai ragazzi dell’hotel (che ci hanno aiutato in ogni modo possibile sin dalla prenotazione) sperando possano assisterci. Per fortuna c’è di turno il receptionist che parla meglio inglese e, spiegato il problema, ci dice che altri clienti con il bancomat “Maestro”, in Thailandia hanno avuto problemi analoghi al nostro. Con, addirittura, conseguente ritiro della carta, per cui possiamo persino ritenerci fortunati! Ci consiglia di provare con la carta di credito, dopo averla controllata, ed aver fatto una telefonata ad un conoscente, per accertarsi del limite di prelievo.

AMPHAWA’S FLOATING MARKET

Infatti, in poche mosse, ritiriamo il nostro piccolo bottino di 20.000 bath, con una commissione di 220 bath, più non so quale assurda percentuale di CartaSi. Ma non ce ne può fregare di meno. Vi immaginate il panico di ritrovarsi a migliaia di km da casa, senza soldi?

Solo dopo essermi calmata, mi ricordo che a questa eventualità, avremmo potuto far fronte grazie all’assicurazione di viaggio. C’è infatti una clausola che copre il trasferimento di denaro in caso di necessità, senza costi aggiuntivi, a fronte di un versamento fatto dall’Italia. Avvisando tempestivamente i miei genitori, la questione si sarebbe comunque risolta.

Ma ciò che mi ha fatto infuriare, dopo la mail feroce inviata alla banca la sera stessa, è stata la risposta da parte loro. No, nessuna informazione sbagliata, i due bancomat devono funzionare in Thailandia, così come il circuito “Maestro”. Ed il ritiro delle carte sarebbe stato impossibile, anche se veniva segnalato sullo schermo: era solo un avviso generico, dato dalla mancata operazione. Auguro alla mia stronza banca un mese di Imodium…

WHITE TEMPLE DI CHIANG RAI

Comunque, ora che vi ho spiegato le nostre disavventure, i consigli sono:

  • partite assolutamente con i contanti, non fidatevi a prescindere dei bancomat. Da una ricerca online, ho trovato una segnalazione positiva su “Super Rich” come ufficio di cambio, ma non ho avuto modo di provarlo personalmente;
  • non è vero che non ci sono commissioni sulle carte (come mi avevano detto nella dannata banca). Sia su bancomat che carta di credito, vengono prelevati 220 bath, oltre alla percentuale trattenuta in Italia;
  • se decidete di usare la carta di credito per prelevare, selezionate alla fine l’opzione per il cambio corrente (YES) perché sarà nettamente favorevole e ci perderete meno;
  • se vi restano dei bath, cambiateli in euro senza nessun timore, prima di partire dall’aeroporto, anche al terminal in modo tale da aver acquistato tutto ciò che vi serve. Il cambio è assolutamente senza perdita, né commissioni. L’unica cosa che non saranno in grado di darvi sono le monete, che compenseranno con dei bath. Beh, può essere un ricordo carino del viaggio!
BUDDHA RECLINATO AL WAT PHO

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Organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia? Si, ma non senza assicurazione!

Non solo perché certe clausole, come ad esempio il trasferimento di denaro, possono rivelarsi un ottimo asso nella manica, ma perché partire senza una copertura assicurativa, è come buttarsi in una pozza d’acqua piena di squali affamati, coperti di ferite aperte…Per fare un esempiuccio, eh!

Basta una ricerca online per rendersi conto delle ampie proposte, prezzi, clausole delle varie compagnie assicurative. In genere la copertura che seleziono, va ad assicurare il bagaglio, le spese mediche, il rientro anticipato, assistenza telefonica, il rientro delle salme (bisogna veramente pensare a tutto), la responsabilità civile, la ricerca con elicottero, due o tre giorni di trekking (perché non si sa mai cosa riserva un viaggio), la presenza di un parente in caso di necessità. Insomma, cerco di non tralasciare nulla, selezionando poi anche la copertura della franchigia per pochi euro in più, così da assicurarmi il recupero dell’intera quota.

Finora non ho mai scelto l’opzione rimborso viaggio, oppure sport, ma non escludo che, in futuro, potrei farlo.

ANGOLI DI CHIANG MAI

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Organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia, potando con sé un kit di prima necessità.

Va bene stipulare un’assicurazione viaggio, ma vuoi partire senza un bel bauletto di medicinali, alla volta della Thailandia? A proposito: ma quali medicine portare durante un viaggio in Thailandia? Serve una vaccinazione?

Ecco, a dire il vero, a parte aver rinnovato l’antitetanica causa “scadenza per vecchiaia”, non ho fatto nessun tipo di profilassi anche perché, ad oggi, non ve ne sono di obbligatorie.

Mi sono limitata a stare attenta, se per attenta intendiamo che ho mangiato qualunque cosa passasse sotto ai miei occhi (visibile ed invisibile), usato ghiaccio, frutta e verdure crude, street food come se il mondo fosse in procinto di terminare.

Se devo dire la verità, non ho avuto alcun tipo di problema. Daniele, invece, solo per un pò di normalissima carne alla griglia, presa nei mercati serali, ha dovuto attingere dalle mie magiche scorte mediche. E’ stata la giusta punizione per avermi urlato contro, quando il giorno della partenza ci siamo ritrovati senza soldi. L’alternativa era l’omicidio…andare al bagno, invece, non ha mai ucciso nessuno! Checché ne dica Barbara Qua Qua d’Urso.

STREET FOOD COME SE PIOVESSE

Quindi, in base alla mia esperienza, posso dire che il modo in cui si reagisce allo street food, al cibo thailandese e all’aria in generale non è per tutti lo stesso. Siate solo pronti con una buona dose di medicinali d’assalto:

  • Imodium;
  • Plasil;
  • Normix (mutuabile);
  • Antibiotico a largo spettro (mutuabile);
  • Buscofen;
  • Tachipirina;
  • Fermenti lattici in polvere da sciogliere sotto la lingua, da assumere per tutta la durata del viaggio, iniziando un giorno o due prima della partenza.

Tutti questi medicinali, hanno viaggiato con noi nel bagaglio a mano, senza nessun tipo di problema. Li ho solo spartiti tra il borsone e lo zaino, in modo che l’intera farmacia non risultasse di una sola persona! L’ho comunque fatto presente durante il check-in, per accertarmi di non dover mettere qualcosa nel bagaglio di stiva.

WAT ARUN

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Quali alberghi scegliere durante un viaggio in Thailandia.

Dove dormire in Thailandia? Se siete in procinto di organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia, la prima cosa di cui vi sarete resi conto e che gli alloggi non mancano. Anzi, che i prezzi sono da capogiro! Talmente favolosi, che non importa se il volo aereo vi costa una schioppettata, se il marito brontola e se Corea e Stati Uniti fanno la gara a chi ce l’ha più potente (l’arma nucleare): voi cercherete di restare in Thailandia il più a lungo possibile!

Si, questa è la storia della mia prenotazione ma, cari voi che leggete col sorriso sotto ai baffi, vi succederà la stessa cosa! Quei prezzi così allettanti saranno un richiamo peggiore di quello subito da Ulisse, da parte delle sirene.

CHAO HOSTEL DI BANGKOK

Partiamo dal presupposto che, ovviamente, ognuno di noi sa di quale budget dispone e cosa cerca da una struttura. Stabilito ciò, diciamo che personalmente mi sono soffermata su alcuni punti imprescindibili: presenza di wifi libero (perché ancora non avevo stabilito nulla riguardo la Sim da acquistare sul posto), buone recensioni, non grandi catene, vicinanza al centro o ai mezzi di trasporto, assolutamente disponibilità di un deposito bagagli, carta igienica e asciugamani inclusi nel prezzo.

Non sgranate gli occhi, fidatevi se vi dico che ho trovato sistemazioni interessanti, addirittura una l’avevo prenotata, salvo poi cancellare tutto, quando mi sono resa conto che avrei dovuto personalmente provvedere a carta igienica ed asciugamani! Viaggiamo con una valigia in due, non col baule medievale, devo ottimizzare gli spazi! Leggete sempre bene tutte le clausole, qualunque sia il sito su cui effettuate la prenotazione.

Altra cosa che personalmente vi dico di non sottovalutare, è la presenza del deposito bagagli. E’ fondamentale sia se arrivate la mattina presto, per cui magari la vostra stanza non è pronta e voi volete comunque iniziare le visite, sia per il giorno del check-out, quando potrete lasciare la valigia, in attesa del vostro volo, autobus o auto.

TADKHAM VILLAGE DI CHIANG MAI

Chi mi segue da un pò, sa che amo particolarmente Booking.com e Airbnb (sconto prima prenotazione). Nell’organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia, però, mi sono accorta che era Booking ad essere perfetto per le mie necessità. I prezzi sono estremamente competitivi su ambedue i siti, ma Booking ha alcune clausole utili soprattutto durante la pianificazione del viaggi: cancellazione gratuita e pagamento in struttura senza acconti anticipati.

In questo modo potrete prenotare e cancellare tutte le volte che volete, prestando attenzione ai termini ovviamente, così da poter stilare senza limiti il vostro itinerario, modificandolo sino a quando non sarà perfetto per voi. Io che ho variato tantissime volte il percorso da seguire, ho usufruito spesso della cancellazione gratuita, lasciandomi così il tempo di decidere senza costrizioni.

Anzi, vi svelo un segreto per risparmiare prenotando una struttura su Booking. Oltre a questo buono sconto di 15€, ho scoperto solo per caso che, accedendo al sito circa un mese prima della partenza, per dare uno sguardo agli hotel prenotati, i prezzi delle stanze rimaste erano nettamente inferiori a quanto avrei dovuto pagare io! Una sorpresa davvero gradita tanto che, acceso il pc per accertarmi che la App non facesse brutti scherzi, ho riservato la stessa stanza al prezzo corrente, cancellando la vecchia prenotazione più onerosa. Prima volta che mi capita, ma di certo in futuro controllerò sempre, ora che sono a conoscenza di questa possibilità.

BLUE MOON SAMED DI KOH SAMET

Altra cosa che voglio segnalarvi, è la valuta dei prezzi sul sito Booking.com. Mi preoccupava molto la questione del cambio, ossia: quando prenoto su Booking, quale valuta mi viene mostrata? Quale cambio viene applicato? La tariffa subisce variazioni nel corso del tempo? In realtà è tutto molto semplice, dato che la tariffa della struttura, Booking ve la mostra nella moneta locale, in questo caso i bath, e resterà invariata nel tempo. La sola quota che subirà variazioni, è quella relativa in euro (per correttezza vengono mostrate tutte e due le valute), che cambia in base al mutamento del tasso.

Un altro fattore fondamentale, da non sottovalutare minimamente, è la posizione delle strutture. Per il mio viaggio in Thailandia ne ho scelte tre: il Chao Hostel di Bangkok, comodamente collocato vicino alla fermata dello Sky Train; il Tadkham Village di Chiang Mai, a due passi dal centro storico; il Blue Moon Samed a Koh Samet, non lontano dal molo dell’isola.

Non lasciatevi prendere la mano dal fattore economico o dall’estetica, oppure da quanto una zona sia rinomata. Se ad esempio vi salta in mente di voler soggiornare nella famosa Khao San Road di Bangkok, benissimo. Ma, prima, chiedetevi quanto sarà facile da raggiungere, senza dover ricorrere costantemente ai taxi. Meglio un hotel od ostello nei pressi dello Sky Train, oppure della metro, che vi garantiscono la possibilità di muovervi senza limiti e con ottimi prezzi. A Khao San Road si può poi andare la sera, magari in tuk-tuk, contrattando fino allo sfinimento!

IN TUK TUK ATTRAVERSO BANGKOK

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Organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia: il visto turistico e il Suvarnabhumi International Airport.

Semplice, indolore, economico. Il visto turistico in Thailandia, per chi si ferma meno meno di 30 giorni, è un semplice modulo da compilare fronte e retro, durante il volo. Vi verrà consegnato dalle hostess, oppure lo potrete trovare mentre vi mettete in fila per il controllo passaporti. Non allarmatevi alla voce “luogo ed indirizzo dell’hotel” e, se come noi cambiate più strutture, limitatevi a segnalare la prima della lista.

Una volta atterrati a Bangkok, dirigetevi senza attendere nemmeno un momento verso il controllo passaporti. Non scherzo, la fila è infinita ed i controlli attenti. Quando toccherà a voi, dopo il timbro sul passaporto, vi verrà anche scattata una foto di riconoscimento, con cui risulterete schedati negli archivi thailandesi. Parte del visto turistico da voi compilato, vi sarà consegnato. Conservatelo con cura, perché dovrete ridarlo alle autorità, prima dell’imbarco per lasciare il paese.

A questo punto, forse, vi succederà ciò che è successo a noi: quando ci siamo recati al nastro per ritirare la valigia, la poverina era già al “Lost and Found” a cercarci. Stava riempiendo i moduli, per chiedere alla compagnia aerea la restituzione dei suoi amati padroncini. E niente, giusto per farvi sapere quanto può essere lunga la fila al controllo passaporti…

Una nota sui controlli di sicurezza al Suvarnabhumi International Airport. Ode ai thailandesi, che hanno si il body scanner con l’obbligo per tutti, indistintamente, di togliere le scarpe. Ma, da persone meravigliose quali sono, vi forniranno un cestello giallo appositamente per le scarpe, ed uno separato blu, in cui riporre gli oggetti.

Non hanno calzini di plastica usa e getta, ma ciabattine. Se non volete infilare i vostri piedini, laddove li mettono tutti, portate con voi dei calzini. Avrete tutto il tempo per metterli.

SUVARNABHUMI INTERNATIONAL AIRPORT

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Quale Sim card scegliere per telefonare dalla Thailandia.

Organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia, significa anche dover scegliere una tariffa telefonica, che permetta di comunicare col mondo in caso di necessità. Telefonare a casa, chiamare una compagnia assicurativa, sistemare alcune questioni logistiche…non diamo per scontato che a noi telefonare non serva.

Prima di partire, ho chiesto al mio gestore telefonico quali offerte ci fossero per l’estero ma, onestamente, la tariffa chiamate e dati per la Thailandia era troppo onerosa. Invece, una volta raggiunto l’aeroporto, nell’area arrivi abbiamo trovato un mondo: tra stand di operatori telefonici, uffici cambio, agenzie viaggi, compagnie private per trasferimenti, ad aver voglia di perdere mezza giornata, si potrebbe tranquillamente organizzare l’intero soggiorno in Thailandia, direttamente all’aeroporto.

ROYAL GARDEN DI CHIANG MAI

Torno seria…tariffe telefoniche Claudia, non tergiversare! Ci sono varie opzioni ma, a noi, quella migliore è sembrata l’offerta di True. Ora, premetto che nel caos totale del momento, persi in un’orda barbarica di persone, con addosso la stanchezza del viaggio, del fuso orario, del trauma per la fila assurda ai controlli passaporti, abbiamo commesso un piccolo errore. Nel senso che abbiamo deciso di fare non la tariffa da quindici giorni, visto che restava fuori il sedicesimo, per noi fondamentale, ma due Tourist Sim da otto giorni l’una. La prima attivata in aeroporto, la seconda in un 7\11 di Chiang Mai. Il costo delle due o della Sim singola è identico, per cui l’errore non è relativo al prezzo. Il fatto è che al 7\11, mi hanno spiegato con difficoltà (ma almeno ci hanno provato), che avrei potuto ricaricare la prima scheda! In definitiva, ad otto giorni scade il credito residuo e scadono i giga del pacchetto dati, non la Sim, che a si può semplicemente ricaricare.

In aeroporto, vuoi il casino, vuoi la stanchezza, questo particolare non lo avevo capito. Pazienza, non è successo nulla. Mi ritrovo semplicemente con due Tourist Sim della True, che potrei assegnare al lettore più simpatico del blog! Eh, che ne dite di un bel concorso?

Il costo per tutto questo è davvero irrisorio. Una scheda con 100 bath di chiamate incluse, 2,5G di internet e wifi True free, dove disponibile, costa 299 bath (7,5€). Quella da quindici giorni, ovviamente, il doppio. Io li ho spesi comunque, quando con una semplice ricarica avrei di certo risparmiato. Per cui lascio a voi questa informazione, sperando vi sia utile!

Dall’Italia, invece, la tariffa col mio operatore telefonico per lo stesso periodo di tempo, mi sarebbe costata 60€. Con internet super limitato, al contrario della scheggia che mi sono trovata fra le mani in Thailandia. E, credetemi, quella scheggia ci è servita eccome! Ma ve ne palerò nei prossimi post…

A proposito di telefonate: 1155, è un numero che vedrete spesso in Thailandia, ma io ve lo segnalo già da ora. Si tratta del contatto della Polizia Turistica, cui rivolgervi tempestivamente se dovesse verificarsi qualche imprevisto, oppure se doveste essere oggetto di truffe.

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Come ci si veste nei templi e nei siti appartenenti alla famiglia reale thailandese.

Organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia, significa che, prima o poi, nel vostro programma un tempio o un palazzo appartenente alla famiglia reale thailandese, ci entrerà di certo. Sicuro come il giorno dopo la notte!

L’abbigliamento in questo contesto, non è assolutamente opinabile. Rigore e decenza. E, laddove uno dei due manchi, state tranquilli che verrete spediti negli apposti spazi, per noleggiare parei con cui coprirvi. Ma, se volete evitare ogni volta di perdere tempo con il noleggio degli abiti, in particolare durante la visita al Palazzo Reale di Bangkok, quando vi renderete conto che ogni istante è prezioso per fuggire alla ressa, vi consiglio di prepararvi già da prima.

WAT PHO

Come ci si veste per entrare nei templi in Thailandia? Basta una semplice maglietta a mezze maniche, un pantalone che sia sufficientemente lungo per coprire il ginocchio, meglio se arriva al polpaccio, e le scarpe vanno lasciate all’ingresso. Personalmente, dato che rientro nella categoria “schifiltosa” di cui vi accennavo sopra, ho tenuto sempre nello zaino dei calzini da usare solo ed esclusivamente per queste occasioni. Sia io che Daniele, quindi, ci infilavamo questi calzini d’emergenza, salvo poi tornare alla nostra mise una volta finita la visita. Avrei tanto voluto i calzini di plastica gettati con noncuranza a Milano, dopo i controlli di sicurezza…

Anche nei palazzi appartenenti alla famiglia reale thailandese, c’è un protocollo da seguire. Ora, in rete ho trovato varie segnalazioni. Ma, per fare prima, una volta a Bangkok ho direttamente fotografato l’apposita segnaletica.

COME VESTIRSI PER VISITARE I SITI APPARTENENTI ALLA FAMIGLIA REALE THAILANDESE

Come vedete, no a pantaloni corti o stretti, a gonne corte o strette, no a maniche corte o canottiere e, addirittura, scarpe aperte. Questa ultima informazione non so se sia corretta, so che alcune guardie potrebbero aver qualcosa da ridire. Io, per sicurezza, ho utilizzato scarpe chiuse di tela e Daniele le classiche tennis.

Nel caso il caldo abbia la meglio su di voi, per cui decidete di uscire dall’hotel in shorts e canotta, potete davvero noleggiare gli indumenti all’ingresso dei vari siti. Portate con voi bath di piccolo taglio, perché spesso non hanno il resto da darvi, visto l’alto afflusso di turisti.

Nota simpatica, ma che vi consiglio di non dimenticare: durante la giornata, se non erro alle 8 e alle 17 (o 18), vi accorgerete che una musica si diffonderà nell’aria e, ovunque vi troviate, le persone si immobilizzeranno. Non è una candid camera! Fermatevi anche voi, togliete il cappello e, insieme ai thailandesi, rendete un piccolo omaggio all’inno nazionale! Non continuate a farvi i fatti vostri o camminare, perché potreste persino essere multati, da qualche zelante guardia!

La prima volta che abbiamo partecipato a questo splendido momento, è stato alla Stazione Hua Lamphong di Bangkok. Centinaia di persone si sono immobilizzate contemporaneamente e, vi giuro, io mi sono emozionata. In Thailandia, il rispetto e l’amore per la famiglia reale, la propria bandiera e l’inno nazionale, sono presi molto seriamente. Ed io mi inchino, a chi sa portare rispetto alla propria patria.

WAT PHRA KAEW E GRAN PALAZZO REALE

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Organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia: cosa prenotare dall’Italia.

Questo per me, è stato lo scoglio più duro da superare. Chi è abituato a pianificare il proprio viaggio in ogni minimo dettaglio, prenotando tutto dall’Italia, con la Thailandia avrà una brutta sorpresa. La Thailandia la vivi giorno per giorno, decidi cosa fare in base al clima, al tempo a disposizione, al modo in cui la giornata ha impatto su di te.

Per mesi ho stressato i miei colleghi blogger, con messaggi disperati dovuti all’impossibilità di fare qualunque cosa da casa. E, se il mio viaggio è stato un successo, lo devo anche a loro! Non ringrazierò mai abbastanza Tiziana, de “La Valigia in Viaggio”, Roberta di “Stellaaroundtheworld”, Emanuele di “Recyourtrip” e il grandissimo Andrea di “Andrea in Thailandia”. Posso garantire che i 30€ inutilmente spesi nella Lonely Planet (il nostro rapporto inizia e finisce con questo assurdo acquisto), li avrei anche potuti risparmiare, affidandomi completamente ai consigli e ai blog di questi fantastici ragazzi.

Se state pianificando il vostro viaggio in Thailandia, non fate l’errore che ho commesso io: state tranquilli. Acquistare escursioni, spostamenti o attività dall’Italia è decisamente caro, molto più dei prezzi che troverete una volta sul posto. Prima di tutto, perché in Thailandia c’è margine per trattare. Seconda cosa, perché la proposta è talmente ampia, che le agenzie fanno continue offerte per attirare i clienti.

In più, quando raggiungerete la “terra del sorriso”, capirete quanto sia facile anche organizzare le escursione in completa autonomia, senza bisogno di affidarsi a nessun intermediario. A meno che non convenga davvero, come è stato per noi nell’uscita giornaliera da Chiang Mai a Chiang Rai.

Quindi non stressatevi inutilmente. Godetevi l’attesa del vostro viaggio in Thailandia, pianificando e prenotando solo lo stretto necessario dall’Italia!

E se anche voi vi troverete in Thailandia a ridosso del 12 Agosto, ricordate che questo è un giorno di festa nazionale. Non solo è il compleanno dell’amata Regina, ma anche la Festa della Mamma. Non preoccupatevi, tutto funziona normalmente, ogni esercizio è aperto, così come le attrazioni. Tenete a mente che le visite al sito del Gran Palazzo Reale, potrebbero essere limitate, in caso di eventi particolari. Magari, potreste organizzare un’uscita fuori Bangkok, per non perdere la giornata. Noi ad esempio, siamo andati ad Ayutthaya.

SPETTACOLO DEL FUOCO SULLE SPIAGGE DI KOH SAMET

∞♦∞

Organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia : tutto quello…che ho dimenticato.

Ho scritto un articolo a parte, dedicato al capitolo secondo me fondamentale, su come muoversi attraverso la Thailandia senza aerei, perché credetemi, potrebbe anche succedere di dover affrontare questo tipo di problematica, se le persone con cui state viaggiando, si rifiutano di prendere voli interni, (tratto da una storia vera). All’interno del vademecum, ho parlato anche del noleggio auto o scooter in Thailandia ma, qui, vi lascio con una raccomandazione fondamentale: non si guida senza patente internazionale. Non importa se per 1km, 100mt o 1000km. Se vi capita qualcosa, nessuna assicurazione vi coprirà i danni e, in caso di controllo, potranno multarvi.

Se ci sono punti che ho omesso o dimenticato, chiedo scusa, tenendomi pronta a rimediare ed aggiornare questo vademecum.

So di avere scritto tanto, troppo, un vero papiro. Ma se l’argomento è “come organizzare un viaggio in Thailandia in autonomia”, io mi sento in dovere di fare un’ultima piccola riflessione. Appena accennata, lo giuro, perché avrò modo di affrontare l’argomento successivamente.

SPIAGGE DI KOH SAMET

Leggete attentamente quanto sto per scrivere, vi prego. State partendo per la Thailandia del 2017, non aspettatevi di trovare la Thailandia di 30 anni fa. Non fatelo, perché il vostro viaggio rischia di diventare un concentrato di delusione. La Thailandia è una nazione che si è votata al turismo. E’ vero, potete ancora trovare angoli di assoluta realtà, lontano dai grandi centri. Potete trovare angoli suggestivi persino a Bangkok se sapete dove cercarli, ma non partite pensando di trovare il paese di 30 o 40 anni fa..

Io ho amato la Thailandia fin dal primo impatto, perché sono arrivata consapevole di ciò che mi aspettava. A tal proposito, ho scritto alcuni pensieri sulla mia pagina Facebook e su Instagram durante il viaggio, e voglio confermare quanto detto: da me e dal mio blog, non aspettatevi proclami di accusa contro la Thailandia, contro Bangkok o contro i thailandesi. Perché non ne avrete.

I contrasti di questa terra che vi mostrerò nei post a venire, non saranno quelli che trovate ovunque nel web. Io vi farò vedere le due anime di Bangkok, quella moderna e quella antica; vi mostrerò un mercato galleggiante frequentato solo da local, al posto del più famoso Damonen Saduak; vi farò vedere le due facce, quella urbana e quella rurale, della Thailandia; vi porterò con me su un’isola amata soprattutto dai thailandesi, perfetta per i viaggi durante la stagione dei monsoni, dove purtroppo il problema dello smaltimento dei rifiuti, si scontra con la bellezza naturalistica del luogo; vi racconterò il lato mistico e quello mondano della religione. Ecco i contrasti che troverete sul mio blog.

L’ALTRA BANGKOK….

Non mi innalzerò a paladina della giustizia, per urlare quante cose sbagliate ci siano in Thailandia! Cosa c’è di diverso, a voler essere onesti, dai senza tetto che dormono nelle nostre stazioni, alle persone che vivono in casupole di lamiera a Bangkok, di fianco alle grandi catene di hotel super lusso? Come faccio ad accusare lo sfruttamento della prostituzione o degli animali, (che detesto in egual misura), quando siamo noi turisti i primi ad incrementarlo? Ditemi…come potrei scrivere che Bangkok è una città sporca, quando nelle nostre stesse città, ci sono problemi legati allo smaltimento dei rifiuti, non indifferenti?

Mi dispiace, non ci sto. Perché tutto questo è veramente sbagliato, ma non è così diverso da ciò che avviene nel nostro “amato e perfetto Occidente”. Impariamo noi per primi, ad evitare interazioni non etiche con le persone e con gli animali, quando andiamo all’estero. Portiamo via di peso i nostri rifiuti, invece che lasciarli in un angolo a terra.

LA THAILANDIA E’ PIENA DI PELOSETTI E DI ANIMALI DI CUI AVER CURA, NON DA SFRUTTARE

Ma, soprattutto, impariamo ad accettare che le realtà cambiano, che tutto varia. Che un paese come la Thailandia o lo ami per ciò che è oggi, oppure lo eviti piuttosto che criticarlo senza pietà, perché non vi hai trovato qualcosa che non esiste più. Tutto cambia. E’ un peccato, ma fa parte della vita. Comportiamoci in maniera corretta, accettando i mutamenti, rispettando ciò che una terra è, apprezzandola per questo e, magari, facendo a nostra volta scelte che non vadano a penalizzare gli essere viventi.

Claudia B.

28 Commenti

  1. Post adorabile, problemi coniugali inclusi 😀

    La frase che mi ha colpita di più è quella dell’anima che non è mai decollata da Bangkok: un’immagine bellissima, davvero poetica, che condivido per quanto riguarda alcuni dei miei “viaggi della vita”(credo che la mia anima non sia mai decollata da San Francisco, per esempio). Una parte del tuo post l’ho pure letta a voce alta a mia mamma, che è una thai-fanatic, tanto che sta pensando di organizzare per la terza volta un viaggio in Thailandia. Oggi si è pure presentata a tavola dicendomi: ti ho preparato il pad-thai! Non è stupendo l’amore per i viaggi? 😀 Devo poi chiederti una cosa che non c’entra un fico secco: che lavoro fai?

    1. Fammi capire: tu oggi hai mangiato il phad thai? E me lo dici così? Sai che in questo preciso istante (non importa se è quasi ora di merenda, io sono ancora sintonizzata sui pasti asiatici), ne mangerei doppia porzione? Raccontami qualcosa di questo Phad Thai! Pesce? Grande mamma di Roberta! Anche per la passione per la Thailandia. Mi fa piacere che tu le abbia letto alcuni passi del post, anche se è tanto tecnico e poco sentimentale… Ma non sono ancora riuscita ad affrontare quella parte. Ci sto provando con i nuovi reportage, vediamo se riesco a scrivere, senza scoppiare a piangere ogni tre per due!
      Rispondo molto volentieri alla tua domanda, a parte che tu puoi chiedermi quello che vuoi, sono un libro aperto!!! Ti dico già che ti sembrerà strano Robi, fa parte del mio personaggio 😉, ma io sono felicemente casalinga da sei anni! E sottolineo il felicemente eh! Non ho alle spalle, quello che si potrebbe definire un percorso lavorativo felice…
      Da qualche mese, forse lo avrai notato, ho cercato di spingere tanto sul blog, per cercare di farlo decollare. Ma per quanto abbia avuto qualche soddisfazione, non è facile. Soprattutto perché della crescita oggettiva del blog, frega a pochi. Tutti guardano i numeri social….e su quelli non riesco a far miracoli. Questa è la cosa che più mi fa arrabbiare. A volte vorrei lasciare perdere tutto e basta. Ma credo troppo in Voce del Verbo Partire per avere il coraggio di farlo davvero.
      Un bacione,
      Claudia B.

      1. Ti spiego perché ho fatto questa domanda: mi colpisce molto la tua attitudine organizzativa. Sei precisa, puntuale e con le idee chiare quanto a viaggi ed esperienze. Insomma, il mio opposto 😂 Fai bene a spingere sul blog. Purtroppo (quanto ti capisco da 1 a 100?) la qualità non basta. Talvolta decolla persino la sua assenza, figurati un po’. Ma non preoccuparti: chi la dura la vince, non farti deprimere. Anche perché saremmo in due.

        Pad thai a base di gamberi, germogli di soia, zenzero, curcuma, cumino e vattelappesca 🤤

        Detto ciò, il tuo articolo È sentimentale, non solo tecnico ❤️

        1. Dì alla tua mamma, che è appena diventata il mio personalissimo mito! Li può inserire nel menù del suo ristorante, io poi la verrò a trovare prima o poi 😉!
          Ma dai, grazie per il tuo complimento… cioè, per me è un complimento bellissimo, perché sono una maniaca dell’ordine e dell’organizzazione. Lo ero a scuola, sul lavoro, ovviamente a casa. Diciamo che questo mio modo di essere, è andato a riflettersi sui viaggi. Ecco perché la Thailandia mi ha messo inizialmente in crisi…perché non mi permetteva di mettere mano alla pianificazione dall’Italia, in maniera precisa! Ma poi ho seguito il consiglio di Angelica, e ho deciso di prendere questo viaggio in maniera asiatica 😂!
          Sai che mi hai fatta emozionare, con la tua ultima frase…cavolo, pensavo di essere stata troppo impersonale, che è una cosa che odio nei post. Grazie Roberta….
          Claudia B.

    1. In questo momento sento talmente il peso del distacco dalla Thailandia, Stefania, che se vuoi mi offro volontaria per portagli io stessa l’articolo a piedi. In segno di amicizia fra i popoli!
      Scherzi a parte, spero che concordi con il post, ma spero di cuore che non abbia dovuto sperimentare il trauma del bancomat non funzionante 🙁
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  2. Claudia… te alla Lonely Planet ti fa un baffo!!
    Potresti scrivere una guida davvero super con tutte queste informazioni ed esperienze sul campo. Purtroppo la Tailandia non è tra le mie mete da sogno, ma ti mando in avanscoperta se mai riuscirò a programmare il tanto agognato viaggio negli USA xD
    Comunque oh, gli uomini sono tremendi. Non muovono un dito durante l’organizzazione e hanno anche da incavolarsi se qualcosa non va secondo i piani. Certo, capisco che trovarsi dall’altra parte del mondo senza soldi debba essere allucinante, per fortuna avete risolto!
    Avevo immaginato dalla tua latitanza dopo il ritorno il tuo stato d’animo, anche per me è sempre così, sento quel senso di vuoto e di insoddisfazione che mi schiaccia il petto e che va via solo quando penso alla prossima partenza.
    La Tailandia non sarà tra i miei travel dream, ma non significa che non sia curiosissima di leggere il resto! Un bacione super Claudia :*

    1. Una latitanza che sto cercando di alleviare, anche per il bene dei profili social, ma accidenti se è dura. Hai detto bene: senso di vuoto ed insoddisfazione 🙁 Ho provato anche ad iniziare a pensare alla prossima destinazione, ma niente, questa volta non se ne vanno. C’è qualcosa che mi tiene aggrappata alla Thailandia.
      Guada, inizialmente dovevano essere gli USA la mia meta 2017. New York ed il Maine, cambiata poi con Boston ed il Maine. Avevo già il ditino pronto su “clicca”, per richiedere l’Esta. Ma poi non so cosa sia successo, da dove sia uscita…ma la Thailandia ha deciso che dovevo guardarla davvero. Ed organizzare un viaggio per conoscerci. Quindi ora dovrò recuperare quel viaggio negli Stati Uniti, anche se sarà difficile per me distogliere gli occhi dall’Asia. Quando sarà, ti scriverò un bel post ricco di dettagli organizzativi 😉
      Nel frattempo, piano piano, racconterò con piacere anche il resto dell’avventura in Thailandia, non fosse altro che, in certi momenti, sembravamo sul serio due concorrenti di “Pechino Express””
      Ti abbraccio fortissimo,
      Claudia B.

  3. Claudia, hai scritto un articolo meraviglioso, intriso di passione e pieno di ottimi consigli. E in tutto ciò…mi hai fatto venir voglia di tornare in Thailandia!
    Ho riso come una matta, immaginandovi al bancomat – disperati – e con l’umidità thailandese che si appiccica addosso; purtoppo anche le disavventure fanno parte del viaggio ed anzi molto spesso sono quelle che – una volta a casa- ti fanno più ridere. Certo quando le vivi… Pensa che proprio in Thailandia -avevo 21 anni e un ex fidanzato che mi seguiva nel mondo con terrore – stavo attraversando via terra il Triangolo d’Oro e sono stata fermata dalla Polizia per un controllo documenti: mi hanno sequestrato il passaporto, sostendendo che avrei dovuto seguirli nel loro ufficio perchè c’erano problemi con il visto. In realtà volevano solo dei soldi e io – non so come- sono riuscita a restare calma e ferma, minacciando che avrei subito chiamato l’Ambasciata. Alla fine mi hanno ridato il passaporto e sono andati via, io ho pianto per circa 2 ore di fila dal terrore appena provato. Adesso se ci penso mi viene da ridere a pensare a me che rivendico i miei diritti, stile trattato di diritto internazionale al poliziotto thai.
    Infine vorrei proporre un movimento per la liberazione dei “prigionieri di viaggio”, dato che ho notato dai commenti che va di gran moda (anche se il mio è il peggiore, brontola per tutto il viaggio, accusandomi anche se è nuvoloso.. ah ah). A questo punto organizziamoci un bel week end tra di noi, viaggiatrici temerarie (e ansiose) e lascimoli un pò respirare l’aria casalinga….

    1. Ma anche tu hai un “prigioniero di viaggio”??? Ma no dai, ahahahahahah! Allora la mia teoria sullo stampo da tramandare ai posteri è più di un’ipotesi, si sta trasformando in realtà! Ma io mi chiedo, come fanno a non reputarsi fortunati? Non so, personalmente pagherei per essere “prigioniera di viaggio” di qualcuno… Ti dirò Sara, oltre ad un semplice fine settimana organizzerei un viaggione di tre settimane. Al ritorno penso ci imploreranno di portarli con loro, la volta successiva 🙂
      Leggendo la tua esperienza sono rimasta ad occhi sbarrati, con la mano davanti alla bocca e semi sconvolta. E’ vero, raccontandola a posteriori, come ho fatto io con la storia dei bancomat, viene persino da ridere, perché poi ti rendi conto dell’assurdità. Ma sul momento è il terrore a dominare su tutti. E onestamente, io non so veramente come tu sia riuscita a restare tanto fredda e sicura di te. Cavolo, Mark Darcy per tirare fuori Bridget dalla prigione Thai, avrebbe potuto tranquillamente ingaggiarti!
      Capisco il tuo sfogo di pianto successivo, perché c’è davvero poco da scherzare con certi individui zelanti, ma accidenti sei stata incredibilmente forte sul momento. Che poi, forse, sono proprio le necessità a tirare fuori la nostra determinazione durante i viaggi. La nostra sicurezza e anche una padronanza dell’inglese che non pensavamo di possedere 😉
      Grazie per essere passata ed avermi raccontato questa storia…mi hai fatto sentire meno “lost in Thailand”! Bacioni,
      Claudia B.

  4. Wow che super articolo!!! Immagino quanto sia difficile tornare realmente da un viaggio de genere, sognato ed immaginavo per mesi interi, pianificato con cura e amore e poi realizzato e vissuto al mille per cento! 🙂 è stato bello seguire tutte le fasi ed ora leggere le tue riflessioni ed il tuo mal d’Asia che probabilmente non passerà mai e a mio avviso ti riporterà presto in questa terra pazzesca!
    Un bacione <3

    1. In effetti Lu sto guardando ancora, ed insistentemente ad est. Devo dire che ho in mente diverse mete per il prossimo anno, vorrei magari portare a compimento quel progetto per gli USA, ma tutto in me urla Asia. Non so nemmeno come sia nata un’attrazione così forte, ma ora non riesco a gestirla. Né a contenerla.
      E’ stato difficile tornare, soprattutto perché tanto di me è rimasto là, ma spero di essere stata abbastanza lucida per scrivere un post (libro) con informazioni utili a chi sta organizzando un viaggio in Thailandia.
      Grazie per aver seguito questi mesi di folli preparativi, ed il viaggio nel suo svolgimento. E’ stato talmente intenso che, alla fine, ho avuto voglia di raccontarlo su Instagram e condividere qualche riflessioni su Facebook con tutti voi!
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  5. Finalmente un post scritto non in chiave di lonely planet nè tantomeno documentario di Geo e Geo. Ho adorato il tuo viaggio, che ho seguito in anteprima in backstage, sin da quando era solo nella tua mente. Un viaggio di cui sentivi il richiamo ancora prima di fare il check in online. Ho adorato vedere una Claudia che piano piano si scioglieva; una Claudia che non si è fermata davanti a critiche sulla spazzatura e lo sporco dell’Asia; una Claudia che si è adattata e non ha richiesto a nessun angolo di piegarsi per lei. Cosa che purtroppo molti turisti richiedono. Ho persino adorato la scena del bancomat che ci ha fatto sospirare mentre ora ci fa ridere tra una tastiera e l’altra. Io penso che tu fossi PRONTA per l’Asia o meglio ti fossi preparata mentalmente per ciò che avresti trovato. E proprio per questo da asiatica ti ringrazio perchè non tutti sono pronti ad immergersi in una cultura senza storcere il naso. La maggior parte del mondo storce il naso e grida “che schifo” senza guardare il peggio che abbiamo in casa (e questo te lo confermo da italiana). Grazie per questa riflessione finale che hai permesso di far fare a me e a tanti altri. Bisogna guardare anche i propri limiti e sfidarli tutti. A testa alta. Come hai fatto tu. Ed ora ti si è aperto il mondo.
    Benvenuta nel club del Mal d’Asia ♥️

    1. Tu eri lì con me durante la pianificazione, quando ero in crisi (ti ricordi come stavo ammattendo perché non riuscivo a prenotare nulla dall’Italia?), e mi ricordo come oggi quelle sante parole: prendi l’Asia per come viene, questo fa parte di lei. Tu non lo sai, ma in quel momento ti ho adorato, perchè mi avevi dato la chiave di volta per lasciarmi andare all’Asia!
      Sai quante volte abbiamo affrontato le varie questioni inerenti la Thailandia, il modo in cui ormai il paese si è votato al turismo; l’Asia, la sua autenticità ed il modo in cui le persone la percepiscono, spesso criticandola aspramente. Io continuo a dire che prima di attaccare atteggiamenti gravi, bisogna mettersi una mano sul cuore ed essere obiettivi. Guardando casa propria e, ancora di più, il modo in cui noi ci comportiamo a casa altrui come turisti.
      Hai ragione Engi, io forse ero pronta per questo viaggio. Tu sai, perché spesso te l’ho detto, che mi sono sentita “chiamata” dalla Thailandia, come se non fossi stata io coscientemente a sceglierla. Come se lei sapesse prima di me quanto fossi pronta per questo incontro.
      Penso che tutto sia iniziato lo scorso anno in quell’isola di pescatori maldiviana, dove ho sbattuto contro una realtà diversa dalle copertine di un catalogo. Eppure, ora che mi sono affacciata a quel vaso, è come se non riuscissi più a chiudere il coperchio. Non posso negare che, consapevole o meno, sto guardando ancora ad est…
      Grazie per il tuo bellissimo commento 😍
      Claudia B.

      1. L’Asia prende in due modi: o ti sintonizzi con lei o ne rimani tagliato fuori.
        Sono felice di aver dato un piccolo contributo alla preparazione mentale.
        Dico piccolo perchè eri già in una fase abbastanza avanzata con piccoli tasselli che mancavano al puzzle.
        Non vedo l’ora di scoprire quale sarà lo sfondo asiatico dove ti immergerai stavolta!
        Sante parole Cla!
        Un abbraccio forte!

        1. Si, ero abbastanza avanti col mio piano…ma lo stavo affrontando nel modo sbagliato. Avevo un bisogno disperato del collante per quei tasselli, ed è stato proprio quello che mi hai dato tu. E, credimi, quella tua spiegazione, mi ha molto aiutata a godermi molto di più l’esperienza una volta arrivata in Thailandia 🙂
          Sono felice di essere dalla parte delle persone che si sono sintonizzate con l’Asia. Ma tutto deve sempre partire da una grande consapevolezza, di ciò che si va a toccare in un viaggio…
          Un abbraccio Engi!
          Claudia B.

  6. Cara Claudia, io da tempo compro le guide di viaggio solo come utile lettura per imparare qualcosa sulla destinazione: storia, stili architettonici, natura, i “da non perdere”, ma non riesco già da anni ad organizzarmi basandomi solo sul cartaceo. Leggo avidamente i consigli di chi ci è stato, cerco le sensazioni, quelle piccole chicche che la grande guida non ti darà mai ma un viaggiatore si!
    (Piccolo consiglio, se posso: se ti capita, prova a dare un occhio alle guide della Mondadori, io ormai compro solo quelle, oltre ogni tanto a quelle del National Geographic o Marco Polo)
    Il tuo articolo in questo senso è utilissimo, perché ci hai raccontato i piccoli veri problemi pratici, che poi fanno la differenza nella serenità di un viaggio. Quindi grazie, io l’ho già salvato pro-futuro.
    Come ti dicevo su Fb, anch’io non mi sento tornata dall’ultimo viaggio, ma sul blog sto avendo il problema opposto al tuo.. non riesco a scrivere articoli “pratici”, riesco solo a pensare a ciò che sento.. Prima o poi guariremo entrambe! 🙂 O forse no! 🙂
    Un abbraccio forte!

    1. Propendo per il “forse no”, ma in effetti Silvia, magari è solo questione di tempo e riusciremo a (se non guarire completamente) rientrare nei nostri abiti. Per ora è difficile, sembra persino impossibile ma, seppure l’iniziale blocco nei confronti del blog, devo dire che ora è proprio la volontà di scrivere ed aggiornarlo che mi aiuta. Forse non sarà giusto vivere nel “passato”, ma in questo momento ho così bisogno di risentire la Thailandia, che attraversarla virtualmente per scriverne mi aiuta.
      Sai che hai ragione sulle guide Silvia. Ancora non mi spiego come ho fatto a lasciarmi convincere. Pensavo sul serio che fosse il top, credevo erroneamente di averne bisogno. Mi sono accorta dell’errore quando, invece di consultare la guida, ero costantemente (come sempre) sui blog! Grazie per il consiglio sulle Mondadori! Le Marcopolo e le National Geographic sono quelle che conosco meglio ed ho sempre usato anche io…. francamente trovandomi davvero bene rispetto la Lonely Planet!!! Ottima segnalazione!
      Grazie mille per essere passata da questo folle e lunghissimo post: posso solo sperare che in futuro ti sia utile 😊
      Claudia B.

  7. Le parole con cui hai aperto questo post mi hanno fatto venire in mente la sensazione che provo quando torno da un viaggio e rientro nella mia città di provincia: per i primi due-tre giorni la vedo più piccola, più provinciale e meno accogliente di quello che è in realtà. Non riesco a non fare paragoni con il posto dal quale sono appena tornata, come se il mio cervello si rifiutasse di accettare che non sono più dove mi trovavo solo poche ore prima. E in quei momenti è proprio come dici tu: ci sei con il corpo ma l’anima è da qualche altra parte. E non sembra ma questi articoli che mettono insieme i consigli su come organizzare il viaggio sono spesso una specie di esercizio terapeutico per iniziare a mettere un po’ di distanza con la città (o il paese) che abbiamo visitato.
    Non ho in mente un viaggio in Thailanda nell’immediato, ma se dovessi decidermi questo sarebbe l’articolo che imparerei a memoria, perché qui ci sono tutte le cose che io ho bisogno di sapere prima di iniziare a organizzare un viaggio e che in nessuna Lonely Planet ho mai trovato. Sai che sto pensando seriamente di non comprare più guide di viaggio? Come hai scritto tu, da un po’ di tempo ho iniziato a pensare che si tratti di soldi buttati via, soprattutto per le sezioni con i consigli su dove mangiare. Assolutamente meglio affidarsi a blogger amici che in quel posto ci sono stati!
    Ti capisco BENISSIMO per la paranoia dei soldi! Io ho sempre il terrore di: non riuscire a prelevare con il bancomat, non riuscire a cambiare gli euro, non riuscire a pagare con la carta di credito, finire in prigione perché non ho trovato il modo di pagare il conto al ristorante. Pensa che quando viaggiavo con il mio ex boss mi ero fatta aumentare il planfond della carta aziendale a una cifra esagerata perché oltre alla normale paranoia di essere in viaggio con lui temevo sempre di dover vendere un rene per pagare i suoi soggiorni negli hotel 5 stelle 😉
    Sai che anche il mio prigioniero di viaggio è anche lui dell’idea che visto che sono io a voler viaggiare allora devo occuparmi di tutto? Ne consegue che se qualcosa va storto – se per esempio il volo viene cancellato per uno sciopero dei controllori – la colpa è mia. Propongo di mandarli una volta da soli da qualche parte.
    Scusa il pippone, Claudia!
    Un abbraccio 😘

    1. Silvia sto ridendo a crepapelle, perchè la proposta finale l’ho proprio avanzata ieri con Tiziana 😂! Mandiamoli da soli e vediamo dove li ritroviamo, dopo le prime sei ore! Questi “prigionieri di viaggio” iniziano ad essere una spina nel fianco. E dire che, siamo oneste, si divertono molto anche loro. Ma per principio devono impersonare il ruolo delle vittime sacrificali.
      Che poi…mi pare giusto che se c’è uno sciopero dei controllori, la colpa sia tua. Perché non ti arrampichi sulla torre di controllo, per far personalmente ripartire il traffico aereo?
      Ma sarà mai che debbano essere tutti uguali??? Lo stampo sarà stato messo in un museo per i posteri?
      Ti ringrazio per le tue parole. Mi hai detto una cosa molto bella, perché quando ho scritto questo post\libro, temevo di aver non solo esagerato con lunghezza, ma di aver omesso informazioni importanti. Anche se la sensazione era di aver riportato tutti i miei appunti.
      Io dopo le 30€ inutili spesi questa volta, dico davvero basta alle guide. I blog sono e restano la soluzione vera e migliore per i fai da te. Hai ragione sai, ristoranti, ma anche strutture in cui dormire…se vogliamo persino i posti da visitare più singolari: non c’è nulla di davvero interessante. O che valga la pena tenere in considerazione. Un blogger può veramente fare la differenza, mostrando qualcosa che ha visto, un servizio davvero provato. Dando un parere tecnico ed uno emotivo, che permettono di scegliere con consapevolezza!
      Grazie per essere passata a leggere il mio di pippone…ma è uscito così!
      Bacioni,
      Claudia B.

  8. Quando mi hai detto ieri che ci avrei messo un po’ avevi proprio ragione! Ma ne è venuto fuori un post utilissimo dove già si riesce a sentire come questo paese ti abbia conquistata! Ma procediamo con ordine.
    Innanzitutto BENTORNATI!
    In secondo luogo, ho appena guardato su internet dove acquistare dei calzini monouso! (hai appena creato un mostro!)
    Ora passiamo alle cose serie…
    Concordo pienamente con te soprattutto nell’ultima parte del tuo post: non ho ancora visitato la Thailandia e sono convinta che dopo che avrò letto tutti i tuoi post (immagino ne avrai diversi da scrivere!) avrò quella spinta in più per farlo, ma sono d’accordo con te quando si parla di rispetto per il paese che si va a visitare. Noi “occidentali” amiamo tanto differenziarci dagli altri e immolarci a paladini dell’ordine, facendo finta di non notare la (lunga) lista di cose che non funzionano e puntualizzando (ipotetiche) differenze spesso inesistenti. Non c’è nulla di peggio che sentire i soliti discorsi da bar di persone che si definiscono viaggiatori e non escono MAI dal resort e che si sentono in dovere di criticare gli usi e i costumi del paese in cui si trovano!
    Un abbraccio
    Erica

    1. Un libro Erica! Mi sono lasciata prendere la mano, non so perché ma ogni volta che pensavo “Bene, stop ho finito”, mi veniva in mente un nuovo punto da inserire. Avevo anche pensato di dividerlo, ma alla fine chi cerca questo tipo di informazioni, le cerca insieme, senza dover correre attraverso più post. Comunque, articoli di approfondimento arriveranno…ci hai visto giusto, ho ancora tanto da raccontare. E, prima o poi, dovrò trovare la forza di aprire il mio cuore e scrivere anche il post emotivo che ora non riesco ad affrontare.
      Ti ringrazio non solo per essere passata a leggere, ma anche per aver apprezzato questo mio ‘reportage-Odisssea”! In particolare mi fa piacere sapere che appoggi la mia tirata finale. So che dovrei trattenermi, a volte giuro che provo a mordermi la lingua (o le dita), ma dopo mesi di ricerche su questo viaggio, in cui mi somi imbattuta in accuse e lamentele, non sono riuscita a tacere. Non perché non sia giusto lamentarsi od accusare, ci mancherebbe altro, ma perché resto ferma nell’idea che dobbiamo prima di tutto essere obiettivi anche sulla nostra realtà, accettare che la Thailandia è ormai quella che è, ossia non più quella di quattro decenni fa e che, importantissimo, finché non siamo noi turisti a rompere il cerchio sul maltrattamento di animali ed esseri umani, non possiamo sperare che lo facciano loro. Quando viaggiamo, abbiamo il dovere di dare un contributo positivo. E da viaggiatori, dovremmo accettare i contrasti di una terra e, anche se con dolore, il fatto che sia semplicemente ciò che è.
      Ti abbraccio forte,
      Claudia B.

  9. Mammamia Claudia! *_* Io l’avrei scritto in forma di ebook perchè è utilissimo e completissimo di ogni info e tips! Ci credo che ti era passata la voglia di scrivere, dopo un viaggio così ti passa proprio la voglia d’Italia e di tutto (che cosa brutta che ho detto!), però dai piano piano ce la farai: la soluzione è pensare al NextStop che funziona sempre 😉 La questione ferie è odiosissima, come possiamo risolverla? Facciamo un comitato!
    Detto questo io direi che un mese di Imodium per la banca è troppo poco, mi è montata un’ansia pazzesca solo leggendo il fattaccio 😛
    Ma sai che stai benissimo col copricapo mediorientale? E grazie per la dritta sulla questione Booking-ultimi giorni, d’ora in poi ci farò caso anch’io! Sottoscrivo in pieno i tuoi pensieri di fine post, sono tutte cose che mi stanno particolarmente a cuore e apprezzo tantissimo quando riscontro il mio stesso pensiero in altre persone/viaggiatori. Aspetto tutta la trasposizione del tuo viaggio in post! <3
    PS: se dovessi scriverlo davvero l'ebook, come prima regola inserisci assolutamente la voce: "portatevi un armadio di calzini"!
    PPS: BENTORNATAAAA! 😀

    1. Avevamo con noi una valigia, che conteneva più calzini che gioie! La userò di certo come dedica, per l’ebook 😉 In effetti mi rendo conto di aver scritto “appena un pò”, ma hai presente quando non vuoi iniziare, poi però non vuoi nemmeno smettere? Come puoi vedere, la Thailandia non mi ha resa una persona normale…
      E’ stato difficile per me, decidere di salire su quel volo sabato scorso Dani, non scherzo quando dico che non sono decollata da Bangkok per intero.
      Non hai detto una cosa cattiva, sai? Mi è seriamente passata la voglia dell’Italia e di tutte le complicazioni di questo stato. Quando vivi per 24 ore al giorno in mezzo agli asiatici, ti rendi conto dell’assurdità totale, della follia del nostro paese. Ora la cattiveria l’ho detta io. Ma basta affiancarti a loro, al modo che hanno di vivere la vita e far fronte alla realtà, per capire che i problematici siamo noi.
      Ecco, ora come minimo mi attiro una fucilata addosso! Meglio se ci concentriamo sul comitato e sul next stop, anche se la seconda metà del blog, si appella a non so quale emendamento, per cercare di non viaggiare più, illuso!
      Ti ringrazio molto per i complimenti, il cappellino Emirates potrei farmelo anche regalare per Natale! Magari mi fanno uno sconto dipendenti.
      Scherzi a parte, ora, prova davvero a dare uno sguardo a questa funzione di Booking. Io sono un pò fusa, ma non avevo mai provato o, quantomeno, notato questa cosa. Se le camere sono esaurite, ovviamente non si può fare nulla, ma se ne resta una, il cambio è fattibile e molto comodo. Io, alla fine, ho risparmiato più di 50€ che ho usato per altre cose, durante il viaggio. Mica male, no?
      E lo sfogo finale…so che a volte dovrei, dovrei assolutamente contenermi. Ma non ce la faccio. In mesi di ricerche, mi sono imbattuta in tanti di quei post di condanna, che alla fine ho dovuto cancellare dalla mia mente, altrimenti sarei arrivata a Bangkok ed in Thailandia, piena di pregiudizi. Ed è un peccato. Come lo è, precludersi la buona riuscita di un viaggio, per cercare qualcosa che non esiste più!
      Buona domenica Guru, ed è un piacere essere tornata (sé, vabbuò, non ci crede nessuno…) 🙂
      Claudia B.

  10. Cara Claudia, hai scritto una cosa che esprime alla perfezione un pensiero che ho da sempre: la voglia di scrivere nasce dal desiderio di ricordare, di rivivere ogni attimo di un viaggio che ha lasciato emozioni, piccole o grandi. Il blog, per me almeno, nasce per questo e trova in questo la sua giustificazione. Hai dato tantissime informazioni utili e so che anche i prossimi articoli sulla Thailandia saranno da gustare (con un bel piatto thai davanti, magari), perché si sente la passione che quel Paese ha suscitato in te. E capisco benissimo la fatica di tornare alla solita realtà quando la testa è altrove… sono nella tua stessa situazione 🙂

    1. Sto facendo talmente tanta fatica, da sentirmi persino intimorita a volte. Perché non pensavo che la Thailandia potesse farmi questo. Lo dovevo immaginare, quando è entrata di prepotenza nella mia vita, decidendo che dovevo assolutamente conoscerla, che l’esito sarebbe stato questo. Ma non avevo idea di quanto questo viaggio mi avrebbe monopolizzato il cuore.
      Anche adesso mentre ti rispondo, mi devi credere Ilenia, sento salirmi le lacrime e un blocco allo stomaco. Un dolore sordo. E non è che io abbia qualcosa contro la mia vita, che amo ed ho scelto. Semplicemente, in questo preciso momento, non ho la forza di rifarla mia. Per cui scrivere, anche se inizialmente sembrava un atto di totale difficoltà, ora rappresenta la mia valvola di sfogo. Grazie al blog, con tutto il cuore!
      Ti abbraccio fortissimo, grazie per le tue parole,
      Claudia B.

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